Giudizio abbreviato per i cinque margheritesi coinvolti nell’inchiesta sulla “Mafia dei pascoli”

Hanno avanzato richiesta di giudizio abbreviato i cinque margheritesi coinvolti nell’inchiesta sulla cosiddetta “Mafia dei Pascoli” e il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Carmen Salustro, ha rinviato al 27 ottobre per sciogliere la riserva sulle costituzioni di parte civile e per l’ammissione al rito.

L’accusa è di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso, a carico di Pietro e Giovanni Campo, di 73 e 34 anni; Piero Guzzardo, di 46; Pasquale Ciaccio, di 59; Domenico Bavetta, di 42.

Le indagini sono state condotte dallo Sco, dalla Sisco di Palermo e dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo e avrebbero permesso di ipotizzare il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali sul territorio di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina.

Sarebbe stato attuato un controllo sull’economica agro-pastorale dell’area e sull’utilizzo dei fondi agricoli.

Pietro e Giovanni Campo sono difesi dall’avvocato Carmelo Carrara. Quest’ultimo, assieme all’avvocato Antonino Augello, difende anche Pasquale Ciaccio. Piero Guzzardo è difeso dagli avvocati Giuseppe Giambalvo e Giuseppe Oddo, mentre Domenico Bavetta è assistito dall’avvocato Pietro Abate.

Le vicende oggetto dell’inchiesta abbracciano un periodo compreso tra il 2016 e il 2022.

Sciacca, ubriaco crea scompiglio e aggredisce i carabinieri: arrestato 29enne tunisino

Momenti di tensione nella serata di ieri a Sciacca, dove un ventinovenne di nazionalità tunisina è stato arrestato con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’episodio è avvenuto nei pressi di alcuni locali in via Lido Esperando, dove l’uomo, apparentemente alterato dall’eccessivo consumo di alcol, avrebbe iniziato a creare scompiglio tra avventori e passanti. Diverse le segnalazioni giunte al numero unico di emergenza, che hanno portato sul posto una pattuglia dei Carabinieri.

All’arrivo dei militari, il giovane – in evidente stato di agitazione – avrebbe opposto resistenza, arrivando a scagliarsi contro di loro. Nel corso dell’intervento uno dei carabinieri ha riportato lievi traumi, successivamente medicati presso l’ospedale di Sciacca.

Il ventinovenne è stato bloccato e condotto in caserma, dove è scattato l’arresto. Su disposizione del pubblico ministero di turno, è stato posto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Confindustria Energia, Brusco “Autonomia strategica Ue tema prioritario”

