Saccense indagato per minacce al datore di lavoro, convalidato sequestro di un coltello


Un saccense di 50 anni è indagato per minacce al datore di lavoro e porto di oggetti atti ad offendere. La Procura della Repubblica di Sciacca ha convalidato il sequestro di un coltello a scatto.

Nello scorso mese di luglio il saccense si sarebbe presentato nell’azienda di località Santa Maria, dalla quale era stato licenziato, mettendo su un tavolo la lettera di licenziamento e un coltello a scatto.

Il decreto di convalida del sequestro del coltello è già stato notificato al difensore dell’indagato, l’avvocato Mauro Tirnetta. Adesso si attende l’avviso di conclusione delle indagini e per quanto riguarda l’aspetto relativo al rapporto di lavoro l’avvocato Tirnetta annuncia che impugnerà il licenziamento.

La polizia, avvisata dall’azienda, in breve tempo è arrivata a sirene spiegate effettuando tutti gli accertamenti finalizzati a stabilire con esattezza i termini della vicenda.

Nella foto, l’avvocato Mauro Tirnetta, difensore dell’indagato

Giovane di Menfi ferito con un colpo di bottiglia alla testa, indaga la polizia


Il Commissariato di polizia di Sciacca indaga sul ferimento di un ventenne menfitano che ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale di Sciacca. Sarebbe stato un altro giovane, di nazionalità tunisina, a colpire il menfitano con una bottiglia alla testa provocandogli trauma cranico e una ferita al sopracciglio
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Le sue condizioni non sono gravi, ma quanto accaduto desta preoccupazione soprattutto perché protagonisti della lite sono ventenni.

A Menfi nello scorso mese di luglio c’è stata una rissa, durante una serata danzante, in spiaggia, con un giovane egiziano che è rimasto ferito e per la quale sono state disposte misure cautelari a carico di giovani di Santa Margherita Belice e Montevago.

“Husky”, Vito Mistretta racconta la Sicilia dello sbarco alleato attraverso lo sguardo di Robert Capa (Video)

Con Husky, il giovane regista menfitano Vito Mistretta porta sullo schermo uno dei passaggi più delicati della storia siciliana: lo sbarco alleato del 1943, conosciuto come Operazione Husky. Ma il suo cortometraggio non è un racconto di guerra tradizionale, fatto di cronache militari e strategie belliche. È piuttosto un viaggio intimo e umano, visto attraverso gli occhi di un fotoreporter e di un soldato americano, paracadutati all’alba in una Sicilia arcaica e sospesa nel tempo.

Il cuore della narrazione si accende nell’incontro con un contadino e suo figlio, figure che trasformano la vicenda in un dialogo tra culture, lingue e memorie. Qui si svela il tema centrale dell’opera: la guerra non come impresa eroica, ma come sfondo di un’umanità fragile, capace di resistere e di lasciare tracce di sé.

Non è un caso che il protagonista sia Robert Capa, il celebre fotografo di guerra. La sua macchina fotografica diventa metafora di testimonianza e memoria, strumento con cui fissare per sempre attimi di vita nel caos della violenza.

Girato interamente in Sicilia, Husky si muove tra campagne polverose, ruderi abbandonati e paesaggi senza tempo. Le location scelte – dal Tempio di Segesta ai Ruderi di Poggioreale, dall’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina fino al baglio di Perricone a Burgio – non sono semplici sfondi, ma luoghi che restituiscono la sensazione di trovarsi davanti a un ricordo collettivo che riaffiora.

Il cortometraggio non si limita a rievocare un episodio storico: riflette sul rapporto tra memoria e immagine, tra verità e rappresentazione. In questa prospettiva, Mistretta restituisce alla Sicilia non solo il suo ruolo di teatro bellico, ma anche quello di custode di storie dimenticate.

Gemellaggio Menfi Imperia, due città unite dal mare e dall’amicizia

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Il gemellaggio Menfi Imperia è realtà. Giovedì 5 settembre si è svolta la cerimonia ufficiale che ha sancito l’unione tra la città siciliana e quella ligure. Presenti all’incontro il sindaco di Menfi, Vito Clemente, il presidente del consiglio comunale Ezio Ferraro, il sindaco di Imperia Claudio Scajola e il presidente del consiglio comunale Simone Vassallo.

