Bagni pubblici a Sciacca, richiesta la riattivazione

Torna al centro del dibattito cittadino il tema dei bagni pubblici a Sciacca, con una richiesta formale indirizzata all’amministrazione comunale da parte dell’Associazione Strutture Turistiche del Centro. L’appello coinvolge il sindaco, gli assessori competenti e il presidente del consiglio comunale, con l’obiettivo di intervenire in vista della nuova stagione turistica.
Gli operatori, guidati da Santina Matalone, evidenziano il ruolo strategico del turismo per l’economia locale, accanto ad altri settori come artigianato, pesca e agricoltura. In questa prospettiva, viene sollecitata una destinazione mirata dell’imposta di soggiorno per migliorare i servizi offerti alla città.

Bagni pubblici a Sciacca, la richiesta degli operatori

Nel documento viene chiesto un intervento immediato per la riattivazione dei servizi igienici, con particolare riferimento a quelli di piazza Scandaliato e della villa comunale. La proposta riguarda sia la manutenzione sia il ripristino delle strutture esistenti, con la previsione di un addetto incaricato dell’apertura e della pulizia.
Il corretto funzionamento dei bagni pubblici a Sciacca viene indicato come un servizio essenziale, capace di incidere direttamente sulla qualità della vita urbana e sull’immagine complessiva della città, non solo per i turisti ma anche per i residenti.

Una criticità che incide su decoro e accoglienza

Secondo quanto segnalato, la situazione attuale risulta particolarmente problematica. I servizi igienici presenti non sono in funzione da tempo, sia in Piazza Scandaliato che nella Villa Comunale, configurando una criticità non più rinviabile.
Particolare attenzione viene posta alla scalinata di via Eleonora d’Aragona, che collega la piazza al porto. Qui, lo stato di abbandono delle strutture e le condizioni igieniche compromettono uno dei punti più frequentati e apprezzati dai visitatori.

Soluzioni proposte per i bagni pubblici a Sciacca

Nel caso in cui non fosse possibile procedere con la riattivazione delle strutture esistenti, viene proposta l’installazione di bagni autopulenti. Si tratterebbe di soluzioni facilmente rimovibili, dotate di sistemi automatici di igienizzazione e accesso regolato, con una gestione più sostenibile nel tempo.
La proposta include anche l’installazione di cartelli informativi, mappe e l’inserimento del servizio nell’App Sciacca, così da facilitare l’individuazione dei punti disponibili.
Per la copertura dei costi, viene indicato l’utilizzo di una quota dell’imposta di soggiorno, ritenuta coerente con interventi destinati a migliorare l’accoglienza e i servizi urbani.

La questione dei bagni pubblici a Sciacca si inserisce in una riflessione più ampia sulla qualità degli spazi pubblici e sull’immagine della città, con l’obiettivo di rafforzarne la vocazione turistica attraverso interventi concreti e immediati.

In via Amendola asfalto rifatto e subito dopo scavato, l’opposizione attacca: “Interventi scoordinati”

Un intervento di manutenzione del manto stradale a Sciacca si è trasformato in un caso politico e amministrativo. In via Amendola, dopo la posa del nuovo manto stradale avvenuta il 24 marzo, a pochi giorni di distanza sono intervenuti i mezzi di Aica per lavori sulla rete idrica, compromettendo il bitume appena steso.

Per i consiglieri comunali firmatari si tratta “dell’ennesimo esempio di una gestione amministrativa che sembra procedere a compartimenti stagni, priva di quella visione d’insieme necessaria a tutelare il bene pubblico”.

“Non è accettabile che le somme pubbliche vengano spese senza una minima strategia di coordinamento”, scrivono i consiglieri. “Asfaltare una strada il 24 marzo pomeriggio per poi vederla deturpare dopo qualche giorno non è solo un colpo all’occhio del cittadino, ma è un vero e proprio spreco di risorse. Ogni scavo su un asfalto nuovo ne compromette per sempre la tenuta e l’uniformità, riducendo la vita utile dell’intervento e creando nuovi potenziali pericoli per la viabilità”.

Nella nota si evidenzia inoltre come alcuni residenti avessero già segnalato da tempo difficoltà nell’approvvigionamento idrico, elemento che avrebbe potuto favorire una pianificazione preventiva degli interventi.

Da qui la proposta dell’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra Comune e gestori dei servizi essenziali (Aica, Enel, aziende di telecomunicazioni e Italgas) per coordinare i lavori e verificare eventuali interventi programmati prima di procedere con il rifacimento del manto stradale.

“Non possiamo più permetterci il lusso dell’improvvisazione”, concludono i consiglieri. “Sciacca merita una gestione del territorio che rispetti i soldi dei contribuenti e garantisca lavori duraturi”.

I firmatari del documento sono i consiglieri comunali di opposizione Clelia Catanzaro, Gaetano Cognata, Alessandro Grassadonio, Giuseppe La Bella, Lorenzo Maglienti, Isidoro Maniscalco, Carmela Santangelo, Alberto Sabella e Antonino Venezia.