ROMA (ITALPRESS) – “Un contesto globale sempre più instabile. Oggi più che mai, il sistema energetico italiano – ed europeo – si trova ad affrontare un momento di straordinaria complessità”. Con queste parole Guido Brusco, presidente di Confindustria Energia, ha dato il via ai lavori della Terza Conferenza Annuale della Federazione. “In questo scenario – ha sottolineato il presidente di Confindustria Energia – il tema dell’autonomia strategica europea – energetica, industriale e tecnologica – non è più una questione astratta, ma una priorità concreta. Allo stesso tempo, siamo chiamati a rispettare obiettivi climatici ambiziosi, che impongono una profonda trasformazione del nostro sistema produttivo ed energetico”.
La decarbonizzazione non è più un orizzonte lontano: è una sfida già in corso, che coinvolge ogni anello della filiera – dalla produzione alla distribuzione, dal consumo al riuso e riciclo. Ma non può essere affrontata con un approccio ideologico o, peggio, scollegato dalla realtà industriale ed economica degli Stati membri. E’ fondamentale pensare ad una transizione giusta, graduale e sostenibile. Una transizione che riconosca il ruolo dell’industria come parte della soluzione, e che rispetti il principio della neutralità tecnologica, evitando scelte calate dall’alto che rischiano di penalizzare segmenti chiave della nostra manifattura e della filiera energetica.
Decarbonizzare, sì, quindi, ma con realismo, con strumenti efficaci, e con l’intelligenza di valorizzare tutte le tecnologie disponibili – dal gas naturale all’idrogeno, dai biocarburanti al nucleare di nuova generazione, dalle rinnovabili alla CCS – senza esclusioni ideologiche, prevedendo misure che possano rispondere opportunamente al fabbisogno e alle opportunità di investimento al fine di affrontare le ricadute sociali, economiche e ambientali della transizione.
L’Italia, secondo quanto emerso, ha le competenze, le imprese, le tecnologie e le professionalità per giocare un ruolo da protagonista. “Ma servono regole chiare, tempi certi e processi decisionali snelli. Non possiamo più ignorare la farraginosità dell’attuale sistema autorizzativo, che oggi rappresenta il vero collo di bottiglia per gli investimenti nel settore energia”.
Progetti strategici per il futuro del Paese – nelle rinnovabili, nel gas, nelle reti e infrastrutture – restano bloccati per mesi, talvolta per anni, in un labirinto burocratico che scoraggia gli investitori, rallenta la transizione e indebolisce la nostra sicurezza energetica.
“Non chiediamo scorciatoie – indica Guido Brusco – ma certezza del diritto e responsabilità nelle decisioni. Chiediamo che il sistema Paese sappia premiare chi investe in innovazione, sostenibilità e lavoro, piuttosto che penalizzarlo con inefficienze che non possiamo più permetterci”.
Una recente ricerca realizzata dal CENSIS per Confindustria Energia nasce da una riflessione condivisa sulla natura e sui tempi della transizione energetica. Una transizione che non può più essere considerata solo un obiettivo ambientale, ma che va letta nella sua piena dimensione industriale, economica e sociale.
“In questo senso, la proposta di una legge quadro sull’energia, fondata sui principi di neutralità tecnologica e neutralità sociale, rappresenta un passaggio chiave – spiegano da Confindustria Energia -. Serve uno strumento in grado di superare la frammentazione normativa, favorire la chiarezza delle regole, e consentire una pianificazione solida e flessibile, in linea con l’evoluzione tecnologica”.
Nel primo semestre del 2025, secondo i dati pubblicati dal Servizio Studi del Dipartimento Attività produttive della Camera dei Deputati, la durata media di una Valutazione di Impatto Ambientale è stata di circa 1.000 giorni; per un Provvedimento Autorizzatorio Unico, oltre 1.200 giorni. Numeri incompatibili con l’urgenza del cambiamento richiesto.
Ma perchè la transizione sia davvero efficace, dovrà essere compresa, condivisa e sostenuta dalle comunità. “La ricerca evidenzia con chiarezza come la dimensione sociale sia oggi un fattore determinante – si legge ancora -. I cittadini si dichiarano disponibili a cambiare abitudini nei consumi, nella mobilità, nell’uso dell’energia. Ma questa disponibilità va alimentata con trasparenza, ascolto e coinvolgimento. E poi ci sono le persone. Non ci sarà transizione energetica senza una transizione delle competenze. Dobbiamo investire in formazione, attrarre giovani, aggiornare i profili professionali, e rafforzare la collaborazione tra imprese, università e istituzioni scolastiche”.
“In questo quadro – ha chiosato Brusco – voglio rivolgere un ringraziamento particolare al sindacato, con cui abbiamo recentemente concluso il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore energia e petrolio. Un risultato importante, frutto di un confronto serio, trasparente e orientato al futuro. Abbiamo dimostrato, insieme, che è possibile trovare soluzioni equilibrate, capaci di valorizzare il lavoro, migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori e, al tempo stesso, sostenere la competitività delle imprese. Questo è il modello di relazioni industriali che ci guida e che vogliamo rafforzare: basato sul dialogo, sulla corresponsabilità e su una visione di lungo periodo”.

– foto Confindustria Energia –

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Conte “Definanziare folli piani militari”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi l’emergenza è economica e sociale. Dobbiamo assolutamente lanciare un appello forte e invocare misure straordinarie, non possiamo affrontare questa legge di bilancio come una legge qualsiasi, occorre una terapia d’urto”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, nel corso di una diretta social.
“Definanziamo i folli piani militari. Nessuno ha mai detto che il comparto non debba essere aggiornato, l’ho fatto anche io in modo modesto, ma non possiamo abbracciare questo piano folle che serve a riarmare la Germania e renderla una superpotenza militare”, ha aggiunto.

