Matilde – Stile & Innovazione inaugura il nuovo punto vendita: 70 anni di storia e uno sguardo al futuro (video)

Una serata di emozione, eleganza e gratitudine ha accompagnato ieri l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Matilde – Stile & Innovazione, realtà presente a Sciacca da oltre 70 anni e da sempre punto di riferimento per chi ama la bellezza e la cura dei dettagli.

L’apertura del nuovo locale in Via G. Licata 117/119, nel cuore del centro storico di Sciacca, segna un nuovo capitolo nella lunga storia di un’azienda che ha saputo evolversi nel tempo, restando fedele ai valori che l’hanno resa un punto di riferimento per generazioni di clienti.

Fondata e gestita per decenni da Matilde, la storica attività di Corso T. Fazello 112 ha sempre rappresentato una garanzia di qualità, gusto e attenzione ai dettagli. Oggi la nuova generazione porta avanti con entusiasmo quella stessa filosofia, unendo tradizione e innovazione per offrire esperienze d’acquisto contemporanee ma intrise di calore familiare.

Un nuovo spazio nel cuore di Sciacca

Nel nuovo punto vendita, già aperto al pubblico da ieri sera, è possibile trovare oggettistica, complementi d’arredo, mobili, idee regalo e — in vista del Natale — una selezione raffinata di addobbi per la casa e accessori per la tavola delle feste.

Una proposta pensata per chi ama circondarsi di bellezza, scegliendo articoli che uniscono design, qualità e il gusto tipicamente italiano che da sempre contraddistingue lo stile di Matilde.

Un segno di fiducia per il centro storico

L’apertura di Via G. Licata rappresenta non solo una tappa significativa per l’azienda, ma anche un gesto concreto di fiducia e amore per la città.

“Il nostro sarà un piccolo contributo per far rifiorire e dare vita al centro storico” – spiegano i titolari, sottolineando la volontà di continuare a investire nel cuore di Sciacca.

Un messaggio che racchiude lo spirito di un’attività che, dopo settant’anni, continua a innovarsi, restando profondamente radicata nella comunità che l’ha vista nascere e crescere.

In Sicilia altri 10 milioni di euro per il contributo di solidarietà, domande dal 4 novembre

Riaprirà martedì 4 novembre, alle 12, la piattaforma per il contributo di solidarietà, la misura del governo regionale erogata da Irfis e destinata ai cittadini in difficoltà finanziarie. Attraverso il portale gli aventi diritto potranno caricare fino alle 17 del 4 dicembre il documento di disponibilità al lavoro rilasciato dai Comuni necessario per ottenere il beneficio. A disposizione ci sono ulteriori 10 milioni di euro che sono stati stanziati nelle ultime variazioni di bilancio, a seguito di un emendamento firmato direttamente dal presidente della Regione Renato Schifani. Irfis conta di effettuare altri tremila pagamenti circa entro la fine di dicembre.

La scorsa settimana, intanto, la società ha erogato il contributo ad altri 845 soggetti idonei grazie allo scorrimento della graduatoria, utilizzando il residuo dei 30 milioni di euro stanziati per la misura, che si è chiusa ad aprile, oltre all’ulteriore milione reso disponibile con la manovra finanziaria dello scorso giugno. Si tratta di 3.500 euro in media che sono già nella disponibilità dei conti correnti degli aventi diritto.

«Il mio governo – dice il presidente Schifani – ha fortemente voluto questa misura per aiutare le famiglie siciliane in condizioni di disagio. Siamo riusciti a garantire l’accesso al contributo a ulteriori beneficiari tra coloro che ne hanno fatto richiesta. Questo è il segnale che l’amministrazione regionale non intende lasciare indietro nessuno ed è in grado di rispondere con tempestività ai bisogni dei cittadini».

«Con l’ultimo pagamento – afferma la presidente di Irfis, Iolanda Riolo – abbiamo dato un ulteriore concreto segnale di attenzione e vicinanza alle famiglie siciliane in maggiore difficoltà. Grazie alla gestione efficiente delle somme residue e alle nuove disponibilità, siamo riusciti a dare il contributo a centinaia di altri soggetti. Continueremo a operare con responsabilità e trasparenza per garantire tempi rapidi e la massima efficacia nell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al sostegno dei cittadini più fragili della nostra regione».

Bonus casalinghe 2025: come funziona davvero

Il cosiddetto bonus casalinghe 2025 non è un incentivo unico o universale, ma un insieme di strumenti previdenziali e assistenziali pensati per chi si dedica alla cura della casa e della famiglia senza un lavoro retribuito.
Tra questi, la misura principale è il Fondo di previdenza volontaria per casalinghe e casalinghi, gestito dall’INPS e attivo dal 1996.