Una scelta fortemente simbolica che mette al centro il mare, l’amicizia e la qualità della vita, elementi che accomunano due comunità geograficamente distanti ma unite da valori condivisi.

Gemellaggio Menfi Imperia e identità comuni

Il gemellaggio Menfi Imperia nasce con l’intento di rafforzare il dialogo tra territori che hanno molto in comune. Entrambe le città, infatti, sono insignite della prestigiosa Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che premia la qualità ambientale delle spiagge e l’eccellenza dei servizi offerti.

Ma non solo: Menfi e Imperia condividono una forte vocazione agricola, in particolare nella produzione di olio extravergine d’oliva, e credono nello sviluppo di un turismo legato al mare, alla natura e all’enogastronomia.

Le dichiarazioni delle istituzioni

«Questo gemellaggio – ha dichiarato il sindaco Clemente – è un’occasione per avviare un percorso comune, basato sulla promozione dei nostri territori, sulla cultura dell’accoglienza e su valori condivisi come il rispetto dell’ambiente e delle tradizioni».

Sulla stessa linea, il presidente del consiglio comunale Ezio Ferraro ha sottolineato l’importanza del legame tra Nord e Sud: «Il gemellaggio con Imperia è uno strumento insostituibile di coesione territoriale, un ponte che unisce l’Italia e valorizza le peculiarità delle diverse comunità».

Progetti futuri tra Menfi e Imperia

L’obiettivo del gemellaggio Menfi Imperia è creare una rete di iniziative comuni, capaci di rafforzare la cooperazione culturale, economica e turistica. Dalla promozione congiunta dei prodotti tipici alle attività di scambio tra giovani e associazioni, passando per la valorizzazione delle tradizioni e la tutela dell’ambiente, le due città guardano insieme a un futuro sostenibile.

Inoltre, in occasione della prossima edizione di Inycon, la storica rassegna enogastronomica di Menfi, sono attesi il sindaco e il presidente del consiglio comunale di Imperia, in segno di continuità e consolidamento del legame tra le due comunità.

Il gemellaggio segna così l’inizio di un percorso concreto, dove differenze geografiche e culturali diventano un valore aggiunto per costruire nuove opportunità di crescita e sviluppo condiviso.

Sciacca al debutto domenica al Gurrera, Rizzuto: “Squadra da primi posti” (Video)

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“C’è entusiasmo, la prima partita è andata bene. E’ bello sognare, ma bisogna costruire il progetto passo dopo passo. Abbiamo costruito un organico di un livello importante”. Così Ignazio Rizzuto, presidente dell’Unitas Sciacca.

Il presidente a poche ore dal debutto dei verdenero al Gurrera, domenica 7 settembre, alle 16,30, con la Folgore di Castelvetrano, nella partita di ritorno del primo turno di Coppa Italia, tra mercato chiuso con tante novità e campo con una squadra che ha già dato una prima risposta, manifesta soddisfazione.

“La squadra è stata costruita per stare nei primi posti – dice Rizzuto – e può arrivare prima, ma anche quarta. Niente è scontato”.

Nella partita d’andata del primo turno di coppa lo Sciacca ha battuta 3-0 in trasferta la Folgore ed ha molte possibilità di superare il turno. Una settimana più tardi, domenica 14 settembre, nella prima di campionato, Sciacca ancora in casa contro il forte Marsala, una tra le squadre candidate alla promozione in serie D.

Mediateca comunale, la Dc di Ribera attacca: “Cinque anni di immobilismo”

Con un invito a sua firma, il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo annuncia per sabato 6 settembre 2025 l’apertura della Mediateca comunale, presentata come “uno spazio pensato per la cultura, la creatività e la partecipazione attiva per la comunità”.

Una notizia che però scatena le critiche della Democrazia Cristiana riberese, che parla di un ritardo “ingiustificabile di cinque anni”: la struttura, rimasta inutilizzata dal 2020, viene ora restituita alla città solo a fine legislatura, dopo un lunghissimo periodo di inattività.

