I crediti non riscossi dalle aziende menfitane per Inycon 2017, altra richiesta di seduta aperta del consiglio comunale
Mafia. Revocata la libertà vigilata al figlio di Riina
Panifici chiusi la domenica, assemblea oggi alla CNA. La Confederazione chiederà la revoca del decreto Lo Bello
C’è l’ok della conferenza dei servizi per gli alloggi di via Fani, cantiere si spera al via nel 2018
Interruzioni di elettricita’, spegnimento pozzi Carboj e Grattavole: nuovi disagi idrici
Assolto Campione, Girgenti Acque: ” Abbiamo sofferto due anni, serenita’ anche all’azienda”
Agrigento, l’ordine degli architetti denuncia: “Sugli strumenti urbanistici in 10 anni non è cambiato nulla”
La Rete delle professioni tecniche, composta da Architetti, Ingegneri, Agronomi, Geologi, Geometri, Periti agrari, in questi mesi, ha intrapreso un percorso conoscitivo sullo stato di attuazione degli strumenti urbanistici nella provincia di Agrigento incontrando, anche, diverse amministrazioni comunali. In particolare: da settembre si è iniziato un percorso di collaborazione e sinergia con il Comune di Agrigento su grandi temi, tutti molto interessanti, che vedono i professionisti impegnati in “Agrigento 2020”, con la creazione di quel laboratorio di idee chiamato “Urban Center Agrigento” dove, fra l’altro, ogni Ordine e Collegio professionale, ha dato e continuerà a dare il proprio contributo. L’attenzione si è basata in particolar modo sull’adozione degli strumenti urbanistici di Agrigento, sullo Sportello Unico dell’Edilizia (Sue), sullo Sportello Unico delle Attività Produttive (Suap) e sul Piano delle spiagge. Strumenti utili per immaginare la città nel futuro, per riaggregare i quartieri satelliti alla città e pensare ad un Piano del Parco della Valle dei templi che non può non integrarsi con il centro storico e con la zona balneare di San Leone. Le problematiche su Agrigento, sostanzialmente e sinteticamente, sono le seguenti: revisione del Piano regolatore generale attraverso le nuove linee guida, realizzazione della VAS, studio agricolo – forestale e studio idrogeologico, redazione del Piano delle spiagge. “Dobbiamo ammettere – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento – che, a parte il SUAP per il quale abbiamo partecipato a un incontro promosso dal dirigente del settore e la Camera di commercio e pare che tale strumento, obbligatorio per legge, stia per muovere i primi passi, seppur con grande difficoltà, nulla a oggi sia cambiato rispetto all’ultimo decennio durante il quale professionisti, imprese e cittadini sono ancora in attesa di ricevere le dovute risposte”. Da parte della Rete dei professionisti la collaborazione manifestata ha prodotto la redazione di un Vademecum interpretativo sulla Legge 16/2016 e s.m.i., per il rilascio del titolo concessorio, e la redazione del Documento sulla formazione delle linee programmatiche dell’Urban Center e altre attività connesse. Nell’ultimo incontro con l’amministrazione comunale veniva comunicato che si era, e si spera esista ancora, creato un Ufficio di Piano, composto da funzionari dell’Ufficio tecnico comunale, che avrebbe dovuto provvedere alla revisione del PRG mentre, l’amministrazione avrebbe dovuto, in tempi brevi, attivare le iniziative propedeutiche alla definizione dello stesso PRG. Ebbene, sono trascorsi ancora dei mesi in cui la Rete delle professioni tecniche non ha ricevuto le dovute risposte. Si ritiene non sia possibile pensare ad un Ufficio di piano con funzionari dell’Ufficio tecnico quotidianamente oberati dalle diverse pratiche edilizie. Occorre precisare che per redigere una revisione di Piano, occorrono specifiche competenze urbanistiche e professionali, oltre, ovviamente, al tempo ed agli strumenti idonei per lavorare. La stampa riporta giornalmente notizie deprimenti sullo stato delle periferie, del centro storico e sullo strumento urbanistico che non vede, e non vuole fare vedere, la luce. Il problema riveste un carattere non solo professionale ma, anche, civile per tutta la cittadinanza. “Noi come Rete delle professioni tecniche – conclude Alfonso Cimino – non possiamo sostituirci all’amministrazione, deputata a svolgere il proprio ruolo. Riteniamo, infatti, che i tavoli tecnici ai quali non corrispondono azioni concrete, servano a poco o forse a nulla e siamo disponibili a dare tutto il supporto che ci verrà richiesto. Ad oggi desideriamo sapere quali azioni concrete sono in atto per la definizione del PRG, del Piano Spiagge, del SUE e del SUAP”.
