Mamma e figlia neonata giù da un balcone a Messina, grave la piccola di 3 mesi

Una donna di 40 anni e la figlia neonata di tre mesi sono precipitate dal primo piano di un complesso di una frazione di Messina.

A dare l’allarme una vicina di casa. Sul posto agenti della Polizia e della Scientifica che stanno cercando di ricostruire la dinamica.

I soccorsi del 118 sono immediatamente scattati, la madre e la bimba sono state trasportate in codice rosso al Policlinico.

Sono soprattutto critiche le condizioni della piccola, ricoverata in Terapia intensiva pediatrica.

La neonata e’ la primogenita di una coppia di quarantenni, lei casalinga e lui operaio in una ditta di cancelli elettronici.

Secondo le prime notizie, la coppia non aveva particolari problemi e l’ipotesi più avvalorata e’ che la donna soffrisse di depressione forse post parto.

Marco Gaudio di Sciacca vince il premio della giuria popolare al Conad Jazz Contest

Il saccense Marco Gaudio, 24 anni, ha conquistato il pubblico del Conad Jazz Contest 2025 insieme al suo gruppo, il Vincenzo Capuano 4et, aggiudicandosi il premio della giuria popolare grazie a un imponente sostegno di voti online: ben 9314 preferenze.

Il concorso, promosso da Conad in collaborazione con la Fondazione Umbria Jazz, rappresenta una delle principali vetrine italiane per i giovani musicisti jazz under 28. Ogni anno offre l’opportunità a formazioni emergenti di esibirsi sul prestigioso palco di Umbria Jazz, ricevere borse di studio e intraprendere un percorso di crescita professionale nel mondo della musica.

Marco Gaudio ha preso parte alla competizione con il quartetto formato da Vincenzo Capuano, Andrea Sampino, Gaspare La Sala e lui stesso al contrabbasso.

“Con immenso piacere possiamo ufficialmente comunicare che abbiamo vinto il premio della giuria popolare al Conad Jazz Contest con un risultato incredibile di 9314 voti espressi in nostro favore”, ha scritto Gaudio in un post.

“Questo traguardo ci assicura la partecipazione alla finale del contest ad Umbria Jazz nel periodo di luglio ed un buono da utilizzare per la registrazione di un album. Inutile dire che senza il supporto di tutti voi questo risultato sarebbe stato assolutamente impossibile e ci teniamo a ringraziare ognuno di voi per il fondamentale contributo”, ha aggiunto.

Il giovane musicista ha voluto infine ringraziare il pubblico per il sostegno ricevuto: “Grazie, grazie, grazie a tutti da parte mia, di Vincenzo Capuano, Andrea Sampino e Gaspare La Sala”.

Pronto soccorso, attese eccessive: quando si può chiedere il risarcimento per danni

Se il ritardo al pronto soccorso provoca un peggioramento delle condizioni di salute, il paziente può ottenere un risarcimento. Ecco in quali casi, quali prove sono necessarie e quali danni possono essere riconosciuti.

Le lunghe ore di attesa nei pronto soccorso italiani sono una realtà sempre più diffusa, ma quando queste comportano un danno concreto alla salute del paziente, è possibile far valere i propri diritti e chiedere un risarcimento. La responsabilità della struttura sanitaria può essere accertata se il ritardo ha causato un peggioramento clinico evitabile.

Il diritto alla salute e l’obbligo di prestazioni tempestive

L’articolo 32 della Costituzione italiana tutela la salute come diritto fondamentale. Da questo principio deriva l’obbligo, per le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate, di garantire prestazioni rapide, in particolare nei contesti di emergenza. Il sistema di triage, che classifica i pazienti in base alla gravità clinica, stabilisce tempi di intervento differenziati. Il mancato rispetto di tali tempi può configurare una responsabilità civile della struttura.

Cosa prevede la normativa

Il Decreto Ministeriale n. 70 del 2 aprile 2015 definisce gli standard minimi organizzativi per ospedali e pronto soccorso. Le strutture sanitarie devono assicurare:

  • Personale sufficiente e qualificato;
  • Strumenti diagnostici adeguati;
  • Tempi di intervento proporzionati al codice triage assegnato;
  • Organizzazione efficace dei flussi di accesso.

Quando questi requisiti non vengono rispettati e il ritardo causa un danno, il paziente può agire legalmente.