Il Fondo di previdenza INPS per casalinghe

Il Fondo è una forma di assicurazione volontaria aperta a chi:

  • ha un’età compresa tra 16 e 65 anni;
  • non svolge un’attività lavorativa retribuita;
  • si occupa in modo continuativo della casa e del proprio nucleo familiare.

Gli iscritti possono versare contributi liberamente, anche in modo discontinuo, costruendo così una pensione personale basata sui versamenti effettuati.
Per ottenere un anno intero di contribuzione, nel 2025 è necessario versare almeno 309,84 euro, ma è possibile versare di più per aumentare l’importo futuro.


Pensione con 5 anni di contributi

Con almeno 5 anni di contributi versati nel Fondo, si può accedere a:

  • Pensione di vecchiaia: a partire dai 57 anni, se l’importo supera la soglia minima prevista, o dai 65 anni in ogni caso.
  • Pensione di inabilità: per chi diventa impossibilitato a lavorare e ha maturato almeno 5 anni di iscrizione.

Va precisato che non è previsto un trattamento minimo, quindi la pensione può risultare modesta in caso di versamenti bassi o saltuari.
Nonostante ciò, il Fondo rappresenta l’unica via previdenziale ufficiale per chi si dedica al lavoro domestico non retribuito.


Assegno sociale per chi non ha contributi

Chi non ha mai versato contributi può richiedere l’assegno sociale, una misura assistenziale destinata alle persone con più di 67 anni in condizioni economiche svantaggiate.
Nel 2025, spetta in misura piena a chi non ha redditi personali e, se in coppia, a chi possiede un reddito familiare inferiore a circa 7.000 euro annui.
L’importo può essere ridotto se si superano tali soglie.
Non è legato direttamente al lavoro domestico, ma rappresenta una rete di sicurezza per chi non dispone di altre forme di reddito.


L’Assegno di Inclusione e altre agevolazioni

Dal 2024 il Reddito di cittadinanza è stato sostituito dall’Assegno di Inclusione, che offre un sostegno economico ai nuclei familiari in difficoltà.
Chi si occupa di familiari con disabilità, minori o persone anziane può essere esonerato dagli obblighi di formazione o lavoro, ricevendo comunque l’aiuto economico.

A livello locale, alcuni Comuni e Regioni promuovono:

  • corsi di formazione per la riqualificazione professionale;
  • contributi per chi desidera avviare un’attività autonoma;
  • iniziative di sostegno per chi vuole rientrare nel mercato del lavoro dopo anni dedicati alla famiglia.

Un valore invisibile ma fondamentale

Secondo i dati ISTAT, oltre il 90% degli italiani tra i 20 e i 74 anni svolge ogni giorno attività domestiche o di cura non retribuite, per una media di oltre 3 ore al giorno.
Il valore economico stimato di questo lavoro “invisibile” supera i 700 miliardi di euro l’anno, circa il 40% del PIL nazionale.

La Costituzione italiana, all’articolo 35, riconosce la dignità del lavoro in tutte le sue forme. Già nel 1995 la Corte Costituzionale definì il lavoro domestico come attività meritevole di tutela, anche se ancora oggi manca un riconoscimento economico pieno.


Conclusione

Il Bonus casalinghe 2025 non è un incentivo diretto, ma un insieme di strumenti previdenziali, assistenziali e formativi che mirano a dare valore e protezione a chi dedica la propria vita alla cura della casa e della famiglia.
Un ruolo sociale essenziale, spesso invisibile, ma che rappresenta una delle colonne portanti della società italiana.


Sciacca, sgomberati 26 cani da un immobile di contrada Isabella

E’ stato eseguito questa mattina, a Sciacca, lo sgombero forzato di 26 cani da un immobile e parte di terreno di contrada Isabella, dove da tempo persisteva una situazione di degrado igienico-sanitario e di pericolo per la pubblica incolumità.

L’operazione è stata condotta dalla polizia municipale con il supporto dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Gli animali sono stati presi in carico e affidati ad alcuni canili della zona, dove riceveranno cure e accertamenti sanitari.

Il caso era noto da tempo alla cittadinanza e alle cronache locali, tanto da essere stato oggetto di interrogazioni consiliari e di segnalazioni da parte dei residenti della stessa contrada.

