Crisi politica a Sciacca, anche stamattina Termine resta a casa ma atteso stasera in consiglio

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Resta vuota la stanza del sindaco al secondo piano di palazzo di città. Anche stamattina il primo cittadino Fabio Termine non si è recato al Comune. Al lavoro stamattina in ufficio i suoi assessori: Fabio Leonte, Salvino Patti e Francesco Dimino.

Fabio Termine e’ atteso nel pomeriggio a palazzo di città quando alle 19 e’ previsto l’inizio dei lavori del consiglio comunale. Tra le altre cose, e’ prevista la cerimonia di inaugurazione per il ritorno in sala Falcone Borsellino dopo i lavori di restyling partiti l’estate scorsa.

Nessun contatto tra il primo cittadino e i tre assessori e cinque consiglieri che hanno firmato il documento politico che ha aperto la crisi politica lunedì scorso.

Al momento, ci sono solo indiscrezioni. Fatto sta che Termine parlerà e scioglierà la situazione in consiglio laddove tutto è partito. All’ordine del giorno del consiglio comunale vi e’ intanto, il bilancio consolidato 2024 e relazione annuale 2023/2024. Tema quest’ ultimo caldo vista la sanzione che ha interessato il Comune di Sciacca per il mancato adempimento dell’atto sindacale.

Voci delle ultime ore vorrebbero Termine sul punto di un azzeramento dei tre assessori Pd “ribelli”. Una questione legata al rapporto fiduciario venuto meno per il dissenso espresso. Indiscrezioni che devono ancora trovare conferma. Tutto e’ ancora aperto e soltanto quando Termine entrerà in aula si capirà il futuro della giunta.

Complesso monumentale San Domenico, FdI: “Da spazio abbandonato a motore produttivo per Sciacca”

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Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia del Comune di Sciacca rilancia il tema del futuro del complesso monumentale di San Domenico, da anni al centro di un dibattito irrisolto e ancora oggi privo di una destinazione funzionale. Per i consiglieri Calogero Bono e Gaetano Cognata è arrivato il momento di avviare un percorso concreto di valorizzazione che trasformi l’ex convento da struttura inutilizzata a volano produttivo, culturale ed economico per la città.

Il complesso, considerato un patrimonio architettonico di grande pregio, versa da decenni in uno stato di abbandono. La proprietà dell’immobile è frammentata: il piano terra appartiene al Comune di Sciacca, mentre gran parte del primo piano è di proprietà della Provincia di Agrigento; una piccola porzione, invece, è del Demanio dello Stato, oggetto nei mesi scorsi di un bando per l’utilizzo temporaneo.

Fratelli d’Italia ritiene “non più rinviabile” un intervento di riconversione strutturale capace di conciliare tutela del patrimonio e sviluppo economico. La proposta del gruppo consiliare punta alla creazione di una struttura ricettiva all’interno del complesso, un utilizzo considerato compatibile e potenzialmente in grado di generare indotto e occupazione.

In quest’ottica, i consiglieri chiedono all’amministrazione comunale di promuovere un tavolo di concertazione con tutti gli enti proprietari, così da definire un progetto condiviso e avviare la ricerca di un partner privato disposto a investire nella riqualificazione.

FdI critica inoltre l’atteggiamento dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Fabio Termine, accusandola di concentrarsi su “litigi interni” anziché su iniziative strategiche per il futuro della città. Secondo Bono e Cognata, i contrasti registrati negli ultimi giorni non riguarderebbero solo la maggioranza locale, ma anche i rapporti con gli alleati, come i Verdi di Daniela Campione e il Movimento 5 Stelle rappresentato da Alessandro Curreri.

Il gruppo annuncia infine che chiederà formalmente la discussione della proposta nelle sedi consiliari competenti, con il coinvolgimento di tecnici e specialisti. “Sciacca deve poter condividere una visione chiara e concreta del proprio futuro”, concludono.

Assegno Unico 2026, aumenti in arrivo con l’adeguamento all’inflazione: ecco gli importi aggiornati e le nuove soglie ISEE

Dal 1° gennaio 2026 l’Assegno Unico Universale subirà un aumento dell’1,7% legato all’inflazione. Previsti importi più alti per tutte le fasce ISEE e maggiorazioni automatiche per le famiglie con figli disabili o numerosi.

