Riconsegnati i nuovi locali del Tribunale di Agrigento

Si è svolta nella giornata odierna, presso la sala riunioni della Presidenza del Tribunale di Agrigento, la cerimonia ufficiale di riconsegna dei nuovi locali del Tribunale, realizzati all’interno del Palazzo di Giustizia di via Mazzini. L’intervento rientra nel progetto di realizzazione di nuovi vani con adeguamento alla normativa antincendio.

Alla riunione hanno preso parte le principali autorità giudiziarie e amministrative del territorio, tra cui il presidente del tribunale Giuseppe Melisenda Giambertoni e il procuratore della Repubblica Giovanni Di Leo, insieme ai dirigenti amministrativi e ai rappresentanti della Conferenza Permanente.

Nuovi locali del Tribunale pronti all’uso

Durante l’incontro è stato illustrato lo stato dell’intervento relativo ai nuovi locali del Tribunale, evidenziando le principali tappe del progetto. La consegna dei lavori, limitatamente ai vani oggetto della riconsegna, è avvenuta il 25 marzo 2024, mentre il completamento definitivo è stato registrato il 3 marzo 2026.

Sei nuovi vani tra secondo e quinto piano

Nel dettaglio, sono stati realizzati sei nuovi ambienti: quattro collocati al secondo piano e due al quinto piano del Palazzo di Giustizia. I locali risultano pienamente idonei all’utilizzo, essendo dotati di tutti i comfort necessari e delle condizioni richieste per essere immediatamente destinati a uffici giudiziari.

Cerimonia ufficiale e consegna degli spazi

Un momento centrale della giornata è stato rappresentato dalla consegna formale dei nuovi locali del Tribunale. Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, in qualità di legale rappresentante dell’Ente Stazione Appaltante, ha affidato ufficialmente gli spazi al Presidente del Tribunale, quale rappresentante dell’Amministrazione usuaria.

Alla cerimonia hanno partecipato anche l’ingegnere Alberto Avenia, dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale e Rup della procedura, e l’ingegnere Vittorio Nocera, direttore dei lavori, che ha illustrato nel dettaglio le fasi dell’intervento.

Un passo avanti per gli uffici giudiziari

La riconsegna dei nuovi locali del Tribunale rappresenta un ulteriore passo nel percorso di miglioramento funzionale e infrastrutturale degli uffici giudiziari agrigentini. L’intervento consente infatti di ampliare e ottimizzare gli spazi disponibili, rispondendo alle esigenze operative della struttura.

Con questa iniziativa si rafforza l’efficienza del Palazzo di Giustizia di via Mazzini, garantendo ambienti adeguati e pronti all’uso per le attività giudiziarie.

Sciacca, Salvino Navarra nominato comandante della polizia Municipale

Il sindaco Fabio Termine ha conferito l’incarico di dirigente del settore VII “Area polizia municipale” con funzioni di comandante del corpo di polizia Municipale a Salvatore Navarra. La nomina è formalizzata con decreto sindacale, al termine di una procedura selettiva interna.

Il provvedimento stabilisce che l’incarico avrà durata fino alla conclusione del mandato elettorale del primo cittadino e sarà svolto a tempo pieno e determinato.  

Secondo quanto riportato nel decreto, Navarra è stato individuato come candidato idoneo dalla commissione esaminatrice, che ne ha valutato competenze tecniche e trasversali. Il sindaco ha ritenuto non necessario procedere a colloquio, considerata esaustiva la documentazione prodotta.  

La scelta si fonda sulla “comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità” maturata dal funzionario nell’ambito delle attività di polizia locale, comprese le funzioni di polizia giudiziaria, sicurezza pubblica e coordinamento operativo del personale.  

Navarra, dipendente dell’ente con profilo di funzionario dell’area vigilanza, assumerà la direzione, l’organizzazione e l’impiego tecnico-operativo del Corpo, oltre alla responsabilità del raggiungimento degli obiettivi fissati dall’amministrazione.  

Con 36 anni di servizio nella municipale, Navarra ha ricoperto ruoli di responsabilità nei comandi di Ribera e Sciacca, dove dal 2015 è stato vice comandante. Per otto anni ha inoltre operato presso la Procura di Sciacca come responsabile dell’aliquota di polizia locale della sezione di polizia giudiziaria.

