Lo Sciacca affronta al Gurrera la Parmonval per rafforzare la zona play off

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L’Unitas Sciacca torna oggi, alle ore 15, al “Gurrera”, affronterà la Parmonval nella XXIX giornata del campionato di Eccellenza. I neroverdi cercano il quarto successo consecutivo per consolidare la corsa ai play off quando mancano ormai cinque turni alla fine del torneo.

La Parmonval arriva a Sciacca reduce dal pari interno contro il Castellammare e con 21 punti in classifica, ma l’Unitas ha preparato il match con grande attenzione e determinazione.

La squadra è consapevole che l’obiettivo playoff è alla portata e che anche il secondo posto resta matematicamente possibile. Lo staff tecnico e il gruppo hanno lavorato con concentrazione per regalare ai tifosi un’altra soddisfazione in un momento decisivo della stagione.

La società rivolge un appello ai sostenitori neroverdi: “Riempiamo il Gurrera, spingiamo insieme la squadra verso un finale di campionato all’altezza delle ambizioni della città”.

Truffe online in Italia: 2,9 milioni di vittime e danni per 880 milioni. Come difendersi nel 2026

Il fenomeno delle truffe informatiche e delle frodi digitali continua a crescere in modo allarmante nel nostro Paese. Secondo i dati più recenti diffusi dall’associazione Codici Lombardia in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori del 15 marzo, circa 2,9 milioni di cittadini italiani hanno subito una truffa o un tentativo di frode nell’ultimo anno. Un dato preoccupante che si traduce in danni economici stimati in oltre 880 milioni di euro, registrando un incremento del 9% rispetto all’anno precedente. Le truffe online in Italia rappresentano oggi una vera e propria emergenza sociale, che colpisce indistintamente giovani e anziani, lavoratori e pensionati. In un contesto in cui la digitalizzazione dei servizi e gli acquisti online sono ormai parte integrante della quotidianità, conoscere i propri diritti e le tecniche di prevenzione diventa fondamentale per tutelare i propri risparmi e la propria identità digitale.

I canali più utilizzati dai truffatori: attenzione a email e SMS

Le tecniche adottate dai criminali informatici diventano ogni giorno più sofisticate e difficili da riconoscere. I dati raccolti dalle associazioni dei consumatori e dalla Polizia Postale indicano che il canale principale attraverso cui si concretizzano i raggiri rimane la posta elettronica. Le false email, note come tentativi di phishing, rappresentano infatti il 38,1% dei casi totali. Seguono a ruota gli SMS fraudolenti (smishing), che costituiscono il 28,4% delle truffe segnalate. Questi messaggi spesso simulano comunicazioni urgenti da parte di istituti bancari, corrieri espresso o enti pubblici, inducendo la vittima a cliccare su link malevoli o a fornire i propri dati personali e bancari.

Non meno insidiosi sono i finti siti web di e-commerce, che propongono prodotti a prezzi irrealistici per poi scomparire nel nulla dopo aver incassato il pagamento, e le truffe perpetrate attraverso le più comuni app di messaggistica istantanea come WhatsApp e Telegram. Un fenomeno in forte espansione è anche quello dello spoofing, una tecnica con cui i truffatori riescono a far apparire sullo schermo dello smartphone un numero di telefono apparentemente affidabile, come quello della propria banca o di un ente pubblico, rendendo il raggiro ancora più credibile.

In alcune regioni, come la Lombardia, la situazione appare particolarmente critica: oltre un cittadino su cinque dichiara di essere stato vittima di una truffa online. Secondo i dati della Polizia Postale lombarda, le somme sottratte ai cittadini attraverso truffe online e frodi informatiche hanno superato i 47 milioni di euro nel solo 2024, segnando un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Milano si conferma la provincia più colpita, con 17,8 milioni di euro sottratti, pari al 37,7% del totale regionale. Preoccupante anche la crescita delle cosiddette “CEO fraud”, le frodi aziendali che sfruttano l’identità di dirigenti, aumentate del 62% in un solo anno.

