Sciacca, consegnate le opere della nuova rete fognaria: verso la revoca del divieto di balneazione al Lido Salus (Video)

Si è svolta questa mattina, presso il Palazzo di Città, la consegna anticipata al Comune di Sciacca di una parte significativa delle opere già realizzate della nuova rete fognaria e del sistema di collettamento al depuratore. Un passaggio operativo atteso da anni che consente di rendere immediatamente utilizzabili infrastrutture strategiche per il territorio.

La consegna, formalizzata alla presenza dell’amministrazione comunale e dei rappresentanti della struttura commissariale, riguarda diversi tratti già completati dell’intervento. In particolare, sono stati trasferiti al Comune la rete fognaria nelle zone di San Marco, Foggia e Lido, gli impianti di sollevamento e le condotte prementi collegate, oltre ai collettori del centro urbano che interessano via Cappuccini, il quartiere Marinai, il centro storico e altre aree della città. Inclusa anche la condotta di alimentazione dell’impianto di depurazione.

Secondo quanto evidenziato dal sindaco Fabio Termine, si tratta di un risultato che arriva al termine di un lavoro amministrativo e tecnico portato avanti negli ultimi mesi con una decisa accelerazione. Già dall’agosto 2025, infatti, il secondo modulo del depuratore era stato consegnato ed è attualmente in esercizio, ma la sua piena funzionalità dipendeva dal completamento della rete di collegamento.

Alla cerimonia è intervenuto anche il subcommissario nazionale per la depurazione, Toto Cordaro, che ha sottolineato il valore dell’opera sotto il profilo ambientale. “Sciacca – ha dichiarato – è oggi in linea con gli standard europei in tema di depurazione e tutela dell’ambiente. Si chiude una stagione di precarietà e si rilancia un territorio di grande valore, ponendo fine anche a una rilevante sanzione comunitaria”.

Cordaro ha inoltre evidenziato i numeri dell’intervento: il completamento dell’impianto fognario consente di servire ulteriori 14.500 abitanti equivalenti, grazie alla realizzazione di nuovi collettori per una lunghezza complessiva di circa 16 chilometri, per un investimento pari a 5,8 milioni di euro. Rimarcato anche l’aspetto procedurale, con la consegna anticipata delle opere rispetto ai tempi previsti.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Risoluto, il sindaco ha aggiunto un elemento destinato ad avere un impatto diretto anche sulla prossima stagione balneare. Sono stati infatti effettuati prelievi nelle acque del Lido Salus e si è in attesa degli esiti: l’obiettivo dichiarato è arrivare alla revoca del divieto di balneazione già in vista dell’estate. Un passaggio che, se confermato dai dati, rappresenterebbe uno degli effetti più concreti dell’entrata in funzione del nuovo sistema fognario e depurativo.

Con la consegna di oggi, il sistema entra in una fase operativa più avanzata. Il sindaco procederà ora con l’emissione di un’ordinanza che permetterà ai residenti delle zone interessate di effettuare gli allacci alla rete principale, segnando un cambiamento concreto per interi quartieri.

L’intervento punta a migliorare la qualità dei servizi, ridurre criticità ambientali e garantire una gestione più efficiente dei reflui, con benefici diretti anche per la tutela del mare.

Resta ancora aperto il cantiere di via Gaie di Garaffe, dove sono in corso lavori per la sostituzione di un collettore particolarmente deteriorato. Un intervento considerato necessario per completare definitivamente l’intero sistema, la cui conclusione è prevista a breve.

Con questa consegna, Sciacca compie un passaggio rilevante verso l’ammodernamento delle infrastrutture urbane, con possibili ricadute già nel breve periodo anche sulla qualità delle acque e sulla fruibilità del litorale.

Ribera, Gaetano Calzerano nuovo assessore

Il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo, ha nominato questa mattina Gaetano Calzerano quale nuovo componente della giunta.

Calzerano, professionista riberese attivo nel settore assicurativo, entra nell’esecutivo a seguito della recente rimodulazione che ha fatto seguito alla revoca dell’assessore Clemente e alle dimissioni dell’assessore Di Caro.

