Crisi idrica, il sindaco di Agrigento: “Pronto a restituire il titolo di Capitale Italiana della Cultura”

“Sono pronto a restituire il titolo di “Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025” se la città dovesse essere ancora irrimediabilmente attanagliata dalla crisi idrica”.  Così ha sottolineato il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, partecipando all’Assemblea dei Sindaci dell’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, convocata in urgenza per discutere sulle possibili soluzioni per alleviare la grave crisi idrica incombente a causa della perdurante siccità.  

La seduta si è svolta nelle stesse ore in cui il governo regionale ha invocato dal Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica in Sicilia. 

E il sindaco Miccichè a tal proposito ha aggiunto: “Sono d’accordo. Bisogna coinvolgere il governo nazionale a sostegno di un’isola assetata e disperata. A breve incontrerò il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, che ben conosce la condizione infrastrutturale idrica della regione. Gli consegnerò un documento congiunto firmato da tutti i sindaci agrigentini affinchè siano adottate misure straordinarie. Ritengo che tra l’altro bisogna rendere utilizzabile il bacino più ampio a nostra disposizione, ovvero il mare, e quindi il ripristino o l’installazione dei dissalatori lungo la costa, ad esempio a Porto Empedocle dove vi è già un impianto dismesso”.  

“Sono consapevole – ha concluso Miccichè – dei gravissimi disagi che affliggono la popolazione, mi immedesimo nelle loro difficoltà, ne sono sinceramente amareggiato, ma rassicuro i miei concittadini che l’impegno dell’amministrazione di Agrigento a rimedio della crisi è e sarà tenace e agguerrito. Mi appello inoltre al sostegno sostanziale di tutta la deputazione locale, a prescindere dai colori politici. Confido negli ottimi e proficui rapporti con i nostri rappresentanti alla Regione Siciliana e, in particolare, con il presidente Schifani, che colgo l’occasione per ringraziare a fronte della costante attenzione che riserva al nostro territorio”.

Terzo centenario del 2024 a Menfi, festa per Paolo Bucalo

Ha festeggiato i 100 anni a Menfi oggi Paolo Bucalo.
E’ il terzo in ordine di tempo, che, nel 2024, ha raggiunto il secolo di vita. Infatti, il 29 gennaio ha festeggiato 100 anni Giuseppe Bivona, il 13 marzo Salvatore Calandra e oggi Paolo Bucalo.
Ci sono anche due donne centenarie a Menfi, Giuseppa Tarantino e Maria Giarratano. Ed altri due hanno già festeggiato i 102 anni: Angelo Gavetta e Antonina La Sala.
In totale ben sette centenari.
Oggi a festeggiare Paolo Bucalo, che prima della pensione faceva l’agricoltore, anche il sindaco, Vito Clemente.
Nel 1958 Paolo Bucalo si è sposato con Calogera Mulè e da quest’unione sono nati i figli Paola e Giuseppe.

La mamma di un bimbo autistico: “Trattata male nell’Ortopedia di Sciacca”

