Lite condominiale degenera, arrestato uomo che deteneva ordigni e armi

A Licata, una lite condominiale si è trasformata in un episodio di rilevante gravità, culminato con l’arresto di un uomo di 36 anni del posto da parte dei carabinieri.

L’uomo è ritenuto responsabile, a vario titolo, di detenzione di materiale esplodente, ricettazione, minaccia aggravata, danneggiamento, porto abusivo di oggetti atti ad offendere ed esplosioni pericolose.

L’intervento dei militari è scattato a seguito di una segnalazione relativa a un diverbio tra l’indagato e una vicina di casa. Secondo quanto ricostruito, durante la lite sarebbero stati esplosi due colpi a salve con finalità intimidatorie.

La successiva perquisizione ha portato al rinvenimento e al sequestro di un ingente quantitativo di materiale tra cui 23 ordigni esplosivi artigianali, due pistole a salve, tre pistole ad aria compressa, un fucile softair, un pugnale, due coltelli a serramanico e munizionamento di vario calibro.

Considerata la pericolosità degli ordigni, sul posto sono intervenuti gli artificieri dei comandi provinciali dei carabinieri di Agrigento e Caltanissetta, che hanno provveduto alla messa in sicurezza, alla campionatura e al trasferimento del materiale presso un’armeria autorizzata, in attesa della distruzione.

Sequestro di corallo protetto all’aeroporto di Palermo

All’aeroporto internazionale “Falcone-Borsellino” di Palermo, i finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno effettuato un sequestro di corallo protetto nell’ambito delle attività di controllo contro i traffici illeciti. L’operazione ha portato al sequestro di 13 esemplari appartenenti a specie tutelate dalla normativa internazionale.

Il sequestro è avvenuto nel corso di due distinti controlli doganali, eseguiti sulla base di specifiche analisi di rischio. Durante le verifiche sono stati intercettati due turisti italiani che trasportavano nei propri bagagli alcuni esemplari di corallo appartenenti all’ordine degli “Scleractinia”, specie protetta dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione

Due turisti fermati con coralli provenienti da Mauritius e Maldive

Secondo quanto emerso dai controlli, i due passeggeri provenivano rispettivamente dalle Mauritius e dalle Maldive. Nei loro bagagli erano stati nascosti diversi esemplari di corallo, privi dei certificati di origine o delle licenze previste dalla normativa internazionale.

Gli accertamenti merceologici effettuati dai finanzieri hanno evidenziato come alcuni degli esemplari presentassero caratteristiche particolari, tra cui odore e colorazione compatibili con una recente rimozione dalla barriera corallina. In particolare, la colorazione marrone-giallastra osservata su alcuni pezzi ha consentito di escludere che si trattasse di coralli provenienti da fenomeni di spiaggiamento naturale.

Proprio questi elementi hanno portato al sequestro di corallo protetto, considerato potenzialmente sottratto al proprio habitat naturale.

Il ruolo degli Scleractinia nell’ecosistema marino

Gli esemplari oggetto del sequestro di corallo protetto appartengono all’ordine degli Scleractinia, organismi che svolgono una funzione essenziale nell’ecosistema marino. Le barriere coralline offrono infatti rifugio, nutrimento e aree di riproduzione a migliaia di specie marine.

La rimozione non autorizzata di coralli dalle barriere può determinare un progressivo impoverimento dell’ecosistema naturale. Per questo motivo il commercio e il trasporto di tali specie sono disciplinati da norme internazionali che prevedono il possesso di specifiche certificazioni.

Sanzioni amministrative per i passeggeri

I coralli rinvenuti nei bagagli dei due turisti, essendo privi della documentazione prevista dalla disciplina convenzionale internazionale, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Ai passeggeri è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa compresa tra 3.000 e 15.000 euro.

L’operazione testimonia il costante impegno delle autorità nei controlli presso lo scalo aeroportuale di Palermo, con l’obiettivo di contrastare l’introduzione nel territorio dello Stato di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione e di garantire la tutela della biodiversità.

Camastra, aggredisce un uomo con una mazza per una tentata estorsione: arrestato 23enne

I carabinieri della stazione di Camastra, con il supporto dei militari della Compagnia di Licata, hanno arrestato un giovane di 23 anni con l’accusa di tentata estorsione e lesioni personali.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Agrigento, che ha applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ventitreenne si sarebbe presentato sotto l’abitazione di un 43enne di Camastra aggredendolo con una mazza nel tentativo di costringerlo a consegnare del denaro.

La vittima dell’aggressione è stata soccorsa e trasferita in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.

L’arresto è stato eseguito nel giorno del compleanno del giovane, ritenuto responsabile dell’aggressione al termine degli accertamenti condotti dai carabinieri. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e il movente dell’episodio.