Bancarotta a Palermo, sequestrati beni per 4 milioni

Operazione della Guardia di Finanza a Palermo, dove quattro persone risultano indagate per bancarotta nell’ambito di un’inchiesta che ha portato al sequestro di immobili per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

L’attività trae origine da indagini sul dissesto di una società riconducibile a una famiglia di imprenditori attiva nei settori della produzione di inerti, del calcestruzzo e della raccolta dei rifiuti, con appalti in diversi comuni delle province di Palermo e Trapani.

Bancarotta a Palermo: i sequestri disposti dal Tribunale

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito il sequestro preventivo di 3 fabbricati e 15 terreni. Gli immobili si trovano nei territori di Palermo, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Monreale, Carini e Mazara del Vallo.
Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione per il Riesame del Tribunale di Palermo, che ha condiviso le valutazioni della Procura della Repubblica alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini sulla bancarotta a Palermo.

Indagini sul dissesto societario

Le investigazioni, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza, hanno riguardato la situazione economica della società, poi sfociata nell’apertura della liquidazione giudiziale.
Secondo quanto emerso, la società sarebbe stata interessata da una serie di operazioni ritenute distrattive. Gli indagati avrebbero alienato beni aziendali, tra cui mezzi e appalti, trasferendoli a favore di altre società appartenenti allo stesso gruppo, oltre a movimentare somme verso i soci.

Bancarotta a Palermo: flussi finanziari e ricostruzione delle somme

Dall’analisi dei conti correnti societari è stato possibile ricostruire un rilevante flusso di denaro in uscita, pari a circa 4 milioni di euro. Le operazioni sarebbero avvenute tramite bonifici, assegni, pagamenti e prelievi di contante.
Parte di queste risorse sarebbe confluita nelle casse di un’ulteriore società del gruppo. Le somme avrebbero poi costituito la base finanziaria per l’acquisto, tramite aste giudiziarie, di diversi immobili oggi sottoposti a sequestro.

Immobili sequestrati tra Palermo e Trapani

I beni oggetto del provvedimento risultano distribuiti tra le province di Palermo e Trapani, con un valore complessivo stimato in circa 4 milioni di euro.
L’operazione rappresenta un intervento mirato al contrasto della bancarotta a Palermo e, più in generale, dei fenomeni di illegalità economico-finanziaria, con particolare attenzione all’individuazione e all’aggressione dei patrimoni ritenuti illeciti.

Contrasto all’illegalità economica

L’attività si inserisce nel quadro delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo e mira a tutelare il corretto funzionamento del mercato.
L’obiettivo è garantire condizioni di concorrenza leale, proteggendo gli operatori economici che rispettano le regole e contrastando pratiche ritenute distorsive del sistema.

Tragedia sul lavoro a Enna: muore operaio dopo un incidente in un impianto sportivo

Un grave incidente sul lavoro si è trasformato in tragedia. Un operaio ha perso la vita dopo il ricovero all’ospedale Umberto I, dove era stato trasferito in condizioni critiche a seguito di un infortunio avvenuto a Enna bassa.

Secondo le prime informazioni disponibili, l’uomo stava svolgendo alcune attività all’interno di un campo di calcio privato quando, per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe precipitato da una piattaforma elevatrice.

L’impatto gli avrebbe provocato lesioni molto gravi, rendendo necessario il trasporto urgente in ospedale.

Nonostante i tentativi dei sanitari, le condizioni dell’operaio si sono rivelate troppo compromesse e, nelle ore successive, è sopraggiunto il decesso.

Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri, che stanno operando insieme al Nucleo ispettorato del lavoro e ai tecnici del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, al fine di ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza.

Aggredisce il fratello con un cacciavite: arrestato a Caltanissetta

Un uomo di 45 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di lesioni personali aggravate, dopo un violento episodio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì all’interno dell’abitazione familiare.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il quarantacinquenne – già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per precedenti legati ad atti persecutori nei confronti dell’ex compagna – avrebbe aggredito il fratello con cui convive. All’origine del gesto, motivi di natura personale riconducibili a una presunta relazione tra la vittima e l’attuale compagna dell’indagato.

L’uomo avrebbe fatto irruzione nella stanza del familiare e, in preda a un raptus di gelosia, lo avrebbe colpito più volte utilizzando un cacciavite, causando ferite in diverse parti del corpo, in particolare agli arti.

L’allarme è stato lanciato attraverso il numero di emergenza, consentendo l’immediato intervento degli agenti. Sul posto, i poliziotti hanno raccolto la testimonianza della vittima e proceduto a una perquisizione dell’abitazione, durante la quale sono stati rinvenuti e sequestrati due cacciaviti nella disponibilità dell’aggressore.

Al termine delle procedure di rito, su disposizione della Procura della Repubblica, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Caltanissetta. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da precedenti giudiziari a carico dell’indagato, ritenuto responsabile in passato di ulteriori condotte illecite

Erbacce e piante alte al cimitero di Sciacca, intervento non previsto nell’immediato

Sono diverse le segnalazioni che giungono dal cimitero di Sciacca dove si ripresenta il problema della mancata cura del verde.

