Oltre il doppio dei clienti consentiti e gravi carenze sulla sicurezza: discoteca chiusa a Messina

Più di 200 persone presenti a fronte di una capienza autorizzata di circa novanta, uscite di sicurezza prive di vigilanza, impianti senza le necessarie verifiche tecniche e assenza delle figure di controllo previste dalla normativa. È quanto emerso nel corso di un controllo effettuato nella notte dalla polizia commerciale della polizia municipale all’interno di una nota discoteca della zona sud.
Le gravi irregolarità riscontrate hanno portato all’immediata chiusura cautelare del locale e all’irrogazione di sanzioni per diverse migliaia di euro. Parallelamente, è in corso la valutazione per la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria, alla luce delle potenziali responsabilità penali connesse alle violazioni accertate.
L’intervento rientra in una più ampia attività di verifica condotta dal reparto specializzato della polizia municipale, che nella stessa serata ha sottoposto a controlli anche altri esercizi pubblici. Le ispezioni hanno riguardato in particolare il rispetto delle norme sulla sicurezza, la corretta gestione degli impianti e la presenza delle figure obbligatorie previste per i locali di intrattenimento.
Negli ultimi giorni l’attenzione delle autorità si è ulteriormente intensificata in tutta Italia, anche alla luce della tragedia avvenuta a Crans-Montana, che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni. Accertamenti più frequenti stanno già portando a sospensioni temporanee e provvedimenti restrittivi nei confronti delle attività non in regola.
Un segnale chiaro, quello delle istituzioni, che punta a garantire l’incolumità dei frequentatori e a prevenire rischi che potrebbero trasformarsi in tragedie annunciate.

Ciclone Harry, l’appello di La Russa: “Serve attenzione mediatica e solidarietà concreta”


Il ciclone Harry ha lasciato ferite profonde in vaste aree del Paese, ma il rischio ora è che la portata reale del disastro non venga percepita fino in fondo dall’opinione pubblica. È questo il senso dell’appello lanciato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un sopralluogo al mercato ittico di Aci Trezza, frazione marinara di Aci Castello duramente colpita dal maltempo.
«Amici a Milano sono rimasti molto colpiti dai danni causati dal ciclone Harry – ha dichiarato La Russa – ma forse sarebbe necessario che i media televisivi e quelli della carta stampata si occupassero con maggiore intensità di ciò che sta accadendo».

«Non è un rimprovero, bensì un cortese richiamo a non trascurare il dramma che stanno vivendo le istituzioni, i cittadini, i commercianti».
Da qui la proposta di avviare una raccolta di solidarietà e di risorse, con il coinvolgimento diretto di televisioni e giornali.

«Io sono a disposizione – ha aggiunto – perché in altri casi è stato fatto. La raccolta non è ancora partita e spero che questo appello serva a farla nascere».

In caso contrario, La Russa non esclude un’iniziativa politica trasversale: «Potremmo farlo come forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Ma mi auguro che siano i media a muoversi per primi e che io possa accodarmi».
Il presidente del Senato ha sottolineato l’ampiezza del disastro: «Sono molto colpito da quello che ho visto. Il territorio coinvolto è vastissimo: c’è la Sardegna, c’è la Calabria, ci sono le isole. Si tratta di qualcosa di enorme che forse non è stato ancora percepito come tale». Centrale, secondo La Russa, è anche il fattore tempo: «C’è la necessità di fare in fretta nella ricostruzione».
Sul piano istituzionale, il governo farà la sua parte. «Potrà mettere a disposizione le risorse necessarie – ha spiegato – ma servirà la collaborazione dei sindaci, dei cittadini e di tutte le istituzioni».

Infine, un impegno personale, legato anche a un rapporto profondo con il territorio: «Non sono estraneo a questa terra. Tornerò qui regolarmente e periodicamente a verificare che, passata la festa, non si gabbi il Santo».