Sarebbe stata trattata male in ospedale. La rimostranza arriva dalla mamma di un bimbo affetto da spettro autistico che ha dovuto fare ricorso alle cure dell’Ortopedia del Giovanni Paolo II di Sciacca. Il genitore lamenta il trattamento ricevuto dal medico in servizio.
Il bimbo di soli quattro anni a causa di una caduta nei giorni precedenti era stato dimesso con una fasciatura rigida e diagnosi di frattura composta e rinvio al 4 di aprile e valutarne il decorso. Ma la fasciatura cede e per questa ragione la mamma torna al Pronto soccorso dove fa presente che il bambino è autistico e che si innervosisce molto, soprattutto negli ospedali, e “in maniera oltremodo professionale e gentile” viene immediatamente fatta passare e mandata nel reparto di Ortopedia.
Qui la mamma racconta di aver vissuto uno dei momenti più umilianti.
“La prima volta – scrive la signora in una lettera indirizzata alla direzione sanitaria e al Tribunale dei Diritti del Malato – che sono scoppiata a piangere per il modo in cui io e il mio bambino siamo stati trattati da un medico. Sono stata fatta entrare alle 12.50, ossia per ultima, con il bambino ormai stremato e nervosissimo. Tremavo solo al pensiero di come avrebbe reagito essendo toccato dopo tutta questa attesa.
Al medico faccio presente che eravamo lì con un giorno di anticipo a causa del collasso della fasciatura. Mi guarda e mi chiede cosa volessi. Rispondo che vorrei lo visitasse ed eventualmente decidere se rifare la fasciatura. Mi risponde “vabbe`”.
Procedo a spogliare mio figlio, tirando fuori un braccio alla volta dalla maglietta a cui avevo fatto apposite modifiche a causa della fasciatura. Lui mi guarda e mi dice: “Ma si toglie così la maglietta? Per forza che è caduta la fasciatura, e poi viene qui…”. Dopo averlo visto mi dice: “Vada a comprare il tutore per cortesia”. Chiedo se dovessi tornare da lui ma mi risponde che glielo avrebbero applicato direttamente dove lo vendevano.
Prima di andarmene chiedo se fosse confermato l’appuntamento del giorno 4 aprile 2024 e chiedo altresì se avessi dovuto passare dal pronto soccorso o se avessi dovuto recarmi direttamente in reparto. La sua riposta è stata: “Ma lei sa leggere? Ha letto quello che le ho scritto nel referto?”. Rispondo di sì. “E non ha letto che deve farsi fare le prescrizioni dal medico di base?”. Rispondo che non avevo letto nulla di simile.
Chiedo scusa e mi dichiaro ignorante in materia, implorandolo di spiegarmi cosa dovessi fare. Non mi parlava. Richiedo per favore di aiutarmi. Il medico mi risponde: “È scritto tutto nel foglio che le ho dato”. Gli chiedo nuovamente di spiegarmi, facendo presente che ho già tante preoccupazioni con il mio bambino e forse era umano non avere competenza su frasi e abbreviazioni mediche. Mi risponde così: “Deve farsi fare due prescrizioni (indicandomi quella famosa frase). Ora se ne vada che è tardi e probabilmente ora troverà chiuso anche il negozio dei tutori”.

La mamma, infine, nella sua missiva- rimostranza al Tdm di Sciacca sottolinea come una persona autistica non può aspettare tante ore su una sedia, non sa sostenere un tempo prolungato e questo amplifica tutta una serie di problematiche. Dopo una lunga attesa, ad esempio, sarà ancora più difficile visitarlo.
“Io sono profondamente turbata, indignata, sconcertata”, scrive la mamma”.

Il Samona’ escluso dai teatri agrigentini riconosciuti monumenti nazionali, Monte: “Un peccato”

Sette teatri della provincia di Agrigento sono stati dichiarati “monumento nazionale”. Sono Luigi Pirandello di Agrigento; Regina Margherita di Racalmuto; Re Grillo di Licata; Sociale di Canicattì; del Mare di Menfi; L’idea di Sambuca di Sicilia e Sant’Alessandro di Santa Margherita di Belice.

La Camera dei Deputati ha approvato il progetto di legge. Un risultato ed un riconoscimento importante per i teatri agrigentini, in vista di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025. Ora il provvedimento passa al Senato per l’approvazione definitiva.

Oggi con una nota stampa, l’ex assessore Salvatore Monte e operatore teatrale commenta la notizia del riconoscimento per sette teatri agrigentini che esclude il teatro di Sciacca.

” Mi complimento di vero cuore – afferma Salvatore Monte – con la cittadina di Menfi per l’lmportante traguardo; il “Teatro del Mare” lo scorso anno ha dimostrato di avere ampie potenzialità. Un plauso anche alla comunità di Canicattì. Il teatro sociale che ho avuto il privilegio di riattivare artisticamente prima del periodo Covid, è una struttura degna. Dispiace non vedere in questo elenco il nostro teatro popolare saccense, struttura che per la sua storia e la sua conformazione architettonica meriterebbe notevoli riconoscimenti. Davvero un peccato. Sciacca come sempre non riesce, in prima battuta, ad essere al pari di altre realtà. Occorre sempre attendere interventi postumi per metterci in carreggiata con gli altri”.

Progetto sul turismo con una scuola spagnola di Montmeló per l’istituto Arena di Sciacca (Video)


Sono arrivate questa mattina nella sede di via Giotto dell’istituto Arena di Sciacca quattro studentesse di una scuola spagnola di Montmeló, nei pressi di Barcellona, accompagnate dalla professoressa Teresa Badia Miralles.

