Passione di Cristo a Sciacca: teatro e riflessione nella Chiesa del Collegio (Video)

Questa sera, alle ore 19:30, la Chiesa del Collegio di Sciacca ospiterà lo spettacolo teatrale “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, una rappresentazione dedicata alla Passione di Cristo. L’iniziativa si inserisce nella rassegna “Sussurri di Rinascita – Riflessioni teatrali in attesa della Santa Pasqua”, un percorso artistico che propone momenti di meditazione attraverso il linguaggio scenico.


L’evento rappresenta uno degli appuntamenti centrali per chi desidera vivere la Passione di Cristo a Sciacca in una chiave culturale e spirituale, con un racconto capace di coinvolgere il pubblico sul piano emotivo.

Uno spettacolo tra teatro e spiritualità

Scritto e diretto da Salvatore Monte, lo spettacolo si configura come un percorso che affronta il dolore, il sacrificio e il senso dell’abbandono, evocato dalle parole che danno titolo all’opera. La rappresentazione punta su una forte componente visiva e sonora, in grado di restituire al pubblico un’esperienza intensa.

A rendere ancora più incisiva la messa in scena contribuiscono le coreografie di Stefania Di Giovanna e le musiche di Francesco Barbata, elementi che accompagnano la narrazione e rafforzano l’impatto complessivo dello spettacolo.

Il cast e la direzione artistica

Sul palco si alterneranno Calogero Cirafisi, Michele Cirafisi, Annalia Misuraca, Riccardo Plaia, Stefania Di Giovanna e Gabriele Fazio, con la partecipazione di Antonio Friscia e Giusy De Michele. La direzione di scena è affidata ad Angela Fazio, mentre il supporto organizzativo è curato da Valeria Friscia. La direzione amministrativa è di Consuelo Ciaccio.
Un contributo determinante alla realizzazione dell’iniziativa è stato dato dall’arciprete Don Calogero Lo Bello, che ha sostenuto il progetto, insieme al sacrista della Chiesa del Collegio per la collaborazione logistica.

Rassegna “Sussurri di Rinascita”: i prossimi appuntamenti

La rassegna proseguirà nei prossimi giorni con altri due momenti teatrali dedicati alla riflessione sulla Pasqua. Domenica 29 marzo, alle ore 20:00, l’Associazione Teatroltre porterà in scena “La Via Dolorosa” di F. Principato, con la regia di Franco Bruno.
Martedì 31 marzo, alle ore 19:30, sarà invece la Compagnia dell’Isola a proporre “Gesù figlio dell’uomo” di Kahlil Gibran, con la regia di Salvatore Catanzaro.
Tre appuntamenti accomunati da un unico filo conduttore, che intreccia memoria, spiritualità e linguaggio teatrale, offrendo alla comunità saccense un’occasione di riflessione condivisa. Anche questi eventi contribuiscono a rafforzare il valore della Passione di Cristo a Sciacca come momento di partecipazione culturale.

Un’occasione aperta alla comunità

L’ingresso allo spettacolo è libero. L’iniziativa si rivolge a un pubblico ampio, interessato a un’esperienza che unisce arte e fede, con un approccio accessibile e diretto.
La serata di oggi rappresenta quindi un appuntamento significativo per Sciacca, inserito in un percorso più ampio che accompagnerà il pubblico fino alla Pasqua attraverso il teatro e la riflessione sulla Passione di Cristo a Sciacca.

La CAA entra in pediatria: a Sciacca comunicazione e cura parlano lo stesso linguaggio

A Sciacca la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) continua ad ampliare i propri confini, arrivando anche in ambito sanitario. Dopo la scuola e i contesti di vita quotidiana, è ora la pediatria dell’ospedale “Giovanni Paolo II” a guardare con interesse a questo strumento, con l’obiettivo di rendere la comunicazione più accessibile anche nei percorsi di cura.

A raccontarlo è il Dott. Ottavio Ziino, direttore della Pediatria, insieme alla dirigente scolastica dell’IISS “Don Michele Arena”, Daniela Rizzuto, da anni impegnata nella promozione della CAA nel territorio.

Dalla scuola all’ospedale: un progetto che cresce

“Essere coinvolti in questo progetto che le scuole di Sciacca portano avanti da anni è per noi un motivo di grande onore”, afferma il Dott. Ziino, sottolineando l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra scuola e sanità.

