Congedo parentale 2026: ora fino a 14 anni del figlio, ecco cosa cambia e come fare domanda

Hai un figlio tra i 12 e i 14 anni e pensavi di non avere più diritto al congedo parentale? Da quest’anno le regole sono cambiate. La Legge di Bilancio 2026 ha esteso il limite di età da 12 a 14 anni, aprendo una finestra importante per milioni di genitori lavoratori dipendenti. L’INPS ha confermato tutto con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026. Le nuove regole sono in vigore dal 1° gennaio 2026.

In questa guida spieghiamo nel dettaglio cosa cambiaquanto spettacome presentare domanda e quali sono le differenze tra lavoratori dipendenti, autonomi e iscritti alla Gestione Separata. Una distinzione fondamentale che molti ignorano.

Cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026

La novità principale è contenuta nell’articolo 1, comma 219, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199. Il testo modifica il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità) e innalza il limite di età entro cui i genitori possono fruire del congedo parentale.

In concreto, il congedo parentale può ora essere utilizzato fino al compimento dei 14 anni di vita del figlio. Per la madre, il diritto decorre dalla fine del congedo di maternità obbligatorio. Per il padre, dalla data di nascita del figlio. In caso di adozione o affidamento, il congedo può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.

Attenzione: questa estensione si applica esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Per gli iscritti alla Gestione Separata il limite resta fissato a 12 anni, mentre per i lavoratori autonomi il congedo è fruibile solo entro il primo anno di vita del bambino.

Quanto dura il congedo e quanto si viene pagati

La durata massima del congedo parentale non è cambiata. Ciascun genitore ha diritto a un massimo di 6 mesi. Il limite complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono salire a 11 se il padre si astiene dal lavoro per almeno 3 mesi.

Sul fronte economico, è fondamentale distinguere tra periodo fruibile e periodo indennizzabile. Il congedo è indennizzabile complessivamente per 9 mesi. Ecco come si articola il trattamento economico:

  • Primi 3 mesi: indennità pari all’80% della retribuzione, a condizione che siano fruiti entro il compimento del 6° anno di età del figlio
  • Dal 4° al 9° mese: indennità pari al 30% della retribuzione
  • Oltre i 9 mesi: nessuna indennità economica, salvo condizioni più favorevoli previste dal contratto collettivo

I periodi di congedo parentale sono comunque utili ai fini previdenziali. Questo significa che vengono conteggiati per la maturazione della pensione, un aspetto che molti genitori sottovalutano.

Congedo per malattia del figlio: raddoppiano i giorni

La Legge di Bilancio 2026 non si limita al congedo parentale. Interviene anche sul congedo per malattia del figlio, con due novità significative.

Per i figli di età inferiore a 3 anni, ciascun genitore lavoratore dipendente continua ad avere diritto ad assentarsi dal lavoro per l’intera durata della malattia, senza limiti di giorni. Il congedo, però, non è retribuito, salvo previsioni più favorevoli del contratto collettivo.

Per i figli di età compresa tra 3 e 14 anni, il numero di giorni annuali di congedo per malattia passa da 5 a 10 giorni lavorativi per ciascun genitore. Un raddoppio netto che risponde alle esigenze concrete delle famiglie. Anche in questo caso, la fruizione deve avvenire in modo alternativo tra i due genitori per gli stessi giorni di malattia.

Figli con disabilità grave: tutele rafforzate

Per i genitori di figli con disabilità in situazione di gravità, la legge prevede un’ulteriore estensione. Il prolungamento del congedo parentale, che prima era fruibile fino ai 12 anni del figlio, può ora essere utilizzato fino ai 14 anni.

Si tratta di una misura che riconosce le difficoltà aggiuntive che queste famiglie affrontano quotidianamente. Il prolungamento si aggiunge ai periodi ordinari di congedo e mantiene le stesse condizioni economiche previste dalla normativa vigente.

Come presentare domanda all’INPS

La domanda di congedo parentale deve essere presentata in via telematica attraverso il portale INPS. Esistono tre modalità:

  • Online: accedendo al sito www.inps.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Prestazioni e servizi” e selezionando “Congedo parentale”
  • Contact Center: chiamando il numero verde 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare)
  • Patronato: rivolgendosi a un ente di patronato che presenterà la domanda per conto del lavoratore

La domanda deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se presentata in ritardo, i giorni di congedo precedenti alla domanda non saranno indennizzati. È quindi essenziale pianificare con anticipo.

