Teha-Terna, la rete di trasmissione nazionale leva per la competitività del Paese

ROMA (ITALPRESS) – La Rete di Trasmissione Nazionale riveste un ruolo centrale per la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico, con benefici tangibili per la competitività del Paese. Il suo sviluppo, insieme all’integrazione di fonti rinnovabili e accumuli, rappresenta una leva chiave per migliorare la sicurezza energetica e ridurre il costo dell’energia. Nel 2025, la produzione da fonti rinnovabili ha raggiunto in Italia e in Europa livelli record, grazie alla continua crescita di fotovoltaico ed eolico guidata dal significativo calo dei costi di tali tecnologie. E’ quanto emerge dallo Studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group in collaborazione con Terna, la società che gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale, presentato oggi a Roma, che offre una fotografia del quadro nazionale ed europeo della transizione energetica, evidenziando i benefici economici, energetici e industriali degli investimenti del Transmission System Operator nazionale.
“Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie ed imprese – ha detto Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna -. In questo quadro, si distingue il ruolo della rete di trasmissione perchè genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL. Guardando al lungo termine, è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese”.
“La trasformazione del sistema elettrico italiano dimostra che la rete di trasmissione non è un’infrastruttura tecnica neutra, ma una leva strategica di politica industriale e sicurezza economica. In un contesto in cui le rinnovabili rappresentano ormai quasi la metà della generazione nazionale, la capacità di integrare nuova produzione e accumuli in condizioni di stabilità diventa il fattore determinante per la competitività del Paese – ha sottolineato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group -. Gli investimenti previsti dal Piano Industriale di Terna generano un impatto sistemico che va oltre il perimetro energetico, attivando valore, occupazione e filiere industriali nazionali, e rafforzando in modo strutturale la resilienza e l’autonomia strategica dell’Italia”.
Lo Studio evidenzia l’impatto macroeconomico degli investimenti di Terna. Ogni euro investito nella rete di trasmissione genera un impatto pari a 2,98 euro sul valore della produzione e 1,31 euro sul PIL. Complessivamente, gli investimenti previsti nel quinquennio dal Piano Industriale di Terna si traducono in 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di euro di PIL, favorendo la creazione di quasi 40 mila occupati medi annui.
A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare ed eolico è diminuito rispettivamente di circa il 90% e il 70%. Grazie alla sempre maggiore competitività di tali fonti, in Europa, nel 2025, solare ed eolico hanno raggiunto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili; includendo anche le altre fonti, le rinnovabili hanno contribuito per metà della produzione elettrica complessiva.
Anche in Italia si osserva un trend analogo: negli ultimi vent’anni la quota di generazione rinnovabile è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%. Nel 2025, la potenza efficiente lorda in Italia ha raggiunto quasi 82 GW (+44,3% rispetto al 2020) e risultano oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile già contrattualizzata che entreranno in esercizio nei prossimi anni.
La crescita delle rinnovabili sta contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, avendo ridotto la dipendenza energetica di circa 9 punti percentuali tra il 2010 e il 2024. Tuttavia, il sistema rimane ancora significativamente esposto alla volatilità del prezzo del gas che, nel 2024, ha determinato il prezzo elettrico per oltre il 60% delle ore.
Un sistema elettrico ad alta penetrazione di rinnovabili presenta nuove sfide e complessità di esercizio in termini di regolazione di frequenza e tensione, cui occorre far fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset e tecnologia. Le attività di Terna degli ultimi anni sono state finalizzate a permettere una maggiore integrazione delle rinnovabili in condizioni di sicurezza di esercizio e di adeguatezza del sistema elettrico.
In Italia, la rete gestita da Terna si distingue per livelli elevati di efficienza, qualità del servizio e sicurezza, con un costo di trasmissione tra i più bassi in Europa: 11,2 €/MWh nel 2024, inferiore a Francia (12,1 €/MWh), Spagna (15 €/MWh) e alla media europea (16,5 €/MWh).
Il Piano di Sviluppo di Terna decennale prevede investimenti per 23 miliardi di euro entro il 2034, con un incremento della capacità di scambio di energia di circa 15 GW e il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. Il sistema elettrico italiano è caratterizzato da elevata efficienza nella pianificazione degli investimenti per integrare nuova generazione rinnovabile: il costo unitario per GW è circa due volte inferiore ai valori di Germania, Francia e Regno Unito.
Nel breve-medio termine, le fonti rinnovabili sono quindi fondamentali per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e contenere i costi dell’energia, avendo raggiunto la piena maturità commerciale e tecnologica; spostando l’attenzione al medio-lungo termine (2040-2050), lo Studio evidenzia l’importanza di garantire un mix bilanciato tra sole e vento e l’opportunità di prevedere un contributo pari al 10-15% da tecnologie programmabili a basse emissioni, per assicurare sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico.

