Il Valzer dell’oblio, romanzo su un menfitano stella di Broadway

Sabato 7 giugno, alle ore 18, il Centro Civico di Menfi sarà il palcoscenico di un evento culturale di grande rilievo: la presentazione del libro Il valzer dell’oblio, ultima opera della scrittrice e poetessa menfitana Angela Maria Mistretta.

Il valzer dell’oblio, edito da Lithos, è un romanzo biografico che attraversa la memoria familiare dell’autrice, mettendo al centro la figura della bisnonna Rosina Romano.

Rosina rappresenta la madre-speranza, simbolo di attesa e amore incondizionato, che nella Sicilia degli inizi del Novecento aspetta con fiducia il ritorno del figlio Pietro, emigrato in America.

Una storia tra Sicilia e Broadway

Il viaggio del figlio e il sogno americano

Nel valzer dell’oblio si racconta la straordinaria vicenda del figlio Pietro, che insieme alla moglie diventa una celebrità nella scena delle ballroom di Broadway. Grazie a una ricca documentazione e ai ricordi custoditi nel tempo, il romanzo ricostruisce la carriera artistica di questa coppia di danzatori, fino ad ora rimasta nell’ombra.

Una serata tra parole, danza e musica

Gli ospiti e il programma

A presentare la serata sarà il giornalista Toni Fisco, che dialogherà con l’autrice. Interverranno anche Graziella Zizzo, psicoterapeuta e saggista, e Ninni Catalanotto, presidente dell’Accademia musicale “Catarsi” di Palermo, con un contributo del sindaco di Menfi, Vito Antonio Clemente.

Momento artistico tra danza e spettacolo

La presentazione de Il valzer dell’oblio sarà impreziosita da momenti artistici curati dai maestri di danza Nino Barbera e Rita La Sala della “Compagnia Danza Storica” di Roma, con la partecipazione della cantante Rosaria Ajello e dell’attrice Lilia Callaci.

Un’occasione per riscoprire il valore della memoria

Il valzer dell’oblio non è solo un libro, ma un viaggio emozionante tra le radici familiari e la grande storia dell’emigrazione italiana, raccontata con delicatezza e passione. Un’opera che unisce letteratura, memoria, danza e musica, offrendo al pubblico un evento culturale completo e coinvolgente.

Scuola: 35 milioni di euro in più per Agenda Sud, al via la Fase 2 per ridurre i divari educativi

Parte ufficialmente la Fase 2 di Agenda Sud, il piano nazionale avviato nel 2023 per contrastare la dispersione scolastica e riequilibrare le disuguaglianze educative tra Nord e Sud Italia. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato lo stanziamento di 35 milioni di euro aggiuntivi, che si sommano ai 325 milioni già previsti nella fase iniziale.

Agenda Sud: un investimento per l’inclusione e la qualità dell’istruzione

L’obiettivo della misura, fortemente voluta dal Ministro Giuseppe Valditara, è promuovere una didattica innovativa che garantisca pari opportunità formative su tutto il territorio nazionale, con un focus particolare sulle regioni meridionali.

Con le nuove risorse, le scuole più fragili riceveranno fino a 100.000 euro aggiuntivi da utilizzare per:

  • L’acquisto di sussidi didattici: libri, tablet, computer
  • La riqualificazione degli spazi scolastici: aule, mense, palestre, laboratori, auditorium
  • Il potenziamento delle competenze di base degli studenti
  • L’attivazione di percorsi didattici innovativi, anche all’estero
  • Il finanziamento di attività aggiuntive per docenti e personale ATA

Superare i divari territoriali con una nuova didattica

La Fase 2 di Agenda Sud si inserisce in un quadro strategico più ampio volto a contrastare l’abbandono scolastico precoce, favorire la coesione sociale e stimolare l’equità educativa tra gli studenti italiani.