Buone notizie per le famiglie italiane: dal 1° gennaio 2026 l’Assegno Unico Universale (AUU), erogato mensilmente dall’INPS per i figli a carico, aumenterà dell’1,7% in linea con l’andamento dell’inflazione rilevato dall’Istat.
La misura, introdotta con il Decreto Legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021, è uno dei pilastri del sistema di welfare familiare e sostiene ogni anno oltre sei milioni di nuclei familiari.

L’adeguamento automatico degli importi, previsto dalla legge istitutiva, assicura che il beneficio mantenga il proprio valore reale anche in un contesto economico caratterizzato da rincari generalizzati.


💶 Quanto aumenta l’Assegno Unico nel 2026

Secondo le prime stime ufficiali, la rivalutazione dell’1,7% comporterà un incremento di tutti gli importi riconosciuti.
Ecco i nuovi valori indicativi:

  • Importo massimo per ciascun figlio: da 201,0 euro a 204,4 euro;
  • Importo minimo (per le famiglie con ISEE più alto): da 57,5 euro a 58,5 euro.

Il meccanismo di adeguamento riguarda automaticamente tutte le fasce, senza la necessità di presentare una nuova domanda o aggiornare l’ISEE (a meno che non siano intervenuti cambiamenti nella composizione familiare).


📊 Nuove soglie ISEE 2026

Insieme agli importi, saranno aggiornate anche le soglie ISEE che determinano la misura dell’assegno.
La soglia minima passerà da 17.090 euro a 17.520 euro, mentre tutte le altre fasce verranno riallineate in proporzione.

Alcuni esempi pratici:

  • Con ISEE tra 21.700 e 21.800 euro, l’importo mensile per figlio salirà da 179,7 euro a 182,8 euro;
  • Con ISEE tra 26.100 e 26.300 euro, l’importo passerà da 157,9 euro a 160,6 euro.

L’aumento, seppur contenuto, rappresenta un adeguamento necessario per preservare il potere d’acquisto delle famiglie.


👶 Maggiorazioni per figli disabili e famiglie numerose

Anche le maggiorazioni per situazioni specifiche saranno rivalutate automaticamente:

  • +122,7 euro al mese per figli non autosufficienti (contro 120,6 euro);
  • +111 euro per disabilità grave (da 109,1 euro);
  • +99,4 euro per disabilità media (da 97,7 euro).

Rivalutate anche:

  • Le maggiorazioni per nuclei con più di tre figli;
  • Il bonus per madri con meno di 21 anni;
  • Il supplemento riconosciuto ai genitori soli lavoratori, introdotto con il Decreto Lavoro 2023 (D.L. n. 48/2023), valido per un massimo di 5 anni in caso di decesso dell’altro genitore.

Tutti gli aggiornamenti saranno applicati in modo automatico dall’INPS, senza dover presentare nuove richieste.


🧾 Come funziona l’Assegno Unico

L’Assegno Unico Universale è una misura economica mensile e cumulabile con altre prestazioni assistenziali.
Spetta a tutti i nuclei familiari:

  • per ogni figlio minorenne a carico;
  • per figli maggiorenni fino ai 21 anni, se studenti, tirocinanti, disoccupati o in cerca di lavoro;
  • per figli con disabilità, senza limiti di età.

L’importo erogato dipende dall’ISEE familiare, ma il beneficio è riconosciuto anche in assenza di ISEE, in misura minima.

Per il 2024, secondo i dati dell’Osservatorio INPS, sono stati erogati 11,5 miliardi di euro a oltre 9,8 milioni di figli, segno di un intervento strutturale ormai radicato nel sistema sociale italiano.


📅 Nessuna nuova domanda: adeguamento automatico da gennaio

L’INPS ha già confermato che tutti gli aggiornamenti legati all’inflazione saranno recepiti automaticamente dal sistema informatico, senza che le famiglie debbano fare nulla.
Chi ha già una domanda attiva riceverà gli importi rivalutati da gennaio 2026, mentre chi presenta una nuova richiesta dal 1° gennaio accederà direttamente alle nuove soglie aggiornate.


💬 Un piccolo aiuto che fa la differenza

Pur trattandosi di incrementi modesti, la rivalutazione dell’Assegno Unico 2026 rappresenta un segnale importante in un momento di difficoltà economica generalizzata.
L’obiettivo è mantenere stabile il sostegno economico alle famiglie con figli, contrastando gli effetti dell’inflazione e favorendo la natalità.