Al neo-assessore sono state assegnate deleghe considerate strategiche per la gestione del territorio e i servizi. Politiche giovanili, Promozione ed educazione alla salute, Protezione civile, Polizia municipale, Randagismo, Servizi cimiteriali, Ville e giardini.

“In Calzerano ho individuato non solo un professionista serio e capace, ma una figura in grado di interpretare con pragmatismo e visione politica l’impegno che dobbiamo garantire per la conclusione del mandato elettorale. È una scelta di responsabilità verso la cittadinanza per dare continuità e solidità all’azione di governo”, ha detto il sindaco Ruvolo.

Perché le migliori attività della Sicilia stanno perdendo clienti senza saperlo

Un fenomeno silenzioso che nessuno racconta

C’è un fenomeno che sta attraversando la Sicilia, da Palermo a Catania, da Agrigento a Trapani, e che quasi nessuno sta raccontando. Non riguarda la crisi economica, né l’aumento dei costi delle materie prime. Riguarda qualcosa di molto più subdolo: le attività migliori dell’isola stanno perdendo clienti ogni giorno, e la maggior parte di loro non sa nemmeno perché.

Lo abbiamo scoperto parlando con decine di imprenditori e professionisti del territorio siciliano — ristoratori, dentisti, titolari di centri estetici, artigiani, consulenti — e il racconto è sempre lo stesso. “Lavoro benissimo, i miei clienti sono soddisfatti, eppure i nuovi contatti si sono fermati.” Qualcuno aggiunge, con un misto di rabbia e incredulità: “Il mio concorrente, che lavora peggio di me, ha l’agenda piena. Come è possibile?”

Abbiamo deciso di indagare. Quello che abbiamo trovato è un meccanismo che, una volta compreso, cambia completamente la prospettiva di chi gestisce un’attività locale in Sicilia.

In breve

Un’indagine condotta da Risoluto.it ha rivelato che molte delle migliori attività locali della Sicilia stanno perdendo clienti ogni giorno senza rendersene conto. La causa principale è un “punto cieco digitale”: i consumatori oggi decidono dove spendere i propri soldi prima ancora di uscire di casa, cercando online. Le attività che non compaiono in quel momento preciso vengono scartate, indipendentemente dalla qualità del loro lavoro. L’articolo spiega il fenomeno, smonta i miti più diffusi tra gli imprenditori locali e indica il primo passo concreto per invertire la rotta.

La scoperta: Il “Punto Cieco” degli imprenditori siciliani

Il problema non è la qualità del lavoro. Non è il prezzo. Non è nemmeno la posizione del negozio o dello studio. Il problema è un punto cieco: la stragrande maggioranza degli imprenditori locali non sa come i propri clienti li trovano — o, più precisamente, come non li trovano.

Facciamo un esempio concreto. Maria gestisce un centro estetico in una cittadina della provincia di Agrigento. Lavora da quindici anni, ha clienti fidelissime, trattamenti di altissima qualità. Ma negli ultimi due anni le nuove clienti si sono dimezzate. Maria dà la colpa alla crisi, alla concorrenza dei centri low-cost, alla stagionalità.

La verità è diversa. Quando una donna della zona cerca “centro estetico” seguito dal nome della sua città su Google — e succede decine di volte al giorno — Maria non compare. Non nel primo risultato, non nel secondo, non nella prima pagina. Compare invece un centro aperto da sei mesi, con meno esperienza, ma che ha investito nella propria visibilità online. Quella cliente non entrerà mai dalla porta di Maria. Non perché Maria sia meno brava, ma perché per quella cliente Maria non esiste.

Questo è il punto cieco. Non è un problema di competenza. È un problema di visibilità nel momento esatto in cui il cliente decide dove andare.

Come è cambiato il modo in cui i clienti scelgono

Per capire la portata di questo fenomeno, bisogna guardare un dato che molti imprenditori sottovalutano: il modo in cui le persone prendono decisioni è cambiato radicalmente negli ultimi dieci anni, anche nelle città e nei paesi della Sicilia.

