Crisi idrica in Sicilia, l’allarme dei Liberi Agricoltori di Ribera

La crisi idrica in Sicilia torna al centro del dibattito con la presa di posizione dell’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera, che denuncia una gestione delle risorse idriche ritenuta inadeguata di fronte agli eventi atmosferici estremi. Secondo l’associazione, la situazione dell’isola evidenzia una fragilità strutturale che penalizza in modo particolare il settore agricolo.

In un comunicato diffuso in queste ore, i Liberi Agricoltori esprimono forte preoccupazione per uno scenario che si ripete ciclicamente: da un lato la siccità prolungata, dall’altro piogge intense che provocano esondazioni. In entrambi i casi, sostengono, l’agricoltura siciliana subisce conseguenze pesanti.

Secondo l’associazione, la crisi idrica in Sicilia non può essere spiegata soltanto con i cambiamenti climatici. Alla base del problema vi sarebbero anche carenze strutturali e mancanza di manutenzione delle infrastrutture.

Infrastrutture idriche e gestione dell’acqua

Uno dei punti centrali della denuncia riguarda lo stato delle infrastrutture. Per i Liberi Agricoltori, la crisi idrica in Sicilia è aggravata da decenni di interventi incompleti o insufficienti nella gestione degli invasi e delle reti idriche.

Dighe incompiute e invasi inutilizzati

Tra le criticità evidenziate ci sono invasi mai collaudati e quindi non utilizzabili per lo stoccaggio strategico dell’acqua. In un territorio che affronta periodicamente lunghi periodi di siccità, la mancata operatività di alcune dighe viene indicata come uno dei nodi principali.
A questo si aggiunge il problema dell’interramento degli invasi. Secondo quanto segnalato dall’associazione, molte dighe non sarebbero state dragate nel tempo e la presenza di detriti avrebbe ridotto sensibilmente la loro capacità di contenere acqua.

Reti idriche e dispersione dell’acqua

Un’altra questione riguarda la rete degli adduttori. I Liberi Agricoltori parlano di infrastrutture che disperderebbero oltre il 50% dell’acqua immessa, impedendo a una parte consistente della risorsa di raggiungere campagne e centri abitati.
Questa dispersione contribuirebbe ad aggravare ulteriormente la crisi idrica in Sicilia, soprattutto nei momenti in cui le precipitazioni sono scarse e la disponibilità d’acqua diventa un fattore decisivo per il settore agricolo.

Dalla siccità alle esondazioni

Nel comunicato si fa riferimento anche agli episodi recenti di esondazioni. Secondo l’associazione, si tratta di situazioni che potrebbero essere mitigate con una gestione più efficiente delle infrastrutture idriche.
La mancanza di dighe pienamente operative e la ridotta capacità degli invasi di trattenere acqua genererebbero infatti un paradosso: l’isola passa dalla siccità alle alluvioni senza riuscire a gestire in modo efficace le risorse disponibili.
Allo stesso tempo viene segnalata la mancanza di interventi di bonifica idraulica. Molti corsi d’acqua, secondo i Liberi Agricoltori, non sarebbero adeguatamente regimentati e alvei e torrenti resterebbero spesso privi di manutenzione.

L’appello alle istituzioni

Nel documento diffuso il 18 marzo, l’Associazione Liberi Agricoltori rivolge un appello alle istituzioni affinché venga affrontata con urgenza la crisi idrica in Sicilia attraverso interventi strutturali.
Tra le richieste avanzate figurano:

  • il collaudo delle dighe e dei sistemi di stoccaggio dell’acqua;
  • un piano straordinario di dragaggio degli invasi e manutenzione degli alvei;
  • il rifacimento degli adduttori per ridurre la dispersione della risorsa idrica.

Secondo l’associazione, senza infrastrutture efficienti diventa difficile sostenere settori economici strategici come l’agricoltura e il turismo. Per questo, concludono i Liberi Agricoltori, è necessario superare la gestione emergenziale e avviare una programmazione strutturata delle risorse idriche.

Decreto carburanti 2026: taglio delle accise e nuove misure contro i rincari

Il rincaro dei prezzi alla pompa di benzina ha rappresentato, nelle ultime settimane, una delle principali fonti di preoccupazione per le famiglie e le imprese italiane. In risposta alle crescenti tensioni internazionali e alle conseguenti fluttuazioni dei mercati petroliferi, il Governo ha varato il nuovo Decreto Carburanti. Approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 marzo 2026, questo provvedimento d’urgenza introduce un pacchetto di misure mirate a contenere i costi energetici, offrendo un sollievo immediato ai consumatori e ai settori produttivi più esposti. La misura centrale è rappresentata da un significativo taglio delle accise, accompagnato da un rafforzamento dei controlli per prevenire fenomeni speculativi lungo l’intera filiera distributiva.