Nel settembre 2024, a seguito di un sopralluogo della Municipale, il sindaco, Fabio Termine, aveva emesso un’ordinanza con cui intimava al proprietario dell’immobile e del terreno di liberare l’area dagli animali, trasferirli altrove e ripulire i locali, dove erano stati trovati più di una decina di cani di media e grossa taglia in spazi angusti, tra escrementi e urine.

Nonostante il provvedimento, gli ordini del sindaco erano rimasti inadempiuti rendendo necessario e urgente l’intervento forzato di oggi.

Con l’operazione odierna si chiude, almeno sul piano operativo, una vicenda che per molto tempo ha rappresentato un problema di decoro urbano.

Carnevale di Sciacca 2026, convocate le strutture ricettive del territorio

Domani, martedì 28 ottobre, alle 16,30, in sala giunta, al Comune di Sciacca, incontro con tutte le strutture ricettive del territorio nell’ambito della programmazione del Carnevale 2026, che si terrà sabato 14, domenica 15, venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 febbraio.

Futuris di Antonio Di Marca e Giuseppe Corona ha chiesto all’amministrazione comunale la convocazione di un incontro con tutte le strutture ricettive e le relative associazioni di categoria del territorio, finalizzato ad avviare un percorso di collaborazione e sinergia per la migliore riuscita dell’evento.

L’organizzazione del Carnevale di Sciacca ha già partecipato alla Fiera internazionale del Turismo TTG Travel Experience di Rimini, “avviando – fa sapere Futuris – un’importante attività promozionale per la prima volta con mesi di anticipo e aprendo le vendite dei biglietti. Due le soluzioni acquistabili: l’abbonamento da cinque giorni o il biglietto giornaliero sul circuito ticketsms”.

Il Carnevale di Sciacca ha totalizzato 135.000 presenze e oltre 10.000.000 visualizzazioni sui social nel 2025; nel 2024, invece, ha conquistato il secondo posto tra gli eventi più seguiti in Sicilia con oltre 35.000 partecipanti in una sola giornata (a certificarlo è il Rapporto Siae 2024).

Montevago rinasce grazie al bonus da 5 mila euro, in 17 acquistano casa

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Ha già portato risultati concreti il progetto del bonus case a Montevago, l’iniziativa che offre un contributo di 5.000 euro a chi decide di trasferire la residenza nel piccolo centro del Belice.
Dall’avvio del programma, 17 famiglie hanno già acquistato casa e vivono stabilmente a Montevago, mentre 55 richieste sono in fase di valutazione al Comune.

La cittadina, famosa per le terme naturali, il vino locale e la tranquillità del territorio, è diventata un modello di rinascita per i piccoli borghi interni siciliani.

Un modello contro lo spopolamento del Belice

«Sono state acquistate 17 nuove abitazioni grazie ai fondi per i comuni marginali – spiega la sindaca Margherita La Rocca Ruvolo –. L’idea era dare un contributo a chi sceglie di vivere qui. Le 45 famiglie che hanno presentato i requisiti potranno ottenere il bonus: anche se i 130mila euro stanziati dallo Stato non bastano, troveremo le risorse per accontentare tutti».

Il bonus case a Montevago nasce per contrastare lo spopolamento e valorizzare le abitazioni costruite dopo il terremoto del 1968. Il progetto coniuga incentivi economici e qualità della vita, restituendo nuova energia al tessuto urbano e sociale del paese.

Nuove opportunità per chi vuole investire

Oltre al bonus case a Montevago, l’amministrazione comunale sta lavorando a un bonus per chi apre un’impresa e a un centro polifunzionale per sport e coworking. L’obiettivo è offrire a chi sceglie di trasferirsi non solo un’abitazione, ma anche servizi e spazi di lavoro moderni, rendendo Montevago attrattiva per famiglie e professionisti in smart working.

«Il nostro scopo – spiega ancora la sindaca – è offrire un’alternativa a chi non vuole vivere in città caotiche o con costi troppo elevati. Montevago è a venti minuti dal mare, nel cuore della Valle del Belice, vicina a Sambuca e a Gibellina, prossima città dell’arte contemporanea. Qui si vive bene, in un ambiente accogliente e autentico».

Storie di chi ha scelto Montevago

Tra i nuovi residenti c’è Leonardo Messina, trasferitosi dall’Inghilterra dopo la pensione: «Ero stato a Montevago in vacanza e mi sono innamorato del posto. Ho lasciato Londra per la serenità di questo borgo: qui c’è il sole, il cibo fresco, la natura e nessuno stress. Vivere qui significa tornare ad apprezzare la vita».

