Sciacca, riaperta via del Pellegrinaggio dopo i lavori

È stata restituita alla città via del Pellegrinaggio, importante arteria stradale di Sciacca che negli ultimi anni era divenuta impraticabile a causa dei danni provocati dal violento nubifragio del 2016.
Con la conclusione dei lavori di riqualificazione, l’amministrazione comunale ha riportato alla piena fruibilità un collegamento viario ritenuto strategico per la mobilità del territorio.

L’intervento ha consentito di ripristinare la viabilità lungo l’intero tratto stradale, ristabilendo anche il collegamento tra la Strada Statale 115 e la contrada Isabella, con benefici per residenti e automobilisti che utilizzano quotidianamente questa arteria.

Riqualificazione di via del Pellegrinaggio

Secondo quanto comunicato dal sindaco Fabio Termine, l’amministrazione ha deciso di affrontare e risolvere definitivamente la criticità legata a via del Pellegrinaggio, accogliendo anche la proposta avanzata da alcuni consiglieri comunali di opposizione.
L’intervento è stato realizzato con l’obiettivo di restituire sicurezza e funzionalità a una strada che, dopo l’evento meteorologico del 2016, era rimasta fortemente compromessa.

L’intervento da 300 mila euro

I lavori hanno previsto un investimento complessivo di 300 mila euro, con un progetto sviluppato dall’amministrazione comunale fino al completamento dell’opera.
Nel dettaglio, i lavori su via del Pellegrinaggio hanno riguardato diversi aspetti della viabilità e della sicurezza stradale. Tra gli interventi realizzati:
rifacimento del manto stradale
regimentazione delle acque attraverso l’installazione di caditoie per la raccolta delle acque bianche
realizzazione di cunette per lo scolo delle acque piovane
installazione della pubblica illuminazione lungo tutto il tratto interessato
Si tratta di opere che mirano a prevenire ulteriori criticità legate al deflusso delle acque e a migliorare la sicurezza complessiva della strada.

Viabilità a Sciacca: gli interventi dell’amministrazione

Il sindaco ha inoltre ricordato come la viabilità di Sciacca presenti criticità che si trascinano da decenni. Proprio per questo motivo, negli ultimi tre anni e mezzo l’amministrazione ha avviato una serie di interventi su diverse arterie cittadine.
L’obiettivo, secondo quanto dichiarato, è continuare a intervenire con determinazione per migliorare la rete viaria del territorio e risolvere progressivamente le problematiche più rilevanti.

La riqualificazione di via del Pellegrinaggio si inserisce dunque in un percorso più ampio che punta a rendere più sicuri e funzionali i collegamenti stradali della città, restituendo infrastrutture fondamentali alla comunità locale.

Vigili del fuoco spengono un rogo di rifiuti speciali, uomo li aggredisce con una spranga

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Castelvetrano hanno arrestato un 43enne del posto per violenza, minaccia e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Una squadra del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Castelvetrano, era intervenuta per domare un rogo di rifiuti speciali su un terreno in un’area popolare di quel centro abitato.

Ma un uomo residente nella zona, raggiungeva i Vigili del Fuoco dapprima chiedendo perché fossero intervenuti, per poi aggredirli con calci pugni e una spranga di ferro minacciandoli di morte.

Un equipaggio del Nucleo Radiomobile prontamente intervenuto, riusciva a bloccare e disarmare il 43enne che veniva tratto in arresto.

Uno dei Vigile del Fuoco aggrediti e’ stato accompagnato al pronto soccorso, dove riceveva le cure mediche necessarie per le varie lesioni riportate a seguito dell’aggressione, giudicate guaribili in 10 giorni.

A seguito dell’udienza di convalida dell’arresto, al 43enne è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Rinnovo delle cariche del Consiglio notarile: Claudia Gucciardo confermata presidente

Si è concluso il rinnovo delle cariche del Consiglio notarile dei Distretti riuniti di Agrigento e Sciacca. Le elezioni si erano svolte lo scorso 27 febbraio presso la sede del Consiglio, mentre il 13 marzo i componenti eletti hanno proceduto all’assegnazione degli incarichi per il triennio 2026–2029.

Alla guida del Consiglio è stata confermata Claudia Gucciardo, già presidente dal 2016.

Nel ruolo di segretario è stata nominata Calogera Gagliano, mentre la carica di tesoriere è stata affidata a Giuseppe Fanara.

