Il Papa in condizioni critiche ma stazionarie

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Le condizioni cliniche del Santo Padre rimangono critiche, ma stazionarie. Non si sono verificati episodi acuti respiratori e i parametri emodinamici continuano a essere stabili”. Lo rende noto la Sala Stampa Vaticana, in merito alle condizioni di Papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli.
In serata il Pontefice ha effettuato una tac di controllo “programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale. La prognosi rimane riservata. In mattinata, dopo aver ricevuto l’Eucarestia, ha ripreso l’attività lavorativa”.

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Santanchè, la Camera respinge la mozione di sfiducia

ROMA (ITALPRESS) – L’Aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. I voti contrari sono stati 206, quelli favorevoli 134 e un astenuto.

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Schlein “Meloni non riesce a fare dimettere Santanchè”

ROMA (ITALPRESS) – “Giorgia Meloni l’ha scelta e l’ha voluta alla guida del ministero del Turismo, oggi però fa finta di non conoscerla, l’ha scaricata come lei ha scaricato i suoi dipendenti. Si è resa conto probabilmente di avere fatto un grande errore, ma allo stesso tempo non è in grado di rimediare, non riesce a farla dimettere: lei rimane lì, incollata alla sua poltrona”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante le dichiarazioni di voto sulla mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, in Aula alla Camera.
“Stupisce che una Presidente del Consiglio così attenta alle regole della comunicazione non fosse a conoscenza delle innumerevoli traversie giudiziarie – ha aggiunto -, della sua tendenza alle gaffe, dei problemi che aveva l’impresa di cui lei era amministratrice delegata e anche dell’incombente conflitto di interessi”.

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Santanchè “Rifletterò da sola sulle dimissioni”

ROMA (ITALPRESS) – “A breve ci sarà un’altra udienza preliminare: aspettiamo perchè fino adesso abbiamo solo sentito l’accusa. In quell’occasione farò una riflessione, perchè è giusto che io la faccia per poter anche valutare delle mie dimissioni. Ma la farò da sola, con me stessa: non avrò nessun tipo di pressione, di costrizione o di paventati ricatti”. Lo ha detto la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, in Aula alla Camera, durante la discussione della mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti dall’opposizione. Questa riflessione “sarà guidata solo dal rispetto per il mio presidente del Consiglio, per l’intero governo, per la maggioranza, ma soprattutto per l’amore che ho per il mio partito, Fratelli d’Italia, dove non vorrò mai diventare un problema, ma vorrei continuare ad essere una risorsa”.
“Sono l’emblema di tutto ciò che detestate: lo rappresento plasticamente. Non volete combattere la povertà, volete combattere la ricchezza – ha sottolineato Santanchè rivolgendosi alle opposizioni -. Sono il vostro male assoluto, sono una donna libera, porto i tacchi da 12 cm, ci tengo al mio fisico, amo vestirmi bene, sono anche quella del Twiga e del Billionaire che voi tanto criticate” ma sono “aziende che danno posti di lavoro. Anche se voi non lo pensate, io sono una signora. Non ho nulla da temere, nè da nascondere: ci vedremo in tribunale – ha aggiunto -. Non riuscirete mai a farmi diventare come voi o pensare come voi, avrò sempre il mio tacco spillo e il sorriso sulle mie labbra, sarò battagliera perchè sono felice di vivere e sono contenta di lavorare a favore di un principio e non contro qualcuno”.
“La gogna mediatica, le paginate sui giornali, le trasmissioni televisive costruite ad hoc devastano, ancora prima del processo, la vita delle persone, con cicatrici che non si rimargineranno mai. L’ergastolo mediatico è una condanna che rimarrà per tutta la vita. Stiamo vivendo il periodo dei social: fine pena mai”, ha detto ancora la ministra, per la quale “la pressione mediatica e l’anticipazione di giudizi possono influenzare non soltanto le dinamiche politiche, ma soprattutto la vita delle persone coinvolte, a scapito del principio di presunzione di innocenza sancito nella nostra Costituzione Italiana. Il Parlamento non deve diventare una corte di giustizia nelle mani di qualche giudice”.
La mozione di sfiducia “ha per oggetto fatti che, se saranno evidenziati, sono antecedenti al mio giuramento da ministro – ha spiegato Santanchè -. Desidero affrontare con la massima trasparenza le questioni sollevate, ribadendo il mio impegno verso le istituzioni, il mio giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica il 22 ottobre del 2022, il rispetto per la magistratura, ma anche per i principi fondamentali del nostro ordinamento”.
“Non toccherà a questo Parlamento e neanche a me: ho fiducia nella magistratura e vedremo il prosieguo – ha aggiunto -. Non intendo scappare, anzi, intendo difendermi nel processo e lo farò in ogni sede giudiziaria, con dignità e nel rispetto dei ruoli”.
“Non mi sento sola, anzi, ringrazio i tanti colleghi che sono oggi qua al mio fianco – ha detto ancora la ministra del Turismo -. Non è un ringraziamento dovuto, è un ringraziamento sentito. Non mi sento sola neanche nell’Italia, perchè nella battaglia per il garantismo e per lo stato di diritto credo che ci sia la maggioranza degli italiani”.