– Foto IPA Agency –

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Humanitas, al via il mese di prevenzione senologica con Sorrisi in Rosa

MILANO (ITALPRESS) – Con l’evento “Let’s Talk with Sorrisi in Rosa” e con l’inaugurazione della mostra fotografica di “Sorrisi in Rosa” all’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), ha preso il via il mese della prevenzione del tumore al seno. Con incontri di divulgazione, consulti gratuiti, sessioni di make up in tutte le sedi degli ospedali Humanitas d’Italia si punta a sensibilizzare sulla necessità della prevenzione. Il progetto “Sorrisi in Rosa”, nato 9 anni fa da un’idea della fotografa Luisa Morniroli e della scrittrice Cristina Barberis Negra, accende i riflettori sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno.
Se alla prima edizione di “Sorrisi in Rosa” erano state 12 le donne colpite dalla malattia e guarite che avevano deciso di partecipare, oggi il movimento tocca tutte le sedi degli ospedali Humanitas, da Milano a Bergamo, da Torino a Castellanza a Catania ed è arrivato a coinvolgere 150 donne. Le stesse sedi ospedaliere Humanitas, per un mese, saranno animate da un fitto calendario di iniziative perchè il tumore al seno vanta il triste primato di neoplasia più diffusa in Italia, con 60.000 nuove diagnosi ogni anno.
“E’ fondamentale anticipare la diagnosi di tumore al seno, perchè i tumori tanto più piccoli, tanto più hanno la probabilità di guarire. Con un tumore di un centimetro – ha detto il professor Corrado Tinterri, Direttore della Breast Unit dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas – al 90% si guarisce sempre. Le Breast Unit hanno rivoluzionato il modo di curare, aumentando la probabilità di guarire. Farsi curare in un centro di senologia vuol dire mettere la donna al centro, ha attorno tutti i professionisti dedicati al tumore della mammella”.
La diagnosi precoce e la ricerca sono armi fondamentali, hanno sottolineano i clinici della Breast Unit dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas durante l’evento “Let’s Talk With Sorrisi in Rosa”: dalle nuove terapie oncologiche personalizzate ai progressi della radioterapia, fino ai percorsi post-oncologici di ricostruzione mammaria, l’obiettivo è migliorare non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità di vita delle pazienti. Fra le novità sulle quali si può contare in Humanitas e nei Centri Humanitas Medical Care di Milano c’è il supporto dell’intelligenza artificiale.
“Da un lato – ha detto la professoressa Daniela Bernardi, responsabile di Radiologia Senologica e Screening di Humanitas – stiamo utilizzando l’IA per migliorare la qualità di esecuzione della mammografia, dall’altra, guardando ai medici, li affianca nell’interpretazione delle indagini mammografiche, aumentandone l’accuratezza diagnostica. Con l’intelligenza artificiale si aumenta la riconoscibilità delle lesioni”.
Sorrisi in Rosa è parte di Pink Union di Fondazione Humanitas per la Ricerca, il progetto a sostegno della salute femminile che rappresenta l’impegno di medici e ricercatori che ogni giorno lavorano per aprire nuove strade alla cura. Un esempio di ricerca con potenziale d’impatto sul percorso delle donne con tumore al seno è ‘NEONOD 2’, coordinato proprio dal professor Corrado Tinterri e dalla professoressa Marta Scorsetti, Responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia. Avviato nel 2020, è il primo progetto multicentrico in Europa che valuta l’impatto della conservazione dei linfonodi con minimo residuo tumorale dopo chemio- immunoterapia neoadiuvante. I risultati preliminari saranno presentati a dicembre, durante un convegno internazionale San Antonio Breast Cancer Symposium.
Il progetto è stato supportato da diverse aziende fra cui DHL Express Italy: “Siamo molto felici che il progetto stia dando buoni frutti – ha detto durante l’evento Antonella Sada, Head of Public Affairs, Brand and Communications and Sustainability di DHL Italia – abbiamo trovato coesione di valori e vogliamo quindi ancora supportare la ricerca e Sorrisi in Rosa”.
Il calendario delle iniziative 2025 relative al mese di prevenzione è disponibile online al link https://fondazionehumanitasricerca.it/eventi-sorrisi-in-rosa

– Foto f06/Italpress –

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Con “Buongrano” Mulino Bianco porta l’agricoltura rigenerativa a tavola

