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L’arma criminale della Russia: lo stupro

La Russia ha utilizzato, da sempre, lo stupro come arma di guerra. Sin da quando l’Armata Rossa entrò a Berlino per liberarla, i soldati russi si sono sempre approfittati delle donne e dei bambini in segno di sottomissione e vittoria. Dopo l’abbandono dell’esercito russo, le autorità ucraine stanno riprendendo possesso delle proprie città e stanno scoprendo cose terrificanti che i soldati hanno inflitto alla loro popolazione.

Dagli orrori di Bucha a quelli di Borodyanka, Izium e tante altre città in cui la popolazione civile ha subito torture atroci come quelle di essere bruciata viva o stupro e deturpazione del corpo. Dall’inizio dell’aggressione sono sempre di più le testimonianze di stupri che stanno e emergendo dai racconti nelle varie città.

Arrivano da tutto il paese soprattutto dalle città occupate i racconti di donne violentate. In casa dove i soldati hanno fatto irruzione e costretto a rapporti orali con il fucile puntato alla tempia. O come un’altra vittima costretta a spogliarsi con la mitragliatrice che costringeva il petto. Una donna ha voluto raccontare la storia della sua terribile esperienza di stupro in cui due soldati l’hanno violentata per ben 13 ore dopo essersi introdotti in casa sua.

La violenza come sottomissione

Human Rights Watch è entrata in possesso di alcune fotografie che ritraggono la violenza e i segni delle barbarie commesse dai soldati sulle donne. Lo stupro è un atto di umiliazione e denigrazione che l’esercito russo tende ad infliggere a tutta la popolazione ucraina. I casi di violenza sono certamente molti di più di quelli emersi, ma le testimonianze già bastano per incriminare l’esercito russo per crimini di guerra.

Purtroppo lo stupro non è una prerogativa dei soldati russi. Durante la guerra in ex Jugoslavia furono violentate circa 20mila donne in Bosnia dai nazionalisti serbi. O come anche in Siria e in altre guerra recenti e non. Purtroppo si tratta anche di crimini che raramente vengono condannati e le vittime finiscono per non ottenere mai giustizia.

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