Giuramento di giudici e vice procuratori onorari di Ribera e Castelvetrano

Avvocati molto giovani, ma con una notevole esperienza professionale già maturata. Sono i nuovi giudici e vice procuratori onorari, due di Ribera e una di Castelvetrano, che hanno giurato nei Tribunali di Sciacca ed Agrigento.

Giacomo Palermo, di Ribera, ha prestato giuramento, al Tribunale di Sciacca, come nuovo Giudice onorario di pace di Bivona. Ha giurato a Sciacca anche l’avvocato Rossana Daniele, di Castelvetrano, nuovo Giudice onorario di pace di Partanna.

Questo importante incarico è stato preceduto da un tirocinio in affiancamento con i magistrati togati del Tribunale di Sciacca, in ambito sia civile che penale, un’esperienza che ha ulteriormente affinato le competenze pratiche, precedute da anni di professione di avvocato.

L’avvocato Palermo, con studio a Ribera, ha contribuito anche alla formazione di molti giovani che hanno iniziato la professione. L’avvocato Daniele è stata parte civile in molti processi riguardanti violenza di genere rappresentando l’associazione Gens Nova.

Al Tribunale di Agrigento, invece, ha giurato l’avvocato Giuseppe Lo Gioco, di Ribera, nuovo vice procuratore onorario. Cinque i nuovi vice procuratori onorari al tribunale di Agrigento che hanno giurato davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Salvatori.

L’avvocato Lo Gioco, impegnato anche in delicati processi per fatti molto gravi che si sono svolti nel territorio, ha giurato assieme ai colleghi Angelo Danilo Costa, Maria Pia Pagano, Valentina D’Azzò e Stefania La Rocca.

A breve saranno in servizio come pm di udienza davanti ai tribunali monocratici e svolgendo le funzioni dei procuratori togati davanti ai giudici di pace.

Meloni “Con Coltivaitalia un miliardo in più ad agricoltura”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il Governo aggiunge un altro mattone a questa strategia” che vuole “restituire all’agricoltura la centralità che merita” e “lo fa con un provvedimento che abbiamo chiamato Coltivaitalia. Investiamo un miliardo di euro in più per sostenere le produzioni nazionali strategiche, diminuire così la nostra dipendenza dall’estero, migliorare l’accesso al credito delle nuove imprese, facilitare l’imprenditoria giovanile anche attraverso il recupero di oltre 8.000 ettari di terreni abbandonati, silenti, puntare sull’innovazione e sulla ricerca, che sono le chiavi per un’agricoltura sempre più moderna e competitiva”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video al termine del Consiglio dei ministri.

Un pacchetto molto corposo – aggiunge – nel quale abbiamo voluto inserire anche un focus specifico sulle semplificazioni perchè tra gli obiettivi che ci siamo dati non solo in agricoltura ma in tutti gli ambiti produttivi c’è anche quello di ridurre la burocrazia a carico delle imprese, mettere chi vuole lavorare nelle condizioni di farlo nel modo più semplice possibile”.

-foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Macron “La Francia riconoscerà lo Stato Palestinese”. Netanyahu “Decisione che premia il terrore”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La Francia riconoscerà lo Stato di Palestina in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a settembre a New York. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron sui social media.

“Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Farò l’annuncio formale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo settembre“, scrive il capo dello Stato francese su X e Instagram.

NETANYAHU “MACRON PREMIA IL TERRORE”

Condanna “fermamente, la decisione del presidente Macron di riconoscere uno Stato palestinese accanto a Tel Aviv in seguito al massacro del 7 ottobre”, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio afferma che “premia il terrore e rischia di creare un altro rappresentante dell’Iran, proprio come e’ successo a Gaza. Uno stato palestinese in queste condizioni sarebbe un trampolino di lancio per annientare Israele, non per vivere in pace al suo fianco“. “Sia chiaro: i palestinesi non cercano uno Stato accanto a Israele; cercano uno Stato al posto di Israele”, sottolinea.

