Elezioni amministrative. Si torna a votare il 10 giugno. Tra i comuni chiamati a votare anche Menfi. Nuovo scontro Lotà-Ardizzone in vista?

E’ il 10 giugno la data più probabile per le prossime amministrative in Sicilia, con eventuali ballottaggi due settimane dopo, l’ultima domenica del mese. E’ quanto emerso da una riunione della Giunta Regionale Siciliana che però non ha ancora deliberato ufficialmente sull’argomento. Sono 137 i Comuni interssati, compresi quelli di cinque capoluoghi di provincia: Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Sono sedici i comuni agrigentini chiamati a rinnovare i propri organismi amministrativi. Si tratta di Alessandria della Rocca, Burgio, Calamonaci, Camastra, Castrofilippo, Cianciana, Grotte, Joppolo Giancaxio, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Ravanusa, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro e Santo Stefano di Quisquina. Si vota dunque anche a Menfi. Non sarebbe del tutto scontata la ricandidatura dell’uscente Enzo Lotà. L’architetto potrebbe rinunciare, anche se sembra difficile. A contendergli lo scettro, esattamente come cinque anni fa, Saverio Ardizzone, storico esponente autonomista.

L’agrigentino Riccardo Gallo pronto a lasciare Forza Italia e ad aderire alla Lega di Salvini

Potrebbe aumentare a due, a breve, il numero di parlamentari della Lega all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana. Il deputato agrigentino Riccardo Gallo Afflitto, infatti, in rotta di collisione col leader regionale Gianfranco Miccichè, sarebbe pronto a formalizzare il passaggio nel partito di Matteo Salvini. A Sala d’Ercole andrebbe ad affiancare Tony Rizzotto. Un transito che scaturirebbe dall’insoddisfazione di Gallo per la mancata (da lui ambita) candidatura alla Camera alle ultime elezioni Politiche, garantita invece a Giusy Bartolozzi che, infatti, è stata eletta. Sono solo indiscrezioni, al momento, quelle che circolano. Pare, tuttavia, che sia difficile potere recuperare un rapporto tra Gallo e Forza Italia.

Strage randagi: prosegue l’indagine, veleno acquistato tramite internet o senza patentino

Chi avrebbe avvelenato i cani potrebbe avere acquistato il veleno in un’attività commerciale ma senza patentino fitosanitario oppure avrebbe potuto acquistarlo tramite internet. La Procura della Repubblica di Sciacca, con il sostituto Michele Marrone, che coordina le indagini, sta vagliando ogni possibilità e continua le indagini sulla mattanza dei cani che si è verificata il sedici febbraio scorso, non tralasciando ogni ipotesi investigativa. Il cerchio si è ristretto all’interno dell’area di contrada Muciare e a distanza di venti giorni proseguono le ricerche per trovare l’autore della strage di randagi a Sciacca che ha suscitato anche tanto clamore mediatico. (Nella foto, uno dei momenti della manifestazione animalista organizzata a Sciacca in seguito alla strage dei 25 randagi)

Distribuzione kit per la differenziata in centro storico, la ditta del Piano Aro annuncia la consegna

Inizierà da mercoledì prossimo la distribuzione gratuita dei kit per la raccolta differenziata in centro storico.

E’ la ditta Bono-Sea, che si è aggiudicata il piano Aro a Sciacca,ad annunciare la consegna dei mastelli per la raccolta differenziata porta a porta per tutte le utenze domestiche del centro storico a partire da mercoledì dalle nove alle tredici e dalle quindici alle diciassette.

Due i punti di distribuzione:presso l’Isola ecologica di contrada Perriera e nei locali del mattatoio comunale di Sciacca.

Problemi idrici a Sciacca, Settecasi:” I cittadini a secco chiamino Girgenti Acque per il servizio alternativo”

Nuova rottura sulla condotta dell’acquedotto Carboj, nel Comune di Sciacca. E’ l’ultima comunicazione in ordine temporale di Girgenti Acque che annuncia lo spegnimento degli impianti per permettere di eseguire la riparazione. Ciò vorrà dire ancora una volta disservizi idrici a Sciacca dove già negli scorsi giorni si sono verificati altri slittamenti della turnazione, in particolare nella contrada Cutrone e Isabella. Case a secco anche in centro storico da tre giorni in base alle segnalazioni che sono giunte alla nostra redazione. Intanto, Girgenti Acque ha comunicato che Siciliacque, società di Sovrambito, ha informato che dalle nove dfi lunedì interromperà anche la fornitura idrica del “Giovanni Paolo II” di Sciacca, al fine di consentire la sostituzione di una valvola installata sull’acquedotto Garcia all’interno della camera di manovra di Contrada San Bartolo. Il ripristino dell’erogazione al presidio ospedaliero è previsto attorno alle ore 13, ma qualora necessario, il servizio verrà garantito a mezzo di autobotte. L’assessore comunale Gioacchino Settecasi, stamattina invita i cittadini rimasti a secco a segnalare i disservizi al contact center di Girgenti Acque e a richiedere il servizio di erogazione alternativo a mezzo autobotti.

