Non basta la storia: il caso Bassetti e l’importanza di adattarsi al cambiamento

La notizia della chiusura dello storico stabilimento Bassetti a Rescaldina, dopo quasi duecento anni di attività, ha scosso l’opinione pubblica. Non si tratta soltanto della fine di una realtà produttiva, ma del simbolo di come anche marchi iconici e profondamente radicati nella tradizione possano non resistere al tempo se non accompagnano la loro storia con la capacità di adattarsi ai cambiamenti.

Quando la tradizione non basta più

Bassetti ha fatto scuola nell’Ottocento e nel Novecento, introducendo innovazioni decisive: la biancheria “pronta all’uso”, la pubblicità di massa, stabilimenti all’avanguardia. Era l’esempio di un’Italia che correva verso la modernità, e che nella manifattura trovava forza e identità.

Eppure, dopo il boom, sono arrivati i decenni più difficili: globalizzazione, concorrenza internazionale, nuovi modelli di consumo, finanza aggressiva. Sfide che non sempre sono state affrontate con la rapidità e la flessibilità necessarie. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un marchio con quasi due secoli di storia costretto ad abbassare le saracinesche.

L’insegnamento per chi fa impresa oggi

Per gli imprenditori, piccoli o grandi che siano, la lezione è chiara:

  • L’adattabilità vale più della tradizione. Non conta quanto è antica un’azienda, ma quanto riesce a leggere i cambiamenti e trasformarsi.
  • Innovare non è un’opzione. Non basta essere stati pionieri una volta: occorre esserlo continuamente, anticipando bisogni e mercati.
  • Il mercato cambia più veloce della storia aziendale. I clienti, la tecnologia, le abitudini: ciò che ieri era un punto di forza, oggi può diventare un limite.

Guardare avanti senza dimenticare il passato

La sfida per ogni impresa è conciliare memoria e futuro: preservare ciò che ha valore identitario, ma non rimanere ancorati a un modello che il tempo ha superato.
Il museo aziendale della Bassetti, che forse sopravvivrà alla riconversione, sarà una testimonianza importante. Ma per chi fa impresa oggi, il vero “patrimonio storico” da difendere non sono i muri, bensì la mentalità: quella della flessibilità, della capacità di cambiare pelle senza perdere anima.


Ribera, imbrattata la mostra su De Gasperi

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Quattro pannelli della mostra su De Gasperi, allestita presso la chiesa Maria Santissima del Rosario a Ribera, nell’ambito della Festa dell’Amicizia, sono stati imbrattati da ignoti durante la notte. L’esposizione, intitolata “Servus inutilis. De Gasperi e la politica come servizio”, è uno degli eventi centrali della manifestazione promossa dalla Democrazia Cristiana.

Sui pannelli danneggiati – tra cui quello con il volto dello statista trentino e uno dedicato alla pace – sono comparsi disegni e simboli ideologici, tra cui la stella e la falce e martello. Un gesto che ha suscitato sdegno e preoccupazione, interpretato da molti come un attacco non solo alla figura di Alcide De Gasperi ma anche ai valori della convivenza democratica.

La condanna della Democrazia Cristiana

Immediata la reazione della DC. Il segretario nazionale Totò Cuffaro, la presidente regionale Laura Abbadessa e il capogruppo all’Ars Carmelo Pace hanno espresso in una nota la loro ferma condanna:

“Il gesto vandalico offende non solo la memoria di uno statista esemplare, ma anche il senso civico e il rispetto per la cultura e la storia repubblicana. Colpire De Gasperi significa colpire i valori fondanti della nostra Repubblica: libertà, solidarietà e impegno per il bene comune”.

La Democrazia Cristiana ha ribadito la volontà di continuare a promuovere la memoria e il pensiero di De Gasperi, sottolineando come la sua “politica del servizio” resti un esempio attuale di moralità e impegno civile.

Un appello al rispetto della memoria

La mostra su De Gasperi, ancora visitabile fino alla conclusione della Festa dell’Amicizia, proseguirà come previsto. Gli organizzatori hanno già annunciato il ripristino dei pannelli danneggiati e invitano cittadini e visitatori a partecipare.

Trasferta a Montelepre per l’Unitas Sciacca: obiettivo tre punti e conferme

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L’Unitas Sciacca torna in campo questo pomeriggio per affrontare il Montelepre (calcio d’inizio alle 15.30), in una trasferta insidiosa ma ricca di motivazioni.

