Lav in piazza il 22 e 23 novembre: “Finanziare la ricerca senza animali è un’urgenza per il Paese”

Nel fine settimana del 22 e 23 novembre, Lav scenderà in piazza in numerose città italiane per chiedere un impegno delle istituzioni a favore della ricerca scientifica innovativa senza uso di animali. L’appello dell’associazione è chiaro: “L’Italia si adegui al trend di ricerca internazionale per non restare indietro!”. Tra le piazze coinvolte, Lav sarà presente anche in piazza Angelo Scandaliato, a Sciacca, dalle 10 alle 19.

L’iniziativa rientra nella campagna #LaCuraGiusta, con cui Lav invita cittadini e cittadine a raggiungere i propri tavoli informativi e firmare la petizione per rifinanziare i modelli di ricerca “innovativi, etici e human-based”.

Secondo Lav, “ogni minuto, in Italia, un animale muore tra le mura di un laboratorio. È la vittima silenziosa di una pseudoscienza che si proclama ‘salvavita’ ma che, nel 95% dei casi, fallisce quando arriva all’essere umano, la sua seconda cavia”. 

L’associazione denuncia l’assenza di fondi dedicati ai metodi sostitutivi negli ultimi anni, ricordando che mentre il Fondo del Ministero della Salute è stato finanziato solo per i periodi 2014-2016 e 2020-2022, “ogni anno si continuano a spendere oltre 1,3 miliardi di euro per la sperimentazione animale”.

La mobilitazione del 22 e 23 novembre punta a chiedere a governo, parlamento e regioni di inserire nella legge di bilancio 2026 nuovi finanziamenti per la ricerca senza animali. Lav sollecita in particolare i senatori della Commissione bilancio a presentare e approvare gli emendamenti proposti dall’associazione per rifinanziare il Fondo nazionale e destinare parte dei fondi dei Ministeri della Ricerca e del Made in Italy ai metodi sostitutivi.

Secondo l’associazione, questo permetterebbe a “centinaia di ricercatori di lavorare e sviluppare progetti innovativi, salvando milioni di animali e scoprendo cure efficaci per chi ne ha bisogno”, contribuendo a riportare la ricerca italiana a livelli competitivi.

Ai tavoli sarà possibile informarsi sulla sperimentazione animale, firmare la petizione e sostenere i progetti di ricerca etica dell’associazione.

Lavoro nero, sospese e sanzionate due ditte edili dell’Agrigentino

Nel corso dell’ultima settimana, i controlli condotti dal contingente INL Sicilia – Agrigento nei settori dell’edilizia e del commercio, hanno portato alla sospensione di due attività imprenditoriali e all’emissione di varie prescrizioni e sanzioni.

L’11 novembre, in un cantiere del capoluogo agrigentino dove operavano tre imprese, gli ispettori hanno trovato all’opera sette lavoratori. Una delle ditte impiegava un lavoratore in nero su due presenti, superando così la soglia del 10% prevista dalla normativa.

Per questo motivo è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività e una sanzione pari a 2.500 euro.

Nella stessa impresa sono state inoltre riscontrate altre violazioni in materia di sicurezza: omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori; mancata formazione sulla sicurezza; assenza di parapetti e tavole fermapiede in alcuni punti del solaio.

Per tali irregolarità è stato emesso un provvedimento di prescrizione con ammende per un totale di 3.986,75 euro.

Prescrizioni e sanzioni, per un importo di 711,92 euro, sono state comminate anche a una seconda impresa presente nel cantiere, dove mancavano parapetti e tavole fermapiede nelle aperture dei muri affacciati sullo scavo.

Il 13 novembre scorso, in un esercizio commerciale di Agrigento, gli ispettori hanno trovato un lavoratore irregolare su tre. Anche in questo caso, oltre alla presenza di lavoro nero, sono state accertate violazioni legate alla sicurezza sul lavoro.

L’attività è stata sospesa e il datore di lavoro sanzionato con 2.500 euro.
Accertate inoltre l’omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione dei dipendenti: per queste violazioni sono state elevate ammende pari a 3.274 euro.

Cede parte di asfalto in via Pietro Gerardi a Sciacca, chiusa al transito

Cede parte di asfalto vicino un sottoservizio della Tim e per ragioni di sicurezza si è resa necessaria la chiusura al transito della via Pietro Gerardi a Sciacca.