Google lo ha definito il “Momento Zero della Verità” (ZMOT — Zero Moment of Truth). È quel momento in cui una persona ha un bisogno — un dente che fa male, una cena per un’occasione speciale, un preventivo per una ristrutturazione — e prima di fare qualsiasi cosa, prende in mano lo smartphone e cerca.

Non chiama l’amico. Non chiede al vicino. Cerca. E in quei tre secondi di ricerca, il suo cervello prende una decisione: clicca sui primi risultati, scarta tutto il resto. Se la tua attività non compare in quei primi risultati, non esisti. Non importa che tu sia il migliore della provincia. Per quel cliente, in quel momento, sei invisibile.

Questo non è un problema solo siciliano. È un fenomeno globale. Ma nelle città di provincia e nei centri dell’isola colpisce in modo particolarmente duro, perché gli imprenditori locali sono ancora convinti che il passaparola tradizionale sia sufficiente.

I tre miti che tengono gli imprenditori intrappolati

Nella nostra indagine abbiamo identificato tre convinzioni diffusissime tra gli imprenditori locali siciliani. Convinzioni che sembrano ragionevoli, ma che in realtà sono le vere responsabili della loro invisibilità.

Mito 1: “Se lavori bene, la gente parla di te”

È vero, ma solo in parte. Il passaparola tradizionale funziona ancora, ma ha un limite strutturale: è lento, è limitato alla cerchia di conoscenze dei tuoi clienti attuali, e non raggiunge mai chi ti sta cercando adesso su Google. Il passaparola oggi si è trasferito online: si chiama recensione su Google, commento su Facebook, articolo su una testata locale. Se non sei presente in questi spazi, il passaparola moderno avviene senza di te.

Mito 2: “Ho il sito web, quindi sono a posto”

Avere un sito web nel 2026 è come avere un biglietto da visita chiuso in un cassetto. Se nessuno lo trova, non serve a nulla. La maggior parte dei siti web di attività locali in Sicilia non è ottimizzata per i motori di ricerca, non viene aggiornata da mesi (o anni), e non contiene i contenuti che i potenziali clienti stanno cercando. Un sito web senza una strategia di visibilità è un costo, non un investimento.

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Mito 3: “Ho tanti Like, quindi il mio marketing funziona”

Questa è forse la trappola più costosa in cui cade un imprenditore. Apri il tuo profilo Facebook o Instagram, vedi 150 like sotto l’ultimo post, e pensi: “Il mio marketing sta andando bene.” Ma fermati un secondo e chiediti: quanti di quei 150 like si sono trasformati in clienti questa settimana?

La risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, è zero.

Quei like arrivano da chi ti conosce già: amici, parenti, clienti storici, colleghi. Persone che ti vogliono bene e mettono il cuoricino per simpatia, non perché devono comprare qualcosa. Nel gergo del marketing si chiamano “vanity metrics” — numeri che fanno piacere all’ego ma non battono lo scontrino.

Il problema vero è che mentre tu guardi i like, il tuo concorrente sta intercettando persone che non vi conoscono né l’uno né l’altro, ma che hanno bisogno adesso del servizio che offri. Quelle persone non mettono like. Cercano su Google, leggono una recensione, trovano un articolo autorevole, e prenotano. Non passano dal tuo profilo Instagram.

Avere un profilo social attivo è necessario, ma confondere i like con i risultati è come confondere gli applausi con gli incassi. Un ristorante pieno di complimenti su Facebook e vuoto a cena ha un problema di strategia, non di visibilità social.

Il costo reale dell’invisibilità

Quello che molti imprenditori non calcolano è il costo dell’inazione. Non si tratta solo di “non avere un sito bello”. Si tratta di clienti concreti che ogni giorno scelgono un concorrente perché lo trovano prima di te.

Facciamo un calcolo semplice. Se la tua attività perde anche solo 2 potenziali clienti a settimana perché non ti trovano online, in un anno sono oltre 100 clienti persi. Moltiplica per il valore medio di un cliente nel tuo settore — che sia un trattamento estetico da 80 euro, una visita dentistica da 150 euro, o un progetto di consulenza da 2.000 euro — e il numero diventa impressionante.

