Aree interne siciliane, siglato un patto per il rilancio: Cisl, Chiesa e Università Kore

Aree interne siciliane, siglato un patto per il rilancio: Cisl, Chiesa e Università insieme
Studio, ascolto delle comunità e sviluppo sostenibile al centro del protocollo firmato a Palermo
Rafforzare il ruolo strategico delle aree interne della Sicilia e promuoverne il rilancio sociale, economico e culturale attraverso un’azione condivisa e strutturata. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto nella sede della Cesi, a Palermo, dalla Cisl Sicilia, dalla Conferenza Episcopale Siciliana e dall’Università Kore di Enna.
Un accordo che nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che caratterizzano vaste porzioni del territorio regionale: distanza dai servizi essenziali, spopolamento, denatalità e marginalizzazione economica. Criticità che, tuttavia, convivono con un patrimonio di straordinario valore fatto di risorse naturali, identità culturali e capitale sociale, elementi che rendono le aree interne una leva fondamentale per lo sviluppo complessivo della Sicilia.
Il protocollo intende valorizzare queste potenzialità puntando su modelli di crescita sostenibile e sulle opportunità offerte dall’innovazione digitale, individuando nuove traiettorie di sviluppo e favorendo una maggiore convergenza territoriale. Al centro dell’iniziativa c’è l’idea che il rilancio delle aree interne passi da una conoscenza approfondita dei territori e da un coinvolgimento diretto delle comunità locali.
Come si legge in una nota congiunta, l’accordo prevede una collaborazione biennale, rinnovabile, finalizzata alla realizzazione di studi e analisi sulle caratteristiche socio-economiche delle aree interne siciliane e sulle loro prospettive di sviluppo. Accanto all’attività di ricerca, sono previste azioni di ascolto e partecipazione delle comunità locali, oltre alla programmazione di eventi di approfondimento e momenti di divulgazione dei risultati.
Un’alleanza inedita tra mondo del lavoro, istituzioni ecclesiastiche e università che punta a trasformare fragilità storiche in opportunità concrete, restituendo centralità a territori troppo spesso considerati marginali, ma che rappresentano una risorsa decisiva per il futuro della Sicilia.

Piantumati cipressi al cimitero di Sciacca, Daniela Campione: “Serve un ossario e un inceneritore” (Video)

“Ringrazio il sindaco Fabio Termine per aver sostituito l’assessore Sinagra con l’assessore Leonte”. Così la consigliera Daniela Campione esprime la sua gratitudine al collega Leonte che ha dato seguito alla sua richiesta di piantumare alberi nell’area cimiteriale.

Sono dei cipressi quelli che il Comune di Sciacca ha voluto piantumare in un’area della nuova zona cimiteriale che era una discarica, proprio di fronte ai bagni.

Il verde nella nuova zona di espansione del cimitero non e’ contemplato, manca lo spazio destinato tra l:eterna esigenza di nuovi loculi. Un grande rammarico per la consigliera che non è nuova a richieste per rendere più decoroso il cimitero come quello di evitare di imballare i fiori nella carta per rendere omaggio ai defunti.

La Campione poi ha idee precise su quello che manca al cimitero di Sciacca: “Servirebbe un ossario – afferma – un’area per le urne cinerarie e un inceneritore”.