Completano il Consiglio, in qualità di consiglieri, i notai Matteo Borsellino, Valentina Fazio, Gerlando Montante e Maria Orlando.

In esercizio ad Agrigento dal 1999, Gucciardo ha maturato una lunga esperienza all’interno del Consiglio notarile, ricoprendo per anni il ruolo di segretario prima di assumerne la presidenza, raccogliendo il testimone proprio da Fanara.

Il Distretto notarile riunito di Agrigento e Sciacca comprende l’intero territorio provinciale e conta attualmente 23 notai, con una presenza equilibrata tra uomini e donne e una significativa componente giovane: quattro professionisti si sono infatti iscritti negli ultimi tre anni. Un’area vasta e articolata, che richiede servizi capillari e altamente qualificati.

Accanto all’attività tradizionale, il notariato locale si avvale di strumenti tecnologici avanzati per interfacciarsi con la pubblica amministrazione – tra cui Agenzia delle Entrate, Uffici del Territorio, Camere di Commercio e Tribunali – e per offrire servizi efficienti all’utenza.

Particolare rilievo assume anche l’attività di tutela dei soggetti fragili. Le recenti competenze attribuite ai notai consentono infatti di autorizzare atti a favore di minori, persone incapaci o beneficiari di amministrazione di sostegno, oltre alla riabilitazione dei debitori protestati. Funzioni che contribuiscono a ridurre il carico dei Tribunali e a rafforzare il principio di sussidiarietà nella giustizia non contenziosa.

“Numerose sono state e saranno le iniziative promosse dal Distretto notarile – dichiara la presidente Gucciardo – tra convegni, mostre, seminari, sportelli gratuiti di ascolto e presentazioni di guide informative elaborate dagli organi istituzionali del notariato e diffuse a livello locale. Tra i progetti in programma, anche un convegno annuale in collaborazione con altri ordini professionali ed enti pubblici e privati, dedicato al ruolo sociale del notariato e delle libere professioni”.

Un nuovo mandato che si preannuncia impegnativo, con l’obiettivo di rafforzare sempre più la funzione sociale della professione notarile, in costante dialogo con il territorio.

Arrestato mentre spaccia, per sfuggire ai carabinieri lancia contro lo scooter

Un uomo di 44 anni, originario di Palermo e già destinatario di un avviso orale, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Palermo Crispi.

Le accuse a suo carico sono spaccio e detenzione di droga, oltre che di resistenza e violenza nei confronti di pubblico ufficiale.

L’intervento è avvenuto nel quartiere Libertà, durante un servizio di pattugliamento del territorio.

I militari, posizionati nei pressi di Piazza Don Bosco, hanno notato il 44enne mentre effettuava una cessione di sostanza stupefacente a un cliente, ricevendo in cambio del denaro che ha subito nascosto in tasca.

Subito dopo lo scambio, l’acquirente è stato visto consumare la dose sul posto, probabilmente per verificarne la qualità.

Alla vista dei Carabinieri, il compratore è riuscito a fuggire a bordo della propria auto, facendo perdere le proprie tracce tra le strade della zona.

Diverso l’esito per il presunto spacciatore che, nel tentativo di sottrarsi al controllo, ha lanciato il proprio scooter contro uno dei militari.

Il gesto non ha avuto conseguenze grazie alla rapidità di reazione dell’operante, che è riuscito a evitare l’impatto.

Bloccato poco dopo, l’uomo è stato sottoposto a perquisizione: addosso aveva altre due dosi di hashish e 194 euro in contanti, ritenuti frutto dell’attività illecita. Sostanza e denaro sono stati sequestrati.

L’arresto è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.

I lavori al viadotto Cansalamone, a fine marzo uomini e mezzi nel cantiere


E’ ancora nella fase della definizione delle pratiche per l’immissione in possesso dei terreni l’iter riguardante l’intervento risolutivo della stabilità del viadotto Cansalamone a Sciacca. Entro fine marzo 2026, secondo quanto fanno sapere della Struttura per il contrasto idrogeologico, entreranno in funzione nel cantiere uomini e mezzi.