Anna Ruvolo della Skenè Academy di Sciacca tra i solisti dello Zecchino d’Oro

Anna Ruvolo, di Ribera, giovane allieva della Skené Academy di Sciacca, è stata selezionata come una delle soliste della 68ª edizione della storica rassegna musicale dedicata ai bambini, in programma su Rai 1 il 28, 29 e 30 novembre.

Il risultato è il frutto di “tanti sacrifici, studio, impegno e soprattutto di un grande amore per il canto”, come ha sottolineato, in un post, il suo insegnante, Ignazio Catanzaro.

Seguita con dedizione nel suo percorso artistico, Anna si è distinta per il suo talento e la passione per la musica, qualità che le hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo.

Ribera e tutta la Skené Academy si preparano ora a fare il tifo per lei, davanti agli schermi, nelle tre serate del concorso canoro trasmesso in diretta su Rai 1.

Contraffazione, diecimila peluche Labubu sequestrati a Palermo dalla Guardia di Finanza

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, grazie a una capillare attività investigativa condotta nel settore della lotta alla contraffazione, hanno sequestrato oltre 10.000 Labubu (di cui 3.000 presso un negozio di giocattoli all’interno di un noto centro commerciale palermitano).

I peluche, originariamente disegnati da un artista di Hong Kong e venduti in tutto il mondo dal colosso nella
produzione e vendita di giocattoli Pop Mart, sono diventati in poco tempo una vera e propria tendenza, creando
una corsa all’acquisto dopo essere stati indossati sui social da star internazionali della musica e del cinema.
In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, attraverso un’analisi sulla distribuzione e vendita di
giocattoli a Palermo nonché in virtù del costante monitoraggio dei profili social creati dagli operatori del settore, hanno individuato sette esercizi commerciali che disponevano anche degli iconici peluche, focalizzando
l’attenzione soprattutto sul prezzo di vendita, considerando che gli originali, a seconda della tipologia e della
dimensione vengono venduti con un prezzo di partenza di circa 35 euro fino ad arrivare a diverse migliaia di euro per i pezzi meno diffusi o a tiratura limitata.

A seguito dei preliminari sopralluoghi effettuati all’interno dei negozi di giocattoli individuati, i finanzieri ne
hanno selezionati sette, i quali, per prezzi praticati, fattura e packaging dei prodotti destavano particolari sospetti circa la loro originalità e provenienza.

I controlli eseguiti presso i sette esercizi commerciali hanno fatto emergere come nella quasi totalità dei casi i
Labubu fossero imitazioni perfette degli originali, realizzati con materiali di qualità inferiore ma riprodotti con
una cura tale da rendere difficile per un comune acquirente distinguere gli esemplari autentici da quelli falsi. I
prodotti, acquistati senza fattura da canali non ufficiali o da piattaforme e-commerce, perlopiù facenti parte della grande distribuzione, venivano venduti a prezzi di poco inferiori a quelli praticati per gli originali e riportavano loghi, colori e confezioni del tutto simili a questi ultimi, spesso corredati da etichette e codici identificativi non conformi o del tutto falsificati.

In particolare, in un caso, l’intervento dei Baschi Verdi è stato effettuato in un negozio di giocattoli appartenente a una nota catena di distribuzione e posto all’interno di un centro commerciale cittadino.

Proprio in questo esercizio commerciale è stato rinvenuto il maggior numero di pupazzetti falsi, ben 3000 tra negozio e magazzino, dove sono stati trovati molti cartoni colmi sia di Labubu imbustati che di scatole per il confezionamento, segno evidente che gli addetti al negozio provvedevano anche a creare i pacchetti sorpresa, diventati molto popolari proprio grazie alla loro distribuzione tramite blind box, ossia scatole a sorpresa, che hanno finito per creare una vera e propria dipendenza dall’acquisto per i collezionisti di tutto il mondo. Tra gli esemplari sequestrati anche alcune copie più piccole di un modello, in teoria introvabile, venduto nel mese di giugno a un’asta di Pechino al prezzo di 130.000 euro.