Il Taglio delle accise: quanto si risparmia davvero

La disposizione più attesa e di maggiore impatto del nuovo decreto è senza dubbio la riduzione temporanea delle accise sui principali carburanti per autotrazione. A partire dal 19 marzo 2026, e per un periodo iniziale di venti giorni (fino al 7 aprile), gli automobilisti italiani beneficeranno di uno sconto diretto al distributore. Nello specifico, il provvedimento stabilisce una diminuzione di 25 centesimi di euro al litro per la benzina e il gasolio, mentre per il GPL la riduzione è fissata a 12 centesimi al chilogrammo. È importante sottolineare che questo taglio delle accise genera un effetto a cascata positivo, comportando anche una proporzionale riduzione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) applicata sul prezzo finale del carburante.

Questa manovra emergenziale mira a riportare i prezzi alla pompa a livelli più sostenibili, contrastando gli aumenti vertiginosi registrati in seguito all’acuirsi delle crisi geopolitiche, in particolare le tensioni nell’area mediorientale. Sebbene la durata iniziale della misura sia limitata a venti giorni, il Governo ha già anticipato che eventuali proroghe o ulteriori interventi strutturali saranno valutati attentamente alla luce delle decisioni che emergeranno dal prossimo Consiglio Europeo, dimostrando una volontà di adattare la strategia alle evoluzioni del mercato globale.

Misure anti-speculazione e trasparenza dei prezzi

Oltre all’intervento diretto sulla leva fiscale, il Decreto Carburanti introduce un rigoroso sistema di monitoraggio volto a garantire la massima trasparenza e a tutelare i consumatori da possibili pratiche commerciali scorrette. Il ruolo del Garante dei prezzi, operante presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), viene significativamente potenziato. Per i prossimi tre mesi, le compagnie petrolifere avranno l’obbligo stringente di comunicare e rendere pubblici i prezzi consigliati, i quali saranno sottoposti a una sorveglianza costante. Il mancato rispetto di tali obblighi di comunicazione comporterà l’applicazione di severe sanzioni amministrative.

Parallelamente, è stato istituito un meccanismo di controllo rafforzato che coinvolge attivamente la Guardia di Finanza, incaricata di effettuare verifiche capillari lungo l’intera filiera di distribuzione, dalle raffinerie fino ai singoli impianti di erogazione. Le Commissioni di allerta rapida sui prezzi si riuniranno con cadenza settimanale, ogni venerdì, per analizzare i dati raccolti e individuare tempestivamente eventuali anomalie o rincari ingiustificati. Inoltre, i cittadini avranno a disposizione strumenti digitali, come l’osservatorio online del MIMIT, per consultare quotidianamente i prezzi medi regionali e autostradali, favorendo così una scelta d’acquisto più consapevole e informata.

Sostegni mirati per autotrasporto e pesca

Il Governo ha riconosciuto che alcuni settori produttivi sono particolarmente vulnerabili alle oscillazioni del costo dell’energia. Per questo motivo, il decreto prevede misure di sostegno specifiche destinate all’autotrasporto e al settore ittico, comparti fondamentali per l’economia nazionale e, in particolar modo, per regioni a forte vocazione marittima e commerciale come la Sicilia. Per le imprese di autotrasporto merci per conto di terzi, è stato istituito un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta. Questa agevolazione andrà a compensare la maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, confrontata con i costi registrati nel mese di febbraio dello stesso anno.

Analogamente, il settore della pesca beneficerà di un importante paracadute finanziario. Le imprese ittiche potranno accedere a un credito d’imposta pari al 20% della spesa complessiva affrontata per l’approvvigionamento di carburante nel trimestre primaverile (marzo-maggio 2026). Queste misure mirate non solo offrono ossigeno ai bilanci aziendali messi a dura prova dai rincari, ma puntano anche a scongiurare il rischio che l’aumento dei costi logistici e operativi si traduca in un’ulteriore spinta inflazionistica sui beni di largo consumo, proteggendo così il potere d’acquisto delle famiglie.

