Grande partecipazione al 9° Premio Giovanni Cumbo ad Agrigento

Si è svolto ieri, al Teatro Pirandello di Agrigento, il 9° Premio Giovanni Cumbo “Next Gen Consulente del lavoro”, un evento dedicato alle sfide e opportunità per i giovani professionisti del settore.

La giornata è iniziata con la registrazione dei partecipanti, seguita dai saluti istituzionali di autorità locali e rappresentanti dei Consigli dei Consulenti del Lavoro, tra cui Giuseppe Carambia, Presidente della Consulta dei Consigli Provinciali dei CdL Sicilia, e Enrico Vetrano, Presidente del CPO di Agrigento.

Tra i momenti clou della mattinata, il panel su “Sicurezza sui luoghi di lavoro: sfide e opportunità”, con interventi di figure di rilievo come Giovanni Asaro, direttore regionale INAIL, e il Tenente Colonello Stefano Palminteri, comandante NIL Palermo.

A seguire, si è discusso di formazione e deontologia per il successo professionale, con esperti del settore che hanno condiviso esperienze e best practice.

La giornata è proseguita nel pomeriggio con un approfondimento sulla riforma delle professioni e il valore della categoria, cui hanno preso parte figure nazionali di riferimento come Rosario De Luca, Presidente del CNO dei Consulenti del Lavoro, e Sergio Giorgini, Presidente ENPACL.

A chiudere l’evento, le premiazioni dedicate ai nuovi iscritti, ai professionisti under 35 e al vincitore del Premio Cumbo, con i saluti finali di Giuseppe Carambia, Presidente della Consulta CdL Sicilia.

L’iniziativa ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento per la formazione e l’aggiornamento dei giovani consulenti del lavoro, offrendo un’occasione di confronto su temi attuali e di networking tra professionisti provenienti da tutta la Sicilia.

Imposta di soggiorno, Sciacca Turismo: “Non cambiare tariffe per 5 anni e spenderla così”

L’associazione Sciacca Turismo ha presentato una richiesta ufficiale alla Commissione Consiliare Turismo, al Presidente del Consiglio Comunale e all’Assessore al Turismo, sollecitando un incontro istituzionale dedicato alla gestione dell’imposta di soggiorno.

La proposta nasce da un confronto tra operatori del settore e cittadini attivi, con l’obiettivo di trasformare l’imposta in uno strumento più equo, trasparente ed efficace, capace di generare benefici concreti per l’accoglienza turistica, la promozione del territorio e il miglioramento dei servizi pubblici.

Tra le richieste avanzate dall’associazione, guidata da Ezio Bono: mantenere invariate le tariffe per almeno cinque anni, così da garantire stabilità agli operatori e ai visitatori; destinare in modo chiaro i fondi a servizi obbligatori come accoglienza, promozione e informazione turistica; convocare con maggiore frequenza il tavolo tecnico sull’imposta di soggiorno; realizzare annualmente brochure informative sulla città.

E ancora, Bono chiede di gestire con parte delle risorse un portale o una pagina social dedicata alla promozione turistica; finanziare la partecipazione delle associazioni a fiere nazionali come la BIT di Milano; riconoscere formalmente il ruolo degli operatori turistici che incassano l’imposta come agenti contabili.

“Crediamo – si legge nella lettera firmata dal presidente Ezio Bono – che un confronto aperto con le istituzioni possa migliorare la gestione in modo condiviso, evitando dispersioni di risorse e rafforzando l’immagine della nostra città.”

L’associazione attende ora una risposta dalle istituzioni cittadine per avviare il tavolo di confronto.

Intanto, dall’otto al dieci ottobre il Distretto “Selinunte, il Belice e Sciacca Terme” sarà protagonista al TTG Travel Experience di Rimini, la principale fiera del turismo in Italia.
Il presidente e assessore al Turismo di Sciacca, Francesco Dimino, parla di “un passaggio fondamentale per rilanciare il Distretto e presentare un’immagine unitaria e competitiva del territorio”.
Nei prossimi mesi attesi anche progetti legati alla SIRU e ai fondi per cultura e turismo.

Ambrogio: “Il Comando della Polizia Municipale subito alla Perriera”

“È giunto il momento di affrontare con urgenza e pragmatismo una questione che tocca la sicurezza e l’operatività della nostra Polizia Municipale: il trasferimento del Comando dalla sede attuale di San Michele a una struttura più moderna e funzionale.

L’ipotesi che merita un convinto sostegno, è quella di utilizzare i vasti locali di contrada Perriera, già adibiti a hub vaccinale durante l’emergenza sanitaria”.


