Furto a casa del sindaco a Raffadali, portati via oggetti di pregio

Un furto è stato messo a segno nelle scorse settimane nell’abitazione di Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali e direttore generale del Dipartimento delle Finanze della Regione. I malviventi avrebbero approfittato dell’assenza del primo cittadino per introdursi nella casa, attualmente interessata da interventi di ristrutturazione.

Secondo una prima ricostruzione, i ladri avrebbero forzato la porta principale riuscendo così ad accedere ai vari ambienti dell’immobile. Una volta dentro, hanno rovistato ovunque, portando via diversi oggetti di valore: servizi da tavola, ceramiche e manufatti in cristallo. Il danno economico non è stato al momento quantificato.

Il furto è stato scoperto al rientro in casa del sindaco, che ha subito sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri di Raffadali. Gli investigatori escludono, almeno in questa fase, collegamenti con l’attività politica di Cuffaro e propendono per un’azione finalizzata esclusivamente al furto di beni.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Scientifica, che hanno effettuato i rilievi tecnici e avviato le indagini per individuare gli autori del colpo.

Cervicalgia, lombalgia e dolori articolari: quando rivolgersi a un fisioterapista osteopata

Articolo realizzato in collaborazione con il dott. Leoluca Tulone, fisioterapista-osteopata

Hai mai avuto dolore al collo che ti impedisce di girare la testa? O magari senti un peso fastidioso nella zona lombare che ti rende difficile anche allacciarti le scarpe? Questi sono disturbi comuni che spesso trascuriamo o curiamo in modo sbagliato. In realtà, dietro un dolore che sembra banale si nasconde spesso una causa precisa, e con l’aiuto di un fisioterapista osteopata è possibile individuarla e trattarla.

Hai già dolori alla schiena o al collo?


Cervicalgia: quando il dolore al collo non passa da solo

La cervicalgia (cioè il dolore alla zona del collo) può presentarsi in modi diversi:

  • rigidità che impedisce di girare la testa,
  • dolore che si irradia verso il braccio o dietro la scapola,
  • cefalea cervicogenica (mal di testa causato da tensione cervicale),
  • parestesie (formicolio) alle mani.

Molti pazienti attribuiscono questi sintomi alle ernie cervicali (dischi intervertebrali spostati), ma come spiega il dott. Tulone, nella maggior parte dei casi il dolore deriva da contratture muscolari o punti trigger (zone ipersensibili del muscolo) che possono simulare sintomi più gravi.

“Spesso si pensa subito al tunnel carpale o a un problema chirurgico, ma prima di preoccuparsi è importante una valutazione specialistica per capire da dove nasce davvero il dolore.”

Lo sapevi che… una cicatrice da parto cesareo, se non trattata, può generare tensioni addominali che si riflettono sulla schiena e causano dolori cervicali o lombari anche a distanza di anni?


Lombalgia: dolori alla schiena e formicolii alle gambe

La lombalgia (dolore alla parte bassa della schiena), a volte accompagnata da sciatalgia (dolore che scende lungo la gamba), è un altro disturbo molto comune.

Chi ne soffre descrive spesso:

  • rigidità al risveglio,
  • dolore a fascia sulla zona lombare,
  • difficoltà nei movimenti quotidiani come camminare, alzarsi dal letto o piegarsi.

Anche in questo caso, il dott. Tulone sottolinea che spesso la causa non è un’ernia lombare, ma una ridotta mobilità articolare o muscoli contratti che vanno trattati manualmente con tecniche fisioterapiche e osteopatiche.

Box di approfondimento

✅ Il dolore persiste da più di 3-4 giorni? Non aspettare che passi da solo. Un consulto può evitare il peggioramento e ridurre l’uso di farmaci inutili.