I lavori sono stati aggiudicati al Consorzio stabile valori Scarl di Roma, in ragione di un ribasso del 27,9 per cento e per un importo di 6,8 milioni di euro. Gli interventi avranno una durata di 18 mesi mesi che vengono mantenuti nonostante sia già trascorso qualche mese dalla consegna dei lavori e dalla presentazione al Comune di Sciacca.

La chiusura del viadotto Cansalamone, ormai da 11 anni, ha spaccato in due la città causando gravi danni anche alle attività commerciale ed artigianali che operano nelle contrade Foggia, Carbone e San Marco.

Il viadotto, costruito alla fine degli anni Sessanta, ha subito nel tempo un degrado progressivo che le opere effettuate nel 1999 non riuscirono ad arginare. La conseguenza fu la chiusura al transito veicolare con tutti i problemi che ne scaturirono.

Previsti il consolidamento delle fondazioni, il rifacimento della piastra di appoggio e dei giunti e il ripristino dei cosiddetti freni sismici. Seguirà il rifacimento dell’intera pavimentazione stradale e le misure idonee alla sistemazione idraulica dell’omonimo torrente che scorre sotto la grande struttura in cemento armato, la rimozione dei materiali ammalorati e la costruzione di una nuova armatura.

Assalto con fumogeni al centro commerciale Ciclope di Acireale: razziata una gioielleria

Momenti di panico ieri sera al centro commerciale “Ciclope” di Acireale, dove due rapinatori, con il volto coperto da maschere di carnevale, hanno messo a segno un colpo all’interno di una gioielleria.

Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero lanciato tre fumogeni per creare confusione tra i presenti, quindi, armati di una mazza, hanno infranto la vetrina del negozio, impossessandosi di preziosi e orologi.

Subito dopo si sono dati alla fuga a bordo di una moto, facendo perdere le proprie tracce.

Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, che hanno avviato i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per risalire all’identità dei due rapinatori. In corso la quantificazione del bottino.

Affitti brevi 2026: nuove regole su cedolare secca, CIN e controll

Il 2026 segna un punto di svolta per il mercato degli affitti brevi in Italia. Dal 1° gennaio sono entrate in vigore nuove regole fiscali e normative che cambiano radicalmente la gestione delle locazioni turistiche. L’obiettivo del legislatore è duplice: da un lato contrastare l’evasione fiscale attraverso una maggiore tracciabilità, dall’altro regolamentare un settore in forte espansione. Tra le novità più rilevanti spiccano la rimodulazione delle aliquote della cedolare secca, l’obbligo del Codice Identificativo Nazionale (CIN) e l’intensificazione dei controlli da parte della Guardia di Finanza. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per i proprietari di immobili.

Cedolare secca: le nuove aliquote al 21% e 26%

La modifica più impattante dal punto di vista fiscale riguarda l’applicazione della cedolare secca. Fino allo scorso anno, l’aliquota agevolata del 21% si applicava indistintamente fino a quattro immobili destinati alla locazione breve. Con la nuova Legge di Bilancio 2026, il sistema diventa progressivo. L’aliquota del 21% viene mantenuta esclusivamente per il primo immobile affittato per brevi periodi. A partire dal secondo immobile, e fino al quarto, l’aliquota sale automaticamente al 26%.

Una novità importante riguarda la dichiarazione dei redditi (Modello 730/2026): il contribuente ha la facoltà di scegliere su quale immobile applicare l’aliquota più vantaggiosa del 21%. Il sistema dell’Agenzia delle Entrate è impostato per attribuire automaticamente la cedolare più bassa all’immobile che ha generato l’importo più elevato, ottimizzando così il risparmio fiscale. Resta invariato il limite strutturale: destinare agli affitti brevi più di quattro appartamenti configura automaticamente l’esercizio di attività d’impresa, facendo scattare l’obbligo di apertura della Partita IVA.

Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) diventa obbligatorio

Il secondo pilastro della riforma è la tracciabilità degli immobili attraverso il Codice Identificativo Nazionale (CIN), istituito dalla Legge n. 191/2023. Questo codice sostituisce i vecchi codici regionali (CIR) e crea un registro unico nazionale. Ogni struttura ricettiva extralberghiera deve essere iscritta alla Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo per ottenere il proprio CIN.

