Mattarella “Astensione preoccupa, non accontentarsi di una democrazia a bassa intensità”

BOLOGNA (ITALPRESS) – “L’essere termometro della partecipazione civica e, dunque, della fiducia nelle istituzioni della Repubblica, sollecita assicurare che essi siano specchio della volontà popolare, tanto più in un momento di preoccupante flessione dell’esercizio del voto”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del suo intervento all’assemblea nazionale dell’Anci in corso a Bologna.

“Vorrei ripetere di fronte a voi che non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità. Questa carenza non potrebbe in alcun modo essere colmata da meccanismi tecnici, che potrebbero, in qualche caso, aggravarla: la rappresentatività è un’altra cosa. La riduzione dell’affluenza alle urne è una sfida per chi crede nel valore della partecipazione democratica dei cittadini. Il motore dei Comuni è chiamato a mettere in circolo energia sociale, economica, culturale” ha aggiunto.

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Gattuso elogia la sua Italia e avvisa “Non ci sono gare facili”

CHISINAU (MOLDOVA) (ITALPRESS) – Di passeggiate nel calcio ce ne erano poche già quando ringhiava in campo, ora che ha cambiato mestiere le considera praticamente finite. E Gennaro Gattuso torto non ne ha. L’Italia, tra l’altro, storicamente ha sempre avuto poca confidenza con le goleade, le partite sulla carta facili spesso sono diventate complicatissime, addirittura a volte sono costate il Mondiale (basta ricordare la notte di Palermo e la Macedonia) e lui, il ct azzurro, a Chisinau, in casa della Moldova, questo rischio non vuole correrlo. “Sulla carta di facile non c’è nulla, del resto non bisogna andare troppo lontano per rendersene conto, basta ricordarsi la partita di 4 mesi fa a Reggio Emilia, di facile non c’è nulla – dice riferendosi al match d’andata vinto 2-0 nell’ultima di Spalletti -. Tutti pensano alla loro sconfitta per 11-1 contro la Norvegia, ma non sono scappati di casa, hanno giocatori interessanti, sì è vero hanno anche le loro difficoltà, ma non sarà per nulla una passeggiata”. Sarà un’Italia diversa, non c’è Kean, non ci sarà il suo sostituto (Cambiaghi che era stato convocato al suo posto è out), ma ci sarà Scamacca che avrà una grande occasione per dimostrare il suo valore e per riscattare un Europeo deludente.
“Domani Scamacca e Raspadori partiranno dall’inizio, a Gianluca manca il minutaggio, starà a noi decidere quando non ne avrà più. Non deve strafare, sappiamo le caratteristiche che ha e quello che ci può dare, deve stare tranquillo e fare una partita seria”, le parole di Gattuso che non dà altri indizi sulla formazione, ma conferma che molte cose cambieranno. “Ci saranno diversi cambiamenti, ma lo dico senza nessun problema e senza nessuna paura, ho grande fiducia nei miei ragazzi, abbiamo lavorato bene e li ringrazio per il senso di appartenenza che hanno dimostrato e per come hanno vissuto questo raduno – spiega il ct -. Il treno è partito, il nostro percorso prosegue e mi aspetto che domani continuiamo a portare avanti quello che stiamo facendo. Voglio vedere la crescita di cui parlo da tanto tempo, ovvero tenere bene il campo, saper soffrire, fare le cose fatte bene sapendo che di facile non c’è nulla. Ci vuole grande impegno e grande rispetto per la Moldova, ci sarà da sudare per vincere”.
Poi ci sarà la Norvegia ed escludendo clamorose sorprese, a marzo ci saranno gli spareggi.
“Sono onesto e dico che la testa è solo alla partita di domani, non vado oltre con i pensieri. Mi interessa vedere la crescita della squadra, come si allenano i ragazzi, vedere come stanno bene insieme. Questo non era un raduno semplice – dice il ct -. Siamo già agli spareggi, ci sono i piccoli dolorini, tante altre cose…Invece devo ringraziare Barella, Calafiori, Bastoni. Non era scontato quello che hanno fatto, faccio i complimenti ai ragazzi per la professionalità e la voglia che stanno dimostrando giorno dopo giorno indossando questa maglia e con i comportamenti che stanno avendo”. Gattuso non ha rimpianti, del resto il suo l’ha fatto. Da quando è ct ha vinto quattro partite su quattro, ma non basta questo poker di successi per staccare la qualificazione al Mondiale, serviranno i play-off ed è qui che il ct ha qualcosa da dire. “Il girone sudamericano è di 10 squadre, sei vanno direttamente al Mondiale e la settima va a fare lo spareggio con una nazionale oceanica…il rammarico è quello lì, bisogna rivedere sicuramente qualcosa”. Non dipende da Gattuso, è roba sulla quale dovranno riflettere Infantino e Ceferin, ma intanto domani c’è la Moldova e c’è un Mondiale da conquistare al di là dei discutibili criteri di qualificazione.
“Vogliamo vincere e fare una prestazione convincente. E’ importante continuare il nostro percorso di crescita”, è il pensiero del centrocampista della Nazionale, Bryan Cristante. Per il giocatore della Roma l’Italia è ancora sul pezzo sebbene i tre punti in Moldova quasi certamente non basteranno per restare aggrappati al sogno di una qualificazione diretta ai prossimi Mondiali, visto che un passo falso della Norvegia con l’Estonia appare improbabile. “Domani non sarà facile, in Europa tutte le partite hanno delle insidie – avverte Cristante – Loro vorranno fare bene davanti ai loro tifosi e dovremo interpretarla bene dal primo minuto. Ma vincere aiuta a vincere, dobbiamo fare grandi prestazioni per farci trovare pronti a marzo”, il riferimento agli spareggi. E del resto, con Gattuso ct, è difficile avere cali di concentrazione: “La carica fa parte di lui, è uno che ha fatto la storia della Nazionale, ha la maglia azzurra dentro e ce lo trasmette in maniera naturale e forte”.
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Bonus anziani da 850 euro, dal 2026 sarà più facile ottenerlo: sale la soglia ISEE nella nuova proposta del Governo