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (MANTOVA) (ITALPRESS) – Mulino Bianco compie un passo decisivo nel percorso di sostenibilità che da sempre caratterizza la sua storia. E’ infatti il primo brand bakery in Italia certificato a realizzare un biscotto interamente prodotto con farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa: il nuovo Buongrano.
Questo lancio segna l’avvio di una nuova fase della Carta del Mulino, il disciplinare del brand che ha definito innovativi standard per la coltivazione sostenibile del grano tenero, garantendo la qualità dei prodotti, la tutela della biodiversità e la valorizzazione del lavoro degli agricoltori. Oggi la Carta guida il cambiamento puntando, per Buongrano, sull’agricoltura rigenerativa: un approccio che non solo riduce l’impatto ambientale dell’attività agricola in termini di CO2 eq, ma restituisce nuova vitalità alla terra.
Con Buongrano, nel 2018, ha preso il via, per la farina di grano tenero, il progetto Carta del Mulino che, oggi, riguarda la maggior parte dei prodotti Mulino Bianco. Oggi, sette anni dopo, il biscotto torna nelle case dei consumatori con una nuova veste: è il primo prodotto con 100% farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa e diventa il frutto tangibile di un nuovo approccio responsabile.
Che cosa significa per i consumatori? Scegliere Buongrano significa portare in tavola un biscotto che unisce il piacere del gusto a un’attenzione autentica per la Terra. Per Mulino Bianco non è solo un gesto, ma un modo di agire concreto: prendere dalla natura con rispetto, restituendole valore e nutrimento, per trasformare con il proprio saper fare ingredienti semplici in prodotti buoni e genuini. Il grano tenero di Buongrano nasce infatti da pratiche agricole che verranno verificate e monitorate grazie all’introduzione di una nuova regola del Disciplinare “Carta del Mulino” (vale a dire il rispetto del “Regenerative Agriculture Standard di Food Chain ID), ad oggi, applicata solo su Buongrano, che aiuta le piante a crescere più sane e forti, favorendo la fertilità del suolo e garantendo la disponibilità di cibo anche in futuro. Così, è possibile gustare un prodotto buono oggi, sapendo di fare qualcosa di buono anche per domani.
Con il suo nuovo pack dedicato, Buongrano rappresenta inoltre un’importante promessa di Mulino Bianco: estendere progressivamente questo modello a tutta la produzione. Entro il 2030, infatti, tutti i prodotti Mulino Bianco saranno realizzati con farina di grano tenero proveniente da agricoltura rigenerativa.
“Con Buongrano vogliamo scrivere un nuovo capitolo della storia di Mulino Bianco, che da cinquant’anni nutre la fiducia che il mondo possa essere un posto migliore. Portiamo nelle case delle persone prodotti buoni, investendo nella qualità degli ingredienti e nei processi di trasformazione, e prendendoci cura della natura. Il nostro obiettivo è far conoscere il valore dell’agricoltura rigenerativa: è il nuovo impegno della marca per continuare a garantire ai consumatori la stessa qualità di sempre, nutrendo al contempo la nostra terra”, afferma Laura Signorelli, Marketing Director Equity Mulino Bianco.
L’agricoltura rigenerativa è un approccio olistico che mette al centro la salute del suolo e degli agroecosistemi. Attraverso pratiche mirate come le rotazioni colturali, che restituiscono nutrienti al terreno e favoriscono la sua naturale fertilità, la copertura vegetale durante i periodi di riposo colturale per proteggere il suolo, la creazione di aree fiorite dedicate ad api, farfalle e altri insetti utili, la riduzione di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi grazie a una gestione più attenta e l’uso di tecnologie digitali per monitorare gli impatti e migliorare costantemente le pratiche, è possibile rigenerare la fertilità dei terreni, aumentare la biodiversità, migliorare i cicli dell’acqua e rafforzare la resilienza delle comunità agricole.