– foto ufficio stampa Terna –
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Iran, Meloni “Sosteniamo ogni iniziativa per tornare al dialogo tra le parti”

ROMA (ITALPRESS) – “Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti – aggiunge -. Allo stesso tempo stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti. L’Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Referendum, sondaggio Piepoli-Conflavoro: il 57% degli imprenditori è per il sì

ROMA (ITALPRESS) – Il 94% degli imprenditori intervistati è a conoscenza del fatto che il 22 e il 23 marzo si svolgerà il referendum confermativo sulla riforma della giustizia e 9 intervistati su 10 sanno che non è previsto il quorum. Il 90%, invece, è informato sull’esistenza e sui contenuti della Legge di riforma costituzionale, oggetto della consultazione referendaria. E’ quanto emerge dal sondaggio che l’Istituto Piepoli, in collaborazione con Conflavoro, ha realizzato in occasione del referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026. L’indagine ha coinvolto un campione di imprenditori e piccole e medie imprese, rappresentativo per Grande Ripartizione Geografica (GRG) e ampiezza dei centri abitati, con 500 interviste distribuite tra liberi professionisti, lavoratori autonomi, negozianti, commercianti, artigiani, agenti di commercio e agricoltori.
Dal sondaggio si evince come sul 94% di chi ha affermato di essere a conoscenza del prossimo referendum confermativo, il 69% del campione lo sia “del tutto”, mentre 1 su 4 non è molto informato. Dal punto di vista della rappresentatività territoriale, emerge il dato del Centro con il 98% e, a seguire, il Nord-Est con il 97%; valori inferiori sono registrati dal Nord-Ovest (94%) e dal Sud e Isole (92%).
Del fatto che non è previsto il quorum di partecipazione e che il risultato del referendum è valido qualunque sia il numero dei votanti, è al corrente la quasi totalità degli imprenditori intervistati, con un valore quasi omogeneo nelle macro aree di riferimento, 92% al Nord-Ovest, 91% al Nord-est e al Sud e Isole, 90% al Centro.
Sulla Legge di riforma della giustizia, che riguarda la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione di due diversi Consigli Superiori della Magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, i cui membri saranno stabiliti per sorteggio, ad essere molto informati è il 50% del campione intervistato. Entrando nel dettaglio di questo dato, il 53% riguarda il Nord-Ovest del Paese e il 51% il Centro, mentre emerge una buona consapevolezza della normativa al Sud e nelle Isole (49%). Chiude il Nord-Est con il 46%.
L’indagine Piepoli-Conflavoro stima l’affluenza al 60% del totale del campione, distribuita territorialmente, con una leggera prevalenza nel Nord-Ovest e Nord-Est (63%) e nel Centro Italia (64%), leggermente più bassa nel Sud e isole (54%).
Per quanto riguarda le intenzioni di voto, il 57% degli imprenditori ha risposto che voterà “Sì” per confermare la riforma, mentre il “No” arriverà dal 43% degli intervistati.
Considerando le macro aree geografiche, il “Sì” sarà più marcato al Nord-Est (61%), mentre prevarrà leggermente meno nelle altre aree geografiche: 57% nel Nord-Ovest, 56% nel Sud e Isole, 55% nel Centro. Sotto il profilo della dimensione aziendale, l’indagine stima che, nelle medie imprese, il “Sì” prevarrà con il 59%, mentre nelle piccole e nelle micro si attesterà rispettivamente al 56% e al 57%.
Chi deciderà per il “Sì” lo farà per il 66%, ritenendo necessaria una riforma del sistema giudiziario. Percentuali inferiori per il desiderio di avere una maggiore efficienza e rapidità dei processi (35%), per una maggiore tutela dei diritti dei cittadini (30%), per la possibilità che aumenti la responsabilità dei magistrati (26%), per rafforzare la separazione dei poteri (20%), per aumentare la responsabilità e la trasparenza del sistema giudiziario (16%). Il voto confermativo è coerente con l’orientamento politico per il 15%, mentre l’11% voterà “Sì” per protesta verso l’attuale sistema giudiziario, il 10% per ridurre i costi della giustizia, il 9% perchè ha fiducia nei promotori del referendum e il 3% per coerenza con la posizione dell’associazione di categoria.
Dal sondaggio Piepoli-Conflavoro emerge, inoltre, un ultimo dato: gli “indecisi”, coloro che non sanno cosa voteranno, sono il 18%, di questi, se dovessero comunque scegliere di esprimersi, il 52% voterebbe “Sì”, il 48% “No”.
“Il sondaggio che abbiamo realizzato con l’Istituto Piepoli sul referendum confermativo della riforma della giustizia rappresenta un indicatore di grande rilevanza, perchè offre una fotografia chiara e articolata delle intenzioni di voto e del livello di conoscenza del quesito referendario – ha commentato il Presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco -. Il sondaggio evidenzia una diffusa consapevolezza da parte degli imprenditori, distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Per le piccole e medie imprese, la giustizia è un elemento determinante di competitività; per programmare gli investimenti e sostenere le attività imprenditoriali occorrono, infatti, tempi certi e regole chiare. Un sistema più efficiente permette alle PMI di operare in un contesto più stabile e produttivo, favorendo uno sviluppo dinamico del tessuto imprenditoriale italiano”.