Immediato l’intervento della polizia Municipale di Sciacca che ha transennato parte della strada, non nuova a cedimenti e consequenziali chiusure al transito.

La squadra segnaletica del Comune di Sciacca stamane non è in servizio, servirà transennare e delimitare al transito veicolare, ma si potrà fare soltanto nelle prossime ore quando gli addetti saranno in servizio. Nel frattempo, sono gli agenti della Municipale a vigilare sul posto.

E’ stata gia’ inoltrata la segnalazione alla società di telefonia che dovrà ripristinare il manto stradale resosi pericoloso a causa del cedimento.

Bilancio regionale 2026: fondi record e margini di manovra

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Il bilancio regionale 2026 della Regione Siciliana, analizzato nel dossier del servizio bilancio dell’Ars, fotografa un quadro finanziario in netto miglioramento rispetto agli ultimi cinque anni. Il saldo di parte corrente previsto per il 2026 raggiunge infatti quota 584,6 milioni di euro, il valore più alto del quinquennio, segnalando una gestione più solida e una crescente capacità di autofinanziamento degli investimenti.

Cresce la capacità di investimento nel bilancio regionale 2026

Uno degli elementi più significativi del nuovo schema finanziario è l’incremento delle risorse disponibili per la spesa in conto capitale. Questo risultato deriva proprio dal rafforzamento della gestione corrente, che consente alla Regione di programmare con maggiore autonomia gli interventi strategici sul territorio.

Parallelamente, per il 2025 emerge una parte disponibile del risultato di amministrazione pari a 2,794 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,150 miliardi del 2024 e all’andamento negativo del 2023. Un dato che conferma un miglioramento strutturale dei conti, anche se questo avanzo non può ancora essere applicato al bilancio regionale 2026 a causa della mancata approvazione definitiva dei rendiconti pregressi.

Quadro economico del triennio: entrate e spese

Il disegno di legge di bilancio per il triennio 2026-2028 presenta 23,3 miliardi di euro tra entrate e spese per il 2026. Si tratta di un aumento rilevante rispetto ai 22,35 miliardi stimati nella precedente legge di bilancio 2025.

Andamento complessivo: previsioni discendenti

Come di consueto, le previsioni decrescono negli anni successivi:

  • 21,9 miliardi nel 2027
  • 20,5 miliardi nel 2028

Questa tendenza è considerata fisiologica dai tecnici dell’Ars, poiché il bilancio è formulato a legislazione vigente e potrà essere modificato soltanto attraverso la legge di stabilità o ulteriori provvedimenti finanziari.

Espansione fisiologica del bilancio e riassegnazioni

Il dossier segnala inoltre come il bilancio regionale tenda ad ampliarsi nel corso dell’anno per effetto delle riassegnazioni di risorse. Il preconsuntivo 2025 arriva infatti a 29,7 miliardi, con un incremento di circa 7,4 miliardi rispetto alle previsioni iniziali. Un fenomeno ricorrente che evidenzia la complessità della gestione finanziaria siciliana e il peso delle rimodulazioni.

Il bilancio regionale 2026 si configura come uno strumento più robusto, con margini di manovra ampliati e una più forte capacità di programmazione degli investimenti. Un segnale positivo per le politiche di sviluppo che interesseranno la Sicilia nei prossimi anni.

Paradossi di Sicilia: economia in crescita ma sportelli bancari chiusi

L’economia siciliana continua a correre, ma il sistema bancario arretra. È il paradosso che emerge dall’ultimo aggiornamento dell’ITER, l’Indicatore trimestrale dell’economia della Banca d’Italia, pubblicato l’11 novembre e relativo ai dati aggiornati al 22 ottobre.

Pil in crescita oltre la media nazionale

Secondo Bankitalia, il Pil regionale cresce dell’1,1% su base annua, un ritmo superiore sia alla media italiana che a quella dell’intero Mezzogiorno. Positivo anche l’andamento del risparmio privato, che sale del 2,9%, mentre i prestiti alle famiglie aumentano del 2,5%.

In salita anche i mutui per l’acquisto della casa: +1,4% con un miliardo di euro di capitale erogato. Per le imprese, la domanda di credito continua a essere trainata dagli investimenti, come conferma l’indagine RBLS di Bankitalia.

