“Campo largo” di opposizione all’attacco: “Randagismo simbolo del fallimento dell’amministrazione”

L’aggressione avvenuta nelle scorse ore in contrada Ferraro, dove una donna è stata attaccata da un cane randagio mentre si stava recando al lavoro, riaccende il dibattito politico sull’emergenza randagismo in città. L’episodio è stato raccontato dalla stessa vittima, Desire Cantone, in un’intervista rilasciata a Risoluto.it


A intervenire con una dura nota sono alcuni gruppi consiliari di opposizione al Comune di Sciacca, che parlano di un episodio che “non è solo un fatto di cronaca ma il simbolo del totale e definitivo fallimento delle politiche sul randagismo di questa amministrazione”.
Secondo i consiglieri firmatari del documento, esponenti del Pd, Ambrogio, Ruffo e Modica, del M5S, Curreri; di Controcorrente Brucculeri, dei Verdi, Daniela Campione e Blo’ del gruppo misto; la gestione del fenomeno negli ultimi anni sarebbe stata caratterizzata da “inerzia, superficialità e una gravissima assenza di visione strategica”.

Una situazione che, a loro dire, avrebbe ormai portato la questione fuori controllo.
“I continui solleciti, le proposte e le grida d’aiuto della cittadinanza – scrivono – sono rimasti inascoltati. L’amministrazione ha inanellato una serie di insuccessi che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica”.
Nel mirino dell’opposizione finiscono in particolare la mancanza di programmazione e l’assenza di interventi strutturali, soprattutto sul fronte delle sterilizzazioni e della gestione dei ricoveri per gli animali. I consiglieri parlano inoltre di “costi aumentati in modo esorbitante” e di “una incomprensibile incapacità di ascolto”, accusando l’amministrazione di aver eretto “un muro di gomma contro chiunque cerchi di evidenziare le criticità del territorio”.
Nel documento si sottolinea come gli episodi di aggressione non si fermino e come i branchi di cani randagi continuino a presidiare alcune aree sensibili della città.
Particolarmente duro il passaggio dedicato all’assessore competente. “Di fronte a un disastro politico e amministrativo di queste proporzioni – affermano – l’assessore continua a occupare la propria poltrona con un’arroganza politica sconcertante, comportandosi come se l’emergenza fosse un fenomeno atmosferico imprevedibile e non il risultato diretto della propria inefficienza”.
Per i gruppi di opposizione è ormai necessario “ammettere la realtà”, sostenendo che l’assessore “sia palesemente inadeguato a gestire questa delega”. Restare al proprio posto “dopo anni di nulla di fatto – prosegue la nota – è un’offesa alla città e a chi oggi si ritrova ferito nel corpo e nello spirito”.
I consiglieri chiedono quindi un’assunzione di responsabilità da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale, sottolineando come la città “esiga chiarezza e decisioni adeguate alla gravità della situazione”.

Gli stessi gruppi politici firmatari della nota di oggi, sono gli organizzatori di un convegno in programma domani sul referendum giustizia. Segno che nuove opposizioni e dinamiche politiche si muovono dentro e fuori l’aula consiliare.

La Polizia municipale transenna parte del marciapiede di via Allende a Sciacca

Transennato e messo in sicurezza dalla Polizia municipale parte del marciapiede di via Allende, a Sciacca.

Prima del Carnevale era stata la Futuris a sistemare delle reti provvisorie, dopo la festa la stessa Futuris le ha rimosse.

La zona in questione è quella più vicina al palco che era stato allestito per la manifestazione.

Adesso accanto ai blocchi fatti collocare dal Comune di Sciacca la Polizia municipale ha posizionato transenne e nastro per impedire ai pedoni di avvicinarsi ad una ringhiera che necessita di un intervento di messa in sicurezza.

Negli anni questa ringhiera in zone diverse ha mostrato segni di cedimento che hanno reso necessari lavori per la sostituzione.