Un urologo licatese presenta a Londra il laser per tumori urinari

Uno specialista siciliano protagonista al Congresso Europeo di Urologia di Londra. L’urologo Angelo Territo ha presentato una tecnica innovativa basata sull’utilizzo di un nuovo laser a olmio per il trattamento conservativo dei tumori del tratto urinario superiore.
Originario di Licata, Territo lavora da anni presso l’ospedale universitario Fundació Puigvert di Barcellona, centro di riferimento internazionale nei campi dell’urologia, della nefrologia e dell’andrologia. Nel corso del congresso ha illustrato risultati e prospettive dell’impiego del laser per tumori urinari, una tecnologia che punta a rendere meno invasivi alcuni interventi su queste patologie.

Il laser per tumori urinari nel trattamento conservativo

Secondo quanto spiegato dallo specialista, la tecnologia presentata consente interventi poco invasivi per la rimozione delle lesioni tumorali. L’obiettivo è quello di evitare, quando possibile, interventi chirurgici più radicali come l’asportazione del rene e dell’uretere.
L’utilizzo del laser per tumori urinari si inserisce quindi in un approccio conservativo alla cura dei tumori dell’alta via urinaria. I dati presentati durante il Congresso Europeo di Urologia evidenziano risultati promettenti, con buoni livelli di efficacia e sicurezza.

L’esperienza dello specialista nella chirurgia laser

Nel corso della presentazione, Territo ha descritto nel dettaglio la tecnica e le sue applicazioni cliniche. Dalla sua analisi emerge come, oltre alla tecnologia utilizzata, sia determinante l’esperienza dello specialista e la precisione nell’esecuzione dell’intervento.
Proprio questi elementi incidono in modo significativo sui risultati ottenuti con il laser per tumori urinari, rendendo fondamentale la competenza maturata nel tempo nell’utilizzo delle tecnologie laser in ambito urologico.

Angelo Territo tra gli esperti dei laser in urologia

Grazie alla sua esperienza internazionale, sia chirurgica sia accademica, Angelo Territo è oggi considerato tra i più importanti esperti al mondo nell’utilizzo dei laser nel trattamento dei tumori uroteliali dell’alta via urinaria. In ambito scientifico viene indicato come “opinion leader”, termine utilizzato per definire figure di riferimento in uno specifico settore della medicina.
Lo specialista opera da anni presso la Fundació Puigvert di Barcellona, ospedale universitario riconosciuto a livello internazionale per l’innovazione, la ricerca e la formazione specialistica nei campi dell’urologia, della nefrologia e dell’andrologia.

Nuove prospettive terapeutiche

Gli sviluppi presentati al Congresso Europeo di Urologia indicano una direzione sempre più orientata verso trattamenti meno invasivi e più personalizzati. L’impiego di tecnologie come il laser per tumori urinari potrebbe contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti, offrendo opzioni terapeutiche conservative.
Secondo quanto evidenziato dallo stesso Territo, queste innovazioni aprono nuove prospettive nella cura dei tumori del tratto urinario superiore, con l’obiettivo di sviluppare terapie sempre più mirate e meno aggressive.

Morte di un detenuto nel carcere di Augusta, la Procura dispone accertamenti tecnici non ripetibili

La Procura della Repubblica di Siracusa ha disposto lo svolgimento di accertamenti tecnici non ripetibili nell’ambito dell’indagine sulla morte di Francesco Capria, il 41enne originario di Messina deceduto lo scorso 18 marzo ad Augusta.

Il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale dell’inchiesta avviata dall’autorità giudiziaria per chiarire con precisione le cause del decesso.

Gli accertamenti tecnici non ripetibili vengono infatti disposti quando determinate verifiche devono essere eseguite una sola volta e con modalità tali da garantire il pieno contraddittorio tra le parti.

Attraverso queste attività investigative, coordinate dalla Procura aretusea, sarà possibile acquisire elementi utili a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte del 41enne.

Gli esiti degli accertamenti saranno ora al centro delle valutazioni degli inquirenti, che proseguono il lavoro investigativo per fare piena luce sulla vicenda.

L’accoltellamento in centro storico a Sciacca, un arresto della polizia


Era già indagato dalle prime fasi successive all’accoltellamento di un ventiseienne, durante una lite, nel centro storico di Sciacca, e adesso è stato arrestato dagli agenti del locale Commissariato di polizia Mario Di Benedetto, di 38 anni, in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip su richiesta della procura della Repubblica di Sciacca.

Di Benedetto, che è assistito dall’avvocato Mauro Tirnetta, è stato associato al carcere di Sciacca. All’arresto si è giunti grazie al lavoro svolto dagli agenti di polizia di Sciacca coordinati dalla procura.

Il ventiseienne accoltellato nella sera di sabato 14 marzo è stato soccorso da un passante in via Cappuccini dove era riuscito ad arrivare dopo essere stato colpito. E’ stato trasportato in ospedale dallo stesso passante senza attendere l’arrivo di un’ambulanza e poco dopo sottoposto ad intervento chirurgico.