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Sicilia in ritardo sui posti letto in sanità, dati allarmanti

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La Corte dei Conti ha evidenziato una grave criticità nella gestione delle risorse sanitarie in Sicilia, sottolineando un netto disallineamento tra la programmazione regionale e gli standard nazionali. In particolare, i posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva realizzati risultano notevolmente inferiori rispetto a quanto previsto.

Posti letto in terapia intensiva: numeri preoccupanti

Secondo il rapporto della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, a fronte dei 720 posti letto di terapia intensiva programmati, ne sono stati effettivamente realizzati solo 151, pari al 21% del totale. Ancora più preoccupante è il dato sui posti effettivamente collaudati e in uso: appena 109.

Per quanto riguarda la terapia sub-intensiva, su 350 posti previsti, ne sono stati realizzati 116 (33%), di cui solo 78 effettivamente operativi.

Pronto soccorso: interventi completati solo in parte

Anche gli interventi di adeguamento delle aree di pronto soccorso presentano numeri deludenti. Su 24 progetti previsti, solo 8 sono stati completati (33%), di cui solo 6 risultano collaudati e in uso. Questo ritardo compromette l’efficienza del servizio sanitario regionale, già sotto pressione per le liste d’attesa e l’inadeguatezza delle strutture.

Un sistema sanitario regionale lontano dagli standard nazionali

La Corte dei Conti sottolinea che questi ritardi confermano il divario tra la programmazione regionale e gli standard minimi richiesti a livello nazionale. L’obiettivo del legislatore era potenziare i servizi assistenziali territoriali e ridurre le disuguaglianze, ma i dati mostrano il fallimento di questa strategia in Sicilia.

“La criticità emersa – si legge nella relazione – solleva dubbi significativi sul raggiungimento degli obiettivi territoriali e sulla garanzia dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) per i cittadini siciliani.”

Conclusioni

La relazione della Corte dei Conti è stata trasmessa al Ministero della Salute, all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e al Collegio dei Revisori della Regione. Il documento mette in evidenza la necessità di un intervento immediato per colmare il divario tra la programmazione e la realtà operativa del sistema sanitario siciliano.

L’attuale ritardo rischia di compromettere la qualità dell’assistenza sanitaria in Sicilia, aggravando ulteriormente le criticità già presenti nel settore.

Reddito di povertà, Schifani: «Pensiamo di finanziare 10 mila famiglie»

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In appena sei ore sono già oltre 1.500 le richieste presentate all’Irfis per ottenere il contributo di solidarietà, la cui piattaforma è stata avviata oggi alle 12. Al momento le istanze pervenute ammontano a circa 4,5 milioni di euro, con una media di circa 3 mila euro a famiglia. Altre 5 mila sono, invece, le domande “in bozza”, in attesa di essere inviate. Non si tratta di un click day, ma verrà stilata un’apposita graduatoria: c’è tempo fino al 15 aprile.

«Un grande successo – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fortemente voluto l’inserimento della misura nella Legge di stabilità, con una stanziamento di 30 milioni di euro – visto che in poche ore sono stati oltre 10 mila gli accessi alla piattaforma digitale gestita dalla nostra finanziaria, senza nessun problema. Dai primi dati, pensiamo di potere andare incontro alle richieste di 10 mila famiglie siciliane che vivono in condizioni di difficoltà economiche, garantendo loro un sostegno immediato per affrontare le spese essenziali. Vogliamo fornire un aiuto tangibile alle persone più vulnerabili, affinché nessuno si senta abbandonato in un momento così delicato».

