Prima giornata di test a Norris, Leclerc 4° e Hamilton 13°

SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Lando Norris davanti a tutti al termine della prima giornata di test preseason in Bahrain. Sul circuito di Sakhir il britannico della McLaren, sceso in pista in ritardo dopo qualche problema di assetto, ha stampato la miglior prestazione di giornata fermando il cronometro sul tempo di 1’30″430. Lontano Oscar Piastri, 17° a 1″654. “Siamo entusiasti di essere tornati in pista. Non c’è un chiaro favorito e mi aspetto almeno quattro team in grado di vincere delle gare. Le differenze tra le macchine di stanno assottigliando sempre di più”, il commento in mattinata del ceo McLaren Zak Brown. In seconda piazza c’è George Russell su Mercedes a 0″157. Max Verstappen è terzo a 0″244. L’olandese e pluri-iridato della RedBull, nonostante una monoposto piuttosto bloccata sull’anteriore, è riuscito a mettere insieme un buon tempo. In quarta posizione ecco Charles Leclerc (+0″448). Il monegasco della Ferrari ha trovato la miglior prestazione dopo pochi tentativi e si è poi concentrato sulla simulazione gara. Passo gara, sempre da prendere con le pinze non conoscendo i carichi di benzina, in cui la McLaren è sembrata più costante sia di Ferrari che di Red Bull. Molto incostante Russell. Entrambe le Williams in top ten. Carlos Sainz è quinto a 0″525, mentre Alexander Albon, terzo nella sessione mattutina, nono a 1″143. Ottima giornata per Andrea Kimi Antonelli. Il classe 2006 ha portato la sua Mercedes in prima posizione al mattino e ha trovato subito un buon feeling con la vettura portando a termine ben 78 giri. Il pilota italiano è sceso in settima piazza dopo la sessione pomeridiana. Liam Lawson è ottavo, con testacoda (senza conseguenze), all’esordio in Red Bull. Lewis Hamilton è 13° a 1″404. Il sette volte campione del mondo, alla sua prima stagione con la Rossa, ha chiuso al quinto posto nella sessione mattutina. Qualche correzione di troppo e un feeling con la monoposto da trovare per il britannico, che però è stato molto costante nella simulazione gara. Attardate sia le Aston Martin che le Haas. Fernando Alonso e Lance Stroll sono 15^ e 16^. Esteban Ocon e Oliver Bearman chiudono la classifica in 19^ e 20^ posizione. Esordi in Formula 1 per Isack Hadjar (Racing Bulls), 11°, e Gabriel Bortoleto (Kick Sauber), 12°.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Per il Papa lieve miglioramento, rientrata l’insufficienza renale

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Le condizioni cliniche del Santo Padre nelle ultime 24 ore hanno mostrato un ulteriore, lieve miglioramento. La lieve insufficienza renale riscontrata nei giorni scorsi è rientrata. La TAC torace, eseguita ieri sera, ha evidenziato una normale evoluzione del quadro flogistico polmonare”. E’ quanto si legge nel bollettino della Sala Stampa Vaticana sulle condizioni di Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli.
“Gli esami ematochimici ed emacrocitometrici della giornata odierna hanno confermato il miglioramento di ieri – prosegue il bollettino -. Il Santo Padre continua l’ossigenoterapia ad alti flussi; anche oggi non ha presentato crisi respiratorie asmatiformi. Continua la fisioterapia respiratoria. Pur registrando un lieve miglioramento, la prognosi rimane riservata. Nel corso della mattina il Santo Padre ha ricevuto l’Eucarestia. Il pomeriggio è stato dedicato alle attività lavorative”.

– Foto IPA Agency –

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Per il Papa lieve miglioramento, rientrata l’insufficienza renale

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Le condizioni cliniche del Santo Padre nelle ultime 24 ore hanno mostrato un ulteriore, lieve miglioramento. La lieve insufficienza renale riscontrata nei giorni scorsi è rientrata. La TAC torace, eseguita ieri sera, ha evidenziato una normale evoluzione del quadro flogistico polmonare”. E’ quanto si legge nel bollettino della Sala Stampa Vaticana sulle condizioni di Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli.
“Gli esami ematochimici ed emacrocitometrici della giornata odierna hanno confermato il miglioramento di ieri – prosegue il bollettino -. Il Santo Padre continua l’ossigenoterapia ad alti flussi; anche oggi non ha presentato crisi respiratorie asmatiformi. Continua la fisioterapia respiratoria. Pur registrando un lieve miglioramento, la prognosi rimane riservata. Nel corso della mattina il Santo Padre ha ricevuto l’Eucarestia. Il pomeriggio è stato dedicato alle attività lavorative”.