E’ la proposta avanzata oggi dal consigliere comunale di Sciacca Giuseppe Ambrogio. “Le condizioni attuali della sede del Comando a San Michele non sono adeguate – sostiene Ambrogio -.

L’ edificio attuale preso in prestito dalle suore della Badia Grande non è certamente adeguato all’attuale scopo. L’edificio, logicamente, essendo un istituto religioso, presenta una serie di carenze strutturali e logistiche che ne minano la piena idoneità. Una situazione che si trascina da tempo, a discapito dell’efficienza.

La soluzione funzionale è già pronta”. Secondo Ambrogio “l’alternativa non è solo un’opzione, ma appare come la risposta più sensata e immediatamente praticabile.

I locali della Perriera, che in passato hanno rappresentato un punto nevralgico della risposta comunitaria al Covid-19, sono una struttura vasta e, soprattutto, adeguata per la fruizione pubblica. L’area, ben collegata e con ampi spazi esterni (fondamentali per il parco mezzi), offre tutti i requisiti per diventare la nuova e decorosa sede del Comando di Polizia Municipale. Una idea che mi sento di sostenere convintamente”.

Sciopero studenti Agrigento, Cgil contro la circolare del liceo

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Polemica ad Agrigento dopo la decisione della dirigente del liceo scientifico “Leonardo”, Patrizia Pilato, che ha disposto con una circolare che gli studenti assenti durante lo sciopero generale per la Palestina potranno rientrare in classe solo se accompagnati da un genitore.

La comunicazione, diffusa sull’app ufficiale dell’istituto, ha suscitato la reazione immediata della Cgil di Agrigento, che parla di un atto “grave e lesivo del diritto costituzionale di sciopero e della libertà di partecipazione alla vita democratica del Paese”.

Sciopero studenti Agrigento, la posizione del sindacato

Secondo il segretario generale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, la disposizione della scuola rappresenta un segnale preoccupante: “Gli studenti, come cittadini e come comunità scolastica, hanno piena legittimità a manifestare il proprio dissenso e a sostenere iniziative che parlano di pace, diritti umani e giustizia internazionale”.

Buscemi ha aggiunto che la scuola “dovrebbe far lievitare le coscienze, non mortificarle”, auspicando un ritorno a un ambiente scolastico “luogo di confronto, libertà e crescita critica, non di imposizioni e limitazioni arbitrarie”.

Il contesto: lo sciopero per la Palestina

La circolare contestata è apparsa proprio durante lo sciopero generale per la Palestina, che ha visto la partecipazione di numerosi studenti in diverse città italiane. A Agrigento, lo sciopero ha coinvolto anche gli alunni del liceo “Leonardo”, che avrebbero deciso di non frequentare per aderire simbolicamente alla manifestazione.

Secondo la Cgil, la scelta della dirigente rischia di condizionare la libertà di scelta degli studenti e di creare un precedente pericoloso in materia di partecipazione democratica nelle scuole.

Cgil: “Leso il diritto di partecipazione”

La sigla sindacale chiede che la circolare venga ritirata e che si apra un dialogo tra istituzioni scolastiche, studenti e famiglie.

“Il tentativo di limitare la partecipazione degli studenti – conclude Buscemi – contrasta con i principi democratici e con la missione educativa che dovrebbe guidare la scuola pubblica”.

Sciopero studenti Agrigento, il dibattito resta aperto

La vicenda riaccende il dibattito sul ruolo della scuola nella formazione civica dei giovani e sui limiti delle disposizioni disciplinari durante le giornate di mobilitazione. Mentre la Cgil di Agrigento difende il diritto degli studenti a manifestare, la dirigente scolastica non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Santo Stefano Quisquina, via libera ai lavori per il pozzo Monnafarina

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Proseguiranno i lavori per la realizzazione del pozzo Monnafarina a Santo Stefano Quisquina, un’infrastruttura ritenuta strategica per far fronte alla crisi idrica che da tempo interessa la provincia di Agrigento e gran parte della Sicilia.

Il Comune stefanese aveva impugnato i provvedimenti dell’Assemblea Territoriale Idrica Agrigento e dell’AICA, con i quali era stato approvato il progetto per il pozzo e per la condotta di adduzione all’acquedotto Voltano.

In prima battuta il ricorso era stato presentato al TAR Sicilia – Palermo, ma il tribunale amministrativo, accogliendo l’eccezione sollevata dall’avvocato Girolamo Rubino per conto di ATO 9, aveva dichiarato il difetto di giurisdizione, rimandando la competenza al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma.