Procede a gonfie vele, a pochi giorni dalla chiusura, anche l’altra misura gestita dall’Irfis sull’abbattimento degli interessi sui mutui per le medie e piccole imprese siciliane per la quale il governo regionale ha stanziato 45 milioni di euro. Hanno già presentato richiesta 5.700 aziende per un ammontare di 46,5 milioni di euro. C’è tempo fino al 4 marzo. Nei successivi 30 giorni avverrà l’istruttoria e in altri 30 l’erogazione delle risorse.

«Anche in questo caso – aggiunge Schifani – l’iniziativa messa in campo dal mio governo ha avuto un ottimo successo. Per fare crescere il Pil stiamo sostenendo gli investimenti e i consumi. In meno di un anno, tra contributo di solidarietà, mutui alle famiglie e alle imprese e credito al consumo faremo un’iniezione di liquidità di circa 140 milioni di euro».

Dopo Sciacca impianto fotovoltaico anche all’ufficio postale di Sambuca

Sempre più energia green per gli uffici postali della provincia di Agrigento a beneficio del territorio.
Nella sede di Poste Italiane presente a Sambuca di Sicilia è entrato a regime l’ultimo impianto fotovoltaico installato dall’azienda e che si aggiunge ai pannelli già presenti e attivati in questi mesi sui tetti di altri otto edifici dell’Agrigentino (presenti nel comune di Sciacca e – attraverso il progetto Polis – a Burgio, Calamonaci, Casteltermini, Raffadali, Castrofilippo, Lucca Sicula e più di recente Montevago).
In particolare, l’ufficio postale di viale Antonio Gramsci a Sambuca di Sicilia beneficerà di una produzione annua stimata di circa 15mila kWh (kilowattora), superiore al fabbisogno medio di energia elettrica di un’abitazione. I 26 pannelli fotovoltaici occupano una superficie di oltre 50 metri quadrati e in alcuni periodi dell’anno potranno garantire l’autosufficienza energetica della sede di Poste Italiane.
La realizzazione del nuovo impianto rappresenta un ulteriore passo in avanti sul tema della decarbonizzazione degli immobili. L’intervento sul territorio sambucese infatti contribuirà a ridurre le immissioni in atmosfera di gas inquinanti ed in particolare di CO2 per un totale di circa 10 tonnellate l’anno evitando inoltre, per la produzione equivalente di energia, un consumo di petrolio di oltre 2.5 tonnellate.
Numeri e benefici del nuovo impianto fotovoltaico sono resi disponibili attraverso la presenza sul sito di un monitor dedicato che trasmette in tempo reale i dati dell’energia prodotta sul momento, nel mese di riferimento e a partire dalla data di installazione. Il sistema di monitoraggio riporta inoltre i dati ambientali, indicando il risparmio effettivo in emissioni di CO2 e a quanti alberi ciò equivale.
I recenti interventi, che proseguiranno nei prossimi mesi anche sul territorio dell’Agrigentino, sono stati realizzati da Poste Italiane nell’ambito del progetto “Polis – Casa dei Servizi Digitali”, l’iniziativa ideata dall’azienda per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7mila comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.

Ubriaco alla guida durante il Carnevale di Sciacca, segnalazione alla Procura e patente ritirata

Ha provocato un sinistro stradale autonomo, per fortuna senza gravi conseguenze, un giovane di Porto Empedocle che si trovava a Sciacca domenica notte per il Carnevale.

Il giovane e’ risultato, durante i controlli effettuati dalla Polizia Municipale di Sciacca con etilometro, con valori di alcool nel sangue superiori rispetto a quanto consentito dalla legge. Per l’empedoclino così e’ scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Inoltre, viene contestata la sanzione di 2000 euro, il ritiro della patente da 18 mesi a 3 anni e la sottrazione di 10 punti dalla patente.

In base alla nuova riforma del Codice della Strada, entrata in vigore lo scorso 14 dicembre, il giovane e’ stato inoltre segnalato alla Procura della repubblica di Sciacca.

Il personale della Municipale durante le giornate del carnevale saccense 2025, oltre a occuparsi della viabilità, ha anche esperito diversi controlli alle attività commerciali per il rispetto delle ordinanze sindacali sulla vendita di alcolici e di materiale contundente o esplosivo.

Équipe per il tumore del colon retto, il Comitato Sanita’: “Solo 2 medici su 26 di Sciacca”

A firma del manager dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci e’ stata istituita l’equipe multidisciplinare per i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali del tumore del colon retto.

