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Si avvicina Natale, a Menfi due alberi e un presepe

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Un grosso albero di Natale è stato collocato nella piazza principale di Menfi di fronte il Comune menfitano.

Il simbolo natalizio per eccellenza sarà addobbato e illuminato nei prossimi giorni.

Le decorazioni e la collocazione della pianta e’ stata possibile grazie ad una collaborazione tra amministrazione, associazioni, aziende e privati.

A Menfi non si rinuncia alla tradizione e oltre all’albero e’ stato allestito anche un presepe in Corso dei Mille realizzato nell’area privata di Dino Balistreri. Si tratta di un presepe interamente in legno realizzato da Gaspare Zinna.

Un altro albero e’ stato addobbato e acceso in via Inico. Questo e’ un albero in ferro realizzato grazie alla famiglia Li Petri /Monaco titolare del Gruppo MEDAL che anche quest’anno ne ha curato i deco

Crisi idrica a Sciacca, esposto in Procura degli amministratori di condominio

Il presidente regionale di ACAP, associazione degli amministratori di condominio e proprietari immobiliari, Pasquale Palumbo ha presentato un esposto in Procura per la perdurante e gravissima crisi idrica che sta investendo il territorio e che ha creato un grande disagio in tutta la popolazione del territorio provinciale, che rischia di trasformarsi in un gravissimo allarme sociale.

“A causa di turni di distribuzione – scrive Palumbo -ormai diventati lunghissimi e spesso rinviati dal Gestore del Servizio idrico integrato – come amministratori siamo sottoposti a continue chiamate da parte dei condomini rappresentati con richieste di provvedere al rifornimento idrico con autobotti private, che è diventato sostanzialmente impossibile da reperire sul territorio, soprattutto in tempi brevi”

Palumbo chiede di essere portato a conoscenza delle soluzioni approntate ” nonché di essere sentito da parte delle autorità e organi in indirizzo per meglio rappresentare le circostanze di fatto ed esprimere la personale preoccupazione per i rischi ed i pericoli che potrebbero verificarsi con il persistere dei disservizi nell’erogazione idrica”.

Corsa di cavalli clandestina a Triscina, carabinieri bloccano la gara

Avevano organizzato e diretto una corsa di cavalli non autorizzata e i carabinieri sono intervenuti con un vero blitz che ha bloccato la corsa degli animali che si stava svolgendo a Triscina, località balneare di Campobello di Mazara.

Nove le persone denunciate a vario titolo per aver messo in pericolo l’integrità fisica degli animali e per corsa clandestina.

I carabinieri della Compagnia di Castelvetrano sono intervenuti assieme ai carabinieri forestali di Trapani e al personale veterinario dell’Asp in un terreno privato che sarebbe stato adibito come un ippodromo.

Durante la corsa vi erano anche un centinaio di spettatori che si sono dileguati alla vista dei militari.

I controlli hanno anche interessato anche i cavalli che sono stati sottoposti a prelievo di campioni ematici per verificare l’eventuale somministrazione di sostanze dopanti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Marsala, adesso verificheranno se dietro alla corsa vi fosse anche un circuito illegale di scommesse clandestine.

Tavolo imposta di soggiorno convocato per il 20 aprile , il primo di Fabio Termine

E’ stato convocato per il prossimo giovedì 20 aprile, il tavolo tecnico sull’imposta di Soggiorno 2023. E’ stato il sindaco Fabio Termine a convocare il tavolo e ad invitare tutti gli operatori turistici del territorio. Tavolo che in precedenza era stato sollecitato dal presidente della Commissione Bilancio, Filippo Bellanca

Al tavolo oltre che il sindaco e gli assessori, i due presidenti della Commissione consiliare Bilancio e Attività Produttive, vi saranno i rappresentanti del Mangia’s, del Verdura Resort, di strutture extralberghiere

di Confcommercio,l’associazione Sciacca turismo, Federalbeghi e Consorzio turistico.

Si tratta del primo tavolo tecnico sull’imposta che il sindaco Fabio Termine convoca dall’inizio del suo mandato.

