Danneggiamenti nelle campagne, a Burgio colpito un uliveto

I carabinieri della stazione di Burgio indagano su un danneggiamento messo a segno nelle scorse ore in un uliveto di contrada Dragotto. Malviventi hanno tagliato le chiome di dieci alberi di ulivo nell’appezzamento di terreno di proprietà di un pensionato.


Nelle ore precedenti circa 200 piante di arancio e pesco danneggiati in località Piano Monaco, nel territorio di Caltabellotta, di proprietà di un bracciante agricolo di Lucca Sicula.

C’è preoccupazione in quel versante della provincia dove continuano a verificarsi fatti di questo tipo.

Buche stradali e debiti fuori bilancio al Comune di Sciacca a motociclisti e pedoni


Stanno per avvivare all’esame del consiglio comunale di Sciacca altri debiti fuori bilancio per risarcimenti a motociclisti e pedoni che hanno subito danni in incidenti stradali causati da buche non segnalate, avvallamenti, manto stradale deformato. Sono intervenute sentenze che hanno dato ragione a motociclisti e pedoni condannando il Comune di Sciacca a pagare.

Un saccense che percorreva via Sarno in direzione via Verona alla guida del proprio ciclomotore si è imbattuto in una buca ed è finito per terra. Frattura del polso e risarcimento di 1.100 euro.

Un altro motociclista che in sella a uno scooter aveva anche una donna ha perso il controllo del mezzo per un ferro arrugginito che fuoriusciva da una buca in via Castello. Il debito fuori bilancio del Comune di Sciacca anche con sentenza del Giudice di pace supera di poco i 3 mila euro.

Il cedimento del manto stradale in via Lido è stata la causa di un altro incidente stradale con risarcimento a un motociclista di poco meno di 2 mila euro.

Poco più di mille euro di debito il Comune pagherà a una donna che ha perso il controllo del proprio ciclomotore riportando, nella caduta, lesioni, in contrada Capo San Marco.

Un pedone a causa di una buca ha perso l’equilibrio ed è caduto in piazza Noceto, nel quartiere di San Michele, procurandosi una frattura alla clavicola. Il Tribunale di Sciacca ha condannato il Comune a pagare tutti i danni, patrimoniali e non, e il debito fuori bilancio ammonta a poco meno di 7 mila euro.

Gli altri debiti fuori bilancio per un commissario ad acta (18 mila euro) a seguito di una sentenza del Tar; a un ex dipendente per il quale non era stata considerata una parte del trattamento di fine rapporto per circa 13 mila euro.

Nella foto, la via Giotto

Allerta meteo gialla in provincia di Agrigento, invito alla prudenza

Piogge e temporali in arrivo: la Protezione civile regionale dirama l’avviso per rischio idrogeologico.

È stata diramata per la giornata di domani un’allerta meteo gialla che interesserà tutto il territorio comunale di Agrigento e l’intera provincia, a causa delle condizioni di instabilità atmosferica che potrebbero determinare piogge intense e temporali sparsi.

Il codice di allerta e’ lo stesso di quando alcuni giorni fa, la pioggia ha provocato danni a Favara e la scomparsa di Marianna Bello trascinata dalla furia dell’acqua

A comunicarlo è il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, che – attraverso un avviso ufficiale – invita la cittadinanza alla massima prudenza e a seguire attentamente le indicazioni della Protezione civile regionale.

“Si raccomanda di limitare gli spostamenti e di evitare soste su passerelle, ponti, argini dei torrenti o in prossimità di corsi d’acqua”, ha dichiarato Miccichè. “È importante non occupare le strade necessarie ai soccorritori, allontanarsi dai locali seminterrati a rischio allagamento e non tentare in alcun modo di arginare le acque.”

La Protezione civile consiglia inoltre di non recarsi su spiagge o moli, di evitare sottopassi, guadi e aree soggette a frane o alluvioni, e di ridurre al minimo il transito veicolare e pedonale nelle zone più a rischio durante le precipitazioni.

Il Comune invita la popolazione a restare informata attraverso i canali istituzionali e i mezzi di comunicazione locali, mantenendo comportamenti responsabili e collaborando con le autorità in caso di necessità.

Cinque giovani di Sciacca e Lucca Sicula denunciati per rissa alla Foggia


Hanno un’età compresa tra i 20 e i 25 anni cinque giovani, tre sono di Sciacca e due di Lucca Sicula, denunciati dai carabinieri per rissa.

Uno dei giovani di Lucca ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. I carabinieri stanno cercando di risalire alle cause di quanto accaduto.

