Rapina alle Poste, fugge con 60 mila euro ma trova la polizia all’uscita

A Palermo tentata rapina sventata grazie al tempestivo intervento della polizia. Un uomo è entrato in un ufficio postale di via Enrico Toti, minacciando i dipendenti e simulando di essere armato. Sotto pressione, il personale ha aperto la cassa consentendogli di impossessarsi di circa 60 mila euro.

Il piano di fuga, tuttavia, è durato pochi istanti. All’esterno dell’ufficio, l’uomo si è trovato di fronte gli agenti della squadra mobile, già presenti sul posto, che sono riusciti a bloccarlo e a recuperare l’intera somma sottratta.

Sul luogo sono intervenuti anche gli specialisti della polizia scientifica, impegnati nei rilievi tecnici e nell’acquisizione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, elementi che contribuiranno a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Lascia il carcere, domiciliari per l’operaio di Sciacca che deteneva quasi 900 grammi di droga

Nell’udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha lasciato il carcere di Sciacca ed è ai domiciliari il saccense arrestato dai carabinieri per detenzione di quasi 900 grammi di droga. L’indagato, di 40 anni, incensurato, è un operaio specializzato presso una ditta di Sciacca.

La procura chiedeva la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari. L’indagato, presente in aula al palazzo di giustizia, è difeso dall’avvocato Alfonso Marciante, del Foro di Sciacca.

Il quarantenne era stato fermato per strada per un controllo dai carabinieri e la prima droga, hashish, è saltata fuori. Poi la perquisizione domiciliare che ha consentito ai carabinieri di sequestrare circa 700 grammi di marijuana, oltre 100 grammi di hashish e pochi grammi di cocaina.

Al quarantenne sono stati sequestrati anche bilancini di precisione, coltelli, sostanza da taglio, materiale di confezionamento e denaro, circa 3 mila euro.

Controlli della Guardia di Finanza nel Nisseno: scoperti evasori e attività completamente abusive

Nei primi mesi dell’anno la Guardia di finanza del Comando provinciale di Caltanissetta ha intensificato le verifiche contro l’economia sommersa, facendo emergere numeirregolarità fiscali.

Le attività ispettive hanno portato all’individuazione di undici evasori totali, soggetti che non avevano mai dichiarato alcun reddito, e di due evasori parziali. Complessivamente i finanzieri hanno ricostruito ricavi sottratti al fisco per oltre sei milioni di euro.

Tra i casi più rilevanti figura quello scoperto dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Caltanissetta, che ha individuato cinque operatori attivi nei comparti dell’edilizia e dell’autotrasporto. Gli accertamenti hanno evidenziato redditi non dichiarati per circa cinque milioni di euro, oltre a circa 700 mila euro di IVA e 300 mila euro di ritenute fiscali non versate.

Particolarmente significativo il caso di un imprenditore edile che avrebbe evitato sistematicamente gli obblighi tributari nel tentativo di far fronte ai consistenti debiti accumulati con il gioco d’azzardo.

Parallelamente, i militari del Gruppo Caltanissetta hanno scoperto tre officine meccaniche che operavano completamente fuori dalle regole: le attività risultavano prive di partita IVA e delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio.

Nel corso dei controlli sono stati sequestrati macchinari e attrezzature presenti nei locali, mentre gli accertamenti fiscali hanno permesso di rilevare ulteriori ricavi non dichiarati e violazioni in materia di IVA.

Semi di pomodoro contraffatti: maxi sequestro della Guardia di Finanza tra Vittoria e Gela

Oltre 30 mila semi di pomodoro contraffatti sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Ragusa nell’ambito di un’operazione che ha portato alla denuncia di diversi operatori della filiera agricola.

Nel mirino dei finanzieri sono finiti i titolari di due aziende agricole, di un vivaio orticolo e di una società sementiera, tutti coinvolti a vario titolo nella produzione e nella distribuzione del materiale illegale.

Le attività controllate hanno sede tra Vittoria, nel Ragusano, e Gela, in provincia di Caltanissetta.