Soprattutto in questo caso la collocazione all’interno di un punto vendita regolare e inserito in un contesto
commerciale di fiducia, unita alla cura nella realizzazione delle confezioni, avrebbe potuto facilmente indurre in
errore i consumatori convinti di acquistare un prodotto ufficiale.

I sette titolari degli esercizi commerciali ispezionati e destinatari dei sequestri degli oltre 10.000 Labubu falsi
che, qualora immessi sul mercato, avrebbero potuto fruttare oltre 500.000 euro, sono stati denunciati per vendita di prodotti recanti marchi contraffatti.

L’attività s’inquadra nel quotidiano contrasto al dilagante fenomeno della contraffazione a
tutela dei consumatori e delle aziende che si collocano sul mercato in maniera corretta e che, solo nell’ultimo
anno, ha portato i Baschi Verdi di Palermo a denunciare 37 titolari di esercizi commerciali e a
sequestrare oltre 500.000 articoli contraffatti, tra pelletteria, capi d’abbigliamento e profumi recanti marchi delle più note griffe italiane e internazionali.

Palermo, violento temporale paralizza la città: salvato un neonato rimasto bloccato in auto in via La Malfa

Un intenso temporale ha messo in ginocchio Palermo nel pomeriggio, causando allagamenti improvvisi e notevoli rallentamenti al traffico. Tra gli episodi più critici, quello avvenuto in via Ugo La Malfa, dove l’acqua ha invaso la carreggiata all’altezza del sottopassaggio che porta su viale Regione Siciliana, direzione Trapani.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con una squadra operativa e gli specialisti del Nucleo sommozzatori. I soccorritori hanno raggiunto un’auto rimasta immobilizzata dall’acqua alta, all’interno della quale si trovavano una coppia e il loro bambino di quattro mesi. I tre sono stati messi in sicurezza e successivamente consegnati al personale del 118 per gli accertamenti necessari.

Il maltempo ha provocato difficoltà in diversi quartieri: Mondello, soprattutto nell’area di Partanna, è stata tra le zone più colpite, così come la Zisa e l’Uditore. Numerose strade si sono rapidamente trasformate in tratti impraticabili.

Problemi anche lungo viale Regione Siciliana, in particolare sulla bretella in direzione Palermo vicino al Leroy Merlin, dove si sono formate lunghe file già dal tratto del Motel Agip. Rallentamenti e allagamenti sono stati segnalati inoltre in via Lanza di Scalea e via Brunelleschi.

Il temporale ha colto molti automobilisti di sorpresa e i vigili del fuoco, impegnati in una lunga serie di interventi, invitano alla massima prudenza in caso di nuovi rovesci.

Sanità, sfogo di Cuffaro nelle intercettazioni del Ros

Nuove rivelazioni agitano il dibattito sulla gestione della sanità siciliana. In alcune intercettazioni dei carabinieri del Ros, risalenti all’ottobre 2023, l’ex presidente della Dc, Totò Cuffaro, si lascia andare a uno sfogo contro la deputata di Forza Italia Margherita La Rocca Ruvolo, criticandone il presunto ruolo nella partita delle nomine ai vertici delle aziende sanitarie.

La conversazione, registrata durante una telefonata con Roberto Colletti, all’epoca direttore generale dell’Arnas Civico, si colloca nel pieno delle frizioni interne alla maggioranza regionale per le nomine in sanità. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’ex governatore lamentava che alcune designazioni fossero state gestite in autonomia dalla parlamentare azzurra.

La conversazione si inserisce nel clima già surriscaldato dopo le dichiarazioni televisive del capogruppo della Democrazia cristiana, Carmelo Pace, che aveva parlato di un presunto “tavolo ristretto” incaricato di occuparsi della sanità regionale. Affermazioni che scatenarono la dura replica della Ruvolo:
«Nessuno pensi di tornare a parlare di sanità e nomine nel retrobottega di qualche negozio».

L’intervento, secondo le ricostruzioni, avrebbe messo in allarme l’assessora alla Famiglia e alle Politiche sociali Nuccia Albano, spingendo Cuffaro a intervenire pubblicamente nel tentativo di placare lo scontro. In una nota stampa, l’ex presidente invitò infatti il governatore Renato Schifani a valutare addirittura il sorteggio per la scelta dei dirigenti delle aziende sanitarie, proposta presentata come una soluzione “per evitare polemiche e garantire trasparenza”.