Quando scatta la responsabilità

Non ogni attesa costituisce un illecito. Tuttavia, se il tempo di attesa supera quanto previsto per il codice assegnato (soprattutto in presenza di codici gialli o rossi) e ciò provoca un peggioramento dello stato clinico, si può configurare una responsabilità per negligenza o disorganizzazione.

Affinché ci sia risarcimento, devono sussistere:

  • Un ritardo o una condotta omissiva;
  • Un danno concreto alla salute;
  • Un nesso causale tra il ritardo e il danno subito.

Il ruolo del triage

Il triage assegna un codice colore in base alla gravità:

  • Rosso: emergenza vitale;
  • Giallo: urgenza con rischio;
  • Verde: urgenza differibile;
  • Bianco: non urgenza.

Se il trattamento non avviene nei tempi previsti per il codice assegnato e si verificano conseguenze gravi, la responsabilità della struttura può essere riconosciuta in sede civile.

Chi può chiedere il risarcimento

Il risarcimento può essere richiesto:

  • Dal paziente danneggiato;
  • Dai familiari, in caso di morte o gravi conseguenze (coniuge, figli, genitori).

La responsabilità ricade sull’intera struttura sanitaria (pubblica o convenzionata), in quanto titolare del servizio e responsabile dell’organizzazione e del personale.

Le prove da presentare

Per ottenere il risarcimento è necessario documentare:

  • Data e ora di accesso al pronto soccorso;
  • Codice triage assegnato;
  • Cartella clinica completa;
  • Referti diagnostici;
  • Tempi di attesa effettivi;
  • Relazioni medico-legali che certifichino il nesso tra ritardo e danno.

In caso di gravi lesioni o decesso, possono essere utili anche valutazioni di tipo psicologico o perizie tecniche.

Danni risarcibili

In caso di accertata responsabilità, possono essere risarciti:

  • Danno biologico: peggioramento fisico o invalidità;
  • Danno morale: sofferenza psicologica;
  • Danno patrimoniale: spese mediche, perdita di reddito;
  • Danno esistenziale: compromissione della qualità della vita.

In caso di decesso, i familiari possono richiedere anche il danno da perdita del rapporto parentale.

Prescrizione: entro quanto tempo si può agire

  • 10 anni per la responsabilità contrattuale (legata al rapporto tra paziente e struttura);
  • 5 anni per la responsabilità extracontrattuale (illecito civile).

Calogero Tulone premiato al Memorial Roccazzella

È stato assegnato a Calogero Tulone il primo premio “Roccazzella”, riconoscimento voluto dalla società Volley Club Sciacca e istituito in memoria di Nino Roccazzella, storico dirigente e tecnico scomparso nel 2012. La premiazione si è svolta nell’ambito della tredicesima edizione del memorial a lui dedicato.

Tulone, palleggiatore classe 1998 cresciuto proprio sotto la guida di Roccazzella, è stato protagonista di una stagione da incorniciare con la Romeo Sorrento, con la quale ha conquistato la promozione in serie A2 e la Coppa Italia di serie A3. Riconosciuto come miglior giocatore della SuperCoppa di categoria, l’atleta saccense ha saputo imporsi a livello nazionale, diventando il principale rappresentante del volley locale dopo il ritiro di Federico Marretta.

Il premio “Roccazzella”, che da quest’anno sarà conferito a figure che hanno segnato la storia sportiva di Sciacca, riconosce a Tulone non solo il valore tecnico, ma anche il percorso umano e sportivo iniziato proprio nella palestra cittadina. 

Durante la giornata, Tulone ha anche preso parte alla tradizionale partita a ranghi misti, affiancando atleti della Scalia Volley, Alessandro Ribecca (reduce da un campionato in serie B a Bronte) e altri protagonisti del volley locale. Presenti all’evento anche ex giocatori del Volley Club Sciacca degli anni ’90, l’assessore comunale allo sport, Valeria Gulotta, e Baldo Scalia, rappresentante dell’azienda sponsor nella stagione di serie B.

Sambuca verso il commissariamento: “Il borgo ostaggio del risentimento”

Dopo la presentazione della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Giuseppe Cacioppo – e le relative dichiarazioni già pubblicate su Risoluto.it – arriva ora la presa di posizione ufficiale del gruppo consiliare “Sambuca Prima di Tutto”, che lancia un duro atto d’accusa contro chi ha provocato la crisi.

