Sciacca, Ambrogio all’assessore Di Paola: “Vieni con me a riparare le buche alla Perriera”

La scena di ieri sera in viale Siena, dove l’assessore comunale Simone Di Paola ha deciso di intervenire personalmente per riparare una buca, ha sollevato curiosità e commenti. L’immagine di un amministratore con cazzuola e attrezzi in mano ha rappresentato per molti cittadini un segnale concreto: le piccole manutenzioni, troppo spesso trascurate, possono essere affrontate anche con gesti simbolici che mettono al centro l’impegno civico.

L’intervento di Giuseppe Ambrogio

Alle reazioni si è aggiunta oggi quella del consigliere comunale del Partito Democratico Giuseppe Ambrogio, che ha lanciato un invito all’amministratore e collega di partito:

«Caro Simone, apprezzo quello che hai fatto in viale Siena e sono pronto a darti una mano d’aiuto se vuoi collaborare anche in contrada Perriera».

Parole che trasformano un gesto isolato in una possibile iniziativa condivisa, aprendo la strada a un’inedita collaborazione per riparare buche a Sciacca in altri quartieri.

Dalla cazzuola a una squadra inedita

Se in viale Siena a scendere in strada è stato un assessore comunale, nell’ambito di un intervento assieme agli operai ed ai tecnici del Comune e alla polizia municipale, alla Perriera si potrebbe assistere a una scena ancora più singolare: assessore e consigliere comunale — che siede anche al consiglio provinciale — insieme per riparare le buche stradali. Un’immagine che unisce la politica alla pratica, con potenziali risvolti non solo mediatici ma anche concreti.

Riparare buche a Sciacca: simbolo e realtà

L’iniziativa, pur essendo di natura simbolica, porta l’attenzione sul tema delle manutenzioni ordinarie. Le strade della città, soprattutto nei quartieri periferici come la Perriera, necessitano di interventi continui e pianificati. Gesti come quelli di Di Paola e Ambrogio mostrano che la politica, oltre alle parole, può agire anche con piccoli esempi diretti.

La vicenda ha già acceso il dibattito cittadino e sui social: da un lato c’è chi plaude alla concretezza, dall’altro chi ricorda che le istituzioni devono garantire interventi strutturali, non affidarsi a iniziative estemporanee. In ogni caso, l’immagine di amministratori al lavoro sul campo resta destinata a fare discutere.

Ryanair torna a Trapani, dal 2026 nuova base con due aerei e 23 rotte

Dopo dieci anni di assenza come base ufficiale, Ryanair torna a investire sull’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi. L’annuncio è stato dato oggi, 24 settembre, nelle Cantine Florio di Marsala, durante una conferenza stampa organizzata da Airgest, la società di gestione dello scalo.

La compagnia irlandese aprirà la sua ventesima base italiana – la terza in Sicilia – dal 1° gennaio 2026, con due aeromobili stanziati, 23 rotte di cui 11 nuove e oltre un milione di passeggeri l’anno previsti. L’investimento ammonta a 200 milioni di dollari e sarà accompagnato da un piano regionale da 24 milioni di euro in tre anni per sostenere il traffico turistico. Secondo le stime, l’operazione creerà più di 800 posti di lavoro diretti e indiretti.

Il Ceo di Ryanair, Eddie Wilson, ha definito l’iniziativa “un importante investimento a Trapani-Marsala con l’apertura di una nuova base”. Wilson ha anche ribadito il sostegno alla decisione della Regione Siciliana di abolire l’addizionale municipale, sottolineando come la misura consenta “tariffe più basse e maggiore connettività durante tutto l’anno”.

Con il nuovo piano di collegamenti, aumenteranno le frequenze verso Milano e Roma e saranno introdotte nuove rotte internazionali come Stoccolma, Bratislava e Katowice, oltre a collegamenti nazionali con Bari e Verona. Per l’inverno 2025/26 sono previste 13 rotte, sei delle quali nuove, mentre nella stagione estiva 2026 saranno operative 25 rotte, di cui cinque inedite.

Per celebrare l’annuncio, Ryanair ha lanciato una promozione con voli a partire da 21,99 euro per chi prenoterà entro il 27 settembre.

Pd, Campione e Curreri incalzano Termine: “Rimodula le deleghe”

0

Clima di grande confronto all’interno della maggioranza consiliare che sostiene il sindaco Fabio Termine. Cinque consiglieri su sei – i tre del Partito Democratico e la consigliera dei Verdi Daniela Campione, più il gia’ assessore e consigliere Alessandro Curreri – hanno sollevato la necessità di una rimodulazione delle deleghe assessoriali. Unico a non sposare la proposta è stato Fabio Leonte.