KATZ “RESA AL TERRORISMO”

“L’annuncio di Macron della sua intenzione di riconoscere uno Stato palestinese è una vergogna e una resa al terrorismo, nonché una ricompensa e un incoraggiamento per gli assassini e gli aggressori di Hamas, che hanno commesso il più terribile massacro del popolo ebraico dai tempi dell’Olocausto. Invece di stare al fianco di Israele durante questa prova, il presidente francese sta lavorando per indebolire Israele”. Così su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che aggiunge: “Non permetteremo la creazione di un’entità palestinese che potrebbe danneggiare la nostra sicurezza, mettere a repentaglio la nostra esistenza e ledere il nostro diritto storico alla Terra di Israele. Siamo tutti uniti per prevenire questo grave pericolo”.

– foto Ipa agency –

(ITALPRESS).

Addio ad Hulk Hogan, la leggenda del wrestling aveva 71 anni

ROMA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del wrestling. All’età di 71 anni è morto Hulk Hogan, leggenda della Wwe, stroncato, secondo il portale Tmz Sports, da un arresto cardiaco. Terry Gene Bollea, questo il suo vero nome (che rivela le origini italiane), è stato dodici volte campione del mondo, avendo vinto sei volte il Wwf World Heavyweight Championship e sei volte il Wcw World Heavyweight Championship.

Nella sua carriera ha vestito anche i panni di attore, debuttando sul grande schermo nel film ‘Rocky III’ diretto e interpretato dall’amico Sylvester Stallone. Negli ultimi anni si è schierato dalla parte di Donald Trump, sostenendolo nella sua candidatura come presidente degli Stati Uniti con tanto di intervento durante un comizio al Madison Square Garden. “La nostra amicizia ha significato tutto per me. Mi è sempre stato vicino, anche quando non glielo chiedevo. E’ stato uno dei primi a farmi visita quando ero in ospedale con il 2% di possibilità di sopravvivenza”, è il ricordo commosso dell’ex wrestler, Ric Flair.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Sarri “Legato alla Lazio. Blocco mercato? Miglioreremo col lavoro”

ROMA (ITALPRESS) – Quando ha saputo che non sarebbero potuti arrivare dei rinforzi, non l’ha presa benissimo. Ma davanti alle difficoltà non poteva tirarsi indietro e anche per questo ha deciso di portare avanti il lavoro interrotto poco più di un anno prima. Maurizio Sarri torna sulla panchina della Lazio, per quanto questa sua seconda avventura in biancoceleste sia partita in salita. “Ho pensato che il presidente mi avesse fregato, ma avevo già preso la decisione di tornare – racconta nella conferenza stampa di presentazione a proposito del blocco del mercato – Lasciare per la difficoltà sarebbe stato brutto nei confronti di società, squadra e tifosi. E’ stata un’arrabbiatura di un’ora. Ho fatto una scelta. Qualcuno ha detto che non avevo alternative, ma ho avuto colloqui con altre squadre di Serie A e arabe, era un anno prolifico da questo punto di vista ma ho scelto la Lazio per il legame che sento con l’ambiente”.

Non poter fare mercato è una difficoltà “ma la possiamo sfruttare in maniera negativa, costruendo un alibi, o in maniera positiva rafforzando il gruppo. Veniamo da due settimi posti, abbiamo bisogno di miglioramenti. Tramite il mercato non è possibile, e non bisogna pensarci, ma l’altro miglioramento va cercato attraverso il lavoro. L’obiettivo – sottolinea Sarri – deve essere costruire una buona base per poi intervenire in futuro. Parlare di preoccupazione è un qualcosa di grosso. E’ chiaro che questa squadra avrebbe bisogno di qualcosa per fare il salto di qualità necessario. Non possiamo farlo, e allora l’obiettivo primario è far crescere i giocatori che abbiamo. C’è potenziale, con il lavoro si può migliorare. Inutile pensare ad altro. Mettiamo le energie in quello che possiamo fare. Ho chiesto una determinazione feroce in ogni singolo giorno”.

Le altre, però, non stanno a guardare. “Tutte le considerazioni che facciamo in questo momento sono teoriche. Chiaro che il rischio che squadre che ci sono arrivate dietro ci possano superare è abbastanza evidente. Ci sono squadre che stanno investendo, soprattutto il Como. Questo ci deve interessare fino a un certo punto. L’obiettivo primario è costruire le basi per diventare competitivi con due o tre innesti. Se ragioniamo sulle altre squadre ci facciamo del male da soli. Il cervello deve andare in un’unica direzione, compattare il gruppo”.