Davanti al tribunale capitolino, il Comune ha reiterato le proprie contestazioni, ma anche in questa sede i giudici, accogliendo le difese presentate dall’avvocato Rubino per ATO 9 e AICA, hanno respinto la richiesta cautelare, riconoscendo la legittimità dell’iter procedurale seguito per l’approvazione del progetto.

Con questa pronuncia, i lavori potranno proseguire senza ulteriori stop. L’opera, prevista anche dall’ordinanza del Capo della Protezione Civile, rappresenta un tassello fondamentale nella strategia per contrastare la grave emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio cittadini e agricoltori.

Una volta ultimato, il pozzo Monnafarina fornirà un’ulteriore fonte di approvvigionamento idrico per l’acquedotto Voltano, garantendo maggiore sicurezza nelle forniture soprattutto nei mesi più caldi.

Gli agricoltori di Ribera incontrano Schifani e lo incalzano con una serie di richieste

Un pacchetto di cinque richieste al presidente della Regione, Renato Schifani, da parte degli agricoltori riberesi. L’incontro è avvenuto in occasione della Festa dell’Amicizia, e Giovanni Dino D’Angelo, per l’associazione Liberi agricoltori, e Paolo Ganduscio, per il comitato Pro Verdura, hanno consegnato il documento.

“L’uso razionale ed efficiente delle risorse idriche in agricoltura può rappresentare un fattore importante per porre freno ai processi di degrado del territorio – evidenzia il mondo agricolo riberese – accanto ad una più decisa riconversione verso le pratiche agricole ecocompatibili ed alla necessità di sostenere il permanere dell’attività agricola laddove un abbandono delle terre determinerebbe gravi rischi per il territorio, sia in termini di qualità della produzione, con riflessi negativi in campo economico-sociale, che di rischio idrogeologico e/o processi di desertificazione”.

Queste le richieste avanzate, “urgenti ed indifferibili”:

  1. Stesura di un apposito Disciplinare tra Consorzio di Bonifica di Agrigento, Genio Civile, Enel e Regione Siciliana che riconosca e sancisca l’utilizzo prioritario dell’acqua dell’invaso Gammauta per usi potabili, zootecnici e irrigui, permettendo così di programmare per tempo (ovvero durante il periodo da ottobre ad aprile) il trasferimento dell’acqua per caduta verso la Diga Castello attraverso l’omonimo adduttore. A tal fine risulta utile ed indispensabile collocare un primo flussometro delle fluenze in ingresso dell’invaso di Gammauta ed un secondo posizionato alla porzione terminale dell’adduttore (ll’ingresso dell’invaso Castello), per avere piena contezza degli effettivi volumi di acqua che transitano in entrata ed in uscita dall’invaso.
    1. Allocare, nella prossima manovra di bilancio, le somme necessarie (circa 20 milioni di Euro) per il finanziamento di un sistema di pompaggio elettrico per il sollevamento delle acque lungo il fiume Verdura, con eventuale previsione del relativo sistema fotovoltaico di accumulo e fornitura di energia elettrica (come da progetto esecutivo già realizzato dal Consorzio di bonifica AG3).
    1. Progettazione e realizzazione del raddoppio della condotta idrica di collegamento (Adduttore Castello) considerata la vetustà e precarietà dell’esistente condotta di adduzione.
    1. Ristori al comparto agricolo che prevedano l’annullamento dei ruoli consortili, per tutta la durata del periodo dell’emergenza idrica e severa siccità, con la previsione anche di prestiti a tasso agevolato e rate di preammortamento a favore delle imprese agricole.
    1. Programmare la realizzazione di ogni altro intervento strutturale, indispensabile ed indifferibile, come l’ammodernamento delle reti idriche.

    “Tutto ciò – sottolineano D’Angelo e Ganduscio – diventa assolutamente necessario per tamponare i danni già avuti e per prevenire un potenziale aggravamento della crisi economica e sociale in atto. Il perdurare di questa severa siccità potrebbe costituire una seria minaccia per la sopravvivenza della nostra agricoltura, compromettendo la produzione delle eccellenze tipiche del nostro territorio”.

    “Ci è stato promesso dal presidente Schifani – commenta D’Angelo – che farà sue tutte le nostre proposte impegnandosi a darci risposte più celeri e risolutive, nel più breve tempo possibile”.

    Litiga con il fidanzato e si lancia da auto in corsa, è grave

    Nel tardo pomeriggio una giovane di 19 anni è rimasta gravemente ferita dopo essersi lanciata da un’auto in corsa. L’episodio si è verificato nei pressi di Piazza Armerina.