– foto ufficio stampa ItalCommunications –
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“Road to immunity”, la prevenzione respiratoria come investimento per ogni età

ROMA (ITALPRESS) – La prevenzione delle malattie respiratorie come investimento lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia all’età adulta fino alla popolazione anziana: è il focus di “Road to Immunity”, l’evento promosso da Sanofi e dedicato al ruolo delle strategie di prevenzione nelle malattie respiratorie. Due giornate di confronto tra istituzioni, società scientifiche, clinici ed esperti di sanità pubblica a Roma per fare il punto sull’evoluzione dello scenario epidemiologico e sulle nuove soluzioni disponibili, dai vaccini più innovativi agli anticorpi monoclonali a lunga durata d’azione. Il filo conduttore dell’evento è stato l’approccio che punta a ridurre il burden clinico delle infezioni, ma anche a ottimizzare le risorse e rafforzare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. La prima giornata è stata dedicata al virus respiratorio sinciziale (RSV), da sempre principale causa di ospedalizzazione nei bambini sotto i due anni. Neonatologi, pediatri, igienisti ed economisti sanitari hanno discusso come le nuove strategie di immunizzazione possano modificare la storia naturale della malattia, riducendo ricoveri e pressione sui servizi sanitari. L’arrivo di anticorpi monoclonali a lunga durata d’azione ha aperto infatti a una protezione più estesa nei primi mesi di vita, fase particolarmente vulnerabile, cambiando di fatto il paradigma dell’immunizzazione.
La seconda giornata ha ampliato invece lo sguardo ad adulti e anziani, concentrandosi su influenza e altri virus respiratori. Il legame tra influenza e complicanze, non solo polmonari in pazienti con comorbidità di tipo respiratorio ma anche cardiovascolari è stato particolarmente al centro del dibattito, anche a seguito della presentazione delle evidenze dello studio FLUNITY-HD. Lo studio, pubblicato su The Lancet, ha dimostrato, in particolare come il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio appositamente sviluppato per i pazienti anziani sia in grado di una protezione superiore rispetto a quello standard negli over 65. “E’ nota da tempo la relazione strettissima tra infezione da virus influenzale e malattie cardiovascolari. Soprattutto c’è un notevole aumento dell’infarto del miocardio, dell’ictus cerebrale, delle miocarditi, ma soprattutto aumentano le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco. Questo è un peso molto grande sul nostro sistema sanitario, in ogni stagione”, ha spiegato Massimo Volpe, presidente della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare.
Secondo Volpe, le complicanze cardiovascolari legate all’influenza “possono portare a gravi disabilità o addirittura a morte” e rendono necessario rafforzare le strategie preventive. La raccomandazione vaccinale nei soggetti ad alto rischio o nei cardiopatici, ha sottolineato, “può determinare un vantaggio in termini di prevenzione dell’influenza e delle complicanze cardiovascolari, ma anche una riduzione della severità della malattia e delle ospedalizzazioni per infarto e scompenso cardiaco”.
Accanto all’influenza, l’attenzione si è concentrata poi su RSV e metapneumovirus nell’adulto e nell’anziano. “Sono virus conosciuti soprattutto per le patologie nei bambini, meno nell’adulto, ma hanno un impatto molto importante nelle persone con patologie croniche, in particolare respiratorie e cardiovascolari, e nell’anziano, perchè l’età di per sè è un fattore di rischio”, ha osservato Stefania Maggi del Cnr-Istituto di neuroscienze di Padova.