Genitori separati o divorziati, dal 2026 arriva un nuovo aiuto economico per l’affitto di casa: ecco come funziona

La Legge di Bilancio 2026 introduce un fondo da 20 milioni di euro per sostenere i genitori separati o divorziati che non hanno l’assegnazione della casa familiare ma continuano a mantenere i figli.

Dal 1° gennaio 2026 sarà operativo un nuovo contributo per l’affitto di casa destinato ai genitori separati o divorziati in difficoltà economica.
Si tratta di una misura introdotta con l’articolo 56 della Legge di Bilancio 2026, pensata per offrire un aiuto concreto a chi, dopo la fine del matrimonio o dell’unione civile, si trova senza un’abitazione propria ma deve comunque garantire un tetto ai figli.

Il provvedimento prevede la creazione di un fondo permanente da 20 milioni di euro l’anno, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’obiettivo di alleviare le spese abitative dei genitori che non hanno ricevuto l’assegnazione della casa familiare.


👩‍👧‍👦 Chi potrà richiedere il nuovo contributo affitto

Il beneficio è riservato a una categoria ben precisa di destinatari:

  • Genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare;
  • Che abbiano figli fiscalmente a carico fino ai 21 anni;
  • Che si trovino in una condizione economica documentata di difficoltà abitativa.

Il requisito dei “figli a carico” è determinante: il contributo sarà infatti rivolto a quei genitori che continuano a sostenere economicamente i propri figli, anche se non vivono più nella stessa casa.
Come spiegano le anticipazioni del Governo, l’obiettivo è quello di sostenere le famiglie monogenitoriali e di prevenire situazioni di disagio abitativo, oggi in costante aumento.


💶 Come funzionerà il contributo: importi e modalità

Il meccanismo del nuovo aiuto economico sarà definito da un decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Il decreto, atteso nei primi mesi del 2026, dovrà stabilire:

  • i requisiti reddituali e patrimoniali per accedere al beneficio (probabilmente legati all’ISEE);
  • la modalità di presentazione della domanda (probabile procedura online tramite piattaforma dedicata);
  • l’importo massimo del contributo per ciascun beneficiario;
  • i termini e tempi di erogazione.

Secondo le prime ipotesi, il contributo potrà assumere due forme:

  1. Erogazione diretta sul conto corrente del beneficiario (mensile o una tantum);
  2. Sgravio fiscale sulle spese di affitto documentate.

In ogni caso, i finanziamenti dovranno rispettare il limite di spesa complessivo di 20 milioni di euro annui.


🧾 Quali documenti saranno necessari

Per accedere al nuovo sostegno abitativo, sarà necessario presentare una richiesta formale corredata da documentazione che dimostri la propria situazione familiare e reddituale.
Tra i documenti che con ogni probabilità saranno richiesti:

  • Sentenza di separazione o divorzio;
  • Certificazione di mancata assegnazione della casa familiare;
  • Documentazione fiscale che attesti i figli fiscalmente a carico;
  • Attestazione ISEE aggiornata;
  • Copia del contratto di locazione e relative ricevute di pagamento.

Preparare questa documentazione in anticipo sarà fondamentale per poter presentare la domanda nei tempi utili non appena il decreto sarà pubblicato.


🕒 Quando sarà possibile presentare domanda

Anche se la misura entrerà ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2026, le domande non potranno essere inviate subito.
Bisognerà attendere la pubblicazione del decreto attuativo, che definirà i tempi e le modalità operative.

Il Governo punta a rendere il fondo disponibile entro la prima metà del 2026, in modo che i genitori interessati possano accedere all’aiuto già nel corso dell’anno.
Considerata la dotazione limitata del fondo, sarà però importante presentare la domanda il prima possibile, poiché le risorse potrebbero esaurirsi rapidamente.


❤️ Un aiuto concreto per chi ricomincia da zero

Con questo nuovo contributo, il Governo intende sostenere i genitori separati o divorziati che si trovano in una delle condizioni più difficili da affrontare: ricominciare una nuova vita senza perdere il ruolo genitoriale.

L’iniziativa rappresenta una misura di equità sociale, pensata per tutelare i figli e garantire loro stabilità abitativa, anche quando la famiglia si divide.
Si tratta, quindi, non solo di un aiuto economico, ma di un segnale di attenzione verso chi vive situazioni di fragilità dopo una separazione.