Al fianco di Sarri il presidente Claudio Lotito, per il quale la prima esperienza del tecnico in realtà non si è mai interrotta: “Una serie di situazioni contingenti hanno determinato questo temporaneo avvicendamento, indipendente dalla volontà nostra e del mister. Ci siamo lasciati con un arrivederci. Era giusto che proseguisse in questo momento per provare a mantenere un percorso che era stato intrapreso e che non era stato ultimato. E’ stata una scelta fatta con razionalità e cuore, per un uomo che può dare ancora tanto al calcio perchè è un maestro. Dipenderà da noi non deludere i tifosi e confermare le aspettative. Siamo abituati ad accettare, anche se non condividiamo, le situazioni che si sono venute a determinare – ha aggiunto con riferimento al blocco del mercato – E’ uno svantaggio, ma può diventare un lato positivo nel momento in cui si cementa un gruppo che ha voglia di dimostrare le proprie potenzialità”.

La scorsa stagione, nella seconda parte, a detta di Lotito “è venuto meno lo spirito battagliero. Abbiamo pensato che Sarri fosse l’allenatore migliore per noi a prescindere dal mercato. L’allenatore può essere un valore aggiunto. La società farà il possibile per aiutare l’allenatore nel suo lavoro”. Al patron biancoceleste, però, il blocco del mercato non è andato giù. “La Lazio ha continuato a pagare puntualmente, sta facendo investimenti, anche con l’academy, senza avere mutui o bond. Ci sono squadre che hanno 500 o più milioni di debiti ma che hanno l’indice di liquidità in ordine. Il blocco è nato da una svista. Bastava spostare 3,6 milioni di costi al 5 aprile invece che al 31 marzo e questo problema non ci sarebbe stato. La Lazio non ha problemi con i requisiti europei, mentre altre squadre hanno sanzioni. Questa cosa non fa onore al calcio italiano. Ma non è la Covisoc che decide, è lo strumento che attua le regole della federazione. Non devo chiedere scusa a nessuno, è da anni che sto rinforzando la squadra. La domanda è: può fallire la società? No. Se mi blocchi il mercato mi stai creando un danno. Vogliamo fare l’elenco delle società italiane e dei loro debiti? Cosa ha fatto la federazione per mantenere la correttezza del campionato?”.

Chiosa sulle voci relative a una possibile cessione della società: “E’ totalmente falso, si configura il reato di aggiotaggio, quindi ho sporto denuncia alla Procura della Repubblica. Sono notizie totalmente infondate, sono fantasie di qualche soggetto che ha interesse a strumentalizzare e creare problemi al sottoscritto”.

– foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Webuild si rafforza negli Usa, a Lane contratto da 238 mln dollari

MILANO (ITALPRESS) – Nuovo progetto per Lane, controllata americana di Webuild, che si è aggiudicata un contratto da 238 milioni di dollari (203 milioni di euro, 100% Lane) per l’ammodernamento di una tratta della I-75, uno dei principali corridoi per la viabilità del Nord della Florida, nella Contea di Marion. Il progetto rientra nel programma “Moving Florida Forward Infrastructure Initiative” del Florida Department of Transportation (FDOT), che punta a modernizzare le infrastrutture stradali dello Stato.
Il contratto segue di poche settimane l’aggiudicazione a Lane da 337 milioni di dollari (288 milioni di euro circa, 100% Lane) per l’Interstate 85 (I-85) in Carolina del Nord. Con un’esperienza di oltre 82.500 km di strade e autostrade realizzate nel mondo, il Gruppo Webuild, attraverso la solida presenza sul territorio di Lane, si conferma quindi un partner strategico per le istituzioni americane nella realizzazione di infrastrutture complesse e per la mobilità sostenibile, più sicure e innovative.
L’intervento riguarda una tratta di 12,8 km della I-75, arteria fondamentale nello stato per il traffico di merci e persone. Una volta completato, il progetto garantirà un incremento significativo della capacità di traffico, una maggiore sicurezza in caso di evacuazione per eventi climatici estremi, e una riduzione stimata del 96% dei ritardi in direzione nord e dell’88% in direzione sud. L’avvio dei lavori è previsto per l’inizio del 2026, con una durata stimata di tre anni.
I lavori prevedono la realizzazione di corsie ausiliarie tra gli svincoli della I-75 compresi tra la SR 200 e la SR 326, la sostituzione di un ponte, la costruzione di due nuovi ponti, un nuovo svincolo sulla 49th Street e il potenziamento dei livelli di sicurezza per tre svincoli esistenti con la SR 40, la US 27 e la SR 326. Il progetto prevede anche il potenziamento dei sistemi di drenaggio, l’installazione di barriere antirumore e la realizzazione di opere connesse.
Lane è attualmente impegnata in numerosi progetti in Florida, come l’I-275/I-4 Downtown Tampa Interchange (DTI) a Tampa, l’ampliamento della Seminole Expressway/SR 417 nella Contea di Seminole, l’intersezione tra la I-4 e la SR 33 nella Contea di Polk, l’ampliamento di una tratta della Turnpike Mainline nella Contea di Lake, e le intersezioni tra la I-4 e Sand Lake Road e tra la I-4 e la SR 535 nella Contea di Orange.
A livello nazionale, il Gruppo è attivo con altri interventi su snodi strategici e progetti di ammodernamento di strade e autostrade, negli stati della Carolina, con progetti come l’I-77 Interchange e i ponti della I-20 sul fiume Wateree in Carolina del Sud, e in Virginia con la tratta Newsport News del progetto I-64 HREL (Hampton Roads Express Lanes) nella città di Hampton.
– foto credit Courtesy of RK&K-