Chi non ha diritto alle nuove regole

Non tutti i lavoratori beneficiano dell’estensione a 14 anni. L’INPS ha chiarito che le nuove regole non si applicano ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata, per i quali il limite resta a 12 anni, né ai lavoratori autonomi, che possono fruire del congedo solo entro il primo anno di vita del bambino.

Inoltre, i periodi di congedo parentale fruiti fino al 31 dicembre 2025 restano soggetti al vecchio limite di 12 anni. La nuova disciplina si applica esclusivamente ai periodi di congedo fruiti a partire dal 1° gennaio 2026.

Cosa fare adesso

Se sei un genitore lavoratore dipendente con un figlio di età compresa tra 12 e 14 anni, questa novità ti riguarda direttamente. Fino allo scorso anno non avresti potuto richiedere il congedo parentale. Ora puoi farlo.

Il consiglio è di verificare la propria situazione sul portale INPS, calcolare i mesi di congedo ancora disponibili e presentare domanda con anticipo rispetto al periodo di assenza previsto. Per chi ha dubbi o situazioni particolari, come adozioni, affidamenti o figli con disabilità, è consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro.

La Legge di Bilancio 2026 segna un passo avanti concreto nella tutela della genitorialità. Conoscere i propri diritti è il primo passo per esercitarli.

Rimonta viola con Ndour e Gudmundsson, Fiorentina-Rakow 2-1

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina vince 2-1 la gara di andata degli ottavi di finale di Conference League contro i polacchi del Rakow, grazie a un calcio di rigore segnato in zona Cesarini da Gudmundsson, dopo un primo botta e risposta con la rete di Brunes all’ora di gioco e l’immediato 1-1 di Ndour con uno splendido tiro da fuori area. Il successo premia la buona volontà dei toscani che, pur commettendo ancora tanti errori, ci hanno provato fino alla fine, alla ricerca di un successo che è benzina non solo per il percorso europeo, ma anche per il morale nella difficile lotta salvezza. Vanoli che deve rinunciare ancora una volta a Kean per infortunio, attua dal 1′ un vasto turnover, con spazio ai cosiddetti uomini di coppa come Fazzini, Fortini e Fabbian, con la conferma di Piccoli in attacco e la coppia di centrali Comuzzo-Ranieri, quest’ultimo tornato capitano e in porta Christensen al debutto in Europa. Nonostante la prima chance sia degli ospiti con una conclusione di Pienko su cui deve intervenire proprio l’estremo difensore danese, sono i viola a fare meglio con la ricerca costante degli esterni offensivi, e non è un caso che le migliori iniziative nascano a destra con Parisi. La migliore dei primi 45′ quando, su cross del 65 gigliato, Fazzini non trova la porta.
Da registrare anche un bellissimo intervento di Zych che al 9′ deve superarsi su un tacco volante di Gosens dopo la punizione di Fazzini. La strategia del Rakow è difendere e ripartire, provando a sfruttare la velocità del proprio bomber Brunes, cugino di Halland, ma la terza linea della Fiorentina funziona, a differenza della coppia di mezzali Ndour-Fabbian. Intorno all’ora di gioco Vanoli si gioca anche la carta Gudmundsson, ma neanche il tempo che l’islandese si sistemi in campo che il Rakow passa in vantaggio con Brunes, bravo a sfruttare una disattenzione difensiva dopo un lancio di Mazuch. I gigliati potrebbero accusare il colpo, ma invece sono bravissimi a reagire subito con un Ndour che sorprende Zych con una conclusione da fuori area. Al 71′ la Fiorentina ha una grandissima chance per raddoppiare con Piccoli che salta in velocità Arsenic, ma il suo sinistro scheggia la traversa. Sempre Piccoli ottimamente servito da Fabbian al 76′ mette alto. Nel finale dentro fra i gigliati anche il classe 2006 Braschi, anche lui stasera all’esordio europeo. E’ però Gudmundsson a segnare, al 93°, il calcio di rigore che il direttore di gara Kabakov assegna esattamente allo scoccare del 90′, per fallo di mano di Svarnas, con l’islandese che spiazza Zych regalando così la vittoria ai suoi.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

