Grande successo di Dragunara ieri alla Badia Grande: crogiolo di storie, miti e leggende con, sullo sfondo, la famiglia Licata
Il grande successo ottenuto da “Dragunara” ieri sera alla Badia Grande è un segnale favorevole sotto diversi punti di vista: per la cultura e per la riscoperta della storia della città di Sciacca. L’idea di Giuseppe Raso, sposata da Sino Caracappa e proposta come anteprima dello Sciacca Film Fest, è stata quella di elaborare la sceneggiatura di Antonello Licata facendola diventare un mix tra talk show, prosa e musica. I Bethsheba, con la splendida voce di Rossella Messina (al pianoforte Giuseppe Messina, al sax e al clarino Giuseppe Cusumano, autore anche delle musiche, alla batteria Giuseppe Gulino) hanno inframezzato con un ritmo teatrale molto gradevole. Sullo sfondo: la vita della famiglia Licata: nonno Filippo, i figli Pietro e Vincenzo. La Dragunara come crogiolo nel quale trovano spazio le vite del mare, considerato come una Università, dove i docenti sono i pescatori e la gente comune. Dragunara che non è solo un fenomeno atmosferico ma anche il nome che racchiude i miti e le leggende. Uno spettacolo bellissimo, che ha visto anche la partecipazione di Giovanni Raso, attore, figlio di Giuseppe, di Paride Misuraca e dello stesso Antonello Licata.
Ancora un guasto al Carboy, a secco le contrade Foggia e San Marco di Sciacca
La notizia, da parte di Girgenti Acque, è arrivata nel pomeriggio di oggi: “A causa di un guasto che ha interessato le componenti elettromeccaniche dei pozzi “D” ed “F”, del campo pozzi Carboj nel Comune di Sciacca, non è stato accumulato un volume di acqua sufficiente per effettuare la regolare distribuzione idrica prevista, nella giornata odierna, dal serbatoio ‘Santa Maria’.” Pertanto, la distribuzione idrica, nelle contrade Foggia (turno 9) e San Marco (turno 10), “subirà limitazioni e/o slittamenti”. Un inizio settimana non certo felice per chi si trova ancora a villeggiare in quella zona e per chi vi risiede tutto l’anno.
Trentasei anni fa moriva Carlo Alberto Dalla Chiesa, commemorazioni a Palermo
Corone di fiori in via Isidoro Carini a Palermo, luogo in cui 36 anni fa furono assassinati l’allora prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente della polizia Domenico Russo.
La cerimonia ha aperto gli appuntamenti in memoria di quell’attentato di mafia che scosse tutta la città.
“Nella lotta alle organizzazioni terroristiche e mafiose – ha detto il presidente della repubblica Sergio Mattarella inviando un messaggio – condotta con inflessibile vigore e nella consapevolezza del rischio estremo cui essa lo esponeva, il generale Dalla Chiesa ha dato esempio eccezionale di fedeltà ai valori della democrazia, di difesa della legalità e dello stato di diritto, sino al prezzo della vita. Il suo impegno generoso e intelligente ha fatto sì che strumenti e metodi innovativi rendessero più incisiva l’azione della Repubblica contro le più pericolose forme di criminalità”.
Aggredito un ragazzo tunisino ospite di una comunità a Raffadali: “Torna al tuo paese”
Calci e pugni contro. Poi quella frase inequivocabile rivolta contro:”Ritornatene nel tuo paese”. Così un migrante sedicenne, da un anno in Italia e ospite di una comunità di seconda accoglienza per minorenni non accompagnati di Raffadali, è stato aggredito da un gruppo di coetanei. Per il ragazzo , è stato necessario il trasferimento al pronto dell’ospedale S.Giovanni di Dio di Agrigento dove è stato ricoverato.
I medici gli hanno diagnosticato una contusione ad un testicolo e una ferita ad un ginocchio, giudicati guaribili in circa 5 giorni.
Padre Pasqualino Barone: “La Mensa della Solidarietà di Sciacca rimane a rischio chiusura, pochi i volontari”
Ci sono turni settimanali completamente scoperti e altri con un paio di operatori. La Mensa della Solidarietà di Sciacca rimane a rischio per mancanza di volontari, appena una decina per coprire i turni di sette giorni alla settimana, sei per la cena, dal lunedì al sabato, e uno per il pranzo della domenica. Padre Barone auspica un’azione coordinata che coinvolga anche le associazioni a sostegno della mensa che assicura un pasto caldo a una sessantina di persone, quasi tutte saccensi.
Off limits il gazebo dello Stazzone, pannelli pericolanti
Delimitato e transennato anche il gazebo in legno dello Stazzone. La struttura era stata creata al termine dei lavori di riqualificazione del borgo marinaro, un luogo al riparo dal sole dove potersi sedere e ammirare la costa.
In realta’, il gazebo in legno dove erano stati collocat,i secondo il progetto, anche i bagni pubblici e dove doveva sorgere anche un punto informazione, non ha mai ospitato tali servizi.
Il bagno non e’ mai entrato in funzione e il punto informativo turistico e’ rimasto tale soltanto sulla carta.
Da ieri pero’ e’ stato delimitato l’accesso alla struttura sbarrata in ogni sua parte. A quanto pare, per il rischio della caduta di qualche pannello gia’ pericolante che potrebbe venir giu’. La stabilita’ e’ compromessa e pertanto, e’ stato chiuso l’accesso.