Nel corso della carriera ha conseguito due lauree, in Scienze sociologiche e in Giurisprudenza, oltre a diversi master, tra cui quello in Diritto della viabilità e dei trasporti presso l’Università Roma Tre. È mediatore civile certificato e svolge attività di docenza e formazione in ambito giuridico e tecnico-professionale.

Tra le specializzazioni figurano i reati minorili, l’infortunistica stradale e le materie urbanistiche e ambientali. Ha ricevuto riconoscimenti istituzionali e un’onorificenza dall’Anvu per attività investigative che hanno portato all’arresto di quattro persone coinvolte in traffico di sostanze stupefacenti.

Sala del Comune di Sciacca intitolata a Totò Allegro, Campione: “Atto doveroso e per decoro” (Video)

La consigliera Daniela Campione annuncia l’intitolazione dell’anticamera del vano ascensore del Comune di Sciacca alla memoria di Totò Allegro, dipendente tetraplegico che ha intrapreso una lunga battaglia per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si deve alla sua tenacia, l’introduzione di un ascensore nel Collegio dei Gesuiti negli anni duemila.

Oggi l’esponente dei Verdi, ex assessore alle Politiche Sociali, parla di un atto doveroso nei confronti della memoria di Allegro scomparso qualche anno fa.

“E’ il minimo che si può fare per ricordare il suo impegno – oltre che in questo modo verrà reso decoroso un angolo del Comune utilizzato come deposito e che ora potrà anche ospitare piccole mostre”.

La consigliera ringrazia i colleghi Modica e Gulotta per aver sposato l’iniziativa e i tecnici, Gianmarco Ali e Salvatore Gioia che hanno sviluppato il progetto.

Scerbatura a Sciacca, squadre al lavoro e interventi programmati

Prosegue senza sosta la scerbatura a Sciacca con tre squadre attualmente impegnate in diverse aree urbane secondo un programma definito e continuo. Il servizio, attivo dallo scorso 1° gennaio, rappresenta un cambio di passo significativo: non più interventi sporadici, ma un’attività ordinaria strutturata lungo tutto l’arco dell’anno.

Le operazioni sono distribuite in modo capillare per garantire maggiore efficacia e copertura del territorio, migliorando il decoro urbano e la vivibilità degli spazi pubblici.

Dove stanno operando le squadre di scerbatura

Nel dettaglio, la scerbatura a Sciacca coinvolge attualmente tre squadre operative:

  • Squadra A: conclusi i lavori nel viale delle Terme, è ora impegnata nella zona di discesa Campidoglio e proseguirà successivamente in via Eleonora d’Aragona.
  • Squadra B: dopo aver completato gli interventi nel quartiere Santa Caterina, sta operando nella zona di San Michele e si sposterà poi in via Castello.
  • Squadra C: terminate le attività nel rione Fratelli Bandiera, è al lavoro in via del Sole e nei prossimi giorni interverrà in via Sarno e nelle aree limitrofe.

Un servizio continuo per il decoro urbano

Il nuovo approccio segna una trasformazione importante: la scerbatura a Sciacca diventa un servizio costante, attivo per 12 mesi l’anno. Un modello che punta a garantire continuità, prevenzione e maggiore attenzione al verde pubblico.

Negli ultimi anni, infatti, si è scelto di potenziare il servizio, riconoscendo il valore del decoro urbano come elemento centrale per la qualità della vita dei cittadini.

Come sottolineato dall’assessore all’Ambiente, Salvino Patti, “la cura della città passa anche da interventi quotidiani e programmati, che rendono gli spazi pubblici più decorosi e vivibili”.

Comunicazione e trasparenza verso i cittadini

Un ulteriore elemento di novità riguarda la comunicazione: ogni settimana verrà diffuso il programma degli interventi. Questo permetterà ai cittadini di conoscere in anticipo le zone interessate dalla scerbatura, facilitando l’organizzazione quotidiana e riducendo eventuali disagi.

Sapere dove e quando si interviene non è solo una questione pratica, ma anche un passo verso una maggiore trasparenza amministrativa e un rapporto più diretto con la comunità.