Sinner in semifinale a Indian Wells, Tien ko in due set

INDIAN WELLS (USA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner in semifinale al Bnp Paribas Open, il primo Masters 1000 della stagione, in corso sul cemento californiano dell’Indian Wells Tennis Garden (montepremi di 9.415.725 dollari). Il numero 2 del mondo regola in due set lo statunitense Learner Tien (27 Atp) con il punteggio di 6-1, 6-2 in poco più di un’ora di gioco.
In semifinale affronterà il tedesco Alexander Zverev, numero 4 del ranking Atp, che ha battuto 6-2, 6-3 il francese Arthur Fils, trentesima testa di serie.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Medio Oriente, Salvini “Riflettere su ragazzi in missione, serve cautela”

ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo in guerra contro nessuno. Non siamo
in guerra contro la Russia nè contro l’Iran. Siamo parte di un’alleanza dei Paesi democratici e occidentali, ma i nostri soldati non sono in Iraq o in Libano per fare la guerra ma per difendere la popolazione. Bisogna fare una riflessione su quanto sia pericoloso lasciare i nostri ragazzi che sono lì in missione difensiva. Penso al Libano, sono lì a vedersi passare i missili sopra la testa. Bisogna essere estremamente cauti”. Lo afferma Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a “Dritto e Rovescio” su Rete4.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Pellegrini risponde a Bernardeschi, Bologna-Roma 1-1

BOLOGNA (ITALPRESS) – Finisce 1-1 l’andata del derby italiano tra Bologna e Roma, valido per gli ottavi di finale di Europa League. Sono Bernardeschi e Pellegrini a mettere la firma su un risultato che lascia aperto ogni possibile scenario in ottica passaggio del turno. L’inizio è vivace e piuttosto nervoso da entrambe le parti. Al 20′, la prima grande chance capita sul destro di Zaragoza che, servito in area da Malen al termine di una rapida ripartenza, sciupa tutto allargando troppo con il destro. Il migliore in campo in questi primi 45 minuti è Bernardeschi, che a ridosso dello scadere ci prova con un mancino a giro che Svilar toglie dall’incrocio dei pali con un intervento prodigioso. In pieno recupero, Miranda batte un corner dalla sinistra sulla testa di Ferguson, il quale fa da sponda per Pobega che però non indirizza bene il colpo di testa da buona posizione. Le due squadre vanno al riposo sullo 0-0.
A sbloccare il match, dopo cinque minuti dall’inizio della ripresa, sono gli emiliani. Rowe salta un uomo e si avvicina al limite dell’area, allarga la palla sulla destra e Bernardeschi apre il mancino con i giri giusti, facendo infilare la palla nell’angolino lontano di prima intenzione.
Finisce 1-1 l’andata del derby italiano tra Bologna e Roma, valido per gli ottavi di finale di Europa League. Sono Bernardeschi e Pellegrini a mettere la firma su un risultato che lascia aperto ogni possibile scenario in ottica passaggio del turno. L’inizio è vivace e piuttosto nervoso da entrambe le parti. Al 20′, la prima grande chance capita sul destro di Zaragoza che, servito in area da Malen al termine di una rapida ripartenza, sciupa tutto allargando troppo con il destro. Il migliore in campo in questi primi 45 minuti è Bernardeschi, che a ridosso dello scadere ci prova con un mancino a giro che Svilar toglie dall’incrocio dei pali con un intervento prodigioso. In pieno recupero, Miranda batte un corner dalla sinistra sulla testa di Ferguson, il quale fa da sponda per Pobega che però non indirizza bene il colpo di testa da buona posizione. Le due squadre vanno al riposo sullo 0-0.
A sbloccare il match, dopo cinque minuti dall’inizio della ripresa, sono gli emiliani. Rowe salta un uomo e si avvicina al limite dell’area, allarga la palla sulla destra e Bernardeschi apre il mancino con i giri giusti, facendo infilare la palla nell’angolino lontano di prima intenzione.
Tre minuti dopo è Malen sfiorare subito il pareggio, quando scheggia il palo con il sinistro dopo essersi liberato di Joao Mario. Al quarto d’ora, Pobega viene lanciato a rete da Bernardeschi, ma Svilar sbarra la strada in uscita al centrocampista ex Milan. Proprio quando i padroni di casa sembravano in controllo, i giallorossi pareggiano. Al 26′, Cristante ruba palla a un ingenuo Joao Mario e verticalizza per Malen che, in area, si porta la palla sul destro, una deviazione libera il neo entrato Pellegrini che insacca a porta quasi vuota, con Skorupski che era uscito in precedenza sull’olandese: 1-1. Cinque minuti dopo, Malen semina il panico tra i difensori avversari, ne mette quasi a sedere due e calcia, ma la sfera finisce nuovamente sul palo. Al 43′, Lykogiannis pennella una palla invitante dalla sinistra e Vitik anticipa Svilar, ma la sua incornata centra in pieno la traversa. Sarà l’ultima occasione del match. Le due rivali torneranno ad affrontarsi a campi invertiti tra una settimana, per determinare chi tra le due accederà ai quarti di finale.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Referendum, Meloni “Con la separazione delle carriere avviciniamo Italia a Ue”