Secondo i consiglieri di maggioranza occorre imprimere uno sprint all’azione amministrativa negli ultimi due anni di mandato, evitando una dispersione di competenze che finora avrebbe rallentato l’efficacia della giunta. Inoltre, l’attribuzione delle deleghe nel passaggio di testimone degli amministratori in sostituzione, si sarebbero frammentate e spacchettate.

Sotto la lente finisce soprattutto il settore della promozione e degli eventi: al momento lo Spettacolo è in capo al sindaco, la Cultura all’assessore Di Paola, il Turismo a Dimino e la Promozione a Curreri.

Quattro figure per ambiti considerati affini e che, a giudizio dei consiglieri, dovrebbero essere ricondotti sotto una gestione più organica. Stessa cosa per le deleghe Verde pubblico e Ville e Giardini e ancora Istruzione ed Edilizia scolastica.

Adesso la palla passa a Fabio Termine che ha già convocato il tavolo di maggioranza per la prossima settimana quando il confronto si farà più concreto e si capiranno le intenzioni del primo cittadino se intende riformulare l’assetto della Giunta.n

Randagismo a Sciacca, l’opposizione attacca l’assessore Sinagra: “Fallimentare il suo operato”

Il problema del randagismo in città resta irrisolto e torna al centro del dibattito politico. A sollevare la questione sono i consiglieri comunali di opposizione, che in una nota denunciano “il totale immobilismo dell’amministrazione comunale” sul tema.

Secondo i consiglieri, nonostante le promesse elettorali e le dichiarazioni fatte in campagna dall’attuale Assessore Sinagra, la situazione non avrebbe registrato alcun miglioramento.

“Basta rivedere i video diffusi sui social – scrivono – per capire come quelle soluzioni annunciate si siano rivelate solo propaganda. La realtà è che diversi quartieri continuano a essere invasi, soprattutto di notte, da branchi di cani randagi”.

Il problema, sottolineano dall’opposizione, non riguarda soltanto il benessere animale, ma anche la sicurezza dei cittadini.

“L’amore per i nostri amici a quattro zampe non può essere ridotto a qualche post contro i fuochi d’artificio a Capodanno o Ferragosto – si legge ancora nella nota –. Il disagio è quotidiano: decine di cani vivono abbandonati a loro stessi, senza alcuna tutela, diventando al tempo stesso un pericolo concreto per la pubblica incolumità”.

Dai banchi dell’opposizione si rimprovera all’amministrazione la mancanza di una programmazione e di interventi concreti. “Non abbiamo più notizie né registriamo iniziative in corso – scrivono i consiglieri –. Si tratta di una delle emergenze che avrebbe dovuto essere affrontata sin dall’inizio della consiliatura. Evidentemente, le priorità dell’amministrazione sono altre”.

La conclusione è netta: per i consiglieri comunali di opposizione, il fenomeno del randagismo a Sciacca rappresenta “il fallimento della programmazione politica e amministrativa dell’Assessore Sinagra”.


Auser Ribera, incontro con Mimmo Macaluso sulla “Grotta di Santa Rosalia”

Sarà dedicato alla “Grotta di Santa Rosalia” l’incontro in programma oggi, 24 settembre, alle ore 18 nella sede dell’Auser di Ribera.

A guidare il pubblico alla scoperta di uno dei siti più affascinanti e meno conosciuti del territorio sarà Mimmo Macaluso, medico chirurgo, Ispettore Onorario ai Beni Culturali della Regione Siciliana, nonché sommozzatore e ricercatore.

Macaluso illustrerà la struttura sotterranea che fa parte del sistema sorgentizio di Santa Rosalia, realizzata in passato per la captazione della falda acquifera.

Un’opera di grande interesse perché testimonia l’uso delle antiche tecniche idrauliche dei Qanat: canali scavati nella roccia nati circa 4.000 anni fa in Persia per fronteggiare la siccità, poi diffusi in tutto il Mediterraneo. Quello riberese, definito da Macaluso il “Qanat delle meraviglie”, potrebbe essere uno degli ultimi realizzati.

«È ancora possibile – spiega Macaluso – alla fine del primo quarto del XXI secolo, in un’epoca ipertecnologica dove ogni centimetro della Terra è monitorato da reti satellitari, rinvenire straordinarie strutture rimaste celate per secoli. Ribera, grazie alla fertilità della sua terra e all’abbondanza d’acqua, è stata abitata sin dal Neolitico, e continua a restituire scoperte straordinarie».

Il medico e ricercatore ricorda come nel territorio siano stati rinvenuti anche dolmen e monumenti sepolcrali incastonati nel costone calcarenitico giallo ocra che fronteggia il castello di Poggiodiana, testimonianza di un “megalitismo ridotto” studiato dal compianto archeologo Sebastiano Tusa.

