Centrodestra saccense compatto: “Unità e impegno per una città più vivibile”

Si è svolta nella serata di ieri una riunione operativa tra i consiglieri comunali di opposizione del centrodestra e i rappresentanti delle liste che compongono la coalizione: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Democrazia Cristiana, MPA e Lista Messina/Sciacca 2022.

Un incontro molto partecipato e considerato proficuo dai presenti, che hanno affrontato i temi centrali del prossimo consiglio comunale. Alla riunione ha fatto seguito anche una cena tra gli esponenti politici, un momento conviviale per rafforzare l’intesa.n

Al centro del confronto, il Piano Aro, che disciplinerà la gestione dei rifiuti per i prossimi otto anni, e la questione dei capannoni del Carnevale, tema di grande interesse e attualità per la città.

Durante la riunione è emersa la volontà comune di mantenere unità e coesione politica, consolidando un percorso condiviso in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

“Vogliamo mettere in sinergia le migliori energie e risorse – dichiarano i consiglieri – per restituire a Sciacca un livello di vivibilità superiore a quello attuale”.

Un messaggio di unità e responsabilità che, secondo la coalizione di opposizione, si contrappone alla “frammentazione e litigiosità” che in questo momento caratterizzano la maggioranza che governa la città.

Il centrodestra saccense conferma dunque la volontà di proseguire nel proprio ruolo di opposizione costruttiva ma vigile, pronta a proporre soluzioni e iniziative “nell’esclusivo interesse della comunità saccense”.

Controlli dei carabinieri nell’Agrigentino: un arresto, due denunce e due segnalazioni per droga

Intensificati  i controlli dei carabinieri de Comando provinciale di Agrigento, impegnati in una vasta operazione di prevenzione dei reati e contrasto all’illegalità diffusa sul territorio. Il bilancio complessivo dell’attività è di un arresto, due denunce e due segnalazioni amministrative per uso personale di sostanze stupefacenti.

Ad Agrigento e Castrofilippo, due giovani sono stati segnalati alla Prefettura dopo essere stati trovati in possesso di modiche quantità di cocaina e marijuana, destinate all’uso personale.

A Licata, invece, i militari hanno denunciato un uomo per porto ingiustificato di un coltello a serramanico, che è stato sequestrato. Nella stessa località, un 21enne è stato segnalato all’autorità giudiziaria per detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dopo essere stato trovato in possesso di circa 40 grammi di marijuana.

L’intervento più rilevante si è registrato a Realmonte, dove i carabinieri della stazione locale hanno arrestato in flagranza di reato un 73enne, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di minaccia aggravata, detenzione e porto di arma clandestina, nonché ricettazione.

L’uomo, nel corso di una lite familiare, avrebbe minacciato i presenti con una pistola. All’arrivo dei militari, ha tentato di disfarsi dell’arma – una pistola semiautomatica “Beretta” con matricola parzialmente abrasa – lanciandola in un’aiuola. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di 59 cartucce e di due carabine ad aria compressa.

Dopo le formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, il 73enne è stato condotto presso la casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento, in attesa dell’udienza di convalida.

Abbandono di rifiuti a Caltabellotta, due denunciati dai carabinieri

Nuovo intervento dei carabinieri della Stazione di Caltabellotta nell’ambito delle attività di contrasto all’abbandono di rifiuti a Caltabellotta. A conclusione di un’indagine mirata, i militari hanno denunciato in stato di libertà due persone accusate di gestione non autorizzata di rifiuti.

Le indagini sono partite dopo le segnalazioni di cittadini e la constatazione di ripetuti episodi di deposito incontrollato di materiali di scarto in un’area pubblica del paese. I carabinieri, attraverso un’azione di monitoraggio del territorio e l’installazione di telecamere nella zona di via Reggia Trazzera, sono riusciti a documentare i comportamenti illeciti dei due soggetti, immortalati mentre scaricavano materiali di varia natura senza alcuna autorizzazione.