Erbacce e piante alte vengono segnalare in molte zone. L’intervento di potatura non è previsto nell’immediato ma programmato poco prima dell’arrivo dell’ estate.

Un intervento in questo periodo, fa notare l’assessore ai Servizi Cimiteriali Fabio Leonte, non scongiurererebbe l’immediata ricrescita nel giro di poco tempo.

Pertanto, l’intervento è posticipato nei prossimi mesi nonostante lo stato crea l’indignazione dei cittadini.

Intanto, proseguono i lavori per la realizzazione dei nuovi 1000 loculi che proseguiranno nei prossimi mesi.

Mentre si sono quasi completati i lavori di manutenzione al monumento ai Caduti , si effettueranno altri interventi di manutenzione su altri sepolcri.

Menfitano dal carcere alla detenzione domiciliare per un residuo di pena


Calogero Friscia, di 32 anni, di Menfi, pregiudicato, ha finito di scontare 4 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di una minorenne e adesso il magistrato di sorveglianza di Trapani ha disposto la detenzione domiciliare per un residuo di 8 mesi per spaccio di droga e reati contro il patrimonio.

Il giovane ha lasciato il carcere di Castelvetrano su decisione del giudice Andrea Fallo che ha accolto l’istanza avanzata dall’avvocato Calogero Lanzarone (nella foto) che assiste il menfitano in tutti i procedimenti a suo carico.

Nel 2022 la terza sezione della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle difese e confermato la sentenza della Corte di Appello di Palermo nella vicenda riguardante la violenza sessuale ai danni della minore.

Margheritese indagato per estorsione, prima ai domiciliari e poi obbligo di presentazione

T.N., di 45 anni, di Santa Margherita Belice, è finito prima ai domiciliari e poi il gip del Tribunale di Sciacca, in sede di convalida, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione, tre volte alla settimana, alla polizia giudiziaria.

L’arresto, da parte dei carabinieri, è stato effettuato perchè il margheritese avrebbe chiesto denaro, minacciando la persona offesa, per ottenere una somma non pattuita per togliere erbacce da un terreno.

Il margheritese, che ha precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza, nell’udienza di convalida, difeso dall’avvocato Salvatore Barbera (nella foto), ha escluso di avere effettuato minacce aggiungendo di avere chiesto quel denaro, cento euro, per il lavoro effettuato.

Il giudice, su conforme richiesta della procura della Repubblica, ha convalidato, revocando i domiciliari e disponendo l’obbligo di presentazione dell’indagato, tre volte alla settimana, alla polizia giudiziaria.

Perde il controllo dell’auto e finisce in acqua, paura per due turisti

Attimi di paura nel porto piccolo di Ortigia, a Siracusa, dove un’auto a noleggio è precipitata in acqua con a bordo una turista inglese e la figlia di cinque anni.

Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe perso il controllo della vettura, una Ford Puma, durante una manovra, finendo in mare. Le urla disperate hanno richiamato l’attenzione di due passanti che, senza esitazione, si sono tuffati riuscendo a trarre in salvo entrambe.

Sul posto è intervenuta la polizia municipale di Siracusa per effettuare i rilievi del caso. Le condizioni di madre e figlia non desterebbero preoccupazione.

I vigili del fuoco, in coordinamento con la Guardia costiera di Siracusa, hanno successivamente provveduto al recupero del veicolo. Durante le operazioni sono stati recuperati anche gli effetti personali della donna, tra cui documenti e telefono cellulare, rimasti all’interno dell’abitacolo.

Agrigento, inchiesta su fondi per eventi culturali: sei indagati, c’è anche il deputato Pisano

Un’indagine della Procura ipotizza irregolarità nella gestione di fondi destinati a iniziative culturali nel territorio agrigentino.

Al centro dell’inchiesta vi sarebbero rendicontazioni considerate non veritiere, attraverso le quali sarebbero state ottenute somme pubbliche superiori al dovuto.

I magistrati contestano, a vario titolo, i reati di peculato e truffa aggravata. Sono sei le persone raggiunte da avviso di garanzia. Tra queste figura anche il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano.

L’attività investigativa, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e dalla sostituta Elettra Consoli, riguarda un arco temporale che va dal 2022 al 2025 e prende in esame eventi culturali organizzati da due realtà partecipate dal Comune di Agrigento: la Dmo Valle dei Templi e la Fondazione Teatro Pirandello.

Oltre a Pisano, tra gli indagati figurano l’amministratore delegato della Dmo, Fabrizio La Gaipa, e il direttore della Fondazione Teatro Pirandello, Salvatore Prestia, che nella mattinata ha rassegnato le dimissioni. Coinvolta anche Laura Cozzo, alla guida di un’associazione culturale.

Nel registro degli indagati risultano inoltre Calogero Casucci e Antonio Migliaccio, quest’ultimo in passato collaboratore dello stesso Pisano.

Secondo l’ipotesi accusatoria, le somme pubbliche sarebbero state oggetto di una gestione irregolare attraverso documentazioni di spesa non corrispondenti alla realtà. Le verifiche sono tuttora in corso e serviranno a chiarire eventuali responsabilità.