Dal 2026 il bonus anziani da 850 euro potrebbe diventare più accessibile grazie all’aumento della soglia ISEE da 6.000 a 12.000 euro. È questa la principale novità allo studio del Governo per rilanciare la “prestazione universale per anziani”, dopo i risultati deludenti registrati nel 2025.

Una misura nata per aiutare gli over 80 con disabilità gravissima

La prestazione universale per anziani è stata introdotta nel 2025 con l’obiettivo di fornire un aiuto economico agli ultraottantenni in condizioni di disabilità gravissima, favorendo l’assistenza domiciliare e riducendo il ricorso alle strutture residenziali.
L’importo previsto, pari a 850 euro mensili, si somma all’indennità di accompagnamento già esistente, coprendo parte delle spese per badanti o servizi di assistenza a casa.

Tuttavia, la misura non ha prodotto i risultati sperati: secondo i dati ufficiali, su 25.000 beneficiari previsti, le domande accolte sono state solo 2.000. Il motivo principale? Un limite ISEE troppo basso che ha escluso molti anziani in reale difficoltà economica.


Cosa cambierà dal 2026: raddoppio della soglia ISEE

Per rendere il bonus più accessibile, il Governo propone di raddoppiare il limite ISEE, portandolo da 6.000 a 12.000 euro.
Questa modifica permetterebbe di ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche quei nuclei familiari che superano di poco la soglia attuale ma che non dispongono comunque di risorse sufficienti per sostenere i costi di assistenza quotidiana.

Il nuovo bonus continuerà a essere destinato agli anziani over 80 con disabilità gravissima, ma con criteri economici più inclusivi. L’obiettivo è garantire un sostegno concreto e dignitoso a chi sceglie o è costretto a restare nella propria abitazione, riducendo il carico economico sulle famiglie.


Il nodo delle risorse: copertura economica ancora incerta

Nonostante l’ampliamento dei requisiti, il Ministero del Lavoro ha previsto una riduzione dei fondi disponibili per il 2026, creando una contraddizione evidente: più beneficiari potenziali, ma meno risorse.

Attualmente, per garantire una copertura universale della misura, servirebbero circa 13 miliardi di euro l’anno, una cifra che al momento non trova spazio nei documenti di bilancio.
Il rischio è che, anche con le nuove soglie ISEE, solo una parte limitata degli aventi diritto possa realmente ottenere l’assegno.


Quando entreranno in vigore le novità

L’aumento della soglia ISEE dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2026, in coincidenza con l’avvio del secondo anno di sperimentazione del bonus.
Tuttavia, la misura non è ancora definitiva: dovrà essere approvata dal Parlamento all’interno della Legge di Bilancio 2026 o di un successivo provvedimento governativo.