La principale implicazione è la polmonite, con ricoveri prolungati e ricadute sullo stato funzionale, fisico e cognitivo, oltre all’esacerbazione delle patologie concomitanti. In questo contesto, ha aggiunto Maggi, la possibilità di cosomministrazione o di vaccini combinati “è fondamentale”, anche alla luce di coperture vaccinali ancora basse. “Approfittare di un unico incontro col paziente per proteggerlo da più infezioni respiratorie è uno degli obiettivi principali della geriatria”. Non solo influenza e RSV. “Ci siamo dimenticati apparentemente del Covid, ma il Covid non è sparito”, ha ricordato Emanuele Montomoli, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Siena. Il Sars-CoV-2, ha spiegato, continua a circolare tutto l’anno e l’impatto resta significativo nei soggetti fragili. Per Montomoli servono “prodotti nuovi, più sicuri e più semplici da utilizzare da parte dei medici di medicina generale”, in grado di aumentare l’accettabilità della vaccinazione. Tra le tecnologie più promettenti indica quella a Dna ricombinante, già utilizzata in altri ambiti vaccinali, che consente una gestione più agevole anche negli studi medici grazie alla conservazione a 4 gradi.
“Dopo l’emergenza Covid, con cui si sono raggiunte adesioni molto elevate – quasi il 65% degli anziani – i dati delle ultime campagne di vaccinazione anti-influenzale dal 2020 in poi mostrano un leggero calo – ha invece sottolineato Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana di Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) -. Paradossalmente si ha un aumento del numero di vaccinati in tutte le fasce d’età e una diminuzione, invece, della fascia di età più anziana, ovvero le persone che più dovrebbero giovare della vaccinazione”. La sfida delle vaccinazioni si gioca quindi sempre di più su due fronti, da una parte bisogna rafforzare la comunicazione, rilanciare una comunicazione istituzionale, sobria, capace di rassicurare sulla sicurezza della vaccinazione e dall’altra enfatizzarne i vantaggi, soprattutto per la popolazione anziana e per i soggetti vulnerabili che hanno altre malattie”, spiegando che “è un’ottima protezione non tanto nei confronti della possibilità o meno di prendersi un’influenza, ma soprattutto proteggersi in maniera straordinaria nei confronti delle possibili conseguenze negative di un’influenza, che possono essere il ricovero o la terapia intensiva, soprattutto per gli anziani per cui un’infezione respiratoria può essere alla base della perdita di autosufficienza e di conseguenze molto gravi, quindi è assolutamente importante”.
A chiudere i lavori, una tavola rotonda multidisciplinare che ha esplorato nuovi modelli organizzativi, setting vaccinali alternativi e leve comunicative per migliorare l’adesione alle campagne di immunizzazione. In un contesto segnato da sfide demografiche ed epidemiologiche, la prevenzione respiratoria rappresenta una leva strategica di tutela della salute in ogni fase della vita. Ridurre ricoveri, complicanze e disabilità significa non solo proteggere i più fragili, ma anche garantire sostenibilità al sistema sanitario nel lungo periodo.

– foto xi2/Italpress –
(ITALPRESS).

Iran, Trump “Invasione di terra sarebbe una perdita di tempo”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Vogliamo entrare e ripulire
tutto. Non vogliamo qualcuno che ricostruisca in un periodo di 10
anni. Vogliamo che abbiano un buon leader. Abbiamo alcune persone
che penso farebbero un buon lavoro”. Così il presidente degli
Stati UBNiti Donald Trump, in un’intervista alla Nbc News.
Alla domanda su chi guiderà l’Iran in futuro, Trump ha risposto:
“Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi
vorrei”, aggiungendo di essere “solo un pò sarcastico quando lo
dico”. Quanto alla possibilità di un’invasione di terra da parte
delle forze americane e israeliane, Trump l’ha definita un
“commento sprecato”, lasciando intendere che l’invasione non è
qualcosa a cui sta pensando in questo momento. “E’ una perdita di
tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso
tutto ciò che potevano perdere”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Ribera approva il Bilancio di previsione 2026/2028