I padroni di casa, formazione palermitana approdata in Eccellenza grazie al ripescaggio dopo l’ottimo campionato dello scorso anno, hanno iniziato la stagione con 5 punti frutto della vittoria casalinga contro il Cus Palermo e del pareggio esterno con il San Giorgio Piana.

Il Montelepre, squadra giovane e ambiziosa, punta a una salvezza tranquilla e cercherà di sfruttare il fattore campo per mettere in difficoltà i neroverdi. Ma l’Unitas arriva al confronto con entusiasmo e fiducia: le due vittorie consecutive in campionato e il prestigioso successo in Coppa contro il Licata hanno dato slancio alla formazione di mister Giovanni Iacono, che continua a mostrare segnali di crescita costante.

L’ambiente in casa Unitas è sereno, il gruppo è compatto e la città di Sciacca segue con crescente partecipazione il cammino della squadra. La trasferta di oggi rappresenta un test importante per confermare la solidità del progetto e restare agganciati ai vertici della classifica, dove il Kamarat, vittorioso ieri sul Cus Palermo, continua a guidare il gruppo.

Nonostante qualche acciacco tra i titolari, la rosa ampia consente allo staff tecnico di contare su valide alternative e di presentarsi a Montelepre con un solo obiettivo: tornare a casa con i tre punti e dare ulteriore continuità al momento positivo.

L’accoltellamento in pieno centro a Ribera, indagato un diciannovenne

E’ un diciannovenne tunisino l’indagato per lesioni e porto illegale di coltello nella vicenda riguardante l’accoltellamento di sabato pomeriggio a Ribera. E’ stato denunciato a piede libero.

Per futili motivi avrebbe accoltellato al costato un connazionale che al momento si trova ricoverato all’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera, ma non in pericolo di vita.

Le indagini sono condotte dai carabinieri della tenenza di Ribera che sono subito accorsi sul luogo dell’accoltellamento, la zona centrale tra via Buoni Amici e corso Umberto, a pochi metri dal palazzo municipale.

Giallo a Porto Empedocle, ritrovato il corpo di un uomo sotto un furgone

È stato ritrovato sotto un Fiat Fiorino il corpo senza vita di Alfonso Spalma, quarantenne empedoclino, in una zona di campagna, Le Cannelle, alla periferia di Porto Empedocle. I soccorritori del 118, allertati per quello che sembrava un incidente stradale, si sono trovati davanti a una scena ben diversa. Il veicolo, un Fiat Fiorino apparentemente parcheggiato lungo la strada, celava sotto di sé il cadavere dell’uomo. All’interno dell’abitacolo è stato rinvenuto anche un fucile, che però – secondo le prime verifiche – non avrebbe esploso alcun colpo.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e i carabinieri, che hanno immediatamente richiesto l’intervento del medico legale. Le operazioni di soccorso, inizialmente avviate per un presunto sinistro, hanno preso una direzione diversa.

Sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire la dinamica dell’evento che al momento non appare chiara.

Accoltellamento in pieno centro a Ribera, giovane in ospedale

Un ventenne tunisino accoltellato nel primo pomeriggio di oggi, in pieno centro, a Ribera, da un connazionale che è stato denunciato dai carabinieri.

Il ferito non è in pericolo di vita e si trova ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Ribera. Le cause di quanto accaduto sono al vaglio dei carabinieri della tenenza di Ribera.

L’accoltellamento si è verificato nella stessa zona, a pochi metri dal palazzo municipale, dove nei mesi scorsi un altro tunisino è stato ucciso.

Il tunisino denunciato e’ assistito dall’avvocato Giuseppe Tramuta. A Ribera in questi giorni il centro è animato dalle iniziative della Festa dell’Amicizia, ma in quelle ore non c’era alcuna attività in corso.

Naufragio nel Canale di Sicilia, 9 migranti morti

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Tragedia nel Canale di Sicilia, dove un nuovo naufragio ha causato la morte di nove migranti. Secondo la testimonianza dei 34 sopravvissuti, sette persone sarebbero morte in mare prima dell’arrivo dei soccorsi, mentre altre due sono decedute durante la notte a bordo della nave Humanity 1 della Ong Sos Humanity.

Soccorsi e accuse dell’Ong

L’imbarcazione umanitaria aveva tratto in salvo i naufraghi nella giornata di ieri, ma denuncia di aver ricevuto inizialmente dalle autorità italiane l’assegnazione del porto di Bari, a centinaia di chilometri di distanza dal luogo del salvataggio.