Fino a quel momento, l’aumento resta una proposta in fase di valutazione, ma rappresenta un segnale importante di attenzione verso una fascia di popolazione spesso dimenticata: gli anziani fragili, che ogni giorno lottano per mantenere la propria autonomia e dignità.


📌 In sintesi

  • Importo del bonus: 850 euro al mese (in aggiunta all’indennità di accompagnamento)
  • Beneficiari: over 80 con disabilità gravissima
  • Nuovo limite ISEE proposto: da 6.000 a 12.000 euro
  • Obiettivo: favorire l’assistenza domiciliare e ridurre i ricoveri in RSA
  • Entrata in vigore prevista: 1° gennaio 2026, previa approvazione della Manovra

🩵 Un sostegno concreto per gli anziani fragili

Se confermata, la riforma del bonus anziani da 850 euro rappresenterà un passo avanti verso un welfare più equo e inclusivo, capace di garantire cure e dignità anche a chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità.

Incidente mortale sulla statale 115 tra Borgo Bonsignore e Seccagrande

Un incidente stradale si è verificato nella mattinata di oggi lungo la strada statale 115, nel tratto compreso tra Borgo Bonsignore e Seccagrande. Nello scontro, che ha coinvolto un camion e una moto, un uomo di Ribera, a bordo dello scooter, ha perso la vita.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Agrigento e del commissariato di Sciacca per i rilievi e la gestione della viabilità. La dinamica dell’incidente non è chiara.

La statale 115 “Sud-Occidentale Sicula” è temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni al km 141 per il sinistro. Il traffico è deviato in loco. Sul posto operano le forze dell’ordine e Anas per ripristinare la viabilità.

Democrazia partecipata a Sciacca nel 2025, scelti i tre progetti finanziati

Democrazia partecipata a Sciacca torna anche nel 2025 come strumento di coinvolgimento diretto dei cittadini nella selezione degli interventi da realizzare sul territorio. Con un budget complessivo di 16.000 euro, il Comune ha finanziato tre proposte che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze nell’avviso pubblico diffuso lo scorso ottobre dal dirigente e segretario comunale Manlio Paglino.

Su nove iniziative presentate, sono risultate vincitrici le idee proposte da Stefano Scaduto, Giovanni Monastero e Giuseppe Calandra.

Tre progetti diversi, ma accomunati dall’obiettivo di rafforzare coesione sociale, identità culturale e servizi alla comunità.

I progetti selezionati nella Democrazia partecipata Sciacca

Pannelli in ceramica nel quartiere Sant’AgostinoIl primo progetto prevede la realizzazione di pannelli in ceramica decorata raffiguranti immagini sacre legate alla storia del quartiere Sant’Agostino. Le opere troveranno collocazione in vari punti del quartiere, contribuendo a un percorso visivo che valorizza tradizioni, memoria e identità locale. Si tratta di un intervento con forte valenza culturale e simbolica, affidato al dirigente del VI Settore.

Campo da basket 3vs3 amovibile

Il secondo progetto introduce un’infrastruttura sportiva amovibile: un campo da basket metà campo 3vs3, pensato per essere installato in diversi punti della città e messo a disposizione della comunità. L’obiettivo è promuovere attività motoria, socialità giovanile e spazi aggregativi flessibili.

Sostegno alla Mensa della Solidarietà

Il terzo intervento riguarda la manutenzione ordinaria, il miglioramento degli impianti e l’acquisto di attrezzature per la mensa della solidarietà di Sciacca. Un sostegno concreto ai volontari che ogni giorno assicurano un servizio essenziale alle persone più fragili. L’esecuzione spetta al III Settore.

Ogni iniziativa riceverà un finanziamento di circa 5.300 euro, che consentirà di avviare gli interventi nei prossimi mesi sotto la supervisione dei dirigenti competenti.

In una città che cerca nuove forme di partecipazione e inclusione, questa edizione consolida l’idea che le scelte condivise possano produrre effetti tangibili sul territorio e rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini.

Da Ribera a Lucca Sicula fino al Belice, presenza agrigentina all’assemblea dell’Anci

La 42^ assemblea annuale dell’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha preso il via ieri nei padiglioni di BolognaFiere con la cerimonia ufficiale di apertura alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Previsti tre giorni di intenso confronto, in cui i sindaci italiani si riuniscono per analizzare le sfide più urgenti e delineare insieme il futuro delle amministrazioni locali.