Dolori articolari: spalla, gomito, anca, ginocchio…

Il dolore articolare può colpire diverse zone:

  • spalla (es. difficoltà ad alzare le braccia o portare la mano dietro la schiena),
  • gomito (es. dolore da “gomito del tennista” anche senza praticare sport),
  • anca e ginocchio (es. dolore durante la camminata o dopo un movimento brusco).

“Non sempre l’artrosi è la causa del dolore articolare. A volte la muscolatura contratta intorno all’articolazione è sufficiente a creare dolore o rigidità”, spiega il dott. Tulone.

Anche in questi casi, una valutazione posturale e un trattamento mirato possono migliorare la qualità della vita in tempi brevi, senza ricorrere subito a farmaci o interventi chirurgici.


Prevenzione: piccoli gesti per grandi risultati

  • Muoviti spesso, anche durante il lavoro sedentario.
  • Inserisci nella tua routine esercizi di stretching.
  • Pratica attività dolci come il pilates, che migliorano mobilità e postura.
  • Consulta uno specialista ai primi segnali di dolore persistente.

Quando consultare un fisioterapista osteopata?

Se hai un dolore che non passa, ti limita nei movimenti o ti preoccupa, parlarne con un professionista come il dott. Leoluca Tulone può aiutarti a capire da dove viene e come trattarlo.

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Glossario semplificato

  1. Cervicalgia: dolore al collo
  2. Lombalgia: dolore alla parte bassa della schiena
  3. Sciatalgia: dolore che scende lungo la gamba
  4. Cefalea cervicogenica: mal di testa causato da problemi al collo
  5. Parestesie: formicolio o sensazione di intorpidimento
  6. Punti trigger: zone muscolari dolenti alla pressione
  7. Tunnel carpale: canale del polso che può comprimere i nervi, causando formicolio
  8. Ernia del disco: spostamento del disco tra due vertebre
  9. Artrosi: usura delle articolazioni
  10. Epicondilite: infiammazione del gomito, nota come “gomito del tennista”
  11. Postura: posizione del corpo durante le attività
  12. Osteopatia: tecnica manuale che agisce su muscoli e articolazioni
  13. Fisioterapia: trattamenti per recuperare il movimento e ridurre il dolore

Disclaimer Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere medico, la diagnosi o il trattamento personalizzato. In caso di dubbi, sintomi sospetti o necessità di approfondimenti, rivolgiti sempre al tuo medico curante o a uno specialista qualificato.

Prime lauree in Infermieristica ad Agrigento: 30 nuovi professionisti per il territorio

Il Polo Territoriale Universitario di Agrigento ha ospitato la prima sessione di laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Palermo, segnando un momento di particolare rilievo per la sede agrigentina e per l’intero territorio provinciale. L’evento rappresenta il completamento del primo ciclo formativo avviato nell’anno accademico 2022/2023, destinato a consolidare le competenze professionali nel settore sanitario locale.

Alla cerimonia hanno preso parte il presidente del Polo Universitario, Giovanni Francesco Tuzzolino, e il direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Giuseppe Capodieci, sottolineando l’importanza istituzionale dell’iniziativa e il ruolo strategico della formazione universitaria nel rafforzamento del sistema sanitario territoriale.

Il corso di laurea in Infermieristica, coordinato dal professor Maurizio Soresi, ha proposto un percorso integrato di formazione teorica avanzata e tirocinio professionalizzante, realizzato in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Agrigento. Grazie a questo modello formativo, gli studenti hanno potuto confrontarsi con le reali sfide della pratica clinica, acquisendo competenze operative immediatamente spendibili.