L’unica nota negativa riguarda il costo del denaro: in Sicilia il TAEG resta 0,7 punti percentuali sopra la media nazionale, mentre il TAE per le imprese, pur sceso dal 7,2 al 6,5%, rimane 1,3 punti più alto rispetto al resto del Paese.

Economia in salute, banche in ritirata

Nonostante l’aumento di occupazione, reddito e fatturato, gli istituti di credito continuano a chiudere sportelli, lasciando intere aree senza presidi bancari.

“È una strozzatura per famiglie e imprese – denuncia Leonardo La Piana, segretario generale della Cisl Sicilia –. I cittadini subiscono disagi quotidiani e gli imprenditori trovano sempre più difficoltà a finanziare i propri investimenti. Le istituzioni devono intervenire, non restare a guardare. Al governo Schifani ribadiamo la proposta di istituire un Osservatorio regionale sull’attività bancaria”.

First Cisl: “Filiali chiuse a ritmo impressionante”

A rilanciare l’allarme è anche Fabio Sidoti, segretario generale della First Cisl Sicilia: “Il ritmo con cui le filiali cessano di operare è impressionante. In molte zone la banca rappresenta un presidio di legalità e un sostegno essenziale all’economia locale”.

Sidoti punta il dito contro il rischio di nuove fusioni, citando l’ipotesi di aggregazione tra Credit Agricole Italia e Banco Bpm, che insieme contano 120 sportelli nell’Isola, molti dei quali presenti sulle stesse piazze.

“Operazioni straordinarie di questo tipo – avverte – rischiano di produrre ulteriore desertificazione bancaria, con ricadute sul personale e sulle strategie commerciali. E con un mercato sempre più concentrato, quali effetti avrà tutto ciò sul costo del denaro, che in Sicilia è già il più alto d’Italia?”

La proposta: monitorare desertificazione e tassi

Per il sindacato, l’Osservatorio regionale avrebbe un duplice ruolo: monitorare la progressiva chiusura degli sportelli e vigilare sugli effetti che la crescente concentrazione bancaria potrebbe avere sui tassi applicati a famiglie e imprese.

Influencer, scatta l’obbligo di iscrizione all’albo AGCOM: nuove regole e multe fino a 600mila euro

Da oggi essere influencer non è più solo una questione di follower. Con la delibera n. 197/2025, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha introdotto un vero e proprio codice di condotta ufficiale per chi crea contenuti online.
Gli influencer “rilevanti” – cioè coloro che hanno almeno 500.000 follower o un milione di visualizzazioni mensili – dovranno rispettare nuove regole e saranno inseriti in un elenco pubblico ufficiale gestito dall’Autorità. Le sanzioni, in caso di violazioni, possono arrivare fino a 600.000 euro.


🔹 Chi è considerato influencer secondo l’AGCOM

Le nuove norme definiscono come “influencer” chiunque:

  • diffonde contenuti digitali (anche audiovisivi) attraverso piattaforme social o di condivisione video;
  • informa, intrattiene o istruisce il pubblico ottenendo un ritorno economico, diretto o indiretto;
  • ha responsabilità editoriale su ciò che pubblica;
  • raggiunge un pubblico significativo sul territorio italiano.

La definizione comprende anche i personaggi virtuali e i creator AI, cioè gli avatar digitali usati per promuovere prodotti o diffondere messaggi pubblicitari.


🔹 Perché serve un registro ufficiale

L’obiettivo della riforma è quello di regolare il mercato dell’influencer marketing e tutelare cittadini, minori e investitori pubblicitari.
Gli influencer con un’ampia visibilità saranno quindi equiparati ai fornitori di servizi di media audiovisivi, come televisioni e piattaforme di streaming, diventando responsabili a tutti gli effetti dei contenuti diffusi online.

Le nuove regole impongono criteri di trasparenza, riconoscibilità e correttezza: gli influencer dovranno dichiarare chiaramente quando un contenuto è sponsorizzato, evitare messaggi discriminatori o fuorvianti e rispettare la tutela dei minori e il diritto d’autore.


🔹 Le parole del presidente AGCOM

“Le nuove regole – ha spiegato il presidente Giacomo Lasorella – confermano l’impegno dell’Autorità per un mondo digitale più sicuro e affidabile.”