La Ong ha definito tale decisione “una violazione del diritto marittimo e un atto disumano”, sottolineando che un porto così lontano rallenta i soccorsi e può mettere ulteriormente in pericolo vite già stremate.

Durante la navigazione verso nord, due migranti soccorsi in condizioni gravissime non ce l’hanno fatta: sono morti a bordo, nonostante le cure dell’equipaggio. La Humanity 1 è ora diretta verso Porto Empedocle, dove si prevede lo sbarco dei superstiti nelle prossime ore.

Il ricordo del 3 ottobre

La tragedia avviene in un giorno simbolico: il 3 ottobre, anniversario del naufragio di Lampedusa del 2013, in cui persero la vita 368 persone.

Proprio nel giorno della commemorazione, il naufragio nel Canale di Sicilia riapre ferite mai rimarginate e rilancia il dibattito sulle politiche di soccorso e accoglienza nel Mediterraneo.

Un mare di vite spezzateDal 2014 a oggi, oltre 28 mila persone hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Le Ong continuano a denunciare la mancanza di corridoi umanitari e la criminalizzazione delle operazioni di salvataggio.

L’ennesimo naufragio nel Canale di Sicilia ricorda quanto il mare continui a essere confine e cimitero, teatro di un dramma che sembra non conoscere fine.

Paradise Luxury Rooms & Spa: charme e modernità nello storico quartiere San Michele di Sciacca

Nel suggestivo quartiere di San Michele, una delle zone più antiche della città, apre le porte Paradise Luxury Rooms & Spa, una nuova struttura ricettiva pensata per chi cerca comfort, eleganza e relax durante il proprio soggiorno a Sciacca.

Situata in Via Scaglione Cortile Liotta 314, la struttura offre tre camere curate nei minimi dettagli, con arredi moderni, illuminazione LED e soluzioni pensate per soddisfare ogni esigenza di viaggio.

Camere uniche per un’esperienza esclusiva

Ogni camera di Paradise Luxury Rooms & Spa è diversa e pensata per regalare un’esperienza particolare:

  • Camera con cucina, ideale per chi desidera un soggiorno indipendente con la possibilità di preparare i propri pasti.
  • Camera con vasca idromassaggio, perfetta per un soggiorno romantico o per chi vuole concedersi un momento di puro benessere.
  • Camera con terrazzino solarium, dove rilassarsi sotto il sole siciliano e vivere la pace del centro storico.

Ospitalità giovane e autentica

La struttura è gestita da Giovanni, un giovane imprenditore di 21 anni che ha deciso di investire nella sua città per offrire agli ospiti un’accoglienza autentica, con un tocco moderno e innovativo.

Nel cuore del quartiere di San Michele

Paradise Luxury Rooms & Spa si trova nel quartiere di San Michele, tra i più antichi e caratteristici di Sciacca. Questo storico rione è noto per le sue chiese e per il fascino delle sue viuzze, testimonianza di un passato che ancora oggi si respira passeggiando tra le stradine. Una posizione ideale per chi desidera scoprire la vera anima della città, a pochi passi da piazze, botteghe artigiane e chiese barocche.

Prenotazioni e contatti

Per informazioni e prenotazioni:
📍 Via Scaglione Cortile Liotta 314, Sciacca (AG), Italy
📞 +39 331 171 5707

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Favara, falsa segnalazione su Marianna Bello: individuata la donna che ha chiamato il 112

Un’improvvisa segnalazione ha scatenato, nella tarda mattinata di oggi, momenti di grande confusione e speranza tra Favara e Agrigento. Una telefonata al numero unico d’emergenza, il 112, ha riferito che “Marianna Bello sta bene, parla con un uomo”.

La notizia, diffusa rapidamente sui social e in paese, è sembrata per alcuni minuti il segnale del tanto atteso “miracolo”: la trentottenne scomparsa da giorni sarebbe stata finalmente ritrovata. Video e foto di carabinieri e vigili del fuoco in movimento hanno contribuito ad alimentare la convinzione che la segnalazione fosse fondata.

In realtà, le pattuglie dell’Arma e i soccorritori stavano soltanto verificando la chiamata, che si è poi rivelata completamente falsa.

Come spesso accade in questi casi, il “tam tam” di voci incontrollate ha fatto il resto: alcuni hanno addirittura parlato di un presunto ritrovamento della donna “coperta di fango”, circostanza smentita dalle autorità e che ha causato ulteriore dolore ai familiari di Marianna Bello.

