Scacco a consiglieri Pd, Verdi e 5 Stelle. Termine: “Il 30 marzo la nuova rete fognaria”

A poche ore dalle critiche dell’opposizione, arriva la replica del sindaco di Sciacca, Fabio Termine, che annuncia la consegna anticipata di una parte rilevante della nuova rete fognaria cittadina.

“Un risultato concreto, atteso da anni, che segna un passo decisivo per la città. Si completano i lavori della rete fognaria e del sistema di collettamento all’impianto di depurazione di Sciacca”. A darne notizia è il primo cittadino dopo la comunicazione ufficiale ricevuta dal responsabile unico del procedimento dell’Ufficio del Commissario straordinario unico.

La consegna delle opere già realizzate è fissata per lunedì 30 marzo, alle 11, al palazzo di città. Si tratta, viene sottolineato, di una consegna anticipata voluta dall’amministrazione per rendere subito operative le infrastrutture senza attendere la conclusione complessiva dell’intervento.

Tra le opere interessate figurano nuovi tratti di rete fognaria nelle zone San Marco, Foggia e Lido, oltre agli impianti di sollevamento e alle condotte prementi “San Marco”, “Foggia” e “Riancio”. Previsto anche il completamento del sistema di collettamento nel centro urbano, con interventi che riguardano l’area Cutrone-Monte Kronio, via Cappuccini, il centro storico, il quartiere Marinai e la zona Terme, insieme alla condotta di alimentazione dell’impianto di depurazione.

“Dietro questo risultato – dice il sindaco – c’è un lavoro amministrativo e tecnico intenso, che negli ultimi mesi ha avuto una decisa accelerazione. È importante ricordare che già dall’agosto 2025 il secondo modulo del depuratore, consegnato al Comune, è funzionante e in esercizio: un’infrastruttura strategica, la cui piena efficacia dipende proprio dal completamento e dall’attivazione della rete fognaria. Oggi, con questa consegna, quel sistema inizia finalmente a funzionare in modo organico”.

Dopo la consegna, il sindaco procederà con un’ordinanza per consentire ai cittadini l’allaccio alla rete principale, aprendo una nuova fase per diversi quartieri.

“Non è solo la fine di un cantiere – dichiara il sindaco – ma l’inizio di un cambiamento reale per Sciacca. Parliamo di opere che migliorano la qualità della vita delle persone, tutelano il nostro mare e mettono fine a criticità storiche. Abbiamo seguito passo dopo passo questo intervento, dialogando costantemente con la struttura commissariale, per arrivare a questo risultato. Oggi consegniamo alla città infrastrutture che mancavano da sempre in intere zone e che permetteranno finalmente di convogliare i reflui verso il depuratore”.

Resta aperto un ultimo cantiere in via Gaie di Garaffe, dove è in corso la sostituzione di un collettore. “Un intervento necessario – conclude il sindaco – che sarà completato a breve e che chiuderà definitivamente un’opera attesa da decenni”.

Trekking per conoscere le sorgenti termali di Sciacca

Ieri a Sciacca l’iniziativa escursionistica “Alle acque sulfuree”, un trekking organizzato per valorizzare uno dei patrimoni più identitari del territorio: le sorgenti termali.

L’escursione, lunga circa 7 chilometri e della durata di tre ore e mezza, ha condotto i partecipanti lungo un percorso immerso nella natura, seguendo il torrente Bagni fino alle sorgenti sulfuree. Tra le tappe principali, le Acque Molinelli e le antiche Terme Selinuntine, testimonianze di un utilizzo delle acque che affonda le radici nella storia: conosciute già dagli antichi Greci, furono i Romani a sfruttarne sistematicamente le proprietà terapeutiche.

All’iniziativa hanno preso parte escursionisti provenienti da diversi comuni della provincia, tra cui Agrigento e Cattolica Eraclea, oltre a una turista americana in vacanza in città, segno di un interesse che supera i confini locali.

