Canicattì, ferito da un colpo di pistola al ginocchio

Un uomo di 40 anni di Canicattì è finito in ospedale dopo essere stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco al ginocchio. Il ferito è stato soccorso e trasportato al Barone Lombardo, dove è stato medicato per la lesione riportata.

Al pronto soccorso sono intervenuti gli agenti di polizia. L’uomo, incensurato, ha riferito di essere stato colpito mentre stava camminando lungo via IV Novembre. È certo che l’arma utilizzata sia di piccolo calibro.

I poliziotti hanno effettuato un’ampia perlustrazione nella zona indicata dalla vittima, ma al momento non sarebbero emersi elementi utili alle indagini. Acquisiti, inoltre, i filmati di diverse telecamere di videosorveglianza presenti nell’area, ora al vaglio degli investigatori.

Gela, arrestato 46enne per maltrattamenti in famiglia e possesso di arma clandestina

Un uomo di 46 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato a Gela dai carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta con l’accusa di maltrattamenti in ambito familiare e detenzione illegale di arma da fuoco.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe aggredito la moglie con violenza, colpendola ripetutamente con pugni e calci e arrivando a minacciarla di morte. La donna, ascoltata dai militari dell’Arma, ha raccontato di essere vittima da anni di soprusi fisici e psicologici, episodi più volte denunciati ma successivamente ritirati per paura di possibili ritorsioni.
A far scattare l’intervento decisivo è stato un ulteriore episodio: dopo l’ennesima aggressione, il 46enne avrebbe inviato alla sorella della vittima la fotografia di una pistola, accompagnandola con gravi minacce rivolte all’intero nucleo familiare.
I carabinieri si sono quindi recati nell’abitazione dell’uomo, dove lo hanno trovato in procinto di allontanarsi, con un borsone contenente effetti personali. Durante la perquisizione è stato rinvenuto uno zaino all’interno del quale era nascosta una pistola semiautomatica calibro 7,65, completa di caricatore inserito e sette colpi pronti all’uso.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Gela, che ha coordinato l’attività investigativa, l’uomo è stato arrestato e trasferito in carcere. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato il provvedimento, disponendo la custodia cautelare in carcere

Consorzio Universitario di Agrigento, Cgil: “Chiarezza sulla governance o sarà crisi”

La Cgil di Agrigento lancia un nuovo e duro allarme sul futuro del Consorzio Universitario di Agrigento, denunciando una situazione di stallo istituzionale che rischia di compromettere definitivamente una delle poche realtà positive del territorio.
Il sindacato prende atto del comunicato stampa diffuso dal vicepresidente dimissionario dell’Empedocle – Consorzio Universitario di Agrigento, Giovanni Ruvolo, che ha confermato le proprie dimissioni irrevocabili accompagnandole da forti e preoccupate polemiche. Una presa di posizione che, secondo la Cgil, conferma lo stato di profonda crisi già più volte denunciato.
Alla base della situazione vi sarebbero scontri politici interni e regolamenti di conti tra forze riconducibili alla maggioranza che sostiene il Governo regionale, dinamiche che – sottolinea il sindacato – nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico e con il diritto allo studio. Una crisi che, se non affrontata immediatamente, potrebbe diventare irreversibile.
A preoccupare ulteriormente la Cgil è anche il silenzio dei sindaci del territorio, chiamati a difendere con determinazione il Consorzio Universitario, considerato un presidio fondamentale per lo sviluppo culturale e sociale della provincia di Agrigento.
Alla luce degli ultimi eventi, la CGIL di Agrigento rivolge un appello formale al sindaco del capoluogo, che detiene il 64% delle quote e quindi la maggioranza assoluta all’interno del Consorzio. L’invito è a prendere atto della gravità della situazione e ad assumersi le proprie responsabilità, consentendo l’immediato insediamento della governance del Consorzio e della figura già designata alla Presidenza.
“Non farlo – avverte la Cgil – significherebbe condannare definitivamente il Consorzio Universitario di Agrigento”.

Un ulteriore rinvio o atteggiamenti di chiusura avrebbero conseguenze pesantissime su studenti, lavoratori e sull’intero territorio agrigentino, già duramente provato da una crisi economica e sociale persistente.
Il sindacato annuncia inoltre che, qualora nei prossimi giorni il Comune di Agrigento non dovesse consentire l’insediamento della governance, verranno attivati tutti gli strumenti democratici e sindacali disponibili per far emergere, in ogni sede opportuna, le responsabilità individuali e politiche di questo grave stallo.
“Agrigento – conclude la Cgil– non può permettersi di perdere il proprio Consorzio Universitario per giochi di potere e irresponsabilità politiche”.