(ITALPRESS).

Incidente a Sciacca, la saccense Maica soccorre una delle ferite: “L’ho lasciata solo quando ho visto i sanitari”

E’ ancora scossa Maica Amplo, la saccense di 48 anni che ieri si è trovata in via Roma pochi secondi dopo lo spaventoso incidente che ha visto un’auto d’epoca urtare tre pedoni ferendo due donne. Una tedesca, di 62 anni, e l’altra bielorussa, di 50.

Quest’ultima Maica l’ha vista sul marciapiede all’angolo di via Roma e piazza Inveges. Inizia da qui il racconto di Maica.

“Non ho pensato – afferma -ma agito d’istinto. Mi sono immediatamente chinata su di lei. Mi sono accorta che aveva delle ferite al volto e qualcuno dai locali vicini mi ha dato del ghiaccio mentre altre persone chiamavano il 118. Non capivo da dove arrivasse il sangue, ma ho capito che dovevo tenerla sveglia. Li mi sono accorta che la signora non era italiana e che parlava un’altra lingua. Ho continuato ad accarezzarla cercando di rassicurarla. Poi qualcuno ha iniziato a tradurre in inglese. Le ho chiesto come si chiamasse. Lei mi ha risposto. Tutto quello che so e’ il suo nome”. Maica e’ rimasta chinata sulla donna straniera ferita per tutto il tempo, tenendo il ghiaccio sulla ferita alla fronte.

“Durante quei momenti – prosegue – ho perso cognizione del tempo, ogni tanto si avvicinava un medico che si trovava sul posto e che valutava ogni tot i parametri vitali. Mi sono accorta che anche io ero tutta macchiata di sangue solo quando sono arrivati i sanitari. Solo allora ho lasciato la signora continuando a ripetere che sarebbe andato tutto bene”.

Sono tantissime le testimonianze dei tanti saccensi che si sono trovati sul posto quando la vettura è sbucata nel tratto di via Roma. C’è chi ha perfino pensato nei primi minuti ad un attentato. Il rumore della macchina in accelerazione poi il botto. Confusione e caos e le due donne a terra. Incastrato nella vettura l’uomo alla guida. Illeso, ma sotto shock l’uomo straniero, marito della signora tedesca ricoverata nella Rianimazione del Policlinico di Palermo.