L’evento si inserisce in un più ampio intento di promozione delle risorse termali di Sciacca, con l’auspicio di una futura riapertura delle terme, da tempo al centro del dibattito cittadino. A organizzare l’iniziativa è stata l’associazione Excelencia Acrsd Experience Trekking, nata nel 2020 durante il periodo della pandemia e oggi attiva con oltre 40 itinerari nell’area circostante.

Sicurezza a Ribera, l’intervento del sindaco dopo i fatti in centro

A seguito della violenta lite con tentativo di accoltellamento avvenuta nella serata di domenica 22 marzo tra via Buoni Amici e corso Umberto, il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo, è intervenuto con una nota ufficiale per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale sul tema della sicurezza a Ribera.
Il primo cittadino ha sottolineato come l’episodio, conclusosi senza vittime grazie al tempestivo intervento dei carabinieri della Tenenza locale, confermi una criticità già evidenziata in più occasioni nel corso del suo mandato.

Sicurezza a Ribera e richiesta di rinforzi

Nel suo intervento, Ruvolo ha ribadito con fermezza che l’amministrazione non è rimasta inattiva di fronte alle problematiche legate alla sicurezza a Ribera. Ha infatti dichiarato di aver più volte sollecitato la Prefettura di Agrigento e la Questura, chiedendo un potenziamento concreto degli organici e una presenza più consistente delle pattuglie, soprattutto nelle ore serali.
Secondo il sindaco, il territorio non può essere lasciato solo a gestire dinamiche di ordine pubblico complesse con risorse limitate. Una posizione che rafforza ulteriormente il dibattito sulla sicurezza a Ribera e sulla necessità di interventi strutturali da parte dello Stato.

Videosorveglianza e prevenzione

Oltre al tema dei rinforzi, Ruvolo ha posto l’accento sugli investimenti tecnologici destinati al controllo del territorio. L’amministrazione comunale ha infatti partecipato a diversi bandi per ottenere finanziamenti utili alla realizzazione di sistemi di videosorveglianza di ultima generazione.
Questi strumenti sono ritenuti fondamentali per monitorare le aree più sensibili del centro storico, tra cui via Buoni Amici, teatro dell’episodio. Tuttavia, come evidenziato dal sindaco, le procedure risultano ancora in corso e non sono state completate dagli organi competenti.

Sicurezza a Ribera priorità dell’Amministrazione

In conclusione, Ruvolo ha ribadito che la sicurezza a Ribera rappresenta una priorità assoluta per l’amministrazione comunale. Ha inoltre annunciato che tornerà a sollecitare con urgenza sia lo sblocco dei finanziamenti per la videosorveglianza sia l’invio di rinforzi strutturali per le forze dell’ordine.
Il sindaco ha infine sottolineato la necessità di risposte concrete da parte dello Stato, evidenziando come la comunità riberese chieda con forza maggiore legalità e sicurezza. Un appello che si inserisce in un contesto già segnato da episodi che continuano ad alimentare preoccupazione tra i cittadini.

Porto Palo di Menfi, Clemente sollecita la Regione: “Intervento urgente per la rimozione della Posidonia”

Un nuovo appello alla Regione Siciliana per risolvere una criticità che si protrae da anni. Il Comune di Menfi ha indirizzato una lettera aperta al presidente della Regione, Renato Schifani, chiedendo un intervento “autorevole e tempestivo” per la rimozione della Posidonia oceanica dal porto di Porto Palo.

Secondo l’amministrazione comunale, la presenza massiccia della pianta marina compromette la funzionalità dell’infrastruttura portuale, la sicurezza della navigazione e le attività economiche locali. Nel documento si evidenzia come negli ultimi anni siano stati avviati numerosi solleciti formali all’assessorato regionale alle Infrastrutture, senza esiti concreti.