Particolarmente significativa è l’ultima scoperta – o meglio una riscoperta, poiché già individuata negli anni ’70 ma mai studiata a fondo – di una galleria idraulica che intercettava e convogliava la falda acquifera dal costone roccioso su cui si sviluppa la città. Grazie all’integrazione tra rilievi in situ e ricerche d’archivio è stato possibile ricostruirne epoca e funzione.

La grotta ha anche una memoria più recente: durante la Seconda Guerra Mondiale venne adattata a rifugio contro i bombardamenti, aggiungendo così un ulteriore tassello alla sua lunga e complessa storia.

L’incontro promosso dall’Auser rappresenta dunque un’occasione importante per conoscere da vicino un patrimonio che intreccia storia, ambiente e memoria collettiva, e che testimonia quanto ancora il territorio riberese abbia da raccontare.

Sciacca, spazi del municipio e 600 mq di piazza affittati per un evento privato

Giornata particolare ieri a Sciacca, dove gli spazi del palazzo municipale – atrio superiore e atrio inferiore – e circa 600 metri quadrati di piazza Angelo Scandaliato sono stati affittati per un evento privato. Il costo complessivo si aggira intorno agli 11 mila euro.

Ad occuparsene è stata un’azienda di birra, mentre gli ospiti, che soggiornano al Verdura Resort, hanno preso parte all’iniziativa che ha visto piazza Scandaliato trasformata in una sorta di sala all’aperto con tavoli e sedie per un aperitivo.

Secondo indiscrezioni, la maggior parte dei partecipanti sarebbero statunitensi. Sul contenuto dell’evento e sulle finalità dell’affitto vige tuttavia il massimo riserbo. Nessun dettaglio è trapelato sul nome dell’azienda coinvolta né sul motivo che ha portato a scegliere Sciacca come palcoscenico.

Anche oggi gli spazi cittadini resteranno destinati allo stesso evento.

Girgenti Acque, la Corte d’appello conferma il proscioglimento dell’ex prefetto Diomede

La Corte d’appello di Palermo ha confermato il proscioglimento dell’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede, già disposto dal gup Micaela Raimondo il 18 luglio 2023.

Rigettato dunque il ricorso presentato dalla Procura, che a settembre dello stesso anno aveva chiesto nuovamente il rinvio a giudizio.

Diomede era stato coinvolto nell’inchiesta “Waterloo” su Girgenti Acque, accusato di aver evitato un’interdittiva antimafia alla società idrica tra il 2015 e il 2018, procurandole – secondo i pm – un vantaggio patrimoniale e agevolando l’imprenditore Marco Campione. Contestati a suo carico i reati di concorso esterno in associazione a delinquere e abuso d’ufficio.

Il gup aveva già escluso qualsiasi responsabilità, ritenendo che l’ex prefetto avesse agito nell’alveo dei suoi poteri discrezionali. Una valutazione adesso condivisa anche dai giudici d’appello, che hanno chiuso definitivamente la posizione di Diomede.


Anche l’assessore Di Paola al lavoro a Sciacca per riparare una buca

A Sciacca, in viale Siena, si è verificato un episodio che merita di essere raccontato: non solo per l’efficacia dell’intervento ma anche per il messaggio di impegno civile che porta con sé. Una buca sull’asfalto, potenzialmente pericolosa per automobilisti e pedoni, è stata ripristinata grazie alla collaborazione di più figure, tra cui l’assessore Simone Di Paola, che ha scelto di mettersi letteralmente in prima linea.

L’intervento sul posto

La segnalazione è arrivata alla polizia municipale, che ancora una volta ha dimostrato grande disponibilità nel raccogliere le richieste dei cittadini e attivare le procedure necessarie per evitare rischi e possibili contenziosi per il Comune.

Sul posto è intervenuto anche, in via del tutto volontaria e nonostante fosse fuori servizio, il geometra Vito Friscia, tecnico comunale, che ha diretto le operazioni di messa in sicurezza. Accanto a lui, un operaio della squadra segnaletica.

Ma a sorprendere è stata la presenza dell’assessore Simone Di Paola, che, impugnando una pala da cantiere, ha lavorato, contribuendo personalmente a colmare la buca con materiale edile. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, che testimonia come la politica possa anche “sporcarsi le mani” quando l’urgenza lo richiede.

Oltre al lavoro manuale, l’intervento ha avuto anche un importante effetto preventivo: mettere subito in sicurezza la sede stradale ha evitato possibili incidenti e successive richieste di risarcimento al Comune.

L’episodio di viale Siena rappresenta un modello di collaborazione tra amministrazione, personale comunale e forze di polizia. Un lavoro di squadra che ha portato risultati immediati e che restituisce fiducia ai cittadini, dimostrando che anche piccoli interventi, se affrontati con determinazione, possono fare la differenza.