    Secondo le prime informazioni, ancora in fase di verifica, la ragazza stava viaggiando a bordo di un’autovettura insieme al fidanzato quando, durante un acceso litigio, avrebbe improvvisamente aperto lo sportello lanciandosi dal veicolo in corso.

    Accorso immediatamente, il personale del 118 ha disposto il trasferimento d’urgenza in elisoccorso dall’ospedale di Piazza Armerina al Sant’Elia di Caltanissetta. La giovane è arrivata in condizioni critiche a causa di una grave emorragia cerebrale provocata da un trauma cranico.

    Attualmente si trova in sala operatoria, dove l’equipe di neurochirurgia sta tentando un intervento complesso per ridurre i danni riportati.

    Palma di Montechiaro realizzerà con 3 milioni di euro un parcheggio da 122 posti

    Con la firma del disciplinare per il progetto esecutivo parte il percorso che porterà alla realizzazione del nuovo parcheggio pluripiano “Furca” in piazza Mazzini a Palma di Montechiaro. L’opera, finanziata con oltre 3 milioni di euro, rappresenta uno degli interventi più rilevanti di riqualificazione urbana nel cuore della città.

    Il progetto prevede 122 posti auto, aree dedicate a moto e biciclette, un infopoint, un giardino pensile e un belvedere. Una struttura che non si limita alla funzione di parcheggio, ma punta a restituire servizi moderni e spazi di fruizione pubblica.

    “Un’opera – dice il sindaco Stefano Castellino – che significa rigenerazione urbana, servizi moderni e decoro per la nostra città: 122 posti auto, spazi per moto e biciclette, infopoint, giardino pensile e un belvedere per dare bellezza, fruibilità e vivibilità al cuore di Palma. Grazie al governo nazionale, al governo regionale, alla mia squadra e a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato. È un altro passo avanti nel percorso di rinascimento della nostra Palma di Montechiaro”.

    Crisi della pesca, Sciacca a Bruxelles per l’incontro con il Commissario europeo

    Sciacca ha partecipato, a Bruxelles, all’incontro delle marinerie siciliane con il Commissario europeo alla Pesca, Kostas Kadis. Un appuntamento cruciale per il futuro del comparto, segnato da anni da una grave crisi della pesca siciliana che mette a rischio l’economia di intere comunità costiere.

    All’incontro hanno preso parte l’ex sindaco Fabrizio Di Paola, il rappresentante di categoria Franco Catanzaro e Stefano Soldano, in rappresentanza della marineria locale. Insieme agli altri delegati siciliani, i rappresentanti saccensi hanno consegnato al Commissario Kadis una piattaforma di richieste e rivendicazioni condivise dal settore.

    L’iniziativa promossa da Falcone

    L’incontro è stato organizzato dall’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia al Parlamento Europeo e membro della Commissione Pesca. Lo stesso Falcone ha spiegato che la missione rappresenta un passo fondamentale per portare “il grido d’aiuto dei pescatori siciliani direttamente a Bruxelles”.

    Secondo l’europarlamentare, la crisi pesca siciliana non riguarda soltanto la sopravvivenza di migliaia di famiglie, ma anche il rilancio strategico del Mediterraneo. «Dalle risorse che dovranno sostituire il Feampa, alle quote del gambero rosso, dalle norme sullo strascico alla difficile situazione nel Canale di Sicilia: la pesca siciliana merita risposte concrete dall’Europa» ha dichiarato Falcone.

    Sciacca al centro del confronto

    La presenza della delegazione saccense non è stata casuale. Negli ultimi mesi a Sciacca si sono già svolti incontri preparatori, organizzati dal tavolo tecnico del consiglio comunale, con riunioni in sala Blasco e nella sala della parrocchia San Pietro. È proprio da qui che è maturata l’idea di portare una piattaforma unitaria davanti al Commissario europeo.

    L’ex sindaco Di Paola ha sottolineato l’importanza di “fare squadra” con le altre marinerie siciliane per dare più forza alle istanze di un comparto che oggi appare frammentato ma che condivide gli stessi problemi.

    Il confronto con Kadis

    Durante il meeting a Bruxelles, Falcone ha ringraziato il Commissario Kadis «per l’invito e la straordinaria occasione di portare la Sicilia e i temi della pesca siciliana e insulare in Europa. Oggi apriamo un nuovo percorso fondato sull’ascolto e sul dialogo tra i pescatori, le comunità costiere e la Commissione Europea. Quella distanza che prima era percepita come siderale oggi inizia a ridursi>>.