MILANO (ITALPRESS) – Il governo viene accusato “di deriva
illiberale, questo non torna perchè la separazione delle carriere
è in vigore in 21 dei 27 paesi Ue. O sono tutti scivolati verso
la deriva illiberale o sono tutti avanti e noi siamo rimasti
indietro. Ci accusano di essere anti europeisti ma ci attaccano se vogliamo avvicinare l’Italia al resto d’Europa”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo all’evento sul referendum
della giustizia al Teatro Franco Parenti di Milano, promosso dai
gruppi parlamentari di Fdi di Camera e Senato.
“Non facciamo questa riforma perchè ce l’abbiamo con qualcuno, qui nessuno ha in mente di liberarci della magistratura. Quello che noi abbiamo in mente è sistemare quello che non funziona, anche per i magistrati, ma soprattutto per i cittadini, perchè quello che non funziona lo pagano gli italiani. Noi a loro abbiamo promesso una nazione migliore”, ha spiegato la presidente del Consiglio.
“La riforma della giustizia è sostenuta con convinzione da tantissimi magistrati, perchè serve a restituire alla magistratura quel prestigio umiliato da logiche correntiste e
restituire ai cittadini la fiducia nella giustizia”, ha aggiunto.
“Questo referendum è un’occasione straordinaria, non dovete voltarvi dall’altra parte, non stavolta, non restate a casa, vi riguarda tutti. Noi ce la stiamo mettendo tutta per modernizzare questo Paese però questa volta non ce la facciamo da soli, abbiamo bisogno di voi – ha proseguito Meloni -. Perchè quel segno, quella croce sul si, è più di una croce sul foglio, è l’idea del Paese in cui crediamo, il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli. Insieme possiamo aprire una pagina nuova per la giustizia italiana, per la nostra nazione. Quando gli italiani decidono di scrivere il proprio futuro non c’è niente che li possa fermare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’evento sul referendum della giustizia al Teatro Franco Parenti di Milano, promosso dai gruppi parlamentari di Fdi di Camera e Senato. “Votate no contro la Meloni? Intanto non c’è nessuna possibilità che io mi dimetta, voglio arrivare alla fine della legislatura – ha aggiunto poi la premier -. Voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro: quindi se non amate questo governo ma vi piace la riforma potete votare si. Avrete comunque occasione di mandare a casa questo governo alle prossime politiche, intanto però avrete una giustizia riformata e più moderna”. Questa riforma “non serve al governo, serve a tutti i cittadini, anche quelli che non votano e non mi detestano”, ha concluso.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Palermo, sfreccia a 150 km/h alla Favorita: maxi multa e raffica di controlli della Municipale

Sfrecciava tra le auto a circa 150 chilometri orari lungo i viali della Parco della Favorita.

Un motociclista è stato fermato e multato dagli agenti della Polizia Municipale di Palermo durante un servizio di controllo con telelaser effettuato in viale Ercole, nei pressi dell’ippodromo.
La velocità, ben oltre i limiti consentiti in ambito urbano, è stata rilevata con l’apparecchiatura in dotazione alle pattuglie impegnate nei controlli sulla sicurezza stradale.

