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Sorveglianza speciale annullata per Nicosia, la Cassazione dispone un nuovo esame

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La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento con cui era stata applicata ad Antonello Nicosia la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di quattro anni.

I giudici della Suprema Corte hanno accolto parzialmente il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Paolo Ingrao, disponendo il rinvio degli atti a una diversa sezione della Corte d’Appello di Palermo.

Sarà il nuovo collegio a dover riesaminare la posizione dell’ex assistente parlamentare di Sciacca, valutando nuovamente la sussistenza della sua pericolosità sociale, elemento fondamentale per l’applicazione della misura di prevenzione.

Nicosia è considerato una delle figure centrali dell’inchiesta antimafia denominata “Passepartout”, che ha interessato la famiglia mafiosa di Sciacca. Attualmente sta scontando una condanna a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa.

L’ex esponente radicale e collaboratore della deputata Giusi Occhionero era finito al centro delle indagini per il presunto ruolo di intermediario tra esponenti della criminalità organizzata detenuti e l’esterno.

Secondo l’accusa avrebbe sfruttato le visite effettuate negli istituti penitenziari per trasmettere comunicazioni e indicazioni ai detenuti, invitandoli a non collaborare con la giustizia.

Tra gli incontri contestati dagli investigatori figurano anche quelli con detenuti sottoposti al regime del 41-bis, tra cui Filippo Guttadauro, cognato del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

La decisione della Cassazione non incide sulla condanna penale già definitiva, ma riguarda esclusivamente la misura di prevenzione personale. La vicenda tornerà ora all’esame della Corte d’Appello di Palermo, chiamata a rivalutare la posizione di Nicosia alla luce delle indicazioni fornite dai giudici di legittimità

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