A Sciacca si accende il dibattito politico sul ritardo del piano Aro, al centro di un’interrogazione consiliare a risposta scritta presentata dai consiglieri comunali, componenti della quinta commissione permanente “Igiene, Sanità, Solidarietà, Ecologia e Ambiente”. Il documento è indirizzato al sindaco, al presidente del consiglio comunale e all’assessore al ramo.
Il mandato del consiglio comunale
Ritardo piano Aro dopo il 5 marzo
I consiglieri ricordano che il 5 marzo 2026 il consiglio comunale ha discusso il nuovo piano Aro, esprimendo una volontà politica chiara e inequivocabile: dotare la città di un sistema efficiente di gestione dei rifiuti.
Un indirizzo che rappresenta un preciso mandato politico-amministrativo, al quale l’amministrazione è chiamata a dare tempestiva attuazione. Tuttavia, è proprio su questo punto che emergono le criticità legate al ritardo del piano Aro.
Nessuna nota agli uffici
Le verifiche della quinta commissione permanente
Nel corso dei lavori della quinta commissione permanente, è stato chiesto agli uffici competenti se fosse pervenuta la necessaria nota di indirizzo da parte dell’amministrazione per avviare la predisposizione del piano Aro.
Il Rup ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna comunicazione e, a seguito di verifica, non risulta agli atti alcuna nota ufficiale trasmessa in tal senso. Una situazione che, a oltre 40 giorni dalla deliberazione del consiglio comunale, viene definita grave e ingiustificata.
I rischi per la città
Le conseguenze del ritardo piano Aro
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, il perdurare di questa inerzia amministrativa rischia di compromettere ulteriormente l’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti, con inevitabili ripercussioni negative sulla città e sui cittadini.
I consiglieri sottolineano inoltre come appaia incomprensibile il mancato rispetto degli indirizzi espressi dal consiglio comunale, organo sovrano di rappresentanza democratica.
Le richieste all’amministrazione
Attraverso l’interrogazione, i consiglieri chiedono di conoscere:
- le reali motivazioni del ritardo nella trasmissione della nota di indirizzo;
- le ragioni per cui non è stato dato seguito alla volontà espressa il 5 marzo 2026;
- chi siano i responsabili dell’inerzia amministrativa;
- quali azioni immediate si intendano adottare per sbloccare la situazione;
- le tempistiche certe per completare l’iter del nuovo piano Aro.
Viene inoltre richiesta una risposta scritta nei termini previsti dal Regolamento, riservandosi ulteriori iniziative politiche e istituzionali in caso di perdurante inerzia.



