ROMA (ITALPRESS) – “Il 25 aprile è tutti i giorni: perchè la
Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo sono gli atti
fondativi della nostra Repubblica, plasmata dai valori
dell’antifascismo e della democrazia. Anche quest’anno non è
mancata qualche polemica, che però non vale a distrarci dalla
profonda e diffusa esigenza di rinnovare questa memoria
collettiva. Omaggiamo chi – 80 anni or sono – ha sacrificato per
tutti noi la vita, la libertà, la famiglia, la gioventù per
chiudere le porte ai nazifascisti, alla guerra e all’odio.
Dobbiamo essere uniti nell’impegno a non riaprirle mai più.
Viva la Liberazione”. Così, in un post su Facebook, il presidente
del M5S Giuseppe Conte.
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Conte “Repubblica plasmata su antifascismo e democrazia”
Crosetto “La Repubblica affonda le radici in scelta di libertà”
ROMA (ITALPRESS) – “La storia della nostra Repubblica affonda le radici in una scelta coraggiosa compiuta in uno dei momenti più difficili del Novecento: la decisione di affermare la libertà. In un Paese lacerato dalla guerra, occupato e ferito, fu il popolo italiano, militari, civili, donne e nomini comuni, a rialzarsi, a unirsi nella lotta contro l’oppressione, a credere che un domani diverso fosse ancora possibile. Da quella resistenza, morale e civile, nacque l’Italia libera, democratica e repubblicana”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel messaggio alle donne e agli uomini della Difesa per l’80° Anniversario della Liberazione.
“Ricordare il 25 aprile non è solo celebrare una data, ma rinnovare una responsabilità, custodire un’eredità che non può essere data per scontala: la libertà, sancita nella nostra Costituzione, che ci impegna ogni giorno come cittadini e come servitori dello Stato“, aggiunge.
“E’ la stessa libertà conquistala a caro prezzo, ottant’anni fa. Mai come oggi, il rumore di alcune armi e il silenzio insidioso di altre ci ricordano che pace e libertà non sono conquiste definitive, ma beni preziosi da difendere quotidianamente con consapevolezza e responsabilità”.
Quindi, rivolgendosi alle donne e agli uomnini delle forza armate, Crosetto ha voluto rivolgere “a ciascuno di voi un sentito ringraziamento per la professionalità e la dedizione con cui servite quotidianamente il Paese, sia in Italia sia all’estero. Con il vostro impegno, date concretezza al concetto più profondo di questa ricorrenza: l’importanza di preservare, ogni giorno, la nostra storia, scritta nel segno della libertà, valore fondante della democrazia. Buona festa della Liberazione: ‘Libertà, una storia che si difende ogni giornò”.
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Tajani “Continuare a difendere la libertà tutti insieme”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi è la festa di tutti gli italiani, è la festa del Tricolore, non di parte. La sobrietà non significa non celebrare una data storica, che ricorda la riconquista della libertà, che deve farci continuare a guardare in avanti. Noi dobbiamo continuare a difendere la libertà e si difende ogni giorno tutti quanti insieme”. Così il vicepremier e ministro, Antonio Tajani, a margine della visita alle Fosse ardeatine per il 25 aprile.
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Mattarella “Valori della Resistenza sempre attuali” / VIDEO
GENOVA (ITALPRESS) – “Non ci può essere pace soltanto per alcuni, benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri. E’ la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco. Ecco perché è sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al teatro Ivo Chiesa di Genova per la festa della Liberazione.
MATTARELLA DEPONE CORONA D’ALLORO ALL’ALTARE DELLA PATRIA VIDEO
“Nella sua ‘Fratelli tutti – ha proseguito Mattarella citando il pontefice – ci ha esortato a superare ‘conflitti anacronisticì ricordandoci che ‘ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti”.
Il capo dello Stato ha quindi sottolineato come “la Resistenza si pose l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli” e come “anche dalle diverse Resistenze nacque l’idea dell’Europa dei popoli, oggi incarnata dalla sovranità popolare espressa dal Parlamento di Strasburgo. Furono esponenti antifascisti coloro che elaborarono l’idea d’Europa unita, contro la tragedia dei nazionalismi che avevano scatenato le guerre civili europee. Difendere la libertà dei popoli europei è compito condiviso. Ora l’eguaglianza, la affermazione dello Stato di diritto, la cooperazione, la stessa libertà e la stessa democrazia, sono divenuti beni comuni dei popoli europei da tutelare da parte di tutti i contraenti del patto dell’Unione Europea”, ha concluso Mattarella.