L’Impatto sull’economia e le prospettive future

L’approvazione del Decreto Carburanti si inserisce in una più ampia strategia governativa volta a mitigare gli effetti delle crisi internazionali sull’economia domestica. I dati recenti mostrano che, nonostante le tensioni globali, l’Italia è riuscita a mantenere tassi di inflazione inferiori rispetto alla media dell’area euro, attestandosi all’1,6% nel 2025. Anche gli aumenti dei prezzi dei carburanti, pur sensibili, sono risultati più contenuti rispetto a quelli registrati in altri grandi Paesi europei come Germania e Francia. Tuttavia, la volatilità dei mercati energetici richiede un’attenzione costante e strumenti di intervento flessibili.

L’efficacia di queste nuove disposizioni dipenderà in larga misura dalla rapidità di applicazione e dal rigore dei controlli anti-speculazione. Mentre il taglio delle accise offre un beneficio immediato e tangibile, la vera sfida per il futuro sarà quella di sviluppare politiche energetiche strutturali capaci di ridurre la dipendenza del Paese dalle fluttuazioni dei mercati esteri. Nel frattempo, i consumatori e le imprese guardano con speranza a queste misure emergenziali, auspicando che possano rappresentare un argine efficace contro il caro vita e un sostegno concreto alla ripresa economica nazionale.

Conclusione

Il Decreto Carburanti 2026 rappresenta una risposta tempestiva e articolata a un’emergenza che rischiava di penalizzare pesantemente il tessuto economico e sociale italiano. Attraverso la combinazione di un taglio diretto delle accise, che garantisce un risparmio immediato di 25 centesimi al litro, e l’implementazione di rigorosi meccanismi di controllo sui prezzi, il Governo punta a tutelare il potere d’acquisto dei cittadini e la competitività delle imprese. I sostegni specifici per settori nevralgici come l’autotrasporto e la pesca dimostrano inoltre una particolare attenzione alle categorie più esposte. Resta ora da monitorare l’evoluzione dei mercati internazionali e l’efficacia dei controlli sul territorio, per valutare se queste misure temporanee saranno sufficienti o se si renderanno necessari ulteriori interventi strutturali nei prossimi mesi.

Fonte: Fiscoetasse.com, ANSA, Il Sole 24 Ore

“Deteneva quasi 900 grammi di droga”, in carcere quarantenne di Sciacca incensurato

Il controllo per strada e la prima droga che è saltata fuori. Poi la perquisizione domiciliare che ha consentito ai carabinieri di Sciacca di sequestrare circa 700 grammi di marijuana, oltre 100 grammi di hashish e pochi grammi di cocaina.

A finire in carcere un incensurato di 40 anni di Sciacca al quale sono stati sequestrati anche bilancini di precisione, coltelli e sostanza da taglio. Sequestrate dai carabinieri anche alcune migliaia di euro e materiale di confezionamento.

I carabinieri hanno fermato per strada l’indagato sequestrandogli qualche grammo di hashish. E’ la successiva perquisizione che ha consentito di recuperare la gran parte della sostanza stupefacente e tutto il resto.

Adesso si attende l’udienza di convalida dell’arresto e la decisione del giudice anche sulla misura cautelare. Per la seconda volta in pochi giorni i carabinieri, prima a Ribera e poi a Sciacca, con controlli per strada e successive perquisizioni domiciliari sono riusciti a sequestrare ingenti quantità di sostanze stupefacenti.