Non tutti però concordano. La commissaria Elisa Giomi ha votato contro, criticando l’assenza di norme sul fake engagement, cioè le interazioni false che gonfiano artificialmente i numeri di follower e visualizzazioni.
Secondo Giomi, “questa mancanza rischia di favorire chi utilizza sistemi automatizzati o intelligenze artificiali per manipolare i dati, penalizzando i creator onesti e ingannando gli inserzionisti”.


🔹 Cosa cambia per gli influencer italiani

Chi rientra tra gli “influencer rilevanti” dovrà:

  • iscriversi all’elenco ufficiale AGCOM;
  • rispettare il codice di condotta su contenuti, pubblicità e comunicazioni commerciali;
  • garantire trasparenza e rispetto delle norme etiche e sociali;
  • evitare contenuti che possano offendere, discriminare o incitare alla violenza.

Tra gli obblighi più importanti:

  • divieto di promuovere odio, violenza o discriminazione;
  • obbligo di tutelare i minori e di non pubblicare contenuti nocivi per il loro sviluppo;
  • divieto di giustificare o banalizzare la violenza, anche in modo indiretto;
  • obbligo di rendere chiaramente riconoscibili le sponsorizzazioni e i contenuti pubblicitari, in linea con la Digital Chart dello IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria).

🔹 Le sanzioni: fino a 600.000 euro

Chi non rispetta le nuove regole rischia multe fino a 250.000 euro, che possono salire a 600.000 euro nei casi più gravi, soprattutto se la violazione riguarda la tutela dei minori o la diffusione di contenuti pericolosi.
Le violazioni saranno monitorate direttamente dall’AGCOM, con controlli mirati e procedure sanzionatorie simili a quelle già previste per televisioni e piattaforme audiovisive.


🔹 Le critiche e le perplessità

Il Codacons ha espresso forti critiche alla nuova normativa, sostenendo che la soglia dei 500.000 follower “esclude una fascia ampia di influencer con grande impatto sul pubblico” e che manca una regolamentazione sull’uso dell’intelligenza artificiale nei contenuti digitali.
L’associazione chiede un intervento per contrastare i fenomeni di manipolazione delle metriche, “sempre più diffusi e dannosi per utenti e aziende”.


🔹 Cosa cambia per i creator più piccoli

Gli influencer con meno di 500.000 follower non saranno obbligati all’iscrizione all’elenco, ma dovranno comunque rispettare le norme sulla pubblicità trasparente e sull’utilizzo corretto dei social media.
Chi diffonde contenuti sponsorizzati senza dichiararlo potrà essere comunque sanzionato in base al Codice del Consumo e alle norme dello IAP.


🧭 In sintesi

L’iscrizione all’albo AGCOM segna un punto di svolta nel mondo dei social media italiani.
Per i creator digitali più seguiti, si apre un’epoca di maggiore responsabilità e controllo, ma anche di riconoscimento professionale.
Chi opera con trasparenza e professionalità potrà continuare a crescere in un mercato finalmente più chiaro e regolamentato.

Il bando per le Terme di Sciacca, sindaco e presidente del consiglio su posizioni diverse (Video)

Il sindaco, Fabio Termine, apprezza l’intervento della Regione e anche sul merito del nuovo bando sulle Terme di Sciacca esprime un giudizio positivo. Su posizioni diverse il presidente del consiglio comunale, Ignazio Messina, per il quale una gestione da parte del privato per 99 anni “sa di vendita”.

Termine parla di “operazione intelligente con un’azione della Regione meritoria e somme a disposizione del pubblico in aggiunta a quello del privato. Si sono raccolte osservazione – dice il sindaco – da parte di chi dovrà partecipare e il dato importante è che ci sono 50 milioni di euro che vanno sfruttati”.

Per Messina, invece, “nessuno mette in dubbio la buona volontà del presidente Schifani, ma occorre un cambio di passo sulle Terme di Sciacca che, come quelle di Acireale, vanno dichiarate bene essenziale. Con le risorse a disposizione, per Sciacca 50 milioni di euro, non bisogna trovare un privato con il quale collaborare alla gestione, ma rimettere in moto gli stabilimenti termali. Il privato fino ad oggi non si è fatto avanti perché preoccupato delle lungaggini burocratiche per tutti i lavori necessari per sistemare gli impianti idrotermali. E allora bisognava puntare intanto sugli stabilimenti e presentare un bando con terme funzionanti”.