Marsala, scoperta una serra di cannabis in centro città

Due fratelli marsalesi sono stati arrestati al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei loro confronti, ritenendoli gravemente indiziati di coltivazione di sostanze stupefacenti, furto di energia elettrica, minacce, violazione di domicilio, detenzione illecita di armi da fuoco ed esplosione di colpi d’arma da fuoco.
L’attività investigativa, sviluppata dai carabinieri della Sezione Operativa del Nor della Compagnia di Marsala, ha consentito in meno di un mese di raccogliere gravi indizi di colpevolezza. Al centro dell’inchiesta la scoperta di una serra di cannabis a Marsala, realizzata all’interno di un garage situato in pieno centro urbano.

La chiamata al 112 e il grave episodio intimidatorio

Le indagini sono iniziate a seguito di una chiamata al 112, pervenuta alle prime luci del 10 dicembre 2025. Un uomo ha chiesto l’intervento di una pattuglia poiché due soggetti di sua conoscenza lo stavano inseguendo. Non riuscendo a rintracciarlo, i due si sarebbero recati, armati di pistola, presso la sua abitazione.
Secondo quanto ricostruito, dopo aver sfondato la porta d’ingresso, avrebbero colpito con una testata al volto l’anziana madre della vittima ed esploso un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio. Il tempestivo intervento dei carabinieri ha impedito che la vicenda potesse degenerare ulteriormente, consentendo di raccogliere immediati riscontri sulla dinamica dei fatti.

La serra di cannabis a Marsala allestita in un garage

Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire come, prima della chiamata di emergenza, i due arrestati avessero sorpreso la vittima nel tentativo di asportare due piante di cannabis presenti all’interno di un garage nella loro disponibilità. L’attivazione dell’impianto anti-intrusione avrebbe fatto fallire il furto, dando origine all’inseguimento.
La perquisizione ha consentito di accertare che il garage era stato trasformato in una vera e propria serra di cannabis a Marsala, dotata di impianti di aerazione e riscaldamento collegati abusivamente alla rete elettrica pubblica. All’interno, secondo quanto ricostruito, sarebbero state coltivate circa 64 piante di cannabis, pronte per essere trattate e immesse sul mercato locale degli stupefacenti.

La prova dello “stub” e l’arresto

Determinante, ai fini della dimostrazione della gravità dell’azione intimidatoria, è risultata la tempestiva esecuzione della prova dello “stub”, che ha consentito di rilevare tracce di polvere da sparo ancora fresche sugli indumenti degli indagati, oltre al rinvenimento dei colpi di arma da fuoco.
Al termine delle formalità di rito, i due fratelli marsalesi sono stati associati alla casa circondariale di Trapani. Le indagini preliminari sono tuttora in corso.

Crisi idrica sul basso Verdura, sopralluogo di agricoltori e comitati

Resta aperta la questione del posizionamento delle motopompe nel basso Verdura, in contrada Poggiodiana.

Il 5 gennaio scorso l’Associazione Liberi Agricoltori e il Comitato Zona Disagiata hanno effettuato un sopralluogo sul percorso alternativo indicato dall’Amministrazione Comunale, in contrada Bocca-Vallone, per verificare lo stato dei lavori e la percorribilità della strada.
La verifica era finalizzata a comprendere se sussistano le condizioni per ottenere l’autorizzazione dell’Autorità di Bacino, passaggio necessario per procedere con l’installazione delle motopompe.

Secondo quanto riferito dalle due organizzazioni, al momento permangono alcune criticità che non consentono ancora il completamento dell’iter.
L’Associazione Liberi Agricoltori ricorda di aver avviato le prime segnalazioni già dal mese di settembre, attraverso comunicati stampa, pec e lettere indirizzate agli onorevoli del territorio, al Presidente della Regione Siciliana, al Consorzio di Bonifica Ag3, all’Assessorato regionale all’Agricoltura e al Dipartimento regionale competente.