I diritti dei consumatori in caso di frode digitale

Quando si cade vittima di una truffa online in Italia, il primo sentimento è spesso lo smarrimento, accompagnato dalla convinzione che il denaro sia ormai perso per sempre. Tuttavia, la legislazione italiana ed europea, attraverso il Codice del Consumo e la normativa sui servizi di pagamento (PSD2), riconosce tutele specifiche ai cittadini. Il diritto principale riguarda il rimborso in caso di pagamento fraudolento. Se una transazione non autorizzata viene effettuata tramite carta di credito o conto corrente, l’istituto bancario è tenuto a rimborsare l’importo sottratto, a meno che non riesca a dimostrare una grave negligenza da parte dell’utente.

Inoltre, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) garantisce il diritto alla protezione delle informazioni personali. Se durante la truffa sono stati sottratti dati sensibili, come password o numeri di documenti, il cittadino ha il diritto di sapere come queste informazioni vengono utilizzate e di esigere che le aziende coinvolte adottino misure adeguate per prevenire ulteriori violazioni. Resta sempre fermo il diritto di presentare una formale denuncia alle autorità competenti, passo indispensabile per avviare le indagini e, in molti casi, per poter richiedere il rimborso alla propria banca.

Le regole d’oro per prevenire le truffe online

La prevenzione e l’informazione rimangono le armi più efficaci per contrastare il cybercrime. Come ha dichiarato Davide Zanon, Segretario di Codici Lombardia, “la prima forma di tutela resta l’informazione. Consumatori consapevoli e informati sono meno esposti ai raggiri e contribuiscono a costruire un mercato più trasparente e responsabile”. Gli esperti di sicurezza informatica raccomandano di adottare alcune semplici ma fondamentali precauzioni. In primo luogo, è essenziale diffidare sempre di email o messaggi che richiedono con urgenza l’inserimento di dati personali, password o codici bancari. Nessun istituto di credito o ente pubblico richiederà mai queste informazioni tramite un SMS o un’email contenente un link diretto.

Prima di effettuare un acquisto su un sito web non conosciuto, è consigliabile verificarne l’affidabilità cercando recensioni online e controllando che l’indirizzo web inizi con “https” e presenti il simbolo del lucchetto chiuso. È inoltre fondamentale attivare l’autenticazione a due fattori su tutti i propri account principali, in particolare su quelli bancari e di posta elettronica. Questo sistema aggiunge un livello di sicurezza supplementare, richiedendo un codice temporaneo inviato sul proprio smartphone oltre alla normale password. Altrettanto importante è mantenere aggiornati i propri dispositivi e utilizzare software antivirus affidabili, che possono bloccare automaticamente i tentativi di accesso a siti fraudolenti.

Cosa fare immediatamente se si sospetta un raggiro

Se si ha il sospetto di essere caduti in una trappola digitale, la tempestività è cruciale per limitare i danni. La prima azione da compiere è contattare immediatamente il servizio clienti della propria banca o l’emittente della carta di credito per bloccare i conti e disconoscere le operazioni sospette. Subito dopo, è necessario modificare le password di tutti gli account potenzialmente compromessi, a partire dall’email personale e dai servizi di home banking.

Il passo successivo consiste nel raccogliere e conservare tutte le prove della truffa: screenshot dei messaggi ricevuti, email, ricevute di pagamento e indirizzi dei siti web coinvolti. Questa documentazione sarà indispensabile per sporgere denuncia presso la Polizia Postale o i Carabinieri. La denuncia può essere presentata anche online attraverso il portale del Commissariato di Pubblica Sicurezza. Infine, rivolgersi a un’associazione dei consumatori come Codici, Federconsumatori o Altroconsumo può fornire il supporto legale e l’assistenza necessari per affrontare l’iter burocratico e aumentare le probabilità di ottenere il rimborso delle somme sottratte. In questa Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, il messaggio è chiaro: informarsi è il primo passo per non diventare la prossima vittima.