La CAA nasce proprio in ambito pediatrico, come supporto per bambini con disturbi dello spettro autistico o con difficoltà verbali, ma oggi si sta evolvendo in uno strumento sempre più trasversale, capace di rispondere a bisogni comunicativi diversi.

La CAA come supporto alla relazione di cura

All’interno di un reparto pediatrico, la comunicazione assume un ruolo centrale.

Non si tratta solo di comprendere i bisogni clinici, ma anche di ascoltare, rassicurare e mettere il bambino nelle condizioni di esprimersi.

Per questo motivo, l’idea è quella di introdurre tabelle comunicative in CAA all’interno del reparto, per aiutare i piccoli pazienti a comunicare più facilmente con medici, infermieri e familiari.

“Abbiamo pensato che in un reparto con utenti particolari come i bambini potesse essere utile realizzare strumenti in CAA per facilitare la comunicazione”, spiega Ziino.

Un modello che può estendersi al territorio

L’obiettivo non si ferma all’ospedale.

La prospettiva è quella di estendere l’utilizzo della CAA anche alla medicina territoriale, coinvolgendo pediatri, ambulatori e, in futuro, anche altri servizi come le farmacie.

“Tutte le strutture in cui operano persone con difficoltà comunicative possono beneficiare della CAA”, sottolinea il direttore della Pediatria, evidenziando come Sciacca rappresenti già oggi un esempio virtuoso a livello territoriale.

Sciacca esempio di buone pratiche

Il percorso avviato negli anni dimostra come la CAA possa diventare un vero e proprio modello di integrazione tra scuola, sanità e comunità.

La dirigente Daniela Rizzuto evidenzia come l’idea alla base del progetto sia chiara:
fare in modo che la scuola non sia un sistema chiuso, ma un motore di cambiamento per l’intera società.

La diffusione dei pittogrammi e degli strumenti comunicativi nei diversi contesti rappresenta infatti un passo concreto verso una comunità più accessibile e inclusiva.

Comunicare per curare, curare comunicando

L’ingresso della CAA in pediatria segna un passaggio importante:
la comunicazione diventa parte integrante del processo di cura.

Perché, soprattutto per un bambino, poter comunicare significa:

  • sentirsi compreso
  • ridurre ansia e frustrazione
  • vivere con maggiore serenità anche un momento delicato come quello ospedaliero

Verso una rete sempre più inclusiva

Dalla scuola all’ospedale, fino ai servizi del territorio, la CAA continua a diffondersi come linguaggio comune capace di unire contesti diversi.

Un percorso che conferma come anche a Sciacca sia possibile costruire una comunità in cui comunicare non è un privilegio, ma un diritto garantito a tutti.

Riconosciuta retribuzione professionale docenti anche con più contratti a tempo determinato

Anche il Tribunale di Sciacca riconosce ai docenti con plurimi contratti a tempo determinato il diritto alla retribuzione personale docenti.

Il giudice del Lavoro, accogliendo il ricorso avanzato dall’avvocato Alfonso Fiumarella (nella foto), ha riconosciuto ad una docente precaria di Sciacca, che ha insegnato nell’anno scolastico 2021/2022 in provincia di Agrigento con plurimi contratti a tempo determinato per 13 ore settimanali, il diritto alla retribuzione personale docenti, per un importo di 992,29 euro oltre interessi legali maturati.

Le ragioni avanzate nel ricorso, volte a fare rilevare la discriminazione posta in essere dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel riconoscimento del diritto di tale compenso accessorio fisso mensile, sono state ritenute fondate ed accolte dal giudice del lavoro che ha ritenuto corretti i conteggi effettuati dalla ricorrente in quanto determinati alla luce dei contratti in atti, delle ore di lavoro prestate, del numero di giorni di lavoro, nonché degli indici retributivi previsti nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro.

“Il riconoscimento di questo diritto, dichiara l’avvocato Fiumarella, segue il percorso giurisprudenziale uniforme volto ad abbattere le inesistenti diversità tra docenti che seppur con contratti diversi svolgono la medesima attività”.

Inoltre, per l’avvocato Fiumarella, “tale discriminazione molte volte non è a conoscenza degli stessi docenti precari invitandoli, per esempio per la retribuzione personale docenti, a controllare il proprio cedolino e ciò vale anche per il personale Ata con il loro compenso individuale accessorio”.

