Siracusa, sequestro da 350 mila euro a imprenditore dei trasporti per Iva non versata

Un imprenditore operante nel settore dei trasporti è stato raggiunto da un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di circa 350 mila euro nell’ambito di un’indagine su presunte violazioni fiscali legate al mancato versamento dell’Iva.

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica.

Secondo quanto emerso dalle attività investigative, la violazione riguarderebbe il mancato versamento dell’imposta sul valore aggiunto per tre annualità consecutive, relative agli anni 2020, 2021 e 2022.

Nel corso delle operazioni, i finanzieri hanno proceduto al sequestro di somme di denaro depositate su conti correnti intestati sia alla società sia all’indagato, per un importo complessivo di circa 160 mila euro.

Il sequestro è stato inoltre esteso ad altri beni riconducibili all’imprenditore, tra cui fabbricati, terreni e partecipazioni societarie.

Il valore dei beni sottoposti a vincolo è stato determinato fino alla concorrenza dell’importo indicato nel decreto di sequestro, pari a circa 350 mila euro.

L’intervento si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto alle violazioni fiscali condotte dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria

Acqua della diga Gammauta, La Rocca Ruvolo chiede priorità a potabile e agricoltura

La gestione dell’acqua della diga Gammauta torna al centro del dibattito politico regionale. La deputata di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana, Margherita La Rocca Ruvolo, ha espresso il proprio sostegno alla richiesta avanzata dall’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera, che sollecita una revisione della concessione di 1000 litri al secondo provenienti dal bacino di Gammauta, attualmente destinati per usi industriali all’Enel.

Secondo la parlamentare regionale, la questione riguarda direttamente la gestione delle risorse idriche in un territorio che negli ultimi anni ha registrato crescenti difficoltà legate alla disponibilità d’acqua. In questo contesto, il tema dell’acqua della diga Gammauta assume un rilievo particolare per garantire l’approvvigionamento delle comunità e sostenere il settore agricolo.

La richiesta di rivedere la concessione dell’acqua della diga Gammauta

La Rocca Ruvolo ha dichiarato di condividere pienamente la segnalazione inviata dall’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera al Presidente della Regione Siciliana e agli assessori competenti. Al centro della richiesta vi è la necessità di riconsiderare la concessione relativa all’acqua della diga Gammauta, oggi utilizzata per finalità industriali.
Secondo la deputata, è arrivato il momento di dare piena attuazione al principio di priorità stabilito dalla normativa, che colloca gli usi potabili e agricoli prima di quelli industriali. Tale principio, evidenzia, diventa ancora più importante in una fase caratterizzata da una crescente scarsità di risorse idriche.

Cambiamenti climatici e gestione delle risorse idriche

Nel suo intervento, La Rocca Ruvolo ha richiamato l’attenzione sugli effetti dei cambiamenti climatici e sulla progressiva riduzione della disponibilità d’acqua. Questa situazione, secondo la deputata, impone una gestione più razionale e lungimirante delle risorse idriche.
La parlamentare sottolinea come non sia sostenibile che, mentre città e campagne dell’Agrigentino affrontano difficoltà nell’approvvigionamento idrico, milioni di metri cubi di acqua vengano destinati a scopi industriali e poi dispersi a mare senza possibilità di recupero.
In questo quadro, la gestione dell’acqua della diga Gammauta diventa una questione centrale per il territorio, soprattutto per le aree agricole che dipendono in larga misura dalla disponibilità di risorse idriche.

La proposta della bretella tra diga Gammauta e diga Castello

Tra le possibili soluzioni indicate, La Rocca Ruvolo richiama la possibilità di utilizzare la bretella che collega la diga Gammauta alla diga Castello. Secondo la deputata, si tratterebbe di una soluzione concreta e immediata per garantire riserve idriche sufficienti nei periodi di maggiore necessità.
L’utilizzo di questo collegamento potrebbe contribuire a migliorare la gestione dell’acqua della diga Gammauta, consentendo di rafforzare le scorte disponibili e di assicurare una maggiore disponibilità d’acqua per gli usi potabili e agricoli.