Manutenzione della rete idrica di Sciacca, Comune e Aica a confronto con i comitati di quartiere

Questa mattina al Castello Incantato l’incontro tra il comitato di quartiere Sovareto, Stancapadrone e Sant’Antonio di Sciacca, il sindaco Fabio Termine e Francesco Fiorino, in rappresentanza di Aica, insieme ai rappresentanti del territorio, per affrontare le principali criticità legate alla rete idrica.

Durante la riunione sono state esaminate le condizioni della rete, con l’individuazione degli interventi considerati prioritari, delle riparazioni necessarie e dell’organizzazione del doppio turno settimanale, indicato come misura per migliorare la gestione del servizio e ridurre i disagi per i cittadini.

Il confronto si è svolto in un clima di collaborazione, ascolto e dialogo costruttivo. Il comitato ha rappresentato le istanze dei residenti e ha ricevuto chiarimenti sulle azioni previste e sulle tempistiche di intervento.

Il comitato di quartiere ha espresso apprezzamento per la disponibilità dimostrata dal sindaco Fabio Termine e da Francesco Fiorino per Aica, auspicando la prosecuzione del percorso di confronto nell’interesse della comunità e per il miglioramento dei servizi essenziali sul territorio.

Gara podistica Sciacca, la saccense Luana Russo conferma le previsioni e trionfa in casa (Video)


Grande partecipazione e spettacolo sportivo a Sciacca per la gara podistica che ha visto al via 353 iscritti e 334 atleti regolarmente arrivati al traguardo, confermando l’ottima riuscita dell’evento.
A prendersi la scena, soprattutto in campo femminile, è stata la saccense Luana Russo, autentica protagonista della giornata, che ha conquistato la vittoria assoluta tra le donne, regalando al pubblico di casa una prestazione di grande valore tecnico e simbolico. Un successo che conferma il suo ottimo momento di forma e il ruolo di primo piano nel panorama podistico regionale.
Tra gli uomini, il gradino più alto del podio assoluto è andato a Cristiano Mineo dell’ASD Palermo Running, che ha imposto il proprio ritmo lungo il tracciato saccense.
Ottimi risultati anche per gli atleti locali, capaci di distinguersi nelle rispettive categorie:
Francesco Casamassima ha conquistato il 2° posto nella categoria SM40
Letizia Scarpulla si è imposta con il 1° posto nella SF50
Ettore Marciante ha ottenuto il 1° posto nella categoria PM
Francesca Scirica ha chiuso al 2° posto nella categoria S
Paolo Lazzara ha raggiunto un prestigioso 2° posto nella SM80
Una manifestazione riuscita sotto ogni punto di vista, che ha saputo unire agonismo, partecipazione e grande entusiasmo, con Sciacca ancora una volta al centro dell’atletica su strada.

La vittoria di Luana Russo, in particolare, rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la comunità sportiva saccense.

Cusumano in campo con il suo partito: “Termine non collegato con la città” (Video)

Appuntamento politico oggi a Sciacca dove si è svolto il meeting di “Democrazia e’ Liberta” fondato a Sciacca dall’ex senatore Nuccio Cusumano e che oggi ha visto la partecipazione del segretario nazionale del movimento politico, Giancarlo Affatato.

L’ex parlamentare saccense ha spiegato cosa e’ il gruppo di “Liberta e’ Democrazia” che si colloca al centro e completamente sganciato dai grandi partiti, con una propria autonomia. Nessuna diretta discendenza o vicinanza a Forza Italia, solo ultimo grande partito di una lunga serie nel quale il senatore era approdato per le elezioni amministrative del 2022.

“Abbiamo una nostra autonomia e indipendenza – ha tenuto a ribadire – e dialoghiamo con tutti coloro che rendono compatibile lo sforzo di coesione al servizio della città” .

Fuori dai ranghi del politichese, sempre caro a Cusumano, c’è da parte sua voglia di tornare in campo a livello locale dopo un periodo di stasi e non lesina critiche all’attuale amministrazione. Lui che in passato ha determinato le sorti di esecutivi che dapprima ha anche sostenuto.