Gli andrologi italiani a confronto a Catania su disfunzioni sessuali e tasso di natalità basso

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Si svolgerà il 14 e il 15 aprile ad Acicastello, a Catania, l’edizione numero 24 del congresso regionale della Sia, la Società Italiana di Andrologia.
All’ordine del giorno saranno i nuovi trattamenti per contrastare il problema delle disfunzioni sessuali e del basso tasso di natalità.

Presidenti del congresso sono Paolo Panella e Salvatore Privitera, presidenti onorari Sebastiano Cimino e Michele Pennisi.

Saranno presenti Alessandro Palmieri e Pasquale Martino, rispettivamente presidente della Società Italiana di Andrologia e presidente della Società di Ecografia Urologica ed Andrologica (Sieun).

Il congresso si pone come obiettivo principale – hanno specificato Paolo Panella e Salvatore Privitera – di trattare le nuove modalità di cura delle più frequenti patologie andrologiche, rispetto alle esigenze di una società in continua evoluzione. All’inizio saranno analizzate le metodologie informatiche che oggi consentono la realizzazione della telemedicina, facendo soprattutto riferimento all’utilizzo dei social media e delle nuove tecnologie digitali. Saranno anche trattate le forme di sessualità considerate alternative”.

A causa – hanno aggiunto i presidenti del congresso – della denatalità registrata negli ultimi anni anche nel Meridione, saranno discusse le opzioni terapeutiche per una procreazione naturalmente assistita, in modo da ridurre, se possibile, il ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale”.

Il congresso nasce dalla collaborazione tra l’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania ed il Policlinico Universitario.

Saranno ben 200 gli specialisti presenti: urologi, endocrinologi, ginecologi, radiologi, radioterapisti, oncologi, medici di medicina generale, psichiatri, psicologi e biologi. Inoltre il congresso ospiterà un corso di aggiornamento per 30 infermieri professionali.

Nel pomeriggio di venerdì avrà luogo una sezione parallela del congresso, dedicata alla biopsia prostatica e chirurgica protesica per la disfunzione erettile.

Nel corso dei lavori – concludono i presidenti del congresso – verranno esaminate le opzioni terapeutiche delle più frequenti disfunzioni eiaculatorie e sarà analizzato l’impatto della pandemia sulla sessualità dell’uomo e sulla fertilità maschile”.

Caltanissetta, due donazioni di organi in poche ore: salvate 14 vite grazie alla generosità di due famiglie

Due gesti di straordinaria solidarietà hanno permesso di ridare speranza a quattordici persone in attesa di trapianto.

Nelle ultime ore, all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, sono state portate a termine due procedure di donazione multiorgano che hanno coinvolto un ragazzo di 16 anni e una donna di 49 anni.

Tra i donatori c’è Andrea, il giovane di Bompietro deceduto a seguito delle gravissime lesioni riportate nell’incidente stradale avvenuto lo scorso 5 giugno in via Vassallo.

La seconda donazione ha riguardato una donna morta in conseguenza di una severa emorragia cerebrale.

Grazie al consenso espresso dai familiari, è stato possibile procedere al prelievo complessivo di 14 organi, destinati ad altrettanti pazienti inseriti nelle liste d’attesa per un trapianto.

Per eseguire gli interventi sono arrivate al Sant’Elia squadre mediche altamente specializzate provenienti dall’Ismett di Palermo e da importanti centri trapianti di Roma, Bergamo e Pavia. Un’operazione complessa che ha richiesto una perfetta sinergia tra professionisti di diverse strutture sanitarie.

L’intero percorso è stato seguito dal reparto di Rianimazione dell’ospedale nisseno, coordinato dal direttore Giancarlo Foresta.

Le procedure necessarie per l’accertamento della morte cerebrale sono state invece condotte dall’unità di Neurologia diretta da Michele Vecchio.

Le due donazioni rappresentano un esempio concreto di altruismo e testimoniano l’importanza della cultura della donazione, capace di trasformare un momento di dolore in una possibilità di vita per molte altre persone.