IL VIDEO DELLE PAROLE DI MATTARELLA
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L’arte di Pippo Vaccaro in Vaticano con un ritratto di Papa Francesco
Alla notizia della morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile scorso, l’Italia e il mondo intero si sono uniti nel cordoglio per la scomparsa del pontefice. Tra le testimonianze più toccanti di affetto e devozione figura anche l’opera di Pippo Vaccaro, artista sambucese, la cui arte ha avuto l’onore di entrare in diretto contatto con il Santo Padre.
Mercoledì 29 maggio dello scorso anno, un dipinto realizzato da Vaccaro fu consegnato personalmente a Papa Francesco da una delegazione ufficiale della Nazione di Malta, guidata dal sindaco di Valletta, Alfred Zammit. Il quadro, un olio su tela 40×50 cm intitolato “Il Papa Medita”, ritrae il pontefice in un momento di riflessione profonda. Secondo quanto riferito dallo stesso artista, il Santo Padre si emozionò sinceramente nel riceverlo.
Ma il legame tra Pippo Vaccaro e Papa Francesco non nasce con questa opera. Già nel 2013, grazie alla collaborazione con Don Lillo Di Salvo, arciprete di Sambuca e oggi parroco a Favara, l’artista fu chiamato a realizzare due ritratti ufficiali del Santo Padre su commissione degli apparati vaticani. Anche in quel caso si trattò di oli su tela 40×50 cm: uno oggi custodito nella sala delle cerimonie del Vaticano, l’altro collocato nella biblioteca papale.
Vaccaro è già noto per i suoi ritratti di figure religiose come don Pino Puglisi. Le sue opere oggi rappresentano una memoria visiva e sentimentale del pontificato di Francesco, e la loro presenza all’interno delle mura vaticane è motivo di orgoglio per l’intera comunità sambucese.
Insultare il marito o umiliarlo è reato di maltrattamenti: la Cassazione condanna la moglie, ecco cosa rischia
Il reato di maltrattamenti in famiglia si configura anche per offese, insulti e umiliazioni psicologiche. La recente sentenza della Cassazione condanna una moglie per violenza verbale e pressioni psicologiche sul marito.
Umiliare e insultare ripetutamente il coniuge può integrare il reato di maltrattamenti in famiglia. A stabilirlo è la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 14522/2022, ha ribaltato l’assoluzione di una donna accusata di vessazioni psicologiche e verbali nei confronti del marito. Il caso ha suscitato attenzione perché conferma che la violenza domestica non è solo fisica, ma può essere riconosciuta anche nelle condotte verbali offensive e reiterate, capaci di ledere la dignità e l’integrità psico-fisica della vittima, senza distinzioni di genere.
La vicenda: condanna per maltrattamenti in famiglia
Inizialmente, la Corte d’Appello aveva assolto la donna, ritenendo che ingiurie e minacce non gravi non fossero sufficienti a configurare il reato di maltrattamenti. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato questa decisione, riconoscendo il comportamento reiterato della donna come una forma di violenza psicologica sistematica, aggravata dal fatto che le offese avvenivano davanti al figlio minorenne.
La donna era stata in precedenza condannata in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione per le seguenti condotte:
- Insulti e aggressioni verbali continue, finalizzate a svalutare il marito e minarne l’autostima.
- Minacce e pressioni psicologiche per mantenere il controllo sulla vittima, creando un clima di paura e sottomissione.
- Episodi di umiliazione, sia in pubblico che in privato, ledendo la dignità del coniuge.
- Isolamento sociale, limitando i contatti del marito con amici e familiari.
Queste condotte hanno creato un ambiente familiare intollerabile, tale da spingere il marito a rimanere in casa solo per paura di perdere il rapporto con il figlio.