Nel corso della giornata sono stati proclamati trenta nuovi laureati, destinati a entrare nella comunità professionale infermieristica con una preparazione solida e completa: Antonino Bacchi, Aurora Benigno, Daniele Pio Bongiovì, Michael Borino, Valeria Bruno, Gaia Susanna Calandrino, Mariasonia Carrubba, Luigi Casà, Martina Castronovo, Marco Di Caro, Samuela Pia Gioelia Failla, Marianna Giardina, Ilenia Girasole, Sofia Maria Pia Licata, Maria Lipari, Alice Maria Lo Mascolo, Miriam Lupo, Letizia Pia Mandracchia, Claudia Motisi, Desiree Navarra, Giada Niccoli, Maria Virginia Picone, Lorena Pirrone, Elide Raia, Francesco Rumore, Fabrizio Schiavo, Olga Solovykh, Giorgia Spadafora, Asia Spampinato, Desiree Vella.

La proclamazione assume un significato particolare in un contesto caratterizzato dalla carenza di personale infermieristico, confermando il ruolo strategico del Polo Universitario di Agrigento nella formazione di professionisti altamente qualificati e nel rafforzamento del tessuto sanitario della provincia. L’iniziativa rappresenta, inoltre, un passo significativo per consolidare il legame tra formazione accademica e esigenze concrete del territorio.

Foto dei test di Medicina, indagine del Mur: tra gli scatti anche prove dell’Università di Catania

Le foto dei test di Medicina circolate su chat e social dopo la prima prova del semestre filtro non sarebbero state diffuse durante lo svolgimento dell’esame. Lo riporta AdnKronos, citando i risultati delle verifiche avviate dal ministero dell’Università e della Ricerca a seguito della sessione del 20 novembre, dedicata alle prove di Chimica, Fisica e Biologia.

Secondo la ricostruzione fornita dalla fonte, il Mur ha utilizzato software specifici per analizzare milioni di pagine web e gruppi di messaggistica. Dall’indagine è emerso che nessun compito è stato pubblicato in tempo reale durante le prove. Le immagini individuate online risultano invece essere copie dei moduli ufficiali, pubblicati come di consueto una volta conclusa l’intera sessione nazionale.

Catania tra gli atenei al centro dell’indagine del Mur

Le immagini rilevate sono poche e riconducibili soltanto a due moduli domanda. Tra queste figurano scatti provenienti dall’Università degli Studi di Catania, oltre a quelli relativi all’ateneo Federico II di Napoli. Al momento le prove restano anonimizzate: solo nella fase successiva, quando ogni compito sarà associato al nominativo del candidato, sarà possibile stabilire con certezza chi abbia fotografato e diffuso il materiale. In quel caso, secondo le procedure vigenti, è previsto l’annullamento delle prove dei candidati coinvolti.

Scatti post-prova e possibili annullamenti dei compiti

La diffusione delle immagini, pubblicate nel tardo pomeriggio del 20 novembre, conferma che gli scatti sono stati condivisi quando tutte le sessioni risultavano già chiuse. Questo ridimensiona l’ipotesi di una fuga di test durante l’esame, ma apre comunque un fronte di verifica sugli autori e sulla gestione dei materiali nelle sedi coinvolte, tra cui Catania.

Post online sulle copiature: il materiale alla Postale

Durante la ricognizione, il Mur ha individuato anche post in cui alcuni partecipanti dichiarano di aver copiato durante l’esame. Questo materiale verrà trasmesso alla Polizia postale, che dovrà verificare l’identità degli autori e il possibile collegamento con prove svolte negli atenei interessati.

Un primo banco di prova per il nuovo semestre filtroIl quadro tracciato dall’indagine ridimensiona l’allarme iniziale, considerando che le foto dei test di Medicina individuate rappresentano un numero minimo rispetto agli oltre 160.000 compiti svolti da 55.000 candidati in 44 atenei italiani. L’inchiesta ministeriale rimane comunque aperta.

Nel frattempo, il nuovo semestre filtro – cardine della riforma per l’accesso a Medicina – affronta il suo primo test di affidabilità tra controlli, verifiche e possibili sanzioni.

Via libera ai 20 milioni per Aica, La Rocca Ruvolo elogia la soluzione di Schifani

La Commissione bilancio dell’Ars ha dato il via libera all’intervento finanziario da 20 milioni di euro destinato ad Aica, la società consortile che gestisce il servizio idrico nell’Agrigentino.