La persona che ha effettuato la telefonata è stata identificata dalla polizia di Stato durante i controlli per l’ordine pubblico a Favara.

La donna, residente in paese, è stata condotta alla tenenza dei carabinieri e, con ogni probabilità, verrà denunciata alla Procura per procurato allarme.

Le ricerche di Marianna Bello, intanto, proseguono senza sosta, con il coordinamento delle forze dell’ordine e il supporto dei volontari impegnati sul territorio.

Bonus ristrutturazioni 2026: detrazione al 50% confermata sulla prima casa, ma si riducono gli anni per recuperarla

Novità in arrivo per il bonus ristrutturazioni nel 2026: il Governo valuta la proroga della detrazione al 50% per i lavori sulla prima casa, ma con una modifica importante: il recupero fiscale avverrà in 5 anni e non più in 10. Ecco cosa cambia, chi può beneficiarne e cosa accadrà senza nuove proroghe.

Bonus ristrutturazioni 2026 confermato al 50%: cosa prevede la nuova misura

Secondo le anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2026, il Governo starebbe per confermare il bonus ristrutturazioni al 50% sulla prima casa, scongiurando così il ritorno automatico al 36% previsto dalla normativa attuale.

La principale novità riguarderebbe però i tempi di recupero del beneficio: la detrazione non sarebbe più spalmata in 10 anni, ma in soli 5 anni, permettendo ai contribuenti con sufficiente capienza IRPEF di ottenere un ritorno fiscale più rapido.

Detrazione 50% su spese fino a 96.000 euro
Recupero in 5 anni anziché 10
Valido anche per inquilini e familiari conviventi

Cosa succede se il bonus non viene prorogato?

In assenza di una proroga ufficiale entro fine 2025, dal 1° gennaio 2026 scatterebbero automaticamente le riduzioni previste dalla legge:

  • Prima casa: detrazione ridotta dal 50% al 36%
  • Altre abitazioni: dal 36% al 30%
  • Tetto di spesa ridotto progressivamente fino al 2033

Solo dal 2034, salvo nuove modifiche, si tornerebbe alla detrazione base del 36%, ma con un massimale dimezzato rispetto a quello attuale.

Perché si parla di recupero in 5 anni?

L’ipotesi di accorciare il recupero fiscale da 10 a 5 anni nasce dalla volontà di rendere il bonus più efficace e vantaggioso nel breve periodo. Tuttavia, questo cambiamento potrebbe penalizzare chi ha un’imposta lorda bassa, rendendo difficile usufruire delle quote annuali maggiorate.

ℹ️ Il recupero in 5 anni può essere più vantaggioso per chi ha un IRPEF elevata, ma meno accessibile per redditi bassi.

Impatto economico e coperture: i nodi ancora aperti

La conferma del bonus ristrutturazioni con aliquota al 50% e recupero in 5 anni, insieme alla proroga di altre agevolazioni edilizie (come ecobonus e bonus mobili), comporterebbe per lo Stato una spesa stimata di 2 miliardi di euro.

Per questo motivo, la copertura finanziaria è ancora oggetto di confronto tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dell’Economia. In passato, il recupero in 10 anni è stato scelto proprio per diluire nel tempo l’impatto sul bilancio pubblico.

Ecobonus, sismabonus e bonus mobili: futuro incerto

Oltre al bonus ristrutturazioni, anche altri incentivi potrebbero subire modifiche:

  • Ecobonus e sismabonus: rischio riduzione al 30% nel biennio 2026–2027
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: conferma incerta oltre il 2025 (tetto attuale 5.000 euro)
  • Caldaie a gas: escluse dall’ecobonus in ottica di transizione ecologica

Perché questi bonus sono così importanti?

Gli incentivi edilizi non aiutano solo i singoli cittadini: stimolano l’intero comparto edile, spingono alla riqualificazione degli immobili e sostengono l’economia. Una riduzione delle aliquote potrebbe rallentare i progetti delle famiglie proprio in un periodo di revisione più ampia dei bonus fiscali.


✅ In sintesi:

  • Bonus ristrutturazioni 2026: detrazione al 50% confermata per la prima casa
  • Recupero in 5 anni per rendere il vantaggio più rapido
  • Senza proroga si torna al 36% dal 1° gennaio
  • Futuro incerto per ecobonus, sismabonus e bonus mobili
  • Spese ammissibili: fino a 96.000 euro per unità abitativa