La memoria delle stragi di mafia come strumento di educazione alla legalità e di dialogo con le nuove generazioni. È il messaggio emerso oggi al palazzo di giustizia di Sciacca durante la proiezione del docufilm “Falcone e Borsellino – Il fuoco della memoria”, diretto da Ambrogio Crespi e realizzato in collaborazione con il dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Palermo.
L’iniziativa, organizzata nell’ambito delle manifestazioni legate all’anniversario della strage di Capaci del 23 maggio 1992, ha coinvolto studenti, magistrati, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni in un momento di riflessione dedicato alla figura di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di parlare ai ragazzi di mafia, giustizia e impegno civile attraverso strumenti capaci di coinvolgerli direttamente. Il presidente del Tribunale di Sciacca, Bruno Fasciana, ha ribadito l’importanza del confronto con le nuove generazioni, sottolineando la necessità di creare occasioni di dialogo sempre più frequenti anche all’interno delle scuole.
Un interesse, quello dei giovani, confermato anche dalla procuratrice della Repubblica di Sciacca, Maria Teresa Maligno, che ha evidenziato la partecipazione attiva degli studenti agli incontri dedicati alla legalità, spesso caratterizzati da domande e interventi pertinenti ai temi affrontati.
Il docufilm, nato come progetto di ricerca e didattica universitaria, continua intanto a raggiungere un vasto pubblico. A ricordarlo è stata Paola Maggio, docente dell’Università di Palermo, che ha parlato della soddisfazione di presentare l’opera nella sua città, sottolineando la diffusione del documentario nelle scuole italiane e sulle piattaforme digitali.
Per Francesca Valenti, docente universitaria ed ex sindaca di Sciacca, il coinvolgimento dei ragazzi parte proprio dalla loro richiesta di approfondimento. La proiezione del docufilm, infatti, sarebbe stata chiesta dagli stessi studenti durante la settimana dello studente, segnale di una crescente attenzione verso i temi dell’antimafia culturale.
Sul valore della memoria si è soffermato anche Carlo Salvatore Hamel, presidente Ges Anm Palermo, che ha definito il documentario uno strumento importante per trasmettere ai più giovani i valori di legalità per cui Falcone e Borsellino hanno combattuto.
Nel corso dell’incontro, introdotto dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Sciacca, Carmela Bavino, e moderato dal consigliere segretario Calogero Lanzarone, è stato inoltre ricordato il contributo del giornalismo alla costruzione del docufilm, realizzato anche grazie a immagini, testimonianze e materiali raccolti negli anni delle stragi mafiose. Lo ha fatto, in particolare, la giornalista Maria Gabriella Ricotta.