Il Liverpool travolge il Galatasaray 4-0 e vola ai quarti

LIVERPOOL (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Il Liverpool ribalta lo 0-1 di Istanbul e domina ad Anfield contro il Galatasaray, battuto per 4-0 nella sfida di ritorno degli ottavi di finale. Sono Szoboszlai, Ekitike, Gravenberch e Salah a mettere la firma sul passaggio di turno di Van Dijk e compagni. In avvio, Osimhen sembra sofferente a causa di un problema al polso che lo condiziona per tutta la prima frazione. Il match si sblocca al 25′ in favore dei reds. Mac Allister calcia un corner arretrato all’altezza del limite dell’area e Szoboszlai arriva di gran carriera, trafiggendo Cakir con un bel sinistro di prima intenzione che vale l’1-0. Al 33′, l’ungherese impegna ancora il portiere dalla distanza, costringendolo a una parata in tuffo. In pieno recupero, il solito Szoboszlai fa un’altra giocata decisiva procurandosi un rigore per atterramento di Jakobs. Dal dischetto si presenta Salah, che però calcia con sufficienza e si fa ipnotizzare dal portiere. L’egiziano e Wirtz si procurano una nuova doppia occasione a pochi istanti dalla chiusura, ma Cakir è abile a stoppare entrambi i suoi avversari nel giro di pochi secondi. Si va al riposo sull’1-0. Salah rimedia a un brutto primo tempo al 6′ della ripresa, quando impreziosisce una grande azione tutta di prima della sua squadra servendo un assist di prima intenzione a Ekitike, il quale arriva di gran carriera in area e infila Cakir per il 2-0 che ribalta completamente il risultato dell’andata. La macchina perfetta degli inglesi non si arresta e due minuti dopo arriva il tris. Salah va al tiro, Cakir respinge ma Gravenberch è il più lesto di tutti sulla ribattuta e firma il 3-0. Poco dopo, Singo firma una goffa autorete che viene poi annullata per un fuorigioco iniziale di Frimpong. Il poker arriva al 17′. Salah chiede e ottiene l’uno-due a Wirtz e indovina uno splendido mancino a giro dal limite su cui Cakir non può nulla. Cinque minuti dopo, l’egiziano centra una traversa e sfiora la doppietta personale. Il gioco si ferma poi per diversi minuti quando lo sfortunato Lang si procura un brutto taglio ed è costretto a uscire in barella. Il risultato non cambierà più, nonostante un gol di Mac Allister annullato in pieno recupero con qualche dubbio. Ai quarti di finale, il Liverpool sarà atteso da un imperdibile doppio confronto con il Paris Saint-Germain.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Kane e Luis Diaz trascinano il Bayern: 4-1 all’Atalanta

MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – L’avventura in Champions League dell’Atalanta si conclude con un’altra sconfitta: contro il Bayern Monaco finisce 4-1, per un totale complessivo di 10-2. I bergamaschi hanno provato a reggere l’urto, ma i tedeschi hanno giocato un’altra partita ai limiti della perfezione. Nel prossimo turno ci sarà la sfida contro il Real Madrid, i nerazzurri ripartiranno invece dal campionato, prima della sosta ci sarà la sfida casalinga di domenica contro il Verona. Palladino ha scelto di schierare una formazione comunque offensiva facendo però i calcoli sul match contro gli scaligeri. In attacco spazio a Scamacca, con De Ketelaere e Sulemana a supporto. Kompany ha dovuto fare a meno di Olise e Kimmich, entrambi squalificati, ma ha schierato comunque Harry Kane in attacco. I bavaresi hanno mantenuto il possesso palla sin dai primi istanti, i bergamaschi hanno subito il pressing infernale da parte di Goretzka e compagni, prima Guerreiro poi Pavlovic hanno chiamato in causa Sportiello soltanto nel primo quarto d’ora. La partita è cambiata al 24′ quando Bastien ha concesso un calcio di rigore ai padroni di casa dopo un fallo di mano di Scalvini (revisione al Var): Sportiello ha prima intuito il tiro di Kane, ma il penalty è stato ripetuto perchè il portiere atalantino non aveva almeno un piede sulla linea di porta al momento della battuta. Sulla seconda occasione l’attaccante inglese non ha fallito. L’Atalanta ha avuto un’ottima opportunità con Pasalic nel finale del primo tempo, ma Urbig – recuperato all’ultimo istante – ha deviato in corner il colpo di testa del croato.
Nella ripresa i padroni di casa hanno proseguito sulla stessa linea della prima frazione, al 9′ Kane si è inventato un gran gol difendendo il pallone su Hien e Sulemana, scaricando poi a rete un destro imparabile. Due minuti più tardi Karl, servito dal solito Luis Diaz, ha di fatto chiuso la partita. L’attaccante colombiano, al 25′ della ripresa, lanciato in contropiede, ha superato per la quarta volta Sportiello con un tocco sotto. A cinque minuti dal termine Samardzic, su sponda di Pasalic, ha trovato la rete del 4-1.
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All’Atletico Madrid basta l’andata: ko 3-2 in casa Tottenham ma quarti centrati