La vicepresidente della Commissione bilancio, Margherita La Rocca Ruvolo, sottolinea come la misura sia frutto di un impegno diretto del governo regionale: “Un ringraziamento – aggiunge la parlamentare – va al presidente della Regione, Renato Schifani, per aver individuato una soluzione concreta e sostenibile che consente di affrontare una situazione complessa senza creare disagi ai cittadini. Con questo intervento, la Regione conferma il proprio impegno nel sostenere la gestione pubblica dell’acqua. Va evidenziato il grande lavoro che l’Ati idrico sta portando avanti, con diversi investimenti destinati al miglioramento delle infrastrutture idriche”.

“Oltre al rifacimento della rete idrica di Agrigento – prosegue la deputata di Forza Italia – mi riferisco ai lavori per circa 24 milioni di euro per l’ottimizzazione delle reti idriche di Grotte, Porto Empedocle, Racalmuto, Villafranca Sicula, Ravanusa, Campobello di Licata, Lucca Sicula, Montallegro, Montevago, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini e Canicattì che consentiranno di ridurre le dispersioni di acqua. Altri 25 interventi per recuperare risorse idriche consentiranno un recupero di 250 litri al secondo di acqua che sicuramente non acquisteremo più da Siciliacque. L’obiettivo deve essere quello di ridurre progressivamente il ricorso al sovrambito, così da calmierare i costi”.

Libretto postale cointestato, la Cassazione: al superstite spetta solo il 50% del saldo in caso di morte dell’altro intestatario

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce cosa accade al libretto di risparmio postale cointestato quando uno degli intestatari muore. Il superstite può ottenere subito il rimborso, ma solo del 50%: ecco cosa cambia, cosa dice la legge e come devono comportarsi eredi e Poste Italiane.


Libretto postale cointestato: come funziona davvero

I libretti postali possono essere intestati fino a quattro persone maggiorenni. In caso di firma disgiunta – opzione ormai standard per i Libretti Smart – ciascun cointestatario può operare in autonomia, a patto di avere con sé il libretto fisico o la carta libretto.

Dal 14 aprile 2025, però, non è più possibile aprire nuovi libretti ordinari: l’unico prodotto attivabile è il Libretto Smart, gestibile anche online e collegabile a strumenti aggiuntivi.


Cosa succede al libretto postale quando muore uno degli intestatari

È uno dei quesiti più diffusi tra gli utenti: il superstite può ritirare tutto il denaro? Oppure solo una parte?

A chiarire la situazione è intervenuta la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28935/2025.

La regola stabilita dalla Cassazione

Secondo i giudici:

  • se il libretto è cointestato con pari facoltà di rimborso,
  • Poste Italiane deve effettuare il pagamento richiesto dal cointestatario superstite,
  • salvo che non esista un provvedimento giudiziario che imponga lo stop.

In assenza di un atto ufficiale, la semplice opposizione degli eredi non ha alcun valore.


Quanto può ritirare il superstite? Solo il 50% del saldo

La Cassazione conferma che il superstite ha diritto a ottenere almeno il 50% del saldo, anche se un erede si oppone.

Perché solo la metà?
Perché – come chiariscono gli articoli 1295 e 1298 del Codice Civile – il denaro depositato sul libretto appartiene in comunione a tutti i cointestatari, ciascuno per la propria quota.

Gli eredi del defunto subentrano nei suoi diritti, ma questo:

  • non limita la possibilità del superstite di prelevare,
  • non autorizza gli eredi a bloccare il rimborso,
  • non impedisce a Poste di pagare il 50% senza rischi futuri.

Dopo il rimborso, eventuali controversie riguardano solo il superstite e gli eredi, non più Poste Italiane.