Telecamere e sequestro dell’area pubblica

L’area interessata, di circa 25 metri quadrati e di proprietà regionale, è stata sottoposta a sequestro preventivo. I video raccolti hanno fornito prove decisive che hanno permesso di risalire all’identità dei responsabili e di procedere alle denunce.

L’operazione si inserisce nel quadro delle iniziative di prevenzione e repressione dei reati ambientali condotte dai carabinieri, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e il decoro urbano. L’attenzione è massima anche nei centri minori, come Caltabellotta, dove il fenomeno dell’abbandono di rifiuti rappresenta una minaccia concreta per l’ambiente e la qualità della vita.

Controlli ambientali e sensibilizzazione dei cittadini

L’Arma dei Carabinieri ha ribadito il proprio impegno nel proseguire i controlli e le attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. L’obiettivo è prevenire nuovi episodi di abbandono rifiuti Caltabellotta e promuovere comportamenti responsabili nella gestione dei rifiuti urbani e speciali.

Il rispetto delle norme ambientali, ricordano i militari, non è soltanto un dovere civico, ma anche una garanzia di sicurezza per tutti. La collaborazione dei cittadini, con segnalazioni tempestive e rispetto delle regole, resta fondamentale per preservare il territorio da degrado e inquinamento.

Agrigento tra crescita e contraddizioni, la pressione fiscale più alta d’Italia

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Agrigento si conferma una provincia dalle forti contraddizioni economiche. Secondo i dati del terzo trimestre 2025 elaborati da Infocamere, la città dei templi si colloca al sesto posto a livello nazionale per crescita imprenditoriale, con un saldo positivo di 197 imprese tra iscrizioni e cancellazioni. Numeri che testimoniano una certa vitalità del tessuto produttivo, ma che si scontrano con altri indicatori preoccupanti.

Cassa integrazione in aumento solo ad Agrigento

In un contesto regionale che segna un calo complessivo delle ore di cassa integrazione, Agrigento va in controtendenza. Nel territorio, infatti, si registra un incremento del 34,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che segnala difficoltà strutturali persistenti in alcuni settori chiave, nonostante la crescita numerica delle imprese.

Pressione fiscale Agrigento: la più alta d’Italia

A rendere più pesante il quadro economico è la pressione fiscale ad Agrigento, oggi la più elevata tra i capoluoghi italiani. Il Total Tax Rate – cioè il peso complessivo di tasse e contributi sul reddito d’impresa – raggiunge il 57,4%, contro una media nazionale molto più bassa.

In termini concreti, gli imprenditori agrigentini lavorano fino al 28 luglio solo per pagare imposte e contributi: è il cosiddetto Tax Free Day, la data simbolica a partire dalla quale si inizia a produrre reddito per sé stessi.CGIL:

“Una provincia viva ma fragile”“Questi dati raccontano una provincia viva, ma anche fragile — dichiara Alfonso Buscemi, segretario generale della CGIL di Agrigento —. La crescita delle imprese è positiva, ma non basta se manca uno sviluppo stabile, capace di sostenere il lavoro di qualità e di alleggerire il peso fiscale su chi produce e lavora.”

Buscemi invoca una strategia integrata che unisca politiche industriali, investimenti infrastrutturali e maggiore equità sociale: solo così la pressione fiscale ad Agrigento potrà trasformarsi da freno in opportunità di crescita sostenibile.

Una sfida per il futuro di Agrigento

L’immagine che emerge è quella di un territorio che si muove tra dinamismo imprenditoriale e fragilità economica, dove la pressione fiscale di Agrigento rappresenta un ostacolo reale per la competitività.

La sfida, ora, è trasformare i segnali contraddittori in un percorso concreto di sviluppo, capace di coniugare impresa, lavoro e giustizia sociale.

Distributori automatici nel mirino in Sicilia, alcuni sindaci li ritengono punti di “malamovida”

Sono diventati simbolo di comodità, ma sempre più comuni siciliani li considerano un problema di ordine pubblico. I distributori automatici H24 di birra e generi alimentari finiscono nel mirino delle amministrazioni locali, ritenuti un punto di ritrovo per giovani e gruppi notturni, spesso teatro di schiamazzi, vandalismi e risse.