Il comunicato parla apertamente di una scelta “gravissima” che condanna Sambuca a 11 mesi di commissariamento, privando la comunità di una guida democratica e bloccando progetti, servizi e programmazione.

“Decisione fredda e premeditata”

Il gruppo “Sambuca Prima di Tutto” definisce l’azione politica messa in atto da “Siamo Sambuca” come un atto di demolizione sistematica, iniziato ben prima del voto di sfiducia.

“Un disegno avviato già in campagna elettorale e oggi portato avanti con lucida determinazione, con freddezza premeditata.”

Secondo la nota, la mozione non si fonda su motivazioni solide, ma è frutto di un atteggiamento ostile e personale, alimentato da logiche lontane dai reali bisogni dei cittadini.

Undici mesi di stallo, a rischio il futuro del borgo

Il gruppo avverte con forza: se la mozione sarà approvata, Sambuca andrà verso il commissariamento, perdendo la possibilità di prendere decisioni politiche per quasi un anno.

“Una scelta che mette a repentaglio tutto il lavoro svolto, condannando il paese a uno stallo istituzionale. E a farne le spese saranno solo i cittadini.”

Nel documento si sottolineano i risultati ottenuti dall’amministrazione uscente, definita “onesta, competente e lungimirante”, e si ribadisce l’impegno a governare con senso di responsabilità fino all’ultimo giorno utile.

L’appello: “Chi ferma Sambuca, ferma il futuro”

In chiusura, “Sambuca Prima di Tutto” lancia un appello ai consiglieri comunali che dovranno votare la sfiducia: riflettano, mettano da parte strategie personali, e scelgano il bene della comunità.

“Ci auguriamo che prevalgano coscienza, consapevolezza e buon senso. Chi ferma Sambuca, non ferma solo il presente, ma soprattutto il futuro.”

Cacioppo: “La mozione di sfiducia atto di irresponsabilità”

Il sindaco di Sambuca, Giuseppe Cacioppo, interviene con una nota sulla mozione di sfiducia che è stata presentata. “Rimaniamo attoniti e rammaricati – scrivono Cacioppo e il suo gruppo – per l’ennesima azione di irresponsabilità del gruppo “Siamo Sambuca” che ad altro non pensa se non a distruggere, all’interno d’un ampio progetto inziato già in campagna elettorale”.


“”Siamo Sambuca” ha preferito, con la forza dei numeri, presentare una mozione di sfiducia nei confronti di un sindaco e di un’amministrazione – aggiungono – scelta dai cittadini, con motivazioni deboli e pretestuose. Tutto ciò porterà ad un commissariamento e uno stallo amministrativo, ma soprattutto ad un’impasse politica a discapito dei cittadini e della buona amministrazione che ha contraddistinto Sambuca quale esempio virtuoso additaoncome modello”.


“Intanto – continuano – noi continuiamo a lavorare ed assere amministratori responsabili fino all’ultimo giorno e a non celarci dietro beceri giochi politici decisi nelle segrete stanze da chi gioca con il bene comune. Andiamo avanti forti di aver fatto bene e sicuri del nostro operato. I risultati sono sono gli occhi di tutti. Ci auguriamo che dopo questo colpo basso inflitto alla comunità, i sambucesi si rendano conto di chi usa la politica per distruggere e non per costruire”.

“Di chi usa il potere dei numeri per affidare il paese ad un commissario che siederà al Palazzo dell’Arpa per ben 11 mesi. Auspichiamo – concludono – un futuro migliore che metterá sempre “Sambuca prima di tutto””.

Conto corrente cointestato e rimborso Irpef: come non perdere la detrazione

In fase di dichiarazione dei redditi, uno degli errori più comuni riguarda la gestione delle spese detraibili pagate da conti correnti cointestati. Il rischio? Perdere parte delle detrazioni Irpef se non si dimostra correttamente chi ha sostenuto la spesa.

Detrazione fiscale e conto cointestato: a chi spetta

Quando una spesa detraibile viene sostenuta da un solo contribuente ma pagata tramite un conto corrente cointestato, il diritto alla detrazione non si divide automaticamente tra i titolari del conto. Secondo l’Agenzia delle Entrate (circolare n. 19/E del 2020) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’intera detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto effettivamente la spesa, purché risulti:

  • intestatario del documento fiscale (fattura o ricevuta);
  • autore del pagamento tracciabile.