Prestito d’onore per studenti, 458 domande in cinque giorni

Parte con numeri incoraggianti il prestito d’onore per studenti promosso dalla Regione Siciliana e gestito da Irfis FinSicilia. A soli cinque giorni dall’apertura della piattaforma online, avvenuta il 4 giugno, sono già 458 le richieste presentate dagli universitari siciliani per accedere all’agevolazione.

Le istanze finora registrate corrispondono a oltre 4 milioni di euro di finanziamenti richiesti, a fronte di una dotazione complessiva di 6 milioni di euro messa a disposizione attraverso il Fondo Sicilia.

Prestito d’onore per studenti, cresce l’interesse degli universitari

I dati raccolti nei primi giorni confermano il forte interesse verso la misura, pensata per sostenere economicamente gli studenti universitari nel loro percorso formativo.

«Un risultato che testimonia il forte interesse verso una misura pensata per sostenere il diritto allo studio e offrire ai giovani uno strumento concreto per affrontare le spese legate al percorso accademico», ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

Secondo il governatore, consentire ai giovani di investire nella propria formazione significa contribuire alla crescita delle competenze e creare le condizioni per valorizzare il talento presente sul territorio siciliano.

Oltre 4 milioni di euro già richiesti

Le 458 domande presentate nei primi cinque giorni rappresentano una richiesta complessiva superiore ai 4 milioni di euro. Un dato che evidenzia come il prestito d’onore per studenti stia rispondendo a un’esigenza concreta delle famiglie e degli universitari siciliani.

L’iniziativa è rivolta agli studenti iscritti ai corsi universitari degli atenei con sede in Sicilia e appartenenti a nuclei familiari con redditi medio-bassi.

Come funziona il prestito d’onore per studenti

La misura prevede finanziamenti fino a 10 mila euro, concessi a tasso zero e senza la necessità di fornire garanzie personali o patrimoniali.

Le risorse possono essere utilizzate per sostenere le spese universitarie e tutti i costi collegati al percorso di studi, alleggerendo il peso economico che grava sulle famiglie.

Si tratta di uno strumento pensato per favorire l’accesso e la permanenza nel sistema universitario, offrendo un supporto concreto agli studenti durante gli anni della formazione accademica.

Irfis assicura istruttorie rapide

Sull’andamento dell’iniziativa è intervenuta anche la presidente di Irfis, Iolanda Riolo, che ha sottolineato l’impegno dell’istituto nel garantire tempi rapidi per la valutazione delle domande.

«Garantiremo istruttorie rapide per dare seguito all’agevolazione voluta dal governo Schifani, che ha avuto un grande successo presso i nostri studenti. Irfis è al fianco dei siciliani», ha affermato.

Domande online fino a esaurimento delle risorse

Le richieste per il prestito d’onore possono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma dedicata disponibile sul sito di Irfis FinSicilia.

Le domande resteranno aperte fino all’esaurimento delle risorse disponibili. I numeri registrati nei primi giorni mostrano un forte interesse per una misura che punta a sostenere il diritto allo studio e ad accompagnare gli universitari siciliani nel proprio percorso di crescita formativa e professionale.

Si dimette il direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci

L’inchiesta Cefpas registra una prima conseguenza sul piano amministrativo. Giuseppe Capodieci ha annunciato la le dimissioni dalla carica di direttore generale dell’Asp di Agrigento.

Diversa la situazione al Cefpas, dove il direttore Roberto Sanfilippo era già decaduto dall’incarico dopo la nomina, da parte della giunta regionale, di un commissario straordinario per l’ente nella persona di Gianluigi D’Amico, avvenuta immediatamente dopo l’inchiesta.

Nell’ambito dell’indagine, i pm della Procura di Caltanissetta hanno chiesto la custodia cautelare in carcere per l’ex direttore del Cefpas, Roberto Sanfilippo, mentre per Capodieci è stata richiesta la misura degli arresti domiciliari.

In vista dell’interrogatorio fissato per giovedì 11 giugno, Capodieci ha scelto di lasciare l’incarico. Una decisione che potrebbe incidere sulla motivazione della richiesta cautelare, legata al possibile inquinamento del quadro indiziario contestato nei suoi confronti.