L’impegno nelle sedi istituzionali

La parlamentare regionale ha infine assicurato che porterà la questione nelle sedi istituzionali competenti affinché la Regione Siciliana possa valutare con urgenza la rimodulazione o la revoca della concessione attualmente in vigore.
Secondo La Rocca Ruvolo, l’acqua rappresenta un bene primario e la sua gestione deve rispondere alle esigenze delle comunità e del territorio. La richiesta avanzata dall’Associazione Liberi Agricoltori e sostenuta dalla deputata riporta dunque l’attenzione sulla destinazione dell’acqua della diga Gammauta, tema destinato a rimanere al centro del confronto istituzionale nelle prossime settimane.

Proiezione del docufilm su Falcone e Borsellino, la Procuratrice ai giovani: “Chiedere i diritti, no i favori” (Video)

Si è svolta oggi nell’auditorium Guido Bonocore dell’istituto “Amato Vetrano” di Sciacca la proiezione del docufilm diretto da Ambrogio Crespi e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo.

“Il fuoco della memoria” e’ il titolo del lavoro dedicato alla memoria dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e alla loro lotta contro la mafia.

L’opera cinematografica si propone di mantenere viva l’attenzione su una delle pagine più significative della storia recente del Paese, ricordando l’impegno, il coraggio e il sacrificio dei due giudici simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Alla proiezione hanno preso parte anche alcune figure istituzionali e professionali legate al mondo della giustizia e dell’informazione. Erano presenti l’ideatrice e autrice del progetto, la giornalista Maria Gabriella Ricotta, la procuratrice Maria Teresa Maligno di Sciacca e il magistrato Veronica Messana.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi centrali del docufilm, con interventi e riflessioni sul valore della memoria, sull’importanza della cultura della legalità e sull’eredità lasciata da Falcone e Borsellino nel contrasto alla mafia.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto e di approfondimento aperto alla comunità scolastica, con l’obiettivo di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni nella conoscenza di una stagione decisiva della storia italiana e del lavoro dei magistrati che hanno segnato la lotta alla criminalità organizzata.

Arresti per droga a Milazzo: operazione dei carabinieri

Un’importante operazione antidroga a Milazzo, dove i carabinieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 persone. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, oltre che di minaccia e violazione delle disposizioni per il controllo delle armi. L’operazione rappresenta un duro colpo al fenomeno degli arresti per droga a Milazzo, evidenziando l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto allo spaccio.

Una rete attiva su più territori

L’indagine che ha portato agli arresti per droga a Milazzo avrebbe documentato l’esistenza di un gruppo criminale strutturato e attivo nel traffico di diverse sostanze stupefacenti. In particolare, l’organizzazione si sarebbe occupata della distribuzione di hashish, cocaina e crack.
Il raggio d’azione del gruppo non si limitava al solo territorio di Milazzo, ma si sarebbe esteso a un’ampia area della costa tirrenica. Tra i comuni interessati figurano San Filippo del Mela, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto, oltre al capoluogo peloritano.

Coinvolta anche l’isola di Vulcano

Le attività illecite avrebbero raggiunto anche l’isola di Vulcano, segno di una rete ben organizzata e capillare. Gli investigatori avrebbero ricostruito i movimenti e le modalità operative del gruppo, evidenziando una gestione continuativa dello spaccio.

Arresti per droga a Milazzo: accuse e sviluppi

Le accuse contestate agli indagati delineano un quadro complesso, che va oltre il semplice spaccio. L’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga rappresenta uno degli elementi centrali dell’inchiesta, insieme ad altri reati collegati come minacce e violazioni legate alle armi.

Fondo regionale da 13 milioni di euro per il commercio anche della filiera ittica (Video)

Un fondo regionale da 13 milioni di euro, al quale potranno attingere le attività commerciali, anche quelle del settore ittico, che prevede una parte di stanziamento (35%) a fondo perduto e la restante (65%) a tasso agevolato. E’ su questa base che lavora il settore del commercio dopo l’incontro, ieri a Palermo, con l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.

Una delegazione saccense, composta da Giuseppe Caruana, di Confcommercio, con il sindaco Fabio Termine, l’assessore Francesco Dimino, il presidente della commissione consiliare Attività produttive Giuseppe Catanzaro e il consigliere provinciale Alessandro Grassadonio, ha appreso di quest’iniziativa che sarà definita già lunedì prossimo in occasione di un successivo incontro, questa volta tecnico, con i vertici della dirigenza dell’assessorato.