Non è un costo che compare in nessun bilancio. Non c’è una voce “clienti persi per invisibilità digitale”. Ma è reale, è quotidiano, e cresce ogni mese che passa senza intervenire.

La via d’uscita: cosa stanno facendo le attività siciliane che crescono

Non tutte le attività locali sono in difficoltà. Alcune stanno crescendo, anche in un mercato difficile. Cosa fanno di diverso?

Abbiamo osservato un pattern ricorrente tra le attività locali siciliane che negli ultimi 12 mesi hanno visto crescere i propri contatti e il proprio fatturato. Non hanno budget milionari. Non hanno team di marketing interni. Hanno fatto una cosa semplice ma decisiva: hanno smesso di aspettare che i clienti li trovassero per caso e hanno iniziato a farsi trovare di proposito.

In pratica, hanno costruito quella che gli esperti chiamano “autorità digitale”: la capacità di essere percepiti come il punto di riferimento nel proprio settore, nella propria zona. Non attraverso la pubblicità aggressiva, ma attraverso l’informazione di valore. Articoli che rispondono alle domande dei clienti. Contenuti che dimostrano competenza. Una presenza online curata che comunica affidabilità.

Un ristoratore della provincia di Agrigento, ad esempio, ha iniziato a comparire su testate locali con articoli sulla tradizione gastronomica del territorio. Non pubblicità. Informazione. Il risultato? In sei mesi le prenotazioni dirette (non da piattaforme terze) sono aumentate del 35%, e il costo per acquisire un nuovo cliente si è ridotto del 40%.

Non è magia. È strategia. Ed è accessibile a qualsiasi attività locale in Sicilia che decida di investire nella propria visibilità con metodo.

Il primo passo: sapere dove sei

Se hai letto fin qui, probabilmente ti stai chiedendo: “Ma io dove sono? Quanto sono visibile? Cosa vedono i miei potenziali clienti quando mi cercano online?”

È la domanda giusta. Ed è esattamente la domanda da cui partire.

Perché il problema dell’invisibilità digitale ha una caratteristica insidiosa: non sai di averlo finché qualcuno non te lo mostra. Puoi continuare a lavorare benissimo, a servire i tuoi clienti con eccellenza, e nel frattempo perdere decine di opportunità ogni mese senza rendertene conto.

Il primo passo non è “fare un sito nuovo” o “aprire un profilo Instagram”. Il primo passo è misurare. Capire esattamente qual è il tuo punto di partenza: dove compari, dove non compari, cosa funziona e cosa no nella tua presenza online attuale.

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Per questo motivo è stato sviluppato il Check-up Digitale Gratuito: uno strumento di analisi rapida che permette a qualsiasi imprenditore o professionista siciliano di ottenere una fotografia chiara e oggettiva della propria situazione digitale.Non è un questionario generico.

È un’analisi che valuta i parametri che contano davvero per un’attività locale: la visibilità sui motori di ricerca, la qualità della presenza social, la coerenza del brand online, e soprattutto i “blocchi invisibili” — quegli errori tecnici o strategici che impediscono ai potenziali clienti di trovarti, anche quando ti stanno cercando attivamente.

Il Check-up richiede pochi minuti e restituisce un quadro chiaro di dove sei oggi e quali sono le prime azioni concrete da intraprendere. Nessun impegno, nessun costo. Solo la consapevolezza che ti serve per decidere se e come agire.

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Esplora il percorso completo (Metodo Autorità Locale)

Questo è il primo articolo del nostro percorso. Approfondisci i singoli temi leggendo gli altri articoli della serie:

•Articolo 2: L’inchiesta: perché il tuo sito web non porta clienti (anche se è bellissimo)

•Articolo 3: Il costo dell’invisibilità digitale: quanti clienti perdi ogni giorno?

•Articolo 4: Smetti di comprare “Mi piace”: perché i social media stanno uccidendo la tua attività

Usura al 140% e autoriciclaggio, ordinanza cautelare per due detenuti a Caltanissetta

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone, già detenute, indagate per usura e autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia locale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due avrebbero concesso un prestito di 35 mila euro a un imprenditore edile applicando un tasso d’interesse del 140% annuo. Una condizione che avrebbe costretto la vittima a versare complessivamente oltre 120 mila euro.

