Tragico viaggio dalla Libia a Lampedusa, arrestato un egiziano per la morte di un migrante

La Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un cittadino egiziano, accusato di essere responsabile della morte di un migrante e della scomparsa di un altro durante un tragico viaggio di immigrazione clandestina. L’uomo, arrestato dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è ritenuto colpevole di aver organizzato il trasporto illegale di 51 migranti, provenienti da diverse nazionalità, a bordo di un’imbarcazione in legno inadeguata e pericolosa per affrontare la traversata dalla Libia verso l’Italia.

L’operazione ha preso il via da un’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, dal Servizio Centrale Operativo, dalla SISCO di Palermo, dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera, che ha permesso di ricostruire le fasi dell’evento. I migranti, giunti a Lampedusa il 2 settembre, sono stati auditi dagli investigatori, che hanno rivelato come l’indagato fosse già a bordo dell’imbarcazione al momento dell’imbarco, separato dal resto dei migranti e coinvolto direttamente nel loro alloggiamento e nella conduzione della nave.

L’imbarcazione, di modeste dimensioni e in precarie condizioni di galleggiabilità, non era certamente idonea per una traversata di tale portata. Nonostante ciò, l’indagato avrebbe assunto il controllo della navigazione, compiendo manovre azzardate che hanno messo seriamente a rischio la vita dei migranti. Durante la navigazione, un migrante è morto per asfissia dopo essere stato posizionato nella stiva dell’imbarcazione, mentre un altro è caduto in mare ed è attualmente disperso.

Il fermo dell’indagato è stato eseguito in seguito a un’indagine meticolosa, che ha incluso la ricostruzione delle circostanze e l’ascolto dei testimoni. Le indagini sono ancora in corso, e la responsabilità penale dell’arrestato sarà accertata in sede di giudizio. L’uomo è stato condotto nel carcere di Agrigento, dove affronterà il processo.

Lavori di pubblica illuminazione alla Perriera, si parte lunedì

Dopo mesi di attesa, finalmente arrivano buone notizie per i residenti del quartiere Perriera. Lunedì prenderanno il via i lavori di pubblica illuminazione, un intervento tanto atteso che restituirà luce e sicurezza a una zona rimasta al buio per troppo tempo.

Un guasto che ha lasciato al buio la città

Il quartiere era stato colpito da un guasto di particolare gravità che aveva reso necessario un progetto di rifacimento dell’intera linea elettrica. Non si trattava di un problema risolvibile con un semplice intervento di manutenzione ordinaria: occorreva predisporre un piano tecnico completo e soprattutto reperire i fondi necessari.Il costo complessivo dei lavori ammonta a oltre 27.000 euro, cifra che permetterà la sostituzione e il rifacimento dell’intera rete nelle vie interessate.

Dove si svolgeranno i lavori pubblica illuminazione

Gli operai interverranno nelle seguenti strade:

  • Via Giovanni Amendola
  • Via Giovanni XXIII
  • Porta della Perriera

Si tratta di arterie fondamentali, frequentate quotidianamente da residenti, famiglie e attività commerciali. La mancanza di illuminazione pubblica in queste zone ha comportato notevoli disagi, aumentando il senso di insicurezza soprattutto nelle ore serali.

Disagi alla circolazione e richiesta di collaborazione

Durante i lavori pubblica illuminazione, non si escludono rallentamenti e piccoli disagi alla viabilità. L’amministrazione comunale, con l’assessore alla Pubblica illuminazione, Salvino Patti, invita i cittadini alla pazienza, sottolineando che si tratta di un’opera fondamentale per il bene comune.

Randagismo a Sciacca, la Dc attacca: “Inerzia amministrativa a livelli intollerabili”

“Nel corso degli anni, chi oggi amministra la città ha spesso promesso di affrontare e risolvere il problema del randagismo. Tuttavia, nonostante le promesse e i fondi stanziati, il problema rimane irrisolto, e la gestione della questione continua a essere inadeguata”. E’ quanto scrive oggi il gruppo consiliare e il segretario cittadino della Democrazia Cristiana Giuseppe Milioti riportando il caso esemplare di questa inefficienza in via Delle Sequoie.