Cosi’ allo Stazzone, si aggiunge un’altra struttura off limits al pubblico: pochi metri piu’ indietro dal gazebo, vi e’ il parco giochi ancora in corso di costruzione e montaggio, al momento anche questo sbarrato da barriere metalliche in attesa che da anni venga completato.
(Foto tratta dal profilo Facebook di Flavia Verde)
Zero euro della Regione per le strade dell’Agrigentino, l’attacco dei Cinque Stelle
L’ira dei deputati regionali Di Caro e Mangiacavallo: “Strade in quasi totale stato di
abbandono nonostante le nostre reiterate segnalazioni, rimaste lettera morta. Musumeci
intervenga”.
Zero euro dalla Regione per le strade dell’Agrigentino. M5S: “Assurdo, ignorate le nostre
interrogazioni, mentre qui si rischia la vita”.
Manti stradali quasi inesistenti, pieni di buche e avvallamenti, con sieri rischi per
l’incolumità degli automobilisti. Lo stato delle strade dell’Agrigentino è, per usare un
eufemismo disastroso. Ma La Regione sembra non accorgersene tant’è che, a dispetto
delle numerose interrogazioni dei deputati regionali M5S, non sembra assolutamente
volere correre ai ripari.
“La prova lampante – affermano, visibilmente contrariati, i deputati regionali Giovanni Di
Caro e Matteo Mangiacavallo – è il fatto che le strade della nostra provincia sono state
del tutto escluse dagli stanziamenti annunciati nei giorni scorsi dalla Regione per la
viabilità secondaria. Dei 45 milioni stanziati non arriverà nemmeno un euro
nell’Agrigentino per cercare di mettere quantomeno in sicurezza alcuni degli importanti
assi viari che da anni versano in totale stato di abbandono. Le tantissime nostre
interrogazioni con cui abbiamo denunciato i vari casi di pericolosità sono state
completamente ignorate”.
“Dalle nostre parti si rischia la vita ogni giorno – sottolinea Di Caro – e abbiamo potuto
constatarlo de visu nel corso del nostro recentissimo tour sulle incompiute siciliane.
Musumeci intervenga e riveda gli stanziamenti”.
L’elenco delle strade pericolose e fortemente malmesse nell’Agrigentino è quasi infinito.
Di seguito i due deputati indicano le situazioni più gravi, finite negli atti parlamentari
indirizzati all’assessore Falcone, ma rimasti lettera morta.
“Penosa – dicono i due portavoce – è la situazione delle strade che servono i comuni di
Cianciana, Alessandria della Rocca, San Biagio Platani, Bivona, Santo Stefano Quisquina
e che permettono di arrivare in poco tempo alla costa zona Eraclea Minoa, Montallegro,
Realmonte (scala dei Turchi), Siculiana e Porto Empedocle. La strada provinciale 32
Cianciana – Ribera da tempo immemore permane in uno stato di di quasi totale
abbandono; idem o quasi per la strada provinciale 45 Montevago – Salaparuta, e per la
provinciale 3 Crocca – Sant’Anna. Pessima anche la situazione della SP 75 Siculiana –
Montallegro, della SP 14 Racalmuto – Montedoro e della strada provinciale 19 San
Biagio Platani – Raffadali”.
“Si tratta – affermano Di Caro e Mangiacavallo – di strade quasi impercorribili,
pericolosissime e che spesso costituiscono le uniche vie di accesso ai paesi della
provincia sempre più isolata e dimenticata da questo governo regionale”.
Ripulita dai residenti l’area della cavea di contrada Ferraro, presto un comitato di quartiere
Hanno raccolto 50 sacchi di pattume oltre a rami e foglie di palme secche e materiale plastico e ferroso vario. Erano tutti disseminati in quello spazio pubblico progettato, solo sulla carta, per essere un luogo ludico di aggregazione del quartiere che invece e’ soltanto un posto incustodito dove si bivacca e poi si abbandona tutto.
Stamattina alcuni residenti del quartiere in segno di protesta contro la mancata pulizia da parte del Comune e per richiamare tutti al rispetto e al decoro dei luoghi, hanno inforcato scope e palette e bonificato il luogo.
Presto si costituiranno in comitato per poter affrontare le problematiche di un quartiere sempre piu’ popolato
Morto Enrico Scifo, per anni primario del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Sciacca
Era un medico, ma si distingueva perchè amava studiare, confrontarsi e anche far conoscere i risultati dei suoi studi. Protagonista anche diverse conferenze, a Sciacca, al circolo di cultura, Enrico Scifo, negli anni in cui guidava la psichiatria del Giovanni Paolo II. Adesso è morto, all’età di 73 anni. A Sciacca era rimasto particolarmente legato, ma è tutto l’Agrigentino che oggi lo ricorda per il suo impegno nella professione. Luigi Lalicata, dirigente dell’Unità operativa specialistica e dell’unità valutativa Alzheimer del distretto sanitario di Canicattì, su Grandangolo, ricorda che Enrico Scifo ha dato un contributo determinante alla chiusura definitiva dell’ospedale psichiatrico di Agrigento.
La saccense Giuseppa Sclafani spegne 102 candeline
Sono 102. Giuseppa Sclafani, nonnina di Sciacca, ha raggiunto un altro importante traguardo, quello di spegnere 102 candeline. Nata nel 1916, Giuseppa Sclafani gode di buona salute e ieri, primo settembre, ha festeggiato il compleanno con la famiglia e gli amici più cari. Alla nonnina gli auguri di Risoluto.it.