Imposta di soggiorno, scatta la polemica per assenza di sindaco assessore alla seduta di 2 commissioni consiliari

Dopo la mancata partecipazione del sindaco Fabio Termine e dell’assessore al Turismo Francesco Dimino alla seduta congiunta delle commissioni consiliari II e VI tenutasi ieri mattina, i presidenti delle due commissioni, Giuseppe Catanzaro e Filippo Bellanca intervengono per chiarire la propria posizione e ricostruire quanto accaduto.
Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino alla stampa, l’assenza sarebbe stata causata da una comunicazione arrivata troppo tardi.

Una versione dei fatti che i presidenti delle commissioni respingono, sostenendo che la convocazione fosse stata inviata regolarmente già venerdì 6 marzo e che il sindaco fosse stato informato per conoscenza sin da quella data e a corredo alla stampa e’ stata inoltrata la convocazione.
I presidenti spiegano che la mancata trasmissione dell’invito formale al sindaco, all’assessore e agli uffici competenti sarebbe stata dovuta a un disguido con gli uffici incaricati di predisporre la convocazione.

L’inconveniente, precisano, sarebbe stato individuato nella giornata di lunedì, quando è stato immediatamente chiesto alla Presidenza del Consiglio comunale di provvedere all’invio ufficiale dell’invito agli interessati.
Nello stesso giorno, durante la seduta del Consiglio comunale, il presidente della Commissione Attività Produttive avrebbe informato direttamente l’assessore Dimino della correzione, invitandolo anche verbalmente a partecipare alla riunione prevista per la mattina di mercoledì, chiedendogli inoltre di avvisare il sindaco.
Alla seduta erano presenti gli uffici comunali competenti.

L’assessore Dimino aveva comunicato un possibile ritardo per impegni istituzionali e, proprio per questo motivo, l’inizio dei lavori è stato posticipato dalle 9 alle 9.30. L’assessore è arrivato intorno alle 10.30, mentre dal sindaco non sarebbe arrivata alcuna comunicazione.
I presidenti delle commissioni evidenziano inoltre di aver appreso che, proprio nella stessa mattinata, il sindaco aveva convocato un tavolo tecnico con gli stessi interlocutori che stavano partecipando alla riunione delle commissioni, a pochi metri dal suo ufficio.
Una circostanza che, spiegano, ha suscitato sorpresa e rammarico, anche alla luce del fatto che in passato lo stesso Fabio Termine, quando ricopriva il ruolo di presidente della Commissione Attività Produttive, aveva criticato l’allora sindaco Francesca Valenti per non aver preso parte a una seduta analoga.
Nel corso dell’incontro, fanno sapere i presidenti delle commissioni, si è comunque deciso insieme alle strutture presenti di aggiornare i lavori a mercoledì prossimo.

In quella occasione verrà convocata una nuova riunione, alla quale saranno invitati formalmente il sindaco e l’assessore al Turismo, con l’obiettivo di proseguire il confronto con gli operatori del settore.

Maxi frode sul gasolio: indagate 7 persone tra Catania, Enna e Roma

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catania ha eseguito cinque misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una presunta frode legata alle accise sui prodotti energetici.