“Termine non e’ riuscito a collegarsi con i mondi vitali della città – ha tagliato – e ad interpretare fecondamente lo spirito collaborativo con tutte le forze politiche che poteva servire alla causa del paese e ai bisogni della città”. Nel 2027 il gruppo dei cusumaniani ci sara’: e’ chiaro e l’ex senatore con il meeting di oggi prepara il terreno.

Naufragio migranti nel Mediterraneo, il racconto del sopravvissuto

Un nuovo drammatico episodio si è verificato nel Mediterraneo centrale. Un migrante è stato salvato in acque internazionali dalla motonave Star, che lo ha successivamente sbarcato a Malta. L’uomo ha raccontato di essere l’unico sopravvissuto di un gruppo partito dalla Tunisia e coinvolto in un naufragio che avrebbe causato almeno 50 vittime.
Secondo la sua testimonianza, l’imbarcazione su cui viaggiava insieme ad altre persone aveva navigato per circa 24 ore prima di trovarsi in difficoltà in mare. L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso venerdì, quando le condizioni hanno portato al rovesciamento o al cedimento del mezzo.

Le ricerche della Capitaneria di porto

Dalla sera di venerdì, la Capitaneria di porto di Lampedusa ha avviato le operazioni di perlustrazione nell’area indicata dal sopravvissuto come luogo del naufragio. Le ricerche si sono concentrate nelle acque dove sarebbe avvenuto l’incidente, ma al momento non sono stati trovati superstiti né corpi.

Nessun esito dalle operazioni in mare

Nonostante gli sforzi messi in campo, le autorità marittime non hanno riscontrato tracce delle imbarcazioni né delle persone disperse. Le operazioni proseguono con l’obiettivo di chiarire l’accaduto e verificare le informazioni fornite dal migrante salvato.
Il naufragio dei migranti nel Mediterraneo si inserisce in un contesto già segnato da numerosi incidenti simili, spesso difficili da ricostruire per l’assenza di testimoni e per le condizioni del mare.

Le segnalazioni di Alarm Phone

Parallelamente alle ricerche ufficiali, l’organizzazione Alarm Phone ha riferito di non avere più notizie di persone partite dalla Tunisia su tre diverse imbarcazioni. Da giorni, secondo quanto segnalato, i contatti con questi gruppi si sarebbero interrotti, alimentando il timore che possano essere stati coinvolti in naufragi.

Tre imbarcazioni senza notizie

Le segnalazioni riguardano barconi che avrebbero intrapreso la traversata del Mediterraneo centrale nei giorni precedenti. L’assenza di comunicazioni ha fatto scattare l’allarme, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali sul loro destino.
Il racconto del sopravvissuto e le informazioni di Alarm Phone sembrano delineare un quadro preoccupante, che potrebbe coinvolgere decine di persone disperse in mare.

Una nuova tragedia nel Mediterraneo centrale

Il naufragio dei migranti nel Mediterraneo conferma ancora una volta la pericolosità delle traversate dalla Tunisia verso le coste europee. Imbarcazioni spesso precarie, lunghi tempi di navigazione e condizioni marine imprevedibili continuano a mettere a rischio la vita di uomini, donne e bambini.
Mentre le ricerche proseguono senza risultati concreti, resta il dramma di almeno 50 persone che, secondo l’unico sopravvissuto, sarebbero scomparse in mare. Un episodio che si aggiunge alla lunga lista di tragedie nel Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più letali al mondo.