“Puntiamo a un’Italia realmente unita, dove l’istruzione non dipenda dalla zona geografica di appartenenza. Vogliamo superare i divari, sociali e territoriali, offrendo a ogni giovane le stesse opportunità di crescita e successo”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Appello di Catanzaro per il Servizio Idrico pubblico: “Intervenga con urgenza la Regione”

“Una gestione conquistata a suo tempo con grandi sforzi da associazioni e movimenti su sollecitazione dell’opinione pubblica. Ora occorre una svolta per non disperdere questo patrimonio di civiltà partecipativa”. Lo afferma l’onorevole Michele Catanzaro, capogruppo all’Ars del Pd, dopo le dimissioni presentate dai componenti del Cda nel corso di un’assemblea dei Comuni soci, richiesta con forza da alcuni sindaci con la proposta di rimozione dell’organo di gestione.

“Aica ha attraversato una serie di difficoltà di carattere economico e gestionale che i cambi del Cda e dei vertici dell’Ati non sono riusciti a risolvere, sia per scelte che non privilegiavano le competenze sia per la superficialità di una parte dei soci Sindaci – dice Catanzaro – ora bisogna scongiurare quei processi di privatizzazione paventati in questi mesi, anche perchè contrari alla legge vigente”.

Per Catanzaro, l’Azienda Consortile all’atto della costituzione è stata un modello nazionale di gestione pubblica dell’acqua.

“Il governo regionale – conclude – deve intervenire per non cancellare la volontà popolare e dare alla comunità agrigentina un servizio finalmente efficiente”

Maltrattamento animali: pene più severe e fino a 4 anni di carcere con la nuova legge

Con l’approvazione della nuova riforma sul maltrattamento animale, il legislatore italiano introduce un cambio di passo storico nella tutela degli animali. Le modifiche al Codice Penale rafforzano significativamente le pene per i reati contro gli animali, rivedendo le sanzioni esistenti e introducendo nuovi divieti a livello nazionale.

Il Codice Penale cambia nome e prospettiva

Il titolo IX-bis del Codice Penale non si intitola più “Dei delitti contro il sentimento dell’uomo per gli animali”, ma “Dei delitti contro gli animali”. Un cambiamento che sancisce il riconoscimento dell’animale come soggetto giuridico tutelato in sé, indipendentemente dalla percezione umana.

Sanzioni più dure e nuovi reati

La riforma prevede un inasprimento delle pene e un’estensione delle condotte sanzionabili:

  • Maltrattamento di animali: fino a 2 anni di reclusione, anche in assenza di lesioni gravi. Sanzione minima: 6 mesi.
  • Uccisione di animali: da 6 mesi a 3 anni e multa da 5.000 a 30.000 euro. In caso di sevizie o sofferenze prolungate, la pena arriva a 4 anni e 60.000 euro.
  • Detenzione incompatibile: chi tiene animali in condizioni inadeguate o di grave sofferenza rischia multe da 5.000 a 10.000 euro.
  • Uccisione di animali altrui: chi uccide più di tre animali appartenenti a greggi o animali bovini/equini rischia da 1 a 4 anni.
  • Combattimenti tra animali: pena da 2 a 4 anni, estesa anche a chi partecipa o favorisce, anche solo con compiti logistici.
  • Spettacoli vietati: per eventi che causano sevizie o strazio agli animali, multa da 15.000 a 30.000 euro.

Le pene aumentano di un terzo se i fatti avvengono alla presenza di minori, coinvolgono più animali o vengono diffusi online.

Novità specifiche: cani alla catena, pellicce e animali sequestrati

Tra le innovazioni più significative:

  • Divieto nazionale di tenere i cani alla catena, con sanzioni da 500 a 5.000 euro;
  • Vietato l’uso commerciale delle pellicce di gatto domestico;
  • Proibito l’abbattimento degli animali coinvolti in procedimenti penali: devono essere custoditi fino alla conclusione del processo.

Nuovo ruolo per le associazioni animaliste

Con l’introduzione dell’articolo 260-bis del Codice di Procedura Penale, le associazioni riconosciute potranno:

  • Richiedere il riesame del sequestro per garantire il benessere degli animali;
  • Ottenere l’affido definitivo dietro cauzione.

Una svolta nel diritto animale italiano

Le associazioni animaliste hanno accolto la riforma come una svolta epocale, in linea con l’articolo 9 della Costituzione e con gli orientamenti consolidati della giurisprudenza. Gli animali, ora, non sono più solo oggetto di “sentimento umano”, ma soggetti attivi di tutela giuridica.