La comunale comunale guidata dal sindaco Matteo Ruvolo ha approvato lo schema di bilancio di previsione a Ribera relativo al triennio 2026/2028. Si tratta di un passaggio amministrativo significativo che arriva in una fase particolare della vita politica cittadina, a meno di due mesi dalla scadenza del mandato elettorale.
L’approvazione del documento finanziario rappresenta uno degli atti più rilevanti nella gestione amministrativa di un ente locale, poiché consente di programmare le attività e la gestione delle risorse negli anni successivi. Con il via libera della giunta, il bilancio di previsione Ribera avvia quindi il proprio iter istituzionale verso l’approvazione definitiva.
Secondo quanto dichiarato dal sindaco Matteo Ruvolo, l’obiettivo dell’amministrazione è stato quello di garantire stabilità amministrativa e continuità nella gestione dell’ente anche nella fase conclusiva della legislatura.

Il bilancio di previsione a Ribera approvato dalla Giunta

L’amministrazione comunale ha scelto di portare avanti il lavoro fino alla conclusione del mandato, proseguendo l’attività amministrativa nonostante l’imminente tornata elettorale.
«Lavoriamo fino all’ultimo giorno con lo stesso impegno del primo», ha dichiarato il sindaco Matteo Ruvolo. «Approvare il bilancio a ridosso delle elezioni è la prova tangibile della nostra capacità gestionale e del rispetto che nutriamo verso l’ente e i cittadini».
Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come il bilancio di previsione rappresenti uno strumento operativo che consentirà alla futura amministrazione di essere immediatamente operativa.
L’approvazione anticipata del documento, infatti, permetterà di evitare i rallentamenti amministrativi legati all’esercizio provvisorio, una fase che spesso limita la possibilità per i Comuni di programmare interventi e utilizzare pienamente le risorse disponibili.

L’iter del bilancio di previsione 2026/2028

Dopo il via libera della giunta comunale, il documento seguirà ora i passaggi istituzionali previsti prima della sua approvazione definitiva.

Il parere dell’Organo di revisione

Il primo step sarà il parere dell’Organo di revisione contabile, chiamato a esprimersi sullo schema del bilancio di previsione.

Il passaggio nelle commissioni consiliari

Successivamente il documento sarà esaminato dalle commissioni consiliari competenti, dove verranno analizzati i contenuti tecnici e finanziari del bilancio.

L’approvazione in Consiglio comunale

L’ultimo passaggio sarà il voto del consiglio comunale, che renderà esecutivo il bilancio di previsione relativo al triennio 2026/2028.
Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione, questo percorso consentirà di consegnare alla prossima amministrazione una struttura amministrativa già operativa, permettendo di programmare interventi, attivare servizi e utilizzare le risorse disponibili fin dai primi giorni di attività.

Danneggiato tubo del gas a Sciacca, evacuata una scuola e adesso situazione sotto controllo

Attimi di apprensione nella tarda mattinata Sciacca. Intorno alle 13 si è verificato il danneggiamento accidentale di un tubo del gas durante alcuni lavori per la posa di un cavo telefonico nel quartiere di San Michele.

L’incidente è avvenuto mentre erano in corso interventi di scavo nella zona, probabilmente con l’ausilio di mezzi meccanici, che hanno danneggiato la conduttura.

Per ragioni di sicurezza è scattato immediatamente il protocollo di emergenza.

In via precauzionale è stata disposta l’evacuazione della scuola Loreto, con alunni, insegnanti e personale scolastico fatti allontanare dall’edificio. La decisione è stata presa per evitare qualsiasi rischio legato alla possibile concentrazione di gas nell’area.
Contestualmente i vigili del fuoco hanno provveduto a chiudere al traffico alcune strade del quartiere di San Michele, delimitando la zona interessata e impedendo l’accesso ai veicoli e ai pedoni non autorizzati.

La misura ha consentito di agevolare le operazioni di messa in sicurezza e di ridurre ulteriormente i rischi per i residenti.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, che hanno avviato le verifiche tecniche e le operazioni di controllo dell’area, affiancati dai tecnici della società del gas incaricati di individuare il punto esatto della rottura e procedere alla riparazione della conduttura danneggiata.

