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Tar Lazio sospende interdittiva antimafia a un’impresa edile di Favara

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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha sospeso gli effetti dell’interdittiva antimafia emessa dal Ministero dell’Interno nei confronti di un’impresa edile di Favara, la Soc. S., restituendo piena operatività all’azienda attiva nel settore delle costruzioni da oltre un decennio.
La decisione è arrivata con un’ordinanza cautelare nell’ambito del ricorso presentato dalla società contro il provvedimento ministeriale che ne aveva disposto la cancellazione dall’Anagrafe antimafia degli esecutori e la conseguente misura interdittiva.
La vicenda ha avuto inizio il 2 gennaio 2025, quando la società aveva presentato richiesta di iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori, registro considerato uno strumento fondamentale per prevenire infiltrazioni criminali nei settori strategici, in particolare negli appalti pubblici.

Dopo una prima fase di verifiche preliminari con esito favorevole, il Ministero dell’Interno ha successivamente comunicato la presenza di presunti “elementi sintomatici di condizionamento mafioso”.

Nonostante le controdeduzioni presentate dall’impresa, l’Amministrazione aveva comunque disposto la cancellazione dall’Anagrafe e l’emissione dell’interdittiva.
La società si è quindi affidata agli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi, che hanno impugnato l’atto dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.
Nel ricorso, la difesa ha evidenziato quella che è stata definita una grave violazione del contraddittorio procedimentale.

Secondo i legali, il provvedimento sarebbe stato motivato anche su circostanze inedite, mai menzionate nella richiesta di chiarimenti inviata dal Ministero all’impresa.

Tale circostanza avrebbe impedito alla società di difendersi efficacemente durante la fase amministrativa.

I legali hanno inoltre contestato singolarmente gli indizi di presunto condizionamento mafioso richiamati dall’autorità.
Con l’ordinanza cautelare il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha quindi sospeso gli effetti del provvedimento.

La decisione consente alla società di proseguire le proprie attività nel settore dei lavori pubblici e di beneficiare nuovamente dell’iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori, in attesa della decisione nel merito del ricorso.

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