Meno di venti giorni per l’Ufficio Tecnico di Sciacca per esprimersi sul biodigestore di Moncada, domani i tecnici della “My Ethanol” in Comune

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Servono delle integrazioni e domani i tecnici della “My Ethanol” la società in quota alla Moncada Energy Group che ha presentato lo scorso quattordici marzo una nuova istanza per ottenere tramite Pas, procedura abilitativa semplificata, le relative autorizzazioni per un biodigestore e un impianto fotovoltaico nello stabilimento della distilleria Kronion in contrada Scunchipani, si presenteranno in Comune. 

Al lavoro per esaminare le carte di un progetto che nelle scorse settimane, ha fatto tanto discutere in città, c’è anche la consulente esperta incaricata dal Comune di Sciacca per esprimere un parere sull’impianto. Si tratta della docente universitaria Patrizia Liveri che la scorsa settimana, ha ricevuto ufficialmente l’incarico e la documentazione e che conta di poter consegnare la sua consulenza già per i primi del prossimo mese.

Intanto, il consigliere comunale Alessandro Curreri ha presentato domanda di accesso agli atti per la nuova istanza depositata dalla società di Totò Moncada. I documenti non sono stati ancora consegnati al componente di opposizione. Al momento, a parte l’Ufficio Tecnico guidato dal dirigente Giovanni Bono e la super consulente conoscono i dettagli del progetto.

Il parere del Comune di Sciacca dovrà essere espresso entro il 13 aprile. Negli ultimi giorni la mobilitazione del Comitato della contrada sembra essersi placata dopo la forte presa di posizione della sindaca Francesca Valenti in senso sfavorevole rispetto la fattibilità dell’impianto di Moncada.

L’imprenditore e la prima cittadina, nei giorni scorsi, avevano avuto anche un duro scontro a mezzo stampa culminato nella lettera dello stesso Moncada spedita alla Procura della Repubblica di Sciacca, missiva nella quale accusava la Valenti di un accanimento rispetto la libera iniziativa imprenditoriale. Ma la calma, potrebbe essere soltanto apparente: i residenti della contrada sarebbero nuovamente pronti a mobilitarsi nel caso in cui il pericolo di una indesiderata vicina centrale a biomasse diventasse sempre più reale.