Tonali-Kean lanciano l’Italia, azzurri in finale ai play-off Mondiali

BERGAMO (ITALPRESS) – L’Italia vince 2-0 contro l’Irlanda del Nord e vola nella finale playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026. A Bergamo decisive nel secondo tempo le reti di Tonali e Kean. Il ct Gennaro Gattuso ha confermato le aspettative della vigilia schierando il 3-5-2 e confermando gli undici ipotizzati alla vigilia, con Kean e Retegui a far coppia in attacco supportati da Barella, Locatelli e Tonali in mezzo al campo. Sulle corsie esterne Dimarco e Politano, con il trio Mancini-Bastoni-Calafiori a protezione di Donnarumma. O’Neill ha schierato una formazione a specchio, con Donley unico riferimento offensivo e Price sulla trequarti, ma soprattutto una formazione abbottonata in attesa degli azzurri, partiti immediatamente col piede premuto sull’acceleratore. La prima vera occasione è capitata a Kean, ma il tiro da posizione defilata è stato deviato in corner: sugli sviluppi ci ha provato Tonali di testa, ma il pallonetto ha sfiorato l’incrocio dei pali. Gli azzurri ci hanno riprovato con un’azione manovrata, ma il rimpallo di Charles – su conclusione di Dimarco – ha ingannato Retegui, che sottoporta non è riuscito a ribadire in rete. Dopo un avvio convincente, i ragazzi di Gattuso hanno iniziato a sbattere contro il muro nordirlandese, gli undici di O’Neill sono rimasti nella propria metà campo in attesa dell’errore e della conseguente ripartenza.
Nel quarto d’ora finale l’Italia ha iniziato a cambiare strategia cercando di sfruttare i calci piazzati, al 33′ Bastoni ci ha provato di testa, ma la traiettoria è stata deviata nuovamente da Spencer. Occasioni in sequenza anche per Retegui e Kean, ma non è bastato per sbloccare il punteggio.
Nella ripresa Gattuso ha deciso di riconfermare l’undici iniziale, gli azzurri sono partiti con lo stesso piglio della prima frazione, ma l’Irlanda del Nord non si è scomposta rimanendo fedele al piano di gioco iniziale. All’8′ Retegui si è divorato un’occasione colossale, su un retropassaggio errato della difesa avversaria l’ex Atalanta si è allungato troppo il pallone.
Sull’azione successiva il diagonale di Kean è stato deviato in calcio d’angolo ancora una volta da Charles. Il fortino nordirlandese è crollato all’11’ quando dopo una serie di rimpalli Tonali, dal limite dell’area, ha trovato la conclusione dell’1-0.
Qualche minuto più tardi Kean ha avuto un’altra occasione per raddoppiare, ma l’attaccante della Fiorentina ha trovato ancora una volta la strada sbarrata. A dieci minuti dal termine è arrivato il 2-0: Pio Esposito, entrato al posto di Retegui, ha protetto palla, Tonali ha servito Kean che alla quarta occasione ha chiuso il match con un diagonale vincente.
Al termine della sfida la festa degli azzurri, con Gattuso acclamato da tutto lo stadio. Prima del calcio d’inizio è stato osservato un minuto di silenzio in onore di Giuseppe Savoldi, scomparso oggi all’età di 79 anni. In tribuna presenti tutte le autorità del calcio italiano, a partire dal presidente Gabriele Gravina.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L’Under 21 travolge la Macedonia a Empoli, gli azzurrini vincono 4-0