“Per il collaudo della rete idrica e l’allaccio alla corrente elettrica – sottolinea la DC – ci sono voluti cinque anni. Un sindaco eletto nel 2020 inaugura nel 2025: un primato da Guinness. Non solo ha impiegato un’intera legislatura, ma rivendica pure meriti che non appartengono alla sua iniziativa politica né alla sua azione amministrativa”.

Il partito evidenzia come l’immobilismo sia stato il tratto distintivo dell’amministrazione Ruvolo: “Per cinque anni non ha amministrato Ribera, condannando la città al collasso, al degrado e al declino sotto gli occhi di tutti”.

La conclusione è un appello al cambiamento: “Ribera e i riberesi meritano un sindaco all’altezza del ruolo, capace di amministrare con credibilità, visione e concretezza, per la rinascita e la valorizzazione delle eccellenze del territorio”.

Ma il sindaco Ruvolo non ci sta: “Quando abbiamo “ricevuto in consegna” i locali – spiega – essi non erano né completi né, tanto meno, pronti all’utilizzo. Per restituire finalmente la struttura alla città è stato necessario affrontare e risolvere una serie di problemi mai affrontati prima.

Siamo partiti, appena insediati, letteralmente da zero o quasi, senza alcuna disponibilità finanziaria, ed abbiamo dovuto reperire risorse per sistemare e mettere a norma diversi edifici comunali, compresa la mediateca per la quale sono stati impiegati oltre 50 mila euro. Con questi fondi sono stati realizzati interventi fondamentali, tra cui:
• l’allaccio all’energia elettrica e la realizzazione di un nuovo impianto elettrico a norma e potenziato per essere funzionale ai locali;
• la climatizzazione (7 macchine) di un edificio complesso, situato a dieci metri con ambienti grandi;
• l’attivazione e il collaudo dell’ascensore, posizionato e rimasto fermo, come una scatola vuota, dal 2008 in poi;
• lavori per l’impermeabilizzazione delle terrazze per eliminare infiltrazioni di acqua e prevenirne di ulteriori;
• opere di manutenzione muraria e di riqualificazione complessiva dell’edificio;
• ricognizione e sistemazione degli arredi lasciati appena spacchettati;
• manutenzione straordinaria dell’impianto idrico e delle cisterne per l’ approvvigionamento d’acqua”.

Ruvolo poi risponde direttamente alla Dc: ” Chi oggi parla di immobilismo dimentica che senza questi lavori questa struttura, come tante altre sulle quali in questi anni abbiamo realizzato importanti interventi, non sarebbero mai state fruibili e sicure per i nostri cittadini.

Oggi, al termine di un percorso impegnativo e complesso, possiamo finalmente consegnare ancora una volta a Ribera un bene pubblico che sarà utile alla collettività. Questo è il frutto di un lavoro serio, trasparente e fatto nell’esclusivo interesse della città”.

Sciacca, spiaggia senza bagnini: mare pericoloso alla Foggia

Dal 7 settembre la spiaggia della Foggia a Sciacca resterà senza bagnini. Un fatto che desta grande preoccupazione, perché proprio in quel tratto si registra spesso un mare pericoloso a Sciacca, reso insidioso dalle correnti nei giorni di scirocco.

Negli ultimi giorni si sono verificati due salvataggi che hanno confermato l’utilità e l’importanza della sorveglianza in mare. Senza il presidio dei bagnini, però, i rischi per i bagnanti potrebbero aumentare in maniera significativa.

I rischi senza sorveglianza

La consigliera comunale di Europa Verde, Daniela Campione, ha scritto al sindaco Fabio Termine e al Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo per sollecitare misure urgenti. “Le insidie del mare non vanno in vacanza – ha dichiarato – e sospendere il servizio di salvataggio in un tratto così critico significa lasciare i cittadini senza protezione”.

Il mare della Foggia, apparentemente tranquillo, nasconde infatti correnti in grado di trascinare al largo chi si immerge senza precauzioni.

Le richieste per garantire la sicurezza

Campione ha avanzato tre proposte concrete:

  • installare cartelli di avviso e segnaletica ben visibile;
  • avviare una valutazione tecnica urgente della zona;
  • predisporre un’estensione straordinaria del servizio bagnini nei giorni più critici.

