Sinner batte Tien in due set e vince il torneo di Pechino

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Per la seconda volta in carriera, Jannik Sinner vince il “China Open”, Atp 500 da 4.016.050 dollari che si è concluso oggi sul duro di Pechino. Già campione due anni fa e sconfitto nella scorsa stagione da Alcaraz nell’ultimo atto, il numero due del mondo si riprende lo scettro superando 6-2 6-2, in un’ora e 13 minuti di gioco, Learner Tien, 19enne statunitense di origini vietnamite, allievo di Michael Chang e attuale numero 52 del ranking Atp. In quello che era il loro primissimo confronto diretto (e per Tien anche la prima finale assoluta nel circuito maggiore), Sinner fa valere la sua maggiore esperienza e centra il terzo titolo del suo 2025 dopo Australian Open e Wimbledon, il 21esimo della carriera a fronte di 30 finali disputate. In questa stagione il 24enne altoatesino ha tenuto un livello altissimo: 42 match vinti su 47, sette finali su otto tornei disputati. E sul cemento il parziale stagionale recita 23-2, mentre quello nelle finali è di 18-7. Negli ultimi nove tornei sul duro, inoltre, l’azzurro è sempre arrivato almeno in finale. “Questo è un posto speciale per me, sono sempre contento di tornare qui, ho avuto un sostegno incredibile sin dal primo giorno – le parole di Sinner durante la premiazione – Speriamo di rivederci l’anno prossimo, intanto ci vediamo a Shanghai”. Il campione altoatesino concede l’onore delle armi al giovane rivale: “Hai un grande team dietro di te, in tutta la stagione hai dimostrato tutto il tuo talento, hai giocato un tennis incredibile e ti auguro il meglio per il resto dell’anno e per tutta la carriera. Speriamo di condividere altri momenti come questo”. Non può mancare però un ringraziamento anche al proprio team: “Si cerca sempre di migliorare, di spingere il più possibile, vediamo come sarà il finale di stagione ma sono contento di condividere questo successo con voi”.
– foto Ipa Agency –
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Maxi operazione contro lo spaccio di droga ad Andria, 30 arrestati

ANDRIA (ITALPRESS) – Maxi operazione contro il traffico di droga ad Andria. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Andria, su ordine della Procura della Repubblica di Trani, stanno eseguendo 30 custodie cautelari nei confronti di soggetti ritenuti di aver creato, nel comune andriese, una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’ordinanza è stata adottata dal Tribunale di Trani, all’esito di interrogatori preventivi tenutisi nei giorni scorsi, accogliendo così la richiesta della Procura della Repubblica di Trani. Si tratta di un’ordinanza con la quale vengono applicate 20 misure cautelari in carcere e 10 arresti domiciliari nei confronti di altrettanti soggetti di età compresa tra i 19 e i 64 anni, ritenuti a vario titolo responsabili del reato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. La complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani mediante attività tecniche, servizi di pedinamento, appostamento ed osservazione, ha permesso di evidenziare importanti elementi indiziari riconducibili ad una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana, hashish ed eroina. Dall’attività investigativa è emersa la presenza nel comune di Andria di 6 gruppi criminali distinti, ciascuno con una propria zona di spaccio (zona San Valentino – zona villa comunale – zona centro storico – zona Monticelli – zona Sacro Cuore – Zona viale Virgilio). Simili le dinamiche riscontrate nei diversi gruppi monitorati: in ciascuna zona i contatti con i clienti venivano gestiti dai c.d. centralinisti i quali concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro; a quel punto il centralinista contattava i vari pusher presenti nella sua zona i quali, con monopattini o bici elettriche, raggiungevano l’acquirente per effettuare la cessione.