L’ipotesi di reato nei confronti del direttore generale dell’Asp di Agrigento è quella di corruzione per avere asservito la propria funzione agli interessi e comunque alle indicazioni del deputato regionale Riccardo Gallo in relazione alla firma di una convenzione con il Cefpas. Secondo l’accusa, tale convenzione avrebbe consentito alla moglie del parlamentare regionale di trasferirsi da Caltanissetta ad Agrigento, città di origine e residenza della stessa.

Capodieci era stato nominato direttore generale dell’Asp di Agrigento nel giugno 2024. In precedenza ha diretto per tredici anni il Dipartimento di Scienze Radiologiche dell’Asp di Siracusa.

Furto di cavi di rame in un resort a Sciacca: danni per 25 mila euro

Ancora un episodio di furto di cavi di rame a Sciacca. Questa volta nel mirino dei malviventi è finita una struttura ricettiva del territorio, dove è stata sottratta una consistente quantità di condutture elettriche, provocando pesanti conseguenze economiche.

L’episodio è stato denunciato nei giorni scorsi dal responsabile del resort, che si è rivolto al commissariato cittadino per segnalare quanto accaduto. Il danno complessivo arrecato alla struttura destinata all’accoglienza turistica è stato stimato in circa 25 mila euro.

Indagini avviate dopo il furto

Dopo la denuncia presentata dal responsabile della struttura ricettiva, i poliziotti del commissariato di Sciacca hanno immediatamente avviato le indagini per cercare di individuare gli autori del colpo.

Gli investigatori stanno lavorando per raccogliere ogni elemento utile all’identificazione dei responsabili e alla ricostruzione dell’accaduto. Al momento, tuttavia, il lavoro degli inquirenti risulta particolarmente complesso.

Oro rosso ancora nel mirino dei ladri

Il nuovo furto di cavi di rame ripropone un fenomeno che continua a colpire il territorio. In questo episodio, uno degli ostacoli principali alle attività investigative è rappresentato dall’assenza di sistemi di videosorveglianza nell’area interessata dal furto.

La zona in cui è stato messo a segno il colpo non risulta infatti coperta da telecamere, circostanza che potrebbe rendere più difficile risalire all’identità dei malviventi.

Danno pesante per la struttura turistica

L’ammontare del danno economico evidenzia la gravità dell’accaduto. La sottrazione delle condutture elettriche ha comportato una perdita significativa per il resort, quantificata in circa 25 mila euro.

Questo nuovo episodio di furto di cavi di rame conferma l’interesse dei malviventi per il cosiddetto “oro rosso”. Resta ora il lavoro degli investigatori, impegnati a fare luce sull’accaduto e a individuare gli autori della razzia che ha colpito una struttura deputata all’accoglienza turistica di Sciacca. Le indagini proseguono per cercare di raccogliere elementi utili e dare un volto ai responsabili del furto.

Dighe piene d’acqua, Daino: “A rischio economia e territori”

Le riserve idriche non mancano, ma l’acqua continua a non arrivare alle aziende agricole. È questo il grido d’allarme lanciato da Salvatore Daino, presidente del Consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera Dop, che denuncia una situazione definita paradossale e potenzialmente dannosa per l’intero comparto agricolo siciliano.

Dopo mesi segnati dall’emergenza siccità, oggi il problema non sarebbe più legato alla disponibilità della risorsa idrica, ma alla sua distribuzione. Una condizione che rischia di compromettere una stagione cruciale per molte imprese agricole.

Dighe piene d’acqua, ma l’irrigazione non parte

Secondo Daino, la situazione attuale presenta una contraddizione evidente: le riserve negli invasi sono disponibili, ma la rete non riesce a garantire il servizio agli agricoltori.

«Siamo davanti a una situazione gravissima. Dopo mesi di emergenza siccità, oggi il problema non è la mancanza d’acqua, ma l’incapacità di distribuirla», sottolinea il presidente del Consorzio.