Ad oggi, riferiscono, non si sono registrati sviluppi risolutivi.
La situazione viene considerata particolarmente delicata alla luce delle piogge registrate negli ultimi mesi e della contemporanea dichiarazione dello stato di crisi idrica da parte della Regione Siciliana. Secondo le associazioni, un intervento tempestivo consentirebbe di valorizzare la disponibilità idrica attuale in vista della prossima stagione agricola.
Per il territorio di Ribera e dei comuni limitrofi, l’agricoltura rappresenta uno dei principali settori economici. Un eventuale prolungarsi dell’emergenza potrebbe avere ripercussioni sulle aziende agricole locali e sull’indotto.
L’Associazione Liberi Agricoltori e il Comitato Zona Disagiata auspicano che, nelle prossime settimane, possano essere adottate le decisioni necessarie per superare le criticità evidenziate e avviare gli interventi programmati.

Trapani-Birgi diventa hub strategico per gli F-35

Il completamento dell’edificio del Lightning Training Center è previsto entro il 1° luglio 2029, mentre la prima capacità operativa dovrebbe essere raggiunta entro dicembre 2028.
Leonardo e Lockheed Martin in prima linea
La realizzazione del progetto sarà affidata a un raggruppamento temporaneo d’impresa composto da Leonardo S.p.A. e Lockheed Martin.

Le due aziende forniranno simulatori e apparecchiature tecnologiche avanzate, mentre Leonardo avrà il compito di gestire i dati ingegneristici classificati, nel rispetto delle normative statunitensi e degli accordi di sicurezza previsti dal programma F-35.
Strategia e ricadute
L’investimento si inserisce nella strategia italiana di rafforzamento del proprio ruolo nel programma F-35, con l’obiettivo di consolidare competenze tecnologiche, attrarre attività internazionali e generare ricadute industriali e occupazionali sul territorio. Un percorso che, tuttavia, non manca di sollevare polemiche legate alla crescente militarizzazione dell’area.
I lavori partiranno nel corso dell’anno e si svilupperanno su un arco quinquennale, con una crescita progressiva della spesa che supererà i 47 milioni di euro nel solo 2029.

Ulivi tagliati a Cattolica Eraclea, atto intimidatorio a un operaio

Un grave episodio si è verificato nelle campagne di Cattolica Eraclea, dove ignoti malviventi hanno preso di mira il terreno agricolo di un operaio sessantasettenne del posto. I responsabili si sono introdotti nel fondo agricolo situato in contrada Borangia e hanno reciso ben 120 alberi di ulivo, provocando un danno ingente.
L’azione, per modalità e dimensioni, appare mirata e non riconducibile a un atto casuale.

Il danno agli ulivi e la scoperta del proprietario

La scoperta è stata fatta direttamente dal proprietario del fondo agricolo, che si è recato sul terreno e si è trovato davanti a un quadro desolante: decine di alberi di ulivo abbattuti.
Dopo l’amara constatazione, all’uomo non è rimasto altro che presentare denuncia ai carabinieri della locale stazione. Il danno causato dal raid sugli ulivi tagliati a Cattolica è stato definito ingente, considerato il numero elevato di piante distrutte e il valore che esse rappresentano per chi lavora la terra.

Ipotesi di intimidazione e indagini in corso

Il gesto presenta tutte le caratteristiche di un atto intimidatorio. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto. Sul posto sono intervenuti anche i militari della Scientifica, impegnati nella ricerca di elementi utili alle indagini.

Menfitano fermato alla guida di un’auto rubata a Sciacca, denunciato per ricettazione


I carabinieri della stazione di Menfi hanno fermato un quarantunenne, sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, alla guida di una Toyota Tardi risultata rubata nelle prime ore del mattino a Sciacca, nella via Dei Lillà.

A carico di R.F., di Menfi, è scattata una denuncia per ricettazione e l’auto è stata restituita al proprietario che a poche ore dal furto è potuto tornare in possesso della vettura.

L’intervento è scattato nell’ambito dei servizi di controllo del territorio che vengono effettuati dai militari sia sulla statale 115 che nelle zone di accesso alle città.

IMU 2026, nuove aliquote in vigore: meno tasse sulle seconde case e possibili esenzioni

Ecco chi pagherà di meno e chi potrebbe non pagare affatto

Dal 1° gennaio 2026 entra ufficialmente in vigore la nuova IMU, con un sistema di aliquote completamente rivisto che promette maggiore uniformità nazionale e, in molti casi, un alleggerimento del carico fiscale, soprattutto per chi possiede seconde case non affittate o immobili inagibili.
La riforma nasce con l’obiettivo di superare l’estrema frammentazione del passato e rendere il calcolo dell’imposta più chiaro e prevedibile per i contribuenti.