– Foto IPA Agency –

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Schillaci “Nuovo piano pandemico non sarà copia sbiadita dei precedenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il nuovo piano strategico 2025-29 per fronteggiare eventuali pandemie rappresenta un cambio di paradigma chiaro rispetto al passato, non una semplice formalità burocratica o la fotocopia sbiadita di documenti precedenti: sarà uno strumento operativo concreto, con finanziamenti adeguati e responsabilità chiaramente definite”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci durante il question time in Aula a Montecitorio. “Il piano persegue cinque obiettivi concreti – continua Schillaci -. Proteggere la salute pubblica riducendo la diffusione e la mortalità delle infezioni, garantire un coordinamento efficace tra istituzioni, minimizzare l’impatto sui servizi sanitari essenziali, tutelare la salute degli operatori sanitari in prima linea e coinvolgere attivamente i cittadini con informazione trasparente: non sono solo buone intenzioni ma attività operative ben definite con una comunicazione chiara, senza allarmismi o stigmatizzazioni. Il piano stabilisce inoltre una precisa scala di ruoli e una responsabilità di tutte le istituzioni, con una catena di comando chiara ed efficace in caso di emergenza. Tutto questo è sostenuto da investimenti concreti, corrispondenti a 50 milioni di euro per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 300 milioni per il 2027 – sottolinea il ministro -. In passato spesso si è sbagliato, trascurando l’importanza della prevenzione e limitandosi a fotocopie di piani sbrigativi o inadeguati: la prevenzione non deve essere uno slogan, ma un impegno concreto da non sacrificare sull’altare di polemiche strumentali o visioni ideologiche”.

– Foto IPA Agency –

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Schillaci “Nuovo piano pandemico non sarà copia sbiadita dei precedenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il nuovo piano strategico 2025-29 per fronteggiare eventuali pandemie rappresenta un cambio di paradigma chiaro rispetto al passato, non una semplice formalità burocratica o la fotocopia sbiadita di documenti precedenti: sarà uno strumento operativo concreto, con finanziamenti adeguati e responsabilità chiaramente definite”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci durante il question time in Aula a Montecitorio. “Il piano persegue cinque obiettivi concreti – continua Schillaci -. Proteggere la salute pubblica riducendo la diffusione e la mortalità delle infezioni, garantire un coordinamento efficace tra istituzioni, minimizzare l’impatto sui servizi sanitari essenziali, tutelare la salute degli operatori sanitari in prima linea e coinvolgere attivamente i cittadini con informazione trasparente: non sono solo buone intenzioni ma attività operative ben definite con una comunicazione chiara, senza allarmismi o stigmatizzazioni. Il piano stabilisce inoltre una precisa scala di ruoli e una responsabilità di tutte le istituzioni, con una catena di comando chiara ed efficace in caso di emergenza. Tutto questo è sostenuto da investimenti concreti, corrispondenti a 50 milioni di euro per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 300 milioni per il 2027 – sottolinea il ministro -. In passato spesso si è sbagliato, trascurando l’importanza della prevenzione e limitandosi a fotocopie di piani sbrigativi o inadeguati: la prevenzione non deve essere uno slogan, ma un impegno concreto da non sacrificare sull’altare di polemiche strumentali o visioni ideologiche”.

– Foto IPA Agency –

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Meloni “Nato pietra angolare della difesa, consolidare il pilastro europeo”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa deve avere il coraggio di lavorare in maniera concreta per consolidare quel pilastro europeo dell’Alleanza atlantica del quale si parla da molto tempo e che deve affiancarsi al pilastro nordamericano in un’ottica di complementarietà strategica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi, nelle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con il primo ministro svedese, Ulf Kristersson.