Ad accogliere Sira Fernandez, Aura Henares, Maria Padilla e Ivanna García le famiglie ospitanti di quattro alunne del corso Turismo dell’Arena.

Le studentesse vivranno in famiglia, per tutto il periodo del loro soggiorno a Sciacca, e frequenteranno le lezioni nelle classi della sede di via Giotto, partecipando a tutte le attività curricolari ed extracurricolari che saranno svolte nella classe alla quale sono state abbinate, tenuto conto del curricolo seguito da ognuna di loro nella scuola del Paese di provenienza.

Nell’ottica della promozione della città di Sciacca, l’iniziativa riveste un momento di crescita. La dirigente dell’Arena, Daniela Rizzuto, ha ricordato il protocollo d’intesa siglato con il Comune di Sciacca affinché chi frequenta questo corso possa avere una corsia preferenziale nel diventare operatore del turismo. Presenti questa mattina anche i docenti referenti del progetto, Davide Leonte, Salvatore Giudice e Domenica Gennaro.

Burgitano compie cent’anni, festeggiato alla filiale della Posta (Video)

Un festeggiamento speciale, quello che si è tenuto ieri in onore di Gioacchino Maniscalco all’ufficio postale di Burgio.

Una torta speciale e un’accoglienza calorosa, così “Gli amici di Poste Italiane” hanno celebrato il centenario che tornò a piedi da Pisa sotto le bombe.

Circondato dall’affetto della comunità burgitana e dalla famiglia, ad attenderlo Il direttore della sede di via Leone Paolo Colletti e tutto il personale. Scampato per miracolo ad un bombardamento mentre era militare, Gioacchino scappò da Pisa e raggiunse a piedi la sua Burgio.
Come lui stesso racconta, mentre era in città, un raid rase al suolo la sua caserma. Nessuno si salvò. Così lui e altri concittadini decisero di mettersi in cammino per tornare a Burgio, dove sarebbero arrivati dopo oltre 40 giorni di cammino. Lungo il percorso, un uomo gli regalò 100 lire, con le quali Gioacchino comprò subito dei sigari che scambiò, in Calabria, per un po’ di pane.  
Gioacchino è bisnonno, ha due figli, nipoti e quattro pronipoti di cui l’ultimo nato proprio a gennaio scorso: un riferimento per quattro generazioni con un intero secolo di storia famigliare. Una storia che ha attraversato anche le vite di molti burgitani, come sottolinea il direttore dell’ufficio postale che ama anche ricordare i momenti della propria adolescenza quando capitava che il signor Gioacchino lo accompagnasse a scuola.
Per tutta la comunità è stata una giornata di grande festa.

Esplosione all’interno di un’abitazione di via Avigliano a Sciacca.

Una pensionata di 77 anni, in via precauzionale, è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II.
Ad innescare la deflagrazione è stata fuga di gas da una bombola collegata al piano cottura della cucina.

Il gpl è venuto in contatto con l’impulso elettrico di una stufa. I pompieri hanno messo in sicurezza la residenza, dichiarandola inagibile.
L’anziana, seppur scioccata, sta bene.
I militari dell’Arma di Sciacca, con il contributo dei vigili
del fuoco, si sono occupati della ricostruzione delle cause dell’incidente.

Trentaduesimo anniversario dell’uccisione del Maresciallo Guazzelli

Celebrata oggi la ricorrenza del 32° anniversario dell’uccisione del Maresciallo Maggiore “Aiutante” dei Carabinieri Giuliano Guazzelli, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, assassinato dalla mafia il 4 aprile 1992.

Al Santuario di San Calogero di Agrigento, e’ stata officiata una Santa Messa dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Sicilia” Don Salvatore Falzone unitamente al parroco del Santuario Don Gerlando Montana Lampo, alla quale hanno preso parte i familiari del Decorato, il Colonnello Nicola De Tullio, Comandante Provinciale dei Carabinieri, le massime Autorità civili e militari della provincia, nonché magistrati in quiescenza che hanno condiviso parte del loro percorso con il Sottufficiale caduto nell’adempimento del proprio dovere.

Alla cerimonia hanno assistito anche una rappresentanza della locale Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.