Poi Messina manifesta una critica ben precisa al bando: “Per 99 anni, come il nuovo, più che di concessione sa di vendita: sottoscriviamo nel 2026 e ci rivediamo nel 2125 condizionando la città per un secolo, francamente mi sembra troppo. La metà sarebbe più che sufficiente. Vendendo le terme, si rischia di vendere Sciacca al miglior offerente – conclude il presidente del consiglio comunale – e questo non può certo farlo la Regione senza nemmeno interpellare il Comune”.

Ponte sullo Stretto, nuovo stop della Corte dei conti. Salvini “Resto fiducioso”

ROMA (ITALPRESS) – La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza di oggi, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione il decreto del 1° agosto 2025, n. 190, del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 58, recante “Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”, approvazione III atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, fra il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e la società Stretto di Messina. Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni, con apposita deliberazione.
Secondo il Mit la mancata registrazione del decreto interministeriale che assentisce il III atto aggiuntivo del ponte sullo Stretto, arriva alla fine di un’ampia discussione svoltasi oggi innanzi alla Corte dei conti nel corso della quale è emerso, innanzitutto, il tema preliminare dell’effetto di preclusione che la mancata registrazione della delibera Cipess ha sulla decisione odierna. Il Mit rimane fiducioso sulla prosecuzione dell’iter amministrativo in attesa delle motivazioni della Corte.
“Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso”, commenta il vicepremier e ministro Matteo Salvini.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Cina, nei primi dieci mesi esportazioni di auto in aumento del 15,7%

PECHINO (CINA) (ITALPRESS/XINHUA) – Le esportazioni di automobili della Cina sono aumentate del 15,7% su base annua nei primi dieci mesi del 2025, secondo i dati dell’Associazione cinese dei produttori di automobili.

I dati mostrano che, in questo periodo, il Paese ha esportato oltre 5,6 milioni di veicoli.

In particolare, circa 2,01 milioni di veicoli a nuova energia (NEV) sono stati esportati, con un’impennata del 90,4% su base annua.

Nel solo mese di ottobre, le esportazioni automobilistiche della Cina sono aumentate del 22,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e le esportazioni di NEV sono balzate del 99,9%.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

In Italia l’economia irregolare vale il 10% del Pil

ROMA (ITALPRESS) – “In Italia l’economia irregolare ha dimensioni significative. Secondo le stime dell’Istat, quella non osservata nel 2023 generava un valore aggiunto pari a 218 miliardi e al 10% del Pil”. Lo ha detto il governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno di Studi 2025-26 della Scuola di Polizia Economico-Finanziaria di Roma.
“Questi fenomeni comportano costi sociali ingenti e incidono sull’intera economia nazionale, nel Mezzogiorno come nel Centro Nord, sebbene con intensità diverse. Quasi la metà dell’economia non osservata è localizzata nel Nord Italia, circa un terzo nel Mezzogiorno. Se rapportata al valore aggiunto di ciascuna area, l’incidenza è inferiore al 10% al Nord e superiore al 16% nel Mezzogiorno. Il lavoro sommerso alimenta lo sfruttamento e penalizza le fasce più vulnerabili della popolazione. L’azione delle mafie, fondata su violenza e intimidazione, compromette la libertà di impresa, ostacola la partecipazione civica e indebolisce la fiducia nelle istituzioni”, ha aggiunto Panetta.
“L’economia irregolare resta un fenomeno esteso e radicato, che ostacola la crescita e intacca i principi di equità su cui si fonda la convivenza civile. Contrastarla significa, certamente, recuperare risorse per il bilancio pubblico ma, prima ancora, vuol dire rafforzare la credibilità delle istituzioni, difendere la dignità del lavoro e tutelare la libertà d’impresa. E’ un investimento nella capacità dell’Italia di crescere in modo duraturo ed equo. I progressi dell’ultimo decennio dimostrano che il cambiamento è possibile. Per contrastare i fattori che alimentano l’economia irregolare, dobbiamo proseguire con determinazione sulla via delle riforme, rendere più efficiente l’Amministrazione pubblica, sostenere il tessuto produttivo. Non vi sono scorciatoie: è un cammino che richiede perseveranza, coerenza e collaborazione tra le istituzioni”, ha concluso il governatore.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-