Fonti: Codici Lombardia / AskanewsPanda Security

Sinner batte Zverev e vola in finale a Indian Wells

INDIAN WELLS (USA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner si qualifica per la finale del “Bnp Paribas Open”, il primo Masters 1000 della stagione, in corso sul cemento californiano dell’Indian Wells Tennis Garden (montepremi di 9.415.725 dollari). Il 24enne campione altoatesino, numero 2 del mondo e del tabellone, ha sconfitto nella prima semifinale il tedesco Alexander Zverev, quarto del ranking Atp e del seeding, con il punteggio di 6-2 6-4 in un’ora e 23 minuti di gioco. Per il titolo l’azzurro sfiderà il vincente della seconda semifinale che andrà in scena nella notte italiana, la sfida tra lo spagnolo Carlos Alcaraz (1) ed il russo Daniil Medvedev (11).
Sinner punta dunque a vincere il titolo e a diventare il terzo giocatore dopo Roger Federer e Novak Djokovic a conquistare tutti e sei principali tornei sul duro. Su questa superficie il fuoriclasse di San Candido ha vinto il suo primo Masters 1000, in Canada nel 2023, ha trionfato poi due volte all’Australian Open (2024 e 2025) e altrettante alle Nitto ATP Finals (2024 e 2025) e nel 2024 messo in bacheca Miami e Cincinnati. Indian Wells resta l’unico “Big Title” sul cemento che manca alla sua collezione.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Iran, Schlein “Governo dica no a eventuale richiesta Usa su basi”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo molto contrari alle azioni militari unilaterali, se salta il diritto internazionale resta solo la legge del più forte. Chiediamo al governo chiarezza. Bisogna chiedere a Usa e a Israele di fermare questa guerra e dire che se Trump chiedesse le basi il governo direbbe di no. Bisogna che il governo lo escluda”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a “In altre parole”, in onda su La7.
Con la premier Giorgia Meloni “siamo d’accordo che ci sentiremo ogni volta che è necessario, è bene ci sia un canale aperto tra governo e opposizioni, ma il governo apra anche un canale con Trump e Netanyahu per chiedere che cessi questa guerra illegale”, ha aggiunto.
“Io e Meloni – ha poi detto – la pensiamo molto diversamente su Trump. Non mi sarebbe mai venuto in mente di proporre il Nobel per la pace a un uomo che sta portando guerre, che ha bombardato sette paesi in un anno di mandato e che sta portando il caos anche nelle strade delle sue città, perchè non dimentichiamo gli agenti federali dell’Ice che hanno sparato anche a dei cittadini americani”. “Questa amicizia e questa subalternità sta danneggiando anche gli interessi nazionali italiani”, ha sottolineato.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Juve vince a Udine e si porta al quarto posto, decide Boga

UDINE (ITALPRESS) – Ancora una vittoria. Ancora un clean sheet. Dopo il 4-0 al Pisa allo Stadium, la Juventus batte 1-0 l’Udinese al Friuli e si prende il quarto posto portandosi momentaneamente a +2 su Como e Roma, impegnate domani nello scontro diretto del Sinigaglia. Paga la scelta di Luciano Spalletti di schierare dal 1′ Jeremie Boga, autore del gol vittoria. L’esperimento contro il Pisa era riuscito ad inizio ripresa: fuori David con l’ex Sassuolo a sinistra e Kenan Yildiz falso nove. Stavolta il tridente leggero è la mossa dall’inizio e al 38′ la Juventus sblocca il risultato. Un lancio lungo sul settore sinistro mette in moto Yildiz che sfugge a Zarraga, entra in area e serve al centro Boga, autore del tap in vincente sotto porta. La reazione dell’Udinese è puntuale. Al 40′ Atta sfrutta un rimbalzo di Kelly e sfiora il palo alla destra di Perin con una conclusione a botta sicura. Ancora più clamorosa è l’occasione dei friulani al 51′. Di fatto sembra un remake del gol juventino: Davis sfonda sulla sinistra e crossa al centro, Ekkelenkamp deve appoggiare in rete come fatto da Boga ma apre troppo il piattone, forse anche per via di una leggera spinta di Cambiaso non sanzionata dall’arbitro Mariani. Al 70′ la Juve – costretta a sostituire a inizio ripresa l’infortunato Thuram con Koopmeiners – trova il 2-0: Conceicao si incunea in area e calcia bucando Okoye. La panchina bianconera esplode, ma il Var annulla la rete per un fuorigioco dello stesso Koopmeiners che interferisce con il portiere friulano. E’ Okoye a tenere a galla l’Udinese. All’86’ un imprendibile Yildiz duetta con Cambiaso e serve a Miretti la palla del 2-0 ma il suo piattone è debole e letto dall’estremo difensore avversario. L’Udinese fatica ad accendersi. Ci prova Zaniolo che con una progressione semina il panico, ma Kelly commette fallo alle porte dell’area. Dalla punizione non nasce niente, se non le proteste per un corner non concesso. La Juve si gode almeno una notte al quarto posto. La squadra di Runjaic resta a 36 punti.
– foto Ipa Agency –
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Referendum, Meloni “Andare oltre appartenenze politiche”