L’ordinanza dispone anche il sequestro preventivo di beni ed è stata notificata in carcere, dove gli indagati si trovano già a seguito di una condanna in primo grado per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un altro imprenditore nisseno.

L’accusa di autoriciclaggio riguarda, in particolare, le attività poste in essere per ostacolare l’identificazione della provenienza illecita del denaro. Tra queste, l’emissione di una fattura di circa 12 mila euro relativa a prestazioni e forniture mai effettuate.

L’indagine, avviata nel novembre 2023, è il proseguimento di un’inchiesta che aveva già portato alla condanna dei due imputati, rispettivamente a 12 anni e a 8 anni e 8 mesi di reclusione.

Nel quadro degli accertamenti, è emerso anche un possibile rischio di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico locale. Nelle scorse settimane, infatti, la prefettura di Caltanissetta ha emesso un’interdittiva antimafia nei confronti di una ditta attiva nel settore dell’igiene ambientale, i cui soci risultano legati da rapporti di parentela acquisita con uno degli indagati.

Dipendenze in aumento, confronto promosso da RiberaLab tra dati, testimonianze e proposte

Un incontro partecipato e ricco di spunti quello organizzato da RiberaLab, che ha acceso i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: le dipendenze, nelle loro diverse forme.

L’iniziativa, sostenuta dall’impegno dell’associazione e in particolare di Vincenzo Rossello, ha riunito operatori sanitari, rappresentanti istituzionali, realtà del territorio e cittadini, chiamati a riflettere su una problematica che coinvolge sempre più giovani.

Ad aprire i lavori è stata Gabriella Schembri dell’Asp di Agrigento, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un approccio condiviso e coordinato. Secondo quanto emerso, affrontare il tema richiede un’azione sinergica tra sanità, scuola, istituzioni e comunità locale, in grado di intervenire non solo sul piano clinico ma anche su quello educativo e sociale.

Nel corso della serata sono stati illustrati i dati aggiornati del SerD, che hanno restituito un quadro preoccupante.

Giacomina Di Francesco, insieme all’assistente sociale Giusy Perricone, ha spiegato che dall’inizio dell’anno sono state seguite decine di persone, con una netta prevalenza maschile ma con un dato che colpisce particolarmente: l’età sempre più bassa di chi si avvicina alle sostanze.

Non mancano infatti casi che riguardano giovanissimi, anche di 13 e 14 anni, già esposti a droghe pesanti.

Lo stesso servizio, è stato evidenziato, opera con risorse limitate rispetto alla crescente domanda. L’organico ridotto – tra psicologi, infermieri, assistenti sociali e un medico disponibile solo per poche ore settimanali – rende difficile garantire una copertura adeguata, al punto da dover ridimensionare anche le attività di prevenzione nelle scuole.

Nel dibattito è intervenuta anche Katia Scorsone, del centro di ascolto “Casa dei Giovani”, nato dopo la morte per overdose di un giovane del territorio. Un’esperienza che ha dato vita a una rete di volontari impegnati nel sostegno a chi vive situazioni di fragilità.

Dario Ruvolo, psicologo e referente del Distretto D6, ha sottolineato le criticità dei servizi territoriali, ribadendo l’urgenza di rafforzare il lavoro di rete per rendere più efficaci gli interventi.

Momento particolarmente intenso è stato quello della testimonianza di un ex dipendente da sostanze, che ha raccontato il proprio percorso iniziato in adolescenza e concluso dopo anni di difficoltà. Oggi ha ricostruito la propria vita, ma ha evidenziato quanto sia determinante il supporto di una rete sociale per uscire da queste situazioni, richiamando l’attenzione soprattutto sull’importanza della prevenzione tra i più giovani.

Sul tema è intervenuto anche padre Nuara, che ha spostato il focus sul tempo libero e sulle opportunità offerte ai ragazzi. Il problema, ha osservato, non è solo vietare determinati comportamenti, ma proporre alternative concrete. Da qui il richiamo alla necessità di investire in spazi educativi, attività sportive e momenti di aggregazione. Ha ricordato, a tal proposito, esperienze positive maturate in passato e progetti rimasti incompiuti che avrebbero potuto offrire risposte significative.