Il primo stop era arrivato a Ragusa lo scorso giugno, poi a Termini Imerese e, più di recente, a Vittoria, ancora nella provincia iblea. Ma la lista è destinata ad allungarsi: diversi municipi dell’Isola stanno preparando nuove ordinanze per limitare gli orari di servizio o bloccare le aperture di nuovi punti vendita.

In prima linea ci sono Siracusa e Carini. Proprio nel centro del Palermitano, il sindaco Giovì Monteleone ha riunito ieri l’ufficio Attività produttive e la polizia municipale per valutare la strada più efficace: «Stiamo decidendo – spiega – se ridurre gli orari o fermare le nuove aperture. Ma interverremo, e lo faremo in modo che il provvedimento sia inattaccabile anche in sede di ricorso».

Monteleone denuncia una situazione ormai insostenibile: «In ognuno dei tre distributori in città si registrano episodi di degrado: giovani che si riuniscono, imbrattano, litigano, disturbano. L’episodio più grave – aggiunge – è stato l’incendio di plastica sulla scalinata storica che porta al Castello La Grua-Talamanca: i segni sono ancora visibili».

Una linea dura che presto potrebbe essere seguita anche da altri comuni, decisi a mettere un freno alla malamovida e restituire ai residenti la tranquillità delle notti estive e autunnali.

Anche a Sciacca, i distributori automatici sono stati oggetto di segnalazioni e perfino di una interrogazione consiliare, quella del consigliere Filippo Bellanca, che qualche settimana fa attenzionava lo stato di degrado e sporcizia nei pressi degli stessi collocati nel centro storico.

Agenzia delle Entrate: al via i concorsi per quasi 3.000 assunzioni

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito istituzionale il calendario ufficiale dei concorsi 2025 per l’assunzione a tempo indeterminato di 2.950 nuovi funzionari.
Si tratta di una delle più importanti campagne di reclutamento dell’amministrazione finanziaria degli ultimi anni, con posti distribuiti tra sedi centrali e territoriali in tutta Italia.

Gli aggiornamenti, resi noti lunedì 13 ottobre, confermano le date, le sedi e le modalità di svolgimento delle prove scritte previste per due distinte selezioni pubbliche.


I concorsi attivi: 2.700 funzionari giuridico-tributari e 250 tecnici

Le procedure concorsuali riguardano due specifici bandi:

🔹 Concorso per 2.700 funzionari giuridico-tributari

I vincitori saranno impiegati nelle attività di controllo fiscale, accertamento e servizi tributari.

  • Data delle prove: 29, 30 e 31 ottobre 2025
  • Sedi: 9 città italiane, scelte in base alla residenza indicata nella domanda
  • Prova scritta: questionario a risposta multipla
  • Materie d’esame: diritto tributario, diritto civile e commerciale, diritto amministrativo, contabilità aziendale, informatica e lingua inglese.

🔹 Concorso per 250 funzionari tecnici

Questa selezione è rivolta a figure professionali con competenze in servizi catastali, cartografici, estimativi e osservatorio del mercato immobiliare.

  • Data della prova: 28 ottobre 2025
  • Sedi: distribuite su tutto il territorio nazionale
  • Prova scritta: test a risposta multipla
  • Materie richieste: geodesia, topografia, estimo, architettura tecnica, economia immobiliare, informatica e inglese.

Calendario e regole per la partecipazione

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che non saranno ammessi cambi di sede o orario: ogni candidato dovrà presentarsi esclusivamente nel luogo, nel giorno e all’orario indicati nella comunicazione ufficiale.

Per accedere alla prova è obbligatorio portare:

  • la nota di partecipazione (inviata via PEC pochi giorni prima della prova);
  • un documento d’identità valido;
  • il codice fiscale.

La mancata presentazione sarà considerata rinuncia e comporterà l’esclusione automatica dal concorso.