La Carta del Mulino coinvolge oggi oltre 48.000 ettari coltivati da 1.800 agricoltori, 14 mulini esterni e 70 centri di stoccaggio e il mulino di proprietà Barilla. Con l’edizione 2025 il disciplinare rende l’agricoltura rigenerativa parte essenziale del modello produttivo nella filiera del grano tenero.
L’obiettivo è quello di rigenerare i terreni integrando le attuali pratiche agronomiche con altre che permettano di raggiungere benefici incrementali, rafforzando la tutela degli agroecosistemi e valorizzando il lavoro degli agricoltori attraverso formazione, innovazione digitale e nuove competenze.
I benefici sono già misurabili, con la riduzione delle emissioni di CO2 eq del 7% annuo rispetto all’agricoltura convenzionale (circa 9.500 tonnellate risparmiate ogni anno, l’equivalente di 320 camion carichi di CO2 eq). Inoltre, 2.000 ettari (pari alla superficie di 2.900 campi da calcio) sono già stati destinati a fasce di biodiversità, che hanno favorito un incremento del 40% degli insetti impollinatori, tra cui api, sirfidi e farfalle, nelle aree monitorate dall’Università di Bologna.
Il monitoraggio della salute del suolo è garantito da SOCRATE, un modello nato da un progetto innovativo che utilizza satelliti e intelligenza artificiale per misurare in maniera rapida, economica ed accurata, la sostanza organica del suolo, un indicatore chiave della fertilità. Con l’impiego di SOCRATE abbiamo potuto confermare che i terreni coltivati secondo la Carta del Mulino sono in grado di conservare e migliorare la sostanza organica e di conseguenza la salute del suolo.
Il percorso verso l’agricoltura rigenerativa di Buongrano è reso possibile grazie a un ampio sistema di collaborazioni scientifiche e istituzionali: WWF, CNR – IBE, Università di Torino, Bologna e Tuscia, insieme a partner tecnologici e tecnici come XFarm e Open Fields, contribuiscono a validare le pratiche agricole e a monitorarne l’impatto ambientale, garantendo un modello di eccellenza.
“La salute del suolo è alla base della qualità del nostro grano e quindi dei nostri prodotti. Con la Carta del Mulino stiamo lavorando al fianco di partner, agricoltori, stoccatori e mulini per diffondere sempre di più le pratiche di agricoltura rigenerativa, capaci di migliorare la fertilità dei terreni anno dopo anno, favorire la biodiversità e valorizzare il lavoro di tutta la filiera. E’ un percorso che richiede impegno e collaborazione, ma che ci permette di guardare con fiducia al futuro”, commenta Michele Zerbini, Soft Wheat & Flours Italy & Galliate Mill Purchasing Associate Director Mulino Bianco.
Anche WWF Italia, quale partner di questo percorso, riconosce l’importanza dell’agricoltura rigenerativa. “Oggi questo modello di agricoltura rappresenta una risposta concreta alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità. Il percorso intrapreso da Mulino Bianco e dal Gruppo Barilla con la Carta del Mulino e che con Buongrano include pratiche di agricoltura rigenerativa è un segnale importante: dimostra che è possibile conciliare produzione alimentare di qualità con il ripristino e la tutela degli agroecosistemi, iniziando dal suolo”, commenta Eva Alessi, Head of Sustainability WWF Italy.