Una città più curata, giorno dopo giornoLa scerbatura a Sciacca si conferma quindi come un servizio strategico per il mantenimento del decoro urbano. La programmazione, la continuità e l’informazione costante rappresentano gli elementi chiave di un sistema che mira a migliorare in modo concreto la qualità degli spazi pubblici.

Un impegno quotidiano che guarda al futuro della città, partendo dalla cura dei dettagli.

Aica, nominato il presidente del Collegio dei revisori: incarico a Giuseppe Venezia

Si completa l’assetto del Collegio dei revisori dei conti dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini. L’assemblea dei sindaci dei Comuni soci, riunita ieri, ha designato alla presidenza il dottore Giuseppe Venezia, scelto all’unanimità.

Con la nomina del presidente viene definita la composizione dell’organo di controllo, di cui fanno parte anche Calogero Vullo e Paola Milizia.

Un passaggio che consente all’azienda di rafforzare la propria struttura di vigilanza interna in una fase considerata strategica per la gestione del servizio idrico nel territorio agrigentino.

Nel corso della seduta, i sindaci hanno affrontato diversi temi inseriti all’ordine del giorno.

Tra questi, particolare attenzione è stata riservata alla questione dei conguagli tariffari delle bollette, argomento che ha generato un confronto tra i rappresentanti degli enti locali.

Alla riunione ha partecipato un’ampia rappresentanza dei primi cittadini della provincia, segnale dell’interesse verso le scelte organizzative e gestionali dell’azienda.

Il neo presidente del Collegio dei revisori ha espresso soddisfazione per l’incarico ricevuto: ha ringraziato i sindaci per la fiducia e ha sottolineato che il suo ruolo sarà orientato al rispetto dello statuto, dei regolamenti e delle norme che disciplinano il funzionamento dell’ente, in collaborazione con gli altri componenti del Collegio.

Soddisfazione è stata espressa anche da Aica, che ha evidenziato come il completamento del Collegio rappresenti un passaggio rilevante per il rafforzamento della governance e per l’esercizio delle funzioni di controllo. L’azienda ha ribadito l’obiettivo di garantire correttezza amministrativa e solidità gestionale, in un settore ritenuto essenziale per la collettività.

L’assemblea ha infine confermato la volontà di proseguire nel percorso di miglioramento dell’organizzazione aziendale, con attenzione agli equilibri economici e alla tutela degli utenti.

Sciacca guarda al Marocco con nuove opportunità per la ceramica siciliana

Nuove prospettive internazionali si aprono per la ceramica di Sciacca. L’assessore alle Attività produttive e al Turismo, Francesco Dimino, si è recato ieri a Palermo insieme all’assessore alla Cultura e vicesindaco Maria Grazia Cacio per partecipare a un incontro istituzionale presso il consolato del Regno del Marocco.

All’iniziativa hanno preso parte anche le città di Caltagirone e Santo Stefano di Camastra, protagoniste insieme a Sciacca di un confronto coordinato dal Distretto produttivo delle ceramiche siciliane, alla presenza della console del Regno del Marocco. Al centro del dialogo, il valore strategico della ceramica come elemento identitario, culturale ed economico dei territori coinvolti.

L’incontro nasce dalla consapevolezza di radici comuni tra la Sicilia e il Marocco, entrambe realtà storicamente legate alla produzione ceramica. L’obiettivo è avviare nel breve periodo iniziative concrete per favorire scambi commerciali, collaborazioni artistiche e progettualità comuni, con ricadute dirette sul tessuto produttivo locale.

“È stato un confronto importante – ha dichiarato Dimino – che apre una prospettiva chiara: portare la ceramica siciliana oltre i confini nazionali, rafforzando il posizionamento delle nostre imprese nei mercati internazionali”. Un percorso che, ha sottolineato l’assessore, si inserisce in una strategia avviata da tempo attraverso la collaborazione tra le città della ceramica siciliana.

L’amministrazione comunale ribadisce infine l’impegno a sostenere iniziative volte a valorizzare le eccellenze del territorio, rafforzare le relazioni internazionali e creare nuove opportunità di crescita per le imprese locali, nella convinzione che sviluppo economico e identità culturale debbano procedere di pari passo.

Catania, sgomberata l’ex palestra di piazza Lupo: via all’operazione interforze

È stata sgomberata nella notte l’ex palestra di piazza Lupo, nel centro di Catania, da tempo occupata da anarchici e appartenenti all’area dei centri sociali.