L’obbligo di esposizione del CIN è rigoroso e si articola su due livelli. Fisicamente, il codice deve essere esposto in modo leggibile all’esterno dello stabile (sulla targa o sul citofono). Digitalmente, deve essere inserito in ogni annuncio online, comprese le piattaforme OTA come Airbnb e Booking.com. Le piattaforme hanno già implementato sistemi automatici che oscurano o rimuovono gli annunci privi di un CIN valido. Chi non si adegua rischia sanzioni amministrative pesanti, che variano da 800 a 8.000 euro per ogni singolo immobile irregolare.

Direttiva DAC7 e controlli della Guardia di Finanza

Sul fronte dei controlli, il 2026 introduce un livello di trasparenza senza precedenti grazie all’applicazione della Direttiva europea DAC7. Questa normativa obbliga i portali di prenotazione a trasmettere automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai guadagni degli host. Vengono comunicati gli importi percepiti, i dati catastali degli immobili, il numero di notti affittate e le coordinate bancarie. Di fatto, ogni entrata generata dagli affitti brevi è già nota al Fisco prima ancora della dichiarazione dei redditi.

Parallelamente, la Guardia di Finanza ha inserito nel proprio piano operativo 2026 un’intensificazione dei controlli nel settore ricettivo. Le verifiche si baseranno sull’incrocio dei dati tra Ministero del Turismo, Agenzia delle Entrate e piattaforme online. L’obiettivo è scovare non solo chi evade totalmente le imposte, ma anche chi elude l’obbligo di Partita IVA gestendo più di quattro immobili o chi non rispetta le normative sulla sicurezza.

Obblighi di sicurezza e identificazione degli ospiti

La normativa 2026 non si limita agli aspetti fiscali, ma impone anche precisi adeguamenti fisici per la sicurezza degli immobili. Ogni appartamento destinato agli affitti brevi deve essere obbligatoriamente dotato di rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio. Inoltre, è richiesta l’installazione di almeno un estintore portatile ogni 200 metri quadri. L’assenza di questi dispositivi comporta sanzioni da 600 a 6.000 euro.

Infine, resta centrale l’obbligo di identificazione degli ospiti previsto dall’articolo 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Le generalità degli alloggiati devono essere comunicate alla Questura tramite il Portale Alloggiati Web entro 24 ore dall’arrivo. La normativa è severa su questo punto: l’identificazione deve essere certa. Inviare la foto del documento via WhatsApp non è considerato un metodo legalmente valido. La mancata o falsa identificazione espone il proprietario a conseguenze penali, con il rischio di arresto fino a tre mesi e la sospensione dell’attività.

Fonti: OKHome – Normativa affitti brevi 2026Il Sole 24 Ore – Nel 730 importi distinti per CIN

Sei anni di chiusura dell’Antiquarium Monte Kronio e ombre sui reperti, interrogazione di La Vardera

Dopo oltre sei anni di chiusura senza una riapertura stabile, torna al centro del dibattito politico la vicenda dell’Antiquarium di Monte Kronio.

Il deputato regionale Ismaele La Vardera ha presentato un’interrogazione urgente rivolta al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore ai Beni culturali per fare luce su ritardi, gestione dei lavori e destino dei reperti archeologici.

Situato presso le Stufe di San Calogero, sulla sommità del Monte Kronio, l’Antiquarium raccoglie materiali di epoca preistorica e storica di grande valore scientifico.

La struttura è chiusa dal 1° gennaio 2020 per interventi di riqualificazione che, inizialmente, avrebbero dovuto concludersi nel giro di sei mesi. Tuttavia, a oggi, non risulta ancora una riapertura regolare al pubblico.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il progetto sarebbe stato avviato solo dopo la chiusura e coprirebbe solo parte dei costi complessivi.

Restano dubbi sulla disponibilità effettiva delle risorse necessarie al completamento dei lavori e, soprattutto, sulle ragioni che continuano a impedire la riapertura.

A preoccupare ulteriormente è la questione dei reperti archeologici: molti di quelli un tempo esposti non sarebbero più presenti nella struttura, senza che vi sia chiarezza sulla loro attuale collocazione o sulle condizioni di conservazione. Un aspetto che solleva interrogativi sulla tutela e sulla fruizione pubblica di beni di proprietà collettiva.

Nel mirino anche la gestione da parte del Parco Archeologico della Valle dei Templi, più volte intervenuto con annunci di riapertura mai concretizzati, alimentando il malcontento tra cittadini e associazioni locali.