– news in collaborazione con Mulino Bianco –
– foto ufficio stampa Mulino Bianco –
(ITALPRESS).

Il volley azzurro al Quirinale, Mattarella “Siete stati formidabili”

ROMA (ITALPRESS) – “Bentornate e bentornati, grazie per i vostri doni che conserverò con grandissima cura. Siete stati formidabili, complimenti e grazie. Siete stati seguiti in maniera appassionata dagli italiani e tutti vi sono riconoscenti”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso del suo intervento al Quirinale durante il ricevimento delle due squadre azzurre di volley per celebrare i successi iridati. “Avete parlato di sacrifici, difficoltà, rinunce, pressione che si avverte, gli affetti distanti: tutto questo complesso di elementi e condizioni rappresentano un sacrificio alto. Affiancato dalla passione che è alla base dei successi. E la ricompensa sta certamente nei successi e nell’affetto che vi circonda. Ma c’è un’altra ricompensa e cioè aver sollecitato, spinto, tante bambine e bambini a dedicarsi alla pallavolo e comunque ad uno sport e questo è un grande contributo per la vita del nostro Paese” le parole del Capo dello Stato.
“In appena cento giorni è la terza volta che sono qui al Quirinale, ma l’emozione è sempre la stessa. Se non è un record poco ci manca, e continueremo a lavorare per tornarci” ha detto il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. “Sento il dovere e il piacere di salutare i due coach perchè il loro compito non è stato facile, ma sono due allenatori che provengono dallo stesso ceppo. Siete un modello per tutto il mondo sportivo italiano, come vittoria e come modello organizzativo. Grazie Presidente per l’attenzione, per il suo affetto, sappiamo che lei segue i principali eventi sportivi con emozione. La consideriamo uno di noi, che sta in panchina ma che fa sempre il tifo per noi. Faremo in modo che l’inno d’Italia continui a suonare anche d’inverno come è stato per l’estate. Si tratta di un’impresa straordinaria dello sport italiano, oggi celebriamo i fratelli e le sorelle d’Italia. La pallavolo italiana è un modello da studiare” ha aggiunto Buonfiglio.
“Grazie Presidente per averci accolti qui ancora una volta. Essere ricevuti al Quirinale è un onore immenso, significa che è stato fatto qualcosa di rilevante per l’Italia. Lo è ancora di più quando sono invitate due squadre che hanno scritto una pagina indelebile della storia dello sport italiano” le parole del presidente della Federvolley, Giuseppe Manfredi. “Abbiamo realizzato un’impresa straordinaria, sono risultati che ci riempiono di orgoglio e sono frutto del lavoro condiviso. Nelle vittorie c’è il volto di un intero movimento. La pallavolo è lo sport delle famiglie, un movimento sano, che cresce nelle palestre scolastiche e nelle realtà di provincia. E’ una realtà che unisce e sa formare. Abbiamo il dovere di farla crescere ancora – ha spiegato -. Il successo non si misura solo con le medaglie, ma con ciò che lasciamo alle future generazioni. Ogni bambino e bambina deve avere la possibilità di scoprire la bellezza della pallavolo e dello sport in generale”, ha aggiunto. “Investire nello sport scolastico è una scelta culturale ed economica, lo sport è il luogo dove si impara a perdere e rialzarsi e reagire a situazioni difficili, come hanno fatto le nostre nazionali. Vedere le azzurre cantare l’inno con la coppa è un’immagine che resterà nel cuore di tutti gli italiani”, ha concluso.
“Per noi è un grande orgoglio essere qui, quando il Presidente della Repubblica ci riceve vuol dire che tutta l’Italia ci riceve. In un mondo dove le divisioni vanno per la maggiore, credo che lo sport possa aiutare a difendere la cultura democratica. La squadra femminile da questo punto di vista è un modello da ammirare, abbiamo molta diversità, ma è una diversità che riesce a lavorare insieme” l’intervento del ct dell’Italvolley femminile Julio Velasco. “Queste ragazze non hanno mai mollato. Ci sono molte culture, a partire da me che nell’83 sono arrivato qui e mi sono innamorato dell’Italia. Uno dei miei assistenti – ha aggiunto – viene dall’Argentina, figlio di immigrati calabresi. Ci sono ragazze che hanno origini della Nigeria, dalla Costa d’Avorio, dalla Germania, dalla Russia: è l’immagine della nuova società italiana ed europea”.
“Festeggiamo un qualcosa di straordinario che le due squadre sono riuscite a fare, siamo orgogliosi di far parte di questa storia. Io l’Ancelotti della pallavolo? Per me è un piacere, cerchiamo di portare avanti, ognuno con il suo modo, il lavoro che si fa” ha detto il ct dell’Italvolley maschile Ferdinando De Giorgi
– foto Ipa Agency –
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Randagi nell’area interna del Tribunale di Sciacca, l’episodio oggetto di comunicazioni urgenti in consiglio comunale

E’ stato l’assessore comunale Agnese Sinagra a riferire nel dettaglio dell’episodio accaduto ieri mattina nell’area interna delimitata dai cancelli del Tribunale di Sciacca dove due randagi sono riusciti ad intrufolarsi.

Un episodio ritenuto grave e paradigmatico dello stato del fenomeno randagismo in città per i consiglieri di opposizione e che e’ divenuto oggetto di comunicazioni urgenti della seduta di questa sera del consiglio comunale di Sciacca dove il gruppo di Forza Italia tramite il capogruppo Clelia Catanzaro ha chiesto all’amministrazione di riferire ad apertura dei lavori.

