La promessa tradita della Nato

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L’invasione della Russia in Ucraina è stata la conseguenza della crescente espansione della Nato ai suoi confini. L’avvicinamento dell’Ucraina all’Ue e la volontà – che ha dovuto abbandonare – di entrare nell’Alleanza Atlantica hanno subito messo in allerta Putin. Ora la situazione non è migliorata perché invece dell’Ucraina, nella Nato stanno per entrare ben due paesi: Svezia e Finlandia. Due paesi storicamente neutrali alle porte della Federazione Russia.

Tutto ciò agita sempre più Putin che prima dell’aggressione in Ucraina aveva ricordato l’evento che per lui è sempre stata letta come una promessa, mentre Washington ribatte che non è stato scritto nessun accordo. “Ricordiamo come negli anni Novanta ci avete promesso che la Nato non si sarebbe spostata di un pollice a est” ha dichiarato a dicembre Putin. Questo riferimento è al discorso dell’allora segretario di Stato americano Baker durante un incontro con Mikhail Gorbachev nel 1990.

Questa dichiarazione era una battuta in un contesto diplomatico e nulla è stato messo nero su bianco in un accordo scritto. Per questo gli Usa non hanno mai rivendicato nessun obbligo che prendesse posizione riguardo alla Nato e ai suoi sviluppi futuri. Le cose da allora sono molto cambiate e la Nato si è allargata ad Est anche più di un “inch”. Ma per Putin, questo è stato un tradimento nei confronti del Cremlino tale da giustificare l’aggressione in Georgia nel 2008, in Crimea nel 2014 e anche questa in Ucraina oggi.

Gli accordi violati da Putin

Ma si tratta di una scusa che a Putin piace raccontare per la sua propaganda finendo per crederci perché parlando di accordi, lo stesso zar è venuto meno agli accordi di Budapest del 1994. Questi prevedevano che Mosca si impegnasse a rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina e ad astenersi dall’uso della forza nei suoi confronti.

All’epoca dell’allargamento a est dei paesi ex satelliti dell’Unione Sovietica, lo stesso Clinton si trovò dibattuto. Al momento dell’entrata nell’alleanza atlantica di Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, il presidente Usa spiegò le ragioni a Eltsin. Tanto che scatenò l’ira dei governi europei. Forse la linea troppo morbida di Eltsin ha portato allo strapotere degli oligarchi e di personaggi come Putin. Questi non hanno mai visto di buon occhio il dialogo con gli Stati Uniti che aveva aperto.