Durante le verifiche, i militari hanno individuato in un’azienda agricola vittoriese diverse piantine già coltivate a partire dai semi sospetti.

Le successive analisi genetiche hanno confermato che si trattava di sementi riprodotte senza autorizzazione, ottenute copiando varietà ibride di pomodoro da mensa di elevato valore agronomico, normalmente tutelate da diritti di proprietà industriale detenuti da aziende sementiere europee.

Le indagini hanno ricostruito anche il percorso commerciale del prodotto: il vivaio orticolo di Vittoria avrebbe acquistato i semi da una ditta con sede a Gela, per poi rivenderli a un’altra azienda agricola della stessa area.

Per i soggetti coinvolti è scattata la denuncia con l’accusa di fabbricazione e commercio di prodotti realizzati in violazione dei diritti di proprietà intellettuale.

L’operazione punta a contrastare la diffusione di sementi illegali che alterano il mercato e danneggiano le aziende titolari delle varietà protette

Cani guida e inclusione, il Lions di Sciacca presente nelle scuole

Grande partecipazione ha caratterizzato l’incontro dal titolo “Un mosaico di vite: l’importanza degli animali nel rispetto della diversità”, promosso dal Lions Club Sciacca Host presso il liceo scientifico “Fermi” di Sciacca. L’iniziativa ha acceso i riflettori sul tema dei cani guida e inclusione, mettendo al centro il valore dell’autonomia e della solidarietà.

Cani guida e inclusione: il ruolo dei Lions

L’evento, guidato dal presidente Francesco Fiorino, ha visto la partecipazione dei delegati distrettuali Giacomo Di Miceli per il servizio cani guida e Giuseppina Bonafede per il progetto Kairos. Entrambi hanno evidenziato l’impegno concreto dei Lions nel sostenere percorsi dedicati alle persone con disabilità visive.
Il connubio tra i due service, Kairos e cani guida, ha rappresentato un momento significativo per comprendere come un cane guida possa restituire libertà e autonomia nella diversità. Il tema dei cani guida e inclusione è emerso come elemento centrale, sottolineando l’importanza di iniziative che favoriscano una società più equa.

La diversità come valore

Particolarmente apprezzato l’intervento della professoressa Silvia Napoli, che nella sua relazione “la diversità è negli occhi di chi guarda” ha posto l’accento sull’accettazione e sulla valorizzazione delle differenze. Un messaggio chiaro rivolto agli studenti: l’integrazione passa anche attraverso uno sguardo nuovo, capace di riconoscere il valore di ogni individuo.
Presente anche il past presidente dei cuccioli Antonio Vassallo, a testimonianza dell’impegno continuo dell’associazione.

Testimonianze ed emozioni: il valore dei cani guida

Momento particolarmente toccante è stata la testimonianza di Francesca Licata, di Sciacca, che ha ricevuto in dono dai Lions il cane guida. Con parole semplici ma profonde ha raccontato come questo compagno speciale abbia trasformato la sua vita, restituendole libertà, indipendenza e sicurezza.
Il suo racconto ha reso tangibile il tema dell’incontro, suscitando emozione e partecipazione tra tutti i presenti.
Gli studenti hanno seguito con grande attenzione anche l’intervento di Giacomo Di Miceli, che ha illustrato il lavoro del centro cani guida di Limbiate, mostrando un video sul percorso di crescita e formazione dei cani prima di diventare guide.

Scuola e associazioni per una comunità solidale

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di crescita per gli studenti, sensibilizzati su temi fondamentali come rispetto, inclusione e solidarietà.
A conclusione dell’iniziativa, la dirigente scolastica Maria Paola Raia ha espresso apprezzamento per l’impegno dei Lions, sottolineando l’importanza di portare nelle scuole testimonianze così significative.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche al maestro Ignazio Catanzaro della Skenè Academy e all’alunna Catrin Graffeo per la toccante esibizione dei brani Fratello Sole Sorella Luna ed Essere Umani.
Un incontro che ha lasciato un segno profondo, confermando quanto la collaborazione tra scuola e associazioni possa contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole e solidale.