EMPOLI (ITALPRESS) – La Nazionale Under 21 fa il proprio dovere e, fra le mura amiche del Computer Gross Arena di Empoli, batte per 4-0 la Macedonia del Nord in una gara valida per il girone di qualificazione agli Europei 2027. In attesa di Polonia-Armenia in programma domani gli azzurrini agganciano i polacchi in testa alla classifica e si proiettano con i migliori auspici alla sfida di martedì prossimo contro una delle terze in classifica, ovvero la Svezia. Buoni i segnali arrivati dai ragazzi guidati da Silvio Baldini che hanno mostrato buone trame di gioco e un gran dominio nel possesso palla e nell’iniziativa, peccando invece in fase realizzativa. L’Italia passa in vantaggio al 3′ con Ndour su cross di Bartesaghi, con il centrocampista della Fiorentina, al secondo gol nel giro di quattro giorni, perfetto nell’inserirsi in area su cross dell’esterno sinistro azzurro. E’ Lipani a guidare i propri compagni dalla regia e non è un caso che proprio il centrocampista centrale degli azzurrini prima centri un palo su assist di Cherubini (12′) e poi una traversa su angolo di Bartesaghi (17′). La Macedonia del Nord ci mette un pò a organizzarsi in campo con il modulo 4-2-3-1 scelto da Stanikj che lascia spesso gli ospiti in inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo.
Per Palmisani un pomeriggio tranquillo, così anche per la difesa italiana che però trova la prova lucida dei centrali Comuzzo e Chiarodia. A inizio ripresa dentro Kayode al posto di Favasuli, ammonito per una simulazione, e l’Under azzurra ricomincia ancora a 100 all’ora con il raddoppio di Lipani, su conclusione da fuori area deviata in maniera ininfluente da Djekov, e poi il momentaneo 3-0 con Ekhator su assist di Dagasso, tutto nel giro di 2′. Il risultato consolidato nel punteggio permette a Baldini di mandare in campo anche alcuni giocatori emergenti nei rispettivi club come Venturino e Fini, riposo fra gli altri per Lipani, con al suo posto nel ruolo di regista Ndour che diventa anche capitano. Nel finale spazio per l’esordio con l’Under 21 per Alessio Cacciamani e per il quattro a zero finale con Fini bravo a procurarsi un rigore e a batterlo spiazzando Ljupche.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

Cina e Italia formano talenti sull’uso di droni nell’economia a bassa quota

TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – In un’aula moderna del Tianjin Modern Vocational Technology College, Li Keyan, docente della School of Intelligent Engineering, tiene in mano un drone mentre mostra agli studenti italiani come utilizzarlo.

“Durante la mia lezione mostro agli studenti un drone multirotore, illustrando i principi di base del suo sistema di imaging e come usare il drone per le riprese visive”, ha dichiarato Li.

Recentemente, 16 docenti e studenti della Fondazione JobsAcademy italiana sono arrivati a Tianjin per un programma di formazione di 15 giorni sull’utilizzo dei droni. Attraverso lezioni, attività pratiche, simulazioni virtuali e visite sul campo, i partecipanti apprendono in modo sistematico i principi e gli standard operativi della tecnologia dei droni.
I droni sono disposti ordinatamente su ogni banco, pronti per una pratica immediata, mentre nell’aula si sentono discussioni tra gli studenti. Su uno schermo virtuale poco distante scorrono immagini di volo in tempo reale, mentre gli studenti si alternano nell’uso del sistema, completando in un ambiente simulato compiti come decollo, volo stazionario e atterraggio.

“In Italia non disponiamo di un corso di studi così strutturato. Spero che questo programma ci aiuti a comprendere meglio come la tecnologia dei droni possa essere applicata”, ha affermato Riccardo Silva, docente di scienze informatiche presso la Fondazione JobsAcademy. “L’istituto è molto all’avanguardia, con numerose strutture interattive. L’intera esperienza è stata davvero originale e gratificante”.

Il programma di formazione è sostenuto dal corso specialistico universitario di tecnologia applicata ai droni. Il curriculum, allineato agli standard sui droni sia cinesi che dell’Unione Europea e sviluppato congiuntamente con imprese leader del settore, è pensato per rispondere a esigenze internazionali. Combina insegnamento teorico, addestramento pratico e apprendimento basato su scenari, coprendo i principi dei droni, la conformità a standard di sicurezza, il controllo di precisione e la fotografia aerea.

Durante le sessioni di addestramento, gli studenti non si esercitano soltanto nelle operazioni di volo di base, ma partecipano anche a esercitazioni simulate per applicazioni come il rilievo nei cantieri e la raccolta di immagini. Sistemi di simulazione ad alta fedeltà consentono loro di osservare chiaramente le condizioni di volo e i cambiamenti dell’ambiente, aiutandoli ad acquisire gradualmente consapevolezza dei protocolli di sicurezza e della logica operativa.

“Ho imparato davvero molto a Tianjin e spero di applicare queste competenze alla produzione video quando tornerò in Italia”, ha dichiarato Lorenzo, studente della fondazione.

“Abbiamo ideato contenuti didattici mirati sulla base del profilo professionale degli studenti e delle esigenze del settore”, ha affermato Zhang Ying, preside della School of International Education del Tianjin Modern Vocational Technology College.

“Il nostro obiettivo è aiutarli a padroneggiare competenze pratiche, ma anche a comprendere la logica tecnica che c’è dietro”, ha aggiunto Zhang.