“La Nato rimane ancora di più dopo l’ingresso della Svezia e della Finlandia la pietra angolare della nostra sicurezza ma deve anche avere oggi un approccio che sia il più possibile a 360 gradi – ha aggiunto Meloni -. Significa a 360 gradi dal punto di vista geografico, per l’Italia è molto importante l’attenzione al fianco Sud oltre al fianco Est dell’Alleanza. Significa un approccio a 360 gradi anche nel considerare oggi il concetto di minaccia. Oggi è un concetto molto più esteso di quanto lo fosse in passato. Per farlo dobbiamo ovviamente spendere di più ma anche riuscire a incrementare gli investimenti”.
“Gli sforzi che tutti stiamo portando avanti insieme” hanno l’obiettivo di “gettare le basi di una pace giusta e duratura in Ucraina. L’obiettivo per noi è possibile raggiungerlo solamente se a Kiev verranno fornite adeguate garanzie di sicurezza per essere certi che quello che abbiamo visto in questi tre anni non accada di nuovo e che anche le nazioni europee che più si sentono minacciate possano invece sentirsi al sicuro”, ha sottolineato Meloni.
“Ho sempre detto e ritengo che queste garanzie di sicurezza debbano essere realizzate nel contesto dell’Alleanza atlantica – ha aggiunto il premier -. Penso che questa sia la cornice migliore per garantire una pace che non sia nè fragile nè temporanee e che scongiuri il rischio che l’Europa possa ripiombare presto nel dramma della guerra. Altre soluzioni mi sembrano più complesse e francamente meno efficaci”.
“Ho detto già che la scelta annunciata dalla presidente Von der Leyen di escludere le spese della difesa dal Patto di Stabilità sia un primo passo. Penso anche che a questo primo passo debbano seguire anche altre soluzioni”, ha sottolineato Meloni.
“Sicurezza vuol dire anche sicurezza dei confini, contrasto dell’immigrazione irregolare, altra materia che ci ha visto lavorare molto bene insieme con il primo ministro svedese. Da questo punto di vista c’è una grande convergenza di vedute – ha detto ancora il presidente del Consiglio -. Voglio ringraziare ancora una volta Ulf sia per il lavoro che facciamo insieme per sviluppare a livello europeo soluzioni innovative, sia per essere una delle nazioni che stanno supportando la posizione del governo italiano di fronte alla corte di giustizia europea sulla questione dei Paesi sicuri, anche per supportare il protocollo Italia-Albania. La questione dei Paesi sicuri è cruciale non solo per l’Italia e per il protocollo con l’Albania, ma banalmente per riuscire a portare avanti una politica di rimpatri che sia più efficace. Noi stiamo lavorando per una politica europea dei rimpatri che sia più efficace, quindi il nodo da sciogliere diventa fondamentale”.

– Foto IPA Agency –

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Meloni “Nato pietra angolare della difesa, consolidare il pilastro europeo”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa deve avere il coraggio di lavorare in maniera concreta per consolidare quel pilastro europeo dell’Alleanza atlantica del quale si parla da molto tempo e che deve affiancarsi al pilastro nordamericano in un’ottica di complementarietà strategica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi, nelle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con il primo ministro svedese, Ulf Kristersson.

“La Nato rimane ancora di più dopo l’ingresso della Svezia e della Finlandia la pietra angolare della nostra sicurezza ma deve anche avere oggi un approccio che sia il più possibile a 360 gradi – ha aggiunto Meloni -. Significa a 360 gradi dal punto di vista geografico, per l’Italia è molto importante l’attenzione al fianco Sud oltre al fianco Est dell’Alleanza. Significa un approccio a 360 gradi anche nel considerare oggi il concetto di minaccia. Oggi è un concetto molto più esteso di quanto lo fosse in passato. Per farlo dobbiamo ovviamente spendere di più ma anche riuscire a incrementare gli investimenti”.
“Gli sforzi che tutti stiamo portando avanti insieme” hanno l’obiettivo di “gettare le basi di una pace giusta e duratura in Ucraina. L’obiettivo per noi è possibile raggiungerlo solamente se a Kiev verranno fornite adeguate garanzie di sicurezza per essere certi che quello che abbiamo visto in questi tre anni non accada di nuovo e che anche le nazioni europee che più si sentono minacciate possano invece sentirsi al sicuro”, ha sottolineato Meloni.
“Ho sempre detto e ritengo che queste garanzie di sicurezza debbano essere realizzate nel contesto dell’Alleanza atlantica – ha aggiunto il premier -. Penso che questa sia la cornice migliore per garantire una pace che non sia nè fragile nè temporanee e che scongiuri il rischio che l’Europa possa ripiombare presto nel dramma della guerra. Altre soluzioni mi sembrano più complesse e francamente meno efficaci”.
“Ho detto già che la scelta annunciata dalla presidente Von der Leyen di escludere le spese della difesa dal Patto di Stabilità sia un primo passo. Penso anche che a questo primo passo debbano seguire anche altre soluzioni”, ha sottolineato Meloni.
“Sicurezza vuol dire anche sicurezza dei confini, contrasto dell’immigrazione irregolare, altra materia che ci ha visto lavorare molto bene insieme con il primo ministro svedese. Da questo punto di vista c’è una grande convergenza di vedute – ha detto ancora il presidente del Consiglio -. Voglio ringraziare ancora una volta Ulf sia per il lavoro che facciamo insieme per sviluppare a livello europeo soluzioni innovative, sia per essere una delle nazioni che stanno supportando la posizione del governo italiano di fronte alla corte di giustizia europea sulla questione dei Paesi sicuri, anche per supportare il protocollo Italia-Albania. La questione dei Paesi sicuri è cruciale non solo per l’Italia e per il protocollo con l’Albania, ma banalmente per riuscire a portare avanti una politica di rimpatri che sia più efficace. Noi stiamo lavorando per una politica europea dei rimpatri che sia più efficace, quindi il nodo da sciogliere diventa fondamentale”.