Mobilità sostenibile, salute, rigenerazione urbana, ambiente, relazioni tra le municipalità, welfare, turismo, disabilità, inclusione, comunità energetiche, turismo, Pnrr, fondi comunitari, valorizzazione delle diversità per uno sviluppo armonico delle periferie, digitalizzazione della pubblica amministrazione e tanto altro al centro di dibattiti e confronti che coinvolgono ministri, amministratori degli enti locali e aziende al fine di promuovere le migliori opportunità di crescita dei territori.

Tra gli agrigentini presenti i sindaci di Ribera, Matteo Ruvolo, e di Lucca Sicula, Salvatore Dazzo. All’assemblea anche altri sindaci agrigentini (Alfonso Provvidenza di Grotte, Silvio Cuffaro di Raffadali, Giovanni Cirillo di Montallegro) e presidenti di consiglio comunale come Ignazio Messina di Sciacca ed Ezio Ferraro di Menfi.

Menfi, quattro anni dopo la frana Giuseppe Scirica riapre la sua storica tabaccheria (Video)

Quattro anni dopo la frana che, nel novembre del 2021, sconvolse il borgo marinaro di Porto Palo di Menfi, Giuseppe Scirica ha finalmente rialzato la saracinesca della sua storica tabaccheria. Domenica 9 novembre, nel giorno dell’inaugurazione, amici e cittadini si sono riuniti per festeggiare il ritorno di un’attività che, per lungo tempo, aveva continuato a vivere all’interno di un container.

Scirica, noto per la sua tenacia, aveva intrapreso uno sciopero della fame nei mesi successivi alla frana, mentre il territorio si mobilitava in suo sostegno con una fiaccolata e numerose iniziative di solidarietà. Dopo quasi quattro anni di attesa, proteste e impegno costante, il tabaccaio e una decina di famiglie hanno potuto finalmente rientrare nelle loro case e attività, dichiarate inagibili dopo il dissesto.

Il Comune di Menfi è rimasto al fianco dei cittadini, con lavori di consolidamento finanziati dalla Regione Siciliana per 500 mila euro e l’intervento del Commissario per il dissesto idrogeologico. Ora si guarda alla seconda fase dei lavori: la messa in sicurezza di una fascia più ampia del costone, con un investimento complessivo di 7 milioni di euro. La Protezione civile ha già stanziato un primo contributo di 3 milioni.

Durante la cerimonia, Giuseppe Scirica ha ricordato, con emozione, il percorso affrontato in questi anni difficili. Presenti all’inaugurazione il sindaco di Menfi, Vito Clemente, e l’onorevole Margherita La Rocca Ruvolo.

Tempi lunghi per il cambio degli assessori a Sciacca, il Pd si riunirà solo a fine mese

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Non c’è alcuna fretta in casa Pd di sciogliere la crisi politica che attanaglia l’amministrazione saccense. La segreteria cittadina ha fissato per il 27 novembre prossimo la riunione del direttivo che dovrebbe esaminare quanto accaduto lunedì scorso, ovvero l’esautoramento dei due assessori e trovare una quadra. Il clima a prescindere da tutto resta tesissimo tra i dem e nel direttivo convivono e sono rappresentate tutte le correnti che lo agitano, compresa quella che fa capo a Fabio Termine, e l’altra del deputato Michele Catanzaro che risulta maggioritaria nel direttivo saccense.

Nella stessa riunione, inoltre, i tre consiglieri comunali sono decisi a portare al tavolo anche la proposta di mozione di sfiducia a Termine che il capogruppo Giuseppe Ruffo aveva già preannunciato in aula durante la seduta di lunedì scorso. Insomma, difficile immaginare che lo strappo tra Termine e i catanzariani possa ricomporsi. Anzi, c’è già chi legge in chiave negativa la tempistica, come una mancata volontà di risolvere la faccenda e quantomeno complicare il percorso. È che lo stesso ragionamento potrebbe farlo pure il sindaco che nel gioco-forza delle dinamiche di aula ora avrebbe una certa fretta al contrario di quanto finora ha dimostrato. E probabilmente anche la decisione di Termine di non rilasciare interviste è da inquadrare nell’auspicio di ottenere clemenza e non inasprire gli animi.