La notizia dell’auto sui passanti in una strada pedonale e’ rimbalzata su tutte le testate nazionali e naturalmente anche su quelle tedesche.

https://www.bild.de/news/ausland/deutsche-familie-im-italien-urlaub-von-oldtimer-erfasst-6881cfba0e680a76f4e93c93

“Questa notte non sono riuscita a dormire – conclude Maica -Avevo davanti quelle immagini. Sembrava la scena di un film. Poteva essere una strage. Ho ripensato tutto il tempo a quanti bambini e passeggini c’erano poco più giù. Se la macchina non si fosse fermata prima…”

BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva): sintomi, cause, trattamenti e prevenzione

Articolo realizzato in collaborazione con il dott. Francesco Nucera, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio


Tosse persistente con catarro, affanno anche per salire una rampa di scale o per svolgere le proprie attività quotidiane, bronchiti che tornano spesso. Per molti sono fastidi comuni, spesso vengono confusi con una bronchite trascurata o scambiati per un semplice affaticamento legato all’età. In realtà, potrebbero essere i segnali di una malattia respiratoria seria, poco conosciuta e spesso sottovalutata: la BPCO, acronimo di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva.

In Italia colpisce milioni di persone, ma in tanti non sanno nemmeno di averla. La BPCO è una malattia cronica, progressiva e irreversibile che colpisce i polmoni e le vie aeree inferiori, rendendo sempre più difficile respirare e portando anche a conseguenze gravi se non viene diagnosticata e trattata correttamente.

Questo articolo, redatto con il contributo del dott. Francesco Nucera, pneumologo, ha lo scopo di informare, chiarire i dubbi più comuni e aiutare i lettori a riconoscere i sintomi precoci, guidare alla prevenzione e successivamente a un adeguato percorso diagnostico-terapeutico.

Cos’è la BPCO

BPCO è l’acronimo di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, una malattia che colpisce i polmoni e le vie aeree inferiori in misura variabile da soggetto a soggetto. Determina un’alterazione del normale passaggio dell’aria fino agli alveoli polmonari, le strutture più profonde dei polmoni dove avviene lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica.

È chiamata “cronica” perché, seppur curabile e trattabile, non è guaribile. Viene definita “ostruttiva” perché provoca in modo permanente un’ostruzione al flusso dell’aria nelle vie aeree inferiori. A differenza dell’asma, la BPCO non è reversibile, anche se si può controllare, limitandone il peggioramento.

La BPCO comprende due principali manifestazioni cliniche:

Componente bronchitica cronica

È tipica dei pazienti che presentano tosse cronica con catarro (espettorazione), episodi frequenti di peggioramento (riacutizzazioni bronchiali) e cianosi, ovvero una colorazione blu delle labbra e delle estremità, causata dalla riduzione dell’ossigeno nel sangue.

Da non confondere con la bronchite cronica semplice, che pur presentando tosse con catarro per almeno tre mesi all’anno in due anni consecutivi, non comporta un’ostruzione permanente del flusso aereo.

Componente enfisematosa polmonare

Tipica di pazienti che manifestano soprattutto dispnea da sforzo (affanno), è caratterizzata dalla distruzione irreversibile degli alveoli polmonari, spesso chiamati “bollicine d’aria” nei polmoni.

In genere, i pazienti presentano entrambe le componenti.

Sintomi e diagnosi

La BPCO si sviluppa lentamente, ma i sintomi diventano evidenti col tempo:

  • Tosse frequente, soprattutto al mattino
  • Catarro, che tende a diventare più denso e giallastro durante le riacutizzazioni
  • Affanno anche con sforzi leggeri
  • Sensazione di peso al petto
  • Bronchiti ricorrenti
  • Risvegli notturni per tosse o difficoltà respiratorie

Molti pazienti attribuiscono questi sintomi all’età o al freddo, o li ritengono normali per chi ha fumato per anni. Tuttavia, possono essere segnali importanti da non sottovalutare.

Come si diagnostica la BPCO?

Il medico deve richiedere alcuni esami fondamentali:

  • Spirometria semplice o globale: indispensabile per misurare la capacità respiratoria e rileva eventuali ostruzioni del flusso aereo e quindi porre corretta diagnosi.
  • Test di broncodilatazione: valuta se l’ostruzione è reversibile o meno.
  • Emogasanalisi: un esame del sangue arterioso che misura l’ossigeno e l’anidride carbonica, necessario per valutare l’eventuale necessità di ossigenoterapia o ventilazione.
  • TC Torace: permette di osservare l’eventuale presenza di enfisema o noduli polmonari che non possono essere riscontrati con una semplice radiografia.

Una diagnosi precoce può cambiare la storia naturale della malattia e prevenire complicanze gravi.