Il caso esaminato dalla Cassazione

Un cointestatario si era visto negare da Poste il rimborso della metà del saldo, dopo l’opposizione di un coerede della defunta.
Poste sosteneva che, poiché il libretto originario era del 1991, valessero le vecchie norme che consentivano agli eredi di bloccare tutto.

La Cassazione ha ribaltato questa interpretazione:
il rapporto contrattuale si considera rinnovato nel 2023, quindi soggetto alla disciplina post-2002, più favorevole al superstite.

Questa lettura è coerente con precedenti sentenze su libretti e buoni fruttiferi, come la n. 24639/2021 e la n. 22577/2023.


Cosa possono fare gli eredi?

Gli eredi possono:

  • richiedere la propria quota hereditaria della metà spettante al defunto;
  • avviare un’azione legale se ritengono che il superstite abbia prelevato più del dovuto;
  • bloccare i rimborsi solo con provvedimento del giudice.

Non possono invece:

  • impedire il rimborso del 50% al superstite tramite semplice opposizione;
  • chiedere a Poste Italiane di congelare il libretto senza un atto formale.

Conclusione

La sentenza della Cassazione porta chiarezza definitiva:
in caso di libretto cointestato con pari facoltà di rimborso, il superstite ha diritto a ricevere subito il 50% del saldo, anche contro la volontà degli eredi.
Un principio che tutela la continuità del rapporto e semplifica la gestione del patrimonio familiare dopo un lutto.

Concerto di Capodanno 2026 a Palermo, Arisa e The Kolors protagonisti

Torna l’appuntamento con il Concerto di Capodanno Palermo: l’evento musicale più atteso della città, che quest’anno vedrà esibirsi Arisa e i The Kolors in piazza Ruggero Settimo. La proposta artistica è a cura di “Gomad Concerti” e promette un grande spettacolo aperto a tutti, celebrando l’arrivo del 2026 con musica e divertimento.

La città si prepara al Concerto di Capodanno

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha annunciato ufficialmente l’iniziativa, sottolineando l’importanza di vivere insieme ai cittadini e ai visitatori un momento di festa in sicurezza. “Vogliamo salutare il nuovo anno con un grande evento in piazza Politeama, aperto a tutti e con artisti di calibro nazionale come Arisa e i The Kolors”, ha dichiarato Lagalla.
L’evento si inserisce in un programma di festività più ampio che, nei prossimi giorni, sarà presentato in conferenza stampa, con attività pensate per coinvolgere non solo il centro città, ma anche altre aree, creando un’atmosfera di comunità durante Natale e Capodanno.

Un evento per tutte le generazioni

Il vicesindaco e assessore alla cultura, Giampiero Cannella, ha spiegato che la scelta di affidare l’organizzazione a Gomad Concerti è stata frutto di una valutazione attenta da parte di una commissione tecnica. “Sono stati selezionati progetti in grado di garantire qualità artistica, solidità organizzativa e sostenibilità economica, assicurando uno spettacolo all’altezza delle aspettative della città, con due artisti capaci di abbracciare i gusti di diverse generazioni”.
Il Concerto di Capodanno a Palermo rappresenta così un’occasione unica per vivere un evento di alto livello, sicuro e ben strutturato, valorizzando la città e offrendo ai cittadini un momento di convivialità e divertimento.

Arisa e The Kolors: protagonisti della festa

Gli artisti scelti quest’anno uniscono talenti diversi e generi musicali capaci di coinvolgere un pubblico eterogeneo. La presenza di Arisa porterà un tocco di pop melodico e raffinatezza vocale, mentre i The Kolors offriranno energia e ritmo, garantendo uno spettacolo completo per chi partecipa al Concerto di Capodanno a Palermo.

L’evento gratuito conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale nel promuovere iniziative culturali e momenti di festa condivisi, con l’obiettivo di far vivere Palermo come una vera comunità durante le festività, tra spettacoli, musica e momenti di aggregazione in sicurezza.