Don Giuseppe Argento ha invece evidenziato il valore della collaborazione tra le diverse realtà del territorio. Dal suo intervento è emersa la complessità del fenomeno, che spesso coinvolge interi nuclei familiari e si intreccia con dinamiche difficili da affrontare, anche per le limitazioni degli strumenti istituzionali a disposizione.

A chiudere l’incontro è stato Giuseppe Ruvolo, presidente di RiberaLab, con una riflessione di carattere più ampio. Ha richiamato il concetto di “pharmakon”, per spiegare come alcune sostanze possano avere effetti opposti a seconda dell’uso che se ne fa. Il tema, quindi, non riguarda solo la sostanza in sé, ma il rapporto che le persone instaurano con essa e il livello di consapevolezza collettiva.

Ruvolo ha inoltre evidenziato come non esistano risposte semplici: né l’approccio esclusivamente repressivo né una liberalizzazione totale rappresentano soluzioni efficaci. Al centro deve esserci invece un percorso culturale, capace di rafforzare la consapevolezza individuale e collettiva.

In questa direzione si inserisce anche un nuovo progetto annunciato dall’associazione, che prenderà avvio nei prossimi mesi. L’iniziativa prevede incontri diffusi in diversi luoghi della città, basati sulla lettura condivisa e sul confronto tra i partecipanti. L’obiettivo è offrire occasioni di crescita e dialogo, nella convinzione che la cultura possa rappresentare uno strumento concreto di prevenzione e un’alternativa alle forme di dipendenza.

Un percorso che punta a rafforzare il tessuto sociale e a costruire comunità più consapevoli, partendo proprio dall’educazione e dalle relazioni.

Complesso San Francesco transennato, richiesta di accesso agli atti

Questa mattina è stata inoltrata una formale richiesta di accesso agli atti del Comune di Sciacca da parte del consigliere comunale Calogero Bono in merito alla vicenda del transennamento del complesso dell’ex convento di San Francesco. L’iniziativa nasce dalla necessità di ottenere documentazione ufficiale che, secondo quanto evidenziato, non è stata fornita nonostante precedenti interrogazioni consiliari.
Il consigliere comunale Calogero Filippo Bono, firmatario della richiesta, ha indirizzato la comunicazione al segretario generale, al sindaco, all’ufficio Ispettivo dell’assessorato regionale alle Autonomie Locali.

Il caso del transennamento dell’ex convento

Una vicenda irrisolta da oltre cinque anni
Il caso riguarda il transennamento dell’ex convento di San Francesco, disposto nel marzo 2021 a seguito della caduta di calcinacci da un cornicione. Da allora, la zona è rimasta parzialmente interdetta, con restringimento della carreggiata e modifica della viabilità a senso unico.
L’area interessata rappresenta un punto strategico per la viabilità della parte est del centro urbano, oltre a essere un crocevia frequentato da turisti. La presenza delle transenne, accompagnata da condizioni di degrado come erbacce e sporcizia, contribuisce a un’immagine negativa del contesto urbano.

Accesso agli atti del Comune di Sciacca: interrogazioni senza esito

Dalla richiesta di chiarimenti all’azione formale
La richiesta di accesso agli atti del Comune di Sciacca si inserisce in un percorso già avviato. In data 13 ottobre 2025, lo stesso consigliere, insieme al collega Cognata, aveva presentato un’interrogazione consiliare a risposta scritta, chiedendo anche la trasmissione di documenti.
Tuttavia, solo il 25 marzo 2026 è giunta una risposta ritenuta insoddisfacente, peraltro in forma orale durante una seduta di question time, senza l’invio della documentazione richiesta.
Da qui la decisione di procedere formalmente con l’accesso agli atti del Comune di Sciacca, per verificare l’operato degli uffici e dell’amministrazione comunale.