Sanità, Schifani riordina l’intramoenia: «Più equità, trasparenza e meno liste d’attesa»

Il governo regionale mette mano all’attività libero-professionale intramuraria dei medici siciliani con un decreto che punta a ristabilire regole chiare, rafforzare il servizio pubblico e ridurre le liste d’attesa. A illustrarne la portata è il presidente della Regione, Renato Schifani, che parla di un intervento necessario per correggere distorsioni stratificate negli anni e garantire un accesso più equo alle cure.
«L’obiettivo – sottolinea Schifani – è potenziare le prestazioni in regime istituzionale e assicurare maggiore giustizia ai cittadini. Stiamo lavorando per ridurre le liste d’attesa e, soprattutto, per evitare che in futuro si ricreino condizioni che appesantiscono il sistema sanitario e penalizzano chi attende una prestazione».
Il provvedimento, firmato dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, aggiorna una normativa ferma da oltre un decennio e ridefinisce il rapporto tra sanità pubblica e attività privata svolta all’interno delle strutture del Servizio sanitario regionale. Il principio cardine è chiaro: l’attività libero-professionale dovrà essere coerente con il fabbisogno reale e strettamente legata a quanto svolto in regime pubblico.
Le direzioni strategiche delle aziende sanitarie saranno chiamate a fissare, per ogni struttura e per ciascun dirigente medico, i volumi minimi di attività istituzionale. Questi costituiranno anche il tetto massimo per l’attività intramuraria (Alpi), che non potrà superare né i volumi né l’impegno orario del servizio pubblico e dovrà svolgersi esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro.
«Si tratta di un’operazione complessa – spiega Faraoni – ma indispensabile per aumentare le prestazioni in regime istituzionale, migliorare la trasparenza e rendere più semplice e giusto l’accesso alle cure, nel pieno rispetto del principio di equità».
Il decreto introduce inoltre sistemi separati di prenotazione e incasso, la tracciabilità completa delle prestazioni e controlli trimestrali, affidati sia alle aziende sanitarie sia all’assessorato regionale. Le autorizzazioni già concesse saranno riesaminate entro 30 giorni per verificarne la compatibilità con l’organizzazione interna delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa.
«Vogliamo tutelare i cittadini – aggiunge l’assessore – garantendo tempi di attesa più regolari e, al contempo, permettere ai professionisti di operare al meglio all’interno di regole chiare e costantemente monitorate».
Sul fronte delle prenotazioni, infine, le direzioni generali dovranno cancellare quelle successivamente fruite in regime libero-professionale, così da evitare disallineamenti nei tempi di attesa legati a prestazioni non più necessarie.
Un intervento che segna una svolta nella gestione dell’intramoenia in Sicilia e che punta a riequilibrare il rapporto tra interesse pubblico e attività privata, rimettendo al centro il diritto alla salute dei cittadini.

Aggressione per droga ad Agrigento, figlio picchia la madre in strada

Un episodio di violenza familiare si è verificato ad Agrigento, nei pressi di via Imera, dove una donna cinquantenne sarebbe stata aggredita dal figlio ventenne in mezzo alla strada. Secondo quanto emerso, il giovane avrebbe preteso denaro per acquistare sostanze stupefacenti.
Al rifiuto della madre, già avvenuto all’interno dell’abitazione, la situazione è rapidamente degenerata fino all’aggressione fisica.
La donna è stata strattonata e colpita, riportando una lieve ferita a un braccio. Nonostante ciò, ha rifiutato di essere accompagnata al pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto la sua testimonianza.

Una lunga storia di minacce e maltrattamenti

Nel raccontare quanto accaduto, la cinquantenne avrebbe riferito ai militari una situazione che andrebbe avanti da tempo. L’aggressione per droga rappresenterebbe soltanto l’ultimo episodio di una serie di comportamenti violenti messi in atto dal figlio per ottenere denaro.
Secondo quanto dichiarato dalla donna, il ragazzo, a causa della tossicodipendenza, avrebbe più volte minacciato e maltrattato la madre con l’obiettivo di farsi consegnare soldi. Fino ad ora, però, non era mai stata sporta denuncia.

Il tentativo di una madre di aiutare il figlio

Nonostante le violenze subite, la donna starebbe cercando un modo per aiutare il figlio a uscire dalla dipendenza. Una scelta che riflette la difficoltà, spesso vissuta dai genitori, di denunciare un proprio congiunto, anche di fronte a situazioni gravi.
L’aggressione per droga avvenuta ad Agrigento in pieno giorno ha però fatto emergere un quadro di sofferenza che si protrarrebbe da tempo.