Le squadre hanno lavorato per contenere la dispersione e mettere in sicurezza la rete.
Secondo le prime informazioni la situazione è sempre rimasta sotto controllo fin dai primi momenti grazie alla tempestività degli interventi. Non si registrano feriti né particolari criticità, ma le operazioni di ripristino e di verifica stanno proseguendo per garantire la completa sicurezza della zona prima della riapertura delle strade e del rientro alle normali attività

Terme di Sciacca chiuse da undici anni, oggi il sit-in (Video)

A undici anni dalla chiusura delle Terme di Sciacca, cittadini e il Comitato patrimonio termale di Sciacca tornano davanti ai cancelli del complesso per un sit-in simbolico che richiama l’attenzione su una vicenda ancora irrisolta.

“È diventata quasi una tradizione per non far dimenticare questa data, il 6 marzo”, spiega Nino Porrello, presidente del Comitato patrimonio termale. L’iniziativa, sottolinea, serve a mantenere alta l’attenzione su una struttura che per la città rappresenta una risorsa storica ed economica. Due anni fa, ricorda, “circa 10.000 persone chiedevano a gran voce l’apertura del complesso termale di Sciacca”, ricordando il sit-in del 2024.

Il comitato guarda con attenzione alla prossima scadenza del 13 aprile, legata alla manifestazione di interesse per il rilancio delle terme. Nell’ultimo anno, osserva Porrello, “il presidente Schifani ha sicuramente preso in mano questa questione” e una delle novità è rappresentata dai “50 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione”. Tuttavia, resta la cautela: “Siamo fiduciosi, però, non privi di qualche preoccupazione per il tempo che passa, per il fatto che ancora non ci sono manifestazioni di interesse”. In caso contrario, avverte, “sicuramente sarà il momento di cambiare strada”.

Tra le preoccupazioni c’è anche la tutela del patrimonio termale. Pietro Mistretta richiama i rischi legati allo stato di abbandono delle strutture: “Il rischio è molto alto perché evidentemente una struttura come questa chiusa porta alle volte anche ragazzi ma anche adulti a entrare all’interno della struttura”. Per questo, aggiunge, l’obiettivo deve essere non solo riaprire ma anche garantire che gli interventi realizzati siano poi realmente utilizzati.

Alla mobilitazione civica si aggiunge anche la voce dei cittadini. “Io mi sento di rappresentare ogni cittadino e la forza di poter dire riapriamo questa porta deriva dalla città”, afferma Pippo Graffeo, ricordando la grande partecipazione popolare che negli anni ha accompagnato le iniziative per la riapertura.

Sul tema interviene anche il capogruppo del Partito democratico all’Ars, Michele Catanzaro, che parla di “una ferita aperta e di una lunga scia di promesse mancate” a undici anni dalla chiusura delle terme di Sciacca e di Acireale.

Catanzaro sottolinea come “nove degli undici anni trascorsi ricadono sotto governi regionali di centrodestra”, indicando responsabilità dell’ex presidente della Regione Nello Musumeci e dell’attuale governatore Renato Schifani. Quest’ultimo, afferma, “pur dichiarando impegno e redigendo bandi, tra continui rinvii non è ancora riuscito a trasformare gli annunci in un vero rilancio del turismo termale”.

Secondo Catanzaro, Sciacca e Acireale meritano “risposte chiare, tempi certi e un progetto credibile” che restituisca alle terme il loro ruolo di volano economico per i territori e per l’intera Sicilia.

Patti: “Sul piano Aro il Consiglio Comunale non ha mai voluto il confronto” (Video)

L’assessore comunale all’Ambiente, Salvino Patti, non nasconde il rammarico per la bocciatura del nuovo piano Aro che l’amministrazione aveva portato all’esame del consiglio comunale e per il mancato confronto delle parti. Adesso, sarà la Srr, così come prevede la normativa regionale, a redigere il piano mentre l’amministrazione tenterà una nuova fase di concertazione con il consiglio conunale.

Patti, inoltre, respinge le critiche sull’aumento dei costi del nuovo piano che, invece, secondo l’amministratore, avrebbe dato maggiori servizi e tra le altre cose coperti dagli introiti generato da maggiori conferimenti. L’assessore mostra una nota, inviata ai consiglieri, nella quale ripercorre, dal novembre 2024, tutti i tentativi operati per addivenire a un confronto sul piano Aro. Intanto, stamane i gruppi di opposizione in consiglio comunale sono tornati a criticare il nuovo piano Aro che era stato presentato, con una nuova nota stampa, nella parte in cui prevede l’introduzione di cinque mastelli per la raccolta differenziata.