“E’ un elemento concreto sul quale lavoriamo – dice Giuseppe Caruana in un’intervista a Risoluto.it – e che potrà consentire al commercio, compreso quello della filiera ittica, di avere risposte e magari a tanti operatori di non compiere scelte drastiche come quelle della chiusura delle attività”.

Acqua sprecata nelle dighe, Catanzaro attacca la Regione

Il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Michele Catanzaro, annuncia un’interrogazione urgente sulla gestione delle dighe Gammauta e Castello. La presa di posizione nasce dalla segnalazione dell’associazione Liberi Agricoltori e riporta al centro dell’attenzione il tema dell’acqua sprecata nelle dighe, ritenuto ormai insostenibile.
Dopo due anni segnati da emergenze idriche, secondo Catanzaro non è più tollerabile disperdere milioni di metri cubi d’acqua che potrebbero essere destinati a usi potabili e agricoli.

Gestione delle risorse idriche sotto accusa

Nel dettaglio, la diga Castello è in grado di garantire fino a 200 litri al secondo per uso potabile. Inoltre, la bretella collegata alla diga Gammauta potrebbe trasferire oltre 5 milioni di metri cubi d’acqua all’anno.
Tuttavia, la concessione attualmente in vigore, affidata a Enel e valida fino al 2029, continua a deviare circa 1000 litri al secondo verso il mare. Una scelta che rende l’acqua definitivamente non recuperabile e che, secondo il deputato, è ormai in contrasto con l’interesse pubblico.
In questo contesto, il problema dell’acqua sprecata nelle dighe emerge con forza, soprattutto alla luce delle criticità idriche che interessano il territorio.

Le proposte: revisione o revoca della concessione

Catanzaro chiede alla Regione un intervento immediato e concreto. Tra le proposte avanzate, vi è la revisione della concessione con l’introduzione di automatismi che consentano il trasferimento dell’acqua verso la diga Castello quando si scende sotto la soglia degli 11 milioni di metri cubi.
Inoltre, il deputato suggerisce l’installazione di misuratori di flusso pubblici, così da garantire trasparenza nella gestione delle risorse idriche.
In alternativa, viene proposta la revoca della concessione stessa, accompagnata dal potenziamento della bretella e dall’ampliamento dell’area di raccolta fino a 171 chilometri quadrati.

Acqua sprecata nelle dighe: “Serve una decisione politica chiara”

La posizione del capogruppo dem è netta: la Regione ha il dovere di intervenire rivedendo o revocando concessioni che non rispondono più all’interesse collettivo.
Il problema dell’acqua sprecata nelle dighe, sottolinea Catanzaro, non può più essere ignorato, soprattutto in un contesto in cui cittadini e agricoltura soffrono la carenza idrica.
“Serve una decisione politica chiara – conclude – perché oggi la priorità deve essere garantire acqua a cittadini e agricoltura, evitando sprechi non più tollerabili”.

Riconoscimento per i militari agrigentini che hanno sventrato truffe dei “finti carabinieri”

Un momento di riconoscimento per l’impegno dei militari che si sono distinti in due operazioni contro le truffe agli anziani nel territorio agrigentino.

Presso la caserma “Biagio Pistone” di Agrigento, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Nicola De Tullio, ha incontrato i militari protagonisti di due interventi che hanno consentito di bloccare i responsabili di gravi tentativi di raggiro ai danni di persone anziane.

Durante l’incontro, il comandante ha voluto esprimere apprezzamento per la prontezza operativa e la capacità investigativa dimostrate dai carabinieri, sottolineando il ruolo centrale dell’Arma nel contrasto a un fenomeno che colpisce spesso persone vulnerabili facendo leva su paura e coinvolgimento emotivo.

Il primo episodio risale al 27 febbraio scorso a Sciacca.