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Sciacca, Mandracchia assolto in appello dall’accusa di favoreggiamento

Riformata in appello la sentenza di primo grado e assolto dall’accusa di favoreggiamento per non aver commesso il fatto Massimiliano Mandracchia, di 50 anni, di Sciacca. Era rimasto per una settimana in carcere e dopo l’interrogatorio di garanzia due anni ai domiciliari.

In primo grado era stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, accusato di avere favorito i contatti telefonici tra Accursio Dimino, di 65 anni, di Sciacca, e un saccense che vive in America. Dimino, giudicato in rito abbreviato, è stato condannato per mafia a 17 anni di reclusione.

La difesa di Mandracchia con gli avvocati Calogero Lanzarone e Antonello Palagonia (nella foto) ha sempre sostenuto che il loro assistito non fosse a conoscenza del contenuto delle comunicazioni e che si era prestato a mettere a disposizione il proprio cellulare perché quello di Dimino era di vecchia generazione e non consentiva le chiamate whattsapp. Ed ancora, che sapeva soltanto che Dimino era alla ricerca di un lavoro in America.

Mandracchia era accusato anche di avere stampato un messaggio, in inglese, proveniente dall’America, consegnandolo a Dimino. Il tutto ripreso da una telecamera piazzata durante le indagini che inquadrava anche l’area del negozio di frutta di Mandracchia. La difesa ha sempre sostenuto che nessun biglietto è mai passato dalle mani di Mandracchia.

La sentenza che ha riformato il giudizio di primo grado è stata emessa dalla prima sezione penale della Corte di Appello di Palermo.

Quarti di finale di Coppa Italia, Sciacca-Barletta il 5 marzo al Gurrera

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Il sogno continua per l’Unitas Sciacca che mercoledì 5 marzo, alle 15, allo stadio Gurrera, affronterà il Barletta nella prima partita dei quarti di finale di Coppa Italia.

Il ritorno, allo stadio Putilli di Barletta, mercoledì 12 marzo. Lo Sciacca arriva a questa fase della Coppa Italia dopo avere vinto il titolo regionale e superato, nel doppio confronto, la Digiesse Praia Tortora.

Abbandono di rifiuti, denuncia e sanzione di 2500 euro a 20 persone

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Ad Agrigento 20 persone sono state denunciate, sorprese ad abbandonare lungo il ciglio della strada sacchetti di rifiuti, nella maggior parte dei casi indifferenziati.
Le denunce arrivano da più forze di polizia giudiziaria impegnate nell’attività di controllo del territorio eseguita per fronteggiare “l’indecoroso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti”, spiega in una nota il procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo”.
“Ai sensi della normativa vigente – sottolinea il procuratore – le persone individuate come responsabili di tale contravvenzione sono state raggiunte da decreti penali di condanna in corso di notifica, per una contravvenzione media di 2.500 euro a testa. In relazione alla perdurante e incivile abitudine, il legislatore in tempi recenti ha reputato di ritenere nuovamente un atto criminale l’abbandono dei rifiuti”.