Per La Vardera, la vicenda rappresenta “un esempio emblematico di inefficienza nella gestione del patrimonio culturale pubblico”, con ripercussioni non solo sull’identità culturale della comunità di Sciacca ma anche sull’economia turistica del territorio.

L’interrogazione chiede chiarimenti su più fronti: dalla conoscenza dello stato attuale dei lavori alle risorse stanziate, dagli atti amministrativi di riferimento fino alla verifica sulla localizzazione dei reperti. Viene inoltre sollecitata l’adozione di misure urgenti per garantire una riapertura stabile e non limitata a eventi occasionali.

Tra le proposte del leader di Controcorrente anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento regionale tra gli enti coinvolti, per assicurare maggiore trasparenza, efficienza e responsabilità nella gestione di un sito considerato di rilevanza strategica per l’intera Sicilia.

I consiglieri comunal Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò rimarcano l’assenza di qualsiasi riscontro ufficiale da parte dell’Amministrazione comunale.
Un silenzio che desta forte preoccupazione, considerata la rilevanza delle questioni sollevate: dal
ritardo ormai pluriennale nella riapertura della struttura, alla mancanza di chiarezza sul
completamento dei lavori, fino alla sorte
all’interno dell’Antiquarium.
I due, inoltre sollecitano l’adozione di misure concrete e immediate per garantire la riapertura stabile dell’Antiquarium, ponendo fine a una chiusura che si protrae dal 2020 e che sta causando un evidente danno culturale, turistico ed economico alla città di Sciacca.
“La vicenda dell’Antiquarium del Monte Kronio rappresenta un caso emblematico di gestione
inefficiente del patrimonio culturale pubblico – si legge nell’intervento – ed è necessario ristabilire
trasparenza, responsabilità e rispetto nei confronti della comunità.”
Si auspica ora un rapido intervento delle istituzioni regionali affinché venga finalmente restituito alla
città un bene di primaria importanza, garantendone piena fruizione e valorizzazion

Carburante alterato ad un distributore di Licata, sequestrati più di 9 mila litri di carburante

Il gasolio distribuito era alterato: lo hanno scoperto i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Agrigento ad un impianto di Licata

Si tratta di più di 9 mila litri di gasolio non conforme alle norme scoperto nell’ambito delle attività di controllo contro le frodi nel settore dei prodotti.

I finanzieri agrigentini ha condotto un’attenta analisi del territorio mirata a verificare sia la qualità dei carburanti immessi in consumo sia il corretto assolvimento delle imposte effettuando campionamenti del prodotto, successivamente sottoposti ad analisi.

Il gasolio, in particolare presentava un punto di infiammabilità inferiore rispetto ai limiti previsti dalla normativa, elemento che ha fatto scattare ulteriori verifiche.

Secondo quanto ricostruito, l’anomalia sarebbe riconducibile a una miscelazione illecita con altre sostanze tra cui solventi, benzine o oli vegetali esausti.

Il pm non replica e nel processo “Mafia dei Pascoli” a 5 margheritesi si va a sentenza


Si avvicina la sentenza nel processo sulla cosiddetta “Mafia dei Pascoli” con imputati 5 margheritesi che vengono giudicati con il rito abbreviato davanti al gup di Palermo Carmen Salustro. Il pm della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, non ha replicato dopo le discussioni delle difese che avevano chiesto l’assoluzione per gli imputati.

L’accusa è di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso, a carico di Pietro e Giovanni Campo, di 73 e 34 anni. Per il primo la richiesta è stata di 7 anni e 4 mesi e per il secondo di 6 anni e 4 mesi. Per Piero Guzzardo, di 46 anni, chiesti 9 anni. Il pm ha chiesto 7 anni e 8 mesi per Pasquale Ciaccio, di 59 anni, e 6 anni e 4 mesi per Domenico Bavetta, di 42.

Impegnati nel processo gli avvocati gli avvocati Carmelo Carrara per i Campo e per Pasquale Ciaccio. Quest’ultimo è difeso anche dall’avvocato Antonino Augello. E poi Giuseppe Giambalvo e Giuseppe Oddo per Piero Guzzardo e Piero Abate per Bavetta.

Il processo scaturisce dall’attività condotta dallo Sco, dalla Sisco di Palermo e dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo che avrebbe permesso di ipotizzare il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali nei territori di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia. Nella prossima udienza è prevista la sentenza.