I carabinieri del locale Reparto territoriale hanno arrestato in flagranza un trentenne originario della provincia di Catania ma residente nel Padovano, ritenuto responsabile di tentata truffa aggravata con la tecnica del cosiddetto “falso carabiniere”. Determinante è stata la lucidità della vittima, un’anziana del luogo, che ha intuito il raggiro telefonico con cui le veniva richiesto di consegnare con urgenza denaro e preziosi per evitare presunte conseguenze giudiziarie a un familiare.

La donna ha immediatamente contattato i militari, permettendo l’organizzazione di un servizio mirato che ha portato al blocco dell’uomo e al recupero integrale di contanti e monili in oro.

Il secondo episodio si è verificato ad Aragona. I carabinieri della locale Stazione, con il supporto dei militari delle Stazioni di Comitini e Sant’Angelo Muxaro, hanno arrestato in flagranza un quarantunenne della provincia di Catania, anche lui accusato di truffa aggravata con il metodo del “finto carabiniere”.

L’intervento è scattato dopo la richiesta di aiuto della vittima, contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi appartenente all’Arma, aveva riferito di un presunto incidente stradale causato dal figlio, chiedendo la consegna immediata di denaro e preziosi. Ricevuta la segnalazione, i militari hanno predisposto un servizio nei pressi dell’abitazione, riuscendo a bloccare l’uomo proprio nel momento in cui si presentava per ritirare quanto richiesto.

Nel corso dell’incontro, il colonnello De Tullio ha rivolto un plauso ai militari coinvolti nelle operazioni, evidenziando come il loro intervento rappresenti un esempio concreto di impegno e attenzione verso la tutela della legalità e la protezione delle fasce più fragili della popolazione.

Acqua della diga Gammauta: appello degli agricoltori di Ribera

L’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera lancia un appello urgente alle istituzioni regionali sulla gestione dell’acqua della diga Gammauta, chiedendo una revisione della concessione attualmente in capo a Enel per usi industriali. La richiesta è indirizzata al Presidente della Regione Siciliana, agli assessori competenti e ai deputati regionali, con l’obiettivo di affrontare una situazione che, secondo l’associazione, rischia di aggravare ulteriormente la crisi idrica.

Acqua della diga Gammauta e priorità di legge

Al centro della segnalazione vi è la scadenza della concessione che consente a Enel di derivare 1000 litri al secondo medi annui dal bacino di Gammauta. L’associazione sottolinea come i cambiamenti climatici stiano determinando una crescente carenza di acqua per usi potabili e agricoli, rendendo necessario un adeguamento delle politiche di gestione dell’acqua della diga Gammauta.

Secondo quanto evidenziato, la normativa vigente stabilisce una chiara priorità: prima gli usi potabili, poi quelli agricoli e infine quelli industriali. Tuttavia, tali principi non sempre vengono applicati in modo strutturale, ma solo nei momenti di emergenza, come durante i periodi estivi.

Le criticità del sistema Gammauta-Castello

L’analisi proposta dall’associazione mette in luce uno squilibrio tra la capacità dei bacini e l’utilizzo dell’acqua della diga Gammauta. Quest’ultima, infatti, ha una capacità limitata di circa 500.000 metri cubi, mentre la diga Castello può contenere fino a 19 milioni di metri cubi.

Esiste inoltre una bretella che collega i due invasi, consentendo il trasferimento per gravità di circa 600 litri al secondo per circa 100 giorni l’anno, per un totale superiore ai 5 milioni di metri cubi. Una risorsa significativa che, secondo gli agricoltori, dovrebbe essere sfruttata meglio.

Dispersione delle risorse idriche

Un altro punto critico riguarda il destino dell’acqua utilizzata da Enel: dopo la produzione di energia, viene rilasciata a quota 60 metri sul livello del mare, diventando di fatto inutilizzabile per ulteriori accumuli e destinata a raggiungere il mare. Un processo definito dispendioso, soprattutto in un contesto di scarsità idrica legata anche alla gestione dell’acqua della diga Gammauta.

Le proposte degli agricoltori

L’Associazione Liberi Agricoltori propone due possibili soluzioni per una gestione più efficiente dell’acqua della diga Gammauta:

  • Rimodulazione della concessione, introducendo meccanismi automatici che consentano il trasferimento dell’acqua verso la diga Castello nei periodi non irrigui, quando il livello scende sotto gli 11 milioni di metri cubi.
  • Revoca totale della concessione, destinando l’acqua esclusivamente a usi potabili e agricoli e potenziando la bretella esistente.