Il Comune riferisce di “lettere, sopralluoghi, tavoli tecnici, numerosi incontri presso i vari Dipartimenti Regionali e richieste di incontri […] rimaste senza riscontro”, sottolineando il permanere di “criticità, elementi di incertezza e profili non pienamente chiariti”.

La questione è stata portata anche all’attenzione della Prefettura di Agrigento, coinvolgendo prima il prefetto Filippo Romano e successivamente Salvatore Caccamo. Tuttavia, gli interventi attivati “non possono ritenersi risolutivi”.

Nel testo si fa inoltre riferimento a recenti vicende giudiziarie riguardanti il responsabile unico del procedimento, precisando che queste “non possono né devono determinare ulteriori ritardi nella soluzione del problema”, nel rispetto dell’operato dell’autorità giudiziaria.

Il sindaco di Menfi, Vito Clemente, ribadisce la posizione dell’amministrazione: “La nostra azione amministrativa si è costantemente conformata a criteri di trasparenza e correttezza procedimentale, escludendo in modo assoluto qualsiasi forma di compromesso con modalità operative non coerenti con l’ordinamento giuridico”.

Nel documento si sottolinea il rischio che il rigoroso rispetto delle norme possa tradursi, di fatto, in un mancato soddisfacimento dell’interesse pubblico, con ricadute sulla collettività e sulle attività produttive del territorio.

Da qui la richiesta alla Regione di attivare con urgenza “percorsi amministrativi e tecnici pienamente conformi al dettato normativo” per rimuovere la Posidonia, ripristinare la piena funzionalità del porto e affrontare anche le criticità igienico-sanitarie segnalate.

L’obiettivo, conclude l’amministrazione, è garantire condizioni adeguate in vista della prossima stagione estiva.

Arrestato anarchico siciliano, dovrà scontare 4 e 5 mesi di reclusione

Quattro anni e cinque mesi di reclusione e’ la pena che deve scontare l’anarchico Giuseppe Sciacca, 47 anni, arrestato dagli agenti della Digos di Catania in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso il 13 marzo scorso dalla Procura Generale della Corte di Appello di Torino.

L’arresto arriva dopo la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Torino e confluita in un provvedimento di determinazione delle pene concorrenti del settembre 2025.

Sciacca e’ un’attivista catanese ed esperto di esplosivi con un passato come anarco insurrezionalista.

E’ chiamato anche il ‘bombarolo’ e considerato dagli investigatori molto capace nel confezionare ordigni.

Nel 2019 fu arrestato dalla Digos lombarda dopo avere risieduto per anni in Lessinia, nel Veronese, perche’ ritenuto responsabile di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo.

In Veneto, Sciacca conviveva con una donna che a sua volta gravita, secondo gli accertamenti, nell’ambiente anarchico-insurrezionalista.

Fino a dicembre era stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.

Secondo gli investigatori c’erano analogie tra alcuni dei plichi esplosivi diffusi nel 2016 dagli anarco insurrezionalisti nella campagna ‘I cieli bruciano’ e quello recapitato ad aprile 2019 all’allora sindaco di Torino, Chiara Appendino

Gli investigatori hanno rilevato la presenza di Sciacca a Torino il 30 marzo, due giorni prima dell’intimidazione all’Appendino, durante la vasta manifestazione antagonista contro lo sgombero del centro sociale Asilo occupato.

L’uomo era nel gruppo del blocco nero che fu fermato in via Aosta in possesso di un arsenale da utilizzare negli scontri di piazza, ed era stato denunciato insieme ad altri 120 persone tra cui figurano leader del movimento anarchico internazionale.