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Il risultato era già compromesso, dopo il 5-2 dell’andata, ma il Tottenham quantomeno esce a testa alta dalla Champions League. Nel ritorno degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid, gli Spurs giocano con convinzione e vincono 3-2. Inizia con un brivido la gara del Tottenham, visto che Lookman si vede annullare il vantaggio dei colchoneros, poi è dominio. Tel e Kolo Muani mandano in tilt la difesa dell’Atletico, ma Musso è reattivo e blocca tutto. Il gol però è nell’aria e arriva al 30′, ancora su uno spunto dell’ex Bayern: Tel mette in mezzo, Kolo Muani insacca di testa l’1-0. Vicario salva i suoi sulla reazione dell’Atletico Madrid, ma il Tottenham è in giornata: Tel sfiora il bis. La ripresa si apre subito col gol dei biancorossi, che incassano il pareggio al 47′: Lookman serve l’assist per Julian Alvarez, che colpisce perfettamente dal limite dell’area. L’argentino sfiora la doppietta, ma Vicario c’è, e il Tottenham non molla: Xavi Simons firma il nuovo vantaggio (52′). Pedro Porro e Dragusin sfiorano il tris del Tottenham, che però si spegne col passare dei minuti e vede sfumare definitivamente la rimonta.
Nell’ultima mezz’ora c’è in campo solo l’Atletico, mentre Tudor inizia a gestire le energie in vista del weekend in Premier League e di una gara che potrebbe rivelarsi decisiva per la sua panchina. Appena prima del triplo cambio che sostituisce tutti i migliori, inoltre, ecco il 2-2: lo sigla Hancko, lasciato solo dalla difesa degli Spurs, al 76′. C’è però spazio per un’ultima emozione, griffata Tottenham: il neoentrato Gimenez stende Simons, che non sbaglia dal dischetto al 91′. Finisce dunque 3-2 per gli Spurs, che reclamano un altro penalty nell’assalto finale ed escono di scena. Avanza dunque l’Atletico Madrid, che sfiderà il Barcellona nei quarti di finale. Sarà derby, dunque, tra le formazioni spagnole.
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Il Newcastle dura un tempo, poi il Barça dilaga e vola ai quarti di Champions

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Goleada Barcellona nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, con la squadra di Flick che batte 7-2 il Newcastle e, dopo l’1-1 di St. James’ Park, conquista la qualificazione ai quarti. Doppiette per Raphinha e Lewandwski, in gol anche Yamal, Bernal e Fermin Lopez, vane le due reti di Elanga sponda Magpies.
Bastano sei minuti al Barcellona per passare in vantaggio, col cambio di passo di Yamal che serve Fermin Lopez, bravo ad aspettare Raphinha che è libero di battere Ramsdale col mancino. Strada apparentemente in discesa per i catalani, che però tengono la loro linea difensiva troppo alta e concedono al 15′ la palla del pari agli inglesi: fuga di Hall sulla sinistra e assist sulla corsia opposta per Elanga, freddo a infilare Joan Garcia e siglare l’1-1. La partita è viva e il Barcellona torna subito in vantaggio, grazie al calcio piazzato battuto da Raphinha e appoggiato da Gerard Martin sui piedi di Bernal che deve solo spingere in rete. Nuovo vantaggio Barça che dura però soli dieci minuti, perchè la squadra di Howe fa male ancora dalla fascia sinistra, stavolta con il cross di Barnes per il tap-in vincente di Elanga. Doppietta per lo svedese e 2-2 al Camp Nou. Finale di primo tempo in cui il Barcellona prima spreca qualcosa ma poi riesce a tornare avanti, con Yamal che realizza il rigore assegnato nel recupero per fallo di Trippier su Raphinha. Finisce così il primo tempo, con il Barcellona che rientra in campo e dopo sette minuti realizza anche il 4-2: filtrante di Raphinha che apre il campo a Fermin Lopez, freddo nel battere ancora Ramsdale. Blaugrana che non si fermano e tra il 56′ e il 61′ segnano altri due gol, entrambi con Lewandowski, che colpisce prima di testa su corner e poi di destro sull’imbeccata di Yamal. Qualificazione ipotecata sponda Barcellona, ma conto dei gol ancora aperto, con Ramsey che sbaglia il retropassaggio e consegna a Raphinha il pallone del definitivo 7-2. Blaugrana avanti, aspettando una fra Atletico Madrid e Tottenham.
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Webuild e Circolo Canottieri Aniene, riprende il viaggio di Caterina Banti