Secondo i consiglieri, il sistema sarebbe troppo complesso per i cittadini e potrebbe far calare l’attuale percentuale dell’80% di differenziata raggiunta con il piano del 2017. Viene inoltre contestata l’assenza di benefici sulla Tari, nonostante un maggiore impegno richiesto alle famiglie. L’opposizione propone, invece, di mantenere l’attuale modello introducendo il “multimateriale leggero”, con la raccolta separata del vetro.

L’obiettivo, spiegano, è migliorare la qualità dei rifiuti raccolti senza complicare il sistema. Infine, viene rivolto un appello all’amministrazione affinché si apra al confronto. Nell’accesso dibattito tra amministrazione e opposizione, si inserisce anche la posizione molto critica del neo gruppo “Libertà è Democrazia” che con il segretario Ignazio Lauro ritiene “positiva la bocciatura della proposta che avrebbe avuto una ricaduta immediata e diretta sugli utenti”. Infine, il gruppo dei cusumaniani si chiede “come è pensabile che Termine possa andare avanti rispetto ad un rapporto ormai conflittuale su tutto con il consiglio comunale”.

Agrigento, sede Ens chiusa: protesta della comunità sorda

Un grido di preoccupazione e di protesta arriva dalla comunità sorda della provincia di Agrigento. Al centro delle richieste c’è la situazione della sede Ens chiusa ormai da oltre un anno, una condizione che sta creando forti difficoltà alle persone sorde del territorio.

Il tema è stato discusso nel corso dell’assemblea dei sordi della provincia di Agrigento, che si è svolta il 27 febbraio 2026 nei locali di una parrocchia della città. All’incontro hanno partecipato numerose persone sorde che hanno preso parte al dibattito, manifestando forte preoccupazione per la mancanza di una sede locale dell’Ente Nazionale Sordi e per le gravi carenze nei servizi di accessibilità.

Assemblea dei sordi ad Agrigento

L’assemblea del 27 febbraio rappresenta il secondo momento di confronto per la comunità sorda agrigentina.

Il primo incontro del 2025

Il primo appuntamento si era svolto il 27 settembre 2025, sempre ad Agrigento. In quella occasione il dibattito era stato particolarmente intenso e partecipato, segnato da sentimenti di rabbia e delusione per una situazione che, secondo i partecipanti, si protrae da mesi senza soluzioni concrete.

Anche durante il secondo incontro è emersa con forza la preoccupazione per la sede Ens chiusa, considerata un punto di riferimento fondamentale per l’assistenza, l’orientamento e l’accesso ai servizi dedicati alle persone sorde.

Sede Ens chiusa da oltre un anno

Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato che la sede ns chiusa ad Agrigento rimane inattiva da un anno e tre mesi. Secondo quanto denunciato dalla comunità sorda, nel frattempo non sono arrivati interventi risolutivi da parte dei vertici dell’Ente Nazionale Sordi né dalle istituzioni competenti.

La mancanza di una sede operativa rappresenta un problema significativo per le persone sorde della provincia, che si ritrovano senza un punto di riferimento territoriale per l’assistenza e per l’accesso ai servizi.

Appello alle istituzioni e possibili azioni legali

Durante l’incontro la comunità sorda ha lanciato un appello alle istituzioni affinché vengano adottati interventi urgenti per ripristinare i servizi e garantire i diritti delle persone sorde nel territorio agrigentino.

Tra le iniziative annunciate c’è anche la volontà di organizzare una manifestazione pubblica, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione della sede Ens chiusa.

Non viene inoltre esclusa la possibilità di ricorrere alle vie legali per tutelare i diritti della comunità sorda della provincia di Agrigento.

Ancora nessun commissario straordinario

Un ulteriore motivo di preoccupazione riguarda la governance locale dell’ente. Secondo quanto segnalato dalla comunità, non risulta ancora nominato il commissario straordinario dell’Ens di Agrigento, nonostante la nomina fosse attesa entro febbraio 2026.

Una situazione che contribuisce ad aumentare il senso di incertezza tra i cittadini sordi del territorio, che continuano a chiedere risposte e interventi concreti.