In alcuni casi gli incontri diventavano estemporanei e avvenivano durante le routine quotidiana del pusher rendendo ancora più difficile per gli investigatori l’attività di monitoraggio: da uno stralcio delle intercettazioni, ad esempio, il cedente, mentre si trovava con la sua famiglia presso un benzinaio della zona, comunicava all’acquirente la sua posizione “vieni alla benzina, sto facendo nafta, vieni ora ciao”. Da lì a breve, come mostrato dalle immagini avveniva lo scambio. Non solo, dalle attività tecniche è emerso come sia sempre meno diffuso il concetto di “piazza di spaccio” nel senso più tradizionale del termine, ossia come luogo dove sono presenti in maniera stabile gli addetti alla vendita dello stupefacente. Bensì, si registra l’esistenza di zone ampliate di operatività ove i singoli spacciatori si muovono in maniera più dinamica, rendendo molto più ardua la loro individuazione. Nel corso delle investigazioni, sono state contestate – a riscontro delle attività di intercettazione – 55 violazioni, ed effettuati 6 arresti in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con contestuale sequestro 150 grammi di cocaina, 3 di eroina, 57 di hashish e 190 grammi di marijuana. Contestualmente all’esecuzione delle misure, il Questore della provincia di Barletta – Andria – Trani, ha emesso nei confronti di tutti gli indagati il DASPO “fuori contesto”. Questo provvedimento di prevenzione di competenza dell’Ufficio Anticrimine della Questura, introdotto dal Decreto Sicurezza bis del giugno 2019, permette di applicare il cosidetto. DASPO sportivo anche nei confronti di soggetti denunciati o condannati per specifiche tipologie di reati, come, appunto, lo spaccio di sostanze stupefacenti. Per cui, indipendentemente dal fatto che le condotte contestate si siano verificate in occasione di manifestazioni sportive, ai destinatari del provvedimento verrà inibito l’accesso alle stesse per una durata determinata dalla legge. Lo scopo è quello di impedire che nelle tifoserie si verifichino infiltrazioni di individui legati alla criminalità comune/organizzata o, comunque, ritenuti pericolosi.

foto: screenshot video Polizia di Stato

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Scoperta maxi piantagione di marijuana nel Palermitano, un arrestato

PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno sequestrato un’estesa piantagione composta da circa 1.600 piante di marijuana situata a Partinico. Sotto sequestro anche 70 kg circa di cannabis, già pronti per essere immessi sul mercato. In particolare, i militari della Compagnia di Partinico, durante un servizio di perlustrazione e controllo del territorio, insospettiti dal forte odore di marijuana proveniente da un casolare, hanno fatto irruzione all’interno dello stesso dove è stato rinvenuto tutto il necessario per la lavorazione e l’essicazione delle piante di canapa, costituito da lampade ad alta intensità, deumidificatori, condizionatori e macchinari per la separazione delle infiorescenze dagli arbusti.

I finanzieri hanno rinvenuto, inoltre, diverse piante già estirpate, poste a essiccare e in fase di preparazione per la successiva vendita unitamente a infiorescenze già lavorate, del peso complessivo di circa 70kg. Le attività sono proseguite con la perlustrazione dell’area circostante, dove, ben occultata alla vista, all’interno di un uliveto, è stata individuata una piantagione composta da circa 1600 piante, del peso complessivo stimato pari a circa 4 tonnellate, tutte in avanzato stato di maturazione, grazie alla luce diretta del sole e all’abbondante irrigazione assicurata dal titolare dell’impianto e pronte per essere raccolte e lavorate. La sostanza ricavata immessa sul mercato avrebbe fruttato profitti per circa 3 milioni di euro.

Ulteriori accertamenti in loco hanno consentito di rinvenire un sofisticato sistema di manomissione dei contatori elettrici, totalmente abusivo, che avrebbe consentito un illecito risparmio sul consumo di energia quantificabile in circa 250 mila euro. Tutte le sostanze stupefacenti rinvenute nonchè i locali ispezionati e il materiale ivi contenuto, sono stati posti sotto sequestro mentre il responsabile, sentito il Pubblico Ministero è stato posto agli arresti domiciliari per i reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti oltre che di furto aggravato di energia elettrica.

Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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Ricerche a tutto campo a Favara per la trentottenne dispersa, ispezionata palmo a palmo zona del vallone (Video)

Una donna risulta dispersa a Favara dopo il violento nubifragio che, nelle prime ore del mattino, ha trasformato le strade della città in veri e propri fiumi in piena. Le ricerche proseguono a tutto campo anche in queste ore.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna si trovava a bordo della sua auto, una Lancia Ypsilon, rimasta bloccata in piazza della Libertà, nota ai favaresi come “Conzu”.

Nel tentativo di abbandonare il veicolo, sarebbe stata sorpresa dalla forza dell’acqua e trascinata via, fino a scomparire all’interno di un canalone sotterraneo che convoglia le piogge verso il Vallone Cicchiddu e poi al depuratore.

Immediato l’allarme e l’avvio delle ricerche, coordinate da vigili del fuoco, carabinieri e tecnici comunali.

Le squadre di soccorso stanno operando in particolare nei pressi della farmacia Sajeva, dove si ipotizza che la donna possa essere stata trascinata.

Gli interventi si stanno concentrando su un convogliatore idrico sotterraneo, ispezionato palmo a palmo nella speranza di rintracciare la dispersa.

L’intera comunità segue con apprensione l’evolversi delle operazioni, mentre i soccorritori continuano a lavorare senza sosta in condizioni difficili.