Arrestate due badanti a Trapani, picchiavano e minacciavano un’ anziana

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Avrebbero dovuto prendersi cura di lei, accudirla e aiutarla. Invece, la tormentavano con minacce e percosse ogni volta che effettuavano il cambio della biancheria o che dovevano cibarla. Le microspie della Polizia di Stato, hanno pero’ filmato tutto e cosi’ le due badanti, una di 36 anni e l’altra di 53 anni, entrambe di Trapani, sono finite in manette. Quanto filmato e documentato dalle immagini della Polizia, e’ terribile e mostrano le due che con violenza si scagliavano contro l’anziana alla quale dovevano badare. La donna si ribellava alle angherie ricevute urlando, ma nessuno dei vicini del centro storico della citta’, ha mai allertato le forze dell’ordine. L’anziana donna e’ stata ora affidata ad una casa protetta.

Burgio paese esentasse diventa un caso, tv nazionali raccontano l’eccezione

Troupe televisive a Burgio per raccontare l’anomalia positiva rappresentata dal piccolo comune agrigentino dove le tasse comunali non si pagano e anche i costi dei servizi sono ridotti al minimo per i cittadini. Una vera rarita’, specie in Sicilia dove la tassazione comunale e’ arrivata a livelli altissimi. Una troupe televisiva della trasmissione “La7” e’ arrivata a Burgio per documentare il fatto che nel piccolo comune non si paga Tasi, addizionale Irpef, Imu su fabbricati e terreni agricoli. Mentre si paga al minimo l’Imu sulla seconda casa. Il servizio idrico ha anche un costo ridotto. Il caso del piccolo comune agrigentino dovrebbe approdare con un servizio anche nella piu’ popolare trasmissione “Dimartedi’” condotta da Giovanni Floris sempre nello stesso canale tv.

Anche a Sciacca l’iniziativa del Grande Oriente d’Italia: “Casa Massonica Saverio Friscia” aperta al pubblico lo scorso primo marzo. Peccato, però, che il “pubblico” non sia stato informato

La premessa è d’obbligo, e la facciamo a scanso di equivoci: essere massoni non è un reato. Si tratta, al contrario, di un’adesione libera ad un’associazione che, tuttavia, come tutti sanno, è assolutamente segreta. Non si può negare, di conseguenza, che sia una novità che l’aura di mistero che, per definizione, in saecula saeculorum aleggerà attorno alla massoneria, sia stata derogata con quella che lo scorso primo marzo è stata denominata “Giornata della fierezza massonica”, un’iniziativa del Grande Oriente d’Italia, a cui è affiliata anche una Loggia massonica di Sciacca. Dal sito del Grande Oriente d’Italia si apprende che l’obiettivo della Giornata, lanciata dall’attuale Gran Maestro Stefano Bisi, è quello di “creare momenti di incontro e dialogo con la società, comunicare la bellezza della nostra plurisecolare opera per l’elevazione dell’uomo e per il bene dell’umanità, anche per rispondere ai tanti pregiudizi e attacchi nei nostri confronti e per farci conoscere”. Ma perché proprio il primo marzo? “Perché – spiega Bisi – proprio il primo marzo di un anno fa ci fu il triste episodio della visita dei finanzieri dello Scico nella sede del Vascello, disposta dalla Commissione Antimafia. La perquisizione durò 15 ore e al termine vennero sequestrati gli elenchi dei Fratelli della Calabria e della Sicilia. Un atto – continua il Gran Maestro – arbitrario e illegale e contro il quale il Grande Oriente ha promosso una azione legale su cui si dovrà pronunciare la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ma  che non ha fermato l’opera dei  Liberi Muratori che, fedeli ai principi di Libertà, Fratellanza ed Uguaglianza e forti dei loro  immensi valori iniziatici, sono andati avanti con forza e vigore, portando avanti anche importanti azioni di Solidarietà”. Anche a Sciacca nove giorni fa c’è stata quella che l’invito di cui siamo venuti in possesso definisce “apertura al pubblico della Casa Massonica Saverio Friscia N. 1340 a Oriente di Sciacca del Grande Oriente d’Italia”. Eppure non se n’è saputo nulla. Solo adesso è trapelata la notizia. Se la lingua italiana non è un’opinione, “apertura al pubblico” significa la facoltà per chiunque (anche a chi, evidentemente, non è un “fratello”) di potere entrare, anche solo per informarsi, per capire, non necessariamente per poter poi chiedere di potersi associare. Non è forse questo l’obiettivo del Gran Maestro Bisi? Non è forse una sorta di “Apriti Sesamo” sulla trasparenza? Se così fosse, sarebbe ammirevole, perché la Giornata della fierezza massonica appare tesa a fugare dubbi, timori e soprattutto pregiudizi da parte di qualcuno nei confronti dei massoni, dei loro riti, delle loro credenze, delle loro finalità. Se non fosse, però, che di questa “apertura al pubblico” noi, che eppure di mestiere facciamo i giornalisti, siamo venuti a conoscenza solo nelle scorse ore, ossia quando le porte della Casa Massonica Saverio Friscia sono tornate irrimediabilmente a chiudersi. Ne deriva, dunque, che più che di apertura al pubblico lo scorso primo marzo in via Sciascia 8 (questa la sede, indicata nello stesso invito) ci sia stata una riunione assolutamente riservata o, se aperta al pubblico, comunque ad una fascia ristretta, a pochi intimi, come è nello stile della massoneria. Sembra una specie di “Potrei ma non voglio”, più che “Vorrei ma non posso”. La sede della Casa Massonica è un normalissimo condominio, abitato da alcune famiglie, a pochi metri dalla caserma dei Carabinieri. Sulle finestre del citofono ci sono i nomi delle famiglie che vi abitano. Tranne in una. Aspetteremo la prossima “Giornata della fierezza” per poter chiedere di aderire all’apertura al pubblico. Sempre che ce ne sarà un’altra.