La delibera di Capodieci indica i nomi dei componenti dell’equipe multidisciplinare, che sarà coordinata dal chirurgo, gia’ direttore della Chirurgia del San Giovanni di Dio, il professor Carmelo Sciumè.

Sono 26 medici in tutto che ne fanno parte. Tra di loro ci sono molti primari del “San Giovanni di Dio” come Michele Bono alla guida della Radioterapia, Antonino Savarino dell’Oncologia medica, Riccardo Mandracchia della Radiologia, Antonio Garufo della Medicina nucleare, Marilena Fiorino della Anatomia patologica, Gerlando Fiorica dell’ Anestesia e Rianimazione.

Una costituzione che oggi registra il malcontento del Comitato Civico per la Sanità con i due portavoce, l’avvocato Ignazio Cucchiare e Franco Giordano che evidenziano che l’unico direttore di un reparto del “Giovanni Paolo II” è il dottor Pasquale Gallerano, primario di Ematologia e Biologia molecolare, mentre il resto sono delle unità operative agrigentine.

“Quali sono i criteri utilizzati per la scelta?” Si chiedono i due in una nota che anche sui dirigenti medici inseriti nella équipe sottolineano che quasi tutti sono dell’ospedale di Agrigento, ad eccezione del dottor Giuseppe Scarpa, chirurgo dell’ospedale di Sciacca, Antonino Tornambé, responsabile della Chirurgia generale di Ribera e altri due chirurghi, rispettivamente degli ospedali di Canicattì e Licata.

Gli altri dirigenti medici inseriti sono: le radioterapiste, Antonella San Fratello e Melania Mangiapane. Le dottoresse Ilaria Gelo e Vento, dirigenti della Medicina Nucleare. E ancora l’oncologa Valentina Safina, la psico oncologa Gabriella Vella, i chirurghi Fabrizio Aletto, Francesco Verdirame, Francesco Buscaglia e Giovanni Corbo. Gli endoscopisti Alessandro Cantone, Giovanni Di Carlo e Giuseppina Ferro.

Al via a Sciacca il processo ad Alba per tentato omicidio di moglie e figli a Cianciana

Prima udienza, davanti al gup del Tribunale di Sciacca, Dino Toscano, del processo a carico di Daniele Alba, il meccanico di 35 anni che ha accoltellato moglie e figli a Cianciana. La richiesta di rito abbreviato è stata avanzata dalla difesa dopo che la Procura della Repubblica di Sciacca aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Il giudice ha rinviato all’8 aprile per l’ammissione delle partiti civili, la moglie ed i figli di Alba, rappresentati dall’avvocato Carlo D’Angelo. Sulla loro costituzione dio parte civile la difesa di Alba non si è opposta. In quell’udienza il giudice deciderà anche sulla costituzione di parte civile avanzata dall’associazione Gens Nova con l’avvocato Mauro Tirnetta. A questo proposito le parti dovranno pronunciarsi.

Scontata l’ammissione al rito abbreviato, che comunque verrà disposta nella prossima udienza durante la quale discuteranno le parti civili e il pubblico ministero, Brunella Fava. Nell’udienza successiva toccherà alla difesa di Alba, con gli avvocati Maurizio Gaudio e Luca Burgio. In una terza udienza eventuali repliche e sentenza.

Una perizia psichiatrica disposta dal gip Antonino Cucinella ha giudicato Alba non capace di intendere e di volere al momento del fatto per il tentato omicidio di moglie e figli. La perizia ha stabilito, però, che l’imputato è capace di stare in giudizio ed a suo carico c’è pure l’accusa di maltrattamenti. Per il perito c’è la pericolosità sociale. Alba, difeso dagli avvocati Maurizio Gaudio e Luca Burgio, è rimasto in carcere rinunciando a partecipare all’udienza al Tribunale di Sciacca.

Sia la moglie che i figli di Alba dopo avere subito l’accoltellamento, il 23 maggio dello scorso anno, sono stati ricoverati in ospedale. Per i bambini si è reso necessario un ricovero più lungo rispetto alla madre. Alba nel carcere di Agrigento sia a seguito della prima che della seconda misura cautelare, per maltrattamenti, nell’interrogatorio di garanzia si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. E’ accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di un proiettile.

Quel 23 maggio 2024 si è arreso, consegnandosi ai carabinieri, soltanto dopo alcune ore. A convincere l’uomo a consegnarsi è stato un militare del Reparto Operativo di Agrigento. È stato arrestato e trasferito in carcere.