Perché cambia l’IMU dal 2026

La revisione dell’IMU è stata introdotta con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 settembre 2024, successivamente aggiornato dal decreto del 6 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 novembre.
Il nuovo impianto normativo impone a tutti i 7.904 Comuni italiani di attenersi a un elenco standardizzato di fattispecie (contenuto nell’Allegato A), riducendo drasticamente le possibilità di personalizzazioni arbitrarie.

In passato, la combinazione di delibere comunali aveva prodotto oltre 250.000 varianti di calcolo, con effetti distorsivi: immobili simili, ma situati in Comuni diversi, potevano essere tassati in modo molto differente. Dal 2026 questo scenario cambia.

I Comuni potranno ancora differenziare le aliquote, ma solo entro limiti e categorie prestabilite. In caso di mancato adeguamento, scatterà automaticamente un’aliquota standard nazionale.


Meno IMU sulle seconde case “a disposizione”

La novità più rilevante riguarda le seconde case non affittate, utilizzate solo saltuariamente (ad esempio come casa vacanze).
Con il nuovo sistema, i Comuni potranno applicare aliquote agevolate in base all’effettivo utilizzo dell’immobile, superando l’equiparazione automatica con le seconde case locate.

Come si misura l’utilizzo dell’immobile

L’agevolazione non si basa solo su autodichiarazioni, ma su elementi oggettivi, tra cui:

  • consumi di energia elettrica, gas e acqua;
  • presenza e tipologia di arredi;
  • continuità o meno dell’uso durante l’anno.

Il principio è quello dell’equità fiscale: chi utilizza l’immobile per pochi periodi e usufruisce in misura limitata dei servizi comunali può contribuire meno.
Restano escluse dalle agevolazioni le abitazioni:

  • affittate con contratti tradizionali;
  • utilizzate per locazioni brevi o turistiche.

Per molti proprietari, soprattutto nelle località turistiche, la riduzione IMU potrebbe tradursi in centinaia di euro di risparmio all’anno.


Esenzione IMU per immobili inagibili

Un’altra importante novità riguarda gli immobili inagibili o inutilizzabili.
Dal 2026 i Comuni potranno:

  • ridurre in modo significativo l’aliquota IMU;
  • oppure azzerarla completamente.

L’agevolazione è prevista non solo per immobili danneggiati da calamità naturali (terremoti, alluvioni, eventi estremi), ma anche per altre cause che rendano l’immobile oggettivamente inabitabile, come:

  • crolli strutturali;
  • gravi problemi statici;
  • degrado tale da impedire l’uso.

Per accedere all’esenzione sarà generalmente necessaria una certificazione tecnica (perizia di un professionista o attestazione comunale).
La misura evita una situazione paradossale: pagare l’IMU su un bene che non può essere utilizzato.


Cosa devono fare i contribuenti

Ogni Comune dovrà pubblicare le nuove delibere entro il 14 ottobre di ogni anno e trasmetterle al MEF.
Per il 2026, primo anno di applicazione del nuovo sistema, è fondamentale:

  • verificare le scelte del proprio Comune;
  • controllare se sono previste riduzioni per seconde case a uso saltuario;
  • valutare eventuali esenzioni per immobili inagibili.

In molti casi il calcolo avverrà su dati già in possesso dell’amministrazione, ma per situazioni particolari potrebbe essere richiesta documentazione aggiuntiva.

Un consiglio pratico

Chi possiede una seconda casa poco utilizzata dovrebbe conservare le bollette che dimostrano consumi ridotti.
Chi ha immobili inagibili dovrebbe invece attivarsi per ottenere una perizia tecnica aggiornata.


Una riforma più chiara, ma con differenze territoriali

Il nuovo sistema IMU introduce maggiore uniformità e trasparenza, ma lascia comunque un certo margine decisionale ai Comuni.
Per questo motivo, l’impatto reale dell’IMU 2026 potrà variare da territorio a territorio.

In caso di dubbi, è consigliabile:

  • rivolgersi agli uffici tributi comunali;
  • oppure consultare un commercialista, per una valutazione personalizzata e un calcolo preciso dell’imposta dovuta.

