Agrigento. Malviventi incappucciati tentano di rapinare una commessa, ma desistono dal tentativo
Tagliano la strada ad un’auto guidata da commessa, ne scendono due persone a volto coperto da passamontagna e tentano di forzare la vettura probabilmente per rapinarla. Ma intervengono in pieno pomeriggio, e la resistenza della donna li induce a rinunciare. È successo ad Agrigento, all’altezza di Villaggio Mosè, nei pressi di contrada Mosella. La donna è riuscita a segnare il numero di targa. L’auto è risultata essere stata rubata a Gela. Un colpo che sembrerebbe studiato e che quasi certamente aveva come scopo finale quello di rubare l’incasso di giornata che – evidentemente – secondo le informazioni in possesso dei due malviventi era in quel momento nelle mani della commessa (cosa peraltro risultata esser non vera). Su questo stanno lavorando i carabinieri che nelle ultime ore hanno sentito dipendenti e testimoni sull’accaduto.
Accertamenti e bollette anti-prescrizione, il centrodestra chiede al sindaco Valenti di sospenderne la riscossione
“Accertamenti, istanze, bollette, il più delle volte recanti inesattezze. Questo il regalo di fine anno pervenuto nelle case di molti saccensi, proprio in prossimità delle Feste. Una situazione che ha creato disagi e minato la tranquillità delle feste in molte famiglie di Sciacca e a cui occorre porre rimedio in qualche modo”. È questo il tenore della prima polemica dell’anno intavolata dal centrodestra ad indirizzo dell’amministrazione Valenti. A giudizio dei consiglieri Calogero Bono, Gaetano Cognata, Giuseppe Milioti, Salvatore Monte, Pasquale Montalbano, Lorenzo Maglienti e Silvio Caracappa sono consapevoli che quello che sta accadendo in questi giorni e che perdura sin dall’inizio delle festività è un atto dovuto perché dettato dalla imminente prescrizione e riguarda canone di depurazione, bollette EAS, e avvisi di accertamento per IMU, per le quali l’ente chiede somme per presunti servizi forniti diversi anni fa e, precisamente, nel 2012. Tuttavia, a loro avviso, tutto questo impone una riflessione. “Non ci si può fermare infatti agli atti dovuti”, dicono i consiglieri comunali di opposizione. Per i quali “bisogna fare qualcosa perché molte delle bollette/accertamenti inviati a tutti i nostri concittadini risultano poco chiare e piene di inesattezze , addirittura, per alcuni tra questi, trattasi di somme già pagate in passato, per le quali già fioccano le istanze di autotutela e/o di rettifica delle stesse che avranno forti refluenze nell’approvato bilancio”. I consiglieri del centrodestra ritengono corretto, al fine di evitare disagi e istanze legali, sospendere la riscossione di tali somme ed effettuare una verifica certosina sia della bollettazione riguardante il canone depurazione 2012 sia per gli avvisi di accertamento IMU. “L’amministrazione – concludono i consiglieri – avrebbe dovuto controllare tali bollette prima del loro invio nelle case dei saccensi. Adesso il danno, in molti casi, è stato fatto. Si sospenda la riscossione e passi al controllo di tutti i dati in questione”.
33 anni fa la mafia uccideva il giornalista Pippo Fava
Oggi ricorre il 34esimo anniversario della morte di Giuseppe Fava, giornalista e scrittore, ucciso dalla mafia a Catania la sera del 5 gennaio 1984. “Era un giornalista come pochi – ha sottolineato il vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales – che verificava con attenzione e puntigliosità tutte le notizie che acquisiva. Un giornalista con la “schiena dritta” che ha dato fastidio ai boss, ai “comitati d’affari” inquinati e alle lobby politico-mafiose che hanno poi deliberato la sua “condanna a morte”. L’Unione cronisti ricorda Fava con immutata riconoscenza”. Per il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo, “oggi più che mai con la sua straordinaria testimonianza di coraggio, Giuseppe Fava rappresenta un indelebile punto di riferimento per intere generazioni di cronisti”.
In provincia di Agrigento piu’ single, meno divorzi e mini nuclei familiari: la fotografia dell’Istat
La società italiana è in continua evoluzione. Lo rilevano pure i dati dell’annuario Istat, elaborati da Urbistat e riferiti al 2016. In provincia di Agrigento non ci si sposa più o meglio, ci si sposa sempre meno. I dati indicano che in provincia i single sono il 41,03 della popolazione residente, ossia 181.365 su 442.049: 97.327 celibi, pari al 22,02 per cento e 84.038 nubili, ossia 19,01 per cento.