Oltre ai corsi professionali, il programma comprende attività di apprendimento di base della lingua cinese e scambi culturali. I partecipanti hanno visitato luoghi come il Museo di Tianjin, l’Antica strada della cultura di Tianjin e il fiume Haihe, dove hanno combinato visite sul campo con esercitazioni di ripresa con i droni per conoscere il paesaggio urbano e la cultura cinese.

“La Cina è all’avanguardia nelle applicazioni dei droni e nello sviluppo dell’economia a bassa quota, mentre l’Italia ha solide basi nell’istruzione professionale. Esiste un grande potenziale di cooperazione”, ha affermato Maria Grazia Buratti, responsabile della cooperazione internazionale della JobsAcademy. “Questo programma non è soltanto un’opportunità di apprendimento, ma anche un ponte per gli scambi tra i giovani dei due Paesi”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Sinner ingiocabile, spazza via Tiafoe e vola in semifinale a Miami

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Poco più di un allenamento. Jannik Sinner torna ad alzare il livello e prende a pallate un Frances Tiafoe incapace di opporre resistenza: 6-2 6-2 in appena 71 minuti di gioco e biglietto per la semifinale del “Miami Open” staccato. Con un servizio solido e una varietà di gioco che ha messo alle corde lo statunitense sin dai primi scambi, il 24enne altoatesino si porta così a due vittorie dal “Sunshine Double”, impresa riuscita solo ad altri sette giocatori, l’ultimo dei quali fu però Roger Federer nel 2017. Tiafoe – alla quinta sconfitta in sei confronti con l’azzurro – appare in balia dell’avversario per tutta la durata del match, dove non riesce a far tesoro nemmeno delle briciole che Sinner gli lascia. Una prova di forza, l’ennesima, per il numero 2 del mondo che allunga così la sua incredibile striscia nei Masters 1000: non perde un set dal 5 ottobre 2025, a Shanghai, da allora sono 30 di fila. Sul cemento dell’Hard Rock Stadium l’azzurro – che punta anche ad accorciare il gap dalla prima posizione nel ranking occupata da Carlos Alcaraz, uscito anzitempo a Miami – mostra una condizione fisica e mentale invidiabile, supportata da una battuta sempre più efficace. “E’ stata una partita molto solida, sono contento del livello a cui ho giocato – confessa Sinner – Frances è un avversario molto tosto, forse oggi era un pò stanco perchè aveva giocato tante partite lunghe qua, io ho cercato di renderla il più fisica possibile e ho servito bene nei punti importanti”. L’altoatesino ammette anche che “partire con un break di vantaggio ti dà fiducia. Ci possono essere anche alti e bassi ma cerco di rimanere calmo e sfruttare le chance che mi si propongono, è stata questa la chiave”. Aspettando di conoscere il prossimo rivale che uscirà dalla sfida fra Alexander Zverev e Francisco Cerundolo, Sinner non ha alcuna intenzione di accontentarsi. “Essere affamato è naturale, mentalmente quello che cerco di fare è rimanere calmo e rilassato fuori dal campo. Ho giocato tanto nelle ultime 3-4 settimane, allenamenti compresi, questo è l’ultimo torneo sul veloce prima della terra e sono contento di essere di nuovo in semifinale”.
– foto Ipa Agency –
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A Roma la più grande mostra dedicata in Italia all’artista giapponese Hokusai