La denuncia per i fatti che si sono svolti in località Foggia, nei pressi di un locale pubblico, è scattata a carico di tutti e adesso saranno i successivi accertamenti dei carabinieri a chiarire la vicenda, a stabilire le ragioni per le quali sarebbe scoppiata la rissa.

Trovato morto sotto il furgone a Porto Empedocle, Alfonso Spalma ha avuto un malore improvviso

Porto Empedocle si è stretta oggi pomeriggio, nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore, per l’ultimo saluto ad Alfonso Spalma, 39 anni, cameriere-pastore, trovato morto sabato 4 ottobre nel rione Le Cannelle. Venerdì scorso, su disposizione del sostituto procuratore titolare del fascicolo d’inchiesta, è stato eseguito l’esame autoptico sul corpo dell’uomo. L’accertamento è stato affidato a un medico legale di Catania nominato dalla Procura di Agrigento, che si è riservato di depositare la relazione completa entro un mese.

Stando a quanto trapela, il caso che inizialmente appariva come un possibile “giallo” si sarebbe invece chiarito: Alfonso Spalma è morto per cause naturali. Quando il corpo fu rinvenuto – sotto il suo furgone Peugeot Bipper, sporco di sangue – gli inquirenti parlarono di una “dinamica non chiara”, evitando ogni ipotesi prematura. Solo l’ispezione cadaverica effettuata quella sera escluse la possibilità di una morte violenta.

L’autopsia, eseguita venerdì, avrebbe fatto emergere che l’uomo, verosimilmente diretto a caccia, attività che praticava con regolare licenza e fucile detenuto legalmente, avrebbe accusato un malore improvviso. Scendendo dal mezzo, parcheggiato su un tratto in leggera salita, il furgone lo avrebbe travolto, causandogli ferite alla testa.

Terza perdita idrica a San Marco, slittano i tempi per i lavori in via Cappuccini


Il cronoprogramma era già fatto: oggi, lunedì 13 ottobre, riparazione del secondo tratto di condotta per migliorare la distribuzione nelle contrade Capo San Marco, Foggia e Carbone di Sciacca e domani, martedì 14, o al massimo mercoledì 15 inizio dei lavori in via Cappuccini. Invece, c’è stato un intoppo.

Una nuova perdita è stata riscontrata a Capo San Marco, in via Pietro Germi. Una squadra Aica sistema anche il collettore fognario in un’altra zona della città.

L’apertura del cantiere in via Cappuccini, dove la strada da parecchi mesi si allaga durante i turni di distribuzione idrica, dipende dal completamento dei lavori a Capo San Marco.

E poi ci sono altre zone di Sciacca in attesa di riparazione della rete idrica, dalla contrada Foggia alla via Giotto fino a piazza Sturzo, a Porta Palermo.

Alcuni interventi vengono effettuati, ma con la forza lavoro a disposizione, assai limitata, basta un imprevisto per fare slittare tutto e tanta acqua allaga ancora le strade di Sciacca.

E, intanto, si rende sempre più necessario un intervento di sistemazione della zona di approvvigionamento idrico da parte delle autobotti e dei mezzi dei vigili del fuoco in contrada Sovareto che è sempre allagata.

Palermo, dopo l’omicidio Taormina allarme sicurezza: Schifani e Lagalla da Piantedosi

Mentre presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha annunciato un imminente incontro a Roma con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla per affrontare il tema della sicurezza in città, a Palermo restano alta la tensione e la preoccupazione dopo l’omicidio avvenuto nella notte tra sabato e domenica.

Non sarebbe stato solo Gaetano Maranzano, il 28enne dello Zen, a essere coinvolto nella sparatoria costata la vita a Paolo Taormina, nel locale della famiglia della vittima. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, un gruppo di giovani dello Zen avrebbe trascorso la serata nei pressi del pub “O Scrusciu”, poco distante dal luogo dell’aggressione.

Dopo la rissa e il colpo di pistola fatale, diversi ragazzi sarebbero fuggiti a bordo di scooter, in una scena che ricorda quella della strage di Monreale dello scorso aprile. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, ora al vaglio degli inquirenti, mostrerebbero chiaramente il caos seguito allo sparo.

Nel quartiere Zen, intanto, sono in corso perquisizioni e controlli a tappeto per individuare chi fosse con Maranzano la notte dell’omicidio. Alcuni giovani sono stati già condotti in caserma per essere ascoltati e successivamente rilasciati dopo gli interrogatori.