Le dighe piene d’acqua rappresentano infatti una risorsa che, al momento, non riesce a tradursi in un concreto sostegno alle aziende agricole. Uno scenario che Daino definisce fuori da ogni logica e che potrebbe provocare conseguenze pesanti per un settore già messo a dura prova.

Le criticità del sistema dei Consorzi di bonifica

Nel suo intervento, Daino richiama l’attenzione sulle difficoltà che interessano il sistema dei Consorzi di bonifica. Tra le principali problematiche vengono indicate la carenza di personale, gli stipendi bloccati e i lavori di manutenzione che procedono con lentezza.

Rete irrigua inefficiente nonostante le riserve disponibili

Le criticità organizzative e operative stanno incidendo sulla piena funzionalità della rete irrigua. Di conseguenza, nonostante le dighe piene d’acqua, le aziende agricole continuano a non ricevere il servizio necessario per affrontare la stagione produttiva.

Una situazione che alimenta forte preoccupazione tra gli operatori del settore e che rischia di tradursi in danni economici significativi per numerose realtà del territorio.

Non solo agricoltura: a rischio economia e tenuta sociale

Per Daino la questione supera i confini del comparto agricolo. Le conseguenze potrebbero infatti interessare l’intero tessuto economico e sociale delle aree coinvolte.

Dietro ogni azienda agricola ci sono famiglie, lavoratori e investimenti che dipendono dalla regolare disponibilità dell’acqua. L’incertezza legata a una rete che non riesce a sfruttare pienamente le dighe piene d’acqua rischia quindi di avere ripercussioni ben più ampie.

«Questa volta non è solo una questione agricola. È in gioco la tenuta economica e sociale di interi territori», evidenzia il presidente del Consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera Dop.

La contestazione sul pagamento anticipato

Tra gli aspetti sollevati da Daino vi è anche la richiesta di pagamento anticipato rivolta agli agricoltori.

Secondo il presidente del Consorzio, è difficile comprendere come si possa chiedere agli utenti di versare anticipatamente i corrispettivi per un servizio che, ad oggi, non risulta ancora garantito. Prima dovrebbe essere assicurata l’erogazione dell’acqua e la piena funzionalità della rete irrigua; solo successivamente, sostiene, si potrebbe procedere con la richiesta dei pagamenti.

In caso contrario, il rischio è quello di alimentare ulteriore sfiducia e tensioni tra gli operatori del settore.

L’appello alle istituzioni

Daino conclude con un appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure immediate per garantire la piena operatività della rete irrigua.

L’obiettivo è evitare che inefficienze e ritardi burocratici compromettano una stagione considerata fondamentale per l’agricoltura siciliana. Per il presidente del Consorzio Arancia di Ribera Dop servono risposte rapide e concrete, prima che gli effetti di questa situazione possano diventare irreversibili per aziende, lavoratori e territori.

Nuovo direttivo per Mizzica, il movimento del sindaco guarda gia’ al 2027

Nuova fase organizzativa per il movimento politico Mizzica, che ha riunito i propri iscritti in assemblea presso la Badia Grande per procedere al rinnovo degli organismi dirigenti.

L’incontro arriva dopo una fase nuova del movimento che fa capo al primo cittadino dopo che l’ingresso dello stesso nel Pd sembrava aver lasciato il segno nel gruppo giovanile.

Poi la ritrovata linfa con una serie di nuovi ingressi dopo alcuni allontanamenti rispetto il nucleo fondatore, ora la composizione della nuova squadra chiamata a guidare l’attività politica del movimento nei prossimi anni soprattutto in vista del 2027, anno delle amministrative. Data alla quale l’attuale primo cittadino guarda ormai con estrema chiarezza da qualche tempo come è facilmente rilevabile dalla campagna comunicativa della quale al momento, resta assoluto protagonista.

Alla guida di Mizzica, intanto è stato designato Emanuele Gaggiotti nel ruolo di presidente. Tiziana Greco ricoprirà la carica di vicepresidente, mentre Renato Marsala assumerà l’incarico di tesoriere.

Faranno inoltre parte del direttivo Federica Scaturro, Rahma Charfeddine, Debora Di Matteo e Alessandro Mantia, chiamati a contribuire all’attività politica e organizzativa del gruppo.