ROMA (ITALPRESS) – A partire dal 27 marzo 2026, Palazzo Bonaparte a Roma ospiterà la più grande esposizione mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai (1760-1849), il più celebre artista giapponese, una delle figure più potenti e influenti della cultura visiva universale.
Main partner della mostra è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
Hokusai è il grande protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603-1868), l’epoca straordinaria in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale.
Pittore e incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità.
Il pubblico si muoverà tra capolavori senza tempo e invenzioni visive straordinarie: dalle Cinquantatrè stazioni del Tokaido alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino ai sorprendenti Manga, gli album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.
Sono oltre 200 le opere esposte, provenienti dalla collezione del Museo Nazionale di Cracovia, molto noto in Giappone, che presta eccezionalmente per la prima volta le sue opere in Italia e che, per la prima volta al mondo, presenta a Palazzo Bonaparte la prima grande monografica su Hokusai al di fuori della Polonia.
Hokusai è stato, e continua a essere, un ponte tra Oriente e Occidente, l’artista che più di ogni altro ha reso possibile un dialogo profondo e duraturo tra due tradizioni artistiche che ancora oggi continuano a incontrarsi e arricchirsi reciprocamente.
Non è un caso che proprio Hokusai sia stato scelto per rappresentare l’evento culturale più rilevante del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, è prodotta e organizzata da Arthemisia ed è curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di Francesca Villanti.
Come afferma Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, main partner della mostra: “Nel ringraziare a mia volta tutti i partner e le istituzioni coinvolte, desidero rivolgere un ringraziamento particolare al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone, che per primo ha promosso questa eccezionale operazione culturale. Inaugurare questa retrospettiva su Hokusai a Palazzo Bonaparte è un atto di alto valore politico, l’evento culturale di punta scelto per celebrare i 160 anni di relazioni tra Italia e Giappone. In un tempo purtroppo segnato da profondi conflitti, dove l’Occidente è frammentato e crescono le tensioni tra gran parte dei Paesi orientali e mediorientali e gli Stati Uniti, intendiamo riaffermare la cultura come una “diplomazia della bellezza” capace di abbattere i muri e promuovere un linguaggio universale di pace. Hokusai lo aveva capito secoli fa: ha mescolato mondi diversi e ha creato ponti, non barriere. In questo senso, la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale prosegue nel cammino tracciato dal mio illustre predecessore, Emmanuele F. M. Emanuele, che già nel lontano 2009, con straordinaria lungimiranza, promosse un’ampia monografica dedicata a Hiroshige, il più celebre contemporaneo di Hokusai. Quell’iniziativa fu pionieristica nel proporre l’arte e la cultura – accanto ai settori storici d’intervento quali la sanità, l’istruzione e l’aiuto ai meno fortunati – come strumento di reciproca comprensione tra i popoli: una vocazione recentemente riaffermata dal prestigioso Premio “Orizzonti Condivisi – Ambasciatore di Pace” a Lui conferito”.
“Ho sempre creduto – e il mio operato ha costantemente seguito questa direzione – afferma Emmanuele F. M. Emanuele, mecenate e filantropo -, grazie anche all’impegno e alla lungimiranza costanti dell’allora Direttore Generale Alessandra Taccone, oggi meritoriamente Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – che l’arte debba non soltanto nutrire lo spirito, ma, specialmente in quest’epoca così complessa che stiamo vivendo, porsi al servizio della collettività, diventando uno strumento di reciproca comprensione tra i popoli. Per questo motivo, sono profondamente orgoglioso che la mostra di Hokusai non si limiti a celebrare la bellezza della pittura giapponese del periodo Edo, ma diventi il simbolo dei rapporti di cooperazione esistenti tra Italia e Giappone, trasformandosi in un gesto tangibile di speranza e di pace fra Oriente e Occidente in contrapposizione al preoccupante scenario internazionale attuale. Il valore del Terzo Settore, il “Terzo Pilastro” come io l’ho ribattezzato, è insito proprio in questa filosofia: mentre fuori si innalzano muri, il privato sociale rappresentato dalla Fondazione ha il dovere morale di rispondere con il linguaggio universale dell’arte e della cultura, ma anche della filantropia e dell’aiuto ai meno fortunati, veri promotori di pace e di dialogo”.
“Il legame tra Arthemisia e il Giappone affonda le sue radici in una storia lunga e appassionata: in venticinque anni di attività abbiamo realizzato numerose esposizioni dedicate a questo straordinario Paese, tappe di un confronto culturale mai interrotto – conclude Iole Siena, Presidente di Arthemisia -. Per questo, nell’anno in cui si celebrano i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, è stato naturale dar vita a un progetto di grande rilievo dedicato a Hokusai, tra gli artisti che più amo perchè sembra appartenere a ogni tempo. E’ per me motivo di profonda emozione presentare oggi questa rassegna al pubblico, nata da incontri fortunati, scoperte e collaborazioni preziose. Questo progetto rappresenta molto più di una semplice mostra: è un ponte tra culture e, insieme, un invito a intraprendere un viaggio in una terra di straordinaria bellezza, dove arte, natura e vita quotidiana convivono in armonia da secoli. Desidero infine esprimere la mia sincera gratitudine a tutti i partner e alle istituzioni che hanno creduto in questa esposizione e ne hanno reso possibile la realizzazione, contribuendo a trasformarla in un’esperienza di autentico dialogo e condivisione”.
Accanto ai capolavori di Hokusai, l’esposizione presenta anche un insieme di oltre 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonnè, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali. I costumi (kimono, giacche haori e fasce obi) accompagnano visivamente la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.
Le sale di Palazzo Bonaparte restituiranno tutta la forza innovativa di un artista che ha profondamente influenzato l’immaginario occidentale. Le sue opere hanno affascinato e ispirato pittori come Monet, Van Gogh e il movimento impressionista contribuendo alla nascita di nuove visioni della modernità, e hanno suggestionato anche musicisti come Claude Debussy.
La mostra si arricchisce anche di uno sguardo diverso sul Giappone dell’Ottocento grazie alle fotografie di Felice Beato: italiano, fotografo viaggiatore tra i primi a documentare il Paese appena aperto all’Occidente. Le sue immagini, raccolte in un video che ne racconta la vita e l’attività artistica, restituiscono paesaggi, città e scene di vita quotidiana che dialogano idealmente con l’universo visivo del maestro giapponese.
Infine, un percorso didattico che si snoda attraverso le sale permetterà al visitatore di addentrarsi nel complesso ma affascinante mondo della produzione tecnico-artistica delle opere di Hokusai e dei suoi allievi.
La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, radio partner Dimensione Suono Soft e sponsor tecnico Ferrari Trento. Il catalogo è edito da Moebius.