I pm chiedono l’arresto per corruzione del deputato regionale Michele Mancuso

La procura di Caltanissetta ha chiesto gli arresti domiciliari per il deputato regionale Michele Mancuso di Forza Italia indagato per corruzione.
La polizia di Stato ha notificato a Mancuso e ad altri indagati l’invito a comparire per rendere l’interrogatorio al gip.
Secondo l’accusa, Mancuso avrebbe preso una tangente di 12 mila euro per favorire l’associazione Gente emergente che ha ottenuto fondi pubblici per realizzare eventi e spettacoli in provincia di Caltanissetta. Gli altri indagati a cui la squadra mobile di Caltanissetta e lo Sco di Roma hanno notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio davanti al gip, sono Lorenzo Gaetano Tricoli e i rappresentanti legali e componenti dell’associazione sportiva dilettantistica Genteemergente, Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. A Mancuso, la Procura contesta la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e ad altri quattro indagati di essere dei presunti corruttori. Per tutti e cinque sono stato chiesti gli arresti domiciliari. Nell’inchiesta c’è un sesto indagato, per il quale non è stato chiesto alcun provvedimento: è Eugenio Bonaffini accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L’addebito provvisorio, sul quale dovrà decidere il Gip sull’eventuale applicazione di misura cautelare, riguarda un’ipotesi di ricezione di 12mila euro, consegnate in tre rate, a Mancuso, fino al maggio 2025, per favorire l’associazione Genteemergente quale destinataria di fondi pubblici per 98.000 euro per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta, stanziati con una legge regionale nell’agosto del 2024. Agli altri indagati è contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per avere dedotto, mediante fatture di costi fittizi, 49.000 euro circa in danno della Regione Siciliana.

Parto senza dolore, numeri da record all’ospedale di Agrigento

Cresce in modo significativo il ricorso alla partoanalgesia ad Agrigento e si consolida il ruolo di un servizio ormai essenziale per il benessere delle future mamme.
Sciacca attende di poter avviare questo servizio che è condizionato al numero di anestesisti.
I dati relativi agli ultimi anni per Agrigento confermano un trend costantemente positivo: nel 2024 sono state effettuate 849 procedure, salite a circa 900 nel 2025, con una copertura dell’80% dei parti spontanei. Un aumento progressivo rispetto al 74% del 2023 e al 68% del 2022, che testimonia la fiducia delle donne e l’elevata qualità dell’assistenza offerta.
Il servizio di Partoanalgesia è attivo dalla fine di aprile 2022 e rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale all’interno del percorso nascita.

La presenza continuativa di un anestesista dedicato alla sala parto, operativo 24 ore su 24, garantisce la sicurezza del percorso materno-fetale e un’assistenza tempestiva e qualificata in ogni fase del parto.

L’équipe anestesiologica si occupa dell’analgesia nel travaglio di parto attraverso tecniche perimidollari – analgesia peridurale e analgesia combinata spino-epidurale – che consentono di controllare efficacemente il dolore, favorendo un parto naturale e spontaneo. In caso di parto cesareo, l’anestesista esegue l’anestesia, monitora le funzioni vitali in sala operatoria e assicura un adeguato trattamento del dolore nel post-operatorio.
Il servizio risponde a un bisogno reale e crescente: se per alcune donne il dolore del travaglio è affrontabile, per altre può rappresentare un ostacolo che impedisce di vivere serenamente un momento fondamentale come la nascita di un figlio.

La possibilità di accedere alla partoanalgesia consente di affrontare il parto con maggiore tranquillità, consapevolezza e sicurezza.
Per usufruire del servizio è prevista una visita anestesiologica dopo la trentaseiesima settimana di gravidanza durante la quale l’anestesista valuta le condizioni cliniche della partoriente e acquisisce un consenso informato e consapevole. A supporto di questo percorso, l’ospedale organizza regolarmente incontri informativi tra anestesisti e future mamme nell’ultimo trimestre di gravidanza, con l’obiettivo di fornire indicazioni complete sull’analgesia in travaglio e sull’anestesia per il parto cesareo.
Il servizio di Partoanalgesia afferisce all’unita’ operativa complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’ospedale di Agrigento.

Sciacca, la Scala a Zig Zag resta chiusa: l’allarme dell’Associazione strutture turistiche del Centro Storico

La chiusura della via San Paolo e della Scala a Zig Zag, a seguito del recente crollo, rischia di penalizzare fortemente il turismo a Sciacca. A lanciare l’allarme è l’Associazione Strutture Turistiche del Centro Storico, che in un comunicato rivolto agli organi di informazione esprime preoccupazione per le possibili conseguenze sul comparto turistico e sulla vita dei residenti.
Pur riconoscendo come indispensabile l’interdizione dell’area a tutela dell’incolumità pubblica, l’Associazione sottolinea i rischi legati ai tempi burocratici dei lavori pubblici, temendo che la scala rimanga chiusa per diversi mesi.