Fabio Leonte in aula aveva affermato che l’azione amministrativa non sarebbe stata stoppata perché anche se dimezzata la giunta avrebbe comunque continuato a lavorare. Prima di arrivare al 27 novembre, ci sono altri appuntamenti che potrebbero decidere le sorti di questo mandato. Intanto, c’è da capire i toni e i contenuti della conferenza stampa annunciata dagli assessori licenziati e dal gruppo consiliare. Incontro con la stampa inizialmente fissato per lunedì, ma che potrebbe slittare a mercoledì dopo la celebrazione della seduta del consiglio comunale di martedì 18 che riporterà il dibattito politico in aula Falcone Borsellino con la relazione annuale del primo cittadino.


Muti anche Simone Di Paola e Valeria Gulotta che non hanno rilasciato alcuna dichiarazione dopo aver appreso di non essere più assessori con una nota stampa 30 minuti prima della seduta consiliare. Si sono limitati a dei cordiali saluti di ringraziamento su Facebook mentre il loro commento rispetto a quanto accaduto non sarà di certo altrettanto cordiale soprattutto all’indirizzo di Fabio Termine. Sindaco che ad un certo punto se per fatti concludenti dovesse intendere che non ci sono i presupposti di un ricompattamento, potrebbe anche agire in solitaria facendo da sé e concretizzando quell’attività di scouting che le indiscrezioni hanno raccontato.


A complicare il tutto, la mozione di sfiducia che a questo punto su più fronti aleggia. I tre consiglieri la vogliono, nell’ultima seduta più consiglieri di opposizione hanno più volte detto basta e da oggi Blo’ e Brucculeri sono tornati a dire che una mozione esiste già e basta soltanto firmarla. Insomma, la sindacatura Termine sembra avere le ore contate.

Turismo oltre l’estate, la sfida parte da Sciacca: convegno domani alla presenza assessore Amata

Si terrà domani, alle ore 10, presso l’Auditorium “Buonocore” dell’Istituto “Amato Vetrano” di Sciacca, il convegno dal titolo “La Grande Sfida del Turismo Siciliano: Destagionalizzazione e Delocalizzazione”.
Un appuntamento promosso in sinergia con l’istituto scolastico e con il coinvolgimento di esperti, operatori e rappresentanti del settore turistico regionale, per affrontare una delle tematiche più attuali e decisive per il futuro dell’economia isolana.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali della dirigente scolastica Nellina Librici e del sindaco di Sciacca Fabio Termine. Seguirà un ampio momento di confronto tra mondo della scuola, impresa e istituzioni, con interventi che offriranno punti di vista e strategie per rendere il turismo siciliano competitivo durante tutto l’anno.

Tra i relatori il docent Girolamo Interrante, Antonella Libasci del Gruppo Mangia’s, Giulio Polegato, Verdura Golf Resort e Giuseppe Caruana, presidente Confcommercio Provinciale Agrigento e ancora Francesco Picarella, presidente Federalberghi Agrigento, Rosa Di Stefano, Federalberghi Palermo e Giampiero Cannella, assessore alle politiche culturali del Comune di Palermo.

A concludere i lavori sarà Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, con un intervento dedicato alle strategie per la crescita e la destagionalizzazione del turismo in Sicilia.
A moderare l’incontro sarà Salvatore Monte.

L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto per riflettere sulle sfide e sulle opportunità del turismo siciliano, chiamato oggi a costruire un modello sostenibile, innovativo e capace di generare valore durante tutto l’anno.
Il dialogo tra istituzioni, operatori, scuole e mondo produttivo si conferma strumento fondamentale per condividere esperienze, elaborare strategie comuni e promuovere una visione di sviluppo fondata su qualità, cultura e identità territoriale

Malati di Alzheimer: non devono più pagare la retta dell’RSA, la copre il Servizio Sanitario Nazionale – nuova sentenza storica

Il Tribunale di Pordenone stabilisce che l’intera retta dei malati di Alzheimer ricoverati in RSA deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Una svolta che cancella anni di spese insostenibili per migliaia di famiglie italiane.

Una decisione che cambia tutto per le famiglie con un caro affetto da Alzheimer.
Con la sentenza n. 503 del 25 settembre 2025, il Tribunale di Pordenone ha stabilito che la retta per i pazienti ricoverati in RSA deve essere coperta interamente dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), senza alcun contributo economico da parte dei familiari.