Documenti richiesti e coinvolgimento degli enti

La richiesta punta a ottenere copia di tutti i documenti, carteggi, note e comunicazioni intercorse tra gli uffici comunali, l’amministrazione e gli eventuali enti coinvolti nella gestione della vicenda.
È stata inoltre richiesta una relazione dettagliata da parte degli uffici competenti a supporto della documentazione prodotta.
L’invio della richiesta anche all’Ufficio Ispettivo regionale mira a evidenziare una criticità più ampia: secondo quanto dichiarato, nel Comune di Sciacca l’esercizio del potere ispettivo da parte dei consiglieri non troverebbe adeguata risposta attraverso le interrogazioni, rendendo necessario ricorrere all’accesso agli atti.

Accesso agli atti del Comune di Sciacca come strumento di controllo

L’iniziativa rappresenta quindi un passaggio formale volto a garantire trasparenza amministrativa e accesso alle informazioni. Dopo anni senza soluzioni definitive, la vicenda del transennamento dell’ex convento torna al centro dell’attenzione istituzionale.
L’accesso agli atti del Comune di Sciacca diventa così uno strumento essenziale per fare luce su una situazione che, a distanza di cinque anni, resta ancora irrisolta.

Incidente sulla Statale 115 a Sciacca: coinvolti due mezzi e un’autocisterna, traffico deviato

Un incidente stradale si è verificato questa mattina alle porte di Sciacca, lungo la strada statale 115, in contrada Bordea, all’altezza del punto vendita Unieuro, al chilometro 112.

Il sinistro ha coinvolto due veicoli e un’autocisterna che nell’impatto ha perso anche del carburante. Uno dei veicoli ha colpito infatti, il bocchettone del mezzo pesante rivedendo il liquido.

Sul posto è intervenuta la polizia stradale per i rilievi e la gestione della viabilità. Presenti anche i sanitari del 118 con un’ambulanza. Una donna è rimasta ferita e trasferita al vicino ospedale. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

A seguito dell’incidente, il tratto di statale interessato è stato temporaneamente bloccato. Il traffico è stato deviato sulle bretelle laterali per consentire le operazioni di messa in sicurezza e i rilievi del caso.

Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento da parte degli agenti.

Bagheria, anziano si allontana da una struttura sanitaria: ricerche in corso

Momenti di forte preoccupazione a Bagheria per la scomparsa di un uomo di 87 anni, ospite di una casa di cura della città.

A rendere noto l’accaduto è stata l’amministrazione comunale, che ha diffuso anche le generalità e l’immagine dell’anziano, nel tentativo di favorirne il ritrovamento.

Si tratta di Cesareo Gomez Rodriguez, cittadino spagnolo, che si sarebbe allontanato dalla struttura nelle prime ore del mattino, intorno alle 4:30. L’uomo non avrebbe familiari presenti sul territorio: l’unico riferimento risulta trovarsi in Spagna, circostanza che rende ancora più importante il coinvolgimento della cittadinanza nelle ricerche.

Al momento dell’allontanamento indossava verosimilmente pantaloni di colore grigio e una felpa scura.

Tra gli elementi utili al riconoscimento, il fatto che cammini in modo molto curvo e che utilizzi un bastone o un treppiede per sostenersi. Inoltre, avrebbe difficoltà a esprimersi in italiano.

Le operazioni di ricerca sono scattate immediatamente e vedono impegnate diverse forze sul territorio.

Il coordinamento è affidato alla Polizia di Stato, con il supporto di Vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia municipale. Attivate anche le associazioni locali di Protezione civile su impulso dell’assessore alle Politiche sociali, Emanuele Tornatore.

Nel corso della giornata sono stati impiegati anche cani molecolari e droni, utilizzati per monitorare dall’alto e perlustrare in maniera più capillare le aree circostanti.

Le autorità invitano chiunque possa fornire informazioni utili a contattare tempestivamente le forze dell’ordine.

Biologi nutrizionisti nel Servizio sanitario, il Tar Palermo respinge il ricorso dei dietisti

Il Tar Sicilia, Sezione Quarta di Palermo, interviene sulle competenze professionali nel campo della nutrizione e chiarisce un punto destinato a incidere sull’organizzazione dei servizi sanitari. Con la sentenza del 30 marzo 2026, i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso promosso dall’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, che agiva nell’interesse dei dietisti contro l’operato dell’Asp di Agrigento.