Maltempo in Sicilia, allagamenti a Licata e criticità in diverse province

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L’ondata di maltempo in Sicilia, prevista dalla Protezione Civile Regionale con allerta gialla, sta colpendo l’isola con piogge intense, allagamenti e disagi diffusi. Le zone più colpite risultano essere quelle di Licata, nel territorio agrigentino, dove si registrano strade invase dal fango, abitazioni allagate e difficoltà nella circolazione.

Per fronteggiare l’emergenza, sono stati attivati quattro Centri Operativi Comunali nei comuni di Licata, Santa Lucia del Mela, Saponara e Milazzo.

La sala operativa unificata della Protezione civile mantiene il monitoraggio costante del territorio, in contatto con sindaci, vigili del fuoco e presìdi locali.

Licata tra i centri più colpiti

A Licata, dove il maltempo in Sicilia ha causato i maggiori danni, numerose squadre di volontari della Protezione civile stanno operando insieme ai Vigili del fuoco e alla Polizia locale. Le operazioni riguardano il soccorso ai residenti, la rimozione del fango e dell’acqua e la messa in sicurezza delle aree urbane e rurali più compromesse.

Il Servizio Regionale di Protezione civile di Agrigento ha attivato diverse organizzazioni di volontariato: la Procivis di Licata, la Guardia costiera ausiliaria, l’Odv di Camastra e i Falchi di Palma di Montechiaro.

Sono impegnate sul campo squadre dotate di pick-up e idrovore, strumenti indispensabili per ripristinare la viabilità e liberare le strade allagate.

Disagi anche nel Messinese e nel Siracusano

Il maltempo in Sicilia non ha risparmiato le altre province. Nel Palermitano si è registrato il crollo di una porzione di muro in via San Martino, mentre nel Messinese — a Monforte San Giorgio — l’allagamento del sottopasso di via del Mare ha richiesto l’intervento di volontari e forze dell’ordine.

A Rometta si segnalano malfunzionamenti della rete fognaria, mentre nel Siracusano, a Mazzarino, squadre di Protezione civile sono intervenute per rimuovere fango e detriti dalle strade comunali.

Monitoraggio costante della Protezione Civile Regionale

La sala operativa unificata regionale continua a garantire un presidio permanente su tutto il territorio, valutando l’evolversi delle condizioni meteo e idrogeologiche. Nonostante l’allerta gialla, il direttore regionale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, aveva già avvertito che in alcune aree i rischi potevano essere elevati per via del cattivo drenaggio delle acque.

Il Dipartimento ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione anche nelle prossime ore, con l’invito ai cittadini a limitare gli spostamenti e a seguire le comunicazioni ufficiali.

Realmonte, parapendisti precipitati tra mare e scogliera: scattano i soccorsi per un gruppo di turisti polacchi

Quello che sarebbe dovuto essere un pomeriggio di svago ed emozioni si è trasformato in attimi di paura a Realmonte. Un gruppo di turisti polacchi, impegnato in un’attività di parapendio, è rimasto vittima di una serie di cadute tra mare, scogliera e zone impervie della costa tra La Spiaggetta e Giallonardo.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, quando alcuni partecipanti sono precipitati in mare nelle acque antistanti La Spiaggetta. Sul posto è intervenuta immediatamente una motovedetta della Capitaneria di porto di Porto Empedocle, che ha recuperato due turisti finiti in acqua.

Altri tre parapendisti sono stati ritrovati, fortunatamente illesi, nella zona di Giallonardo. A individuarli sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, impegnati nelle ricerche insieme ai carabinieri e ai volontari della Protezione civile di Siculiana.

La macchina dei soccorsi è ancora in piena attività: si teme infatti che alcuni componenti del gruppo — complessivamente composto da una quindicina di turisti — possano essere rimasti incastrati in una scogliera. Al momento non vi è alcuna conferma definitiva, ma le verifiche sono in corso.

A Realmonte la tensione resta alta. Diverse ambulanze sono presenti nell’area e un elisoccorso del 118, decollato da Caltanissetta, è atterrato per supportare le operazioni di soccorso e l’eventuale trasferimento dei feriti.

Le ricerche continuano senza sosta in una vera e propria corsa contro il tempo, mentre si cerca di riportare in sicurezza tutti i membri del gruppo.