Tracciabilità e documentazione: cosa serve

Per evitare contestazioni in caso di controlli, è indispensabile conservare documenti che dimostrino in modo chiaro la riconducibilità della spesa al contribuente:

  • fattura intestata al contribuente;
  • prova del pagamento elettronico, come bonifico, carta o bancomat;
  • estratti conto o ricevute bancarie;
  • eventuali autodichiarazioni, se si è utilizzata la carta di un familiare.

Carte di credito condivise: è ancora possibile la detrazione?

Anche se il pagamento è effettuato con una carta intestata ad un familiare (ad esempio un figlio o un coniuge), la detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa, purché si dimostri che l’importo è stato rimborsato. In questi casi è utile allegare una dichiarazione sostitutiva che attesti il rimborso, oltre alla documentazione di supporto.

Documenti da conservare

Per beneficiare della detrazione completa, è necessario conservare:

  • fatture, scontrini parlanti o ricevute fiscali;
  • estratti conto o ricevute di pagamento tracciabile;
  • modelli F24 per imposte versate;
  • contratti registrati (in caso di affitti detraibili);
  • autodichiarazioni, se il pagamento è stato effettuato da terzi.

Dal 2022, per tutte le spese detraibili (ad eccezione di quelle sanitarie pagate in contanti presso strutture pubbliche o convenzionate), è obbligatorio il pagamento con mezzi tracciabili.

Conclusione

Il conto cointestato non impedisce al contribuente di usufruire della detrazione piena, ma è fondamentale dimostrare con chiarezza chi ha sostenuto la spesa. Documentazione corretta, pagamento tracciabile e coerenza tra fattura e dichiarazione dei redditi sono le chiavi per non perdere il rimborso Irpef spettante.

Mozione di sfiducia al sindaco Cacioppo, “Siamo Sambuca” deposita l’atto

Il gruppo consiliare di opposizione ha annunciato il deposito della mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Cacioppo. Gli otto consiglieri comunali di opposizione del gruppo “Siamo Sambuca” che detengono però la maggioranza al consiglio comunale hanno annunciato di aver assunto la decisione con il deposito dell’atto.

“Si tratta – spiegano gli otto consiglieri il cui numero e’ bastevole affinche’ l’atto venga adottato – di una decisione assunta con senso del dovere e nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali, maturata in seguito al profondo disagio espresso dalla cittadinanza”.

Il gruppo consiliare spiega poi che la mozione “trova fondamento nelle note circostanze gravi e documentate, ovvero l’attuale amministrazione e’ nata da un’elezione segnata da “irregolarità” accertate, con un numero di voti assegnati superiore al numero di elettori in almeno una sezione, alterando cosi’ l’esito del voto a favore della lista del Sindaco Cacioppo”.

Ora a Sambuca si apre tutta una fase procedurale per la discussione e la votazione della mozione che avverra’ non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla presentazione. Ciò vorrà dire non oltre luglio. Se l’atto troverà il voto della maggioranza assoluta, ovvero la metà più uno, il sindaco Cacioppo insieme alla Giunta cesserà dalle sue funzioni. Anche l’intero consiglio comunale decadrà.

“È una risposta politica e democratica – scrivono gli otto consiglieri Salvatore Abruzzo, Maria Elena Armato, Gianfranco Bonsignore, Cristina Coniglio, Giuseppe Di Bella, Giorgio Gulotta, Margherita Anna Maggio e Sario Arbisi – necessaria per restituire centralità alla comunità e garantire un’amministrazione fondata su trasparenza, rispetto e legalità”.

Rifiuti illegali a Favara, 5 denunce dei carabinieri (Video)

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I carabinieri della Tenenza di Favara hanno assestato un nuovo colpo al fenomeno dei rifiuti illegali Favara, denunciando quattro uomini e una donna sorpresi a scaricare scarti di ogni genere in punti critici del centro abitato. L’attività, diretta dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è durata oltre tre settimane e rientra in una strategia più ampia di tutela ambientale che l’Arma sta conducendo su tutto il territorio provinciale.