Sanità, accelerazione sui budget 2025 e 2026 per la specialistica convenzionata in Sicilia

Si è svolto questa mattina a Palazzo d’Orléans un incontro tra la Presidenza della Regione Siciliana e una delegazione delle 14 sigle dell’Intersindacale della medicina specialistica convenzionata, che poco prima aveva manifestato davanti alla sede del governo regionale, a Palermo. A rappresentare il presidente Renato Schifani è stato il capo di gabinetto Salvatore Sammartano, mentre per l’assessore alla Salute Daniela Faraoni ha partecipato il capo di gabinetto Giuseppe Sgroi.

Al centro del confronto, le richieste delle strutture specialistiche riguardo ai tempi di definizione dei budget e ai fabbisogni del sistema sanitario regionale. La Regione ha assicurato che il budget 2025 sarà definito entro una decina di giorni. Fino al 28 novembre rimarrà aperta la piattaforma digitale sulla quale le strutture possono caricare i parametri richiesti; già da lunedì l’assessorato trasmetterà i dati alle Asp, che potranno così convocare i rappresentanti delle strutture per la firma dei contratti.

Un impegno preciso arriva anche per il budget 2026, che il governo regionale intende approvare non oltre febbraio del prossimo anno, anticipando i tempi rispetto alle precedenti programmazioni.

Accolta inoltre la richiesta delle sigle sindacali di istituire un tavolo tecnico sui fabbisogni, che dovrà supportare la definizione delle necessità del territorio e la distribuzione delle risorse.

Sul fronte delle tariffe, la Presidenza ha confermato l’impegno finanziario da 15 milioni di euro previsto nella manovra bis, utile a difendere la norma regionale nonostante l’impugnativa. L’assessorato alla Salute ha poi ribadito l’intenzione di remunerare, secondo i criteri nazionali dei programmi Psn, le prestazioni di prevenzione erogate dai privati accreditati: sono disponibili 5 milioni di euro, con la possibilità di reperire ulteriori fondi nel 2026.

In chiusura, il governo regionale ha riaffermato l’obiettivo di superare il piano di rientro in tempi rapidi, prevedendo verifiche periodiche sull’avanzamento del percorso.

Ragazzino autistico sospeso da scuola, polemica a Messina

Un episodio avvenuto alla scuola media Manzoni-Dina e Clarenza di Messina ha acceso un dibattito nazionale: un ragazzino autistico sospeso per cinque giorni dopo aver dato una pacca a una compagna di classe. Il ragazzo, di 11 anni, è affetto da autismo grave, certificato dall’Inps come «gravità comma 3», ed è seguito da insegnante di sostegno, assistente alla comunicazione, educatore e assistente igienico-sanitario.

Provvedimento scolastico con finalità educative

Secondo la delibera del dirigente scolastico Michele Bonardelli, il provvedimento è stato deciso con «finalità educative». Nella nota si legge: «Il provvedimento ha finalità educative ed è irrogato nello spirito di rafforzare il senso di responsabilità e consapevolezza dell’alunno, a garanzia del ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. Si auspica che questo provvedimento disciplinare, accompagnato dall’azione educativa dei docenti in collaborazione con la famiglia, possa indurre l’allievo ad una seria e costruttiva riflessione».

Nonostante le intenzioni educative, il provvedimento di sospensione ha suscitato immediatamente polemiche, soprattutto considerando le condizioni di disabilità del ragazzo.

La posizione dei genitori del ragazzo

I genitori si oppongono fermamente alla sospensione. Secondo la famiglia, il figlio non è in grado di comprendere né la natura inappropriata del gesto né il significato della punizione formale. Hanno chiesto l’intervento dell’ex Garante dell’Infanzia Fabio Costantino e del Garante comunale per le disabilità, Tiziana De Maria, per valutare l’equità e l’efficacia del provvedimento in relazione alla disabilità certificata.