” I residenti del quartiere – si legge nella nota – dopo aver più volte denunciato il problema con atti concreti, si sono trovati di fronte a risposte inadeguate e a un’inerzia amministrativa che ha ormai raggiunto livelli intollerabili. Questo disinteresse per una problematica che riguarda la qualità della vita dei cittadini non può più essere tollerato. Non possiamo accettare che l’amministrazione continui a limitarsi a dichiarazioni generiche come “Abbiamo messo somme in Bilancio per risolvere il problema” senza che queste parole si traducano in azioni concrete. Il Comune di Sciacca aveva già destinato una somma di 42.500 euro per il trasferimento dei cani al canile “Rifugio Oasi Cisternazza” di Zafferana Etnea, ma il ritardo nell’attuazione rischia ora di compromettere la disponibilità dei posti presso la struttura”.

Secondo la Dc cittadina, l’assenza di controlli adeguati e l’immobilismo della politica locale hanno fatto sì che la situazione non solo restasse invariata, ma peggiorasse, in particolare durante il periodo estivo, quando i residenti sono costretti a sopportare il continuo abbaiare dei cani che incide negativamente sul loro diritto al riposo.

La Dc invita il sindaco e l’assessore competente ad adottare tutte le misure necessarie per risolvere questa situazione, in conformità con l’ordinanza sindacale del 24 dicembre 2024.

“È fondamentale – concludono – che venga garantito il rispetto della salute e del benessere dei cittadini, così come la sicurezza e l’igiene delle aree coinvolte. È arrivato il momento di agire in modo deciso e concreto, senza ulteriori ritardi”.

Il Papa annuncia un viaggio a Lampedusa “baluardo contro provvedimenti ingiusti”

Papa Leone XIV sarà presto a Lampedusa. Con un video messaggio registrato in Vaticano, è intervenuto durante la presentazione della candidatura a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco del progetto “Gesti di accoglienza”. “O’scià!”, ha salutato il pontefice. Un ampio resoconto è riportato dall’Ansa.

Esattamente come aveva fatto – ed è stato lo stesso Prevost a ricordarlo – “il nostro amato Papa Francesco, quando venne tra di voi: fu il suo primo viaggio”.

Fra i saluti iniziali del video messaggio, presentato da Filippo Mannino, sindaco delle Pelagie, come “una sorpresa”, Leone XIV ha annunciato una visita a Lampedusa: “Oggi a distanza, ma spero presto in presenza, di persona – ha detto il Pontefice – Tante vittime (e fra loro quante madri, e quanti bambini!) dalle profondità del Mare nostrum gridano non solo al cielo, ma ai nostri cuori. Parecchi fratelli e sorelle migranti sono stati sepolti a Lampedusa, e riposano nella terra come semi da cui vuole germogliare un mondo nuovo. Non mancano, grazie a Dio, migliaia di volti e di nomi di persone che vivono oggi una vita migliore e non dimenticheranno mai la vostra carità. Molti di loro sono diventati a loro volta operatori di giustizia e di pace, perché il bene è contagioso”.
    Papa Leone ringrazia la gente di Lampedusa per l’accoglienza ai migranti: “Il mio grazie, che è il grazie di tutta la Chiesa per la vostra testimonianza, prolunga e rinnova quello di Papa Francesco. Grazie ad associazioni, volontari, sindaci, amministrazioni che nel tempo si sono succeduti; sacerdoti, medici, forze di sicurezza e tutti coloro che, spesso invisibilmente, hanno mostrato e mostrano il sorriso e l’attenzione di un volto umano a persone sopravvissute nel loro viaggio disperato di speranza. Voi siete un baluardo di quell’umanità che le ragioni gridate, le paure ataviche e i provvedimenti ingiusti tendono a incrinare. Non c’è giustizia senza compassione, non c’è legittimità senza ascolto del dolore altrui”.