Al centro della controversia vi era un avviso pubblico per il conferimento di un incarico di biologo nutrizionista nell’ambito di un progetto sui disturbi alimentari, attivato presso il Dsm Centro Metabolè. Secondo i ricorrenti, le attività previste avrebbero dovuto essere riservate in via esclusiva alla figura del dietista.

Nel giudizio si è costituito l’Ordine dei Biologi della Sicilia, rappresentato dal presidente pro tempore Alessandro Pitruzella, con la difesa affidata all’avvocato Girolamo Rubino.

La linea difensiva ha richiamato anche recenti pronunce della Corte costituzionale, sostenendo che le competenze in materia di nutrizione e formulazione di diete rientrano tra quelle attribuite ai biologi. L’Asp di Agrigento, difesa dall’avvocato Santo Botta, ha invece rivendicato la legittimità degli atti adottati.

Il Tar ha accolto questa impostazione, sottolineando come la normativa vigente riconosca ai biologi iscritti alla sezione A dell’albo la possibilità di valutare i bisogni nutrizionali e predisporre regimi alimentari adeguati.

I giudici hanno inoltre ribadito che la professione di biologo rientra tra quelle sanitarie sottoposte alla vigilanza del Ministero della Salute.

Nella motivazione, viene chiarito che dietisti e biologi nutrizionisti, pur con percorsi formativi distinti, condividono competenze nell’ambito della nutrizione umana. Ne consegue che non può essere riconosciuto alcun ambito di esclusiva in favore di una sola figura professionale.

Alla luce di tali considerazioni, il Tribunale ha dichiarato legittima la procedura selettiva, confermando la validità della graduatoria e l’immissione in servizio del professionista individuato.

“Con questa sentenza – commenta l’avvocato Santo Botta – viene salvaguardata la graduatoria e l’immissione in servizio dei vincitori, garantendo la continuità di un servizio essenziale per i pazienti affetti da disturbi alimentari nella provincia di Agrigento”.


Il TAR

Sciacca, teatro e spiritualità nella Chiesa del Collegio: partecipazione alla rassegna quaresimale

Partecipazione e intensa emozione per i primi due appuntamenti della rassegna teatrale quaresimale che si sta svolgendo a Sciacca, all’interno della suggestiva cornice della Chiesa del Collegio.

Ad aprire il percorso, sabato sera, è stato lo spettacolo “Eli, Eli, lemà sabactàni?”, scritto e diretto da Salvatore Monte, una profonda riflessione teatrale sul mistero della Passione che ha saputo coinvolgere e commuovere il pubblico presente.

A seguire, ieri sera, “La via dolorosa” di Francesco Principato, con la regia di Franco Bruno, ha ulteriormente intensificato il clima di raccoglimento e partecipazione, accompagnando gli spettatori in un viaggio intenso e toccante lungo il cammino del dolore e della fede.

Entrambi i primi due appuntamenti hanno registrato una grandissima affluenza di pubblico, segno tangibile dell’interesse e della sensibilità della comunità verso iniziative culturali e spirituali di questo tipo.

La rassegna nasce da una volontà fortemente condivisa e sostenuta dall’arciprete di Sciacca, Don Calogero Lo Bello, che ha voluto promuovere un’iniziativa capace di unire teatro e spiritualità, offrendo alla città un’occasione di riflessione nel periodo quaresimale, in preparazione alla Santa Pasqua.

Un progetto che rappresenta anche un modo concreto per avvicinare il teatro alla comunità, portandolo in uno spazio non convenzionale come la chiesa, dove arte e fede si incontrano in un dialogo profondo e autentico.

La rassegna si concluderà martedì con il terzo appuntamento, a cura della Compagnia dell’Isola, con la regia di Salvatore Catanzaro, che chiuderà questo intenso percorso teatrale e spirituale.

Un’iniziativa che, già dai primi risultati, si conferma come un importante momento di partecipazione collettiva e crescita culturale per tutta la città di Sciacca.