Chiude il corso di laurea in Beni culturali e archeologici di Agrigento, finisce l’era del CUPA

E’ stato per tanti anni il simbolo del Consorzio Universitario di Agrigento, ma non ci saranno più gli studenti universitari isolani a condurre i così preziosi e unici scavi del parco archeologico di Agrigento.

Ad annunciare la chiusura del corso di laurea più rappresentativo della sede decentrata dell’ateneo palermitano, è stato lo stesso rettore Fabrizio Micari .

“Abbiamo preso a malincuore una decisione sofferta – ha dichiarato il rettore dell’Università Fabrizio Micari al Gds-. Invitiamo gli assessorati all’Economia e alla Formazione a dare risposte certe sul futuro e sulle risorse da investire sul polo decentrato di Agrigento. Come Università abbiamo sempre creduto nei poli decentrati: a Trapani abbiamo investito nell’ultimo biennio inaugurando nuovi corsi di laurea disegnati sul territorio. Ad Agrigento abbiamo investito lavorando proprio sulle peculiarità della città agrigentina. Purtroppo dal prossimo anno accademico ci troviamo costretti a chiudere un corso di laurea“.

Via da Agrigento il corso di laurea in Beni culturali e archeologici che per più di un ventennio, ha avuto sede a Villa Genuardi, storica struttura che si affaccia sulla Valle dei Templi e adibita a parte del polo universitario del consorzio

Un altro paradosso tutto siciliano dove nella città, culla della cultura greca, con il più grande parco archeologico del mondo, chiude definitivamente il corso più importante.

In realtà, le cose non vanno meglio neanche per gli altri corsi di laurea dislocati nella sede di contrada Calcarelle, dove non risultano più corsi attivi da architettura a giurisprudenza e servizio sociale e si garantisce solo la fine dei corsi soltanto per chi non è più matricola.    

Rifiuti. L’impresa preoccupata: “Differenziata in ritardo? I cittadini non ci aiutano”

“I cassonetti dell’indifferenziato continuano a ricevere di tutto: dall’umido alla plastica. Così non va”. È questa l’opinione di Enzo Bono, titolare del raggruppamento di imprese Bono-Sea che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nell’ambito del piano Aro di Sciacca. “I cassonetti gialli – chiarisce – sono quelli deputati a ricevere il multimateriale. Spesso li troviamo mezzi vuoti, mentre carta, vetro e lattine ce li ritroviamo nei cassonetti dove deve andare solo la spazzatura destinata alla discarica”. Una situazione, lamenta Bono, che non agevola di certo il raggiungimento delle soglie minime di raccolta differenziata, con l’obiettivo di ottenere anche un risparmio nelle bollette. “Occorre che i cittadini stiano più attenti a selezionare i rifiuti, e a conferire nei cassonetti quelli corretti”.