Contrasto ai rifiuti illegali Favara

Grazie a tre impianti di videosorveglianza nascosti nelle zone più esposte, i militari hanno documentato in tempo reale l’abbandono di materiali ingombranti, plastica, vetro e residui edili. Le immagini, acquisite come prova, hanno permesso di individuare e identificare rapidamente i trasgressori, tutti residenti nel comune. L’operazione sottolinea la volontà di colpire non solo i grandi traffici di rifiuti ma anche i comportamenti quotidiani che generano degrado.

Bonifica immediata delle aree inquinate

Al termine delle indagini, i carabinieri hanno richiesto al Comune la bonifica urgente dei siti contaminati. Questa misura, già avviata, mira a ripristinare il decoro urbano e a eliminare i rischi per la salute pubblica derivanti dai rifiuti illegali Favara. L’intervento di pulizia sarà accompagnato da controlli periodici per scongiurare nuove discariche abusive.

Sanzioni e impatto sulla comunità

I cinque indagati rischiano sanzioni amministrative elevate, ma anche conseguenze penali previste dal Testo Unico Ambientale. Ogni reato ambientale incide infatti sull’immagine turistica della città, riduce la qualità della vita dei residenti e grava sulle casse comunali, costrette a sostenere i costi di smaltimento. La lotta ai rifiuti illegali Favara rappresenta dunque un investimento per l’economia locale e per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico.

Prevenzione: videosorveglianza e sensibilizzazione

L’Arma ha annunciato l’installazione di nuove telecamere mobili nei punti più sensibili e un incremento dei pattugliamenti. Parallelamente, partiranno campagne di sensibilizzazione nelle scuole e tra le associazioni di quartiere per promuovere la raccolta differenziata e l’uso corretto dei centri di conferimento autorizzati. La collaborazione dei cittadini sarà decisiva per prevenire altri episodi di inciviltà e rendere Favara un esempio virtuoso di gestione dei rifiuti.

Degrado al parco giochi e alla Casalbergo della Perriera, interrogazione di Ignazio Bivona

Degrado e stato di abbandono del quartiere Perriera nell’area esterna del Casalbergo per anziani e parco attrezzato del Museo del Carnevale di Sciacca: la situazione viene evidenziata con seguito di documentate foto, dal consigliere comunale di opposizione Ignazio Bivona.
“Il quartiere Perriera – scrive il consigliere – appare, oramai da tempo, considerato dall’amministrazione comunale come un’area di serie B, attenzionata esclusivamente durante il periodo del Carnevale, per poi essere sistematicamente dimenticata nel resto dell’anno”.

Il consigliere elenca poi in particolare, due luoghi in preda al degrado e all’incuria più totale, ovvero
l’area perimetrale del Casalbergo per Anziani, il parco attrezzato del Museo del Carnevale, i cui giochi per bambini risultano completamente distrutti, impraticabili, legati con nastro bicolore a segnalare un evidente pericolo per l’incolumità dei più piccoli.

Poi ancora, il consigliere sottolinea la vegetazione fuori controllo, l’erba alta rende gli spazi inutilizzabili, e l’assenza totale di interventi di pulizia e manutenzione che contribuisce a restituire un’immagine desolante e indegna per un luogo pubblico destinato a famiglie e bambini.
“Tali condizioni di abbandono e pericolo – scrive Bivona nell’interrogazione – sono sotto gli occhi di tutti e offendono il senso civico di una comunità che ha il diritto di vivere spazi urbani dignitosi e sicuri.
È frustrante per i cittadini e per chi li rappresenta dover ripetere ciclicamente le stesse segnalazioni, soprattutto quando si nutrono aspettative legittime verso un’amministrazione giovane che aveva promesso una visione nuova e partecipata della cosa pubblica”.

Il consigliere pertanto, chiede se l’amministrazione comunale è a conoscenza dello stato attuale in cui versano l’area esterna del Casalbergo per Anziani e il parco attrezzato del Museo del Carnevale e
quali provvedimenti urgenti intende adottare per garantire la sicurezza e la fruibilità di questi spazi, in particolare per i bambini e per gli anziani.

Inoltre, quali sono stati, ad oggi, gli interventi programmati o effettuati in merito alla pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree in questione e se vi è l’intenzione di destinare risorse e progettualità specifiche al quartiere Perriera, al fine di restituirgli la dignità che merita e renderlo realmente parte integrante della città