ROMA (ITALPRESS) – Il Circolo Canottieri Aniene – in stretta comunione con il Gruppo Webuild, suo storico partner per le attività nel settore della vela olimpica – manifesta “grande gioia e profonda soddisfazione per l’ufficialità della sperata notizia appena data da Caterina Banti e Ruggero Tita di riprendere e continuare in coppia il loro viaggio a bordo della classe Nacra”. Meta del viaggio – avversari e destino permettendo – Los Angeles 2028. Caterina Banti, socia onoraria ed atleta del CC Aniene, e Ruggero Tita, socio per meriti sportivi del CC Aniene ed atleta delle Fiamme Gialle, hanno già all’attivo del loro sodalizio sportivo due ori olimpici, nei Giochi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024, quattro titoli mondiali e quattro titoli europei. CC Aniene e Webuild – nel rispetto delle linee tecniche previste dai programmi degli atleti e da quelli della Federvela e del CONI – saranno al fianco di Caterina Banti (e del suo fare equipaggio con Ruggero Tita) nel cercare di creare le condizioni migliori per portare a compimento un progetto di assoluta straordinarietà non solo sportiva.
-foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

Pesca, arriva un sostegno con il credito di imposta al 20% sui carburanti

Il consiglio dei ministri ha approvato un nuovo pacchetto di misure a sostegno di famiglie e imprese, includendo interventi mirati per il settore della pesca, colpito dall’aumento dei costi energetici.

Tra i provvedimenti principali un credito d’imposta del 20% sull’acquisto di carburante destinato alle imprese ittiche, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro. La misura coprirà le spese sostenute nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.

“A partire da domani le nostre marinerie, i nostri pescatori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a far lavorare le imbarcazioni”, ha commentato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese ittiche che sui cittadini che potranno continuare a scegliere cibo di qualità senza ulteriori aumenti derivanti dall’aumento dei costi di produzione sopportati dai pescatori”.

Dal settore arrivano segnali di apprezzamento, ma anche richieste di ulteriori interventi a livello territoriale.

“Considero un primo passo, molto positivo, quello del governo nazionale”, ha commentato Calogero Bono, direttore cooperativa Madonna del Soccorso di Sciacca. “Adesso ci aspettiamo un sostegno concreto da parte della Regione – aggiunge – del quale speriamo di avere notizia in occasione dell’incontro con l’assessore Sammartino che si svolgerà con ogni probabilità il 25 marzo”. 

Bono oggi è rimasto in contatto per tutta la giornata con il senatore Patrizio La Sottosegretario con delega alla pesca.

Ventuno milioni per rilanciare l’aeroporto di Trapani Birgi

Ventuno milioni di euro per tentare il rilancio dello scalo “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi. È la cifra che la Regione siciliana è pronta a investire nel triennio 2026-2028, con sette milioni l’anno destinati a incentivare nuove rotte aeree, nazionali e internazionali.

La giunta regionale ha approvato uno schema di convenzione tra l’assessorato al Turismo e Airgest, società che gestisce lo scalo e di cui la Regione è azionista di maggioranza. L’obiettivo è portare a Birgi almeno 3,3 milioni di passeggeri in tre anni, con un tetto massimo fissato a 3,7 milioni.

Numeri ambiziosi per un aeroporto che negli ultimi anni ha sofferto la riduzione dei collegamenti. La convenzione prevede una clausola di salvaguardia che in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi, è prevista una restituzione proporzionale dei fondi pubblici.

“Con questo investimento – dice il presidente della Regione, Renato Schifani – dimostriamo la volontà concreta di rafforzare il posizionamento competitivo dello scalo ‘Vincenzo Florio’ e tradurlo in crescita economica. Più voli vuol dire più turisti, più presenze, più occupazione: praticamente un moltiplicatore di ricchezza. Potenziare gli scali minori è una scelta precisa di questo governo: a Comiso abbiamo già destinato risorse per lo sviluppo dell’aeroporto e per l’area cargo, abbiamo investito sulla continuità territoriale e anche sul potenziamento delle rotte. Con Trapani Birgi aggiungiamo un altro tassello a questa strategia, con la stessa visione di sviluppo che negli anni darà risultati concreti per l’economia e il turismo dell’intera Isola”.

Il provvedimento ha già ottenuto il via libera degli assessorati regionali dell’Economia e delle Infrastrutture. Il prossimo passaggio è l’esame da parte della Commissione legislativa dell’Ars, prima della sottoscrizione definitiva.

Il piano su Birgi si inserisce in una strategia più ampia. Nel Ragusano, lo scalo “Pio La Torre” di Aeroporto di Comiso è al centro di un investimento da 47 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione, destinato soprattutto al potenziamento dell’area cargo. Il progetto è attualmente in valutazione al ministero dell’Ambiente, dopo il via libera dell’Unione europea.

Sul fronte delle rotte, per Comiso è già attiva una convenzione separata da tre milioni l’anno per il triennio 2025-2027, con una prima tranche da 750 mila euro già erogata.