L’intervento è stato eseguito da un dispositivo interforze coordinato dalla Questura. Le operazioni si sono svolte senza particolari criticità: all’esterno della struttura erano presenti alcuni giovani che presidiavano l’area, ma non si sono opposti all’intervento e sono stati identificati dagli agenti della Digos.

Durante lo sgombero si sono radunati sul posto alcuni manifestanti, senza che si registrassero tensioni rilevanti.

L’immobile, di proprietà del Comune di Catania, rientra in un progetto di riqualificazione urbana: l’ex palestra sarà infatti demolita per lasciare spazio a una nuova piazza con un’area destinata a verde pubblico.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di ripristino della legalità e di recupero degli spazi urbani, con l’obiettivo di restituire l’area alla collettività

Bagni pubblici a Sciacca, richiesta la riattivazione

Torna al centro del dibattito cittadino il tema dei bagni pubblici a Sciacca, con una richiesta formale indirizzata all’amministrazione comunale da parte dell’Associazione Strutture Turistiche del Centro. L’appello coinvolge il sindaco, gli assessori competenti e il presidente del consiglio comunale, con l’obiettivo di intervenire in vista della nuova stagione turistica.
Gli operatori, guidati da Santina Matalone, evidenziano il ruolo strategico del turismo per l’economia locale, accanto ad altri settori come artigianato, pesca e agricoltura. In questa prospettiva, viene sollecitata una destinazione mirata dell’imposta di soggiorno per migliorare i servizi offerti alla città.

Bagni pubblici a Sciacca, la richiesta degli operatori

Nel documento viene chiesto un intervento immediato per la riattivazione dei servizi igienici, con particolare riferimento a quelli di piazza Scandaliato e della villa comunale. La proposta riguarda sia la manutenzione sia il ripristino delle strutture esistenti, con la previsione di un addetto incaricato dell’apertura e della pulizia.
Il corretto funzionamento dei bagni pubblici a Sciacca viene indicato come un servizio essenziale, capace di incidere direttamente sulla qualità della vita urbana e sull’immagine complessiva della città, non solo per i turisti ma anche per i residenti.

Una criticità che incide su decoro e accoglienza

Secondo quanto segnalato, la situazione attuale risulta particolarmente problematica. I servizi igienici presenti non sono in funzione da tempo, sia in Piazza Scandaliato che nella Villa Comunale, configurando una criticità non più rinviabile.
Particolare attenzione viene posta alla scalinata di via Eleonora d’Aragona, che collega la piazza al porto. Qui, lo stato di abbandono delle strutture e le condizioni igieniche compromettono uno dei punti più frequentati e apprezzati dai visitatori.

Soluzioni proposte per i bagni pubblici a Sciacca

Nel caso in cui non fosse possibile procedere con la riattivazione delle strutture esistenti, viene proposta l’installazione di bagni autopulenti. Si tratterebbe di soluzioni facilmente rimovibili, dotate di sistemi automatici di igienizzazione e accesso regolato, con una gestione più sostenibile nel tempo.
La proposta include anche l’installazione di cartelli informativi, mappe e l’inserimento del servizio nell’App Sciacca, così da facilitare l’individuazione dei punti disponibili.
Per la copertura dei costi, viene indicato l’utilizzo di una quota dell’imposta di soggiorno, ritenuta coerente con interventi destinati a migliorare l’accoglienza e i servizi urbani.

La questione dei bagni pubblici a Sciacca si inserisce in una riflessione più ampia sulla qualità degli spazi pubblici e sull’immagine della città, con l’obiettivo di rafforzarne la vocazione turistica attraverso interventi concreti e immediati.

In via Amendola asfalto rifatto e subito dopo scavato, l’opposizione attacca: “Interventi scoordinati”

Un intervento di manutenzione del manto stradale a Sciacca si è trasformato in un caso politico e amministrativo. In via Amendola, dopo la posa del nuovo manto stradale avvenuta il 24 marzo, a pochi giorni di distanza sono intervenuti i mezzi di Aica per lavori sulla rete idrica, compromettendo il bitume appena steso.

Per i consiglieri comunali firmatari si tratta “dell’ennesimo esempio di una gestione amministrativa che sembra procedere a compartimenti stagni, priva di quella visione d’insieme necessaria a tutelare il bene pubblico”.