Un precedente preoccupa ulteriormente: la Scala di via Pietre Cadute, sotto la Torre Campanaria di San Michele, è ferma da mesi, causando disagi ai residenti e alle strutture turistiche della zona.
Per la Scala a Zig Zag è previsto un sopralluogo geologico per valutare modalità e tempi di intervento. L’Associazione auspica che i lavori possano essere completati entro la prossima primavera, così da consentire ai turisti di tornare a visitare uno dei simboli urbanistici e turistici più amati della città.
Considerata una delle principali attrazioni di Sciacca e segnalata su tutti i portali di promozione turistica, la Scala a Zig Zag rappresenta un punto di richiamo fondamentale. La chiusura senza tempi certi di riapertura, sottolinea l’Associazione, comporta un danno d’immagine per la città e per il settore turistico locale.

Oggi i due consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blo’ hanno presentato una interrogazione sulla questione. I due consiglieri chiedono nell’atto consiliare di garantire l’incolumità, disporre l’immediata interdizione
delle aree a rischio (via San Paolo, via Eleonora d’Aragona, balaustra panoramica). E ancora
avviare una commissione tecnica d’emergenza composta da ingegneri, geologi e tecnici
comunali per valutare lo stato di stabilità delle strutture compromesse; redigere e pubblicare un piano straordinario di messa in sicurezza delle vie a rischio idrogeologico, con tempistiche e budget chiari, attivare un tavolo permanente di confronto con i cittadini, le associazioni e gli operatori
turistici per la gestione partecipata del rischio.
L’appello è chiaro: l’Amministrazione comunale intervenga rapidamente per ripristinare la scala e completare i lavori pubblici nell’area, restituendo normalità alle famiglie sfollate e garantendo la piena fruizione di un bene storico di grande rilievo.

Panetta: dai giovani e dal lavoro femminile la sfida per rilanciare l’economia italiana

Ripartire dai giovani. E dalla piena partecipazione delle donne al mondo del lavoro. È questo il punto fermo indicato dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Messina. Un messaggio netto, che chiama in causa i limiti strutturali del Paese e la necessità di un cambio di passo deciso.
L’Italia, ha ricordato Panetta, reagisce spesso bene alle crisi. Ma nel medio-lungo periodo perde terreno rispetto agli altri Paesi industrializzati. Il problema è noto e persistente: «La produttività ristagna da un quarto di secolo; la capacità di innovare resta distante dai paesi alla frontiera tecnologica». Un freno che si riflette direttamente su redditi e salari, deboli da anni, e che riduce le prospettive soprattutto per giovani e donne.
Per il Governatore la direzione è obbligata: «Occorre uno sviluppo basato su investimenti, innovazione e produttività, in grado di sostenere salari più elevati e migliori prospettive di lavoro». Una necessità imposta dalle trasformazioni dell’economia globale e resa ancora più urgente dal vincolo demografico di un Paese che invecchia rapidamente, mentre i giovani che entrano nel mercato del lavoro diminuiscono.
La fuga dei laureati: un segnale d’allarme
Parlando in un’università, Panetta ha posto al centro proprio i giovani e il ruolo della formazione. Il dato è allarmante: negli anni più recenti circa un decimo dei giovani laureati italiani si è trasferito all’estero. Un fenomeno che non riguarda solo il Mezzogiorno, ma anche il Nord del Paese, e che colpisce in modo particolare ingegneri e informatici, figure sempre più richieste dalle imprese italiane.
I numeri spiegano molto: un giovane laureato in Germania guadagna in media l’80% in più rispetto a un coetaneo italiano; il divario con la Francia è del 30%. Differenze che nel tempo si sono ampliate. Ma il salario non è l’unica leva. I giovani cercano contesti lavorativi in cui il merito sia riconosciuto, con contratti stabili, impieghi coerenti con le competenze e percorsi di carriera più dinamici.
A questo si aggiungono fattori sociali e culturali: ambienti percepiti come più attrattivi, apertura internazionale, curiosità verso stili di vita diversi. Il risultato è una perdita secca di capitale umano qualificato, che non viene compensata dall’arrivo di giovani stranieri con lo stesso livello di competenze.
Investire su famiglie e istruzione
Il messaggio finale del Governatore è chiaro e non ammette rinvii: «Un sostegno mirato alle famiglie e all’istruzione genera elevati ritorni economici e sociali». Senza un investimento serio sui giovani, sul lavoro femminile e sulla qualità dell’occupazione, l’Italia rischia di restare intrappolata in una crescita debole, incapace di competere con le economie più avanzate.