Lo psicologo Costantino ha sottolineato: «Si tratta di una condizione grave certificata dall’Inps. Così come va supportata la ragazzina che ha subito il gesto, va precisato che l’alunno non è in condizione di comprenderne né il significato né le finalità educative della punizione».

Conseguenze e possibile mediazione

La vicenda, originariamente scolastica, potrebbe trasformarsi in un caso nazionale sul rapporto tra disabilità, punizione e responsabilità educativa. I genitori hanno preannunciato la volontà di rivolgersi al provveditore e di presentare una denuncia in procura. L’Ufficio scolastico provinciale segue attentamente la vicenda, che potrebbe coinvolgere anche associazioni per la difesa dei diritti dei minori con disabilità.

L’attenzione resta alta su come garantire una gestione equilibrata dei comportamenti scolastici, rispettando le esigenze dei ragazzi con disabilità e il diritto alla sicurezza di tutti gli studenti. Il dibattito sulla sospensione del ragazzino autistico sospeso evidenzia l’importanza di strumenti educativi adeguati e di soluzioni mediative che tengano conto delle condizioni individuali.

Appropriazione indebita a Messina: sequestrati 2,5 milioni all’ex rettore

Beni per circa 2,5 milioni di euro sono stati sequestrati all’ex rettore dell’Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea, indagato per plurimi reati di appropriazione indebita. La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto del gip per oltre 1,6 milioni e un provvedimento d’urgenza della Procura per ulteriori 860mila euro.

Le indagini del nucleo Pef delle Fiamme Gialle hanno ricostruito un complesso meccanismo tramite il quale l’ex rettore, in qualità di pubblico ufficiale e responsabile di numerosi progetti scientifici del dipartimento ChiBioFaram, si sarebbe appropriato di ingenti somme di denaro. Il tutto sarebbe avvenuto tramite documentazione contabile artefatta, gonfiata o non pertinente ai progetti di ricerca, formalmente condotti tra il 2019 e il 2023.

Sequestro urgente per uso privato

Il sequestro d’urgenza disposto dalla Procura riguarda ulteriori somme di denaro che Cuzzocrea avrebbe sottratto a favore di un’azienda agricola a lui riconducibile. Tra i beni e servizi acquisiti tramite procedure di affidamento diretto gestite dall’ateneo, molti sarebbero stati destinatiall’uso personale dell’ex rettore, configurando diverse ipotesi di appropriazione indebita.

Le irregolarità emerse riguardano principalmente:

  • Presentazione di scontrini fiscali relativi a spese personali.
  • Richiesta di rimborsi missioni per attività di ricerca, coincidenti invece con la sua partecipazione a eventi ippici.
  • Acquisti di materiali non collegati alla ricerca, ma destinati all’azienda agricola dell’ex rettore.

Indagini internazionali e processo in corso

Le indagini hanno coinvolto anche fatture emesse all’estero, con la collaborazione delle autorità giudiziarie di Svizzera, Stati Uniti e Gran Bretagna.

Cuzzocrea, insieme all’ex direttore generale Francesco Bonanno e quattro imprenditori, è a processo a Messina per irregolarità nella gestione di appalti, forniture e servizi dell’ateneo. Tutti sono stati rinviati a giudizio il 24 marzo scorso per turbativa d’asta e falso commesso da pubblico ufficiale. Due imprenditori hanno patteggiato una pena di 10 mesi. L’Università di Messina si è costituita parte civile nel procedimento.

La vicenda dell’appropriazione indebita evidenzia come il controllo sui fondi pubblici destinati alla ricerca universitaria rimanga un tema cruciale, sottolineando l’importanza di trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse pubbliche.

Il sequestro di 2,5 milioni e le contestazioni per appropriazione indebita segnano un passo significativo nelle indagini su presunti abusi all’interno dell’Università di Messina, confermando la necessità di vigilanza rigorosa sulla gestione dei fondi pubblici.