– Foto fornita da ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, credit Marco Nardo –

(ITALPRESS).

Castelvetrano, donna agente della Municipale riesce a sedare una lite tra extracomunitari 

A Castelvetrano intervento tempestivo di un’agente della Polizia municipale per riportare la calma in strada. Nella mattinata di oggi, in via Vittorio Emanuele II, una discussione tra due persone è degenerata in lite, richiedendo un intervento immediato.

Protagonista dell’azione è stata l’agente Rosaria Cuttone, che senza esitazione si è frapposta tra i contendenti, riuscendo a sedare gli animi grazie a prontezza e determinazione. Sul posto sono intervenuti anche alcuni passanti, che hanno collaborato per evitare un ulteriore contatto tra i due. Successivamente sono giunti altri agenti della municipale per gestire la situazione.

Il sindaco, Giovanni Lentini, ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento per l’operato dell’agente. “Un gesto ancora più significativo perché compiuto da una donna che, con grande coraggio e senso del dovere, ha dimostrato sul campo professionalità e sangue freddo”, ha scritto sul suo profilo Facebook.

Un episodio simile si è verificato pochi giorni fa a Ribera dove l’intervento dei carabinieri è riuscito a bloccare una lite con coltello.

Violenza di genere e prevenzione: confronto tra esperti al “Fazello” di Sciacca

Ampia partecipazione all’incontro ospitato nell’aula magna del Liceo Artistico Bonachia, dedicato a un tema di forte attualità come quello della violenza contro le donne, con un focus sul femminicidio e sui comportamenti riconducibili al narcisismo patologico.

L’iniziativa è stata promossa dal dirigente scolastico del Liceo Classico Tommaso Fazello, Leonardo Mangiaracina, insieme alla docente Giusy Di Giovanna che ha curato l’organizzazione e guidato il confronto tra i relatori.

Ad aprire i lavori è stato lo psicologo e criminologo Andrea Giostra, che ha approfondito i meccanismi alla base delle relazioni disfunzionali, soffermandosi in particolare sui tratti del narcisismo patologico e sulle forme di abuso psicologico.

Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sui campanelli d’allarme che spesso passano inosservati, ma che possono rappresentare indicatori precoci di situazioni a rischio.

Il contributo giuridico è stato affidato all’avvocato Rosa Maria Sciortino, che ha illustrato gli strumenti previsti dall’ordinamento a tutela delle vittime, dalle misure di protezione alle azioni che possono essere intraprese per interrompere tempestivamente contesti di violenza.

A completare il quadro, l’intervento della giornalista Francesca Capizzi, che ha analizzato il fenomeno sotto il profilo informativo, soffermandosi sulla narrazione mediatica dei casi di femminicidio, sui dati disponibili e sull’importanza della produzione culturale contemporanea nel favorire una maggiore sensibilità sul tema.

L’incontro ha rappresentato per gli studenti un momento di approfondimento e riflessione, evidenziando la necessità di un approccio integrato tra competenze psicologiche, strumenti giuridici e responsabilità dell’informazione, per prevenire e contrastare efficacemente la violenza di genere