La componente dell’esecutivo con delega al settore, l’assessore Agnese Sinagra, ha dunque ricostruito quanto accaduto con i due animali che da giorni gli accalappiacani del Comune di Sciacca monitoravano e seguivano per la cattura che si sono introdotti perfino all’interno dei cancelli della sede giudiziaria di via Allende tra le persone che in quel momento stavano accendendo al Palazzo di Giustizia.

Gli operatori del servizio di accalappiamento del Comune di Sciacca sarebbero stati sul punto, ha evidenziato l’amministratrice, di poterli catturare approfittando dell’area recintata, ma l’apertura di uno dei cancelli posteriori per l’ingresso di una vettura nell’area a causa di una mancata comunicazione tra uffici, ha dato una via di fuga ai due randagi che sono poi riusciti a dileguarsi.

Ribera, via libera alla terza irrigazione di soccorso per il basso Verdura

Dopo settimane di attesa e di pressioni da parte del mondo agricolo, arriva la decisione attesa dagli agricoltori del comprensorio riberese. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha autorizzato la cabina di regia per l’emergenza idrica a consentire una terza irrigazione di soccorso per agrumeti e pescheti della zona, che comprende diversi comuni dell’entroterra.

Si tratta di un intervento ritenuto cruciale per salvaguardare la stagione produttiva, messa a rischio dalla scarsità di piogge e dalle precedenti limitazioni all’uso irriguo dell’acqua. Si procede attraverso la vasca di Martusa a beneficio dei terreni del basso Verdura.

“È iniziato oggi il trasferimento di volumi idrici dalla diga Gammauta alla diga Castello. Manovre che consentiranno l’irrigazione in un territorio in cui le piogge dei giorni scorsi non sono state sufficienti”, dichiara il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace.

Dal Gammauta al Castello si trasferiscono circa 500 litri di acqua al secondo. Per settimane, le associazioni dei produttori avevano sollecitato la Regione affinché autorizzasse ulteriori rilasci dagli invasi per salvare le colture e non compromettere il raccolto. Finora, però, la cabina di regia aveva negato la richiesta per garantire prioritariamente il fabbisogno idrico a uso civile.

Nelle ultime ore è arrivata la svolta. “Saranno disponibili 400 metri cubi di acqua per ciascun ettaro di coltivazioni”, afferma il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo. “Adesso ci sono le condizioni per destinare 600 mila metri cubi dalla diga Castello a scoli irrigui”, aggiunge il primo cittadino. Questo consentirebbe di garantire un’irrigazione alla zona del Magazzolo.

“Le nostre richieste evidentemente erano basate su dati di fatto  – afferma Dino Giovanni D’Angelo, presidente dei Liberi Agricoltori – e noi terremo la guardia sempre alta”.   

Intanto, sono iniziate le operazioni di pulitura del torrente Gebbia da parte del Consorzio di bonifica.

Topi al Comando della Polizia municipale di Sciacca, ancora una settimana di chiusura


Sarà riaperto martedì 14 ottobre il Comando della Polizia municipale di Sciacca. Ci vorrà ancora una settimana per completare un intervento di derattizzazione e disinfestazione dei locali della Badia Grande dove è stata riscontrata, più volte e nonostante precedenti interventi, la presenza di topi.

Tre le ipotesi che vengono avanzate per il trasferimento: casa albergo per anziani, museo del carnevale e palazzo municipale nel quale negli ultimi anni con i numerosi pensionamenti si sono liberati molti spazi. Ognuna di queste ipotesi presenterebbe qualche criticità.

Nella casa albergo per anziani (nella foto) non sarebbe disponibile il pian terreno della struttura se non dopo avere eseguito lavori il messa in sicurezza. Il comando, pertanto, dovrebbe andare al primo piano.

Il museo del carnevale non ha locali sufficienti per tutto il comando e si potrebbero allocare soltanto gli uffici e non il personale del servizio esterno.

L’area da destinare al comando all’interno del palazzo municipale dovrebbe essere individuata.

Insomma, la situazione resta critica e adesso si spera che l’intervento di derattizzazione in corso elimini il problema riguardante la presenza dei topi in locali che presentano molte criticità.