Tutele per candidati con disabilità, DSA o in gravidanza

L’amministrazione ha previsto misure organizzative dedicate per i candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).
Particolare attenzione è riservata alle candidate in gravidanza o in allattamento, per le quali saranno disponibili:

  • spazi riservati durante la prova;
  • la possibilità di essere accompagnate da un familiare;
  • tempi adeguati per accudire il neonato prima, durante e dopo la prova.

Come si svolgeranno le prove

Le prove saranno interamente scritte e si baseranno su quiz a risposta multipla.
Gli argomenti variano a seconda del profilo scelto, ma in entrambi i casi verranno verificate:

  • le conoscenze giuridiche e tecniche specifiche del ruolo;
  • le competenze informatiche di base;
  • la conoscenza della lingua inglese.

Non è prevista una prova orale.


Dove consultare gli esiti

Gli esiti delle prove e l’attestato di partecipazione saranno pubblicati esclusivamente online, sul portale ufficiale dedicato ai concorsi:
👉 www.formez.concorsismart.it

Da questa piattaforma sarà possibile verificare la propria posizione, scaricare l’attestato e consultare tutte le comunicazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.


Un’occasione per migliaia di candidati

Con questi due bandi, l’Agenzia delle Entrate punta a rafforzare gli uffici territoriali e centrali, favorendo l’ingresso di nuove professionalità nel sistema pubblico.
Si tratta di un’importante opportunità per laureati in discipline giuridiche, economiche o tecniche, pronti a intraprendere una carriera stabile nella Pubblica Amministrazione.


📌 In sintesi

  • Posti disponibili: 2.950 (2.700 giuridico-tributari + 250 tecnici)
  • Tipologia di contratto: tempo indeterminato
  • Prove: solo scritte, a quiz
  • Date: 28, 29, 30, 31 ottobre 2025
  • Esiti: pubblicazione su formez.concorsismart.it

Nel mare trapanese guardia di finanza e polizia sequestrano 670 chili di droga

Guardia di finanza e polizia hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura di Palermo – Direzione distrettuale antimafia – nei confronti di 5 tunisini, gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di ingenti quantitativi di stupefacente.

La notte del 20 ottobre scorso, nell’ambito di servizi finalizzati al contrasto del traffico di migranti e di stupefacenti condotto lungo il litorale della provincia trapanese, anche attraverso il monitoraggio delle imbarcazioni che dalla costa si dirigono verso le acque internazionali, squadra mobile di Trapani e della Sisco di
Palermo hanno rilevato la presenza di un gommone dotato di un potente motore fuori bordo, nello specchio di acque antistanti la città di Marsala.
Raggiunte le acque internazionali, l’imbarcazione è stata poi battuta ai radar degli assetti disposti dal Reparto
operativo aeronavale di Palermo, preallertati dagli uffici investigativi della polizia.

In quel frangente, i finanzieri hanno documentato l’incontro tra il natante e un peschereccio battente bandiera
tunisina e constatato il trasbordo, dal peschereccio al gommone, di alcuni colli di colore azzurro di grosse
dimensioni.
Cessato il trasbordo, il gommone ha fatto rientro verso le coste marsalesi, verosimilmente ignaro del
costante monitoraggio; giunto in acque territoriali, è stato bloccato, dopo un concitato inseguimento ad alta velocità.
Durante la fuga, il conducente è stato osservato mentre tentava di disfarsi di alcuni dei colli trasportati, gettandoli in mare; i colli sono stati prontamente recuperati dai finanzieri, che ne hanno accertato il contenuto, vale a dire panetti di hashish per un peso complessivo di oltre 160 kg.
I finanzieri hanno poi proceduto a bloccare, in acque internazionali in forza della Convenzione internazionale di
Montegobay.
Anche in questa occasione, il motopesca ha tentato una spericolata fuga, durante la quale ha abbandonato,
gettandoli a mare, 11 colli contenenti oltre 600 Kg di hashish; la fuga è terminata a poche miglia dal limite
esterno delle acque territoriali tunisine, quando i finanzieri hanno abbordato il peschereccio prendendone il
controllo.
L’intera operazione si è conclusa con il sequestro di oltre 670 kg di hashish, il più consistente operato nelle acque trapanesi negli ultimi decenni.
Sia il conducente del natante partito dalle coste marsalesi sia i quattro membri dell’equipaggio del peschereccio, tutti di nazionalità tunisina, sono stati sottoposti al fermo di indiziato di delitto emesso dalla Dda di Palermo, che ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei due natanti coinvolti nel
trasporto dell’ingente quantitativo di hashish.
Il provvedimento restrittivo è stato convalidato dal gip del Tribunale di Trapani, che ha disposto la misura
cautelare della custodia in carcere per quattro dei cinque tunisini; un quinto tunisino, membro dell’equipaggio
del peschereccio, è stato scarcerato e collocato presso il centro di permanenza di Milo, in attesa
di ulteriori determinazioni dell’autorità giudiziaria competente.