Per anni, le famiglie sono state costrette a pagare di tasca propria fino alla metà della retta, suddivisa tra “quota sanitaria” e “quota alberghiera”. Ora, questa distinzione è stata dichiarata illegittima.


⚖️ La decisione: “La sanità non si può spezzettare”

I giudici friulani hanno ribadito un principio fondamentale: nei casi di Alzheimer e altre forme gravi di demenza, l’assistenza quotidiana è parte integrante della cura medica.
Ogni gesto — dal nutrire il paziente al supporto nell’igiene personale — ha valore terapeutico e non può essere considerato un semplice servizio alberghiero.

“Aiutare un malato di Alzheimer a mangiare non è ristorazione: è una necessità clinica”, scrive il Tribunale.
“L’assistenza continua e integrata è terapia e deve essere interamente a carico del SSN.”

Con questa pronuncia, il Tribunale ha demolito la prassi con cui le strutture sanitarie scaricavano sui parenti la parte “assistenziale” della retta, dichiarando che l’assistenza socio-sanitaria è un tutt’uno e non può essere divisa in quote economiche.


🏛️ I riferimenti di legge che tutelano i malati di Alzheimer

La sentenza applica principi già sanciti da norme nazionali e decisioni precedenti:

  • Art. 30 della legge 730/1983: se l’attività sanitaria è prevalente, la spesa deve essere interamente coperta dal SSN.
  • Cassazione n. 4558/2012: per i malati di Alzheimer non è possibile distinguere tra assistenza medica e socio-assistenziale.
  • Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), definiti dal DPCM 12 gennaio 2017: prevedono che tutte le prestazioni sanitarie indispensabili siano garantite gratuitamente.

In base a queste norme, il diritto alla salute prevale su qualsiasi vincolo economico di Comuni o Regioni: nessuna amministrazione locale può chiedere contributi o rimborsi alle famiglie.


🧾 Effetti pratici della sentenza: contratti nulli e stop alle richieste di pagamento

La decisione del Tribunale di Pordenone ha conseguenze immediate e potenzialmente estese a tutto il territorio nazionale:

  1. I contratti firmati dai familiari per pagare la retta diventano nulli, poiché stipulati in violazione della legge.
  2. Le RSA e i Comuni non possono più chiedere contributi ai parenti del paziente.
  3. È vietata l’azione di rivalsa, cioè la richiesta di rimborso delle somme anticipate dagli enti locali.
  4. Chi ha già pagato in passato può valutare un’azione di rimborso.

La legge n. 833/1978, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, impone infatti che la tutela della salute sia universale e gratuita.
Il Tribunale ha inoltre richiamato i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dalla Carta Sociale Europea, che vietano discriminazioni economiche a danno dei malati gravi.


👨‍👩‍👧‍👦 Cosa significa per le famiglie italiane

La pronuncia rappresenta una svolta epocale per migliaia di famiglie che da anni affrontano spese insostenibili per garantire cure adeguate ai propri cari.
In molti casi, le rette delle RSA superano 3.000 euro al mese, prosciugando risparmi e pensioni.

Con la sentenza di Pordenone, l’intero costo del ricovero per i malati di Alzheimer deve essere coperto dal SSN, eliminando la distinzione tra “quota sanitaria” e “quota assistenziale”.

Le famiglie che hanno ricevuto richieste di pagamento o azioni di recupero crediti da parte dei Comuni possono ora opporsi, citando il principio di inscindibilità dell’assistenza sanitaria riconosciuto dalla giurisprudenza.


📌 In sintesi

  • 🧠 La retta RSA per i malati di Alzheimer è interamente a carico del SSN
  • ❌ È illegittima la distinzione tra quota sanitaria e quota alberghiera
  • ⚖️ Le famiglie non devono pagare e possono chiedere il rimborso delle somme già versate
  • 📜 La sentenza si basa su leggi nazionali e sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)
  • 🇮🇹 Il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione e non può essere limitato da motivi di bilancio

📣 Una sentenza che fa giurisprudenza

Il caso del Tribunale di Pordenone apre la strada a nuove cause in tutta Italia e rappresenta un precedente fondamentale per il riconoscimento dei diritti dei malati non autosufficienti.
Secondo gli esperti del settore socio-sanitario, la decisione potrebbe ridisegnare il sistema di compartecipazione alle spese, alleggerendo il carico economico sulle famiglie e rafforzando il principio di equità nel diritto alla cura.