Padre Marciante saluta Sciacca: “Non e’ un addio, ma una festa di gratitudine al Signore” (Video)

Questa sera, con una celebrazione ricca di emozione e significato, padre Giuseppe Marciante, arciprete della città di Sciacca, ha salutato la comunità ecclesiale.

Dopo sei anni di guida spirituale presso la Basilica della Madonna del Soccorso, padre Marciante ha voluto esprimere la sua profonda gratitudine per il percorso vissuto nella Chiesa e per gli anni dedicati alla comunità di Sciacca.

Durante la messa, che si è tenuta nella Basilica della Madonna del Soccorso, padre Marciante ha riflettuto sul significato di questi anni di servizio, sottolineando che il suo non è un addio, ma piuttosto una “festa di gratitudine al Signore”.

Il parroco ha voluto ringraziare tutti i fedeli per il sostegno ricevuto e per l’affetto con cui è stato accolto, evidenziando come la sua missione abbia trovato grande forza nella collaborazione con la comunità.

Alla cerimonia hanno preso parte anche le autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Sciacca, Fabio Termine, e l’assessore Maria Castrogiovanni di Caltabellotta, che hanno voluto essere presenti per rendere omaggio al lavoro svolto dal sacerdote.

Nella stessa celebrazione c’è stato anche il saluto del vice parroco, don Marco Scirica, nominato vice rettore del seminario di Agrigento.

Superata l’età canonica, padre Giuseppe Marciante non avrà più una parrocchia da guidare, ma continuerà la sua missione sacerdotale accanto ai confratelli. 

Dopo la solenne celebrazione di stasera, altri importanti appuntamenti sono previsti per la comunità ecclesiale saccense: domani, sabato 13 settembre, alle ore 19, nella parrocchia Madonna del Carmine, vi sara’ l’accoglienza del nuovo vice parroco, Don Salvatore Piazza.

Mentre domenica 14 settembre, alle ore 18, nella parrocchia B.M.V. di Fatima, nel convento dei Cappuccini, l’inaugurazione della chiesa dopo i lavori di riqualificazione.

Ancora sabato 20 settembre, alle ore 19, nella Basilica Maria SS. del Soccorso, invece l’immissione canonica del nuovo Arciprete, Don Calogero Lo Bello.

Consegnate altre aule al liceo Fazello di Sciacca, avviata l’ultima fasi dei lavori (Video)

Consegnate dal Libero consorzio di Agrigento altre aule al liceo classico Fazello di Sciacca. Prevista la ristrutturazione di tutto l’edificio. Adesso sono stati avviati i lavori della terza e ultima fase che andrà avanti fino a dicembre del 2025. Le prime aule erano già state consegnate alla dirigenza.

“Dal 2026 – dice il dirigente del settore Edilizia scolastica del Libero consorzio, Michelangelo Di Carlo – la scuola potrà essere aperta e ricordiamo che si tratta di una struttura interamente climatizzata”.

I lavori, avviati a luglio 2023, sono stati finanziati con 5 milioni di euro di fondi Pnrr. Si è proceduto all’adeguamento sismico e strutturale e sono stati collocati i più moderni impianti tecnologici. E’ stata necessaria anche a una variante in corso d’opera che è stata autorizzata.

Alla consegna delle aule effettuata oggi dal dirigente Di Carlo sono intervenuti i consiglieri provinciali Giuseppe Ambrogio e Alessandro Grassadonio.

Gli studenti vengono attualmente ospitati nei locali del liceo artistico Bonachia.

Niente scollature al Civico di Palermo, la nota del dirigente fa polemica: la direzione la annulla

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L’avviso scritto, imposto da un dirigente dell’ospedale Civico di Palermo che detta regole severe sull’abbigliamento del personale amministrativo: niente scollature marcate, spalle scoperte, trasparenze, abiti troppo informali, ha generato un vespaio di polemiche.