    Falcone ha annunciato che i primi segnali concreti potranno arrivare già dal nuovo Bilancio UE 2028-2034, che prevede due miliardi in più per le priorità della pesca e dell’acquacoltura. Presenti all’incontro anche il presidente della provincia di Trapani Salvatore Quinci, Maurizio Giacalone per l’OP Blue Sea di Mazara del Vallo, Giuseppe Tramati per la pesca del tonno con il palangaro e ancora Franco Catanzaro e Stefano Soldano per le marinerie siciliane.

    Le priorità discusse

    Fra i temi affrontati con Kadis: la sostenibilità delle marinerie di Mazara del Vallo, Sciacca, Trapani e Marsala, la tutela del gambero rosso e del merluzzo, le norme sullo strascico e la concorrenza dei Paesi rivieraschi come Tunisia e Libia. «Peschiamo sullo stesso mare e commerciamo lo stesso prodotto, ma con regole diverse – ha sottolineato Falcone – serve una nuova governance UE del Canale di Sicilia >>.

    Il Commissario Kadis si è impegnato a intensificare i controlli attraverso l’EFCA, a rilanciare la cooperazione nel Mediterraneo e a sostenere una nuova strategia UE per le comunità costiere insieme al Commissario alla Coesione Raffaele Fitto.

    Verso una nuova stagione della pesca

    Ulteriore attenzione sarà rivolta alle zone di nursery del Canale di Sicilia e a nuove indagini scientifiche per comprendere l’impatto delle specie predatorie sul gambero rosso e sul merluzzo. Le marinerie hanno inoltre chiesto che gli aiuti economici europei siano indirizzati solo a chi pratica effettivamente attività di pesca, evitando dispersioni.

    La crisi della pesca siciliana non è solo una questione economica ma anche sociale e culturale: tocca l’identità stessa delle comunità costiere. La missione a Bruxelles rappresenta un passo importante per costruire un dialogo stabile con l’Europa, capace di garantire regole più eque e nuove opportunità di rilancio.

    Pensione di reversibilità: l’INPS potrà negarla più facilmente dopo la nuova sentenza della Cassazione

    Una recente ordinanza della Corte di Cassazione cambia le regole sulla prescrizione della pensione di reversibilità. Ecco cosa cambia per chi ne fa richiesta.

    Con l’ordinanza n. 23352/2025, depositata il 16 agosto 2025, la Corte di Cassazione ha introdotto un importante chiarimento che potrebbe rendere più facile per l’INPS respingere la richiesta di pensione di reversibilità, soprattutto se avanzata dopo molti anni dalla morte del titolare della pensione.

    Nuove regole sulla prescrizione: cosa ha stabilito la Cassazione

    Al centro della questione c’è il tema della prescrizione dei ratei pensionistici. In particolare, la Cassazione ha stabilito che:

    • Il termine di prescrizione per richiedere la pensione di reversibilità è di 10 anni.
    • Anche in assenza di indicazioni precise da parte dell’INPS, spetta al giudice accertare se questo termine sia decorso.
    • Il giudice non può ignorare l’eccezione di prescrizione solo perché sollevata in modo generico dall’Istituto.

    Cosa cambia per chi fa domanda

    Il caso giudicato riguardava una donna inabile al lavoro che aveva richiesto la pensione di reversibilità del padre, morto nel 1990, presentando la domanda solo nel 2009. In primo grado e in appello, le corti avevano dato ragione alla donna, ma la Cassazione ha ribaltato tutto.

    Secondo i giudici supremi:

    • Il termine decennale di prescrizione decorre dal momento della morte del pensionato (evento generatore del diritto).
    • Se la domanda viene presentata oltre questo limite, l’INPS ha facoltà di respingerla anche se non ha indicato con precisione la data di decorrenza nella sua opposizione.

    Ratei prescritti vs. ratei esigibili

    La sentenza distingue chiaramente tra:

    • Ratei prescritti: somme relative a periodi ormai superati che non possono più essere richieste.
    • Ratei esigibili: somme ancora valide, per le quali il diritto può essere riconosciuto, ma gli interessi decorrono solo dalla domanda amministrativa, non dalla data originaria del rateo.

    Perché questa sentenza è importante

    La nuova interpretazione rafforza i poteri dell’INPS e potrebbe influire su molte domande di reversibilità, soprattutto se presentate in ritardo. Le famiglie dovranno quindi prestare attenzione ai tempi e alla documentazione, perché un’attesa troppo lunga può significare la perdita definitiva del diritto.