Sciacca, distacco di calcinacci dal palazzo di città

Un distacco di calcinacci si è verificato da una porzione di tetto dell’atrio superiore del palazzo di città di Sciacca. L’episodio ha reso necessario l’immediato intervento per la messa in sicurezza dell’area che è stata transennata con nastro segnaletico.

La situazione presenta profili di pericolo non solo per la caduta di materiale dall’alto, ma anche per le condizioni della pavimentazione sottostante. La presenza di muschio rende il suolo scivoloso, soprattutto in caso di pioggia, aumentando il rischio di cadute.

Quattro riberesi denunciati per rissa a Santa Margherita Belice, l’attenzione della Prefettura (Video)


Per i fatti di sabato scorso a Santa Margherita Belice, in piazza Libertà, quattro giovani riberesi sono stati denunciati per rissa dai carabinieri.

Episodi come questo nel Belice preoccupano anche la Prefettura di Agrigento che nei giorni scorsi ha tenuto a Santa Margherita una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con l’intervento anche dei sindaci del territorio.

L’attenzione verso queste vicende che riguardano in particolare il mondo giovanile è stata sottolineata dal Prefetto, Salvatore Caccamo, in occasione di una sua recente visita nel Belice per l’anniversario del terremoto.

“Non tanto più la criminalità organizzata che sappiamo bene è relegata in determinati ambiti – ha detto il Prefetto – ma quello che ci preoccupa maggiormente, perchè forse siamo un pò impreparati ad affrontare il fenomeno, è il mondo giovanile”

ad affrontare

Sciacca al buio, interrogazione del gruppo “Insieme per Sciacca” sulla scarsa illuminazione pubblica

Sciacca continua a fare i conti con una grave carenza di illuminazione pubblica in numerose aree del territorio comunale. Strade, piazze e interi quartieri, sia del centro urbano che delle zone periferiche, risultano spesso poco illuminati o addirittura completamente al buio, come segnalato da tempo da numerosi cittadini.
Una situazione che incide pesantemente sulla sicurezza stradale e pedonale, aumentando il rischio di incidenti e favorendo episodi di microcriminalità, oltre a compromettere il decoro urbano e la qualità della vita.

E’ quanto scrive il gruppo consiliare “Insieme per Sciacca”, formato dai consiglieri Alberto Sabella e Nino Venezia che ha presentato un’interrogazione consiliare a risposta scritta al Sindaco e all’Assessore competente, chiedendo chiarimenti sulle cause della scarsa o assente illuminazione in diverse zone della città.
I consiglieri interrogano l’Amministrazione comunale anche sulla conoscenza delle numerose segnalazioni provenienti dai cittadini e sugli interventi eventualmente già avviati o programmati per il ripristino degli impianti. Al centro dell’interrogazione anche l’eventuale esistenza di un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’illuminazione pubblica e i tempi previsti per riportare la luce nelle aree attualmente al buio.
Particolare attenzione viene posta inoltre sulle risorse economiche: il gruppo chiede se nel bilancio comunale siano previsti fondi specifici per il miglioramento e l’efficientamento dell’illuminazione pubblica, anche attraverso l’adozione di tecnologie a risparmio energetico.
Infine, “Insieme per Sciacca” sollecita l’Amministrazione ad adottare azioni urgenti per garantire maggiore sicurezza, decoro urbano e vivibilità alla cittadinanza.

Addio TARI nel 2026: arriva la TARIP, come funziona la tariffa puntuale e cosa fare per pagare meno

Dal 2026 la TARI lascia progressivamente spazio alla TARIP, la Tariffa Puntuale sui Rifiuti. Un cambiamento destinato a incidere direttamente sulle bollette di famiglie e imprese, perché il nuovo sistema lega l’importo da pagare alla quantità effettiva di rifiuti prodotti. In altre parole: chi inquina meno, paga meno.