La direzione generale e’ corsa ai ripari e lo ha subito annullata spiegando che la nota non era stata condivisa né autorizzata dai vertici: non è passata per la direzione amministrativa né era stata visionata preventivamente. Per questo la disposizione è stata revocata, e al personale è stato comunicato di non tenerne conto.

Poi è arrivata anche una presa di distanza formale: la direzione esprime “dispiacere per il disguido”, stigmatizza ogni forma di violenza o pregiudizio sessista verso le donne lavoratrici, e invia un messaggio di solidarietà verso chi si è sentito colpito dalla nota.

Ok alla nuova Rete ospedaliera dalla giunta regionale, confermate le indiscrezioni su Sciacca e Ribera

Approderà in Commissione Sanità nei prossimi giorni e poi dovrà avere il via libera dal ministero da Roma, intanto stamane la giunta regionale ha dato il via libera alla nuova rete ospedaliera siciliana che ridisegna l’organizzazione sanitaria dell’Isola e porta importanti novità anche per la provincia di Agrigento.

La nuova rete, l’attuale è in vigore dal 2019, prevede per il presidio “Giovanni Paolo II” di Sciacca la conferma di Dea di I livello e registra un consistente aumento dei posti letto, che passano da 236 a 271. Potenziati reparti strategici come la Medicina, che guadagna 8 posti, la Chirurgia generale (+4), la Neurologia che raddoppia da 4 a 6 e l’Unità coronarica che sale da 8 a 10. Crescono in maniera significativa anche i posti per la riabilitazione e la lungodegenza, che complessivamente passano da 46 a 66.

Novità storica per il “Fratelli Parlapiano” di Ribera, che ottiene invece il tanto atteso riconoscimento di ospedale di zona disagiata, invocato a lungo dalla comunità. La nuova classificazione garantisce la permanenza del pronto soccorso e dei reparti fondamentali: Chirurgia generale (6 posti letto), Medicina (12), Terapia intensiva (10), Pneumologia (4) e Malattie infettive (10). Per i post-acuti, oltre a Neuroriabilitazione e lungodegenza, arriva anche il reparto di Recupero e riabilitazione funzionale. In totale i posti letto dell’ospedale salgono da 112 a 132.

Confermati gli altri assetti della rete provinciale: il “San Giovanni di Dio” di Agrigento come Dea di I livello, il “Barone Lombardo” di Canicattì e il “San Giacomo d’Altopasso” di Licata come ospedali di base. Complessivamente, nei cinque nosocomi gestiti dall’Asp di Agrigento i posti letto passano da 901 a 970.

“Questo piano – ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani – rappresenta un passo fondamentale verso una sanità più equa ed efficiente per tutti i siciliani. Grazie al lavoro dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni e del dirigente generale Salvatore Iacolino, la nuova rete punta a garantire alti standard qualitativi uniformi su tutto il territorio”.

La riorganizzazione, che conta in tutta la Sicilia 139 strutture tra pubbliche e private, si muove nel solco del Decreto ministeriale del 2015 che stabilisce i parametri ministeriali sui posti letto in base alla popolazione. Aumentano le dotazioni per oncologia, neurochirurgia, neurologia e ortopedia, mentre 367 posti letto vengono tagliati solo perché già inattivi o sottoutilizzati.

La nuova rete prevede anche l’elevazione a Dea di II livello dell’ospedale di Siracusa e a Dea di I livello di quello di Patti, oltre al potenziamento delle reti tempo-dipendenti (infarti, ictus, traumi gravi) e a una più stretta integrazione con case di comunità e servizi territoriali.

“Non si tratta solo di numeri – ha sottolineato l’assessore Faraoni – ma della necessità di costruire un modello sanitario integrato e più vicino ai cittadini, capace di ridurre la migrazione sanitaria e rispondere ai nuovi bisogni di salute”.