Attacco congiunto Pd, Cinque Stelle e Verdi alla giunta Termine su fognature e depuratore

I consiglieri Daniela Campione, Alessandro Curreri, Giuseppe Ambrogio, Giuseppe Ruffo e Gabriele Modica denunciano un ritardo insostenibile che pesa sulle tasche e sulla salute dei cittadini riguardo fogne e mancata attivazione del depuratore.
“Nonostante un appalto da 7,2 milioni di euro – scrivono i componenti dei tre partiti – affidato nel 2021, i 18 km di nuove condotte fognarie nei quartieri Cappuccini, Ferraro, Ospedale, Terme, San Marco e Foggia restano incompiuti.
Il paradosso è servito: il secondo modulo del depuratore, costato 5,6 milioni, è pronto da agosto
2025 ma non può funzionare a pieno regime. Senza l’attivazione delle stazioni di pompaggio e il
completamento della rete, i reflui continuano a finire in mare non trattati”.

L’opposizione punta il dito su due emergenze: ” La città – aggiungono – continua a pagare sanzioni pecuniarie all’Unione Europea per la mancata depurazione. Mentre intere famiglie sono ancora escluse dalla rete pubblica e costrette a pagare
di tasca propria costosi spurghi privati”.
“La tutela del mare di Sciacca non è negoziabile” – dichiarano i consiglieri, chiedendo
all’Amministrazione una data certa per la fine degli sversamenti entro la stagione balneare 2026.
Basta rimpalli di responsabilità tra uffici e gestori: Sciacca ha bisogno di infrastrutture funzionanti, non di opere incompiute”.

Nelle ore precedenti, il sindaco Fabio Termine con un video aveva salutato con entusiasmo la consegna a breve del secondo modulo del depuratore di Sciacca.

Referendum, riaperti i seggi. Alle 23 affluenza record al 46%

ROMA (ITALPRESS) – Urne riaperte alle 7 per il referendum confermativo della legge costituzionale su “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi rimarranno aperti fino alle 15, poi partirà lo spoglio. Nella giornata di ieri l’affluenza alle 23 è stata del 46,07%, cifra record.
-foto Ipa Agency –
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Ndour risponde a Esposito, al Franchi Fiorentina-Inter 1-1

FIRENZE (ITALPRESS) – La capolista la sblocca subito, la Fiorentina non molla, si rialza e pareggia. Finisce 1-1 la sfida del Franchi, aperta da Francesco Pio Esposito e chiusa da Ndour: un pareggio che fa felice il Milan che, a otto giornate dalla fine del campionato, torna a -6 dall’Inter e per almeno due settimane potrà tornare a coltivare i propri sogni scudetto. E’ un punto guadagnato nella corsa salvezza per De Gea e compagni, mentre è l’ennesima occasione persa per l’Inter che, per la terza gara di fila, non trova la vittoria.
Neanche il tempo di registrare il modo di giocare delle due squadre che gli ospiti passano in vantaggio. Bastano 41 secondi a Pio Esposito per raccogliere di testa un cross da destra di Barella e sorprendere tutta la difesa di casa. La Fiorentina passa i primi 15′ quasi sotto shock, facendosi dominare a centrocampo dai nerazzurri che ritrovano i piedi eleganti e la sapienza di Calhanoglu. Non è un caso che l’Inter si veda prima annullare il raddoppio per fuorigioco di Barella e che ancora Pio Esposito sfiori la doppietta personale al 19′ su suggerimento di Dumfries. Piano piano i gigliati escono dal guscio, anche perchè sale la qualità di Fagioli, ma i toscani pagano la serata da polveri bagnate di Kean che, in particolare al 29′, a mezzo metro dalla porta fallisce il tap-in vince su cross di Brescianini servito da Parisi. Sempre Kean già al 6′ aveva sbagliato sotto porta su assist di Gosens, mentre è da registrare anche un colpo di testa di Gudmundsson fuori di poco al 21′.
Il secondo tempo è una battaglia di nervi, con gioco molto spezzettato e poche occasioni da rete almeno nella prima parte, con Acerbi che rileva Carlos Augusto dopo l’intervallo, ma con Kolarov (in panchina al posto dello squalificato Chivu) che ci pensa molto prima di cambiare qualcosa. Lo fa al 68′ quando inserisce Frattesi e Bonny per Calhanoglu e Thuram, quest’ultimo all’ennesima prova incolore della sua stagione. Una conclusione di Ndour al 71′ saggia i riflessi di Sommer. Proprio Ndour si rifà 5′ più tardi quando raccoglie una corta respinta di Sommer su conclusione di Gudmundsson, dopo errore di Barella, firmando la rete dell’1-1. Nel finale le chance per trovare il successo sono più della Fiorentina che dell’Inter, con Gudmundsson prima ed Harrison poi, anche se serve un riflesso di De Gea a tempo ormai scaduto su Pio Esposito per salvare il risultato. Alla fine a fare festa sono solo i tifosi viola.
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Iran, Metsola “Soluzione non militare ma diplomatica”