Influenza in Sicilia: pronto soccorso al collasso, tre pazienti in Ecmo a Catania

La variante H3N2 “K” spinge ricoveri e complicanze respiratorie. Medici: “Vaccinarsi anche adesso”. Ospedali sotto pressione fino a febbraio
La Sicilia è ancora nel pieno del picco influenzale, a differenza di molte regioni del Centro-Nord che iniziano a registrare un rallentamento dei contagi. A mettere in ginocchio il sistema sanitario regionale è la variante H3N2 “K”, un ceppo particolarmente aggressivo che sta causando gravi complicanze respiratorie, soprattutto nei soggetti fragili ma anche in pazienti di mezza età con comorbidità.
Le festività natalizie, caratterizzate da forte convivialità e spostamenti, hanno favorito una rapida diffusione del virus, con un’impennata dei casi che ha avuto un impatto diretto sui pronto soccorso, oggi in forte sofferenza in tutta l’Isola.
Pronto soccorso sotto pressione
Negli ultimi quindici giorni i dipartimenti di emergenza siciliani hanno registrato livelli di sovraffollamento critici. In alcuni ospedali di Palermo si sono toccate punte superiori al 350%.
All’ospedale Civico di Palermo, nella mattinata del 7 gennaio, l’indice di sovraffollamento era del 192%, con 81 pazienti presenti a fronte di 42 postazioni disponibili. Molti pazienti restano in pronto soccorso oltre le 24 o 48 ore, in attesa di un posto letto nei reparti.
Situazioni analoghe si registrano anche in Campania e Sardegna, ma in Sicilia il sistema appare particolarmente fragile per la cronica carenza di personale e posti letto.
L’intervento della Regione
Le criticità hanno spinto il presidente della Regione Renato Schifani a intervenire direttamente, convocando i vertici dell’ospedale Villa Sofia di Palermo per ottenere chiarimenti sui disservizi e sulle attese prolungate.
Al Policlinico “Paolo Giaccone”, la direzione ha istituito una task force dedicata all’emergenza influenzale, ma l’allungamento delle degenze sta riducendo drasticamente il turnover dei posti letto, aggravando il congestionamento dei pronto soccorso.
I casi più gravi a Catania
A Catania la situazione resta particolarmente delicata. «Siamo in piena fase di picco epidemico», spiega Carmelo Iacobello, direttore dell’Unità di Malattie Infettive dell’ospedale Cannizzaro. Il calo dei contagi è atteso non prima dei primi giorni di febbraio.
La variante K provoca febbre molto alta, tosse produttiva, congiuntivite e importanti difficoltà respiratorie. Al Cannizzaro, tra Natale e Capodanno, fino a 4 dei 16 posti letto del reparto sono stati occupati da pazienti con influenza grave. In diversi casi sono state diagnosticate polmoniti interstiziali, trattate con successo grazie alle terapie antivirali a base di oseltamivir.
Più critica la situazione al Policlinico di Catania, dove tre pazienti sono finiti in Ecmo, la ventilazione extracorporea, per insufficienza respiratoria severa. «Due stanno migliorando, una giovane donna resta in condizioni critiche», riferisce Ettore Panascia, direttore di Anestesia e Rianimazione.
L’appello dei medici: “Vaccinarsi anche adesso”
Nonostante la stagione avanzata, gli specialisti ribadiscono l’importanza della vaccinazione. «L’immunizzazione inizia dopo 7-10 giorni – sottolinea Iacobello – quindi vaccinarsi resta comunque un vantaggio, anche se si entra in contatto con il virus».
Secondo Giuseppe Bonsignore, segretario regionale del Cimo, la Sicilia sta pagando una bassa adesione alla campagna vaccinale unita a una rete ospedaliera non aggiornata: «L’influenza ha messo a nudo tutte le criticità strutturali. Servono più posti letto e una riorganizzazione seria della rete sanitaria».
Codacons: “Emergenza non più sostenibile
Anche il Codacons lancia l’allarme parlando di una pressione ormai insostenibile sui pronto soccorso siciliani. L’associazione chiede interventi immediati e strutturali, tra cui il potenziamento del personale, percorsi dedicati ai casi meno gravi e un rafforzamento della medicina territoriale.
«Il picco influenzale non è un evento imprevedibile – sottolinea il segretario nazionale Francesco Tanasi – ma va gestito con programmazione. L’emergenza in Sicilia è sotto gli occhi di tutti e non può essere normalizzata».
Secondo gli esperti, l’emergenza potrebbe protrarsi ancora per diverse settimane. Nel frattempo, prevenzione, vaccinazione e corretto utilizzo dei servizi sanitari restano le armi principali per evitare il collasso del sistema.