I provvedimenti riguardano due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e tre divieti di esercitare attività d’impresa.
Complessivamente sono sette le persone indagate. L’operazione, coordinata dalla Procura di Catania, ha interessato diverse province italiane: Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma.
Con gli stessi provvedimenti è stato disposto anche il sequestro penale di beni mobili aziendali e liquidità appartenenti a una società di capitali e a due ditte individuali coinvolte nell’inchiesta, per un valore complessivo di oltre 235 mila euro. Inoltre è stato disposto il sequestro delle quote societarie, dei beni aziendali e delle disponibilità finanziarie di un’altra società che avrebbe beneficiato del sistema fraudolento.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catania attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e analisi della documentazione contabile ed extracontabile, ruotano attorno alla figura di A.C., 38 anni, imprenditore attivo nel settore del trasporto su gomma e della logistica.
Secondo gli investigatori, l’uomo – amministratore di diritto o di fatto di sei aziende di trasporto – avrebbe organizzato, insieme ad altre quattro persone, un sistema per rifornirsi di ingenti quantitativi di gasolio in totale evasione di Iva e accise, ottenendo così prezzi di acquisto molto più bassi e consistenti risparmi fiscali.
In particolare, grazie anche all’intermediazione di A.M., 78 anni, titolare di una società con sede nel Regno Unito, l’imprenditore si sarebbe rifornito più volte di carburante proveniente da tre raffinerie dell’Est Europa.
Il gasolio veniva trasportato in Italia su gomma e su rotaia, ma accompagnato da documentazione falsa che lo indicava come “liquido bio anticorrosivo”, un prodotto esente da imposte. I viaggi per il recupero del carburante sarebbero stati effettuati da tre autisti, tra cui P.P., 39 anni.
Le Fiamme gialle hanno stimato che il sistema avrebbe consentito l’introduzione e il consumo in frode di circa 400 mila litri di prodotto energetico.
Gasolio agricolo usato per i camion
Un secondo filone dell’indagine riguarda l’utilizzo di gasolio agevolato destinato all’agricoltura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore si sarebbe rifornito da un deposito di prodotti energetici nell’Ennese, gestito da A.G., 73 anni, per poi impiegare il carburante nel rifornimento dei mezzi aziendali.
Il gasolio agricolo beneficia infatti di un regime fiscale più favorevole, con Iva al 10% invece che al 22% e accise ridotte di circa 50 centesimi al litro rispetto al carburante destinato all’autotrazione.
L’indagine è tuttora in corso e gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Niscemi, il movimento No Muos convoca una manifestazione nazionale contro la guerra

Il Movimento No Mous ha annunciato una nuova mobilitazione nazionale che si terrà sabato 28 marzo 2026 alle ore 15 a Niscemi, nel territorio della provincia di Caltanissetta.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di esprimere contrarietà alla guerra e alla presenza delle infrastrutture militari statunitensi presenti in Sicilia e nel resto d’Italia.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, alla manifestazione stanno aderendo numerose realtà del mondo associativo, gruppi sociali e reti pacifiste.

La scelta di svolgere l’evento proprio a Niscemi non è casuale: la cittadina ospita infatti importanti strutture militari degli Stati Uniti, tra cui il sistema satellitare Mobile User Objective System e la stazione radio Naval Radio Transmitter Facility Niscemi, entrambe gestite dalla United States Navy. Si tratta di impianti inseriti nella rete globale di comunicazioni militari utilizzata da Washington per coordinare operazioni e missioni in diversi scenari internazionali.
La città nissena è tornata recentemente al centro dell’attenzione anche per una frana verificatasi nel mese di gennaio, che ha costretto numerose famiglie ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni.

Negli ultimi giorni, inoltre, nuovi cedimenti del terreno sarebbero stati segnalati nell’area in cui sorgono le antenne del sistema statunitense.
La manifestazione del 28 marzo, spiegano i promotori, vuole quindi riportare al centro del dibattito pubblico sia il tema della militarizzazione dell’isola sia le criticità ambientali e territoriali che interessano il territorio di Niscemi.

Diciassettenne con 300 grammi di hashish e 5 mila euro a Ribera, arrestato dai carabinieri


I carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato un diciassettenne al quale sono stati sequestrati 300 grammi di hashish e poco meno di 5 mila euro.

Si tratta di un tunisino, incensurato, in possesso di regolare permesso di soggiorno sul territorio italiano, trasferito al Malaspina di Palermo e che ha nominato difensore l’avvocato Giuseppe Tramuta.

Parte della droga sarebbe saltata fuori durante un controllo per strada e il resto nella perquisizione nell’abitazione del giovane.

A Ribera più volte è emerso il coinvolgimento di giovani quali presunti autori di attività di spaccio in una città nella quale l’emergenza droga rimane uno tra i problemi più gravi.