Maltempo a Sciacca, Campione: “Studenti lasciati soli sotto il nubifragio”

Un violento nubifragio ha colpito Sciacca nella mattinata di oggi creando disagi e situazioni di rischio per studenti e lavoratori pendolari. A lanciare l’allarme è la consigliera comunale di Europa Verde, Daniela Campione, che in una nota indirizzata al presidente della Regione Siciliana, al presidente della provincia di Agrigento, al sindaco di Sciacca, alla Protezione civile e alle ditte di trasporto scolastico, chiede l’adozione urgente di un piano di sicurezza.

Secondo quanto riportato dalla consigliera, “numerosi alunni sono stati lasciati dalle ditte di trasporto davanti agli edifici scolastici”.

Campione sottolinea come l’assenza di collegamenti ferroviari a Sciacca costringa studenti e lavoratori pendolari a utilizzare esclusivamente i pullman, una condizione che “evidenzia l’importanza strategica di una rete ferroviaria per garantire maggiore sicurezza e continuità nel trasporto, riducendo i rischi legati a fenomeni meteorologici estremi”.

La consigliera chiede che venga istituito un Piano di sicurezza obbligatorio per tutti i mezzi di trasporto scolastico e non, che preveda responsabilità diretta delle ditte di trasporto con procedure vincolanti in caso di emergenze climatiche, un coordinamento costante tra istituzioni e scuole per comunicazioni tempestive, supervisione degli studenti – in particolare dei minori di 14 anni – durante eventi eccezionali, e, infine, attività di formazione e prevenzione per studenti, famiglie e personale scolastico.

“La sicurezza dei nostri ragazzi in particolar modo e dei nostri lavoratori pendolari è prioritaria e non può più essere affidata al caso”, scrive Campione, che sollecita un intervento urgente e coordinato da parte delle istituzioni competenti.

La consigliera rilancia anche la proposta di un collegamento ferroviario che unisca Sciacca a Palermo e Trapani, così da garantire “un’alternativa di trasporto più sicura e resiliente”.

La Compagnia Carabinieri di Sciacca elevata a Reparto Territoriale, più uomini e maggiori servizi

Da oggi la Compagnia Carabinieri di Sciacca è elevata a Reparto Territoriale.

Un articolazione dell’Arma con una struttura più significativa che si rivela più aderente alle esigenze di un territorio connotato da un’economia tra le più fiorenti della provincia, ove il centro di Sciacca, unitamente alle sue aree limitrofe, rappresenta un polo con importanti realtà industriali, artigianali e turistiche.


Il nuovo Reparto Territoriale, distante 80 km dal Comando Provinciale e con un territorio vasto circa 850 kmq, ripartito tra undici comuni per un totale di oltre 100.000 abitanti, continuerà a mantenere alle proprie dipendenze nove Stazioni Carabinieri (Sciacca, Calamonaci, Caltabellotta, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belìce e Burgio, quest’ultima con competenza giurisdizionale anche sul limitrofo comune di Villafranca Sicula), nonché la Tenenza Carabinieri di Ribera, giovandosi tuttavia di un rafforzamento della componente investigativa (Sezione Operativa) e di quella di pronto intervento (Sezione Radiomobile e Centrale Operativa), sui modelli di altre realtà operative presenti nel nisseno (Gela) e nel palermitano (Termini Imerese).


Va altresì ricordato che, presso il Comune di Sciacca, hanno sede un Tribunale e una Procura della Repubblica con giurisdizione anche su parte dei territori delle Compagnie Carabinieri di Cammarata e Castelvetrano, un Commissariato della Polizia di Stato, una Compagnia della Guardia di Finanza, un Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera e una Casa Circondariale.


La nuova configurazione del reparto darà il giusto risalto agli sforzi operativi di quell’Arma che, storicamente, opera in un territorio caratterizzato da una pervicace presenza mafiosa, contrastata nel recente passato da numerose operazioni di servizio che hanno colpito gli assetti criminali dei mandamenti.


Il potenziamento organico del reparto si tramuterà, altresì, in un incremento dei servizi di prevenzione generale, per garantire maggiore vicinanza e senso di protezione alla popolazione, anche in considerazione delle molteplici attività commerciali e ricettive che insistono sul florido tessuto economico del circondario saccense.

Da uno a quattro punti di sbarco nel porto di Sciacca

Il porto di Sciacca compie un salto di qualità: da un solo punto di sbarco per il pescato si passa a quattro aree attrezzate, realizzate dall’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale. L’intervento nasce dalla sollecitazione dell’amministrazione comunale e delle cooperative di pesca, che da tempo chiedevano migliori condizioni logistiche e organizzative.

Cosa sono i punti di sbarco e perché sono fondamentali

I nuovi punti di sbarco sono aree dedicate dove i pescatori possono depositare e consegnare il pescato rispettando norme igienico–sanitarie e di tracciabilità. Si tratta di spazi essenziali per garantire sicurezza alimentare, riduzione dei tempi di attesa e condizioni di lavoro più adeguate.