L’intervento dei carabinieri

Dopo l’allarme lanciato in strada, i carabinieri sono giunti sul posto per riportare la calma e ascoltare il racconto della vittima.
L’episodio riporta l’attenzione sulle conseguenze della tossicodipendenza, che spesso si traducono in violenze all’interno delle famiglie, con genitori costretti a vivere sotto minaccia.

Quarto Centenario della Liberazione dalla peste a Sciacca tra fede, arte e musica

Proseguono a Sciacca le celebrazioni per il Quarto Centenario della Liberazione dalla peste, 1626–2026, evento storico profondamente legato alla devozione verso Maria Santissima del Soccorso, Patrona della città.

Una giornata intensa, scandita da appuntamenti che intrecciano spiritualità, memoria storica, espressione artistica e musica, coinvolgendo alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico.
Il primo momento è in programma nel pomeriggio, alle ore 18, presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate, con l’inaugurazione della mostra di pittura “Maria, Mamma Celeste. Da sempre con noi”, personale dell’artista Lucia Stefanetti. L’esposizione, pensata come omaggio alla Patrona di Sciacca, propone un percorso visivo che invita alla contemplazione e alla riflessione, mettendo in dialogo la sensibilità artistica contemporanea con la tradizione devozionale mariana. La mostra sarà visitabile dal 25 al 31 gennaio.
In serata, alle ore 19.30, la Chiesa di Sant’Agostino farà da cornice al concerto “Nel segno della Grazia – I concerti per il Quarto Centenario”, appuntamento musicale di alto profilo spirituale e culturale. Sul palco si esibiranno Raffaele Caltagirone e Girolamo Lampasona al violino, Riccardo Botta alla viola, Giorgio Garofalo al violoncello e Donatella Vaccaro al pianoforte, con il contributo storico di Giuseppe Montalbano. Un momento di ascolto e raccoglimento che si inserisce nel più ampio cammino celebrativo dedicato alla Patrona della città.
Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza.
Una giornata dal forte valore simbolico che rinnova il legame tra Sciacca, la sua storia e la profonda devozione a Maria SS. del Soccorso, nel segno della memoria condivisa, della gratitudine e della partecipazione della comunità.

“Estorsione aggravata dal metodo mafioso”, chiesta condanna di 5 margheritesi


Nel processo a cinque margheritesi sulla cosiddetta “Mafia dei pascoli”, in cui viene contestato il reato di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso, il pm della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, ha chiesto per tutti la condanna.

Gli imputati sono Pietro e Giovanni Campo, di 73 e 34 anni. Per il primo la richiesta è stata di 7 anni e 4 mesi e per il secondo di 6 anni e 4 mesi. Per Piero Guzzardo, di 46 anni, chiesti 9 anni di reclusione. Chiesti 7 anni e 8 mesi per Pasquale Ciaccio, di 59 anni, e 6 anni e 4 mesi per Domenico Bavetta, di 42.

Il gup del Tribunale di Palermo, Carmen Salustro, che giudica gli imputati con il rito abbreviato, ha rinviato l’udienza al 18 febbraio per la discussione delle parti civili e dell’avvocato Pietro Abate che difende Bavetta.

Il 25 febbraio discuteranno le difese degli altri imputati, l’avvocato Carmelo Carrara per i Campo e per Pasquale Ciaccio. Quest’ultimo è difeso anche dall’avvocato Antonino Augello. Gli avvocati Giuseppe Giambalvo e Giuseppe Oddo difendono Piero Guzzardo.


Le indagini, condotte dallo Sco, dalla Sisco di Palermo e dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo, avrebbero permesso di ipotizzare il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali sul territorio di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina.

Sarebbe stato attuato un controllo sull’economica agro-pastorale dell’area e sull’utilizzo dei fondi agricoli.