Mandorlo in Fiore 2026: spettacolo di droni alla Valle dei Templi e altri 4 giorni di eventi

Quasi venti minuti con lo sguardo rivolto al cielo. È l’immagine che meglio racconta l’atmosfera vissuta davanti al Tempio della Concordia, nel cuore della Valle dei Templi, dove migliaia di persone hanno assistito a uno spettacolo capace di sorprendere e emozionare.
Lo show di droni “Concordia Mundi” ha trasformato il cielo in una grande tela luminosa, dando vita a un racconto fatto di luce, suoni e suggestioni visive. Non i tradizionali fuochi d’artificio, ma una performance tecnologica che ha saputo fondere arte, immaginazione e simboli legati alla cultura del territorio.
Nel firmamento si sono alternate diverse figure luminose: farfalle, rami di mandorlo in fiore, il tamburello simbolo delle tradizioni popolari e un grande abbraccio, immagine universale di pace. Tra le sagome apparse anche i volti delle divinità dell’antichità e quello di Luigi Pirandello, simbolo culturale della città di Agrigento.
Il pubblico ha accompagnato ogni evoluzione con applausi, momenti di silenzio e grida di entusiasmo. Ma il messaggio più forte dello spettacolo non è stato una singola immagine: è stato il significato stesso della tecnologia utilizzata. In un periodo in cui i droni sono spesso associati a scenari di guerra, nella Valle dei Templi sono diventati strumenti di arte e dialogo tra i popoli, trasformandosi per una sera in un simbolo di pace.
Lo spettacolo si inserisce nel ricco programma del Mandorlo in Fiore, che continua ad animare la città con appuntamenti dedicati alla cultura, al folklore e all’incontro tra tradizioni provenienti da tutto il mondo.
Il programma dei prossimi giorni
Giovedì 12 marzo 2026
Ore 10:00 – Teatro Luigi Pirandello
23° Festival Internazionale I Bambini del Mondo, spettacolo dedicato alle scuole.
Ore 10:00 – Valle dei Templi
“La Passeggiata alla scoperta del mondo”, percorso guidato con gruppi folk e studenti.
Ore 11:00 – Da Piazza Pirandello a Piazza Cavour
Sfilata dei gruppi folk con esibizione finale in piazza.
Ore 16:30 – Da Piazza Pirandello a Piazza Cavour
Seconda sfilata dei gruppi folk con spettacolo conclusivo.
Ore 21:00 – Via Atenea
“Petali di Moda”, mostra di costumi tradizionali provenienti da diversi Paesi.
Ore 22:00 – Via Atenea
Street Folk Fest, festa in città con le delegazioni internazionali.
Venerdì 13 marzo 2026
Ore 09:30 – Prefettura di Agrigento
Cerimonia di ricevimento delle rappresentanze folk internazionali e scambio dei doni.
Ore 11:00 – Da Piazza Pirandello a Piazza Cavour
Sfilata ed esibizione dei gruppi folk.
Ore 17:00 – Piazza Pirandello
Saluto del sindaco e Fiaccolata dell’Amicizia, con sfilata fino al Viale della Vittoria.
Ore 21:00 – Palacongressi
68° Festival Internazionale del Folklore, presentato da Clizia Fornasier e Carmelo Lazzaro.
Sabato 14 marzo 2026
Ore 10:30 – Via Sacra, Valle dei Templi
“Passeggiata della Pace e della Fraternità”, nell’ambito del Festival I Bambini del Mondo.
Ore 11:00 – Da Piazza Pirandello a Piazza Cavour
Sfilata dei gruppi folk con esibizione.
Ore 16:00 – Palacongressi
68° Festival Internazionale del Folklore.
Ore 16:30 – Chiesa Madonna della Provvidenza
Preghiera interreligiosa per la pace tra i popoli.
Ore 21:00 – Palacongressi
Nuova serata del Festival Internazionale del Folklore con la conduzione di Fornasier e Lazzaro.
Domenica 15 marzo 2026
Ore 09:00 – Da Piazza Pirandello al Viale della Vittoria
Grande sfilata dei gruppi folk internazionali e regionali, con la partecipazione dei bambini e dei tradizionali carretti siciliani.
Ore 14:00 – Tempio della Concordia, Valle dei Templi
Cerimonia finale con l’assegnazione del Tempio d’Oro 2026, presentata da Clizia Fornasier e Carmelo Lazzaro.
Altri quattro giorni di appuntamenti che trasformano Agrigento in un palcoscenico internazionale dove tradizioni, culture e popoli diversi si incontrano nel segno della pace e della condivisione.