Cause e fattori di rischio

Il fumo di sigaretta è la causa principale della BPCO. Circa il 95% dei pazienti è o è stato un forte fumatore. Si parla di almeno 20 pacchetti/anno (pack-years), un’unità che misura l’esposizione al fumo: chiunque può calcolare i propri pack-years basta moltiplicare il numero di sigarette che mediamente vengono fumate giornalmente e il numero di anni di durante i quali si è fumato e dividere il risultato per 20.

Altri fattori di rischio includono:

  • Fattori genetici (raro), come il deficit di alfa-1 antitripsina per il quale esiste un trattamento specifico
  • Esposizione professionale a polveri e fumi chimici, Inquinamento atmosferico, Fumo passivo, Infezioni respiratorie ricorrenti, seppur siano stati studiati come fattori favorenti l’insorgenza della BPCO, il loro ruolo è ancora dibattuto.

Se non hai mai fumato o hai fumato poco, è poco probabile che tu abbia la BPCO, ma se hai una lunga storia di fumo e sintomi respiratori, è fondamentale parlarne con il tuo medico.

Trattamenti e gestione della BPCO

La BPCO non si può guarire, ma si può controllare efficacemente con terapie mirate:

1. Terapie inalatorie

  • Broncodilatatori (LAMA e LABA): aiutano ad aprire le vie respiratorie.
  • Glucocorticoidi inalatori: antinfiammatori specifici per le vie aeree.
  • Associazioni combinate: più efficaci e pratiche quando contenute in un unico inalatore.

Questi farmaci agiscono localmente con basse dosi e minimi effetti collaterali.

2. Ossigenoterapia e ventilazione meccanica

Prescritte solo in presenza di ossigenazione bassa nel sangue, misurata tramite emogasanalisi e non in base all’”affanno”. Un uso scorretto dell’ossigeno può aumentare l’anidride carbonica nel sangue (che già può essere alta nei soggetti con BPCO), richiedendo l’intervento di ventilazione meccanica.

3. Riabilitazione polmonare

Un programma di esercizi personalizzato e educazione respiratoria che:

  • Migliora l’autonomia
  • Riduce le riacutizzazioni
  • Aumenta la tolleranza allo sforzo

Prevenzione: meglio prevenire che curare

Smettere di fumare è il primo passo

Smettere di fumare è la misura più efficace sia per prevenire che per rallentare la BPCO. Anche nei pazienti già diagnosticati, smettere migliora i sintomi e riduce la mortalità.

Altri consigli utili:

  • Vaccinarsi (antinfluenzale, antipneumococcico, anti-Herpes Zoster)
  • Fare attività fisica regolare e moderata
  • Seguire una dieta equilibrata

Quando consultare uno specialista

Se sei un forte fumatore o ex-fumatore e presenti:

  • Tosse cronica con catarro
  • Fiato corto anche a riposo
  • Bronchiti frequenti
  • Stanchezza immotivata

Potrebbe trattarsi di BPCO. Un consulto specialistico può fare la differenza.

Vuoi un consulto personalizzato?

Il dott. Francesco Nucera, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio, riceve su appuntamento presso ASP di Agrigento o privatamente a Sciacca.

Clicca sul pulsante WhatsApp per metterti in contatto con il dott. Francesco Nucera

La prevenzione inizia da una visita.

Sezione Salute Risoluto – Responsabile Partnership Strategiche Dino Capraro

La protesta delle “volanti a coppia”, incontro con l’eurodeputato Falcone

Nei prossimi giorni una delegazione della marineria di Sciacca, rappresentativa della tipologia di pesca della volante a coppia, incontrerà l’europarlamentare Marco Falcone per illustrare le problematiche che hanno portato la categoria a lanciare un grave allarme per la drammatica assenza di sarde e alici nel mar Mediterraneo e a fermare le proprie attività di pesca.

L’incontro sarà organizzato dall’ex sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola che ha già avuto modo di recepire, nel corso di un’apposita riunione, le istanze e le esigenze del comparto.

Servono aiuti economici ed iniziative politiche e normative immediate per salvaguardare l’attività economica, garantire un futuro alla marineria locale e proteggere l’ecosistema.

“Rispetto a 10 anni fa il pescato è diminuito del 90%, con grave danno anche per altri settori produttivi come la ristorazione”.