Inycon. Lotà in difesa delle aziende creditrici: “Pagamento avvenga entro fine mese, altrimenti scatterà atto stragiudiziale”
“L’amministrazione comunale di Menfi è impegnata al fianco di tutti i fornitori, che durante l’ultima edizione di Inycon hanno prestato i loro servizi al Distretto Turistico Vini e Sapori di Sicilia, che quest’anno ha curato alcune attività della manifestazione, attraverso l’ausilio di società di organizzazione di eventi che hanno assunto gli obblighi contrattuali nei confronti di questi fornitori”. È questa la precisazione del sindaco Enzo Lotà in merito al caso delle aziende menfitane che protestano per i loro servizi non ancora onorati. “Come già esplicitato negli incontri avuti con tutte le aziende locali durante le tre riunioni con i vertici del Distretto e le agenzie aggiudicatarie – precisa Lotà – l’amministrazione ha diffidato verbalmente le suddette agenzie al pagamento entro e non oltre il 30 novembre e trascorso inutilmente tale termine, a maggior tutela, provvederà con un atto stragiudiziale alla successiva assunzione del credito delle imprese locali, rivalendosi successivamente sulle agenzie debitrici”.
Meno incendi e dimezzate le notizie di reato grazie al protocollo della Procura di Sciacca che prevede un nuovo metodo nelle indagini
Un riduzione degli incendi del 30 per cento e delle notizie di reato passate da 81 a 41. E’ quanto emerge dal confronto dei dati riguardanti il 2016 e il 2017 nel territorio della Procura della Repubblica di Sciacca. Questa mattina, nell’ufficio del Procuratore della Repubblica di Sciacca, Roberta Buzzolani, è stata effettuata un’analisi dei dati dai quali è emerso il risultato di grandissimo livello ottenuto nel territorio di competenza dell’ufficio giudiziario grazie al protocollo che ha definito linee condivise in materia di indagini per le ipotesi di incendi. Tutto questo grazie al lavoro di coordinamento svolto dalla Procura e all’attività, sul campo, dalle compagnie dei carabinieri di Sciacca, Castelvetrano e Cammarata, dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Agrigento e di Trapani, del comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento e Trapani e della Polizia Municipale. “L’obiettivo dell’attività investigativa – è stato rilevato – oltre a concentrarsi sull’accertamento dell’origine antropica o meno del fatto, si è rivolto al rispetto da parte dei titolari dei terreni interessati da incendi delle disposizioni finalizzate alla prevenzione, ed a valutare se la cattiva gestione dei terreni abbia favorito l’innesto e la diffusione delle fiamme”. Un aspetto significativo posto in risalto attiene ai costi che determina ogni intervento per spegnere incendi. Soltanto per i sei incendi divampati durante la scorsa estate a Sciacca la spesa, per l’utilizzo dei Canadair, è stata di 136 mila euro. Se poi si considera il danno che si procura a un’area boschiva i costi per riportarla alle condizioni in cui si trovava prima dell’incendio lievitano notevolmente. Il danno economico calcolato per la sola area di Pierderici, a Sciacca, che è stata fortemente danneggiata durante la scorsa estate, sfiora i 7 milioni di euro.