Disturbi alimentari, allarme tra i giovani: oltre 3 milioni di casi in Italia. I campanelli d’allarme

Cosa cambia, chi riguarda e perché è importante: I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione stanno assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sanitaria in Italia, colpendo in modo sempre più precoce adolescenti e giovani adulti. In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla del 15 marzo, l’Istituto Superiore di Sanità lancia il primo progetto nazionale di monitoraggio per mappare la diffusione del fenomeno. Riconoscere i primi segnali e intervenire tempestivamente è fondamentale per garantire percorsi di cura efficaci e contrastare lo stigma che ancora circonda queste patologie.

Un’emergenza sanitaria in crescita

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (D-NA), come l’anoressia nervosa, la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating), rappresentano un problema di salute pubblica sempre più rilevante. In Italia, le stime indicano che oltre tre milioni di persone convivono con queste patologie. La situazione è particolarmente critica tra i più giovani: i nuovi casi diagnosticati sono in costante aumento, accompagnati da un preoccupante abbassamento dell’età di esordio. L’anoressia nervosa, ad esempio, colpisce circa l’1% della popolazione, con una netta prevalenza femminile che si attesta tra l’80% e il 90% dei casi. Tuttavia, il fenomeno non risparmia la popolazione maschile e si sta diffondendo rapidamente anche tra gli adolescenti. Nonostante la gravità della situazione, nel nostro Paese mancano ancora dati nazionali consolidati che descrivano con precisione la reale portata del problema, rendendo difficile la programmazione di interventi mirati.

Il nuovo progetto di monitoraggio dell’ISS

Per colmare questa lacuna conoscitiva, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con il sostegno del Ministero della Salute, ha avviato il progetto “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: monitoraggio epidemiologico del fenomeno per l’intercettazione precoce e una presa in carico tempestiva”. L’iniziativa, che coinvolge inizialmente le Regioni Emilia-Romagna, Marche e Puglia, punta a costruire un sistema di sorveglianza continuo. Attraverso una piattaforma dedicata, verranno raccolti e analizzati dati su ricoveri, prestazioni territoriali, accessi al pronto soccorso e indicatori di mortalità. Come ha spiegato Rocco Bellantone, presidente dell’ISS: “Disporre di dati affidabili ci consentirà di avere una mappa reale dei bisogni, favorire l’identificazione precoce dei disturbi e garantire percorsi di presa in carico multidisciplinare più efficaci e continuativi”.

La rete dei servizi sul territorio

Attualmente, la mappa dei servizi dedicati ai disturbi alimentari in Italia mostra una distribuzione disomogenea. A febbraio 2026, risultano censite 232 strutture: 176 centri di cura (di cui 141 del Servizio Sanitario Nazionale) e 56 associazioni di supporto. La maggior parte di questi centri si concentra nel Nord Italia (85), seguito dal Sud e Isole (55) e dal Centro (36). All’interno di queste strutture operano oltre duemila professionisti, organizzati in équipe multidisciplinari che includono psichiatri, psicologi, medici, nutrizionisti e dietisti. I centri seguono prevalentemente giovani adulti tra i 18 e i 25 anni, ma la presa in carico si sta estendendo sempre più anche agli adolescenti e agli adulti, a testimonianza della trasversalità del fenomeno.

Come riconoscere i campanelli d’allarme

La diagnosi precoce è un elemento cruciale nel trattamento dei disturbi alimentari. La dottoressa Cristina Cavallini, direttrice della Disease Unit per i Disturbi della Condotta Alimentare dell’Ospedale San Raffaele-Turro, sottolinea l’importanza di non sottovalutare i primi segnali: “Intervenire immediatamente di fronte ai segnali precoci, come cambiamenti dell’appetito o dell’immagine corporea, può prevenire esiti gravi e favorire un percorso terapeutico efficace e sostenibile nel tempo”. I genitori e gli educatori devono prestare attenzione a comportamenti anomali legati al cibo, come l’ossessione per le calorie, il rifiuto di mangiare in compagnia, l’eccessiva attività fisica o sbalzi d’umore improvvisi. Questi segnali non vanno interpretati come semplici “capricci” adolescenziali, ma come potenziali sintomi di un disagio profondo che richiede l’intervento di specialisti.