L’assemblea si è conclusa con un messaggio di fiducia nei confronti dei neoeletti e con l’auspicio che il nuovo assetto possa rafforzare l’impegno dell’associazione nelle iniziative rivolte alla città e alla partecipazione civica.

Nei prossimi mesi, il movimento avvierà anche la nuova campagna di tesseramento. Piccola annotazione, lo stesso Termine e gli assessori Agnese Sinagra e Salvino Patti hanno già anche quella del Pd.

Controlli nelle aziende agricole del Palermitano: 15 denunce e cinque attività sospese

Nuova operazione di vigilanza nel settore agricolo da parte del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Palermo, con il supporto delle Stazioni dell’Arma territorialmente competenti.

Le verifiche hanno interessato 18 aziende agricole della provincia, tutte risultate non conformi alle disposizioni in materia di tutela dei lavoratori e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Al termine delle ispezioni, i militari hanno denunciato 15 titolari di attività e disposto la sospensione di cinque impres

e. I provvedimenti sono scattati sia per l’impiego di personale non regolarmente assunto sia per gravi carenze legate agli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza.

Nel corso dei controlli sono stati identificati complessivamente 43 lavoratori. Di questi, 12 sono risultati irregolari, mentre sette prestavano attività lavorativa senza alcun contratto di assunzione.

L’attività ispettiva ha inoltre portato all’accertamento di numerose violazioni amministrative e penali.

Le sanzioni contestate ammontano a circa 133 mila euro complessivi, di cui circa 74 mila per illeciti amministrativi e oltre 59 mila per contravvenzioni.

Tra le infrazioni riscontrate con maggiore frequenza figurano la mancata sottoposizione dei lavoratori alla sorveglianza sanitaria obbligatoria, l’assenza di adeguata formazione sulla sicurezza e la mancata redazione del Documento di valutazione dei rischi (Dvr), elemento fondamentale per la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro.

L’esito dell’operazione evidenzia ancora una volta la necessità di rafforzare il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori, soprattutto in un comparto particolarmente esposto al rischio di lavoro irregolare e di violazioni delle misure di sicurezza.

Scuola, dalla Regione 800 mila euro per portare il teatro tra gli studenti siciliani

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La Regione Siciliana punta sulla formazione culturale delle nuove generazioni e stanzia 800 mila euro per favorire l’avvicinamento degli studenti al mondo del teatro.

L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale attraverso il nuovo avviso denominato “Focus Teatro”, mira a sostenere percorsi educativi dedicati alle arti performative nelle scuole dell’Isola.

Le risorse saranno destinate a progetti che consentano agli alunni di partecipare sia ad attività laboratoriali e formative sia ad eventi teatrali, spettacoli dal vivo, festival e rassegne culturali.

«Il governo Schifani continua a investire nella scuola siciliana con strumenti innovativi», ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano.

L’obiettivo dell’intervento è quello di ampliare le opportunità culturali per gli studenti, promuovendo al tempo stesso inclusione e partecipazione.

Il programma prevede due differenti ambiti di intervento: il primo dedicato allo sviluppo di percorsi di educazione teatrale all’interno degli istituti scolastici, il secondo rivolto alla partecipazione diretta degli studenti a rappresentazioni e iniziative culturali sul territorio.

Tra le finalità del bando figura anche la valorizzazione della tradizione teatrale e musicale siciliana, favorendo l’incontro tra patrimonio culturale, linguaggi contemporanei e nuove tecnologie.

Potranno partecipare le scuole statali e paritarie della Sicilia di ogni ordine e grado.

Ogni istituto potrà presentare una sola proposta progettuale e ottenere un contributo fino a 25 mila euro.

Le candidature dovranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata entro il 30 giugno al Dipartimento regionale dell’Istruzione.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali rivolte al contrasto della dispersione scolastica e alla promozione dell’accesso alla cultura tra i giovani, con particolare attenzione alle realtà che presentano maggiori difficoltà sociali ed educative.