Il futuro di Aica nelle mani dei sindaci

Assemblea dei sindaci particolarmente sofferta quella che si è svolta stamattina nella sede della Consortile e non solo perché in toto l’intero Cda ha rassegnato le dimissioni rimettendosi alla decisione dell’Assemblea, ma perché le posizioni degli stessi primi cittadini che sono emerse durante il dibattito, sono ancora diverse.

Dopo che il presidente del Cda Settimio Cantone ha fatto il passo indietro, gli interventi e le ipotesi in campo sono così variegate che si è deciso di rinviare la decisione finale a mercoledì undici giugno.

Da un lato c’è la proposta del sindaco di Sciacca e del sindaco di Grotte, Alfonso Provvidenza di sostituire il Cda dimissionario con un Cda formato interamente da sindaci. Una ipotesi, quest’ultima che non convince il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo che nel suo intervento ha proposto un Cda misto formato da sindaci e manager. Secondo il primo cittadino riberese, l’ipotesi di un Cda di sindaci non e’ percorribile poiché mancherebbero la disponibilità degli stessi e le competenze necessarie per rimettere in sesto la consortile.

Poi la posizione di Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali che insiste per il Commissariamento del Cda rimettendo nelle mani della Regione la governance.

Occhi puntati, dunque per il futuro di Aica al prossimo mercoledì. Intanto, la convocazione ufficiale dell’Assemblea sarà preceduta da una riunione informale di soli sindaci per capire il possibile indirizzo da seguire e soprattutto raggiungere finalmente una possibile unità di intenti.

Cantone si dimette da presidente di Aica

Le previsioni della vigilia sono state rispettate. L’intero Cda di Aica si è presentato dimissionario dinnanzi all’assemblea dei sindaci convocata per questa mattina nella sede di Aica, la consortile pubblica che gestisce il servizio idrico in provincia. E’ stato il presidente Settimio Cantone ad annunciare la decisione parlando a nome dell’organo che rappresenta nonostante nella prima parte dell’intervento ha difeso a spada tratta l’operato della governance.

“Con grande senso di responsabilità – ha detto – rimettiamo il mandato nelle mani di chi, due anni fa, ci ha eletto all’unanimità”.

Adesso spetta all’Assemblea dei sindaci scegliere se accogliere o meno le rassegnate dimissioni del Cda. Una delle ipotesi al vaglio, e’ il commissariamento della consortile da parte della Regione. Ora il futuro dell’acqua in provincia e’ affidato al voto collegiale dei sindaci della provincia.

Giovanni Brusca libero, azionò il telecomando della strage di Capaci

Giovanni Brusca, l’ex boss mafioso noto come il “boia di Capaci”, è libero. A fine maggio si sono conclusi i quattro anni di libertà vigilata imposti dalla magistratura di sorveglianza, ultimo atto di un lungo percorso giudiziario iniziato con il suo arresto nel 1996.

Brusca è tristemente noto per aver azionato il telecomando che il 23 maggio 1992 innescò l’esplosione sull’autostrada Palermo–Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Capomafia di San Giuseppe Jato, Brusca è stato coinvolto in decine di omicidi. Dopo un primo tentativo di depistaggio, ha infine scelto di collaborare con la giustizia, ottenendo gli sconti di pena previsti dalla legge per i collaboratori. In totale ha scontato 25 anni di carcere. La sua scarcerazione nel 2021 e la successiva libertà vigilata suscitarono forti polemiche nell’opinione pubblica e tra i familiari delle vittime.

Ora, con la fine del periodo di sorveglianza, Giovanni Brusca torna completamente libero.

Sequestrati 3,4 kg di hashish, arrestato un pusher

Continua l’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti condotta dalla Guardia di finanza di Trapani. Nell’ambito di un’operazione di controllo del territorio, i militari della Tenenza di Mazara del Vallo hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino extracomunitario trovato in possesso di circa 3,4 chilogrammi di hashish.

Il blitz è scattato a Campobello di Mazara, dove i finanzieri, durante un servizio di pattugliamento volto alla prevenzione dei traffici illeciti, hanno notato un uomo aggirarsi con fare sospetto per le vie cittadine, portando con sé una scatola di cartone. Alla vista dei militari, l’uomo ha mostrato chiari segni di nervosismo, tentando di allontanarsi rapidamente tra i passanti.