La Giornata del Fiocchetto Lilla e le iniziative di sensibilizzazione

Il 15 marzo si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, un’occasione fondamentale per accendere i riflettori sui disturbi alimentari e combattere lo stigma. Il Ministero della Salute ha lanciato una campagna di comunicazione per ricordare che queste patologie richiedono ascolto, cura e supporto professionale adeguato. Molte strutture sanitarie, come l’Ospedale San Raffaele-Turro di Milano, organizzano open day, colloqui psico-nutrizionali gratuiti e laboratori di “Culinary Medicine”. Queste iniziative mirano a promuovere un rapporto sano con il cibo e ad avvicinare le persone alle risorse cliniche disponibili, dimostrando che dalla malattia si può guarire attraverso percorsi di cura integrati e personalizzati.

Conclusione

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono patologie complesse che non possono essere affrontate in solitudine. Il nuovo progetto di monitoraggio dell’ISS rappresenta un passo importante verso una migliore comprensione del fenomeno. Tuttavia, la vera sfida si gioca sul piano della prevenzione e dell’ascolto. Riconoscere i segnali d’allarme e chiedere aiuto tempestivamente sono le chiavi per invertire la rotta e restituire a migliaia di giovani la speranza di un futuro sereno. Fonte: Sanità Informazione | AgenSalute

Modello 730/2026: nuove aliquote IRPEF, detrazioni e bonus. Ecco tutto quello che cambia

La dichiarazione dei redditi 2026 porta con sé novità importanti per milioni di contribuenti italiani. La riforma IRPEF diventa strutturale: gli scaglioni passano definitivamente da quattro a tre. L’aliquota del secondo scaglione scende dal 35% al 33%. Cambiano le regole per figli a carico, bonus edilizi e detrazioni. Il 730 precompilato sarà disponibile da aprile 2026, con scadenza fissata al 30 settembre. Ecco cosa cambia, chi ci guadagna e come prepararsi.

I nuovi scaglioni IRPEF 2026: chi risparmia e quanto

La Legge di Bilancio 2026 ha reso permanente la riforma degli scaglioni IRPEF, già introdotta in via sperimentale. Le aliquote sono ora tre, contro le quattro precedenti. Per i redditi fino a 28.000 euro l’aliquota resta al 23%. Per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro l’aliquota scende dal 35% al 33%. Per i redditi oltre 50.000 euro l’aliquota resta al 43%. La riduzione più significativa riguarda chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro. In termini pratici, un lavoratore con un reddito di 35.000 euro pagherà meno imposte rispetto agli anni precedenti. Il risparmio può tradursi in qualche centinaio di euro su base annua. Non è una rivoluzione, ma è un segnale concreto di alleggerimento fiscale per il ceto medio. Per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi c’è un’ulteriore buona notizia. La detrazione per redditi da lavoro dipendente è stata rafforzata: per chi non supera i 15.000 euro annui, lo sconto fiscale sale a 1.955 euro. Un bonus fino a 960 euro è previsto per i redditi sotto i 20.000 euro.

Redditi alti: cosa cambia per chi guadagna oltre 75.000 euro

Sul versante opposto, la riforma stringe le maglie per i redditi medio-alti. Le spese detraibili non sono più riconosciute integralmente, ma vengono calcolate applicando un coefficiente a un importo base che si riduce con l’aumentare del reddito. Per chi ha un reddito tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base è di 14.000 euro. Per chi supera i 100.000 euro, scende a 8.000 euro. Il calcolo tiene conto anche della presenza di figli fiscalmente a carico, con coefficienti crescenti in base alla dimensione familiare. Per i contribuenti con reddito superiore a 200.000 euro è previsto un ulteriore taglio di 440 euro sulle detrazioni al 19%. Restano escluse da questa limitazione le spese sanitarie, gli investimenti in start-up o PMI innovative e gli oneri legati a mutui e assicurazioni.