Un quadro che conferma l’urgenza del vertice sulla sicurezza a Roma, dove Schifani e Lagalla incontreranno Piantedosi mercoledì mattina per affrontare la crescente emergenza criminale nel capoluogo siciliano

Alice Bressan: empatia, tecnica e visione dietro il bancone della Vela. A Sciacca, dove l’accoglienza diventa arte

C’è una leadership che non grida, ma si fa sentire con la calma. Una professionalità che non ostenta, ma accoglie. Un’intelligenza relazionale capace di tenere insieme visioni diverse, emozioni intense e ritmi serrati. È questa la cifra distintiva di Alice Bressan, maître di sala del Ristorante Vela di Sciacca.

Alice è la sorella gemella di Giada, ma ha scelto un percorso complementare. Se una crea con zucchero e passione, l’altra organizza, accoglie e guida. Razionale, obiettiva, empatica, Alice è il punto di equilibrio tra front e back of house. Non solo una professionista dell’accoglienza, ma una presenza che rende coesa la squadra, trasforma le tensioni in opportunità di confronto e riesce a restituire al mestiere di sala tutta la dignità e la bellezza che merita.

Esperienza, competenza e uno sguardo che unisce

La sua esperienza parte da lontano: quattro anni di formazione al ristorante “Agli Amici”, dove ha imparato lo storytelling, l’importanza del linguaggio nel racconto di un piatto, la cura nei dettagli. Da lì, il percorso è proseguito con uno studio continuo: un master sul caffè – dal latte-art alla conoscenza approfondita dei metodi di estrazione –, il titolo di sommelier WSET livello 2, la formazione sul sakè insieme a Valerio Fini, e infine il ruolo di bartender della Vela, con particolare attenzione agli abbinamenti analcolici dei menù degustazione.

Alice è una professionista a tutto tondo, capace di muoversi con grazia tra bancone, tavoli e retrobottega. Il suo lavoro quotidiano è un esercizio costante di ascolto, mediazione e visione d’insieme. Ma è anche molto di più: è passione per l’ospitalità, desiderio di lasciare un segno positivo nei collaboratori, amore per la bellezza silenziosa della crescita individuale e di squadra.

Una città da scoprire e da valorizzare, insieme

Quando è arrivata a Sciacca, Alice ha sentito subito qualcosa di speciale. “La cosa che mi ha colpito di più è l’aria di tranquillità e calma”, racconta. In contrasto con lo stile frenetico delle grandi città del nord, Sciacca le è sembrata un rifugio e, al tempo stesso, una sfida. Una città dal potenziale enorme, tutta da scoprire, da valorizzare, da raccontare.

Scommettere su Sciacca è stata una scelta coraggiosa, ma anche profondamente consapevole. Alice crede nel valore di fare impresa in Sicilia, nella possibilità di trasmettere ai giovani la bellezza di questo mestiere, di contribuire alla crescita del territorio attraverso una proposta gastronomica solida, rispettosa e appassionata.

Rispetto, trasparenza e piccoli gesti quotidiani

Per Alice, i valori fondamentali alla Vela sono chiari: rispetto, gentilezza, onestà. E non sono solo belle parole, ma pratiche quotidiane. Dall’organizzazione del lavoro alla gestione dei permessi, dalle riunioni di feedback alle gite di team building, ogni scelta è guidata da un’idea di comunità e di equilibrio, in cui ogni voce conta, ogni persona viene valorizzata, ogni dettaglio è importante.

Anche nel servizio, Alice ama costruire un’atmosfera di fiducia: con i clienti, con i collaboratori, con i fornitori. “Il mio mood di vita? Trattare gli altri come vorresti essere trattato tu” dice, e lo si percepisce in ogni gesto, in ogni sguardo, in ogni racconto.

Una filosofia che lascia il segno

Il sogno di Alice per la Vela è quello di una stabilità duratura, di un riconoscimento autorevole, ma anche di un impatto positivo sul territorio. Le piacerebbe vedere i giovani appassionarsi di nuovo a questo mestiere, investire nella ristorazione come progetto di vita, e creare una catena virtuosa che valorizzi Sciacca, la sua bellezza, la sua storia, la sua ospitalità.

Da luglio, insieme agli altri tre soci, ha intrapreso una nuova sfida assumendo la gestione del Domus Maris Boutique Hotel di Sciacca. In questa realtà Alice ricopre il ruolo di direttrice, occupandosi dell’organizzazione e dell’accoglienza, con la stessa attenzione ai dettagli e alla cura dell’ospite che contraddistinguono il suo percorso professionale. Un progetto che rappresenta un’evoluzione naturale del suo impegno nell’hospitality e un’ulteriore occasione per esprimere la sua visione di accoglienza autentica e consapevole.