Vediamo come funziona la TARIP, dove è già in vigore, chi può risparmiare e cosa fare concretamente per abbassare l’importo.


Cos’è la TARIP e perché sostituisce la TARI

La TARIP (Tariffa Rifiuti Puntuale) è un’evoluzione del tradizionale tributo sui rifiuti.
Mentre la TARI si basa su criteri presuntivi (superficie dell’immobile e numero di occupanti), la TARIP introduce un sistema più equo e misurabile, fondato sul principio europeo del “Pay as you throw” (paghi per quello che butti).

L’obiettivo è duplice:

  • incentivare la riduzione dei rifiuti;
  • aumentare la raccolta differenziata, in linea con i target ambientali UE.

Dove è già applicata la TARIP in Italia

Ad oggi, la TARIP è attiva in oltre 1.100 Comuni italiani, coinvolgendo circa 8,1 milioni di cittadini.
La diffusione è fortemente sbilanciata:

  • Nord Italia: circa il 94% dei Comuni TARIP;
  • Centro-Sud e Isole: applicazioni ancora sporadiche (pochi Comuni in Sicilia, Puglia e Sardegna).

La TARIP diventa obbligatoria solo se il Comune dispone di sistemi di misurazione puntuale, come contenitori con chip RFID o pesatura automatica.


Differenze tra TARI e TARIP: cosa cambia davvero

Le differenze tra i due sistemi sono sostanziali:

🔹 TARI

  • calcolo basato su metri quadri e numero di residenti;
  • importo fisso, indipendente dai comportamenti;
  • nessun incentivo concreto a ridurre i rifiuti.

🔹 TARIP

  • calcolo basato su peso o volume dei rifiuti prodotti;
  • chi differenzia di più e conferisce meno secco paga meno;
  • sistema più equo e trasparente.

Come si calcola la TARIP

La bolletta TARIP è composta da tre voci principali:

  1. Quota fissa
    Determinata dalla superficie dell’immobile (copre i costi generali del servizio).
  2. Quota variabile base
    Include un numero minimo annuo di svuotamenti del secco non riciclabile.
  3. Quota variabile aggiuntiva
    Scatta se si supera il numero di svuotamenti inclusi: ogni conferimento extra aumenta l’importo.

Il monitoraggio avviene tramite contenitori dotati di microchip, che registrano ogni esposizione e – in molti Comuni – anche il peso dei rifiuti conferiti.


Perché con la TARIP puoi risparmiare

I vantaggi principali del nuovo sistema sono evidenti:

  • bolletta più bassa per chi produce meno rifiuti;
  • incentivo concreto alla raccolta differenziata;
  • maggiore sostenibilità ambientale;
  • sistema più giusto rispetto alla tassazione “a forfait”.

Inoltre, la TARIP contribuisce al raggiungimento degli obiettivi UE, come il 55% di riciclo dei rifiuti urbani.


Cosa fare per pagare meno con la TARIP

Per ridurre l’importo della bolletta è fondamentale cambiare abitudini:

  • differenziare correttamente carta, plastica, vetro e organico;
  • ridurre al minimo il secco non riciclabile;
  • esporre il bidone del secco solo quando è realmente pieno;
  • evitare conferimenti inutili che fanno aumentare il numero di svuotamenti.

Ogni esposizione in meno può tradursi in decine di euro di risparmio a fine anno.


TARIP e controversie: cambia anche il giudice competente

Un’ultima novità rilevante riguarda la giurisdizione.
Con il passaggio dalla TARI alla TARIP, la tariffa assume natura corrispettiva e non più tributaria. Questo significa che:

  • le controversie non rientrano più nel giudice tributario;
  • la competenza passa al giudice ordinario.

Lo ha chiarito la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto (sentenza n. 236 del 4 marzo 2024).


In sintesi

La TARIP segna un cambio di paradigma: non più una tassa uguale per tutti, ma una tariffa proporzionata ai comportamenti reali. Per i cittadini più attenti all’ambiente – e al portafoglio – può diventare un’occasione concreta di risparmio.