Figli a carico e familiari: le nuove regole

Cambiano in modo significativo le regole sulle detrazioni per i familiari. La novità più rilevante è che non sono più riconosciuti benefici fiscali per i figli con più di 30 anni, salvo che siano portatori di disabilità certificata. La detrazione resta valida per i figli tra 21 e 30 anni, indipendentemente dal fatto che siano naturali, adottivi o affidati. Per gli altri familiari a carico, il beneficio viene circoscritto ai soli ascendenti conviventi. Inoltre, le detrazioni non spettano ai contribuenti non appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo per i familiari residenti all’estero. Anche quando non spetta la detrazione per i figli sotto i 21 anni, alcune spese restano comunque detraibili al 19%: spese scolastiche e universitarie, attività sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni, spese mediche e farmaceutiche, abbonamenti ai mezzi pubblici.

Bonus edilizi e ristrutturazioni: le aliquote 2026

Le agevolazioni per ristrutturazioni, efficientamento energetico e interventi antisismici sostenuti nel 2025 sono riconosciute nella misura ordinaria del 36%. L’aliquota sale però al 50% quando i lavori riguardano l’abitazione principale del contribuente. Il legislatore concentra dunque il sostegno fiscale sulla prima casa, riducendo il beneficio sulle seconde abitazioni. Chi ha effettuato lavori di ristrutturazione sulla propria abitazione principale nel 2025 potrà recuperare metà della spesa in dieci anni attraverso la detrazione fiscale. Tra le altre novità, il limite delle somme soggette a imposta sostitutiva per i premi aziendali sale a 5.000 euro. Per i neoassunti a tempo indeterminato nel 2025, i rimborsi del datore di lavoro per affitto e manutenzione dell’alloggio non concorrono a formare reddito per i primi due anni, fino a 5.000 euro annui.

Scadenze e consigli pratici per il 730/2026

Il calendario della dichiarazione dei redditi 2026 prevede la disponibilità del 730 precompilato a partire da aprile 2026. Il termine ultimo per l’invio, sia della versione precompilata che di quella ordinaria, è fissato al 30 settembre 2026. Il contribuente può scegliere diverse modalità di presentazione: direttamente online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, attraverso un CAF, un professionista abilitato o il sostituto d’imposta. La dichiarazione precompilata resta la soluzione più conveniente per chi ha una situazione fiscale semplice, perché riduce il rischio di errori e velocizza i tempi di rimborso. Il consiglio per tutti i contribuenti è raccogliere fin da ora la documentazione necessaria: CU 2026, ricevute di spese mediche, scolastiche, sportive, bollettini di mutuo, ricevute di ristrutturazione. Prepararsi per tempo significa evitare errori e non perdere detrazioni a cui si ha diritto. Fonte: FISCOeTASSE.com | Tiscali Risparmio

La marineria di Sciacca in stato di agitazione, a breve blocco di tutti i natanti (Video)

Entro fine settimana è previsto che il prezzo del gasolio per la pesca sfondi il tetto di un euro al litro. Questa mattina la marineria di Sciacca, riunita in assemblea, ha proclamato lo stato di agitazione. Nell’arco di alcuni giorni si dovrebbe andare al blocco totale dei natanti anche se prima di assumere una decisione di questo tipo è previsto un altro incontro e questa volta con il coinvolgimento delle altre marinerie agrigentine.

Al momento sono una ventina i natanti che vanno in pesca, quasi tutti volanti a coppia. Da un lato il caro gasolio e dall’altro la mucillagine che blocca l’attività anche dei pochi natanti che anche negli ultimi giorni hanno preso il largo sta determinando quella che viene definita la crisi peggiore del settore degli ultimi anni.

La decisione di procedere intanto con lo stato di agitazione è stata assunta nel corso dell’assemblea alla quale sono intervenuti i rappresentanti delle cooperative Pescatori, con Vincenzo Marinello e Vito Colletti, Madonna del Soccorso con Salvatore Scaduto e Calogero Bono, e San Paolo Consulting con Gaspare Sclafani.

Si attendo risposte dal ministero della Pesca per un credito d’imposta sul gasolio e dalla Regione per un sostegno alle imprese.