Grazie al bonus case a Montevago, il borgo si sta trasformando in un laboratorio di ritorno alle radici e di nuova sostenibilità abitativa, dimostrando che la rinascita dei paesi passa anche dalla semplicità di un incentivo e dalla bellezza di una vita più lenta e autentica.

Nella foto Leonardo Messina che ha acquistato casa a Montevago.

“Mostra una pistola e si fa consegnare 100 euro”, denunciato 

I carabinieri della compagnia di Castelvetrano hanno denunciato un 43enne del posto per una presunta estorsione ai danni di un dipendente di un distributore di carburanti.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe presentato presso l’impianto a bordo di un furgone, intimando all’addetto di consegnargli 100 euro. Al rifiuto del lavoratore, avrebbe sollevato la maglietta mostrando il calcio di una pistola, costringendolo così a consegnare il denaro. La vittima ha inoltre riferito ai militari che lo stesso individuo, la mattina precedente, aveva fatto rifornimento senza pagare.

Durante l’intervento dei carabinieri, il presunto autore si è nuovamente presentato sul posto, venendo subito fermato e sottoposto a controllo. L’uomo avrebbe opposto resistenza cercando di impedire la perquisizione del veicolo, all’interno del quale è stata trovata una pistola a salve modificata, priva del tappo rosso.

In evidente stato di agitazione, l’uomo ha rifiutato di sottoporsi all’accertamento per verificare l’eventuale stato di ebbrezza. È stato quindi denunciato per estorsione, insolvenza fraudolenta, porto di armi od oggetti atti a offendere, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza.

Abusi sessuali sui figli minori di lei, arrestata una coppia nel Palermitano

E’ partita dalla chiamata di una bambina al Telefono Azzurro, l’indagine che ha portato a scoprire una storia di profondo disagio e sofferenza consumata a Palermo tra le mura di casa.

La minore avrebbe raccontato agli operatori dei ripetuti abusi sessuali alla quale sarebbe stata costretta a subire insieme al fratello.

Gli operatori del Telefono Azzurro hanno immediatamente allertato i carabinieri che hanno avviato dallo scorso agosto una delicata e scrupolosa attività d’indagine sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo che ha portato carabinieri della compagnia di Monreale ad arrestare adesso la coppia di conviventi, un uomo e una donna di 30 e 44 anni, ritenuti responsabili, in concorso, del reato di atti sessuali con minorenni.

Agrigento, per 196 dipendenti comunali 36 ore settimanali

La stabilizzazione dei dipendenti comunali diventa realtà ad Agrigento e con 36 ore settimanali. La giunta guidata dal sindaco Francesco Miccichè ha approvato un provvedimento che aumenta da 34 a 36 le ore settimanali di lavoro per 196 unità di personale a tempo parziale e indeterminato, a partire da aprile 2026.

Si tratta di un passo decisivo nel percorso di stabilizzazione del personale comunale, frutto della programmazione del fabbisogno triennale 2025-2027, propedeutica all’approvazione del bilancio di previsione attualmente al vaglio del Collegio dei revisori.

Miccichè: “Un risultato storico”

“Il provvedimento riconosce dignità al lavoro che i nostri dipendenti svolgono ogni giorno” – dichiara il sindaco Miccichè – e permette alla struttura comunale di operare con maggiore efficienza e stabilità. Al nostro insediamento le ore erano 25: oggi celebriamo un risultato storico, ottenuto grazie alla collaborazione tra amministratori e consiglieri di maggioranza, che hanno sostenuto con convinzione la necessità di completare la stabilizzazione dei dipendenti comunali”.

Lisci: “Bilancio razionalizzato per garantire i fondi”

L’assessore al Bilancio Patrizia Lisci sottolinea il lavoro tecnico che ha reso possibile l’incremento orario: “Nonostante le risorse limitate, l’ufficio finanziario ha operato una razionalizzazione delle spese, mantenendo inalterati i servizi essenziali. Abbiamo così reperito i fondi necessari a valorizzare 196 lavoratori e ad assicurare la piena stabilizzazione dei dipendenti comunali”.

Vullo: “Efficienza e continuità amministrativa”

Anche l’assessore al Personale Marco Vullo parla di un traguardo che guarda al futuro: “La stabilizzazione del personale è fondamentale per garantire efficienza, qualità dei servizi e continuità amministrativa.

Proseguiremo con le procedure concorsuali per includere altre figure indispensabili, come assistenti sociali e tecnici, nel pieno rispetto dei vincoli normativi e finanziari”.