La decisione della Cassazione: anche la violenza psicologica è reato
La Corte di Cassazione ha chiarito che il reato di maltrattamenti non richiede necessariamente violenze fisiche, ma si configura anche in presenza di comportamenti offensivi ripetuti, sorretti da dolo generico, cioè dalla consapevolezza di arrecare sofferenza alla vittima.
In particolare, la Cassazione ha sottolineato che:
“Integra il delitto di maltrattamenti in famiglia anche la privazione della funzione genitoriale di un coniuge, ottenuta tramite lo svilimento della sua figura morale agli occhi dei figli, specie se questi assistono sistematicamente alle vessazioni.”
Questa interpretazione rafforza la tutela della dignità personale e genitoriale, evidenziando l’impatto devastante che la violenza psicologica può avere non solo sulla vittima diretta, ma anche sui figli minori, costretti ad assistere a continui episodi di umiliazione e conflitto.
Cosa rischia chi maltratta il coniuge con insulti e umiliazioni
Chi si rende responsabile di maltrattamenti in famiglia rischia pene fino a sette anni di reclusione, con aggravanti se il reato è commesso in presenza di minori. Anche le condotte verbali e psicologiche ripetute, se finalizzate a sottomettere o umiliare il partner, possono configurare il reato, come confermato dalla Cassazione.
Questa sentenza rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento della violenza psicologica all’interno delle mura domestiche, offrendo maggiore protezione alle vittime, indipendentemente dal genere, e contribuendo a contrastare ogni forma di abuso familiare.
Termine: “Ztl a maggio e tanti festival in estate” (Video)
Dal mese di maggio tornerà a Sciacca la Zona a traffico limitato. Il provvedimento di chiusura al traffico di via Licata e corso Vittorio Emanuele sarebbe dovuto scattare gia’ da oggi, invece alcuni problemi tecnici per il varco elettronico spostato da via Incisa a ridosso del cortile San Domenico.
Lo ha annunciato il sindaco Fabio Termine che con fermezza, ha ribadito la Ztl nel periodo estivo come lo scorso anno, ma con dei correttivi.
Con l’estate arriveranno anche le manifestazioni di intrattenimento. Termine conferma lo svolgimento dei festival che già hanno caratterizzato il cartellone estivo come Azzurro Food, lo Street Food.
Pulizia delle spiagge di Sciacca, Patti: “Primo intervento effettuato” (Video)
Sono già stati effettuati, in vista delle giornate del 25 aprile e del primo maggio, quando le spiagge di Sciacca ricevono i primi bagnanti, lavori di pulizia che sono andati avanti per dieci giorni. Lo ha annunciato l’assessore comunale all’Ambiente, Salvino Patti.
“Sono state pulite le spiagge Foggia, Stazzone, Tonnara e San Marco – dice Patti – ed a maggio verrà effettuato un secondo intervento di pulizia straordinaria. La pulizia ordinaria vogliamo anticiparla di qualche settimana rispetto alla data del primo giorno. Più di una volta a settimana ogni spiaggia verrà interessata dal servizio di pulizia ordinaria. Dove non si potrà arrivare con il mezzo opereranno gli addetti alla pulizia. Confidiamo nell’aiuto della gente nel tenere pulite le spiagge – aggiunge Patti – e siamo ottimismi sul fatto che la nostra comunità continui a crescere per il rispetto dell’ambiente”.
Detrazioni fiscali 2025, stretta per i coniugi separati: stop alle agevolazioni IRPEF, ecco cosa cambia e come aggiornare la dichiarazione dei redditi
La Legge di Bilancio 2025 porta importanti novità sulle detrazioni fiscali per familiari a carico, con un impatto diretto per i coniugi legalmente separati. Dal 1° gennaio 2025, infatti, non sarà più possibile ottenere le agevolazioni IRPEF per il coniuge separato, ridefinendo così i criteri di chi può essere considerato fiscalmente a carico.
Scopriamo nel dettaglio cosa cambia, chi perde le detrazioni e quali sono le regole aggiornate per evitare errori nella prossima dichiarazione dei redditi.
Coniuge separato, stop alle detrazioni fiscali 2025: cosa prevede la nuova legge
Con l’approvazione della Legge n. 207/2024, l’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) è stato modificato, ridefinendo le detrazioni per carichi di famiglia. Tra le novità principali:
- Esclusione del coniuge separato dalle persone fiscalmente a carico, anche se convivente o non autosufficiente.