Fino a oggi Sciacca disponeva di un solo punto di sbarco. L’aumento a quattro rappresenta quindi un passo decisivo per il comparto marittimo, che potrà contare su strutture più funzionali e moderne.

L’assessore Dimino: “Un risultato concreto per i pescatori”

L’assessore alle Attività Produttive, Francesco Dimino, ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto:
Questo risultato dimostra che il dialogo costante tra amministrazione comunale e Autorità Portuale porta a fatti concreti, in un momento di forte crisi per il settore. L’apertura di quattro punti di sbarco è una risposta reale alle esigenze dei nostri pescatori. Ringrazio il commissario straordinario Annalisa Tardino, l’ingegnere Tallo e lo staff tecnico per la disponibilità e la rapidità con cui hanno reso possibile questo risultato”.

Punti di sbarco e ripresa delle attività di pesca

L’annuncio coincide con la conclusione del fermo pesca. In questa occasione, Dimino ha rivolto un augurio alle cooperative e alle imprese di Sciacca:
Tre parole devono accompagnarci: fiducia, impegno, unità. Il Consiglio comunale è compatto e vicino al comparto della pesca, cuore pulsante della nostra città”.

Un segnale per il futuro del comparto

I quattro nuovi punti di sbarco rappresentano non soltanto un investimento infrastrutturale, ma anche un segnale di attenzione concreta verso chi ogni giorno lavora in mare in condizioni difficili. Per Sciacca e la sua marineria si apre così una fase nuova, con strutture che potranno favorire la ripresa economica e dare maggiore dignità al lavoro dei pescatori.

Maltempo, una giovane dispersa a Favara e tanta acqua nel fiume Verdura (Video)

Una giovane donna di Favara risulta dispersa dopo il violento nubifragio che si è abbattuto sulla zona. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata vista nei pressi di una farmacia: avrebbe aperto la portiera dell’auto ed è stata probabilmente travolta dal forte flusso d’acqua. Sul posto sono in corso le ricerche da parte dei Vigili del fuoco e dei carabinieri.

Il maltempo ha provocato pesanti allagamenti nelle strade del centro abitato e nelle campagne circostanti del faverese.

Le piogge intense hanno riversato una grande quantità d’acqua nel fiume Verdura, soprattutto nella parte alta, ma anche a valle si registrano allagamenti, con alcune porzioni di agrumeti finite sott’acqua. Un vero paradosso per gli agricoltori della zona che, dopo mesi di siccità e ripetute richieste di irrigazione di soccorso, si ritrovano ora a fare i conti con l’acqua in eccesso.

A Sciacca, a parte i tombini saltati e le strade allagate, non si sono registrati forti danni. Dal comando dei vigili del fuoco di Sciacca si segnalano alcuni alberi caduti lungo la statale 115. Una squadra è stata inviata ad Agrigento, dove viene coordinata l’emergenza nell’altro versante della provincia, che risulta fortemente colpito dal maltempo.

Strade come fontane, saltano i tombini e Sciacca si allaga (Video)

Sono bastati pochi minuti di pioggia intensa e le strade di Sciacca si sono ritrovate allagate, tombini esplosi, traffico paralizzato.

Tante le criticità registrate sempre negli stessi punti che si verificano ad ogni pioggia come nella via Amendola e ancora in piazza Carmine dove il solito tombino dell’inizio di via Libertà ha ceduto e ancora in via Lioni dove il tombino si è trasformato in una fontana.

Problemi anche in via Cappuccini dove il livello dell’acqua, in alcuni punti a causa delle caditoie non funzionanti, si è alzata di qualche centimetro.

Problemi di certo non nuovi in una città che mostra tutta la sua vulnerabilità’ sotto la pioggia.

Maltempo a Sciacca: scuole chiuse per ordinanza del sindaco

A causa delle avverse condizioni meteorologiche che hanno colpito Sciacca nella giornata odierna, il sindaco Fabio Termine ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

La decisione è stata presa in via precauzionale, dopo che il maltempo si è rivelato di intensità superiore rispetto a quanto previsto nel bollettino meteorologico diffuso ieri.

«Viste le condizioni meteo odierne, non previste con tale violenza, si è ritenuto necessario adottare misure straordinarie per garantire la sicurezza degli studenti e del personale scolastico», si legge nella comunicazione ufficiale del Comune.

Le autorità raccomandano ai cittadini la massima prudenza negli spostamenti e di seguire gli aggiornamenti diramati dai canali istituzionali.

A Calamonaci, il sindaco Pino Spinelli con ordinanza oltre alla chiusura dei plessi scolastici, ha disposto la chiusura del cimitero comunale.