Nell’occasione Falcone illustrerà alla delegazione i numerosi emendamenti del quale è autore, quale esponente del Partito Popolare Europeo in commissione Pesca al Parlamento Europeo, nell’ambito della legge di bilancio dell’Unione.

Nelle variazioni al bilancio della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027, il gruppo Pd all’Ars ha presentato un emendamento aggiuntivo che prevede ristori alle imprese di pesca della marineria di Sciacca sottoposte a misure restrittive nella pratica della pesca volante a coppia nelle acque di competenza  del Co.Ge.Pa. di Mazara del Vallo. Lo ha annunciato il capogruppo, Michele Catanzaro.

Stipendi più trasparenti: i lavoratori potranno conoscere la retribuzione media dei colleghi e agire in caso di disparità

Con l’entrata in vigore della Direttiva UE 2023/970, approvata per contrastare le discriminazioni salariali, cambia radicalmente il concetto di segreto retributivo. Le nuove norme impongono agli Stati membri, Italia compresa, l’obbligo di adottare entro il 7 giugno 2026 misure concrete per garantire trasparenza nei salari, pari trattamento tra lavoratori e nuove tutele in caso di retribuzioni ingiustificate.


Addio al silenzio sui salari: cosa cambia

La direttiva europea segna un cambio di paradigma nel mondo del lavoro. Le aziende non potranno più vietare ai dipendenti di parlare del proprio stipendio, né inserire clausole contrattuali che impongano il silenzio sulle retribuzioni.

Inoltre, i datori di lavoro saranno tenuti a fornire informazioni sul livello retributivo medio dei dipendenti che svolgono mansioni equivalenti o di pari valore, suddivise per genere. Questo strumento servirà a contrastare disuguaglianze spesso invisibili e difficili da dimostrare, come quelle che colpiscono donne, giovani e lavoratori con contratti meno tutelati.


Diritto d’informazione: come conoscere le retribuzioni medie

Ogni lavoratore potrà richiedere al proprio datore di lavoro, anche tramite avvocati, sindacati o organismi per la parità, l’importo medio delle retribuzioni relative alla propria qualifica. La privacy individuale resta comunque tutelata: non sarà possibile accedere alle buste paga personali dei colleghi.

La richiesta dovrà essere evasa entro 60 giorni e preferibilmente trasmessa via PEC o raccomandata A/R, per garantirne la tracciabilità. In caso di risposte incomplete o evasive, sarà possibile inoltrare una nuova istanza, sollecitando chiarimenti puntuali.


Colloqui di lavoro: più chiarezza fin dall’inizio

Le nuove regole si applicano anche in fase di selezione del personale. I candidati avranno diritto a conoscere il range retributivo previsto per il ruolo offerto e il datore di lavoro non potrà chiedere quanto si guadagnava prima. L’obiettivo è impedire che lo stipendio venga definito in base al passato e non in base al valore effettivo della posizione proposta.


Disparità retributiva? Ora si può agire

In caso di differenze salariali ingiustificate tra lavoratori con le stesse mansioni, sarà l’azienda a dover dimostrare di avere motivazioni oggettive. Se la differenza di stipendio supera il 5% e non viene adeguatamente spiegata, il datore sarà tenuto ad avviare, entro sei mesi, una valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori per correggere la situazione.

In caso di violazioni accertate, il risarcimento per il lavoratore discriminato potrà comprendere:

  • pagamento delle retribuzioni arretrate;
  • bonus o benefit non riconosciuti;
  • danni morali e materiali;
  • compensazione per opportunità perse;
  • interessi di mora per i ritardi nei pagamenti.

È previsto anche il riconoscimento delle discriminazioni intersezionali, che combinano più fattori (come genere, età, etnia o disabilità).


Una svolta culturale oltre che normativa

La fine del segreto salariale rappresenta una rivoluzione culturale. In Italia parlare di stipendio è sempre stato considerato un tabù, contribuendo a mantenere squilibri retributivi nascosti. Le nuove norme puntano a rafforzare la posizione dei lavoratori, favorendo una cultura della trasparenza e dell’equità.

Il cambiamento non è solo giuridico: si aprono nuove opportunità per negoziare consapevolmente, difendere i propri diritti e contribuire a un sistema di relazioni lavorative più giusto, fondato sulla parità di trattamento e sull’oggettività delle scelte aziendali.