Il confronto con Sciacca e Ribera

Mentre Agrigento compie un passo decisivo verso la piena stabilizzazione dei dipendenti comunali, la situazione resta ferma in altri centri della provincia.

A Sciacca e Ribera, infatti, decine di lavoratori stabilizzati continuano a prestare servizio per poco più di 20 ore settimanali, in attesa di un provvedimento analogo che riconosca pari dignità e stabilità economica.

Un divario che riaccende il dibattito sulla necessità di uniformare le condizioni lavorative del personale pubblico nei diversi Comuni agrigentini.

Conclusione

Con l’aumento a 36 ore settimanali, Agrigento si pone come esempio virtuoso nella gestione delle risorse umane e nella valorizzazione del lavoro pubblico. La stabilizzazione dei dipendenti comunali diventa così non solo una misura amministrativa, ma anche un segnale politico e sociale, capace di restituire fiducia e dignità ai lavoratori del Comune.

Educazione sessuale, stop alle medie: solo alle superiori e con consenso dei genitori. Ecco cosa prevede la nuova proposta di legge

La Commissione Cultura approva l’emendamento Lega: vietata l’educazione sessuale alle elementari e alle medie. Alle superiori sarà consentita solo con l’autorizzazione scritta delle famiglie. Scoppia la polemica tra governo e opposizioni.


Una proposta di legge che divide: ecco cosa cambia

È bufera politica sulla scuola. La Commissione Cultura della Camera ha approvato un emendamento della Lega che introduce un divieto all’educazione sessuale nelle scuole primarie e secondarie di primo grado (elementari e medie), limitandola alle scuole superiori e solo previa autorizzazione esplicita dei genitori.

Il provvedimento, inserito nel disegno di legge sul consenso informato, vieta inoltre la partecipazione di “attivisti ideologizzati” o “esperti esterni” in progetti educativi destinati ai più giovani.


Cosa prevede la proposta: informazione solo su richiesta

Secondo l’emendamento, nei licei e istituti superiori l’educazione sessuale potrà essere effettuata solo se le famiglie forniscono il proprio consenso informato e solo dopo aver ricevuto dettagli chiari sui contenuti trattati e sul materiale didattico utilizzato.
Alle scuole elementari e medie, invece, la pratica verrà del tutto vietata.

La Lega difende la misura parlando di “buon senso” e di necessità di proteggere il ruolo educativo dei genitori, evitando ogni forma di indottrinamento.


Le opposizioni: “Una scelta retrograda e ideologica”

La reazione del Partito Democratico e di Più Europa è stata immediata. Alessandro Zan ha definito la proposta “un ritorno al Medioevo”, mentre Cecilia D’Elia ha parlato di una “norma oscurantista e lesiva dell’autonomia scolastica”.
Secondo l’opposizione, l’Italia si allontana sempre di più dal resto d’Europa, dove l’educazione sessuale è invece garantita già in età scolare.

Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ha ricordato che nella Legge di Bilancio 2024 era stato approvato un emendamento a favore dell’educazione affettiva, poi disatteso nei fatti.


La replica della Lega: “Nessuna censura, ma più trasparenza”

Rossano Sasso, deputato leghista e relatore della proposta, ha risposto alle critiche affermando che la norma non vieta l’educazione sessuale, ma la regola in modo più chiaro.
Secondo la Lega, “i genitori devono sapere cosa viene insegnato ai loro figli” e l’informazione sessuale deve rimanere ancorata alle linee guida ufficiali, che includono già tematiche su empatia, relazioni e rispetto.

L’associazione Pro Vita & Famiglia ha sostenuto l’emendamento definendolo “democratico e rispettoso delle famiglie”.


Intanto arriva anche la riforma della maturità

Parallelamente al dibattito sull’educazione sessuale, il Senato ha approvato in prima lettura il decreto che riforma l’esame di Stato, reintroducendo ufficialmente il nome “Maturità”.

Il ministro Valditara ha parlato di un ritorno alla serietà e alla centralità della scuola. Le opposizioni, però, denunciano l’assenza di confronto con la comunità scolastica.


Conclusioni: un dibattito destinato a proseguire

La scuola torna al centro dello scontro politico. Da un lato la maggioranza, che punta a riforme identitarie e più conservative, dall’altro le opposizioni, che accusano il governo di arretramento culturale e sociale.

Il dibattito parlamentare sulla proposta di legge e sul decreto Maturità continuerà nelle prossime settimane, tenendo alta l’attenzione su temi delicati come educazione, libertà scolastica e ruolo delle famiglie.