Secondo l’associazione, quest’ultima soluzione permetterebbe di ampliare significativamente il bacino complessivo, migliorando la capacità di risposta alle esigenze del territorio senza attendere lunghi tempi burocratici.

Dopo le difficoltà vissute negli ultimi due anni da città e campagne dell’agrigentino, gli agricoltori chiedono un intervento concreto e tempestivo. L’obiettivo è evitare il ripetersi di crisi idriche e garantire una gestione più equa e sostenibile delle risorse, a partire proprio da una diversa destinazione dell’acqua della diga Gammauta, nel rispetto delle priorità stabilite dalla legge.

Palermo, maxi operazione della Guardia di Finanza: sequestrati oltre 145 mila prodotti irregolari

Nell’ambito delle attività di vigilanza economica disposte dal Comando Provinciale di Palermo, i militari della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di interventi mirati alla tutela dei consumatori e al contrasto del commercio illegale.

Il bilancio delle operazioni è rilevante: oltre 145.000 articoli sono stati sottratti al mercato perché ritenuti non sicuri, privi dei requisiti previsti dalla normativa o riconducibili a marchi falsificati. Diversi soggetti sono stati segnalati alle Autorità competenti.

Le verifiche, condotte in particolare dal Nucleo Mobile della Compagnia di Partinico e dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo, hanno portato al rinvenimento di consistenti quantitativi di merce irregolare.

In un negozio di Partinico sono state sequestrate 60 felpe con marchio imitato, mentre all’interno di un deposito riconducibile a un uomo denunciato per ricettazione e contraffazione sono stati trovati 1.067 capi di abbigliamento e accessori – tra borse, cinture e scarpe – riferibili a brand molto noti ma senza documentazione sulla provenienza.

Nel corso delle stesse attività, i finanzieri hanno individuato anche 10.400 prodotti non conformi alle norme di sicurezza e privi delle indicazioni obbligatorie in lingua italiana previste dal Codice del Consumo.

Un ulteriore intervento ha riguardato una tensostruttura abusiva di circa 75 metri quadrati, utilizzata come deposito e punto vendita irregolare. All’interno sono stati trovati oltre 127.000 articoli ludici sprovvisti delle necessarie autorizzazioni e senza registratore di cassa. La struttura, inoltre, occupava parte della carreggiata in una zona molto trafficata della città, ostacolando il transito dei veicoli.

In un altro esercizio commerciale sono stati scoperti circa 500 giocattoli e accessori per bambini privi della marcatura “CE”, requisito essenziale per attestare il rispetto degli standard di sicurezza.

Carini, invece, i controlli hanno portato al sequestro di circa 8.000 articoli per la casa privi delle informazioni obbligatorie per i consumatori. In questo caso sono state contestate sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 30.000 euro.

Le operazioni, coordinate dal Comandante del Gruppo Palermo, colonnello Danilo Persano, hanno consentito di rimuovere dal circuito commerciale numerosi prodotti potenzialmente pericolosi, in particolare per i minori, rafforzando l’azione di contrasto alla contraffazione e al commercio abusivo.

Operazione antidroga nel Ragusano: dieci arresti tra Comiso e Vittoria, sequestrati 16 chili di cocaina

Maxi operazione antidroga nel territorio ragusano. La Polizia di Stato ha eseguito dieci misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catania.

L’indagine, avviata nel dicembre del 2023 e denominata “Drug Parking”, ha permesso di ricostruire l’esistenza di un gruppo strutturato che operava principalmente nei territori di Comiso e Vittoria.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti degli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito un articolato sistema di distribuzione di droga, in particolare cocaina e marijuana, destinata al mercato locale.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati complessivamente oltre 16 chilogrammi di cocaina.

Gli inquirenti stimano che il traffico illecito generasse un volume economico di circa due milioni di euro.

L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti interventi degli ultimi mesi contro lo spaccio di stupefacenti nella provincia di Ragusa e ha consentito di interrompere un presunto circuito criminale radicato nel territorio.