Riparata la condotta in contrada Carbone, riprende la distribuzione idrica a San Marco

E’ stata completata nel pomeriggio di ieri, lunedì 27 ottobre, la riparazione della condotta idrica nella contrada Carbone, a Sciacca. Gli operai che sono intervenuti per conto di Aica hanno sostituito un tratto di condotta che presentava un grande foro. Oggi riprenderà la distribuzione cominciando dalle zone più basse di Capo San Marco e Carbone.

Il servizio di distribuzione dell’acqua con le autobotti Aica e le Squadre di soccorso è andato avanti anche ieri.

Nelle prossime ore sarà verificata la tenuta della condotta che presenta criticità. Se non si verificheranno altri intoppi nell’arco di un paio di giorni la distribuzione idrica si normalizzerà anche in questa zona di Sciacca.

“Falsi posti di lavoro in cambio di denaro”, il pm chiede 8 anni per un riberese


Il pubblico ministero Michele Marrone ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla truffa a carico di Alfonso Caruana, di 48 anni, di Ribera, nel processo su presunte false assunzioni a Poste Italiane in cambio di denaro. Cinque persone avrebbero versato complessivamente 45 mila euro.

Imputata anche Pasqualina Serpico, di 52 anni, di Castelvetrano, per la quale il pm ha chiesto un anno e 6 mesi.

Nella ricostruzione del pm Michele Marrone (nella foto) per Caruana viene descritto un ambito più ampio di persone che avrebbero pagato per posti di lavoro mai ricevuti e con una somma di denaro complessiva più rilevante.

La difesa, invece, con l’avvocato Aldo Rossi, ha sostenuto l’assenza del presupposto associativo e chiesto l’assoluzione. Anche l’avvocato Marco Campagna, per Pasqualina Serpico, ha chiesto l’assoluzione.

Il 26 febbraio 2026 la sentenza. In questo processo un imputato ha patteggiato un anno e 6 mesi di reclusione con pena sospesa e un altro è stato condannato a un anno e 8 mesi, in abbreviato, per associazione, (è pendente il giudizio d’appello) ma giudicato estraneo alle truffe contestate.

Margheritesi assolti dall’accusa di occupazione di alloggi Iacp, la difesa: “Stato di necessità”


Due coppie di margheritesi sono state assolte dal Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, in due distinti processi, dall’accusa di avere occupato abusivamente alloggi popolari. La difesa dei quattro imputati con l’avvocato Francesco Di Giovanna (nella foto) ha sostenuto lo stato di necessità.

Assolti per particolare tenuità del fatto dal giudice monocratico Antonino Giordano, di 29 anni, e Stefany Posata, di 26, che erano accusati di avere occupato un alloggio Iacp in precedenza assegnato ad altra persona. Assolti perché il fatto non sussiste Domenico Giambalvo, di 57 anni, e Maria Francesca Tranchina, di 40, anche loro accusati di avere occupato abusivamente un alloggio Iacp in precedenza assegnato ad altra persona.

I fatti riguardanti i due processi si riferiscono al 2023.

Adesso entrambe le coppie margheritesi, come evidenziato dall’avvocato Francesco Di Giovanna, adesso hanno una propria abitazione.