Coinvolgere il Comitato della Foggia

La consigliera ha inoltre chiesto che il percorso decisionale sia condiviso con il Comitato della Foggia, presieduto dall’avvocata Anna Macaluso, per un approccio partecipato ed efficace.

Un appello alla prevenzione

L’allarme sul mare pericoloso Sciacca non è un’esagerazione: senza bagnini il rischio di incidenti aumenta. Per questo Campione invita le istituzioni ad agire subito, ricordando che la priorità resta la salvaguardia della vita umana.

Polizia amministrativa in Sicilia, le funzioni passano ai comuni

Da oggi anche in Sicilia le funzioni di polizia amministrativa saranno trasferite ai Comuni, come già avviene nel resto d’Italia. Il Consiglio dei ministri, nell’ultima seduta, ha infatti dato il via libera allo schema di decreto legislativo approvato dal governo regionale guidato da Renato Schifani lo scorso gennaio.

Il provvedimento attua il comma 4 dell’articolo 31 dello Statuto siciliano, che prevede il passaggio agli enti locali delle competenze in materia di rilascio di licenze per spettacoli, manifestazioni pubbliche e attività similari, oggi regolate dagli articoli 68 e 69 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

«Finalmente da oggi anche in Sicilia queste funzioni saranno trasferite agli enti locali, come accade nelle Regioni a statuto ordinario dal 1977 – ha dichiarato il presidente della Regione, Renato Schifani –. La pronuncia della Corte costituzionale del 2023, che si è espressa a favore del trasferimento, ha accelerato l’iter di approvazione delle norme di attuazione dello Statuto, nate dall’esigenza di semplificare autorizzazioni, licenze e concessioni, finora di competenza dell’autorità statale».

Il ddl, composto da cinque articoli, stabilisce che il passaggio di competenze non comporterà costi aggiuntivi per i Comuni o per la Regione, trattandosi di procedimenti assimilabili a quelli già ordinariamente gestiti dagli uffici municipali. I provvedimenti adottati e le segnalazioni ricevute saranno comunque trasmessi al prefetto territorialmente competente, che potrà intervenire con sospensioni o annullamenti per ragioni di ordine pubblico.

Mensa della Solidarietà, manifestazione per sostenere la struttura di padre Pasqualino

Torna questa sera, venerdì 5 settembre, alle ore 20.30, nell’atrio inferiore del Comune, la manifestazione “Insieme per la mensa della Solidarietà”. Una serata all’insegna di cabaret, canti, balli e con tanti premi in palio, organizzata dalle parrocchie di San Michele e Santa Caterina con il sostegno del Comune di Sciacca.

L’evento nasce con un obiettivo chiaro: raccogliere fondi per sostenere la Mensa della Solidarietà, realtà che da oltre tredici anni rappresenta un punto di riferimento concreto per quanti vivono situazioni di disagio.

Una storia di accoglienza lunga oltre un decennio

La Mensa aprì le sue porte per la prima volta il 27 dicembre 2011, su iniziativa di don Pasqualino Barone, allora parroco di San Michele Arcangelo. All’inizio era attiva due sere a settimana, ma già dal gennaio 2012 garantiva un servizio quasi quotidiano. Dopo alcuni anni trascorsi nei locali della chiesa del Sacro Cuore, dal 2017 ha trovato casa nel quartiere di Santa Caterina, dove oggi accoglie gli ospiti in spazi attrezzati con cucina e sala pranzo.

Nel tempo la Mensa è cresciuta, assistendo anche oltre sessanta persone al giorno nei momenti più critici, senza mai interrompere il servizio neppure durante la pandemia, quando furono organizzati pasti da asporto e pacchi alimentari consegnati a domicilio.

Solidarietà che si rinnova

Oggi la Mensa sostiene circa venti utenti quotidiani, tra famiglie e anziani soli, grazie al lavoro instancabile dei volontari e al contributo di associazioni, scuole, commercianti, panettieri, strutture ricettive e semplici cittadini. Importante anche la collaborazione con il Banco Alimentare e con i club service della città.