ROMA (ITALPRESS) – “Il professor Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare del Partito Democratico, sicuramente non tacciabile di essere un mio sostenitore o elettore, spiega in pochi secondi perchè votare Sì al referendum. Un invito ad andare oltre appartenenze politiche e contrapposizioni ideologiche, guardando semplicemente al merito del quesito”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, postando un video del costituzionalista Stefano Ceccanti.
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Nordio “Dibattito sul referendum sia sui contenuti”

ROMA (ITALPRESS) – “Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà, in particolare il Presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l’Associazione Nazionale Magistrati. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti. Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi”.
Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alle attestazioni di solidarietà ricevute per la foto che lo ritraeva insieme alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, bruciata durante il corteo di oggi pomeriggio a Roma.
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Torna la pioggia e c’è allerta gialla in Sicilia


Una perturbazione di origine atlantica sta interessando il Nord-Ovest italiano e, spostandosi progressivamente verso Sud-Est, porterà nella giornata di domani, domenica 15 marzo, un deciso peggioramento delle condizioni meteorologiche anche sul Meridione. In particolare su Sicilia e Calabria sono previste precipitazioni più diffuse, localmente anche a carattere temporalesco.

Il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diramato nella giornata di ieri.

Nel dettaglio, dal mattino di domenica sono attese precipitazioni da sparse a diffuse sulla Sicilia, anche sotto forma di rovesci o temporali, con fenomeni in estensione sulla Calabria dalla tarda mattinata. I fenomeni potranno essere accompagnati da rovesci di forte intensità, raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.

Sulla base delle previsioni e dei fenomeni già in atto, per la giornata di domani è stata valutata un’allerta arancione su parte di Liguria e Lombardia. Allerta gialla, invece, su Liguria, Calabria e Sicilia e su alcune aree di Puglia, Basilicata, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. 

Stop al Greenwashing: in Italia le nuove regole su prodotti e garanzie

L’Italia dichiara guerra alle pubblicità ingannevoli a sfondo ambientale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo n. 30 del 20 febbraio 2026, il nostro Paese recepisce la direttiva europea contro il “greenwashing”. Le nuove norme, che modificano profondamente il Codice del Consumo, vietano gli slogan ecologici generici senza prove, introducono l’obbligo di informare sulla riparabilità dei prodotti e contrastano l’obsolescenza programmata. Un passo decisivo per garantire acquisti più consapevoli e trasparenti.

Cosa cambia per i consumatori e da quando

Il nuovo decreto legislativo, che attua la Direttiva UE 2024/825 (nota come “Empowering Consumers for the Green Transition”), entra in vigore il 24 marzo 2026, ma le disposizioni diventeranno pienamente applicabili a partire dal 27 settembre 2026. Questo periodo transitorio di sei mesi servirà alle aziende per adeguare le proprie strategie di marketing e produzione. Per i cittadini, il cambiamento sarà tangibile fin dal momento dell’acquisto. Non saremo più bombardati da etichette e pubblicità che vantano presunte virtù ecologiche senza alcun fondamento reale. L’obiettivo della legge è responsabilizzare i consumatori nella transizione verde, fornendo loro strumenti concreti per distinguere i prodotti realmente sostenibili da quelli che sfruttano l’ambiente solo come leva di marketing.