La pattuglia è intervenuta immediatamente, fermando il soggetto e procedendo a un controllo approfondito. All’interno della scatola è stato rinvenuto un involucro ben sigillato, isolato con schiuma poliuretanica, contenente trentaquattro panetti di sostanza resinosa. I test speditivi effettuati sul posto hanno confermato che si trattava di hashish.

La sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro e l’uomo è stato arrestato e deferito alla procura della Repubblica di Marsala.

Perdite idriche Sambuca, partiti i lavori di riparazione

Hanno preso ufficialmente il via gli interventi di manutenzione della rete idrica a Sambuca, grazie alla convenzione firmata tra il Comune e Aica, il gestore del servizio idrico. L’accordo permette al Comune di intervenire direttamente per conto del gestore, accelerando così i tempi delle riparazioni.

La priorità degli interventi è rappresentata dalle perdite idriche a Sambuca che insistono sulle condotte principali, determinando un abbassamento di pressione nella rete idrica e causando disservizi, soprattutto nel centro storico e nella zona del Trasferimento.

Le priorità stabilite con l’Ufficio Tecnico

L’Ufficio Tecnico comunale ha fornito ad Aica un elenco aggiornato delle perdite presenti sul territorio, identificando anche le aree in cui l’intervento è più urgente. In particolare, si procederà alla riparazione delle perdite idriche a Sambuca che compromettono in maniera significativa la qualità del servizio, con erogazioni parziali e cali di pressione.

Interventi immediati sulle condotte principali

Gli interventi più urgenti riguardano le condotte principali, dove si concentrano le perdite più gravi. Il calo di pressione registrato nelle ultime settimane ha creato disagi crescenti alla cittadinanza, rendendo fondamentale un’azione tempestiva. Perdite idriche a Sambuca come queste non solo generano sprechi significativi, ma compromettono l’efficienza dell’intero sistema.

Collaborazione Comune-Aica: un modello di efficienza

La scelta di far operare direttamente il Comune, in stretta sinergia con il gestore, rappresenta un modello virtuoso per accelerare i tempi di risposta e limitare i disagi ai cittadini. L’accordo con Aica prevede anche una programmazione a lungo termine per monitorare lo stato delle infrastrutture idriche e prevenire nuove perdite idriche a Sambuca.

Sciacca: audizione tecnica sul servizio idrico

Nel frattempo, anche la città di Sciacca continua a lavorare per migliorare la gestione dell’acqua pubblica. Il presidente del consiglio comunale, Ignazio Messina, ha reso noto che il prossimo 9 giugno 2025, alle 10,30, presso la Sala Viola, si terrà un’importante audizione tecnica nell’ambito dei lavori della commissione d’indagine dedicata al servizio idrico.

All’incontro parteciperà il professor Giuseppe Aronica, docente ordinario di costruzioni idrauliche presso l’Università di Messina. La sua presenza offrirà un contributo qualificato per analizzare la situazione attuale del servizio idrico a Sciacca e individuare soluzioni efficaci per migliorarne l’efficienza.

Un momento di confronto atteso, che si inserisce nel più ampio sforzo istituzionale per garantire alla cittadinanza un servizio moderno, affidabile e sostenibile.

Direzione e uffici Asp gia’ trasferiti nei locali ex Pronto Soccorso di Sciacca

Sono già attivi e sono stati trasferiti nell’area che pochi mesi prima ospitava il Pronto Soccorso di Sciacca la direzione, gli uffici e gli ambulatori dell’Azienda ospedaliera provinciale.

Un passaggio, una volta inaugurata la nuova area di emergenza, oggetto di consistenti lavori di ristrutturazione degli ultimi anni, che permettera’ di effettuare i lavori nell’edificio della area ospedaliera dove finora erano ubicati quelli della medicina territoriale che saranno destinati a diventare sede di una delle “Case di comunità” per il territorio.

Si trovano anche in questa sede tutti gli ambulatori della stessa Asp dove è possibile accedere per le prestazioni sanitarie.