Un momento che racchiude tutto questo? Il cambio menù. È lì che si attiva la collaborazione massima tra sala e cucina, che si raccontano piatti ed emozioni, che si ride, si studia, si cresce. Oppure la cena del personale, il relax del pre e post servizio, i piccoli riti che tengono insieme le persone.

Oltre il menù: ricordi, visioni e desideri

Nel menù della Vela, i piatti cambiano con le stagioni, ma per Alice ce ne sono alcuni che evocano ricordi speciali: il dolce dedicato alla nostalgia, la seppia del menù “Cartoline dal mare”, il tonno attualmente in carta. Piatti che parlano di emozioni, di viaggi, di identità.

A ispirarla, più di tutto, sono stati i suoi genitori: dedizione, rispetto, onestà, generosità. Sono questi i pilastri su cui ha costruito la sua carriera e che, ogni giorno, porta con sé tra i tavoli della Vela.


Scopri di più

Per conoscere meglio la storia del Ristorante Vela e dei suoi protagonisti, leggi anche:

Giada Bressan: dolci ricordi e nuove emozioni, nel cuore di Sciacca
Francesco Crimi: l’anima silenziosa della cucina, dalla terrazza di Sciacca al sogno di un’identità che si racconta nel piatto
– Valerio Fini: dalla stella Michelin in Croazia alla missione di fare impresa in Sicilia

Oppure visita il sito ufficiale del Ristorante Vela per vivere l’esperienza, prenotare un tavolo o lasciarti ispirare dai menù stagionali.

Raid notturno a Caltabellotta, distrutti 200 alberi di arancio e pesco

Non solo vigneti, ma anche alberi di arancio e di pesco sono finiti nel mirino dei vandali in contrada Piano Monaco, nelle campagne di Caltabellotta. Circa duecento piante sono state distrutte nel corso di un vero e proprio raid notturno che ha colpito l’appezzamento di terreno di un bracciante agricolo di 47 anni.

Secondo una prima ricostruzione, ignoti si sarebbero introdotti nel fondo agricolo durante una delle scorse notti, tagliando decine di alberi, la maggior parte dei quali di arancio. Un gesto che ha provocato un danno economico stimato in quasi 10 mila euro.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Caltabellotta, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del danneggiamento. Considerata la portata del raid e la quantità di piante distrutte, gli investigatori ritengono quasi certo che ad agire siano state più persone.

Sciacca, Fratelli d’Italia a Termine: “L’ex convento San Francesco abbandonato da 4 anni”

I consiglieri comunali Calogero Bono e Gaetano Cognata, del gruppo Fratelli d’Italia, hanno presentato un’interrogazione al sindaco di Sciacca, Fabio Termine, sullo stato dell’ex convento di San Francesco.

Nell’atto, i due esponenti di opposizione ricordano che “oltre quattro anni fa (marzo 2021) una caduta di calcinacci da un cornicione dell’ex convento di San Francesco ha causato il transennamento dei luoghi con conseguente restrizione della carreggiata e cambio della viabilità a senso unico”.

Una situazione che, scrivono, ha determinato notevoli disagi, poiché “l’arteria viaria in questione rappresenta nella parte est del centro una valvola di sfogo non di poco conto e l’interdizione del doppio senso di circolazione ha causato notevoli disagi”.

Bono e Cognata sottolineano anche il danno d’immagine per la città, segnalando che “la zona è un crocevia di turisti che non hanno proprio un bel vedere con la zona transennata e anche piena di erbacce e sporca all’interno delle transenne”.

A distanza di oltre quattro anni, scrivono i consiglieri, “è passato troppo tempo da quando il fatto è avvenuto e probabilmente questa amministrazione, come la precedente, ha altre priorità e quindi lascia questioni come queste al loro destino”. La vicenda, aggiungono, “è emblematica dello stato di abbandono amministrativo in cui versa la città, insieme anche a tantissime altre questioni”.

Nell’interrogazione si chiede all’amministrazione comunale di chiarire “se intende nel breve periodo riprendere la questione ed intervenire o se invero lasciare le cose per come stanno in attesa della prossima amministrazione comunale”, “se nel recente passato si è intervenuti presso gli enti competenti per risolvere la questione mettendosi anche a disposizione per interventi sostitutivi” e “se vi è stato carteggio e corrispondenza tra la amministrazione comunale e uffici comunali o altri enti di cui si chiede il rilascio di copia di tutte le note”.