Colpito al torace, è arrivato in codice rosso al Giovanni Paolo II. I due si conoscevano e questa è una delle poche certezze della vicenda, mentre le ragioni della lite non sarebbero chiare.

Mario Di Benedetto è attualmente sotto processo in Corte d’Appello a Napoli per banconote false che sarebbero arrivate, dal centro partenopeo, in diversi Paesi d’Europa. In primo grado è stato condannato a 3 anni e 4 mesi e si attende la sentenza d’appello.

Pochi giorni fa a suo carico è stata emessa un’altra sentenza di condanna a un anno e 6 mesi di reclusione dal giudice monocratico del Tribunale di Sciacca per furto di due lampadari in ferro e vetro e danneggiamento di una finestra dello stabilimento delle Terme di Sciacca.

Sciacca, donna denunciata per furto di 23 confezioni di formaggio in un supermercato

Ben 23 confezioni di parmigiano e grana padano  sono state recuperate dalla polizia dopo un furto al supermercato Eurospin di via Lioni a Sciacca.

Una donna italiana di circa trent’anni è stata denunciata alla Procura della Repubblica per furto di alimenti. Nei giorni scorsi alcuni dipendenti del supermercato l’avevano notata aggirarsi tra gli scaffali e il reparto frigo, mentre inseriva le confezioni di formaggio nella borsa quando riteneva di non essere vista.

Allertati tramite il numero unico d’emergenza 112, gli agenti del commissariato sono intervenuti rapidamente, recuperando i prodotti sottratti e denunciando la donna all’autorità giudiziaria.

Si arrampicano per 150 metri sul pilone di Torre Faro, portati in salvo 2 giovani polacchi

Due giovani polacchi si sono arrampicati sul “Pilone” di Torre Faro fino all’altezza di circa 150 metri rimanendo bloccati poi in preda al panico. Sono stati i Vigili del fuoco a raggiungerli e a riportarli in sicurezza giù.

La struttura in ferro, e’ un traliccio alto 240 metri, tra i più alti al mondo.
L’operazione di salvataggio è stata molto delicata e si è svolta con il tempestivo intervento e il coordinamento delle forze dell’ ordine e le squadre di soccorso tecnico urgente.

Ferraro non accetta la nomina di primario ad Agrigento, resta al Pronto soccorso di Sciacca


“Motivi personali” alla base della decisione di Ezio Ferraro di non accettare la nomina a direttore dell’unità operativa di Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. E’ stato lo stesso medico menfitano a farlo sapere decidendo così di rimanere al Giovani Paolo II di Sciacca, dirigente medico.

Dopo la pubblicazione all’albo pretorio dell’Asp di Agrigento della delibera riguardante il conferimento di incarico, a tempo determinato, per 9 mesi, fatta salva la cessazione anticipata a seguito di copertura definitiva del posto, Ferraro aveva detto che avrebbe valutato.

Poche ore dopo la decisione di non accettare “per motivi personali”. Ferraro vive a Menfi, la sua città, dove presiede il consiglio comunale. E’ anche coordinatore provinciale di Noi Moderati.

“Ringrazio tutti gli amici per le manifestazioni di stima e di affetto nei miei confronti, ma per ragioni personali ho rinunciato all’ incarico di Direttore ff del Ps di Agrigento, pertanto, continuerò a svolgere la professione di medico nel mio territorio presso il Pronto Soccorso dell’ Ospedale di Sciacca”. Così Ferraro sui social.

Controlli della polizia municipale a Bagheria, sanzioni per oltre 100 mila euro in 2 mesi

Più di 1.600 violazioni accertate e sanzioni per oltre 108 mila euro in appena due mesi. È il bilancio dell’attività della polizia municipale di Bagheria, riportato da BegheriaNews.com, impegnata nel rafforzamento dei controlli su sicurezza stradale e decoro urbano.

Sotto la direzione della comandante Francesca Annaro, le pattuglie hanno intensificato i controlli lungo le arterie più trafficate e nelle aree sensibili della città. Particolare attenzione è stata rivolta alle zone dove la sosta irregolare crea disagi alla circolazione e rischi per residenti e pedoni.

Nonostante la carenza di organico, tra gennaio e febbraio 2026 sono state contestate complessivamente 1.641 sanzioni. Le infrazioni più frequenti riguardano la sosta in doppia fila, l’occupazione degli stalli riservati ai disabili e la sosta su marciapiedi e intersezioni.

Si tratta di comportamenti che, oltre a violare il codice della strada, incidono direttamente sulla sicurezza urbana, costringendo spesso i pedoni a invadere la carreggiata e ostacolando il passaggio dei mezzi di soccorso.

L’importo complessivo delle sanzioni elevate ammonta a 108.239,75 euro. Come previsto dalla normativa, il 50% dei proventi confluisce nel bilancio comunale, mentre la restante parte viene gestita dal Comando per interventi mirati, tra cui il rifacimento della segnaletica e il potenziamento dei sistemi di controllo.