Banconote macchiate “ripulite” ai caselli autostradali, arrestati due uomini del Catanese

Avevano escogitato un sistema per trasformare banconote macchiate di inchiostro, presumibilmente legate ad attività illecite, in denaro spendibile. Il piano, però, è stato scoperto dagli agenti della Polizia Stradale, che hanno fermato e arrestato due uomini di 48 e 41 anni residenti nella provincia di Catania.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due utilizzavano i caselli della A18 Catania–Messina per ottenere il resto in contanti puliti. Il meccanismo era semplice: dopo aver ritirato il biglietto di ingresso in autostrada, percorrevano solo un breve tratto e uscivano al casello successivo utilizzando le piste automatiche di pagamento.

Al momento del pagamento del pedaggio, che in alcuni casi ammontava a 50 centesimi, inserivano banconote di taglio elevato, spesso da 50 euro e già segnate dall’inchiostro di sicurezza. In questo modo la macchina erogava il resto in denaro regolare, consentendo loro di recuperare quasi l’intera somma.

Le indagini hanno permesso di accertare che i due ripetevano l’operazione numerose volte, anche nella stessa giornata, percorrendo tratti autostradali molto brevi per massimizzare il guadagno. Durante l’intervento delle forze dell’ordine sono stati sequestrati oltre 8 mila euro in banconote da 20 e 50 euro con evidenti tracce di inchiostro.

Per entrambi, già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali anche specifici, è scattato l’arresto con l’accusa di concorso nel riciclaggio di denaro di provenienza delittuosa. L’auto utilizzata per gli spostamenti, una Nissan Juke, è stata sottoposta a sequestro penale.

La vicenda mette in luce un metodo insolito ma ingegnoso con cui gli indagati tentavano di trasformare banconote compromesse in contante utilizzabile, sfruttando il sistema automatico di pagamento dei pedaggi autostradali.

Messina, demolita l’ultima baracca di via Ennio Quinto e adesso sorgerà un asse viario

Le ruspe hanno buttato giù l’ultima baracca di via Ennio Quinto a Messina, liberando l’ampia area del rione Taormina dove sarà realizzata la strada di collegamento con l’asse viario don Blasco.

L’importanza di questa attività di sgombero e bonifica, che ha portato alla demolizione di circa 50 baracche che costeggiavano il muro di cinta del XXIV Artiglieria, va ben oltre il recupero urbanistico. La porzione di territorio liberato è, infatti, un’opera fondamentale per la mobilità tra la zona sud e il centro della città.

Adesso si potrà realizzare la strada di collegamento tra la via Taormina e l’incrocio tra le vie Edison e Pacinotti, alleggerendo il flusso di transito di tutta la zona sud e decongestionando la via La Farina a favore dello snodo don Blasco.

In via Ennio Quinto finora sono state demolite 50 unità abitative e altre 20 in via Taormina.

In programma c’è l’abbattimento di 45 baracche in via Edison e di altre 27 in via Taormina per ampliare ulteriormente l’area sgomberata.

«È stato fatto un importante lavoro di squadra – dice il presidente della Regione Renato Schifani, commissario straordinario al risanamento delle baraccopoli di Messina – non saremmo riusciti a restituire quest’ampia parte di territorio all’uso pubblico senza la sinergia tra i vari enti coinvolti. L’obiettivo comune di cambiare la città, dare alloggi dignitosi e trasformare il territorio, ha fatto sì che lavorando insieme si arrivasse a questi traguardi». L’intervento, infatti, ha visto la collaborazione tra gli uffici della Struttura commissariale, l’impresa edile Cericola, il Genio civile, ArisMe, il Comune, Italgas, Amam ed Enel.

Alla demolizione era presente il commissario straordinario del Comune di Messina Piero Mattei che ha potuto constatare l’importanza delle attività di risanamento per cancellare il degrado e le situazioni di disagio abitativo e ha apprezzato i risultati conseguiti con l’impegno di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Ad accompagnarlo il sub commissario al risanamento Santi Trovato che ha illustrato il lavoro svolto e il cronoprogramma delle prossime opere.