“Non è accettabile che le somme pubbliche vengano spese senza una minima strategia di coordinamento”, scrivono i consiglieri. “Asfaltare una strada il 24 marzo pomeriggio per poi vederla deturpare dopo qualche giorno non è solo un colpo all’occhio del cittadino, ma è un vero e proprio spreco di risorse. Ogni scavo su un asfalto nuovo ne compromette per sempre la tenuta e l’uniformità, riducendo la vita utile dell’intervento e creando nuovi potenziali pericoli per la viabilità”.

Nella nota si evidenzia inoltre come alcuni residenti avessero già segnalato da tempo difficoltà nell’approvvigionamento idrico, elemento che avrebbe potuto favorire una pianificazione preventiva degli interventi.

Da qui la proposta dell’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra Comune e gestori dei servizi essenziali (Aica, Enel, aziende di telecomunicazioni e Italgas) per coordinare i lavori e verificare eventuali interventi programmati prima di procedere con il rifacimento del manto stradale.

“Non possiamo più permetterci il lusso dell’improvvisazione”, concludono i consiglieri. “Sciacca merita una gestione del territorio che rispetti i soldi dei contribuenti e garantisca lavori duraturi”.

I firmatari del documento sono i consiglieri comunali di opposizione Clelia Catanzaro, Gaetano Cognata, Alessandro Grassadonio, Giuseppe La Bella, Lorenzo Maglienti, Isidoro Maniscalco, Carmela Santangelo, Alberto Sabella e Antonino Venezia.

Bancarotta a Palermo, sequestrati beni per 4 milioni

Operazione della Guardia di Finanza a Palermo, dove quattro persone risultano indagate per bancarotta nell’ambito di un’inchiesta che ha portato al sequestro di immobili per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

L’attività trae origine da indagini sul dissesto di una società riconducibile a una famiglia di imprenditori attiva nei settori della produzione di inerti, del calcestruzzo e della raccolta dei rifiuti, con appalti in diversi comuni delle province di Palermo e Trapani.

Bancarotta a Palermo: i sequestri disposti dal Tribunale

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito il sequestro preventivo di 3 fabbricati e 15 terreni. Gli immobili si trovano nei territori di Palermo, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Monreale, Carini e Mazara del Vallo.
Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione per il Riesame del Tribunale di Palermo, che ha condiviso le valutazioni della Procura della Repubblica alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini sulla bancarotta a Palermo.

Indagini sul dissesto societario

Le investigazioni, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza, hanno riguardato la situazione economica della società, poi sfociata nell’apertura della liquidazione giudiziale.
Secondo quanto emerso, la società sarebbe stata interessata da una serie di operazioni ritenute distrattive. Gli indagati avrebbero alienato beni aziendali, tra cui mezzi e appalti, trasferendoli a favore di altre società appartenenti allo stesso gruppo, oltre a movimentare somme verso i soci.

Bancarotta a Palermo: flussi finanziari e ricostruzione delle somme

Dall’analisi dei conti correnti societari è stato possibile ricostruire un rilevante flusso di denaro in uscita, pari a circa 4 milioni di euro. Le operazioni sarebbero avvenute tramite bonifici, assegni, pagamenti e prelievi di contante.
Parte di queste risorse sarebbe confluita nelle casse di un’ulteriore società del gruppo. Le somme avrebbero poi costituito la base finanziaria per l’acquisto, tramite aste giudiziarie, di diversi immobili oggi sottoposti a sequestro.

Immobili sequestrati tra Palermo e Trapani

I beni oggetto del provvedimento risultano distribuiti tra le province di Palermo e Trapani, con un valore complessivo stimato in circa 4 milioni di euro.
L’operazione rappresenta un intervento mirato al contrasto della bancarotta a Palermo e, più in generale, dei fenomeni di illegalità economico-finanziaria, con particolare attenzione all’individuazione e all’aggressione dei patrimoni ritenuti illeciti.

Contrasto all’illegalità economica

L’attività si inserisce nel quadro delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo e mira a tutelare il corretto funzionamento del mercato.
L’obiettivo è garantire condizioni di concorrenza leale, proteggendo gli operatori economici che rispettano le regole e contrastando pratiche ritenute distorsive del sistema.