ROMA (ITALPRESS) – “La nostra posizione sul non entrare in guerra in Iran è ferma: da 47 anni vedo il popolo iraniano chiederci aiuto per raggiungere la libertà, per noi però la soluzione non è militare ma diplomatica”. Così la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola a Che tempo che fa sul Nove. “Abbiamo fatto il possibile per evitare questa situazione e siamo vicini ai paesi colpiti dal regime iraniano, ma la forza non deve mai prevalere sul diritto – aggiunge Metsola, – Su Hormuz c’era la possibilità di creare un’operazione marittima in funzione protettiva, perchè la riapertura dello stretto e il salvataggio di vite umane è la nostra priorità: per un intervento militare non siamo pronti, ma faremo di tutto in direzione di una de-escalation”.

foto: IPA Agency

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Poste Italiane lancia opas totalitaria su TIM

ROMA (ITALPRESS) – Poste Italiane S.p.A. annuncia di aver assunto in data 22 marzo 2026 la decisione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria ai sensi e per gli effetti degli artt. 102 e 106, comma 4, del TUF, avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Telecom Italia S.p.A. ammesse alla negoziazione su Euronext Milan, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ivi incluse le azioni proprie detenute dall’Emittente e le azioni di TIM che potrebbero essere eventualmente emesse – entro la fine del periodo di adesione all’Offerta – nell’ambito dei piani di compensi in essere basati su strumenti finanziari. Ai fini della determinazione del numero massimo di azioni ordinarie oggetto dell’Offerta, a scopo prudenziale, tenuto conto che alla data della presente Comunicazione è in corso la conversione delle azioni di risparmio di TIM in azioni ordinarie di TIM di nuova emissione nel rapporto di conversione 1:1, deliberata dall’assemblea straordinaria dell’Emittente in data 28 gennaio 2026, l’Offerente ha considerato, oltre alle 15.329.466.496 azioni ordinarie dell’Emittente attualmente in circolazione anche le 6.027.791.699 azioni ordinarie di nuova emissione al servizio della Conversione, nonchè le Azioni Aggiuntive. Pertanto, l’Offerta avrà a oggetto un massimo di 17.063.618.293 azioni ordinarie dell’Emittente, pari alle 21.357.258.195 azioni ordinarie dell’Emittente rappresentanti il 100% del capitale sociale e delle azioni ordinarie dell’Emittente (ivi incluse le azioni proprie detenute dall’Emittente stesso) post-Conversione, dedotte le n. 4.293.639.902 azioni ordinarie dell’Emittente già possedute dall’Offerente alla data della presente Comunicazione ed a seguito della Conversione, oltre alle Azioni Aggiuntive.
Per ciascuna Azione Oggetto dell’Offerta portata in adesione all’Offerta, Poste offrirà un corrispettivo complessivo unitario rappresentato dalle seguenti componenti: una componente in denaro pari a 0,167 euro e una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie dell’Offerente di nuova emissione.
Pertanto, per ogni 5.000 Azioni Oggetto dell’Offerta portate in adesione all’Offerta saranno corrisposte 109 azioni ordinarie dell’Offerente di nuova emissione ed 835 euro.

foto: IPA Agency

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