Padre Marciante ed i 50 anni di servizio alla comunità: “Rimarrò a Sciacca ad aiutare i preti della città” (Video)

Dalla giovinezza alla guida della Basilica

L’arciprete di Sciacca, don Giuseppe Marciante, che oggi, venerdì 12 settembre, alle 19,30, celebrerà, nella Basilica della Madonna del Soccorso, l’ultima messa da arciprete della città, ha ripercorso per Risoluto.it i momenti più significativi del suo lungo cammino sacerdotale. Arrivato in città il 1° ottobre 1974 come giovane viceparroco accanto all’arciprete Falanga, ha da subito stretto un forte legame con la comunità. Dopo un periodo di insegnamento a Sciacca, il suo rapporto con la città non si è mai interrotto.

L’esperienza come parroco della Madonna del Soccorso

Dal 21 settembre 2019, su invito del Cardinale Montenegro, padre Giuseppe Marciante ha guidato la Basilica della Madonna del Soccorso. In questi sei anni di ministero ha cercato di vivere la sua missione con spirito di umiltà e fraternità:

“Ho voluto essere l’uomo, l’amico e il fratello di tutti, ma soprattutto il sacerdote a servizio di tutti”.

La conclusione del suo incarico segna un passaggio carico di emozione, con il ricordo vivo delle generazioni incontrate e accompagnate lungo il suo percorso.

Sciacca e i cambiamenti in cinquant’anni

Durante l’intervista, l’arciprete di Sciacca ha sottolineato come la città sia cambiata negli anni. Non parla di evoluzione né di involuzione, ma di trasformazione continua:
“Ogni tempo ha i suoi uomini e le sue realtà. Ogni generazione ha cercato di fare il meglio per la città e per la comunità cristiana”.

Il futuro: sacerdote al servizio di tutti

Superata l’età canonica, padre Giuseppe Marciante non avrà più una parrocchia da guidare, ma continuerà la sua missione sacerdotale accanto ai confratelli. Si mette a disposizione con la stessa dedizione di sempre, pronto a offrire sostegno, sorrisi e vicinanza spirituale.
“Farò sempre il prete, a servizio di tutti, per quanto le forze e la salute mi consentiranno”.

Una testimonianza di fede e umiltà

Il racconto dell’arciorete di Sciacca è la testimonianza di un ministero lungo e intenso, vissuto con umiltà, fraternità e carità sacerdotale. Un percorso che ha lasciato un segno profondo nella comunità e che continuerà, in forme nuove, a sostenere la vita spirituale della città. Tra una settimana arriverà a Sciacca il nuovo arciprete, don Calogero Lo Bello.

Consorzio universitario di Agrigento, arriva Nene’ Mangiacavallo in quota Dc

E’ Nenè Mangiacavallo il nuovo rappresentante della Regione al Consorzio universitario di Agrigento. La nomina è arrivata oggi nel corso della riunione della giunta regionale a Palazzo d’Orleans, che ha dato il via alla prima tornata di incarichi di sottogoverno.

Ex sindaco di Ribera, già parlamentare e sottosegretario, Mangiacavallo è stato a lungo medico di famiglia ed è in pensione dallo scorso anno. Figura di peso nel panorama politico agrigentino, il suo ritorno sulla scena istituzionale attraverso il Consorzio universitario segna una scelta di continuità e di equilibrio.

La decisione rientra nel pacchetto di nomine che riguarda enti parco, Iacp e consorzi universitari, frutto di una lunga trattativa tra i partiti della maggioranza e il governo Schifani. Restano ancora in sospeso poltrone importanti come quelle all’Irvo (Istituto regionale vino e olio), all’Esa (Ente sviluppo agricolo), all’Istituto incremento ippico, ai consorzi di bonifica e alla Crias.

Parallelamente, la giunta ha affrontato anche il nodo della nuova rete ospedaliera siciliana, illustrata dall’assessora alla Salute Daniela Faraoni. Il piano, che prevede il taglio di oltre 360 posti letto a fronte del potenziamento di reparti chiave come l’oncologia, ha incassato un via libera di massima dalla maggioranza ma dovrà ancora superare l’esame del ministero della Salute.