Sei anni e 10 mesi per maltrattamenti e violenza al meccanico di Cianciana che accoltellò moglie e figli

Il gup del Tribunale di Sciacca, Dono Toscano, ha condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione Daniele Alba, il meccanico di 36 anni di Cianciana che il 23 maggio 2024 ha accoltellato moglie e due figli, ferendoli.

L’imputato è stato prosciolto dalle accuse di tentato omicidio, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale perché giudicato, sulla base di una perizia, non capace di intendere e di volere al momento del fatto.

Per Alba il giudice ha disposto il ricovero in una Rems per 7 anni dopo avere scontato la pena e per i risarcimenti riconosciuto una provvisionale di 5 mila euro alla moglie ed ai figli con il resto da quantificarsi in sede civile e mille euro all’associazione Gens nova.

La pena è stata leggermente inferiore alla richiesta del pm, Brunella Favara, che aveva chiesto 8 anni e 8 mesi di reclusione per maltrattamenti. Per tentato omicidio, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale anche il pm aveva chiesto il proscioglimento per l’incapacità dell’uomo di intendere e di volere al momento del fatto. Il pm aveva chiesto il ricovero, dopo avere scontato la pena, per 10 anni.

La moglie di Alba si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo D’Angelo e l’associazione Gens Nova con l’avvocato Mauro Tirmetta.

I difensori di Alba, gli avvocati Maurizio Gaudio e Luca Burgio avevano chiesto che l’imputato venisse dichiarato incapace di intendere e di volere per tutti i reati contestati. Per i legali l’incapacità di intendere di volere ha condizionato tutti gli episodi contestati, avvenuti in uno stato di alterazione psicofisica.

Mainetti ricorda Aldo Moro “Ci educava al senso dello Stato”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho avuto la fortuna di essere stato suo allievo durante gli anni universitari, iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma, dove il Professor Moro era docente di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale, materia del mio corso di studi. Ho inoltre avuto l’onore di discutere con lui la mia tesi di laurea, intitolata ‘Le immunità del Capo dello Statò. L’università non era per me un semplice esamificio, ma un luogo di crescita e confronto, e le lezioni del Professor Moro rappresentavano un’esperienza unica. Ricordo perfettamente quando venni a conoscenza che il ministro degli Esteri teneva regolarmente lezione: da quel momento non persi più un incontro. In aula lo chiamavamo ‘Presidentè perchè aveva già ricoperto la carica di Presidente del Consiglio. Era una figura autorevole e rispettata, ma capace di dialogare con tutti, attento alle domande degli studenti, sempre disponibile a un confronto sereno e costruttivo. Infatti, ricordo che ci soffermavamo a parlare con lui dopo le lezioni e colpiva, in particolare, la sua generosità nell’ascolto. Per lui i giovani erano il termometro della società”. Lo ha dichiarato Valter Mainetti, Presidente di Società per le Condotte d’Acqua 1880, in ricordo della nascita di Aldo Moro, avvenuta il 23 settembre 1916. Oggi lo statista avrebbe compiuto 109 anni.
“Aldo Moro – continua – è stato un personaggio di primo piano, fondamentale per la storia di quel periodo e un modello di integrità per le future generazioni. Aveva un innato senso della mediazione, credeva profondamente che il dialogo e la ricerca di un punto di incontro fossero la strada per il progresso della democrazia. Il suo progetto del compromesso storico rappresentava, per lui, il modo per superare le rigidità del cosiddetto ‘bicameralismo perfettò e aprire il sistema politico italiano a nuove possibilità di equilibrio e responsabilità condivisa. Moro riteneva che il superamento delle divisioni potesse consentire al Paese di affrontare con maggiore forza le sfide del suo tempo. Il suo insegnamento andava ben oltre i confini accademici: ci educava al senso dello Stato, al rispetto delle istituzioni, al valore della partecipazione democratica e della responsabilità personale”.
Per Mainetti “la sua tragica scomparsa per mano delle Brigate Rosse nel 1978 ha segnato profondamente la storia del nostro Paese, privandoci di una guida morale e politica di straordinario spessore. Oggi, nel giorno in cui ne ricordiamo la nascita, il mio pensiero va al Professore, allo statista e all’uomo che ha lasciato un segno profondo non solo nella Repubblica, ma anche nella vita di tanti suoi allievi, tra cui il sottoscritto. Il suo ricordo – conclude – il suo esempio e i suoi insegnamenti restano vivi nella memoria di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e ascoltarlo”.

– news in collaborazione con ItalCommunications –
– foto ufficio stampa ItalCommunications –
(ITALPRESS).