- Fine dell’inserimento del coniuge separato nella categoria “altri familiari a carico”, riservata solo ad ascendenti conviventi (genitori, nonni).
- Abolizione della detrazione di 750 euro per i coniugi separati, che resta valida solo per gli ascendenti.
Fino al 2024, chi aveva un coniuge separato e non economicamente autonomo poteva, in alcuni casi, beneficiare delle detrazioni IRPEF, soprattutto in presenza di convivenza o di assegni non stabiliti dal giudice. Con le nuove regole, questa possibilità viene completamente eliminata.
Detrazioni fiscali 2025: cosa resta invariato per i coniugi non separati
Chi ha un coniuge non separato può continuare a beneficiare delle detrazioni IRPEF per coniuge a carico, purché il reddito del coniuge non superi:
- 2.840,51 euro annui (reddito complessivo);
- 4.000 euro annui per i figli fino a 24 anni.
L’importo massimo della detrazione per il coniuge a carico è di 800 euro, ma varia in base al reddito del contribuente: maggiore è il reddito, minore sarà la detrazione spettante.
Nessun cambiamento per i figli a carico: resta l’Assegno Unico Universale
Per i figli a carico, il sistema delle detrazioni IRPEF è stato sostituito, a partire dal 2022, dall’Assegno Unico Universale INPS, che copre:
- Figli minorenni;
- Figli fino a 21 anni, a determinate condizioni.
L’assegno mensile, basato sull’ISEE e sulla composizione del nucleo familiare, resta il principale strumento di supporto per le famiglie con figli, senza ulteriori cambiamenti nel 2025.
Come aggiornare la dichiarazione dei redditi 2025
Alla luce delle nuove regole, i contribuenti dovranno prestare attenzione nel compilare la dichiarazione dei redditi 2025:
- Escludere il coniuge separato dai familiari a carico, anche se convivente.
- Aggiornare correttamente il modello per le detrazioni per i lavoratori dipendenti, per evitare errori nelle trattenute IRPEF.
- Monitorare il proprio ISEE, nel caso di figli a carico, per ricevere il corretto importo dell’Assegno Unico Universale.
In caso di errori, si rischiano sanzioni fiscali o richieste di rettifica da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale.
Conclusione
Le nuove regole sulle detrazioni fiscali 2025 segnano una stretta importante per i coniugi separati, che non potranno più essere considerati a carico nella dichiarazione dei redditi. È fondamentale aggiornare correttamente i dati fiscali per evitare problemi e continuare a beneficiare delle agevolazioni spettanti.
Venticinque aprile a Sciacca, Termine: “Nessuna sobrietà qui” (Video)
Non si è adeguato al monito suggerito dal Governo e il sindaco Fabio Termine anzi, ha voluto ribadire il suo pensiero riguardo al venticinque aprile anche questa mattina prendendo parte alla cerimonia che si è svolta stamattina dinnanzi al monumento ai Caduti di piazza Saverio Friscia alla presenza di tutte le autorità civili e militari.
“Non è una festa da vivere in sobrietà – ha detto il primo cittadino – non capisco come si può farlo in sobrietà visto che e’ la ricorrenza che ha dato il via a tutto”.
Corone d’alloro sono state deposte al monumento dedicato ai Marinai d’Italia e al Milite Ignoto.
Poi ha fatto seguito un momento di raccoglimento, di preghiera, di ricordo e di riflessione con gli interventi dell’arciprete Giuseppe Marciante e del sindaco.
Infine, la lettura dei nomi dei partigiani saccensi che hanno partecipato al movimento di Resistenza.
L’Amministrazione comunale sostiene inoltre, tutte le iniziative che celebrano l’anniversario e i suoi valori. A tal proposito, con l’assessorato alla Cultura, ha patrocinato la presentazione del libro “Uscire dall’oblio. Il contributo della provincia di Agrigento alla lotta di liberazione dal nazifascismo” scritto da Calogero Segreto edito dalla Aulino Editore. Il libro sarà presentato il 28 aprile al multisala Badia Grande, con inizio alle ore 18.