L’isola dei single è Lampedusa che svetta tra i comuni agrigentini con più residenti non sposati, ben il 46,5 per cento. Seguono Comitini con il 44,0 per cento di single su 973 abitanti; Favara con il 43,6 per cento su 32.527 abitanti; Racalmuto con il 43,5 per cento di single su 8.219 abitanti. A Sciacca, i single sono circa 17.200, ossia il 39,98 per cento.
I paesi con meno single sono invece Sant’Angelo Muxaro, il 36,1 per cento della popolazione costituita da 1.326 abitanti, Caltabellotta con il 36,6 per cento su 3.615 abitanti, e Naro con il 37,0 per cento su 7.658.
Gli uomini coniugati in provincia sono 110.902 (25,09 per cento) e le donne coniugate 110.328, ossia il 25,18 per cento. I divorziati sono 1.906 lo 0,43 per cento e le divorziate 2.627 lo 0.59 per cento.
Il paese con più divorziati è il piccolo comune di Joppolo Giancaxio dove rappresentano il 2,4 per cento della popolazione residente su 1254 abitanti; poi Agrigento con l’1,6 per cento su 59.605 abitanti, Menfi con l’1,5 di divorziati su 12.534 abitanti; Porto Empedocle con l’1,4 per cento su 16.916; Caltabellotta con l’1,2 per cento su 3.615. A Sciacca i divorziati sono 159, mentre le divorziate 234, ossia lo 0,96 per cento su 40713 abitanti.
Alla Regione il disavanzo ammonta a quasi 6 miliardi di euro e i debiti a oltre 8 miliardi
Un disavanzo di 5 miliardi e 900 milioni di euro e un indebitamento di 8 miliardi e 35 milioni di euro. E’ la fotografia, seppur ancora parziale, dei conti della Regione siciliana fatta da una commissione tecnica incaricata dal governo Musumeci per “fare una operazione verità”. A fornire i dati in conferenza stampa è il presidente della Regione, Nello Musumeci, con l’assessore Gaetano Armao.
Sambuca. Sgarbi oggi all’inaugurazione del Polo espositivo del Museo diffuso della diocesi di Agrigento
“Un museo realizzato all’interno di una chiesa molto bella che coniuga la spiritualità con l’arte e con una forte identità”. Così l’assessore regionale ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi ha commentato l’apertura del MuDiA, uno dei Poli espositivi del Museo diffuso della diocesi di Agrigento, inaugurato a Sambuca di Sicilia nella seicentesca Chiesa del Purgatorio riaperta dopo 50 anni. La chiesa era inagibile dal terremoto che nel 1968 devastò la Valle del Belice; dopo un attento restauro è adesso destinata a museo d’Arte Sacra. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato tra gli altri, oltre all’assessore Sgarbi, la sovrintendente di Agrigento, Gabriella Costantino; il sindaco di Sambuca Leo Ciaccio e il direttore del MuDiA, don Giuseppe Pontillo. (Foto Vaccaro da Facebook)
Girgenti Acque corre ai ripari sugli allacci idrici invasivi in centro, ma Italia Nostra chiede un regolamento
Ieri Italia Nostra ha denunciato quanto è accaduto a Sciacca dove Girgenti Acque ha effettuato lavori per gli allacci alla nuova rete idrica deturpando di fatto le facciate di molti palazzi storici del centro. Oggi il gestore ha fatto sapere tramite una nota stampa che presto ripristinerà il portale cinquecentesco della via Licata, preso come esempio da Italia Nostra ieri con delle foto a corredo, per evidenziare lo stato dei lavori compiuti dai tecnici di Girgenti Acque.