Per il centauro sono scattate le sanzioni previste dal codice della strada.
L’episodio si inserisce in un più ampio piano di controlli annunciato dal comandante della polizia municipale, Angelo Colucciello, che ha disposto un’intensificazione delle verifiche sulle principali arterie cittadine.
Nei prossimi giorni saranno infatti impiegate anche pattuglie in moto civetta e un ufficio mobile della Polizia Stradale per monitorare il traffico e contrastare le violazioni più frequenti.
Particolare attenzione sarà rivolta anche ai monopattini e agli scooter elettrici modificati che superano il limite dei 20 chilometri orari, oltre che ai veicoli senza assicurazione o revisione e a quelli sottoposti a fermo amministrativo o fiscale.
Per rafforzare i controlli verranno inoltre utilizzate le apparecchiature “Lince Traffic”, sistemi in grado di individuare automaticamente i mezzi irregolari in circolazione.
Secondo la Municipale, molti degli incidenti registrati in città coinvolgono veicoli non in regola, motivo per cui i controlli verranno ulteriormente intensificati nelle prossime settimane. L’obiettivo è aumentare la sicurezza sulle strade e ridurre il numero di mezzi irregolari in circolazione.

Diritti umani in Iran, l’allarme di Pegah Moshir Pour a Sciacca (Video)

Donne coraggio e libertà in Iran

I diritti umani in Iran restano una questione centrale nel dibattito internazionale. A ribadirlo è l’attivista e consulente per i diritti umani e digitali Pegah Moshir Pour, intervenuta durante un incontro della Fidapa al quale ha collaborato la Mondadori, dedicato al tema della libertà e della condizione delle donne iraniane.
La scrittrice Italo-iraniana, intervenuta al circolo Garibaldi, ha sottolineato come i diritti umani in Iran non possano essere messi in secondo piano rispetto ai negoziati economici o agli equilibri geopolitici. Moshir Pour ha sottolineato che la popolazione iraniana chiede da quasi mezzo secolo la fine del regime e il riconoscimento delle libertà fondamentali.

Diritti umani in Iran e le conseguenze della guerra

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda l’impatto del conflitto attualmente in corso sulla popolazione civile.
Secondo Pegah Moshir Pour, la guerra non rappresenta una soluzione per liberare la popolazione. Un attacco esterno, al contrario, può rafforzare il regime e irrigidire ulteriormente il sistema di controllo interno.
In questo scenario, la popolazione si trova in una situazione estremamente complessa: da una parte deve difendersi dalle bombe, dall’altra continua a subire la repressione interna. Senza protezioni adeguate e senza il sostegno dello Stato, molti cittadini sono costretti a fronteggiare contemporaneamente la guerra e le restrizioni del regime.

Donne e diritti umani in Iran

Le donne sono tra le prime a pagare il prezzo delle crisi politiche e dei conflitti. Anche nel caso dei diritti umani in Iran, la loro condizione rappresenta uno degli aspetti più delicati.
Come sottolineato da Pegah Moshir Pour, spesso le donne vengono colpite per prime ma anche dimenticate più rapidamente. Se l’attenzione internazionale si sposta esclusivamente sugli aspetti militari o geopolitici, il rischio è che le loro battaglie per la libertà passino in secondo piano.
Negli ultimi anni centinaia di persone sono state arrestate o uccise durante le manifestazioni che chiedevano diritti e libertà. In questo momento, però, quella mobilitazione sembra essersi fermata, non perché la richiesta sia scomparsa, ma perché la popolazione è impegnata a difendersi e a sopravvivere.

L’importanza dell’opinione pubblica
Secondo l’attivista, mantenere viva l’attenzione internazionale è fondamentale. Continuare a parlare dei diritti umani in Iran significa sostenere la popolazione che ha manifestato per la libertà e che oggi rischia di essere dimenticata.
Il compito dell’opinione pubblica è quindi quello di ricordare che fino a poco tempo fa migliaia di persone erano scese in piazza per chiedere cambiamento, pagando spesso un prezzo altissimo in termini di arresti e repressione.

Il dialogo con i giovani promosso da Fidapa

Proprio con l’obiettivo di mantenere viva la riflessione su questi temi, la Fidapa, guidata da Maria Grazia Cascio, ha promosso l’incontro tra studenti e la scrittrice e attivista.
Durante l’iniziativa, Pegah Moshir Pour si è confrontata con i giovani del Classico Fazello e dell’Artistico Bonachia, in un dialogo diretto che ha permesso ai giovani di approfondire la situazione dei diritti umani in Iran e le difficoltà vissute dalla popolazione.
Il confronto generazionale è stato pensato come uno spazio di dialogo e testimonianza. Attraverso iniziative di questo tipo, l’associazione intende dare voce alle esperienze delle donne e promuovere una maggiore consapevolezza su questioni che superano i confini nazionali.