La baraccopoli del rione Taormina, la seconda più popolosa di Messina, risale alla fine degli anni Trenta. Nell’imminenza della seconda visita di Mussolini, nell’agosto 1937, si avvertì l’urgenza di eliminare le ultime costruzioni in legno rimaste dal post terremoto 1908 e trasferire gli sfollati in nuovi alloggi. Venne quindi utilizzato il terreno agricolo dell’attuale rione Taormina, per costruire casette più resistenti, con blocchi di pietra arenaria vulcanica. Doveva essere una soluzione temporanea, invece l’originario gruppo di baracche si ampliò fino ad assumere l’assetto attuale, durato oltre un secolo.

Inchiesta sulla sanità, indagini chiuse con 9 indagati e per Pace si profila l’archiviazione

La Procura della Repubblica di Palermo ha chiuso l’indagine sull’illecita gestione degli appalti e delle nomine nella sanità regionale.

I pm hanno notificato 9 avvisi di conclusione dell’inchiesta, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Tra i destinatari del provvedimento l’ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ai domiciliari con le accuse di corruzione e traffico di influenze.

Cade la contestazione di associazione a delinquere che (in origine) era mossa a carico di Cuffaro. Esce di scena il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace, dopo che sia il gip che il riesame avevano respinto nei suoi confronti la richiesta di domiciliari. Per Pace, difeso dagli avvocati Lillo Fiorello e Rosaria Giacomazzo, si profila la richiesta di archiviazione. Esce di scena anche l’imprenditore favarese Alessandro Vetro. 

A rischiare il processo sono:  Ferdinando Aiello, 54 anni, di Cosenza; Roberto Colletti, 68 anni, di Siculiana; Salvatore Cuffaro, 68 anni, di Raffadali; Marco Dammone, 52 anni, di Palermo; Antonio Iacono, 68 anni, di Palermo; Mauro Marchese, 65 anni, di Napoli; Sergio Mazzola, 60 anni, di Belmonte Mezzagno; Vito Raso, 63 anni, di Palermo. Sotto inchiesta anche la società Dussman Service Srl. 

Referendum sulla giustizia, il momento degli appelli al voto (Video)

Domenica 22 marzo (dalle 7 alle 23) e lunedì 23 (dalle 7 alle 15) urne aperte per votare al referendum confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia.

Il referendum è già entrato nella sua fase più insidiosa: quella dei numeri. E i numeri dicono una cosa netta: l’esito non dipenderà tanto da chi è convinto, quanto da chi si presenterà al seggio.

L’affluenza torna a essere la variabile politica decisiva.

Anche a Sciacca e nel territorio grande attività con confronti, iniziative nelle scuole e manifestazioni sia da parte dei sostenitori del sì che da quelli del no.

Risoluto.it ha seguito quattro iniziative, due per parte, e oggi propone ancora due interviste, al presidente della Camera penale di Sciacca, Aldo Rossi, schierato per il Sì, e alla coordinatrice provinciale del Comitato del No, Caterina Sparacino.

Torna potabile l’acqua nelle vie Lido, Vassallo e Ariosto di Sciacca

Dopo mesi di limitazioni, torna potabile l’acqua in alcune zone a Sciacca. Il responsabile del 4° settore  ha proposto la revoca delle ordinanze sindacali che vietavano l’utilizzo dell’acqua per scopi potabili nelle vie Lido, Vassallo e Ludovico Ariosto.

Il provvedimento arriva a seguito delle più recenti analisi effettuate dal Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Asp di Agrigento. I campioni prelevati nei punti di rete, tra cui l’ingresso del serbatoio Tabasi e diversi punti di via Lido e dell’incrocio con via Vassallo, hanno evidenziato valori conformi ai parametri previsti dalla legge. 

Le precedenti restrizioni erano state adottate nel corso del 2025 dopo il riscontro di contaminazioni batteriche, con presenza di coliformi ed escherichia coli, nei campioni analizzati in via Ludovico Ariosto e successivamente nelle vie Lido e Vassallo. Da qui le ordinanze sindacali che avevano imposto il divieto di utilizzo dell’acqua per fini potabili.