Sempre meno ambulanti, Agrigento maglia nera in Sicilia: spariti 265 operatori in un anno

È la provincia di Agrigento a registrare il dato più preoccupante della Sicilia nel settore del commercio ambulante.

In appena un anno sono scomparsi 265 operatori, con una contrazione del 14,9% che rappresenta la perdita più elevata a livello regionale.

I numeri emergono dall’analisi di Confimprese Sicilia sui dati dell’Osservatorio nazionale del commercio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 31 dicembre 2025.

Il calo registrato nell’Agrigentino pesa in maniera significativa sul bilancio complessivo dell’Isola, dove il numero degli ambulanti è passato da 16.189 a 15.319 attività nell’arco di dodici mesi. Complessivamente la Sicilia ha perso 870 operatori, con una riduzione del 5,4%.

Dopo Agrigento, le diminuzioni più consistenti si registrano nelle province di Palermo (-164), Messina (-124) e Catania (-123). Seguono Trapani (-78), Caltanissetta (-40), Ragusa (-37), Siracusa (-19) ed Enna (-18).

Secondo Confimprese, il fenomeno non riguarda soltanto i mercati rionali ma riflette le difficoltà che stanno interessando l’intero comparto commerciale.

Tra le principali criticità vengono indicati l’aumento dei costi di gestione, la riduzione dei margini economici, il cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori, la crescente concorrenza e la difficoltà nel garantire il ricambio generazionale delle attività.

L’associazione evidenzia inoltre come il commercio su area pubblica sia stato spesso escluso dalle strategie di sviluppo economico e dai programmi di riqualificazione urbana.

Un aspetto che, secondo Confimprese, rischia di aggravare ulteriormente la crisi di un settore che in Sicilia conta ancora oltre 15 mila imprese e che continua a svolgere una funzione economica e sociale rilevante nei centri urbani.

Per sostenere il comparto, la legge sul Made in Italy prevede risorse dedicate ai mercati rionali. Alla Sicilia sono stati assegnati quasi 495 mila euro destinati a interventi di valorizzazione e riqualificazione, fondi che potrebbero rappresentare un primo passo per contrastare il progressivo ridimensionamento del settore.

Resta però aperta la questione della programmazione futura.

Secondo Confimprese, senza una visione strategica che includa i mercati all’interno dei processi di sviluppo delle città, sarà difficile invertire una tendenza che continua a registrare numeri in diminuzione.

Ampliamento del circondario giudiziario di Sciacca, Maligno: “Servono anche più magistrati”

Anche la Procura della Repubblica di Sciacca è stata interpellata in relazione al possibile ampliamento del circondario giudiziario del Tribunale, progetto per il quale domani il Presidente della Corte di Appello di Palermo, Antonio Balsamo, sarà in audizione in Commissione Giustizia, alla Camera dei Deputati.

La risposta che è arrivata dall’ufficio guidato dalla procuratrice Maria Teresa Maligno dopo un’interlocuzione tra il procuratore generale e i procuratori del distretto è stata nel senso di ribadire la necessità di un previo confronto con i Consigli dell’ordine degli avvocati del distretto. Soprattutto è stata evidenziata la necessità che un eventuale aumento dei comuni preveda un parallelo incremento degli organici della magistratura, del personale amministrativo oltre ad interventi in materia di edilizia giudiziaria.

La procuratrice ha trasmesso la risposta al Presidente della Corte di Appello di Palermo. Dopo avere sentito il presidente Balsamo la procuratrice incontrerà il Consiglio dell’ordine degli avvocati.

I Comuni che secondo il progetto dovrebbero rientrare nel circondario giudiziario del Tribunale di Sciacca sono Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina e Giuliana.

“Sono fiduciosa – afferma la presidente dell’Ordine degli avvocati di Sciacca, Carmela Bacino – anche perchè questa vicenda è iniziata su input di Comuni che vogliono entrare a far parte del circondario del nostro tribunale per esigenze di carattere logistico, territoriale e culturale e anche per le distanze da Termini Imerese rispetto al presidio di Sciacca che è in grado di dare risposte anche a questi cittadini”.