Chi è Pegah Moshir Pour

Nata in Iran nel 1990, Pegah Moshir Pour si è trasferita in Italia con la famiglia all’età di nove anni. Cresciuta tra le storie del Libro dei Re e i versi della Divina Commedia, oggi è una delle voci più autorevoli nella difesa dei diritti umani e dell’emancipazione femminile.
Collabora con «Repubblica» raccontando la realtà del suo Paese d’origine ed è diventata un punto di riferimento istituzionale e mediatico sul tema dei diritti. Per il suo impegno ha ricevuto le lodi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
È inoltre autrice del romanzo d’esordio La notte sopra Teheran, con cui continua a raccontare storie di identità, libertà e diritti.

Furti di rame senza sosta, colpo da 38 mila euro nelle campagne di Caltabellotta

Nuovo episodio di furto di rame nelle campagne di Caltabellotta. Negli ultimi giorni i ladri hanno preso di mira contrada Talia, dove sono stati tranciati e portati via circa 900 metri di cavi dell’illuminazione pubblica, lasciando al buio le abitazioni rurali della zona. Il colpo è stato messo a segno durante la notte tra il 7 e l’8 marzo. 

A denunciare l’accaduto è stato un funzionario dell’Enel. Il danno complessivo provocato alla società non è stato ancora quantificato con precisione, ma si stima che il valore del materiale sottratto possa aggirarsi intorno ai 38 mila euro.

Sull’episodio indagano i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per raccogliere eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili. Non si esclude, anche se al momento non vi sono certezze investigative, che dietro il furto possa esserci la stessa mano già protagonista di altri colpi analoghi nella zona.

Campofelice di Roccella in lutto: muore a 17 anni in un incidente sulla statale 113

Tragedia nel pomeriggio di ieri lungo la statale 113, in contrada San Nicola, nel territorio di Cefalù. Un grave incidente stradale è costato la vita a Matteo Messina, 17 anni, studente dell’Istituto alberghiero Mandralisca di Cefalù e molto conosciuto a Campofelice di Roccella.
Il giovane viaggiava a bordo di uno scooter Kymco 125 e stava rientrando a casa dopo aver partecipato a scuola a un incontro di orientamento in e formazione legato ai percorsi scuola-lavoro con la Scuola universitaria europea per il turismo di Cefalù. Intorno alle 17.15, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo si è scontrato con una Citroen C3 proveniente da Lascari, il cui conducente stava tentando di entrare in un vivaio.
L’impatto è stato violentissimo. Lo scooter è stato colpito in pieno e si è accartocciato. Le condizioni del ragazzo sono apparse subito gravissime ai primi soccorritori intervenuti sul posto. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma Matteo è spirato pochi minuti dopo essere stato caricato sull’ambulanza.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Cefalù e della stazione di Lascari per effettuare i rilievi e ricostruire la dinamica dello scontro. Presente anche il personale dell’Anas, che ha gestito la sicurezza del tratto stradale e la viabilità. A causa del restringimento della carreggiata si sono formate lunghe code e il traffico è tornato regolare soltanto dopo le 19.
La notizia ha profondamente scosso la comunità di Campofelice di Roccella. Matteo era molto conosciuto in paese: i suoi genitori sono i titolari del ristorante “La Torre di Elena”. Il sindaco Giuseppe Di Maggio ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.
«Ero diretto a Cefalù e ho visto questo grave incidente – ha raccontato il primo cittadino –. C’erano i carabinieri che regolavano il traffico, una Citroen bianca e un ragazzo con il casco disteso a terra che guardava verso Campofelice. Non avrei mai immaginato che fosse un nostro giovane concittadino».
Il sindaco ha spiegato di aver ricevuto poco dopo numerose telefonate per avere conferma della notizia. «Quando ho capito che era tutto vero – ha aggiunto – abbiamo rinviato anche il Consiglio comunale. L’intera comunità è sconvolta e addolorata per questo ennesimo lutto che colpisce Campofelice. Siamo vicini alla famiglia e faremo tutto il possibile per garantire il nostro sostegno istituzionale e umano».