Negli anni non sono mancati i gesti simbolici: anche sindaco e assessori, in più occasioni, hanno indossato il grembiule per servire ai tavoli, volendo testimoniare con i fatti l’impegno della comunità civile al fianco di quella ecclesiale.

La festa di questa sera

La serata del 5 settembre rappresenta dunque un momento di incontro, di gioia condivisa e di sostegno concreto a un progetto che continua a fare la differenza. Sul palco si alterneranno spettacoli di cabaret, musica e danza, con la partecipazione di artisti locali e il coinvolgimento del pubblico, in un clima di festa che unisce leggerezza e impegno.

Il ricavato sarà interamente destinato a finanziare i pasti della Mensa, trasformando ogni biglietto, ogni gesto di partecipazione, in un atto di solidarietà

Divorzio e accordi economici via chat: ora sono validi anche senza passare dal giudice

Una nuova sentenza del Tribunale di Catanzaro (n. 1620/2025) ha introdotto un cambiamento significativo nel diritto di famiglia: da oggi, anche gli accordi economici tra ex coniugi stipulati tramite chat, come WhatsApp o altri sistemi di messaggistica, possono essere considerati legalmente validi, anche senza l’omologazione da parte di un giudice.

Questa decisione, se da un lato semplifica alcune dinamiche tra ex coniugi, dall’altro apre scenari rischiosi, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei figli.


Cosa prevede la sentenza del Tribunale di Catanzaro

Nel caso esaminato, l’ex marito si era impegnato tramite messaggi a pagare da solo il mutuo della casa familiare, mentre la moglie rinunciava all’assegno di mantenimento. L’accordo non era stato formalizzato in un procedimento ufficiale, ma il Tribunale ha comunque riconosciuto valore giuridico a tali messaggi, revocando un decreto ingiuntivo da oltre 20.000 euro.

La decisione si basa sul principio che gli accordi “a latere” tra coniugi possono essere validi purché non ledano i diritti dei figli né siano contrari all’ordine pubblico.


Messaggi WhatsApp come prova legale: cosa cambia

La novità più significativa riguarda la modalità con cui gli accordi possono essere provati. In deroga ai tradizionali requisiti di forma scritta e firma, il giudice ha ammesso i messaggi in chat come prova valida, grazie al principio di prova scritta e alla “impossibilità morale” di redigere un contratto formale, motivata dai rapporti tesi tra i due ex coniugi.

Questo apre la strada a nuove controversie legali, dove le chat private potranno essere usate come prova in tribunale, con tutto ciò che ne consegue: interpretazioni soggettive, ricostruzioni complesse delle conversazioni e aumento del contenzioso legale.


Figli come testimoni: un precedente pericoloso

Il punto più controverso riguarda il coinvolgimento dei figli nei contenziosi tra ex coniugi. Nel caso trattato, il figlio è stato chiamato a testimoniare per confermare l’esistenza dell’accordo.

Questo rappresenta un rischio psicologico significativo, poiché trasforma i figli da soggetti da tutelare a “strumenti processuali” nelle dispute economiche tra i genitori. Secondo diversi esperti, ciò potrebbe generare ansia, senso di colpa e danni emotivi nei minori coinvolti.


Una svolta giurisprudenziale: pro e contro

Per anni, la giurisprudenza italiana ha escluso la validità degli accordi privati tra coniugi per tutelare la parte economicamente più debole e garantire la supervisione del giudice. Questa nuova interpretazione della legge rischia ora di creare instabilità giuridica, aumentando il numero dei contenziosi e riducendo le tutele per i figli e per i partner più fragili.


Cosa sapere in sintesi

  • Gli accordi via chat tra ex coniugi possono essere validi anche senza giudice, se non ledono i diritti dei figli.
  • I messaggi WhatsApp possono costituire prova legale, in casi di impossibilità morale di scrivere un contratto formale.
  • I figli possono essere chiamati a testimoniare, con potenziali ripercussioni psicologiche.
  • La sentenza cambia l’approccio alla separazione e al divorzio, rendendo tutto più flessibile, ma anche più incerto.