Presso il viadotto Guazzelli, luogo dell’agguato – prevista anche una breve ma toccante cerimonia commemorativa con la presenza di un picchetto d’onore e le note del “silenzio”, scandite dal trombettiere del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” e impreziosita dalla benedizione impartita dal Cappellano Militare e dalla deposizione di una corona di alloro.

Per la tragica scomparsa del Maresciallo Maggiore “Aiutante” Giuliano Guazzelli,venne tributata alla vittima del dovere la Medagliad’Oro al Valor Civile“alla memoria” con la seguente motivazione:

“Sottufficiale di elevatissime qualità professionali, impegnato in delicate attività investigative in aree caratterizzate da alta incidenza del fenomeno mafioso, operava con eccezionale perizia, sereno sprezzo del pericolo ed incondizionata dedizione al dovere e alle Istituzioni, fornendo costanti e determinanti contributi alla lotta contro la criminalità organizzata fino al supremo sacrificio della vita, stroncata da proditorio ed efferato agguato criminale. Eccelso esempio di preclare virtù civiche ed altissimo senso del dovere.”

Il Riesame conferma la misura cautelare per altri indagati nell’inchiesta di mafia a Lucca, Villafranca e Burgio

Rigettata dal Tribunale del Riesame di Palermo la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere per Salvatore Imbornone, di 64 anni, di Lucca Sicula, coinvolto nell’operazione antimafia che ha riguardato in particolare questo comune, Burgio e Villafranca Sicula.

Il suo legale, l’avvocato Vincenzo Castellano, aveva chiesto al Riesame l’annullamento della misura, ma i giudici hanno rigettato l’istanza.

L’indagine, che ha portato a sette misure restrittive emesse dal gip del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, su richiesta della Dda, è ricostruita in un’ordinanza di custodia cautelare di 214 pagine. Gli indagati, a vario titolo, sono 17. Sette le misure cautelari emesse.

Siccità, Schifani: «Situazione drammatica, la Sicilia chiede lo stato di emergenza nazionale»

Il governo Schifani ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per la crisi idrica. Una decisione presa nel corso dell’ultima giunta in conseguenza al lungo periodo di siccità e alla rilevante riduzione delle riserve di acqua in tutta la Sicilia.

L’obiettivo del provvedimento, che adesso dovrà essere approvato dal Consiglio dei ministri, è quello di garantire acqua potabile ai cittadini e l’approvvigionamento idrico ai settori agricolo e zootecnico, oltre che alle imprese impegnate nei cantieri nell’Isola.

«La siccità in Sicilia sta diventando drammatica – dice il presidente Renato Schifani –. La Regione ha già messo in campo una serie di azioni per mitigare la crisi, aiutando i settori produttivi e limitando i disagi ai cittadini, ma servono anche urgenti interventi statali per operare su reti e sistemi di approvvigionamento idrico e per sensibilizzare i cittadini a un uso più razionale della risorsa. Inoltre, sono necessari sgravi fiscali e contributivi, moratorie e sospensione di adempimenti per le imprese del settore agricolo e zootecnico che sono in gravissima difficoltà».

Una relazione della Protezione civile regionale indica interventi a breve e a medio termine per mitigare la crisi che prevedono la riduzione dei consumi delle utenze idropotabili, interventi sugli invasi, campagne di informazione e sensibilizzazione per il risparmio, interventi per reperire risorse alternative (come dissalatori mobili e navi con moduli dissalativi), acquisto di autobotti e silos per la distribuzione in luoghi pubblici, utilizzo di pozzi e sorgenti, riparazione di reti idriche, ammodernamento degli impianti di dissalazione nei siti dismessi di Porto Empedocle, Paceco-Trapani ed eventualmente anche Gela. Il costo delle azioni a breve termine è di 130 milioni di euro, mentre di quelle a medio termine è di 590 milioni di euro. 

La Regione, nelle scorse settimane, aveva già dichiarato lo stato di crisi idrico sia per l’uso potabile che per quello agricolo-zootecnico, nominando anche due commissari. Per i settori produttivi interessati sono state avviate le procedure per provvedimenti per circa 5,5 milioni di euro che prevedono sgravi dai canoni dei consorzi di bonifica e misure di semplificazione amministrativa. È stato costituito anche un Osservatorio regionale sugli utilizzi idrici per monitorare costantemente lo stato degli invasi e delle riserve di acqua.