“Girgenti Acque apprezza – si legge nella nota – il contributo della sezione saccense di “Italia Nostra” in tema di salvaguardia degli elementi storici delle arterie viarie e dei prospetti ricadenti nel perimetro del centro storico di Sciacca – interessati in questi giorni dai lavori di rifacimento degli allacci idrici e di contestuale normalizzazione delle utenze – e tiene a precisare alcuni punti.Le utenze idriche site in via G. Licata, tra le quali rientrano quelle ricadenti nella vecchia palazzina cui si fa riferimento nella nota di “Italia Nostra”, sono interessate dai lavori di normalizzazione, ossia la collocazione dei nuovi contatori all’esterno delle abitazioni, al confine tra la proprietà pubblica e privata, al fine di poter essere controllati e letti sia dal personale del Gestore, sia dallo stesso utente che intenda esercitare la facoltà di autolettura. Con il termine normalizzazione, oltre alla nuova ubicazione del contatore, deve intendersi quel complesso di dotazioni del gruppo di misura, tra cui la valvola a clapet (di non ritorno) e la valvola a sigillo, previste dalla regolamentazione e prima non presenti. E’ questa la ragione per cui è spesso necessario utilizzare cassette o sportelli di dimensioni maggiori rispetto al passato, così come si evince dalla stessa foto pubblicata sui media che riporta sulla sinistra un vano contatore risalente alle precedenti gestioni, in grado di contenere solo il contatore. Le accortezze esecutive adottate dal gestore, consentono di contemperare la duplice esigenza da un lato di normalizzazione dell’utenza (e dunque di nuova ubicazione del gruppo di misura) e, dall’altro, la salvaguardia delle emergenze storico-artistiche.I lavori sul punto di consegna, infatti, non sono stati ultimati; le foto pubblicate sui media rappresentano la fase di realizzazione della nicchia, montaggio del gruppo di misura e dello sportello.I lavori saranno definiti tenendo conto, come sempre fatto, delle effettive esigenze di salvaguardia del decoro architettonico e urbanistico e nel rispetto di tutti i precetti legislativi, delle norme di buona tecnica e, soprattutto, del buon senso”.
Mancano i controlli, sottolinea ancora oggi però Calogero Segreto, l’architetto presidente della sezione saccense dell’associazione che si occupa della salvaguardia del patrimonio architettonico e monumentale italiano, ma manca anche un regolamento comunale che possa disciplinare in maniera chiara e conforme come effettuare questi tipi di intervento sia per i privati ma anche per i vari operatori che forniscono servizi, non solo per Girgenti Acque.
Ennesima perdita idrica in via Modigliani, la strada come il letto di un fiume
Era già accaduto qualche settimana fa, che l’acqua si disperdesse copiosa nella zona. Una rottura riparata in tutta fretta da Girgenti Acque che aveva interessato anche il ponte della Perriera.
Stamattina l’ennesima perdita sul posto che l’assessore Gioacchino Settecasi, avvisato dai cittadini, ha immediatamente segnalato al gestore che in queste ore sta provvedendo con una squadra per bloccare il dispendio di migliaia di litri di acqua sulla carreggiata che rendono anche pericolosa la circolazione stradale.
Da quando Girgenti Acque ha iniziato i lavori per una distribuzione alternativa in città, le perdite, i guasti, le buche e le rotture alla condotta in tutto il perimetro cittadino sono aumentati a dismisura.
A rischio licenziamento i lavoratori del supermercato all’interno di Belicitta’
Dapprima la risoluzione del contratto di affitto di ramo di azienda stipulato con la Grigoli Distribuzione s.r.l., adesso anche l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte Esse Emme, supermercato all’interno del Centro Commerciale Belicittà di Castelvetrano.
I trentadue lavoratori erano già da diverse settimane preoccupati per il loro futuro occupazionale a causa di reparti chiusi, scaffali non riforniti e difficoltà nel pagamento degli stipendi. Adesso, il sindacato ha già chiesto un incontro per incamerare un tavolo di discussione ma la società pare abbia già formalizzato la volontà di recedere del contratto di locazione.
Due palermitani tornano a Sciacca con oggetti da scasso nonostante il foglio di via obbligatorio e vengono denunciati
L’ultima volta che la polizia li aveva visti a Sciacca, qualche mese fa, un agente aveva dovuto sparare in aria per fermarli, ma due parlermitani, cinquantenni, nonostante il foglio di via obbligatorio che, per due anni, vietava loro di tornare in città, si sono ripresentati e sono stati denunciati dagli agenti del locale commissariato. La polizia li ha sorpresi in contrada Isabella. Erano in sella a uno scooter con il quale sarebbero arrivati a Sciacca da Palermo. Erano stati notati poco prima vicino ad alcune villette. Nel sottosella della moto un grosso cacciavite. Son stati denunciati sia per porto di oggetti da scasso che per avere violato il provvedimento che li obbligava a non fare ritorno a Sciacca per due anni. I due hanno precedenti per reati contro il patrimonio. Il commissariato di Sciacca, guidato dal dirigente Giuseppe Ruggiero, è impegnato in un vasto servizio di controllo finalizzato alla prevenzione dei reati contro il patrimonio disposto dal questore di Agrigento, Auriemma.