Addio agli slogan generici e alle false promesse climatiche

Una delle novità più dirompenti riguarda la stretta sulle dichiarazioni ambientali, i cosiddetti “green claims”. Le aziende non potranno più utilizzare espressioni vaghe come “green”, “ecologico”, “amico della natura” o “rispettoso dell’ambiente” se non sono in grado di dimostrare queste affermazioni con elementi oggettivi e verificabili. Saranno ammesse solo certificazioni riconosciute, come l’Ecolabel europeo. Anche le promesse sul futuro climatico finiscono sotto la lente d’ingrandimento. Affermazioni come “raggiungeremo zero emissioni entro il 2030” saranno considerate ingannevoli se non accompagnate da un piano di attuazione concreto, con traguardi misurabili e controlli periodici affidati a organismi indipendenti. Inoltre, è fatto divieto assoluto di presentare un prodotto come “neutrale” per l’ambiente basandosi esclusivamente sull’acquisto di crediti per la compensazione delle emissioni di gas serra.

Diritto alla riparazione e stop all’obsolescenza programmata

Il decreto interviene pesantemente anche sulla durata dei beni, contrastando la cultura dell’usa e getta. I consumatori avranno il diritto di sapere, prima dell’acquisto, se per quel determinato prodotto sono disponibili pezzi di ricambio, quanto costano indicativamente e come ordinarli. Dove previsto dalla normativa europea, dovrà essere esposto in modo chiaro l’indice di riparabilità del bene. La legge vieta esplicitamente alcune pratiche commerciali scorrette molto diffuse. Sarà illegale dichiarare che un prodotto è riparabile quando nei fatti non lo è. Allo stesso modo, le aziende non potranno più spingere i clienti a sostituire i materiali di consumo (come le cartucce delle stampanti) prima che sia tecnicamente necessario. Viene infine vietata la commercializzazione di beni progettati intenzionalmente con caratteristiche che ne riducono la durata, la cosiddetta obsolescenza programmata.

Garanzie più chiare e sanzioni fino a 5 milioni di euro

Le nuove regole portano maggiore chiarezza anche sul fronte delle garanzie e del software. Le informazioni sulla garanzia legale di conformità (che dura due anni) dovranno essere fornite tramite un avviso standardizzato e facilmente riconoscibile. Per i dispositivi digitali, i produttori dovranno indicare il periodo minimo in cui garantiscono gli aggiornamenti software e avvisare i clienti se un aggiornamento rischia di rallentare o peggiorare le prestazioni del dispositivo. A vigilare sul rispetto di queste nuove norme sarà l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). L’Antitrust avrà il potere di intervenire contro le aziende che non si adeguano, applicando sanzioni severissime. Le multe per chi pratica il greenwashing o viola i nuovi diritti dei consumatori potranno arrivare fino a 5 milioni di euro, o al 4% del fatturato annuo in caso di infrazioni diffuse a livello europeo. Fonte: QualEnergia.it Fonte: Il Sole 24 Ore

Messina, 85enne ai domiciliari per aver violato il divieto di avvicinamenti: perseguitava una commessa

I Carabinieri della stazione di Santo Stefano Medio hanno arrestato in flagranza un uomo di 85 anni per la violazione della misura cautelare che gli vietava di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Il provvedimento restrittivo era stato disposto lo scorso febbraio dopo le denunce presentate da una commessa di un negozio, diventata nel tempo bersaglio delle attenzioni insistenti dell’anziano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe invaghito della donna senza essere ricambiato, iniziando però a manifestare un comportamento sempre più pressante.
Nonostante il divieto imposto dall’autorità giudiziaria, l’85enne avrebbe continuato a presentarsi nel punto vendita in cui la vittima lavorava, pretendendo di essere servito esclusivamente da lei e cercando di ottenere dettagli sulla sua vita privata.
In diverse occasioni, inoltre, si sarebbe recato anche nei pressi dell’abitazione della donna per consegnarle regali indesiderati.
Durante un controllo finalizzato a verificare il rispetto della misura cautelare, i militari dell’Arma lo hanno sorpreso nuovamente all’interno del negozio. Per questo motivo è scattato l’arresto in flagranza.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.